Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lazio

  • Roma. Suora 40enne rinviata a giudizio per pedofilia, Di origine asiatica. Vittime fratellini di 4 anni in asilo

    Roma. Suora 40enne rinviata a giudizio per pedofilia, Di origine asiatica. Vittime fratellini di 4 anni in asilo

    La vicenda avvenne in un asilo all’Aurelio Denuncia dei genitori

    ROMA – Attenzioni morbose a sfondo sessuale sui bambini, ma anche punizioni per ottenerne il silenzio. A commetterli, secondo la procura di Roma che ne ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio, una insospettabile suora che fino a un paio di anni fa era in servizio in un asilo nel quartiere Aurelio. Una religiosa che avrebbe molestato e punito i suoi alunni.

    Vittime due fratellini di 4 anni, l’ultimo caso di pedofilia con sfondo religioso a finire sulle scrivanie dei magistrati di piazzale Clodio. Un caso delicato che, in base alla ricostruzione degli inquirenti, vedrebbe protagonista appunto una suora quarantenne di origine asiatica trasferita da tempo in un altro istituto. La donna a luglio dovrà difendersi in aula, davanti ai giudici della IV sezione collegiale del tribunale di Roma dalla terribile accusa di violenza sessuale e maltrattamenti sui bambini che le venivano affidati.

    LE MOLESTIE
    In particolare due gemelli di 4 anni, solo all’apparenza finiti nelle grazie della suora. Secondo la ricostruzione del pm Silvia Santucci e del procuratore aggiunto Maria Monteleone, le finalità della religiosa erano altre, come avrebbero confermato i due fratellini durante un delicatissimo incidente probatorio. Nei giorni scorsi il gip Maurizio Caivano ha disposto il rinvio a giudizio della religiosa che non ha mai voluto difendersi dalle accuse, tanto da non lasciarsi interrogare. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia dei genitori dei piccoli, due operai che allertati proprio dai comportamenti dei bambini hanno cominciato ad indagare.

  • IL FRATE Intanto

    IL FRATE Intanto

    IL FRATE Intanto, a luglio si aprirà davanti al tribunale di Roma il processo sempre per violenza sessuale a carico di un frate francescano che per dieci anni avrebbe circuito per i suoi sfoghi un ragazzino ciociaro che gli veniva affidato per le vacanze estive dai genitori. La vittima, che si è convinta a denunciare all’età di 25 anni, aveva subito le attenzione del religioso Vito B., all’epoca in servizio nella basilica di Sant’Alessio all’Aventino. «Mi ha rubato l’adolescenza», si è disperato poi quando ha cominciato a prendere consapevolezza degli abusi subiti. Tanto da decidersi a rivolgersi alla procura solo dopo aver tentato il suicidio.

  • Aurelio, molestie sessuali su due bambini: suora rinviata a giudizio

    Aurelio, molestie sessuali su due bambini: suora rinviata a giudizio

    A darne notizia Il Messaggero. La religiosa avrebbe commesso gli abusi due anni fa in un asilo all’Aurelio. L’inchiesta aperta dopo la denuncia dei genitori
    Redazione14 maggio 2013

    Avrebbe molestato due gemelli di 4 anni. Questa la tremenda accusa con la quale la Procura di Roma ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per una suora di 40 anni di origine asiatica. A darne notizia Il Messaggero, secondo il quale la religiosa avrebbe perpetrato attenzioni morbose a sfondo sessuali nei confronti dei due fratellini ottenendo il loro silenzio con delle punizioni corporali. Una questione spinosa che si sarebbe verificata in un asilo romano nel quartiere dell’Aurelio. Religiosa oramai trasferita in un altro istituto religioso che nel prossimo mese di luglio dovrà difendersi davanti ai giudici della IV Sezione collegiale del Tribunale di Roma.

