Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Città del Vaticano

  • Pedofilia, il Papa chiede perdono: dolore e suicidi sulla coscienza della Chiesa

    Pedofilia, il Papa chiede perdono: dolore e suicidi sulla coscienza della Chiesa

    Sei vittime di abusi di sacerdoti, tre uomini e tre donne adulti provenienti da Gran Bretagna, Germania e Irlanda, hanno partecipato stamattina a Santa Marta alla messa celebrata dal Papa. Si tratta del primo incontro di Francesco con vittime di abusi del clero, da lui stesso annunciato nel volo di ritorno dalla Terrasanta. Le sei vittime, dopo la messa e prima dei colloqui individuali con il Pontefice, hanno fatto colazione nel refettorio di Santa Marta. Anche ieri sera hanno cenato a Santa Marta e il Papa li ha già salutati in quella occasione.

    Padre Lombardi: messa molto commovente. «Una messa molto commovente, con la liturgia della pace e della giustizia»: così padre Federico Lombardi ha descritto la messa di stamattina a Santa Marta.

    «Omelia molto forte». L’omelia del Papa – ha detto padre Lombardi – è un testo estremamente significativo, molto denso, molto forte, rimane un contributo estremamente importante. Papa Francesco, che ha già fatto diversi riferimenti a questo tema, questa volta lo ha affrontato in modo diretto e ampio, è un testo molto importante su questa tematica».

    Il Papa a colloquio per mezz’ora con ogni vittima.
    Le sei vittime di abusi hanno avuto colloqui individuali con il Papa. La durata totale è stata di oltre tre ore, quindi ciascuno ha potuto parlare con Francesco per circa mezz’ora. Ognuno era accompagnato da un familiare o persona di fiducia che aiutava anche per la traduzione.

    «L’incontro ha mostrato la strada». «L’incontro – ha commentato padre Lombardi – ha mostrato che l’ascolto delle vittime aiuta a capire e a preparare una strada per guarire le ferite, a preparare una strada di riconciliazione con Dio e con la Chiesa. Si tratta di una prospettiva costruttiva, di una strada che continua, non è un punto terminale, è una tappa estremamente importante di una strada positiva di risanamento che ci apre verso il futuro. Il fatto che il gruppo fosse costituito da poche persone, è stato essenziale affinché l’incontro potesse essere così ampio e approfondito: con un numero maggiore di persone non sarebbe stato possibile. Per gli interessati è stato un momento estremamente importante per la loro vita, ma è stato anche un messaggio importante per la Chiesa e per tutti, sulla attenzione e sull’ascolto, sull’approccio necessario per avviare un profondo lavoro di ricostruzione e risanamento».

    Il Papa: «Soffro per i preti abusatori, profanata l’immagine di Dio». Il Papa, nell’omelia della messa, ha ribadito la propria «angustia e sofferenza» per gli abusi sui bimbi con cui i sacerdoti, in una sorta di «culto sacrilego» «hanno profanato la stessa immagine di Dio» e sacrificato i piccoli «all’idolo della loro concupiscenza. Gli Abusi sono più che atti deprecabili».

    «Il dolore degli abusati e i suicidi sono sulla coscienza della Chiesa».«Gli abusi del clero sui bimbi – ha detto il Papa – e in particolare i suicidi di chi non ha retto alla pena, pesano sul mio cuore, sulla mia coscienza, e su quella di tutta la Chiesa. Sono atti esecrabili che hanno lasciato cicatrici per tutta la vita».

    «Chiedo perdono per gli abusi del clero». «Davanti a Dio e al suo popolo – ha detto il Papa nella messa sono profondamente addolorato per i peccati i gravi crimini di abuso sessuale commessi da membri del clero nei vostri confronti, e umilmente chiedo perdono. Chiedo perdono anche per i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa».

    «La vostra presenza è speranza contro l’oscurità». Il Papa ha più riprese ringraziato le vittime. «La vostra presenza qui – ha detto in un passaggio della omelia – parla del miracolo della speranza che ha il sopravvento sulla più profonda oscurità. E questo perchè gli abusi di preti sui piccoli hanno un effetto dirompente sulla fede e la speranza in Dio. Alcuni si sono aggrappati alla fede, mentre per altri l’abbandono e il tradimento ha eroso la loro fede in Dio».

