Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Il punto della Rete L’ABUSO

  • ENNA – Le vittime e la Rete L’ABUSO “disconoscono” la Panchina viola; è un simbolo di responsabilità non di opportunità!

    ENNA – Le vittime e la Rete L’ABUSO “disconoscono” la Panchina viola; è un simbolo di responsabilità non di opportunità!

    La lotta contro gi abusi sessuali clericali sono una cosa seria perchè coinvolgono migliaia di giovani che portano per tutta la vita ferite insanabili. Per questo disconosciamo la paternità di quella panchina viola che il Comune di Enna ha installato al belvedere Marconi, dopo nostra richiesta e subito dopo la sentenza di condanna di Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato a 4 anni e mezzo di carcere per violenza sessuale aggravata a danni di minori dal Tribunale di Enna .

    Il Comune di Enna si è guardata bene dal costituirsi parte civile in quel processo, lasciando solo Antonio Messina che aveva denunciato Rugolo.

    A fronte di quanto sta avvenendo ad Enna, dove ieri sera i riti della settimana Santa, hanno visto protagonista monsignor Vincenzo Murgano, imputato per falsa testimonianza insieme al vescovo della diocesi di Piazza Armerina , Rosario Gisana, seduto accanto all’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Maurizio Dipietro e dell’assessore Mirko Milano e altri componenti della Giunta comunale, l’associazione Rete l’Abuso fa un passo indietro consapevole, dolorosamente, che l’installazione della panchina è stato solo un maldestro tentativo di aderire, in apparenza, ad una lotta che invece è una cosa seria.

    Quella panchina rappresenta un simbolo, ma chiama alla coerenza e alla fattività, nei comportamenti che ad Enna l’amministrazione comunale, sembra negare.

    La Retel’Abuso si stringe attorno ai componenti del movimento spontaneo “Non accetto prediche da chi copre un abuso” che, con grande coraggio e compostezza, sta manifestando il dissenso per la presenza del monsignore imputato alla processione del venerdì Santo.

  • Nasce “Spotlight on Italian survivors” e conta già 800 sacerdoti offender e migliaia di vittime

    Nasce “Spotlight on Italian survivors” e conta già 800 sacerdoti offender e migliaia di vittime

           Si chiama “Spotlight on Italian survivors”

    quel “faro” mancato in Europa solo dall’Italia, oggi l’unico stato membro dell’Unione Europea a non aver esercitato, malgrado gli allarmi arrivati da tutta Europa, alcuna azione di prevenzione e tutela verso i cittadini vittime di abusi sessuali in età minorile, non solo nel contesto del clero…

    Uno “Spotlight” mancato in Italia soprattutto dall’informazione di massa che in materia non ha di certo brillato di luce propria, anzi, è stata incapace persino di una semplice inchiesta giornalistica sul tema.

    Così come da 15 anni, ci siamo organizzati noi sopravvissuti, ancora una volta nell’assordante silenzio che in Italia riecheggia puntuale.

    “Spotlight on Italian survivors” è il primo ed il più grande database al mondo che raccoglie, traccia e monitora gli abusi sessuali del clero e lo fa in una forma che tende a dare a colpo d’occhio, la vastità del problema italiano.

    Lo fa soprattutto con numeri e grafici, espressione molto diretta e al tempo stesso quantificante del fenomeno.       

    Questo sistema database chiamato “iCODIS”, non solo produce dati in tempo reale ma li quantifica per ogni provincia, regione italiana. Quanti sacerdoti potenziali offender ci sono nella provincia in cui abitate, quante sono le vittime sopravvissute che questi hanno prodotto in quei luoghi, ma non solo.

    Quanti di questi hanno subito un processo, penale o canonico, quanti invece sono sfuggiti per prescrizione alla Giustizia e che fine hanno fatto.

    Tra le vittime prodotte quante donne, quanti uomini, da chi sono stati abusati e in quale circostanza. Quale è la percentuale italiana del clero pedofilo e tanto altro.

    Una serie infinita di informazioni, in alcuni casi da noi preconfezionate in panoramiche regionali che danno a colpo d’occhio coscienza della situazione.

