Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Incontri pubblici

  • “Perchè i preti abusatori sfuggono alla giustizia italiana?”

    “Perchè i preti abusatori sfuggono alla giustizia italiana?”

    A cura di UAAR Brescia, contributi di Alessandro Cirelli – laicità nel diritto penale – Francesco Zanardi – Presidente di Rete L’Abuso (associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero) , Rete L’ABUSO Human Rights Connect (avvocatura specializzata in diritti umani) , membro fondatore di ECA Global, presente in 18 paesi e 4 continenti

  • Incontro al Centro studi e ricerche CTA102

    Incontro al Centro studi e ricerche CTA102

    Chiesa e pedofilia, se ne è parlato all’incontro con Francesco Zanardi presso il Centro studi e ricerche CTA102 https://www.facebook.com/groups/cta102/

  • Vittime e carnefici. Incontro con Francesco Zanardi

    Vittime e carnefici. Incontro con Francesco Zanardi

    L’omertà delle gerarchie ecclesiastiche negli scandali di pedofilia”. incontro con il Portavoce della Rete L’Abuso FRANCESCO ZANARDI Introducono FRANCESCA MARZADORI e ROSANNA LAVAGNA A cura di UAAR, Rete L’Abuso e Ubik Lo scandalo della pedofilia nel clero, all’interno della Chiesa cattolica, partito dagli USA nel gennaio del 2002 con l’inchiesta avviata dal quotidiano The Boston Globe, (descritto nel film premio Oscar “Il caso Spotlight”) si è poi diffuso in Europa coinvolgendo in molti Paesi tra cui l’Italia.

    Nel frattempo sul soglio pontificio sono saliti tre pontefici senza che il gravissimo problema abbia trovato la benché minima soluzione. Infatti la Chiesa troppo spesso protegge i colpevoli e, al di là delle parole di condanna, tende a nascondere i loro crimini e, soprattutto, a non denunciarli all’autorità giudiziaria.

    Solo alcuni sacerdoti vengono sottoposti a procedimenti disciplinari miti o spesso sono semplicemente spostati in altre parrocchie. Recentemente si è tenuto in Vaticano un Summit sulla pedofilia, dove il fenomeno è stato stigmatizzato con parole forti dal Papa che lo ha definito una “piaga grave e mostruosa”, ma le vittime constatano l’assenza di risultati concreti.

    Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso e da anni attivista sull’argomento, ha partecipato al Summit e ha chiaramente espresso il suo dissenso sui risultati. Chiediamo a lui di testimoniare la sua recente esperienza.

  • ABUSI SUI MINORI NELLA CHIESA

    ABUSI SUI MINORI NELLA CHIESA

    Giovedì 21 Febbraio 2019 – ABUSI SUI MINORI NELLA CHIESA Conferenza stampa dell’on. Riccardo Magi Sala stampa Camera dei deputati – Roma

  • “Giustizia divina” Presentazione del libro. Libreria UBIK Savona

    “Giustizia divina” Presentazione del libro. Libreria UBIK Savona

    Sabato 1 dicembre ore 18, nella Libreria Ubik di corso Italia 116r a Savona, incontro con il giornalista e scrittore FEDERICO TULLI e presentazione del libro “Giustizia divina. Così la Chiesa protegge i peccati dei suoi pastori” (Edizioni Chiarelettere). Partecipano FRANCESCO ZANARDI Portavoce della Rete L’abuso, e MARIO CALIGIURI avvocato del Foro di Roma.

    Gli organizzatori descrivono così il dibattito: “Questo libro rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. C’è una giustizia parallela che opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo.

    L’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera e il giornalista Federico Tulli hanno attraversato l’Italia visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà”. Come funzionano? Chi li finanzia? Da nord a sud, operano nella più assoluta discrezione e riservatezza. Ospitano sacerdoti e suore con le storie più diverse, alcuni dei quali sottratti alla giustizia. Di loro si occupa la Chiesa, come una “madre amorevole”.

    La violenza sui minori non è l’unico reato commesso da ecclesiastici. C’è la suora stalker, il sacerdote omicida, quello che scappa dopo aver provocato un incidente, il ladro che ruba i soldi delle offerte, storie di truffe, bancarotte, appropriazioni indebite. C’è l’omosessualità, che per la Chiesa resta un peccato da espiare lontano da occhi indiscreti. C’è il prete affetto da ludopatia e quello ossessionato dai siti porno. Una minoranza, certo. Ma molto numerosa.

    Tutta colpa del diavolo, dice la Chiesa, come documenta l’ultima parte di questa inchiesta, dedicata alle scuole di esorcismo in Italia e alle cerimonie di liberazione dal “maligno” a cui gli autori hanno partecipato di persona. Se questa è la realtà dietro agli appelli e alle battaglie di papa Francesco, se questo è il Vaticano, difficile che qualcosa possa davvero cambiare”.

  • Berlino 15-9-18 WorkShop di Francesco Zanardi Presidente della Rete L’ABUSO

    Berlino 15-9-18 WorkShop di Francesco Zanardi Presidente della Rete L’ABUSO

    Uno stralcio del workshop organizzato da ECA a Berlino, durante il quale il presidente della Rete L’ABUSO illustra ai colleghi la situazione italiana.