    «Il pianto delle vittime ha contagiato la nostra coscienza». «È stato il pianto di alcune vittime di abusi – ha detto Francesco – segno di un profondo dolore, una sofferenza, per tanto tempo nascosto, dissimulato di complicità che non trova spiegazione» a muovere la Chiesa e i papi ad agire: quei pochi che hanno cominciato a piangere hanno contagiato la nostra coscienza per questo crimine e grave peccato. Chiedo la Papa Francesco ha chiesto «la grazia che la Chiesa pianga e ripari per i suoi figli e figlie che hanno tradito la loro missione. Oggi il cuore della Chiesa guarda gli occhi di Gesù in questi bambino e bambine e vuole piangere».

    «Aiutatemi a trovare le migliori politiche anti-abusi». Il Papa ha chiesto sostegno affinché la Pontificia commissione per la tutela dei minori, «a qualsiasi religione appartengano», lo aiuti «a far sì che possiamo disporre delle migliori politiche e procedimenti nella Chiesa universale per la protezione dei minori e per la formazione di personale nella Chiesa che porti avanti politiche e procedimenti. Dobbiamo fare tutto il possibile perchè questi peccati non si ripetano più». Francesco ha confermato la vigilanza sulla formazione dei preti.

    Ieri, intanto, si è riunita la Pontificia commissione per la tutela dei minori, voluta dal Papa e coordinata dall’arcivescovo di Boston Soan O’Malley, istituita nello scorso marzo, che si è riunita una prima volta il primo maggio. Della commissione, composta per metà di donne e per metà di uomini, fa parte anche l’irlandese Marie Collins, vittima da ragazza degli abusi da parte di un sacerdote.

    Sempre nel viaggio di ritorno dalla Terrasanta, Papa Francesco aveva ricordato che neppure i vescovi colpevoli di abusi sono esenti da essere indagati, e che attualmente ce ne sono tre sotto indagine. Nel frattempo uno di essi, il polacco Jozef Weselowski, ex nunzio a Santo Domingo, è stato riconosciuto colpevole e ridotto allo stato laicale.

    Il primo Papa a incontrare vittime di violenza del clero è stato Benedetto XVI: il primo incontro di questo genere si è svolto a Washington il 14 aprile 2008. Successivamente Ratzinger ha incontrato vittime di abusi durante i suoi viaggi in Australia, Malta, Gran Bretagna e Germania.

    https://www.ilmattino.it/primopiano/vaticano/papa_vaticano_pedofilia_vittime_abusi_commissione_pontificia-604157.html

  • PEDOFILIA, PAPA FRANCESCO PERDONA MONS. MAURO INZOLI. RESTERÀ PRETE IL DISCEPOLO DI DON GIUSSANI, IL SANT’UFFIZIO L’AVEVA SPRETATO, MA IL PAPA SE NE FREGA DELLE VITTIME DELL’EX PRESIDENTE BANCO ALIMENTARE

    PEDOFILIA, PAPA FRANCESCO PERDONA MONS. MAURO INZOLI. RESTERÀ PRETE IL DISCEPOLO DI DON GIUSSANI, IL SANT’UFFIZIO L’AVEVA SPRETATO, MA IL PAPA SE NE FREGA DELLE VITTIME DELL’EX PRESIDENTE BANCO ALIMENTARE

    CREMA – Riconosciuti gli abusi sui minori, la Coingregazione per la dottrina della fede ha emanato il Decreto definitivo sul caso di don Mauro Inzoli.

    “In considerazione della gravità dei comportamenti – si legge nel documento a firma del cardinale Muller – e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente”.

    Per il sacerdote cremasco sono stati inoltre disposte altre restrizioni, soprattutto in merito ad eventuali contatti con minorenni. In caso di mancata osservanza, don Inzoli verrà ridotto allo stato laicale. “Don Mauro non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella Diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un’adeguata psicoterapia.

    Il Decreto  recepisce quanto papa Francesco, accogliendo il ricorso di don Mauro, ha stabilito ed è giunto al vescovo di Crema, Oscar Cantoni, il 12 giugno 2014.

