Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Liguria

  • Prete in manette ad Alassio, il direttore dei Salesiani: “Brava persona, mai dato problemi”

    Prete in manette ad Alassio, il direttore dei Salesiani: “Brava persona, mai dato problemi”

    “Qui si è comportato in modo esemplare ed è stato ricambiato con la massima correttezza e ospitalità da parte di tutti noi”

    Alassio. “Era da qualche mese qui ad Alassio dopo essere arrivato dal Piemonte. Non aveva un ruolo nel nostro organico.  Dopo aver fatto domanda attraverso i nostri superiori a Torino, lo abbiamo ospitato il nostro confratello nel nostro istituto per motivi di salute”.

    Don Gino Bruno, direttore del Don Bosco di Alassio, ovviamente ha saputo dell’arresto di  don Giorgio Porcellana. “Sono venuti degli uomini della polizia e lui è andato via con loro – dice – Ma qui si è comportato in modo esemplare. Nessun problema e  massima correttezza e ospitalità da parte di tutti noi”.

    Il sacerdote finito in manette per una storia di pedopornografia era ospite della struttura salesiana alassina dove era arrivato agli inizi della primavera. Naturalmente era entrato a far parte della squadra di sacerdoti e ben accolto da tutti.

    “Aveva problemi di salute e l’aria di mare gli faceva bene, ma non per questo non era un confratello attivo. Anzi – ricorda don Gino Bruno – diceva messa e confessava come tutti noi”.

    Nel grande parcheggio del don Bosco ragazzi e docenti vanno col passo veloce e praticamente nessuno ha voglia di parlare. “Quando succedono cose del genere  – dice un insegnante – si resta un po’ turbati. Speriamo si faccia subito chiarezza su tutto”.

    https://www.ivg.it/2015/05/prete-in-manette-ad-alassio-il-direttore-dei-salesiani-brava-persona-mai-dato-problemi/

  • Arrestato per pedopornografia ad Alassio, ecco chi è don Giorgio Porcellana

    Arrestato per pedopornografia ad Alassio, ecco chi è don Giorgio Porcellana

    Alassio. Don Giorgio Porcellana, nato ad Asti il 17 luglio del 1966. E’ lui il sacerdote salesiano che la polizia delle telecomunicazioni di Genova, su richiesta dei colleghi di Milano, hanno arrestato all’istituto salesiano di Alassio.

    Secondo di 5 fratelli, aveva conseguito la maturità al Liceo Classico e successivamente dopo la formazione Salesiana, era stato ordinato sacerdote a Torino il 6 ottobre 2001.

    Ha tre lauree in tasca di cui una in Filosofia conseguita a Nave in provincia di Brescia e una in Scienza della Formazione all’Università di Torino, quindi è dottore in Teologia Pastorale.

    Dopo un lungo periodo di insegnamento nella scuola Media inferiore e superiore, ha esplicato l’attività sacerdotale presso parrocchie, oratori e convitti, prevalentemente in Piemonte e Lombardia. Ha successivamente deciso di fare il parroco e in tale veste era arrivato a Orio nel settembre del 2006, succedendo così a don Silvio Faga titolare della  parrocchia per ben 11 anni.

    Nei mesi scorsi, per motivi di salute, era arrivato ad Alassio accolto dal direttore don Gino Bruno e dai suoi confratelli. Oggi alla porta dell’istituto salesiano della Baia del Sole sono arrivati gli agenti della polizia delle telecomunicazioni ed è finito in carcere per pedopornografia.

    Al religioso, in particolare, vengono contestati gli articoli 600 e 602 del codice penale, ovvero aver trattato materiale “con minori di 16 anni” e in numero “maggiore di tre”.

    Le indagini erano state avviate nel 2012. Tutto ha avuto inizio quando gli 007 della polposte avevano iniziato a controllare alcuni siti web e in particolare alcuni servizi di condivisione di immagini sospette perché gli utenti facevano continui riferimenti a minori.