    Ma “iCODIS” ha anche un sistema integrato di ricerca avanzata destinato al pubblico dove non serve necessariamente inserire un nome, ma è sufficiente per esempio inserire una città per avere una panoramica di ciò che accade o è stato.

    Quasi un ripiego a quella commissione di inchiesta che l’ONU ha chiest all’Italia inadempiente nel 2019, puntualmente mancata, come se i minori italiani fossero per lo Stato, solo figli di un Dio minore.

     

  • Senato della Repubblica – Shame European stories – L’intervento di Francesco Zanardi – Presidente della Rete L’ABUSO

    Senato della Repubblica – Shame European stories – L’intervento di Francesco Zanardi – Presidente della Rete L’ABUSO

    Riformulazione del discorso che ne conserva per quanto possibile le parole dette in conferenza.

    Io voglio fare prima una riflessione che… insomma siamo arrivati a questo punto in Italia? Cioè dopo quello che abbiamo visto nel video di Simone, quello che sentiamo, quello che abbiamo visto anche , accadere all’estero, è possibile che in Italia si debba chiedere alle vittime e alle loro famiglie di sostituirsi ad altri, cioè di fare il lavoro che dovrebbe fare lo Stato?

    E come vedete la situazione è straziante e questa cosa, è quello che fanno oggi le famiglie dei Sopravvissuti e fanno bene a farlo però, come società, come stato, come Vaticano, è possibile che nessuno abbia neppure un vago senso di vergogna per quello che sta accadendo in Italia?

    L’Italia è un paese che solo nel 1997 ha riconosciuto il reato contro la persona in materia di abusi sessuali quindi molto, diciamo siamo molto giovani su questa materia

    Purtroppo però dal 1997 in avanti non è più stato fatto nulla, quei pochi, quelle poche modifiche legislative che sono state fatte in Italia, sono state introdotte da convenzioni internazionali o da altre convenzioni europee di fatto però, sono state introdotte molto male direi.

    Mancano in Italia… uno degli strumenti che è stato introdotto… perché ne abbiamo davvero pochi, l’unico strumento che potrebbe essere utile in materia di prevenzione, perché qui si parla di prevenire non di mettere poi un tampone al danno, è appunto una delle introduzioni che è arrivata in Italia grazie al la carta di Lanzarote, il certificato antipedofilia

    …e che però in Italia il legislatore ha lasciato scoperto, solo in Italia, tutta la categoria del volontariato al quale è vero che appartiene anche la chiesa e, ma il volontariato è ben più della chiesa, i sacerdoti in Italia sono 35.000 invece i volontari sono più di 4 milioni 600.000, quindi il prodotto naturalmente è molto più ampio.

    Questo certificato con questa scopertura ha diciamo In pratica favorito la pedofilia perché ora, chi non può più andare a predare in una scuola perchè ha il certificato macchiato… può andare solo in un ambiente che è quello del volontariato perché in quell’ambiente non viene chiesto il certificato antipedofilia.

    Quindi è normale che il pedofilo vada a cercare le sue prede in questi ambienti.

    Certificato antipedofilia che tuttavia non funziona in Italia, ma non solo per questo vuoto legislativo, il certificato antipedofilia è un documento che arriva dalla Procura della Repubblica, cioè le persone condannate in via definitiva sono ritenute pericolose e non possono lavorare con i bambini.

    e… però in Italia non c’è l’obbligo di denuncia!

    Anzi, c’è il rischio della denuncia perché Denunciare un abuso sessuale in Italia e, ve lo dico a ragion veduta perché mi son preso più di 70 querele in 15 anni. Per questo motivo, Denunciare un abuso sessuale Italia, ha il rischio per chi denuncia, è quello di essere contro querelati per calunnia.

    Invece, l’introduzione del dell’obbligo di denuncia, che in Italia in realtà esiste, ma è limitato solo ai pubblici ufficiali e che quindi diciamo, basterebbe estendere a tutta la popolazione, è una cosa diciamo fondamentale in questo caso.

    In Italia mancano anche i dati però, perché secondo Istat, guardando i dati del 2022, in Italia ci sarebbero stati solo 6800 casi di violenza contro i minori, un dato impossibile e parliamo di violenza non sessuale violenza fisica, violenza psicologica, cioè vari tipi di violenza.