  • Gianluigi Nuzzi PECCATO ORIGINALE, contiene intervento del presidente della Rete L’ABUSO

    Gianluigi Nuzzi PECCATO ORIGINALE, contiene intervento del presidente della Rete L’ABUSO

    Domenica 15 luglio ore 21,15 Lungomare Colombo – Celle Ligure: incontro con il giornalista GIANLUIGI NUZZI e presentazione del libro “Peccato originale.

    Conti segreti, verità nascoste, ricatti: il blocco di potere che ostacola la rivoluzione di Francesco” (Chiarelettere)

    Interviene il portavoce della Rete l’Abuso FRANCESCO ZANARDI Introduce Renata Barberis Nell’ambito del Festival Parole ubikate in mare

  • #EndItNOW 15 paesi, 4 continenti. Nasce ECA Ending Clerical Abuse

    #EndItNOW 15 paesi, 4 continenti. Nasce ECA Ending Clerical Abuse

    Presentazione di ECA (Ending Clerical Abuse) e denuncia pubblica nella conferenza stampa di Ginevra, 7-6-2018 degli insabbiamenti dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini che malgrado la Santa Sede sapesse, papa Francesco ha comunque nominato a capo della diocesi più grande d’Europa, quella Milano

  • La Rete L’ABUSO incontra la Stampa Estera

    La Rete L’ABUSO incontra la Stampa Estera

    Si è svolto ieri presso la sede romana della Stampa Estera l’incontro tra i corrispondenti delle maggiori testate giornalistiche nel mondo e Francesco Zanardi, portavoce dell’Associazione Rete L’ABUSO.

    Il tema era quello dei preti pedofili, ma nel lungo incontro si sono potute approfondire meglio e comprendere le responsabilità, non solo della chiesa, anche quelle delle Istituzioni Italiane e quali siano le condizioni che ancora oggi in Italia impediscono di fatto la prevenzione ed il contrasto a questo fenomeno.

    Un riconoscimento importante per l’Associazione e per tutti coloro che in questi otto anni di lavoro hanno contribuito a realizzare questa realtà.

  • PARMA 17 febbraio; Presentazione del libro ” Chiesa e pedofilia, il caso italiano” Incontro UAAR

    PARMA 17 febbraio; Presentazione del libro ” Chiesa e pedofilia, il caso italiano” Incontro UAAR

    «La pedofilia non è un vizio, la pedofilia non è un atto di lussuria, la pedofilia non è un peccato, tanto meno un delitto contro la morale o un’offesa a dio come stabilito nel VI Comandamento, men che meno un’offesa alla castità come è scritto nel Catechismo della Chiesa cattolica e come se il bambino prepubere avesse la sessualità. La pedofilia è un crimine violentissimo agito lucidamente contro persone inermi». [Federico Tulli]

    “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” scritto dal giornalista di Left Federico Tulli è il primo e unico libro che spiega perché la “tolleranza zero” di papa Bergoglio non può risolvere la questione della pedofilia nella Chiesa.

    Dopo “Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro”, un saggio che analizza le radici storiche, culturali e ideologiche degli abusi su minori alla luce dei crimini compiuti dalla Chiesa dal IV secolo fino a Benedetto XVI,  Tulli fa luce in questo volume sull’orrore della pedofilia nel clero italiano. Un’inchiesta che dopo le durissime accuse rivolte dall’Onu al Vaticano, i cui atti nel libro sono per la prima volta integralmente tradotti in italiano, chiama in causa le responsabilità dei papi Bergoglio, Ratzinger e Wojtyla.

    L’Italia è l’unico tra i grandi Paesi di tradizione cattolica in cui Stato e Chiesa non hanno istituito una commissione nazionale con l’incarico di indagare sul fenomeno criminale esploso a livello mondiale e non e più occultabile. Come mai? Perché non ce n’è bisogno, si è sentito rispondere Tulli nel 2012 da mons. Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede: secondo il Vaticano non esiste un caso Italia. È davvero così? Dall’inchiesta dell’autore che per primo fa luce con una documentata ricerca sui crimini di pedofilia clericale commessi dal 1860 fino ai nostri giorni, emerge che le storie di Don Ruggero Conti a Roma, dei sordomuti del Provolo a Verona, don Bertagna, don Cantini a Firenze, solo per citare quelle più note e più recenti, non sono isolate ma la punta dell’iceberg in una Chiesa che con i suoi 35.000 sacerdoti residenti è la più “popolosa” al mondo. E poi ci sono gli insabbiamenti sistematici da parte delle gerarchie. Fino a che punto pesano le ambiguità dei vescovi mai collaborativi con la magistratura”? Basti ricordare il caso di cui è stato vittima Francesco Zanardi a Savona (a cui è dedicato un intero capitolo) e basti dire che in 15 anni su oltre 150 sacerdoti inquisiti nemmeno uno è stato segnalato dai suoi superiori.