     

  • Pedofilia, papa Francesco perdona mons. Mauro Inzoli. Resterà prete il discepolo di don Giussani

    Pedofilia, papa Francesco perdona mons. Mauro Inzoli. Resterà prete il discepolo di don Giussani

    CREMA – Riconosciuti gli abusi sui minori, la Congregazione per la dottrina della fede ha emanato il Decreto definitivo sul caso di don Mauro Inzoli.

    “In considerazione della gravità dei comportamenti – si legge nel documento a firma del cardinale Muller – e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente”.

    Per il sacerdote cremasco sono stati inoltre disposte altre restrizioni, soprattutto in merito ad eventuali contatti con minorenni. In caso di mancata osservanza, don Inzoli verrà ridotto allo stato laicale. “Don Mauro non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella Diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un’adeguata psicoterapia.

    Il Decreto  recepisce quanto papa Francesco, accogliendo il ricorso di don Mauro, ha stabilito ed è giunto al vescovo di Crema, Oscar Cantoni, il 12 giugno 2014.

     

     

  • Abusi sessuali su minorenni: “spretato” l’arcivescovo pedofilo. Resta sempre latitante in Vaticano e potrà far appello

    Abusi sessuali su minorenni: “spretato” l’arcivescovo pedofilo. Resta sempre latitante in Vaticano e potrà far appello

     Josef Wesolowski, ex nunzio vaticano in Repubblica dominicana, ridotto allo stato laicale. Ora rischia l’arresto.

    L’arcivescovo Jozef Wesolowski, ex nunzio della Santa Sede nella Repubblica Dominicana, è stato ridotto allo stato laicale per abusi sessuali su minori.

    Il processo di primo grado si è concluso in Città del Vaticano. In virtù della sentenza, dopo aver goduto di “relativa libertà di movimento” in attesa che il Sant’Uffizio ne verificasse le accuse di pedofilia, il monsignore polacco rischia ora rischia l’arresto o comunque una limitazione della libertà.

    “Saranno adottati tutti i provvedimenti adeguati alla gravità del caso”, ha spiegato la sala stampa vaticana. La giustizia dello Stato della Chiesa procede su un doppio binario, quello canonico e quello penale.

    Wesolowski era stato richiamato in Vaticano da papa Francesco nell’estate scorsa in seguito alle accuse dalla Repubblica dominicana sui presunti abusi su minori.

    http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2014/06/27/abusi_sessuali_su_minorenni_spretato_l_arcivescovo_pedofilo-3-374849.html

  • “Caso Orlandi, una centrale della pedofilia con 15 mila foto nel palazzo del Vaticano”

    “Caso Orlandi, una centrale della pedofilia con 15 mila foto nel palazzo del Vaticano”

    Un saggio di Fabrizio Peronaci racconta di un gruppo di potere dietro il sequestro di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, nel 1983. Il testo è imperniato sul memoriale di Marco Fassoni Accetti, fotografo e superteste, che sostiene di essere il telefonista del gruppo che rapì la Orlandi…

     Da “il Fatto Quotidiano”

    Un enorme archivio di foto pedopornografiche, in un ufficio del Vaticano. Ne scrive “Il Ganglio”, libro di Fabrizio Peronaci edito da Fandango, che racconta di un gruppo di potere dietro il sequestro di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, nel 1983. Il testo è imperniato sul memoriale di Marco Fassoni Accetti, fotografo e superteste, che sostiene di essere il telefonista del gruppo che rapì la Orlandi. Di seguito, un estratto dal libro.

    Ma che genere di filmato realizzò il creativo Marco Fassoni Accetti? (…) “Il video mostra la Gregori minacciata da un’arma calibro 357”. Dunque alla povera Mirella non fu risparmiato neanche questo, simulare la propria morte. Va notato il calibro: 357, usuale rimando alla data di Fatima (13-5-17). Come andò esattamente? “La scena non era così drammatica.

     IL GANGLIO LIBRO DI FABRIZIO PERONACI SU EMANUELA ORLANDI

    Si faceva vedere la pistola, poi la ragazza, la targa di Castel Porziano, in modo da rendere riconoscibile l’obiettivo. Alla fine c’era lo sparo, sì, ma fuori campo… Lasciando in sospeso se fosse o no ferale.” E Mirella? Era spaventata? “Ma no, lo sapeva che era una finta.” La minaccia, in ogni caso, funzionò: il presidente Pertini, lo vedremo, a meta ottobre interverrà per la prima volta sul caso Gregori, con un’importante intervista. A suggello di quel settembre da incubo, giunse, il 24, l’ultima telefonata al bar.