    L’ACCUSA – Secondo quanto riportato dal quotidiano romano “Nei giorni scorsi il gip Maurizio Caivano ha disposto il rinvio a giudizio della religiosa che non ha mai voluto difendersi dalle accuse, tanto da non lasciarsi interrogare. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia dei genitori dei piccoli, due operai che allertati proprio dai comportamenti dei bambini hanno cominciato ad indagare”.

    http://www.romatoday.it/cronaca/molestie-sessuali-suora-asilo-aurelio.html

  • La vittima, Don Rocco, sacerdote di frontiera a Tor Bella Monaca

    La vittima, Don Rocco, sacerdote di frontiera a Tor Bella Monaca

    Perseguita il prete, allontanata dalla chiesa e indagata per stalking

    La vittima, Don Rocco, sacerdote di frontiera a Tor Bella Monaca

    di Adelaide Pierucci

    ROMA – Divieto di avvicinarsi alla parrocchia e di comunicare col prete, telefonicamente, via sms e sul web. E’ dovuta intervenire la magistratura per fermare una stalker invaghita del suo sacerdote. Un incubo per Bella Monaca, benvoluto da tutti e vittima dal gennaio 2012 dell’assillo di una fedele.

    La donna, un’impiegata di 41 anni, in un’escalation di passione ha cominciato a seguirlo, a tempestarlo di telefonate e messaggini, a fare irruzioni in canonica, a citarlo sul suo blog e a inviare lettere ad altri parrocchiani, fino a sedersi al primo banco durante la messa, usando metodi sempre più ossessivi, offensivi e minacciosi. Il sacerdote prima aveva preferito farsi sostituire alla messa, poi era anche finito al pronto soccorso in preda alle palpitazioni. E alla fine, estenuato, aveva deciso di denunciare la donna. Lo ha fatto nel settembre 2012. La procura di Roma si è subito attivata con una serie di interrogatori. E, nei giorni scorsi, è arrivata la svolta con l’allontanamento disposto dal giudice. Le indagini sono state fatte dai carabinieri di Tor bella Monaca e dalla polizia postale.

    LA DENUNCIA
    «Non ce la facevo più e ho affidato ad altri la soluzione del problema, ma preferisco non parlarne», ha detto ieri don Rocco. Il gip Nicola Di Grazia, su richiesta del pm Vincenzo Barba, ha disposto una misura cautelare nei confronti della donna intimandole di stare alla larga dal prete e dalla chiesa di Sant’Edith Stein. Due le accuse contro l’indagata: stalking e diffamazione.

    Con ostinatezza avrebbe assillato il sacerdote in modo da «ingenerare nello stesso – come scrive il gip – un fondato timore per la sua incolumità e causandogli un perdurante e grave stato di ansia e di paura tanto da indurlo, in due circostanze, a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Costringendo altresì lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita come farsi più volte sostituire nelle celebrazioni della santa messa in considerazione della presenza dell’indagata, in prima fila, fra i banchi della chiesa. O evitare di indire assemblee pubbliche al fine di evitare dissidi nella comunità parrocchiale.

    Ovvero richiedere ad alcuni parrocchiani di “scortarlo” nelle sue attività». Eppure la donna non si rassegnava e, quando il sacerdote, con garbo, cercava di allontanarla si ostinava a frequentare una parrocchia, fuori dalla sua circoscrizione.

    I TABULATI
    Dai tabulati sono state conteggiate 400 chiamate in un anno dal cellulare della donna a quello del sacerdote che era reperibile anche per le estreme unzioni e non poteva spegnere l’apparecchio. Telefonate per lo più mute, che arrivavano anche a casa. Poi, un’infinità di sms, spesso allusivi o offensivi. Ma era sul blog che la fedele si sfogava meglio contro il sacerdote, parlando di «Uccelli di rovo» o dipingendo come una «Una cupola mafiosa» il giro dei collaboratori del prete, dai catechisti al viceparroco, pure loro vittime indirette. Sul web l’indagata offendeva la reputazione di don Rocco e dei suoi collaboratori, indicandoli «facenti parte di una cupola mafiosa che, anziché manifestarsi come accogliente nei confronti della comunità parrocchiale, tenderebbe asseritamente a escludere chi, come lei, non risulta in linea con la parte offesa».

    L’OSSESSIONE
    Don Rocco non si sentiva più libero. La signora infatti «riusciva a impedire lo svolgimento sereno e ordinato della sua vita e del suo lavoro, senza alcuna remora e rispetto neanche del luogo di culto». Il gip nell’atteggiamento della donna ha ravvisato aspetti ossessivi e un concreto pericolo di recidiva. Da qui la decisione di tenere la fedele alla larga dalla chiesa per mettere fine all’azione persecutoria, architettata su più piani e anche via web. Il sacerdote un paio di volte non ha retto: in ospedale gli hanno diagnosticato forti palpitazioni.

