Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Il punto della Rete L’ABUSO

  • Condanna definitiva per l’ex rettore del seminario minorile dei Legionari di Cristo di Gozzano

    Condanna definitiva per l’ex rettore del seminario minorile dei Legionari di Cristo di Gozzano

    Si è concluso ieri in Cassazione, con declaratoria di inammissibilità del ricorso proposto dall’imputato, il processo nei confronti di Vladimir Resendiz Gutierrez, condannato in via definitiva a 6 anni e 6 mesi.

    La fine di un incubo per due dei tre ex seminaristi (il terzo, purtroppo, prescritto) vittime dell’ex rettore del seminario minorile dei Legionari di Cristo di Gozzano (NO), difese dall’avvocato Daniela Cultrera, che vedeva anche la costituzione di parte civile della Rete L’ABUSO.

    Una giustizia che arriva, come di consueto, dai tribunali civili e non da quelli canonici, per la quale ora ci si domanda se il Gutierrez vedrà mai il carcere in quanto, grazie all’aiuto delle gerarchie, dopo il processo canonico che lo aveva visto ridotto allo stato laicale e, ancora prima dell’inizio del processo civile, era riuscito a fuggire in Messico, dove si trova tutt’ora.

    Non è ancora noto se dopo il processo, che si è interamente svolto in assenza dell’imputato, verrà chiesta l’estradizione del Gutierrez o se, malgrado la condanna, resterà impunito.

    Ancora aperto invece il procedimento nei confronti delle gerarchie della Congregazione dei Legionari e del loro avvocato, accusati di tentata estorsione e favoreggiamento ai danni della famiglia di una delle vittime.

    Redazione

  • In replica all’articolo de “IL SUSSIDIARIO” del 20/07/2020 ”Preti in Italia tutti pedofili? Falso”/ Di Giacomo “i dati smontano fango su Chiesa”

    In replica all’articolo de “IL SUSSIDIARIO” del 20/07/2020 ”Preti in Italia tutti pedofili? Falso”/ Di Giacomo “i dati smontano fango su Chiesa”

    In riferimento all’articolo in oggetto pubblicato il 20 luglio scorso dal titolo ”Preti in Italia tutti pedofili? Falso”/ Di Giacomo “i dati smontano fango su Chiesa” a firma di Niccolò Magnani nel quale si riportano le dichiarazione del sacerdote e giornalista don Filippo Di Giacomo e premesso che sarei ben felice se le cose stessero così, ho tuttavia alcune perplessità sul contenuto dell’articolo e sulla fonte dei dati esposti, che nell’articolo non viene citata.

    Non è neppure chiara la comparazione fatta riguardo le categorie, ovvero se la comparazione è sommaria – sacerdoti e laici- o se la comparazione è stata effettuata su una corretta e reale analisi delle categorie, ovvero; sacerdoti; insegnanti; allenatori; familiari ecc.

    Nel primo caso non procedo neppure, in quanto la base di analisi è a dir poco forviante e inattendibile, nel secondo caso, ovvero quello di una analisi percentuale delle diverse categorie – premesso che in Italia non esiste un dato pubblico attendibile fornito dallo Stato, soprattutto sulla categoria dei sacerdoti – ci si chiede su quale basi sia stata fatta la comparazione.

    È tuttavia possibile sulla base dei dati globali delle altre nazioni, pressappoco analoghi tra loro, esporre dati attendibili.

    Per quanto riguarda le varie categorie, insegnanti; allenatori; familiari ecc. la statistica – nella categoria più a rischio – si aggira intorno all’1,8%, mentre in quella dei sacerdoti, sulla base dei risultati ottenuti dalle varie commissioni di inchiesta, parte dal 4% e arriva come nel caso dell’Australia, fino all’8%.

    Un dato di gran lunga superiore, aggravato dalle politiche criminali tutt’ora in atto da parte delle gerarchie cattoliche, le quali, anche sulla base dell’ultimo Motu proprio di papa Francesco “VOS ESTIS LUX MUNDI” , omettendo sistematicamente la denuncia alle autorità civili e spostando ogni volta il sacerdote, favoriscono maggiormente gli abusi.

    Nella proiezione fatta dal collega Mark Vincent Healy, sulla base degli studi fatti da il Dr. padre Richard Sipe e quelli di padre Andrew M. Greeley, possiamo notare non solo il potenziale della recidiva nei preti cattolici (per via dell’omertà vaticana), ma anche, se pur in assenza di una quantificazione italiana, che proprio il nostro paese, è quello che sulla base della popolazione cattolica e quella dei sacerdoti, ha il più alto potenziale al mondo.