    Si trattava di una sorta di anticamera per gli interessati alla pornografia minorile, che si spostavano su altri canali di comunicazione per scambiare file multimediali illeciti, utilizzando anche le caselle di posta elettronica. Per la particolare segretezza delle comunicazioni fra gli stessi indagati, è stato necessario usare delle tecniche speciali di investigazione come le attività sotto copertura, intercettazione telematica e intercettazioni telefoniche.

    http://www.ivg.it/2015/05/arrestato-per-pedopornografia-ad-alassio-ecco-chi-e-don-giorgio-porcellana/

  • Pedofilia online, arrestati un prete ad Alassio e un disoccupato a Bordighera

    Pedofilia online, arrestati un prete ad Alassio e un disoccupato a Bordighera

    Secondo quanto si è appreso, il religioso è stato arrestato ad Alassio ed è stato portato in carcere: si tratta di un uomo di 49 anni, che è accusato di “cessione aggravata di materiale pedopornografico”, contestazione che prevede l’aver trattato «materiale con minori di anni 16» e in «numero maggiore di 3».

    I due disoccupati hanno 51 e 58 anni, l’operaio 51: sono stati arrestati a Bordighera, Lariano (in provincia di Roma) e nella Capitale.

    Nel complesso, sono 25 le province italiane toccatedall’operazione, comprese Alessandria, Genova, Livorno e Bolzano.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2015/05/26/ARObCyZE-bordighera_disoccupato_arrestati.shtml

  • Pedopornografia, arrestato sacerdote ad Alassio

    Pedopornografia, arrestato sacerdote ad Alassio

    Alassio. C’è anche un sacerdote tra le quattro persone arrestate, questa mattina, dalla Polizia di Stato nell’ambito di una vasta operazione sulla pedofilia online. Il religioso, 49 anni, è stato arrestato ad Alassio con l’accusa di “cessione aggravata” di materiale pedopornografico: si tratterebbe di un salesiano piemontese, ospite in questi giorni dell’istituto Don Bosco. Al religioso vengono contestati gli articoli 600 e 602 del codice penale, ovvero aver trattato materiale “con minori di 16 anni” e in numero “maggiore di tre”.

    Dalle prime ore di stamane gli agenti stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano nei confronti di 29 persone dedite, secondo l’accusa, al traffico o all’acquisizione di video “hot” con minori su web. La Polizia Postale di Milano avrebbe infatti scoperto un diffuso smercio di materiale pedopornografico che coinvolgerebbe in totale 233 persone in 35 nazioni. La rete criminale era dedita, spiegano le forze dell’ordine, “alla diffusione e alla cessione aggravata di materiali pedopornografici che hanno ad oggetto anche pesanti violenze ed atti sessuali in danno di minori degli anni dieci e di altri minori costretti tra di loro o con animali“.

    Sono quattro al momento gli arrestati: oltre al sacerdote sono finiti in manette due disoccupati di 58 e 51 anni e un operaio di 51, arrestati a Bordighera e in provincia di Roma. La Procura ha ordinato perquisizioni nelle case e sui computer di tutti i 29 indagati italiani.

    Le indagini, avviate nel 2012, hanno avuto inizio monitorando alcuni siti web e in particolare alcuni servizi di condivisione di immagini sospette perché gli utenti facevano continui riferimenti a minori. Si trattava di una sorta di anticamera per gli interessati alla pornografia minorile, che si spostavano su altri canali di comunicazione per scambiare file multimediali illeciti, utilizzando anche le caselle di posta elettronica. Per la particolare segretezza delle comunicazioni fra gli stessi indagati, è stato necessario usare delle tecniche speciali di investigazione come le attività sotto copertura, intercettazione telematica e intercettazioni telefoniche.

    http://www.ivg.it/2015/05/arrestato-sacerdote-ad-alassio-per-cessione-aggravata-di-materiale-pedopornografico/

  • Papa Francesco al Santuario di Savona, ora c’è una data. Incontrerà anche le vittime dei preti pedofili savonesi ?

    Papa Francesco al Santuario di Savona, ora c’è una data. Incontrerà anche le vittime dei preti pedofili savonesi ?