    Dietro questa prassi consolidata e sistematica c’è un pensiero che nessun altro giornalista ha mai denunciato e fatto emergere. Un pensiero secondo il quale la pedofilia sarebbe un “vizio”, la pedofilia sarebbe un atto di “lussuria”, la pedofilia sarebbe un “peccato” cioè un delitto contro la morale o “un’offesa alla castità” come dice il Catechismo insegnato ai bambini (canoni 2351-56) e come tante volte abbiamo letto sui giornali, sui libri o nei decreti di Benedetto XVI e Francesco I.

    Rimane inscalfibile la convinzione che il più violento dei crimini nei confronti di una persona inerme è un’offesa alla religione e non un crudele delitto psico-fisico che lascia per tutta la vita ferite indelebili. E come tale, cioè un delitto contro la morale, viene trattato. Sulla pelle delle vittime, le stesse che si dice di voler “risarcire”. Quando papa Bergoglio parla di “tolleranza zero”, il suo primo obiettivo è evitare che il pedofilo colpisca ancora indossando l’abito talare, cioè che offenda Dio, la castità, oppure un sacramento se l’abuso è avvenuto nel confessionale. L’idea che questo che è un delitto violentissimo contro persone inermi sia invece un “abuso morale” è stata ribadita a settembre 2013 dal teologo e papa emerito Benedetto XVI. La sua concezione moralistica come quella di papa Francesco si lega a quella di supremazia della giustizia divina su quella terrena, che è ben radicata nella mentalità cattolica non solo a livello istituzionale. E ci aiuta a capire perché la Conferenza episcopale non vuole obbligare i vescovi a denunciare i presunti responsabili di abusi alla magistratura italiana. «I preti pedofili vivono su questa terra e devono rispettare le leggi della società in cui vivono, anche se sono convinti che le credenziali vantate rispetto alla sfera del trascendente consentano loro comportamenti caratteristici dei criminali e dei malati mentali», afferma la neonatologa e psicoterapeuta Maria Gabriella Gatti, nella prefazione al volume intitolata “La pedofilia e il sacro”.

    La conclusione che si può trarre è una sola. Finché la pedofilia verrà considerata un peccato, tutte le azioni intraprese per estirparla saranno una conseguenza di questo pensiero del tutto privo di rapporto con la realtà. Cioè inefficaci o assenti. Ecco in proposito un altro passaggio del documento delle Nazioni Unite di cui nessuno prima di Tulli (e dopo di lui) ha mai scritto in Italia: «L’abuso sessuale sui minori, quando è stato affrontato, è stato trattato dal Vaticano come un grave delitto contro la morale attraverso procedimenti segreti che sancivano misure disciplinari che hanno permesso, a una vasta maggioranza di stupratori e a quasi tutti quelli che hanno nascosto gli abusi sessuali sui minori, di sfuggire alla giustizia negli Stati dove gli abusi sono stati commessi. […] A causa di un codice del silenzio imposto su tutti i membri del clero sotto la pena della scomunica, i casi di abuso sessuale difficilmente sono stati denunciati alla autorità giudiziaria nei paesi in cui i crimini sono stati commessi. Al contrario, alla Commissione sono stati riportati casi di suore e di sacerdoti proscritti, degradati e cacciati per non aver rispettato l’obbligo del silenzio, oltre a casi di sacerdoti che hanno ricevuto le congratulazioni per aver rifiutato di denunciare gli stupratori di bambini».

    Questa considerazione è uno dei punti cardine dell’inchiesta conclusa nel febbraio del 2014 dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il Comitato era stato sollecitato da alcune associazioni internazionali di vittime e sopravvissuti, a verificare se il Vaticano stesse effettivamente rispettando la relativa Convenzione «adottando ogni misura possibile per tutelare i diritti fondamentali dei minori e per proteggere la loro crescita da qualsiasi situazione a rischio». In quella occasione fu stabilito che la Santa Sede avrebbe dovuto presentare entro il primo settembre 2017 una relazione sulle misure concretamente adottate dal 2014 in poi per prevenire ed estirpare la pedofilia dal clero cattolico. Ma ad oggi – sebbene Bergoglio abbia dichiarato sin dai primi giorni di pontificato che la lotta contro la pedofilia è prioritaria – di questo documento alle Nazioni Unite non v’è traccia. Così come non c’è traccia nei giornali italiani della notizia sull’omessa relazione pontificia, e questo è davvero singolare considerando l’attenzione che quotidianamente viene riservata al papa, ai suoi pensieri e alle sue azioni.

    CHIESA E PEDOFILIA, IL CASO ITALIANO

    L’Asino d’oro edizioni, pp. 272, Roma 2014

    Prefazione della neonatologa e psicoterapeuta Maria Gabriella Gatti, “La pedofilia e il sacro”

    L’autore

    Federico Tulli, giornalista professionista, è un redattore del settimanale Left.

    Per L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato: “Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos (2015).

    Sabato 17 febbraio, ore 18 presso la libreria Voltapagina di via Oberdan 4/C (Parma)

    Interverranno l’autore Federico Tulli e Francesco Zanardi della Rete L’ABUSO.

    L’evento è organizzato da UAAR

    L’Ufficio di Presidenza