    Abbiamo chiesto più volte i dati anche all’osservatorio Nazionale, non li hanno, non hanno nessun dato.

    E si, abbiamo più dati noi come associazione rete l’Abuso che lo Stato e, qui ci chiediamo, come fa lo stato ad affrontare un problema quando non ha neanche coscienza dell’entità del fenomeno?  E’ un qualcosa di Insomma, quasi paradossale.

    Abbiamo realizzato, riguardo ai dati, un sistema online che è sul nostro sito, si chiama Abuse Tracker ed è un sistema che anche se sta funzionando diciamo, in incredibile difetto perché abbiamo scelto di utilizzare solo i dati in questo caso, dei sacerdoti condannati, per vedere quante vittime questi avevano prodotto …Ebbene Il dato è presto fatto Aspettate che lo trovo, Ecco abbiamo 362 sacerdoti, hanno prodotto 1576 vittime in Italia, ora facciamo un piccolo ragionamento, che ho anticipato prima.

    I volontari perché qui, stiamo parlando non tanto della chiesa o dei laici.No no, qua parliamo del problema che è un problema.

    …Noi abbiamo fatto questa analisi sui dati della chiesa perché quelli abbiamo, i dati dei laici lo stato non li ha quindi non sapevamo dove prenderli, toccava fare qualcosa di davvero molto improvvisato e abbiamo preferito di no.

    Comunque dicevo i sacerdoti in Italia sono 35.000 circa, secondo la CEI e invece, i volontari che godono dello stesso vuoto legislativo grazie al quale i preti pedofili sfuggono.

    …e i volontari sono più di 4 milioni e il prodotto, se tanto mi dà tanto è enorme!!!

    Io direi che ho concluso qui ecco, per il momento.

  • Lo hai già fatto? Anche per il 2025 è possibile tesserarsi alla Rete L’ABUSO!

    Lo hai già fatto? Anche per il 2025 è possibile tesserarsi alla Rete L’ABUSO!

    Gentilissimi lettori, anche per il 2025 è possibile tesserarsi, con una piccola cifra a partire da €25,00.

    Il Direttivo ha deciso di riproporre la tessera plastificata che verrà spedita a tutti i Tesserati a partire dai primi giorni di gennaio 2025.

    Rete L’ABUSO non riceve alcun finanziamento pubblico, può continuare ad operare solo grazie all’attenzione di chi, come te, ha a cuore il futuro dei sopravvissuti agli abusi, e diffonde cultura di attenzione agli altri.

    Chi ha vissuto questo dramma sulla propria pelle ha un grande desiderio: CHE NON SI RIPETA AD ALTRI.

    Rete L’ABUSO dà voce a chi non ha voce, ascolta, sostiene, accoglie, non si arrende …

    Come puoi immaginare, è molto difficile sensibilizzare la gente verso questa tematica: i “luoghi comuni” da sfatare o la non conoscenza delle conseguenze di un abuso, così come le modalità con cui viene gestita la pedofilia all’interno della Chiesa e nello Stato Italiano, sono argomenti specifici non conosciuti dai più.

    Rete L’ABUSO è costantemente impegnata in questa opera di sensibilizzazione, sia promuovendola in prima persona, sia accettando gli inviti che riceviamo per interviste o partecipazione a programmi televisivi o per radio. E tutto questo ha un costo per gli spostamenti, compresi quegli dei nostri Avvocati che sostengono le vittime nei Tribunali. L’Associazione è composta interamente da volontari che dedicano il proprio tempo e le proprie energie in modo totalmente gratuito e a proprie spese.

    Osiamo chiederti di valutare la possibilità di continuare a sostenerci proponendo il Tesseramento anche ad un tuo amico o conoscente. Pensi sia possibile parlare della nostra Associazione chiedendo almeno ad una persona vicina a te di aderirvi?

    Un grandissimo grazie!

    Per TESSERARTI clicca QUI

    Per eventuali donazioni questo è il nostro IBAN: IT91K0623001632000057109243

    Puoi continuare a seguirci qui: http://retelabuso.org/

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    Puoi scriverci al seguente indirizzo: segreteria@retelabuso.org


    Cogliamo l’occasione per ringraziarti per aver continuato a credere nei valori e nella lotta di civiltà portata avanti dall’Associazione Rete L’ABUSO, sezione tematica di Rete L’ABUSO Human Rights Connect.