    L’Amerikano elencò i vestiti di Mirella: maglieria Antonia, jeans, scarpe Saroyan… “Vuoi sapere degli abiti? A entrambe, ovviamente, chiedemmo di cambiarli, per non essere riconosciute. I vecchi, eccetto la biancheria, furono presi dalla tedesca e rimasero in possesso del nostro gruppo. Li collocammo in certi posti, come messaggi dalla valenza intimidatoria nei confronti di prelati avversi”.

    Marco Fassoni Accetti sta svelando qualcosa di grave, attenzione.

    La sfida si degradò al piu abietto dei ricatti , lasciare capi d’abbigliamento di Emanuela e Mirella in uffici di monsignori? Finora è emerso che il “ganglio” usò la pedofilia come arma di pressione, un monito ad alto potere di convincimento, certo, ma comunque differente dall’utilizzo doloso e criminale di corpi di reato (la maglietta, i pantaloni, la cintura delle ragazze scomparse) per annientare, con prove false e schiaccianti, i propri avversari (…) In questo viaggio scandito da eventi tragici e riprovevoli, di vizi ne abbiamo incrociati più d’uno (…) La lussuria ancora no, è stata solo agitata, evocata.

     MARCO FASSONI ACCETTI

    Invece, in uno degli interrogatori… “Ricordo che un capo d’abbigliamento della Gregori fu nascosto nei locali della Pontificia commissione dei Migranti, ove vi era la segreteria del pro-presidente. Questa collocazione risale al 1985.” Ai magistrati ha fatto un nome che già conosciamo: monsignor Cheli, nunzio apostolico alle Nazioni Unite, esponente dell’osteggiata fazione opusiana, in quei mesi rientrato a Roma e incaricato di seguire le problematiche del nomadismo.

    Il prelato, morto all’età di 94 anni nel febbraio 2013, pochi giorni prima delle dimissioni di Benedetto XVI, che salutò in lui “lo zelante pastore fedele al Vangelo”, subì pesanti ricatti? Fu costretto a compromessi, o qualcosa di peggio, in conseguenza della spada posata dal “ganglio” sopra la sua testa? Non è tutto, purtroppo.

    “Ricordo altresì che un secondo capo d’abbigliamento della Gregori fu posto nell’edificio di via dell’Erba, dove aveva sede una organizzazione in passato presieduta dal cardinale Sergio Pignedoli e poi da monsignor Jadot. La collocazione in quell’ufficio ecclesiastico intendeva essere un monito” (…) La faccenda è scabrosa, spieghiamo bene. Marco Fassoni Accetti non produce prove, ma quanto dichiara finisce agli atti.

    Al termine dell’interrogatorio del 24 luglio 2013, quando oltre le imposte del Palazzo di giustizia è già sera, firma il verbale in calce a ogni pagina. Sta parlando di un palazzo vaticano a 300 metri da piazza San Pietro, in una traversa di via della Conciliazione, sulla destra provenendo da Castel Sant’Angelo.

    Qui, in via dell’Erba civico 1, aveva sede il Segretariato per i non cristiani, il cui nome è in seguito mutato in Pontificio consiglio per il Dialogo inter-religioso, a capo del quale lavorò fino alla morte il cardinale Pignedoli, figura di rilievo, sostenuto dall’ala progressista, papabile nel conclave che elesse Luciani. Nel 1980, in seguito al lutto improvviso, la presidenza passò a un altro prelato postconciliare, Jean Jadot, richiamato dagli Stati Uniti, dove, da nunzio apostolico, si era imposto come artefice della Chiesa pastorale sui temi della giustizia e del rispetto delle culture diverse, attirando a sé strali conservatori.

    Via dell’Erba 1… “In tali locali o comunque altri di spettanza del cardinale Pignedoli vi erano conservate numerose fotografie, circa 15 mila diapositive, che riprendevano ragazze e ragazzi, adolescenti e giovani. L’età andava dai 16 ai 30 anni. Qui inserimmo alcune diapositive della Orlandi e della Gregori”. La rivelazione è questa: esplode come una sventagliata.