    A smentire ulteriormente il dato piuttosto dubbio del don giornalista Filippo Di Giacomo, è l’atteggiamento criminale di tutti i sacerdoti cattolici. Non che si voglia fare di tutta l’erba un fascio, ancor meno dire che siano tutti pedofili, tuttavia il fatto che non esista traccia di un solo sacerdote che abbia denunciato alle autorità civili un collega pedofilo, li rende quanto meno tutti complici.

    Francesco Zanardi

  • Lapsus Freudiano in Vaticano

    Lapsus Freudiano in Vaticano

    L’”Estate ragazzi” per i bambini del Vaticano è stata ideata da un torinese, Gigi Cotichella.

    Un’iniziativa forse poco azzeccata o magari un lapsus Freudiano in quanto si vede un Titanic gonfiabile che cola a picco nell’Aula Paolo VI, un po come a rappresentare il fallimento di Bergoglio nella lotta alla pedofilia, che tutt’ora lascia l’amaro in bocca e lo scontento tra le vittime di tutto il mondo, che al di là delle chiacchiere di papa Francesco, attendono ancora giustizia.

    ? @ArthurHerlin

  • Le Marche regalano un fiume di soldi alla chiesa, 800.000€ solo di fondi diretti alle parrocchie

    Le Marche regalano un fiume di soldi alla chiesa, 800.000€ solo di fondi diretti alle parrocchie

    Sembra un vero e proprio Marche- ttone a parrocchie e scuole paritarie, almeno stando a quanto risulta dalla PIATTAFORMA 210 della Regione Marche che lancia un bando al quanto curioso.

    La nostra indignazione non è rivolta solamente al fiume di denaro, ma alla preoccupazione che quel fiume di denaro destinato soprattutto alle parrocchie, ma non solo, possa portare l’istituzione ecclesiastica, che ad oggi non ha ancora attuato in Italia alcun provvedimento concreto in tutela dei minori, a produrre nuovi casi di abusi sessuali a danno di minori.

    Il nostro purtroppo non è un pregiudizio, ma la preoccupazione reale dovuta al fatto che mentre in tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, di fronte allo scandalo pandemico che ha investito il pianeta, i Governi abbiano preso provvedimenti in tutela della popolazione, avviato commissioni di inchiesta che hanno portato alla luce nomi e cognomi dei sacerdoti pedofili, potendo così monitorare i loro spostamenti e al tempo stesso dando la possibilità ai cittadini di poter controllare a chi affidano i propri figli, il nostro paese vive ancora nella più totale incognita.

    In Italia, malgrado le richieste che da anni la Rete L’ABUSO inascoltata avanza al Governo, malgrado il pesante sollecito fatto anche dal Comitato ONU per la tutela dell’infanzia che intima all’Italia una commissione di inchiesta e alla Magistratura di fare indagini più accurate proprio alla luce dei più di 300 casi di preti tra indagati o condannati per pedofilia solo nel nostro paese, il fatto che questo enorme finanziamento che ha la finalità di convogliare migliaia di minor presso strutture cattoliche senza controllo, ha sollevato la nostra grande preoccupazione.

    Strutture senza controllo perché di fatto lo Stato e la stessa magistratura, come documenta ampliamente il report prodotto dalla Rete L’ABUSO per il comitato ONU che dopo l’esamina, nel suo report conclusivo di risposta lo conferma in toto (al punto 21), ma anche come documenta l’inchiesta giornalistica di Emanuela Provera e Federico Tulli, raccolta nel libro edito da Chiarelettere “Giustizia Divina”, purtroppo tutt’ora, a differenza degli altri paesi, lo Stato italiano lascia la gestione dei preti pedofili alla discrezione del clero.

    L’italia infatti, a differenza degli altri paesi più industrializzati, è quella che come denuncia anche l’esperto di statistiche irlandese Mark Vincent Healy, sulla base della popolazione, non solo ha il potenziale più alto di preti pedofili, ma anche quello di vittime e di casi in cui – come confermano le Nazioni Unite – queste non ricevano giustizia e assistenza alcuna dallo Stato italiano, ancor meno dalla chiesa.