    Il Tesseramento 2025 prosegue e sarà nostra cura aggiornare i canali di informazione in merito alle varie iniziative che verranno poste in essere anche quest’anno.

    Il link per il tesseramento è il seguente

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webptesseramento-soci/

    Puoi sostenerci anche con il 5×1000 con il seguente C.F. 92111440092 https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpsostieni-le-vittime-di-preti-pedofili-con-il-tuo-5xmille/

  • Introduce Francesco Zanardi – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Introduce Francesco Zanardi – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Buongiorno a tutti e grazie per essere intervenuti. Io sono qui solo per introdurre un attimo quello che andiamo a fare oggi cioè la introduzione di questo coordinamento che solo la rete poteva creare in quanto Diciamo che la difficoltà era quella di trovare vittime familiari Quindi metterli insieme.

    La Rete L’ABUSO ha avuto questa opportunità in quanto gestisce tantissimi dei casi che abbiamo in Italia e quindi è a conoscenza sia delle vittime che delle famiglie e ha potuto creare questo gruppo…

  • La tragedia e il coraggio dei genitori di Chiara Giacoletto. “A Milano per chiedere tutele. Ora hanno raggiunto la loro figliola”

    La tragedia e il coraggio dei genitori di Chiara Giacoletto. “A Milano per chiedere tutele. Ora hanno raggiunto la loro figliola”

    Milano, 28 dicembre 2024 –  Il ricordo di Francesco Zanardi, fondatore dell’associazione Rete L’Abuso, torna al 23 marzo 2023, quando i genitori di Chiara Giacoletto, che aveva subito abusi sessuali da parte di un parente da bambina e si era tolta la vita all’età di 28 anni, si presentarono nella sede milanese di Emergency e resero pubblica, per la prima volta, la loro storia. Nonostante il dolore, avevano scelto di dare il loro contributo alla petizione lanciata in quei giorni a Milano per chiedere maggiori tutele per i minori nell’Ue. 

    “Avevano scelto di intervenire – ricorda Zanardi – perché erano convinti potesse essere un contributo utile per sensibilizzare l’opinione pubblica, per arrivare a un cambio di passo sul fronte della prevenzione e delle tutele. Sono rimasto sconvolto per quello che è successo e, conoscendoli, credo sia stata una scelta presa razionalmente e pianificata, che va rispettata in tutta la sua tragicità”.

    Il medico di 64 anni Alessandro Giacoletto e la moglie 59enne Cristina Masera si sono tolti la vita insieme a Orbassano, piccolo comune alle porte di Torino dove abitavano. Per loro l’esistenza, senza la loro unica figlia, non aveva più senso. “Hanno vissuto un dramma enorme, che può colpire chiunque, e la famiglia è rimasta comprensibilmente sconvolta”, spiega Zanardi, che a sua volta subì abusi da minorenne e ha fondato l’associazione che tutela le vittime di violenze avvenute in ambiente ecclesiastico. “Questa tragedia deve invitare lo Stato a non abbandonare i familiari di persone che subiscono abusi – spiega – perché dopo il suicidio della figlia sono stati lasciati soli con la loro sofferenza e anche per noi è stato impossibile intervenire”.

    Nell’ambito della Rete L’Abuso è nato anche un gruppo dedicato proprio ai parenti delle vittime, con una ventina di famiglie coinvolte, diretto da Cristina Balestrini, la mamma di un giovane milanese che subì violenze da parte di un sacerdote. Quel giorno, il 23 marzo 2023, Alessandro Giacoletto e Cristina Masera avevano reso la loro drammatica testimonianza a Milano con la speranza di innescare un cambiamento. Gli abusi sessuali che la figlia Chiara aveva subito da bambina, commessi in casa da un parente “insospettabile” che negli anni successivi è morto, sono stati per lei “un cancro dell’anima”, raccontavano in un’intervista al Giorno.