    Venerdì 22 Marzo 2013 – 08:06

    giovedì 17 gennaio 2013
    Le scuse di don Rocco Massimiliano Caliandro
    Caliandro aspetto le tue scuse PUBBLICHE e non l’AVVENIRE dentro la cassetta postale!!!

    Me le devi! Ti sei schierato contro di me con chi mi ha aggredita dentro la tua parrocchia, ieri l’ho detto ad un sacerdote, è rimasto allibito, dice che i preti non si schierano mai ma sono preti di tutti i figli di Dio tu sei con Dio o con Satana?

    Sai un prete orgoglioso come e’ lui, quando le fa le dovute scuse?: l’anno del cazzo!
    Ossia l’unica cosa che sa fare. Decisioni puntualmente del cazzo. Dalla parte dell’interesse e mai del giusto. Giusto Vendola può votare uno così.

    La vendetta un sentimento buono o cattivo?

    Di solito, non ho interesse a vendicarmi di un qualche torto subito. Però, c’è un però. Nella vita le vendette mi sono sempre cadute in mano servite su piatti d’argento. Significa, che non le ho mai cercate, ma non ho mai scordato un torto, così da sempre, improvvisamente, accade qualcosa che mi consente di riscattarmi e questo mi da una soddisfazione immensa.
    Non mi provoca alcun senso di colpa, perché restituisco solo quanto mi viene dato, nulla di più.
    Molti ipocriti sostengono che la vendetta sia un qualcosa di negativo. Io no. Se ho l’opportunità di vendicarmi uso tutta la mia energia per annientare chi mi ha fatto del male. Ed anche questa volta ho più volontà perché non ho mai odiato stavolta odio con tutte le mie forze delle persone che sono il male assoluto. La melma, la merda pura di quelle intossicare dai rifiuti illegali.
    (10/01/2013 ore 10.58)
    Pubblicato da Monia Lustri a 10:58

    http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:vEKnuxUrga0J:monialustri.blogspot.com/2013/01/le-scuse-di-don-rocco-massimiliano.html+monia+lustri+don+rocco&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it

    luposolitario15 gennaio 2013 11:08

    Ma non pensi che accanirti con questo prete che già in quanto tale ha tutto il mio disprezzo ,sia tempo perso? La verità tanto la sapete solo tu e lui e se veramente esiste il tuo dio prima o poi farà i conti con lui
    Rispondi
    Monia Lustri15 gennaio 2013 11:25

    Vedo che è tempo perso in quanto credo che un prete che si schiera non è un prete;
    un prete che addirittura si schiera e fa collaborare delle persone violente non è un prete;
    quindi cosa ci fa in busta paga del vicariato se il suo lavoro non lo fa se non per fare il compiacente di chi a quelle mura ci sta abbarbicato addirittura fino a diventare violento con il suo bene placido? sa cosa significhi doversi vergognare per ciò che ancora oggi continua a fare fingendo che nulla sia accaduto li dentro?
    Non si fa schifo, cosa che invece fa a me… tanto quanto chi mi ha aggtedita e lui è stato il primo…
    Non mollerò finchè non se ne torna a rompere i coglioni a casa sua, al suo paese e non nella mia zona… dando corda a gente che sta li e al prossimo rompe solo i coglioni con prepotenza, arroganza e spavalderia..arriverà il giorno in cui il vescovo Marciante il culo non glielo potrà più coprire!
    E chi cresima i figli dei prediletti nemmeno.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/03/…atela-55089939/

    Repubblica Roma
    Venerdì 22 marzo 2013 – Aggiornato alle 14.44

    Parrocchiana stalker del prete
    Il giudice ordina: “Allontanatela”

    Una parrocchiana quarantenne, perseguita Don Rocco, il parroco della chiesa di Sant’Edith Stein, nel quartiere di Tor Bella Monaca. Il gip ha vietato alla donna ogni contatto con il sacerdote, vittima di una serie di atti persecutori
    di FRANCESCO SALVATORE

    Era molto più interessata al parrocco che alla chiesa. Un interesse tale che si trasformato in infatuazione e poi in ossessione. Lei, una parrocchiana quarantenne di origine abruzzese, adesso non potrà più avvicinarsi a Don Rocco, anche lui quarantenne, né contattarlo in alcun modo, né frequentare più la chiesa di Sant’Edith Stein a Tor Bella Monaca.