     Marco Fassoni Accetti, dopo averci girato attorno, decide che è il caso di dirla tutta. Sta parlando di un archivio di migliaia di immagini la cui custodia e il cui utilizzo configurerebbero l’esistenza di una sorta di centrale pedopornografica a due passi da San Pietro.

     Il superteste se ne rende conto? Come conta di argomentare? I progressisti Pigne-doli e Jadot, il secondo morto nel 2009, a 99 anni, erano complici del traffico? Oppure – ricorrente doppia faccia, tipica in certe realtà – le immagini erano state artatamente poste in quelle “pertinenze” per incastrarli, per sconfiggere le forze favorevoli al rinnovamento in una Chiesa combattente sì, ma a senso unico, solo contro l’“impero del male” comunista? Le domande sulle presunte 15 mila foto di adolescenti stipate in armadi di proprietà ecclesiastica mettono ansia, spalancano dubbi. Ce n’è un’ultima, sul tema. “I vestiti della Gregori furono collocati in quattro sedi: due religiose, come ho messo a verbale, e due laiche”. Quali? “Non lo ricordo”.

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/vaticano-ano-ano-ano-caso-orlandi-centrale-pedofilia-15-79329.htm

  • Bergoglio e la pedofilia: gli abusi sui bambini? Come un innocuo rituale

    Bergoglio e la pedofilia: gli abusi sui bambini? Come un innocuo rituale

    La violenza più efferata paragonata alle messe nere. Un crimine orrendo equivale a una rappresentazione pittoresca. E questo sarebbe il papa rivoluzionario?

    Hemant Mehta

    Alcuni giorni fa, è scoppiata una polemica alla Harvard University quando lo Harvard Extension Cultural Studies Club (con l’aiuto del Satanic Temple di New York) ha programmato la celebrazione di una “Messa Nera”, un rituale che stravolge la messa cattolica (ad esempio, dissacrando l’ostia della comunione).

    Pur sapendo che durante la cerimonia non sarebbe stata usata l’ostia consacrata, i cattolici hanno reagito furiosamente al fatto che il campus permettesse che la cerimonia avesse luogo (malgrado il contesto accademico). Una edizione straordinaria del Crimson ha titolato “Odio a Harvard” ed il Rettore Drew Faust ha partecipato ad una contro-messa cattolica in risposta (parlando a mezza bocca del diritto alla libertà di parola).

    A prescindere da cosa ne pensiate della messa nera, la verità è che non è stato leso alcun cattolico durante questo rituale. Ciò che è stato fatto era puramente simbolico. L’unico danno può essere stato quello alla sensibilità delle persone che si opponevano ad esso.

    Viene quindi spontaneo chiedersi cosa diavolo stesse pensando Papa Francesco quando ha paragonato una messa nera alle molestie sui bambini all’interno della Chiesa:

    Il Boston Globe ha aggiunto che Francesco ha usato un linguaggio forte nel denunciare l’abuso sessuale dei bambini da parte del clero, definendolo un “crimine molto grave” e dicendo che quando un prete abusa di un bambino, è come se avesse celebrato una messa nera come parte di un rituale satanico. «Dobbiamo agire con tolleranza zero», ha concluso il pontefice.

    L’abuso sessuale è un crimine molto grave. Le vittime sono segnate per tutta la vita. I preti sono stati troppo spesso tirati fuori dai guai o trasferiti in altre parrocchie. Le persone vengono ferite, fisicamente, mentalmente ed emotivamente.

    Una messa nera? Non fa male a nessuno. Al massimo, alcune persone sono sconvolte perché c’è chi non è d’accordo con loro e si fa beffe di un rituale che loro prendono molto sul serio. Ma anche se venisse dissacrata un’ostia consacrata, avrebbe lo stesso effetto della danza della pioggia. È simbolismo puro.

    Che il Papa possa paragonare l’abuso sessuale su minori ad un innocuo (per quanto controverso) rituale svilisce ogni bambino che è stato stuprato da un prete cattolico.