    Ma passiamo alle cifre esorbitanti destinate alla sola Regione marche, che conta appena un milione e mezzo di abitanti, elargendo solo di fondi diretti unicamente alle parrocchie € 800.000,00.

    Poi ci sono tutti gli altri richiedibili anche, ma non solo dal clero che tuttavia detiene nel nostro paese il primato delle scuole private paritarie e del volontariato.

    Servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni) non convenzionati € 723.000,00

    Servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni) convenzionati € 434.000,00

    Scuole dell’infanzia paritarie (3-6 anni) € 1.774.448,00

    Scuole primarie parificate € 75.000,00

    Scuole paritarie di I e II grado € 225.000,00
    Francesco Zanardi

  • Morto Georg Ratzinger e con lui i segreti dei 547 bimbi abusati da preti nel coro di Ratisbona

    Morto Georg Ratzinger e con lui i segreti dei 547 bimbi abusati da preti nel coro di Ratisbona

    Morto Georg Ratzinger, fratello del Papa emerito Benedetto XVI, è morto a 96 anni.

    Georg Ratzinger, come il fratello Joseph, venne ordinato sacerdote il 29 giugno del 1951 nel Duomo di Frisinga.

    Il Papa emerito gli aveva fatto visita due settimane fa, il 18 giugno, proprio per dargli il suo addio.

    Muoiono con lui i segreti sui 547 bimbi abusati da preti nel coro di Ratisbona.

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2017/07/19/germania-abusi-su-547-ragazzi-del-coro-cattolico-di-ratisbona/

  • GIOVANARDI, D’ASCOLA, TORRISI, BIANCONI, CHIAVAROLI tentarono di legittimare la pedofilia

    GIOVANARDI, D’ASCOLA, TORRISI, BIANCONI, CHIAVAROLI tentarono di legittimare la pedofilia

    Nell’emendamento di Commissione relativo al DDL n. 1052 del 2014, relativo alla legge contro l’omofobia i Senatori GIOVANARDI, D’ASCOLA, TORRISI, BIANCONI, CHIAVAROLI cercarono di legittimare la pedofilia equiparandola in modo ignorante ad un orientamento sessuale.

    La parola pedofilia è di per se indicativa di una fascia di età non equiparabile ad un orientamento sessuale, in quanto si parla di minori che vanno dall’età prepubere a un massimo di 14 anni, età che per lo Stato italiano è indicativa di individui che non hanno la maturità e la consapevolezza per poter esercitare tale scelta. Di fatti, la maturità sessuale nel nostro paese inizia a maturare dal 14° anno di età.

    La stessa definizione di orientamento sessuale; eterosessuale, bisessuale, omosessuale ecc. è una scelta matura dell’individuo e non un subire passivamente e senza alcuna consapevolezza (come nel caso dei minori) quella che di fatto diventa una violenza, in quanto scelta del solo adulto che il minore è invece costretto a subire.

    Nella discussione in Senato fortunatamente l’ignorante e indecente proposta fu poi rimossa, ma quanto accaduto è un fatto gravissimo che avrebbe potuto portare ad ulteriori modifiche o addirittura proposte che portassero nel nostro paese già tanto provato da questa piaga, una sorta di legalizzazione della pedofilia.

  • Preti pedofili, la pandemia italiana che Governo e stampa tacciono

    Preti pedofili, la pandemia italiana che Governo e stampa tacciono

    Grazie soprattutto alla stampa che scrive poco e che da decenni non approfondisce più con inchieste, negando così la consapevolezza ai cittadini a discapito di migliaia di bambini in Italia, dove a differenza degli altri paesi in cui grazie alla consapevolezza, la popolazione ha preteso una presa di posizione dei Governi, abbiamo pensato di portare all’attenzione, Regione per Regione, il DISASTRO italiano.

    Di seguito i link alle raccolte regionali che il sito della Rete L’ABUSO documenta da soli 10 anni.

    Un archivio storico di 7.166 documenti che di fronte all’indagine del Boston Globe, la fanno apparire una goccia nel mare.

    Il film scandalo documentava un centinaio di casi, noi, ignorando il sommerso, ne documentiamo solo in Italia, più di 300 che trovate in questa mappa. Diocesi non sicure

    Qui i vari articoli e comunicati stampa ignorati dai media, che già da soli descrivono una paurosa realtà. Il punto della Rete L’ABUSO

    Di seguito tutto il documentale regione per regione. Buona lettura, se così si può dire.