    Il gip Nicola Di Grazia, su richiesta del pm Vincenzo Barba, ha vietato alla donna ogni contatto con il sacerdote, vittima di una serie di atti persecutori. Telefonate, messaggi, pedinamenti e appostamenti che lo hanno turbato a tal punto da causargli un perdurante stato di ansia e paura, e che lo hanno costretto nell’ultimo anno ad andare al pronto soccorso due volte, oltre che alla rinuncia più grande: diverse volte non ha potuto nemmeno celebrare la messa.

    La vicenda, su cui hanno indagato i carabinieri, inizia nel gennaio dello scorso anno. La donna ha un interesse per Don Rocco e cerca in ogni modo di entrare in contatto con lui. La domenica a messa è sempre seduta in prima fila, mentre durante la settimana chiama in continuazione il prete – 400 telefonate nell’anno – e gli invia una miriade di messaggi. Un escalation negli ultimi mesi del 2012. La donna compie una serie di “incursioni” nell’ufficio privato del prete, ostinandosi a restare nonostante gli inviti ad andarsene. Una serie di atti che hanno sconvolto il parroco creando un clima teso fra gli altri parrocchiani che lo hanno indotto a denunciare quanto
    accadeva.

  • SERRONE – Pedofilia, prescrizione per l’ ex parroco don Davide Solano

    SERRONE – Pedofilia, prescrizione per l’ ex parroco don Davide Solano

    12 febbraio 2013

    Si è concluso con la prescrizione del reato, il processo di secondo grado a carico di don Davide Solano, ex parroco di Serrone, condannato per pedofilia nel 2011 a tre anni e cinque mesi di carcere. I fatti risalgono al 1999 e sono dodici anni e mezzo i tempi della prescrizione, sopravvenuta nell’ ambito di un processo complesso e delicato. A quell’ epoca don Solano, di origine colombiana, era il parroco di Serrone. Proprio nella sua abitazione del piccolo paese ciociaro sarebbero avvenuti i fatti contestati dalla Repubblica di Velletri al religioso. Tre ragazzi minorenni, ospiti di una casa famiglia di Rocca di Papa, dopo aver trascorso qualche giorno in casa del parroco denunciarono che don Davide aveva avuto per loro morbose attenzioni sessuali. Scattarono immediatamente le indagini, che culminarono nel 2004 con il rinvio a giudizio del parroco, che nel frattempo aveva lasciato Serrone prima per la Colombia e poi per Palestrina, contestualmente con l’ apertura dell’ inchiesta. Nel 2011 la sentenza di primo grado, con la condanna per pedofilia: un’ accusa infamante che il sacerdote ha sempre respinto e che ha diviso quanti lo conoscevano come un prete dedito alla solidarietà e molto apprezzato per le sue iniziative a favore dei più bisognosi, in particolare nelle aree del Terzo mondo, nelle quali aveva coinvolto personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport come Francesco Totti. Nei giorni scorsi, l’ udienza per la richiesta di revisione della sentenza di primo grado che, dopo un lungo dibattito, si è conclusa con la prescrizione. Provvedimento a cui l’ imputato non ha rinunciato, ma ovviamente in attesa di conoscere le motivazioni dell’ ordinanza, che saranno rese note entro due mesi.

    Emanuele Marcelli

    http://it.cultura.religioni.narkive.com/6j…re-l-ex-parroco

  • Ma possibile che ci vogliano 3 anni per chiudere un’indagine???

    Ma possibile che ci vogliano 3 anni per chiudere un’indagine???

    Il prof delle molestie rimane in carcere Nervi, frate degli Emiliani nei guai per pedofilia

    Genova – Dieci anni di orrori, di abusi inflitti a un bambino divenuto adulto e oggi incapace di cancellare quell’incubo, di rimarginare quella ferita dell’anima. È l’accusa per cui la procura della Repubblica di Roma intende chiedere il processo nei confronti di padre Vito Beatrice, frate ex fondatore e responsabile del centro culturale all’interno del Collegio degli Emiliani di Nervi dove, secondo l’accusa, all’insaputa dei vertici della struttura, si sarebbero ripetute le violenze su un ragazzino romano cominciate anni prima nella Capitale.