    Savona – Si profila una data per la visita del Papa a Savona. La lettera di Francesco al vescovo Lupi, inviata in occasione del bicentario dell’incoronazione dalla statua della Vergine Maria parte di Pio VII e l’auspicio di poter venire un giorno in visita al Santuario di Nostra Signora di Misericordia, hanno acceso la speranza dei fedeli savonesi. Speranza fondata, perché si parla anche di una data. Il Pontefice dovrebbe arrivare in Liguria a metà settembre tra il 15 e il 18. E il programma prevederebbe una tappa a Genova, un blitz a Santa Giulia di Piana Crixia, e poi una visita al Santuario.

    Al momento non c’è ancora l’ufficialità ma le voci, in particolare in ambienti religiosi liguri e romani, rimbalzando anche a Savona. Da tempo a Piana Crixia, che ricade sotto la Diocesi di Acqui, l’amministrazione e la comunità dei fedeli chiedono una visita di Papa Francesco che in quel comune ha le sue origini attraverso il ramo paterno della famiglia.

    Nel caso della visita a Savona di Benedetto XVI nel maggio del 2008, che aveva fatto visita al Santuario di Nostra Signora di Misericordia per donare la Rosa d’Oro, la macchina organizzativa si era mossa molti mesi prima.

    Ma l’attuale Pontefice con la sua semplicità e spontaneità ci ha abituati a visite improvvise nelle quali ama mischiarsi tra i fedeli senza filtri, come quella ad una baraccopoli di immigrati a Roma. Blitz improvvisi che mettono un po’ in crisi l’apparato di sicurezza che lo circonda ma che sono diventate una caratteristica molto amata.

    «Al momento non ci sono notizie ufficiali – spiega l’ufficio stampa della Diocesi di Savona Noli – c’è stata la lettera del Santo Padre al nostro vescovo, con l’auspicio del cardinale Domenico Calcagno di vedere il Pontefice al Santuario, e ci ha fatto estremo piacere che il Santo Padre abbia posto questo Giubileo straordinario sotto la protezione di Nostra Signora di Misericordia. L’auspicio del cardinale Calcagno che è di tutti i fedeli savonesi ma per ora, per le informazioni che abbiamo resta tale. Certo questo Pontefice ci ha abituato ad un nuovo modo di comunicare e di essere presente alla comunità dei suoi fedeli e, come ha detto il Cardinale Domenico Calcagno alla messa di domenica scorsa, non poniamo limiti alla provvidenza».

    La speranza poi, si consolida alla conferma da parte dello stesso cardinale Calcagno che in occasione della messa a celebrazione dell’incoronazione della statua della Vergine ha detto di avere invitato Papa Bergoglio al Santuario.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2015/05/16/AR6iasSE-savona_francesco_santuario.shtml

  • Pedofilia, ex parroco scarcerato da Sanremo per decorrenza termini

    Pedofilia, ex parroco scarcerato da Sanremo per decorrenza termini

    Sanremo. E’ stato scarcerato dalla casa circondariale di Sanremo, per decorrenza dei termini massimi di detenzione preventiva, don Riccardo Seppia, ex parroco dello Spirito Santo di Sestri Ponente a Genova condannato in primo grado e secondo grado per reati legati alla pedofilia e alla cessione di stupefacenti.

    L’ex sacerdote che era detenuto nell’istituto di pena di Valle Armeadovrebbe essere ospitato in una comunità. Don Seppia era stato arrestato il 14 maggio 2011 e condannato in primo grado a 9 anni, 6 mesi e 20 giorni, pena confermata in appello. La Corte di Cassazione, nel novembre scorso, aveva parzialmente annullato la condanna rinviando ad altra sezione della corte d’appello il processo, non ancora fissato, per il nuovo calcolo della pena.

    Il ricorso in Cassazione era stato presentato dal difensore di don Seppia, avvocato Paolo Bonanni.

    Insieme a don Seppia era stato arrestato anche l’ex seminarista Emanuele Alfano con l’accusa di induzione alla prostituzione minorile poi condannato a 5 anni e tre mesi in primo grado, pena diminuita di un anno in appello. Insieme erano accusati di aver coinvolto adolescenti provenienti da situazioni di particolare disagio in rapporti sessuali e consumo di droga.