    A dire il vero, reg Epstein, cappellano umanista di Harvard che si era opposto alla messa nera, si è indignato per il paragone fatto dal Papa, scrivendo su Facebook: «Questa dichiarazione è raccapricciante e offensiva. Non si possono paragonare estese violazioni dei diritti umani ad un recente singolo episodio di fuorviante attivismo satirico. Non sono simili, ma molto, molto peggio. […] Spero che persone di qualsiasi appartenenza religiosa e non religiosa focalizzino l’attenzione su questa dichiarazione fuori luogo di #PapaFrancesco. Contattatelo su twitter. Si spera che funzioni. Dovrebbe chiedere scusa e poi trovare una maniera molto diversa quando parla di abuso se vuole realmente farsene carico».

    Dubito che contattarlo su twitter cambierà il modo di pensare del Papa, ma certamente il suo staff e i giornalisti che lo vedono con regolarità gli potranno chiedere di chiarire e rettificare le sue parole.

    Per un Papa conosciuto in tutto il mondo per la sua gentilezza, questa è stata una cosa estremamente stonata da dire


    Hemant Mehta, Patheos
    Traduzione di Flavia Vendittelli 

  • Il Papa a giugno celebrerà una messa con otto vittime degli abusi. Ma non chiama nessuna di quelle che gli hanno inviato l’appello.

    Il Papa a giugno celebrerà una messa con otto vittime degli abusi. Ma non chiama nessuna di quelle che gli hanno inviato l’appello.

    Sono persone provenienti da vari Paesi tra cui Germania, Inghilterra, Irlanda. L’annuncio dello stesso Pontefice sul volo di ritorno dalla Terra Santa, che ha chiarito anche che l’incontro tra Peres e Abu Mazen “sarà di preghiera”

    La prossima settimana, il 6 o il 7 giugno, papa Francesco celebrerà a Santa Marta una messa con un gruppo di otto vittime della pedofilia provenienti da vari Paesi tra cui Germania, Inghilterra, Irlanda. Saranno accompagnate dal cardinale O’Malley. Lo ha annunciato lo stesso Pontifice sul volo di ritorno dalla Terra Santa.

    Pedofilia come le messe nere, tolleranza zero” – “La pedofilia è un problema grave. Un sacerdote che fa questo tradisce il corpo del Signore, come nelle messe nere”, ha spiegato annunciando che sugli abusi “non ci saranno privilegi”. “Oggi ci sono tre vescovi sotto indagine e si sta studiando la pena: si deve andare avanti, tolleranza zero”.

    “Incontro Peres-Abu Mazen sarà di preghiera” – “L’incontro in Vaticano sarà un incontro di preghiera, non servirà per fare una mediazione. Ci riuniremo a pregare. Poi ognuno tornerà a casa”, ha spiegato papa Francesco in merito all’incontro di pace con il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen, da lui invitati in Vaticano. “Ci sara’ un rabbino, un islamico, ci sarò io. Ho chiesto al custode di Terra Santa – ha aggiunto – di organizzare le cose pratiche”.

    “Ratzinger ha aperto porta per papi emeriti” – “Un vescovo di Roma che sente le forze venire meno deve farsi le stesse domande di Benedetto XVI”, ha poi ricordato. Per il pontefice, Ratzinger “non è un caso unico: ha aperto la porta dei Papi emeriti, che prima non c’erano”. Alla domanda dei giornalisti se lui stesso, nel caso dovesse sentire venir meno le forze, farebbe la stessa scelta di Benedetto XVI, Bergoglio ha risposto: “Farò quello che il Signore mi dirà di fare: quindi pregare e cercare la volontà di Dio”. 

    “Celibato preti dono a Chiesa, lo apprezzo” – “Il celibato sacerdotale non è un dogma di fede, ma una regola di vita che io apprezzo tanto: un dono per la Chiesa. Per una discussione ci sono le porte aperte – ha aggiunto – ma in questo momento sono altri i temi sul tappeto”.

    “Beatificazione Pio XII ferma, non c’è miracolo” – La causa di beatificazione di Pio XII “è aperta, io mi sono informato, ma ancora non c’è nessun miracolo. Se non ci sono miracoli non possiamo andare avanti. Dobbiamo guardare alla causa nella sua realtà – ha aggiunto – ed è questa: non ci sono miracoli, quindi non può andare avanti”.