    Violenza sessuale continuata e aggravata, compiuta «abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima»: questa l’ipotesi formulata dal pm Silvia Santucci a conclusione delle indagini preliminari iniziate nel 2010, dopo che il ragazzo molestato tentò di togliersi la vita gettandosi in un fiume.

    Nei giorni scorsi il magistrato romano ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta al religioso che oggi vive a Torino, ospite dei padri somaschi, in una stanza già perquisita dai carabinieri e nella quale gli inquirenti trovarono foto e video riguardanti un ragazzino in atteggiamenti osceni. «Filmò e documentò molti dei nostri incontri» ha rivelato il giovane vittima dei presunti abusi che oramai ha 27 anni ma non riesce a dimenticare quel che gli è stato fatto.

    Tanto che la storia è venuta alla luce dopo un tentativo di suicidio, un anno fa, quando il giovane, 26 anni, tentò il suicidio gettandosi in un fiume per poi raccontare la storia al suo salvatore. «La prima volta che padre Beatrice mi toccò avevo solo 8 anni. Lui 41. Ho subìto per dieci anni. Poi è finita, ma non ho mai avuto il coraggio di parlare di questa storia con nessuno, almeno fino a quando quel carabiniere non mi a riportato a galla e mi ha salvato la vita».

  • Abusa di una bimba dopo funzione religiosa, arrestato 46enne

    Abusa di una bimba dopo funzione religiosa, arrestato 46enne

     Nel Viterbese,uomo gia’ condannato in passato per episodi simili

    (ANSA) – VITERBO, 27 APR – Un uomo di 46 anni, residente in provincia di Viterbo, e’ stato arrestato dalla polizia on l’accusa di abusi sessuali su una bambina che non ha ancora compiuto 10 anni. L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, in precedenza era stato indagato altre due volte per episodi analoghi. In un caso e’ stato anche condannato con sentenza definitiva. Secondo le prime informazioni, il 46enne avrebbe abusato della piccola al termine di una funzione di una congregazione religiosa.(ANSA).

  • Abusi su bimba di 7 anni in congregazione religiosa. Arrestato pedofilo recidivo, Il 46enne, già condannato, girava libero di violentare altri bimbi

    Abusi su bimba di 7 anni in congregazione religiosa. Arrestato pedofilo recidivo, Il 46enne, già condannato, girava libero di violentare altri bimbi

    Viterbo, abusi sessuali su bimba di 7 anni: 46enne arrestato dalla Squadra Mobile
    27 aprile, ore 11:25
    Viterbo – (Adnkronos) – E’ accaduto nel ritrovo di una congregazione religiosa frequentata dalla madre della bambina. Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione fatta dalla donna: le testimonianze di alcune persone della gruppo religioso hanno permesso di identificarlo

    Viterbo, 27 apr. – (Adnkronos) – Un romano di 46 anni, con precedenti specifici, e’ stato arrestato dalla Squadra Mobile di Viterbo, diretta da Fabio Zampaglione, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore eta’ per abusi su una bimba di 7 anni. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari e sono in corso ulteriori accertamenti.

    Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione della mamma della piccola. La donna ha raccontato agli agenti alcune situazioni anomale e quanto riferitole dalla stessa bambina. La donna, dopo la separazione, si era avvicinata a una congregazione religiosa di un comune della provincia di Viterbo. Dopo uno degli incontri nel ritrovo della congregazione, avvenuto a gennaio scorso, la piccola aveva raccontato alla mamma di aver subito abusi sessuali da uno dei presenti mentre da sola in una stanza stava guardando la televisione. Su delega della procura di Viterbo gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini.

    Dopo la madre e’ stata sentita anche la bimba nel corso di un’audizione protetta. La sua versione e’ stata anche confermata da ulteriori riscontri con le testimonianze di alcune persone della congregazione presenti all’incontro, che hanno anche permesso di identificare il responsabile. Sulla base della dettagliata informativa di reato consegnata dalla polizia alla procura e’ stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a carico del 46enne. L’uomo, risultava residente a Roma, ma e’ stato bloccato a Viterbo.