    “Chiara era una splendida persona – ricordava il padre – amava la letteratura, la fotografia, lo sci alpinismo e l’arrampicata. Era sensibile, intelligente e bella”. L’autore delle violenze, un parente stretto che rimaneva spesso solo in casa con la bambina, deceduto per un tumore al polmone, “se fosse in vita non sarebbe perseguibile, a causa di una legge che fa cadere in prescrizione i reati di abuso dopo 10 anni”. Il 4 febbraio, giorno del suicidio di Chiara, “siamo morti anche noi”.

    https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/abusi-chiara-giacoletto-b813d9ac
  • La coppia che si suicida come la figlia, molestata da bambina da un parente. L’ultima intervista al papà: «Quell’uomo un assassino»

    La coppia che si suicida come la figlia, molestata da bambina da un parente. L’ultima intervista al papà: «Quell’uomo un assassino»

    Ripubblichiamo per gentile concessione dell’Eco del Chisone di Pinerolo l’intervista integrale al padre di Chiara Giacoletto, Alessandro. L’uomo è morto il 9 dicembre, a pochi giorni di distanza dalla moglie, per le conseguenze di un tentativo di suicidio nella loro casa, non reggevano la memoria della figlia suicida dopo un abuso subito anni prima.

    ORBASSANO – Chiara è andata via. L’ha fatto in una gelida sera d’inverno. Con un viaggio di sola andata ha deciso, in silenzio, di non tornare indietro. Sopraffatta da un peso troppo grande, ha aspettato che i suoi genitori uscissero a cena con dei loro amici per mettere in atto quanto aveva progettato. Ha assunto degli psicofarmaci e si è tolta la vita impiccandosi ad un termosifone a parete. In casa ha lasciato cinque lettere, destinate alle persone a lei care, chiedendo loro scusa per il suo gesto. Aveva solo 28 anni, un sorriso radioso e un amore per la montagna che la portava a scalare vette e rincorrere sogni.

    A pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Giacoletto racconta la tragedia che ha distrutto la sua famiglia.
    E non si rassegna a considerare quello di Chiara un suicidio: «Oltre ai terribili casi che la cronaca ci espone a ritmo impressionante e che tutti conoscono e condannano – dice – esiste un mondo sommerso di situazioni esistenziali meno visibili, ma infinitamente più vasto. Mi riferisco alle donne che subiscono molestie o abusi in età infantile o adolescenziale, talora in contesti di degrado, talora all’interno di famiglie cosiddette “normali”. L’esperienza ci insegna che, fino a quando non si subisce in modo diretto un dramma, non è possibile comprenderne sino in fondo la profondità o l’intensità».

    Chiara ha deciso di farla finita al termine di una giornata apparentemente “normale”. A detta di papà Alessandro, somigliava molto – anche fisicamente – a Giulia Cecchettin, studentessa 22enne uccisa poco più di un anno fa dalle mani assassine del suo ex fidanzato. «Stesso sorriso solare, altrettanto bella e sognatrice». Amante dello studio e della letteratura, dopo una infanzia ed una adolescenza apparentemente “normali”, il suo malessere venne fuori solo nel 2016 alla età di 23 anni, quando la ragazza stava frequentando la facoltà di Medicina.

    «Venne alla luce con attacchi di panico, ansia, insonnia, incubi. Chiese aiuto. Venne supportata inizialmente da una brava psicologa, poi da un ottimo psicoterapeuta con la collaborazione di uno psichiatra del servizio pubblico e poi ancora da un’altra psicoterapeuta molto brava con cui Chiara aveva un rapporto di amicizia», ricorda il genitore.

    La giovane aveva trovato ascolto e conforto ma non era stata in grado di rompere completamente il muro del silenzio. E dietro il suo sorriso nascondeva un dolore antico, un grido soffocato che non riusciva a emergere. Le parole non dette l’hanno divorata dentro.

     Per anni, i suoi genitori hanno cercato di comprendere, di aiutare, di salvarla. Ma quel dolore, radicato in un’infanzia violata, era un abisso troppo profondo. Solo nel 2018 i suoi genitori avevano scoperto l’entità del suo dramma, leggendo un diario lasciato aperto quasi per caso. Una volta confidò a suo padre quel tarlo che le divorava l’anima: «Sarebbe meglio il cancro: quello potrei toglierlo, questo no».