    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/2014/notizia/il-papa-a-giugno-celebrera-una-messa-con-otto-vittime-degli-abusi_2047378.shtml

  • Giallo e accuse contro Giovanni Paolo II, il Papa Santo

    Giallo e accuse contro Giovanni Paolo II, il Papa Santo

     “La volontà di non sapere” è un libro pubblicato in Spagna, dal quale è stato tratto “Chiesa e pedofilia, il caso italiano”.

    Accuse pesanti sui rapporti tra il Papa Santo Karol Wojtyla e Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo.Sarebbero state ignorate delle denunciate arrivate in Santa sede tra il ’97 e il ’98 – secondo quanto riporta anche L’Espresso – da parte di un docente universitario, José Barba, testimone diretto di comporamenti “particolari” del sacerdote messicano. 

    Secondo quanto scrive Tulli nell’edizione italiana del libro, anche Ratzinger avrebbe ignorato delle denunce dnei confronti di Maciel, stavolta mosse da Athie, uno degli autori del libro spagnolo che abbandonò il sacerdozio.

    Solo nel 2005, poco prima che Ratzinger venga nominato Papa, si apre una procedura ufficiale in Vaticano. Un giallo che non potrà essere svelato, anche perché Maciel fondatore dei legionari di Cristo, è scomparso nel 2008.

    http://www.solonotizie24.it/wip/2014/05/23/giallo-e-accuse-contro-giovanni-paolo-ii-il-papa-santo/33011

     

  • Pedofilia, Comitato tortura Onu: Vaticano deve garantire risarcimento a vittime

    Pedofilia, Comitato tortura Onu: Vaticano deve garantire risarcimento a vittime

     Il Comitato Onu sulla tortura a termine dell’esame del primo rapporto consegnato della Santa Sede all’Onu sul caso di pedofilia ha scritto che la Santa Sede deve garantire risarcimento e piena riabilitazione alle vittime di abusi sessuali commessi da o con il consenso di funzionari dello Stato.

    Secondo la conclusione del comitato Onu, la Santa Sede non ha infranto la Convenzione contro la tortura. Il comitato tuttavia ammonisce il Vaticano di non aver reso obbligatorie le denunce alla polizia dei reati di pedofilia e di avere trasferito preti evitando loro sanzioni giudiziarie.

    Secondo quanto riporta la Santa Sede in un comunicato, la Commissione apprezza “il dialogo costruttivo e aperto con la delegazione di alto livello”, guidata dall’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, monsignor Silvano Maria Tomasi sottolineando come la Commissione riconosce inoltre “che la Santa Sede, le diocesi cattoliche e gli ordini religiosi hanno compiuto sforzi importanti per prevenire gli abusi sessuali contro i minori”-

    Tuttavia, il Vaticano ribadisce quanto ha già espresso davanti alle Nazioni Unite, ovvero che la pedofilia, non rientra sotto la voce tortura e che la Santa Sede non può rispondere dell’agire di tutto il clero.
    “Pur non concludendo in modo esplicito che lo stupro o l’abuso sessuale da parte di individui costituisce un atto di tortura, molte delle osservazioni finali fanno riferimento all’abuso sessuale” e anche se vi potrebbe essere “un assunto di fondo che indica l’abuso sessuale come una forma di tortura secondo la definizione della Cat”, questo assunto, precisa il Vaticano, “non è né sostenuto dal testo della Cat né è stato in alcun modo accettato dalle autorità sui diritti umani”.
    Per il vaticano, l’assunto è “fallace, fuorviante e controproducente”.

    Infine, nella nota di commento alle conclusioni dell’Onu, la Santa Sede scrive che vi è il tentativo “di dare l’impressione che tutti i sacerdoti nel mondo siano indirettamente e giuridicamente legati al Vaticano”, mentre ciascuno “è cittadino giuridicamente dipendente dal paese in cui vive e che ha diritto di esercitare la sua sovranità senza interferenze esterne”.
    Inoltre, la Santa Sede assicura che “considererà molto seriamente” le accuse rivolte per “non aver richiesto che le accuse di abusi vengano riportate alla polizia”.