    Abusi sessuali su bimba dopo funzione religiosa
    Uomo arrestato dalla polizia di Viterbo

    La mamma della piccola si era avvicinata a una congregazione religiosa. Le turpi attenzioni sarebbero avvenute dopo una funzione. La mamma ha raccolto il racconto della figlioletta e ha fatto denuncia
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    Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)
    Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)

    Viterbo, 26 aprile 2012 – Un’altra brutta storia di abusi sessuali e pedofilia. Un uomo di 46 anni, residente in provincia di Viterbo, e’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di abusi sessuali su una bambina che non ha ancora compiuto 10 anni.

    L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, in precedenza era stato indagato altre due volte per episodi analoghi. In un caso e’ stato anche condannato con sentenza definitiva. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari . Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione della mamma della piccola. La donna ha raccontato agli agenti alcune situazioni anomale e quanto riferitole dalla stessa bambina. La donna, dopo la separazione, si era avvicinata a una congregazione religiosa di un comune della provincia di Viterbo. Dopo una funzione religiosa nel ritrovo della congregazione, avvenuta a gennaio scorso, la piccola aveva raccontato alla mamma di aver subito abusi sessuali da uno dei presenti mentre da sola in una stanza stava guardando latelevisione. Su delega della procura di Viterbo gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini.

    Dopo la madre e’ stata sentita anche la bimba nel corso di un’audizione protetta. La sua versione e’ stata anche confermata da ulteriori riscontri con le testimonianze di alcune persone della congregazione presenti all’incontro, che hanno anche permesso di identificare il responsabile. Sulla base della dettagliata informativa di reato consegnata dalla polizia alla procura e’ stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a carico del 46enne. L’uomo, risultava residente a Roma, ma e’ stato bloccato a Viterbo.

  • Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    29 Ottobre 2011 19:37 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) – ROMA – Una cinquantina di persone provenienti da diversi paesi d’Europa, presunte vittime di violenze da parte di preti pedofili, si sono riunite in un sit-in di protesta vicino a Castel Sant’Angelo, nei pressi del Vaticano. Con cartelli, striscioni e piccole lanterne lanciate verso il cielo, i survivors – così si autodefiniscono – chiedono al Vaticano di “assumersi le sue responsabilità e fare emergere la verità sugli abusi perpetrati da preti cattolici”.

    LA NUOVA DIRETTIVA
    L’Europa compatta contro i pedofili
    Abusi sessuali online, il voto del Parlamento
    Disposizioni per una unificazione delle leggi che regolano il contrasto al fenomeno della pedopornografia su internet. La relatrice e vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, Roberta Angelilli: “E’ stato un lungo lavoro che ha dovuto tener conto delle diverse sensibilità culturali e giuridiche”
    di CARLO CIAVONI

    L’Europa compatta contro i pedofili Abusi sessuali online, il voto del Parlamento La vice presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli
    STRASBURGO – Nell’oscuro mondo dei pedofili che su internet in cerca di bambini e adolescenti da adescare, e dove la violenza non è affatto virtuale, perché le offese che arreca alla psiche e all’anima delle decine di migliaia di vittime sono incancellabili, il Parlamento europeo compie una mossa decisa, votando una direttiva quasi all’unanimità, che allinea le legislazioni penali dei 27 paesi membri rispetto alla pedopornografia online. Si tratta del primo strumento legislativo per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la produzione e la diffusione di immagini e video a conteuto sessuale, protagonisti bambini e adolescenti.

    Le diverse sensibilità a confronto. “Un lavoro lungo e faticoso che ha dovuto tener conto di culture e sensibilità diversissime, ma che però abbiamo concluso con successo e adesso siamo davvero molto soddisfatti”, dice Roberta Angelilli, deputato del gruppo PPE-Pdl, oltre che vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, relatrice e tra le sostenitrici più tenaci di questa direttiva. Un impegno assiduo condiviso con la commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmström, del partito liberale svedese e con una solida esperienza nel campo dei diritti umani. Questa sulla pedofilia su internet è la seconda direttiva che incide in modo diretto sul diritto penale delle legislazioni degli stati dell’Unione, dopo quella sul traffico di esseri umani.