    Da allora iniziò un calvario comune a tante famiglie, alla rincorsa di una speranza di riscatto e di salvezza. Chiara era stata vittima di molestie da bambina. L’aguzzino? Una figura familiare, una persona apparentemente insospettabile, un uomo che raccontava con leggerezza le sue vicende passate, ignorando il male che portava dentro e le violenze subite che aveva riversato su una bambina indifesa. «Come emerge dalle parole di Chiara e dalle testimonianze dei professionisti che l’hanno avuta in terapia, il responsabile era un parente insospettabile, che viveva con noi a Pasta di Rivalta, morto anni fa per un tumore ai polmoni». Come troppo spesso accade, il trauma era rimasto nascosto, sepolto sotto strati di vergogna, ricatti emotivi e paura. E quando il dolore era finalmente emerso, aveva già eroso troppo.

    Dopo il dramma di quella tragica notte di quasi tre anni fa, la famiglia Giacoletto ha deciso di vendere la propria quota della farmacia di Orbassano e devolvere il ricavato in beneficenza, anche per aiutare i bambini in Etiopia.

    Di fronte a una tragedia così grande, hanno scoperto non solo l’affetto di tante persone ma anche numerose dolorose narrazioni: «Storie mai raccontate fatte di silenzio e di dolore. Parole non dette che fanno parte di questo infinito mondo sommerso. Oggi vorrei dare voce a queste vicende. Suicidio è, in questi casi, un termine inesatto. Chi pone fine alla sua vita a causa di una violenza è vittima di un “omicidio psichico” e il suo aguzzino è un assassino. Ancora oggi, se il reato di abuso o molestia contro un minore è antecedente di dieci anni alla denuncia o al ricordo del fatto, questo cade in prescrizione e il responsabile non è perseguibile».

     Lo scorso anno i coniugi Giacoletto sono stati invitati alla sede di Emergency a Milano a sostenere una petizione europea per rendere giustizia ai sopravvissuti alle molestie subite in età infantile e adolescenziale. “Justice Initiative”, si chiama così la raccolta firme sostenuta dalla Fondazione Guido Fluri con la partecipazione delle “Rete l’Abuso” fondata da Francesco Zanardi, promossa per potenziare la difesa dei minori vittime di abusi. In quell’occasione il fotografo e psicologo Simone Padovani ha presentato la sua mostra itinerante “Shame European Stories”, una rassegna di 60 scatti in bianco e nero con i volti e i racconti di sopravvissuti: tra le immagini, anche quelle di Alessandro e Cristina, gli unici due genitori che hanno avuto il coraggio di affrontare pubblicamente un’esperienza estremamente dolorosa e dare voce a chi non c’è più.

    «Quando a una farfalla si toccano le ali, smette di volare», dicono.
    Oggi loro due si sentono delle “ombre” che hanno smesso di vivere quella sera di febbraio. Ma il loro desiderio è che a nessun’altra farfalla venga impedito di librarsi in cielo. E che il dolore possa trovare parole e salvare altre vite. Chiara non c’è più, ma la sua storia è un grido potente che non può passare inosservato.

    Paolo Polastri

    https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/24_dicembre_26/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-l-intervista-del-padre-poche-settimane-fa-quell-uomo-57d64b2c-e425-4863-8526-a6dc35586xlk.shtml

  • Violenza su minori in ambito settario e religioso, Stefania Ascari deposita una interrogazione parlamentare

    Violenza su minori in ambito settario e religioso, Stefania Ascari deposita una interrogazione parlamentare

    Malgrado giacciano ancora impolverate – la prima dal 2010, la seconda dal 2017 – sugli scaffali della Camera le interrogazioni parlamentari presentate dall’Onorevole Maurizio Turco e dall’onorevole Matteo Mantero, Stefania Ascari prova nuovamente a toccare l’enorme problema italiano dei minori abusati, in particolare da sette e in ambito religioso.