  • Condannato per pedofilia, don Seppia è libero

    Condannato per pedofilia, don Seppia è libero

    Genova – Don Riccardo Seppia, l’ex parroco del quartiere genovese di Sestri Ponente che fu arrestato per pedofilia e rinchiuso nel carcere di Sanremo, è tornato in libertà: sarà ospitato in una comunità ecclesiastica della Lombardia.

    Don Seppia era stato condannato in appello a 8 anni e 6 mesi di reclusione, ma lo scorso novembre la Cassazione aveva annullato la sentenza, rinviando gli atti a Genova con una nuova qualificazione del reato: tentati atti sessuali con minorenne e induzione alla prostituzione.

    Questo processo è ancora pendente, ma intanto l’ex parroco, che fu arrestato nel maggio del 2011, ha ottenuto i benefici di legge chiesti dall’avvocato.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/05/13/ARMqG0QE-condannato_seppia_pedofilia.shtml

  • Rete l’Abuso alla conferenza sulla pedofilia organizzata dalla Diocesi (Video)

    Rete l’Abuso alla conferenza sulla pedofilia organizzata dalla Diocesi (Video)

    Con il suo lungo curriculum di preti e laici coinvolti, di coperture criminali attuate proprio dai vertici, la Diocesi di Savona-Noli organizza una serie di corsi nei quali si tratta il tema dell’abuso sessuale a danno di minori.

    Al di la del fatto che la psicologa Rosita Bormida ha saputo trattare l’argomento con estrema competenza, purtroppo ci sfugge il fine di questi incontri e sopratutto ci sfugge di comprendere quale possa essere la loro utilità. Ci suona un po’ ipocrita il fatto che ad organizzare questi corsi, udite udite, sia proprio la chiaccheratissima Diocesi di Savona-Noli, la quale, negli ultimi decenni ha permesso ai preti pedofili e ai laici pedofili savonesi di produrre decine di vittime, vittime che dalla stessa Diocesi, malgrado che la magistratura savonese abbia appurato la veridicità delle accuse, si sono viste negate qualunque tipo di sostegno.
    Per la verità non è che non si sia interessata di loro ma forse lo ha fatto con modi che a noi, comuni mortali, suonano un tantino persecutori e non risolutivi del danno prodotto. Nella vicenda savonese infatti abbiamo visto vittime sfrattate dalla stessa Diocesi, altre licenziate in tronco dopo l’apertura delle indagini, altre ancora oggetto di promesse mai mantenute, altre querelate dalla Diocesi o dal pedofilo solo perché avevano osato denunciare le violenze subite.
    Con questo non vogliamo certo dire che la prevenzione non sia di fondamentale importanza, ma quando questa viene usata come fumo negli occhi per nascondere e snobbare le proprie responsabilità, non può non venirci qualche dubbio su quale sia il fine.

    Francesco Zanardi Presidente Rete L’ABUSO ONLUS

  • Ex prete Giraudo accusato di minacce da una delle vittime.

    Ex prete Giraudo accusato di minacce da una delle vittime.

    Minacce aggravate. È la contestazione che il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro ha mosso a Nello Giraudo, l’ex prete accusato e condannato (patteggiato) ad un anno di reclusione per violenza sessuale su un minore.

    Secondo l’accusa, Giraudo avrebbe rivolto frasi pesanti ad almeno due vittime delle sue morbose attenzioni a distanza di due anni dalla conclusione dell’inchiesta. «Te la farò pagare» avrebbe detto a S. M. incontrandolo per strada.

    «Dopo il bene che ho fatto a te e agli altri ragazzi, tu mi hai denunciato» avrebbe insistito l’ex prete con quel giovane – ora sposato e padre di famiglia – incontrato casualmente in strada a Finale Ligure.

    Ma non sarebbe l’unico caso del genere. Una volta smesso l’abito talare e chiusi i suoi conti con la giustizia, Nello Giraudo si sarebbe tolto qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di quei ragazzi che, in seguito al suo comportamento, hanno subito conseguenze psicologiche pesantissime.