    Le principali novità. La legislazione italiana in materia (la più recente è del marzo 2006) è considerata già notevolmente avanzata, sia sul piano della definizione del reato sull’impianto sansonatorio. Tre le principali novità:

    *** Il grooming – L’introduzione del concetto di reato di adescamento online di minorenni (il grooming) sviluppato in ben 5 articoli

    *** I confini del reato – La dettagliata individuazione dei confini del reato di pedopornografia, termine che in Europa non era ancora entrato nel vocabolario giuridico. “Un lavoro, questo – ha aggiunto Roberta Angelilli – che abbiamo svolto tra chi, in altri paesi dell’Unione, ha tenuto infondatamente l’introduzione di norme che limitassero la navigazione in Rete. Noi invece – ha aggiunto la vice presidente del Parlamento – abbiamo tenuto la barra ben salda sui principi sanciti dalla Convenzione di Lanzarote”.

    *** L’extaterritorialità – Arricchimenti della nozione di competenza extraterritoriale, considerato il crescente fenomeno del turismo sessuale

    *** Le aggravanti – L’introduzione di sanzioni penali uniformi in tutta l’Unione Europea, con la scrittura di molte fattispecie legate alle circostanze aggravanti (l’articolo 9), come la particolare vulnerabilità, dovuta magari alla disabilità fisica o psichica; o all’altra aggravante dell’abuso nell’ambito familiare.

    *** Il casellario giudiziario – La nuova direttiva europa, per evitare la recidività, dispone un controllo del Casellario Giudiziario da parte dei datori di lavoro per coloro i quali svolgono attività professionali diretti e regolari a contatto con bambini.

    *** La confisca dei beni – Nelle stesse norme c’è anche la sanzione della confisca dei beni

    Il raduno delle vittime. La direttiva votata dal Parlamento Europeo cade, tra l’altro, a ridosso di un appuntamento speciale, quello di un raduno delle vittime della pedofilia clericale, che ci sarà domani nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina e che verrà arricchito anche dalla esposizione delle foto di Silvia Amodio, autrice di immagini di persone adulte con un passato di bambini costretti a subire violenze e abusi sessuali da sacerdoti e suore. Oggi pomeriggio alla Camera, c’è stata una conferenza stampa legata a questa iniziativa, cui partecipano, tra gli altri, il deputato radicale Maurizio Turco, Sue Cox e Ton Leerschool, fondatori di Survivor Voice Europe 1, i sopravvissuti alle violenze sessuali del clero.

    I numeri del traffico online. Gli abusi sui minori hanno una storia lunga, ma da diversi anni, complice la Rete, hanno subìto un aumento vertiginoso e preoccupante. Centinaia di migliaia sono i file pedopornografici in giro sui siti internet, che nei primi nove mesi del 2011 sono aumentati del 47%. Nello stesso arco di tempo Telefono Arcobaleno 2 ha individuato e segnalato più di 54mila siti, arrivando a superare il totale segnalato nell’intero anno precedente. La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), è lo Stato che registra l’aumento più significativo di questi materiali, rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi a uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di Telefono Arcobaleno emerge che circa un terzo degli utenti fa uso di smartphone oppure utilizza hardware e sistemi operativi di ultima generazione.

    Un affare colossale. La rapidità dei contatti e degli scambi di foto e video, ha messo in moto un affare colossale di dimensioni planetarie, valutato in centinaia di milioni di euro. Il Ministero dell’Interno, solo in Italia, calcola che si aggiri attorno ai 3 milioni di euro ogni anno: un mercato animato da dallo scambio di foto e video che ritraggono bambini indotti a rapporti sessuali precoci, o violenze e ad adolescenti ritratti in scene di sesso. Lo scenario di fondo è comunque quello che vede oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo vittime di abusi e sfruttamento sessuale. Piccoli ridotti in schiavitù, sottratti del loro diritto di essere bambini, senza libertà né dignità, ma solo oggetti per soddisfacimenti sessuali o sfruttati per produrre denaro.

    Il consenso sessuale. Il confine del consenso sessuale è sottoposto ad una disciplina contenuta nel Codice penale. In generale, si acquista a quattordici anni. Il limite scende a tredici anni, se il partner sessuale non ne ha più di sedici. Sale invece a sedici anni quando il partner ha con il minore un rapporto di parentela (non abbastanza stretto da configurare un incesto) o di tutela. Se però il minore presta il suo consenso nell’ambito di un’attività di prostituzione minorile, il limite risale nuovamente a diciott’anni.