    Nel rapporto conclusivo dell’Onu vi è anche un capitolo che riguarda l’aborto per cui l’Onu ha spiegato che gli sforzi della Chiesa sono volti alla protezione dei nascituri e rientrano nel diritto alla libertà religiosa e che pertanto non configurano quindi una violazione della convenzione.

    A febbraio scorso la commissione Onu per i diritti dei minori avave reso noto le conclusioni di un rapporto in cui accusava il Vaticano di non aver fatto nulla contro la pedofilia, e chiedeva pertanto “l’immediata rimozione” dei responsabili di quegli atti.

    Mentre a marzo, la conferenza episcopale aveva diffuso le “linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici” citata appunto dall’Onu per i progressi messi in atto e criticate nella parte che suscitò polemiche anche in Italia e che riguardava il fatto che “i vescovi italiani ribadivano la differenza di ruoli tra autorità ecclesiastica e civile”.

    Redazione

    http://www.direttanews.it/2014/05/23/pedofilia-comitato-tortura-onu-vaticano-deve-garantire-risarcimento-a-vittime/

  • Pedofilia, Papa Francesco riceve Ban Ki-Moon per evitare nuova condanna Onu

    Pedofilia, Papa Francesco riceve Ban Ki-Moon per evitare nuova condanna Onu

    Il Papa riceve Ban Ki-Moon per evitare la seconda condanna dell’Onu sulla pedofilia. Mentre all’ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra il Vaticano è di nuovo sul banco degli imputati per gli abusi dei preti sui minori, Francesco ha incontrato i membri del Consiglio dei capi esecutivi per il coordinamento dell’Onu accompagnati dal segretario generale dell’organismo internazionale. Dopo il durissimo atto di accusa del 5 febbraio scorso con il quale il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha affermato che “la Santa Sede ha permesso decine di migliaia di abusi sui bambini”, è atteso, infatti, per il 23 maggio prossimo il nuovo pronunciamento. La Santa Sede, che teme che la seconda condanna sia stata già scritta, vuole evitare un nuovo parere negativo e in sua difesa ha evidenziato che negli ultimi dieci anni, dal 2004 a oggi, sono stati ridotti allo stato laicale 848 preti pedofili.

    Il capo della delegazione vaticana, monsignor Silvano Tomasi, osservatore permanente presso l’Onu di Ginevra, ha risposto punto su punto alle obiezioni che gli sono state rivolte dal Comitato sulla Convenzione contro la tortura, molte delle quali avevano come oggetto proprio la pedofilia del clero. In questi giorni il Vaticano sta cercando di ottenere l’appoggio dei vertici delle Nazioni Unite per evitare la nuova bocciatura, che sarebbe ancora più dolorosa dopo i provvedimenti assunti in queste settimane dalla neonata Pontificia commissione per la tutela dei minori istituita da Papa Francesco. Organismo di cui fa parte anche una vittima degli abusi, l’irlandese Marie Collins.

    Nel suo discorso a Ban Ki-Moon e agli altri dirigenti dell’Onu presenti in Vaticano il Papa, chiedendo “una mobilitazione etica mondiale”, ha sottolineato la necessità di “sfidare tutte le forme di ingiustizia, opponendosi alla ‘economia dell’esclusione‘, alla ‘cultura dello scarto‘ e alla ‘cultura della morte’, che, purtroppo, potrebbero diventare una mentalità accettata passivamente”. Francesco si è rivolto agli “operatori politici ed economici” perché facciamo “scelte generose e coraggiose che abbiano risultati immediati” per la lotta alla povertà. “Il progresso economico e sociale equo – ha sottolineato Bergoglio – si può ottenere solo congiungendo le capacità scientifiche e tecniche a un impegno di solidarietà costante, accompagnato da una gratuità generosa e disinteressata a tutti i livelli. A questo sviluppo equo – ha concluso il Papa – contribuiranno, pertanto, sia l’azione internazionale, impegnata a conseguire uno sviluppo umano integrale a favore di tutti gli abitanti del pianeta, sia la legittima redistribuzione dei benefici economici da parte dello Stato, sia l’indispensabile collaborazione dell’attività economica privata e della società civile”.

    Twitter: @FrancescoGrana

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