    Anche in questo caso, però, S. M. (Attraverso la Rete L’ABUSO) ha avuto la forza di sporgere denuncia ed avviare un’altra inchiesta.

    Gli uomini della polizia giudiziaria hanno iniziato le indagini e nelle scorse settimane il pm Ferro ha posto fine all’indagine inviando l’avviso di conclusione indagini al legale (Marco Russo) e all’indagato. Resta in piedi, e coperto dal massimo riserbo, l’altro filone d’indagine su presunti abusi su altri minori del campo scout di Finale nel quale si consumò (2005) il primo abuso che Giraudo ha patteggiato.

    «No comment» ribatte il pm, ma sono già molti i testi ascoltati dagli uomini della squadra mobile.

    Giovanni Ciolina LA STAMPA Savona del 30/5/15

  • Nello Giraudo; Minacce aggravate. Questa è la contestazione mossa nei suoi confronti dal P.M. Giovanni Battista Ferro.

    Nello Giraudo; Minacce aggravate. Questa è la contestazione mossa nei suoi confronti dal P.M. Giovanni Battista Ferro.

    Lo scorso gennaio, a seguito della denuncia di S.M. una delle vittime del prete pedofilo Nello Giraudo, attualmente seguita dalla Rete L’ABUSO per quanto concerne il supporto legale e le procedure medico legali che stanno accompagnando un gruppo di vittime dell’ex sacerdote, in una battaglia legale nella quale chiedono non solo all’ex sacerdote Nello Giraudo, il risarcimento dei danni subiti a causa degli abusi, ma anche alla Diocesi di Savona e all’ex vescovo Dante Lafranconi, le cui responsabilità furono ampiamente descritte dal provvedimento del 2012 di Fiorenza Giorgi, il Giudice del tribunale di Savona che motivò l’archiviazione per intervenuti termini di prescrizione, del procedimento penale contro l’ex vescovo Lafranconi, senza fare alcuno sconto.

    La contestazione fatta a Nello Giraudo dal P. M. Giovanni Battista Ferro nasce a seguito di una denuncia (Denuncia Giraudo) fatta dalla Rete L’ABUSO lo scorso gennaio, quando S. M. , dopo essere stato aggredito verbalmente si è rivolto all’associazione raccontando l’accaduto , decidendo di sporgere denuncia.

    Causa di quella aggressione verbale una lettera di messa in mora che la Rete L’ABUSO aveva inviato a Giraudo, alla Diocesi di Savona e all’ex vescovo Lafranconi per conto dei suoi assistiti, pochi giorni prima dell’accaduto.

    Nella scorsa estate infatti, l’associazione aveva fatto una serie di esposti sempre sul caso di don Nello Giraudo e aveva segnalato alla Procura della Repubblica altre 10 vittime della comunità per minorenni di Orco Feglino, facendo così aprire un nuovo fascicolo a carico dell’uomo.

    Nello scorso settembre, pochi giorni prima della morte dell’ex collaboratrice della Rete L’ABUSO, Luisa Bonello, l’associazione e la Casa della Legalità avevano depositato altre due denunce, entrambe nei confronti dei responsabili del campo scout, dove nel 2005 fu molestato da Giraudo F. F. grazie al quale, non essendo ancora prescritto, fu possibile procedere nei confronti dell’ex prete.

    Nelle due denunce si chiedeva di approfondire la situazione di quel campo e di ravvisare anche eventuali responsabilità omissive da parte dei responsabili di quel campo, nei confronti della vittima F. F. le cui molestie, malgrado fossero state denunciate subito dalla vittima, non furono mai denunciate dai responsabili del campo, ne ai familiari dello sventurato, ne all’autorità giudiziaria. Sarebbero stati omessi anche i soccorsi medici in quanto portando la vittima da un medico, lo stesso sarebbe stato obbligato a denunciare.

    Nelle scorse settimane il pm Ferro ha posto fine all’indagine inviando l’avviso di conclusione indagini al legale (Marco Russo) e all’indagato.

    Al momento, l’indagine sulle denunce fatte dall’associazione lo scorso settembre sul campo scout del 2005 resta aperta, coperta dal massimo riserbo.

    L’ufficio di Presidenza