    Lo fa con una nuova interrogazione depositata il 15 novembre 2024 rivolta a PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI; MINISTERO DELL’INTERNO; MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;  MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ai quali chiede:

     Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

    in tutto il mondo esistono comunità di fede che forniscono risorse, sostegno e opportunità ai soggetti maggiormente vulnerabili, rivestendo un ruolo significativo anche nella protezione dei minori;

    altre istituzioni religiose sono tuttavia annoverate tra le organizzazioni formali in cui risultano gravi carenze nelle politiche di salvaguardia, abusi psicologici e sessuali sistematici verso i bambini e insabbiamenti delle accuse;

    in data 1o novembre 2024, l’Ansa ha riferito che una inchiesta della Procura di Firenze ha condotto all’incriminazione di un testimone di Geova accusato di abusi sessuali reiterati contro 7 bambine. Le violenze, protrattesi per 4 anni, avrebbero avuto inizio nel 2014 all’interno della Sala del Regno;

    con un comunicato stampa la confessione religiosa ha reso noto di ignorare la vicenda e di avere espulso l’affiliato nel 2018;

    secondo fonti governative estere e di stampa, i Testimoni di Geova sarebbero stati oggetto di plurime inchieste di autorità governative di Stati esteri che avrebbero concordemente rilevato, tra l’altro, le inadeguatezze delle procedure e politiche interne di tutela dei minori, la tendenza a non incentivare le denunce, l’occultamento di vicende di abusi e pedofilia, la mancata collaborazione con le autorità, nonché gravi casi di vittimizzazione secondaria;

    nei Paesi Bassi dove la confessione si sarebbe opposta all’invito di istituire una indagine interna sui casi di abusi in danno di minori, la Camera dei deputati avrebbe commissionato ai ricercatori dell’Università di Utrecht tale studio. Le pesanti conclusioni della relazione, resa pubblica nel gennaio 2020, sarebbero in linea con quanto emerso nelle inchieste governative;

    la recente indagine della Commissione reale neozelandese, oltre a confermare analogamente le risultanze delle altre commissioni governative, avrebbe evidenziato che l’interrogatorio di bambini e giovani vittime di abusi sessuali condotto dai membri del cosiddetto comitato giudiziario interno dei Testimoni di Geova, si sarebbe configurato come «inappropriato ed emotivamente e psicologicamente violento»;

    per istituire un comitato giudiziario in caso di abusi, i Testimoni di Geova di tutto il mondo, si avvarrebbero della regola scritturale dei «due testimoni» secondo cui una segnalazione di abusi è ritenuta attendibile solo laddove vi siano almeno due testimoni oculari del fatto;

    benché la religione sostenga che la regola disciplini unicamente questioni di natura ecclesiastica, le citate inchieste governative avrebbero rilevato che applicata a contesti di abuso su minori, avrebbe contribuito a falsificare la realtà, aumentato il rischio del crimine e generato ulteriore sofferenza alle vittime;

    anche nel nostro Paese gli organi di informazione avrebbero più volte riferito in merito a vicende di abusi e insabbiamenti in seno alla confessione, confermate da ex anziani di congregazione che presiedevano tali comitati giudiziari, senza tuttavia alcuna attenzione da parte istituzionale –:

    se non ritengano necessario e urgente, per quanto di competenza, adottare iniziative volte ad approfondire i fenomeni descritti in premessa;

    se e quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri interrogati intendano eventualmente adottare per fronteggiare il grave fenomeno degli abusi su minori in contesti religiosi.

  • Pontificia commissione tutela minori; si aggiunge un piano al castello di carte costruito sulla sabbia

    Pontificia commissione tutela minori; si aggiunge un piano al castello di carte costruito sulla sabbia

    Emergono tante verità nel tortuoso rapporto della Pontificia commissione per la tutela dei minori presentato oggi, che se pur con astuzia, velatamente non nasconde il fallimento della chiesa in 10 anni di appelli, rassicurazioni e obbiettivi mancati.

    IT_Rapporto Annuale pdf

    Quello che appare surreale è che malgrado quanto coscientemente ammetta lo stesso report, si continui ad implementare sulle fragilità, ulteriori obbiettivi. Per questo il paragone di un castello di carte costruito sulla sabbia, che viene alzato ulteriormente di un piano.

    Tralasciando l’auto incensarsi dell’operato della commissione, in totale contrasto con l’opinione di vittime, sopravvissuti e associazioni di cui non si tiene conto malgrado lamentino agli antipodi, dalla Nuova Zelanda all’Italia, quanto invece la commissione “spaccia” come risultato positivo sul quale implementa, in una personalissima realtà astratta, nuove iniziative.