    Abruzzo – Molise


    Basilicata


    Calabria


    Campania


    Emilia Romagna


    Lazio


    Liguria


    Lombardia


    Marche


    Piemonte – Valle D’Aosta


    Puglia


    Sardegna

     


    Sicilia


    Toscana


    Triveneto


    Umbria


    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2018/10/07/quanti-sono-i-preti-pedofili-in-italia-dalle-proiezioni-litalia-ha-il-potenziale-piu-alto-di-qualsiasi-paese/

  • Statue indegne? Non siamo ipocriti parliamo anche di quella del Santo protettore dei preti pedofili

    Statue indegne? Non siamo ipocriti parliamo anche di quella del Santo protettore dei preti pedofili

    In questi giorni non si parla d’altro che di statue e monumenti indegni, da quella Edward Colston in Inghilterra, di Cristoforo Colombo negli USA, a quella di Indro Montanelli imbrattata pochi giorni fa a Milano.

    Stranamente però, nessuno parla di quella di Karol Wojtyla, Santo protettore di sacerdoti pedofili che grazie a lui e alle sue politiche criminali, hanno potuto stuprare migliaia di bambini innocenti in tutto il pianeta.

    la statua di Papa Ratzinger a Sulmona
    la statua di Papa Ratzinger a Sulmona

    La storia di Wojtyla inizia nel 2001 quando da papa, a seguito degli scandali che iniziavano a scoppiare in tutto il mondo, in particolare in America, ordinò all’allora cardinale Joseph Ratzinger (all’epoca prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede) e al suo segretario, il cardinale Tarcisio Bertone, di ricordare ai vescovi di tutto il mondo, con una lettera (De delictis gravioribus) che il documento del 1962 era ancora valido.

    Stiamo parlando di un documento segreto su un problema già ben noto alla chiesa nel 1962, la Crimen Sollicitationis, commissionato dal predecessore di Wojtyla, papa Roncalli e scritto da monsignor Alfredo Ottaviani. Un documento con più di 20 allegati nel quale spiegava come gestire internamente i crimini di pedofilia, redimere i sacerdoti criminali che li avevano commessi, zittendo vittime e testimoni con la minaccia della scomunica.

    A causa di quella lettera del 2001, nel 2005 il cardinale Ratzinger fu incriminato per intralcio alla giustizia grazie ad un avvocato di Houston, Daniel Sheehan e di certo non sarebbe finita bene se di li a poco, il cardinale Ratzinger non fosse stato eletto papa, potendo così usufruire, in quanto capo di stato, dell’immunità.

    Quella di Wojtyla è una statua che vedo puntualmente ogni volta che vado a Roma, è posta proprio fuori dalla stazione Termini e come vittima di un sacerdote mi ha sempre inquietato perché guardando quella veste che pare voler accogliere sotto di se qualcosa, mi ha sempre trasmesso l’idea di tutti quei preti criminali che Wojtyla ha protetto, a discapito di bambini come me che, grazie alle sue scelte, con ripercussioni notevoli nella vita ci hanno rimesso l’adolescenza, alcuni addirittura la vita stessa.

    Una statua che non vorrei mai fosse rimossa, basterebbe una targa che ricordi le scelte criminali che San Wojtyla ha fatto, in favore dell’istituzione e in sfregio di tutti quei bambini che, in tutto il mondo, ci avrebbero rimesso.

    Francesco Zanardi

  • Neppure la pandemia ferma il cattivo gusto della chiesa per la giornata dei bambini vittime di abusi

    Neppure la pandemia ferma il cattivo gusto della chiesa per la giornata dei bambini vittime di abusi

    “Quest’anno la XXIV GBV si celebra dal 25 aprile al 3 maggio, e sarebbe dovuta finire con il tradizionale incontro con il Santo Padre in piazza san Pietro, ma, a causa della pandemia, la partecipazione alla recita del Regina Cœli potrà essere soltanto virtuale, attraverso i social network.”

    Questo quanto riporta International Family News, ricordando l’iniziativa ideata nel 1995, in tempi meno conclamati, prima che tutto iniziasse, almeno pubblicamente.

    Iniziativa che dall’anno 2000, dopo quanto tristemente emerso dall’indagine giornalistica del team Spotlight, ha cominciato ad essere un insulto per tutti coloro che dell’ancor oggi impunita e criminale chiesa cattolica, sono vittime in tutto il mondo, vittime alle quali la chiesa cattolica non ha mai reso – e non intende farlo – alcuna giustizia.