    (28 ottobre 2011)

    http://www.repubblica.it/solidarieta/coope…mento-24054040/

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica
    27/10/2011, 21:33 a cura di Sara Marci 0 commenti Visualizza commenti

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica

    BRUXELLES, 27 OTTOBRE 2011 – Grazie alle nuove regole approvate oggi dal Parlamento Europeo si avranno pene più severe contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva approvata quasi all’unanimità (con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni) stabilisce sanzioni penali minime per circa 20 tipologie di crimini.

    La direttiva, già concordata con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introduce disposizioni valide in tutta Europa, per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime a cui i 27 Stati membri dovranno adeguare la loro legislazione nazionale entro due anni.

    La direttiva è stata preparata dall’italiana Roberta Angelilli, eurodeputata Pdl e vicepresidente del Parlamento europeo, che ha spiegato: “permetterà di combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia. Rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo servirà ad assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”.

    L’Unione europea si dota così di un pacchetto di norme chiare ed efficaci volte al contrasto di tutti i reati commessi nei confronti dei minori, è prevista, ad esempio, una pena di almeno dieci anni di carcere per chi costringe un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi, rischieranno non meno di tre anni di prigione i produttori di pornografia ed almeno un anno per chi utilizzerà il materiale pornografico sul web. Gli Stati membri avranno inoltre l’obbligo di eliminare le pagine web che contengono materiale pedopornografico ospitate sul proprio territorio, ma dovranno anche, qualora questi siti siano ospitati su server al di fuori dell’UE, cooperare con gli altri stati per ottenerne la rimozione. Oltre all’inasprimento delle pene, sono introdotte nuove categorie di reati, l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale.

    Le associazioni a tutela dei bambini hanno accolto positivamente le nuove disposizioni, mentre Claudio Morganti, eurodeputato della Lega Nord, ha proposto di rendere obbligatoria la castrazione chimica. ”In Italia – ha rilevato Morganti – non si discute di castrazione chimica, ma in alcuni paesi europei, dove è già in vigore, ha dato risultati soddisfacenti”.

    Sara Marci

    http://www.infooggi.it/articolo/pene-piu-s…-chimica/19578/

  • Caccia al monaco pedofilo nascosto in Italia, Mandato di cattura per padre Laurence Soper, benedettino rifugiato a Roma

    Caccia al monaco pedofilo nascosto in Italia, Mandato di cattura per padre Laurence Soper, benedettino rifugiato a Roma

    Una caccia all’uomo internazionale sta cercando di rintracciare un prete pedofilo che è stato visto per l’ultima volta in Italia e che potrebbe ancora essere nascosto nel nostro paese. Si tratta di padre Laurence Soper, un monaco benedettino, ex-abate di Ealing Abbey, un monastero cattolico di Londra, presso la cui scuola privata, St. Benedict, egli insegnò per molto tempo. L’anno scorso un’inchiesta del Times ha fatto venire alla luce una lunga serie di accuse di abusi sessuali da parte sua nei confronti di alunni di quell’istituto scolastico religioso, portando all’apertura di un’inchiesta della magistratura britannica che secondo le ultime indiscrezioni avrebbe emesso in questi giorni un mandato di cattura contro padre Soper. Il monaco, tuttavia, non si trova più in Inghilterra, avendo lasciato l’insegnamento ed essendosi trasferito nel 2000 in Italia, dove fino allo scorso anno era il tesoriere della Confederazione Internazionale Benedettina. Viveva a Roma, presso il Collegio Sant’Anselmo, il cui priore, frate Elias Lorenzo, ha dichiarato al Times che padre Soper se ne andò nel marzo scorso dicendo che intendeva tornare a Londra, senza lasciare un indirizzo. Il monaco, che attualmente ha 81 anni, da allora risulta irreperibile. Investigatori di Scotland Yard si recheranno probabilmente in Italia la prossima settimana per cercarlo e per chiederne l’estradizione alle nostre autorità. Se si è rifugiato all’interno dello stato del Vaticano, osserva il quotidiano londinese, potrebbe essere difficile ottenerla, perchè la Santa Sede non ha un accordo di estradizione con la Gran Bretagna.

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