    Mi soffermo a pagina 34 del report, dove si parla della “regione” Europa, dove i nodi, l’inerzia ed il fallimento in materia della chiesa, vengono al pettine.

    Il capitolo inizia parlando delle iniziative attuate dal Consiglio d’Europa, esplicitamente la Carta di Lanzarote (alla quale il Vaticano non ha aderito), di cui trovate ampia illustrazione di come non solo la chiesa, in Italia tutto l’ambito del volontariato, siano favoriti per un vuoto legislativo (per legge) all’omissione, nel Report dell’Osservatorio permanente della Rete L’ABUSO presentato con tanto di quantificazione dei sopravvissuti e degli esiti dei processi canonici, lo scorso 12 settembre, che potete trovare QUI.

    QUI IL NOSTRO PANEL

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    Qui è quindi la stessa commissione pontificia che riconosce nella “regione” europea l’importanza dell’intervento delle Istituzioni civili – non vaticane – nello stabilire regole, di cui la commissione si vanta per il risultato ottenuto, dissociando la dipendenza e il peso che queste norme della società civile, hanno avuto sui comportamenti ai quali sono state costrette le stesse Conferenze episcopali.

    Ancora surreale il fatto che la stessa commissione poi ne valuti l’applicazione all’interno degli Stati membri dell’UE, il conseguente fallimento delle introduzioni canoniche che però, attribuisce all’ambito della sfera civile.

    Nulla di nuovo quindi, o almeno nulla che possa essere visto come concretamente apprezzabile, almeno dalle vittime, protagoniste assolute di questa campagna in cui malgrado contestino l’inefficacia, vengono strumentalizzate anche in questo report, che di fatto non offre loro nulla di più di quanto non offrisse già prima.

    F.

  • SPECIALE CLERO GATE: 1 MILIONE di BAMBlNl VlTTlME dei PRETI | Inchiesta True Crime

    SPECIALE CLERO GATE: 1 MILIONE di BAMBlNl VlTTlME dei PRETI | Inchiesta True Crime

    Benvenuti nel primo Episodio di questa nuova serie: CLERO GATE

    Abbiamo lavorato intensamente per far comprendere la portata del fenomeno della pedo nel cIero, una situazione che dal dopoguerra ad oggi, ha raggiunto una entità tale da essere considerata un evento sociologico (in negativo). Il nostro secondo obiettivo è quello di rendere il pubblico realmente consapevole rispetto a ciò che molti esponenti del cIero sono arrivati a fare, direttamente dalla voce delle vittime, direttamente da chi, malgrado sia riuscito a dimostrare quanto subito, si è visto rubare, oltre alla propria innocenza, anche una meritata giustizia.

    Per questo renderemo disponibili a tutti voi i documenti che dimostrano, senza ombra di dubbio, che dietro a questi eventi esiste non solo uno schema collaudato, ma un vero e proprio giro di protezione, usato per tenere in piedi uno dei business piú redditizi del mondo: la CHlESA Vi ricordo che gli speciali che trovate sul canale raccontano fatti, supportati da documenti e fonti, e non sono frutto di ipotesi o fantasie. Ed è per questo che non troverete queste informazioni sui canali televisivi italiani.

    Voglio inoltre invitare chiunque avesse ricevuto questi abusi a contattarci e raccontarci il vostro caso, trovate l’email nella descrizione, affinché quanto da voi subito possa un giorno essere utile per salvare qualcun altro

    La nostra email: press@twitch-crime.com

    Link Fonti e Documentazione: https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org… https://www.bishop-accountability.org…

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    Se volete partecipare alle live e discutere dei casi insieme a me, vi aspetto su   / bugalalla   Abbonati a questo canale per accedere ai vantaggi:    / @bugalalla   non sai come funziona Twitch: http://bit.ly/AbbonarsiBuga Per indagare sulla mia vita:   / bugalalla   Per il gruppo Telegram: http://bit.ly/GruppoTelegramBuga#notizie #notizie #spotlight #psicologia #giustizia #boston #vatican #vaticano