    Uomini che ancora oggi, malgrado le loro continue testimonianze, dalla chiesa non hanno ottenuto neppure un risarcimento umano e, che tutti gli anni, sono costrette nel dolore e nella difficoltà che gli abusi dei preti gli hanno arrecato nella vita di tutti i giorni, a subire una tale irriverente baracconata di cattivo gusto, paradossalmente promossa dalla stessa chiesa, che puntualmente le stupra con la sua rinnovata ipocrisia e che come si legge nello striscione, sembra quasi voler accusare gli altri “della indifferenza contro la pedofilia”.

    Vittime che per la chiesa valgono solo quando c’è da fare propaganda, ma che nei fatti concreti, non gli si riconosce neppure il valore della vita umana.

    Francesco Zanardi

    Portavoce delle vittime italiane dei preti pedofili

  • La CEI invoca la libertà di culto. Invocasse anche la tutela dei minori

    La CEI invoca la libertà di culto. Invocasse anche la tutela dei minori

    Secondo la CEI, con il nuovo decreto Conte per la fase 2: «Si viola la libertà di culto». «I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale».

    Una affermazione che in altre circostanze potrebbe anche starci, ma detto da chi in sfregio alle leggi, italiane e divine, non ha mai avuto rispetto per i minori, tanto meno ha mai dimostrato intenzione di recuperare il danno fatto ai più deboli (comandamenti 5° e 6°), mentendo per sfuggire alla giustizia (comandamento 8°), violando senza mai pentirsi le più basilari regole di qualunque società civile, la cosa suona molto ipocrita e interessata.

    Ma motiviamo le affermazione fatte (comandamenti 5° e 6°) parlando di quei 150 sacerdoti pedofili condannati in Italia in via definitiva solo negli ultimi 15 anni, che stando alle proiezioni e, per rimanere super partes prendiamo pure quelle più in difetto fatte sulla base degli studi di Andrew_Greeley – un prete cattolico romano, sociologo, giornalista e romanziere popolare, professore di sociologia all’Università dell’Arizona – il numero di vittime risulterebbe 7.500 bambini.

    Se avessimo preso quelle di Richard Sipe – un monaco benedettino citato anche nel film Spotlight – il dato impennerebbe a 37.500 minori.

    Ebbene, al di la del fatto che in Italia, negli ultimi 15 anni il clero abbia prodotto 7.500 oppure 37.500 vittime, la chiesa italiana, non ne ha comunque mai risarcita una sola, quelle poche, hanno ottenuto risarcimenti solo grazie ai tribunali dello Stato italiano, e i preti criminali, quando hanno visto il carcere, appena usciti, sono quasi tutti ritornati al loro posto.

    Ben più ampia e drammatica la seconda motivazione (comandamento 8°) che vede questi stessi vescovi mentire sistematicamente, non solo ai fedeli, ma anche nelle aule di giustizia italiane.

    Prendiamo il caso del vescovo di Savona, Caloggero Marino, che in un procedimento civile tutt’ora in corso, malgrado il documento del 2004 scritto da un suo predecessore – che produciamo a lato – ha mentito spudoratamente, dichiarando riguardo a un suo prete pedofilo, don Nello Giraudo, che la diocesi non ha mai avuto certezza dei fatti.

    Emblematico, per non dire disgustoso, quanto dichiarato dal vescovo di Como Enrico Coletti, oggi in pensione, da monsignor Enrico Radice e dal numero 2 del Vaticano Angelo Comastri, che insabbiarono quello che tutti conosciamo come il caso dei chierichetti del papa, per non parlare del presunto accusato, Gabriele Martinelli, nel frattempo diventato, come nulla fosse, sacerdote.

    Bugie, insabbiamenti, ritorsioni che nella chiesa sono la prassi abituale, come testimonia un nostro assistito, ricordando il suicidio di don Diego Pirovano,  avvenuto pochi giorni fa a Cologno.

    Ecco perché troviamo davvero così di cattivo gusto il reclamo dei vescovi italiani, che spiace tanto per i fedeli, ma prima di riaprire le chiese, farebbero bene a fare tanta pulizia, sopratutto tra le gerarchie, perché come è giusto che ci sia il diritto di culto, è ancor più giusto e doveroso che i minori abbiano il diritto alla tutela e alla salute !

    Francesco Zanardi