Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sardegna

  • Il religioso era rientrato in Sardegna per farsi curare una grave malattia

    Il religioso era rientrato in Sardegna per farsi curare una grave malattia

    Il religioso era rientrato in Sardegna per farsi curare una grave malattia
    Parecchi gli episodi contestati. Il vescovo: “Niente condanne avventate”
    Cagliari, arrestato il missionario dei bambini
    La procura del Nicaragua l’accusa di pedofilia

    Padre Marco Dessì
    CAGLIARI – Tutti lo conoscevano per il missionario dei bambini. In Nicaragua ha fondato una missione che assiste i poveri. Ha sfamato 600 piccoli che vivevano frugando tra i rifiuti delle discariche. Padre Marco Dessì è un religoso amato a Managua e in Sardegna dov’è nato. Nessuno aveva mai avuto il sospetto che nascondesse un passato torbido fatto di violenze e pedofilia.

    Oggi i carabinieri hanno arrestato il missionario dei bambini. Nel provvedimento redatto dall’autorità nicaraguense sono elencati una serie di episodi che sarebbero accaduti non solo in Nicaragua, ma anche in Messico e negli Stati Uniti. In queste settimane, padre Marco Dessì, 59 anni, aveva lasciato la sua seconda patria, per rientrare in Sardegna a farsi curare. E’ afflitto da una grave malattia e aveva chiesto ospitalità per un po’ alla sorella che vive ancora a Iglesias. I carabinieri lo sapevano e stamane, in borghese per tentare di evitare clamori, hanno suonato a quella porta con il mandato d’arresto internazionale in tasca.

    “Preghiamo perché nessuno emetta condanne avventate”, ha detto il vescovo di Iglesias, monsignor Tarcisio Pillola. “Che la Provvidenza illumini i giudici e porti a un rapido chiarimento. Spero che di fronte ad un’accusa così infamante non vengano pronunciate condanne avventate. Persino la magistratura non procede alla sentenza definitiva prima dei tre gradi di giudizio”.

    Più della metà della sua vita, padre Marco Dessì l’ha dedicato ai bambini poveri del Nicaragua. A Chinandega, cittadina a 130 chilometri a nord della capitale nicaraguense, ha fondato la missione Betania che assiste bambini poveri e abbandonati. A lui viene attribuito, tra l’altro, il recupero di almeno 600 di bambini che vivevano frugando tra i rifiuti di una discarica. Recentemente è stato inaugurato un reparto di dialisi nel piccolo ospedale della Comunità e nel futuro prossimo c’è pure la costruzione di una casa per ospitare i bambini ciechi tolti dalla discarica. “Adesso che fine faranno tutti quei progetti?”, si domandava ieri un amico del religioso. “Padre Marco era l’anima di quella Comunità. Senza di lui sarà tutto più difficile”.

  • Ma i fedeli assolvono il sacerdote indagato

    Ma i fedeli assolvono il sacerdote indagato

    LANUSEI. Una valanga di attestati di solidarietà arriva da tutta Ogliastra a don Pietro Sabatini, il rettore del seminario di Lanusei coinvolto in un’inchiesta sulla pedofilia via Internet.

    In attesa che il giudice Giorgio Altieri si pronunci sul delicato caso, il prossimo 20 aprile, i fedeli hanno già assolto (e con formula ampia) il sacerdote, unanimemente considerato un uomo al di sopra di ogni sospetto.

    Nessuno crede che don Pietro, 45 anni e mezzo, originario di Lotzorai, sia indegno dell’abito che porta. Anzi, quelli che lo conoscono sono pronti a mettere la mano sul fuoco per lui, e a scommettere sulle sue doti umane e religiose. Dopo le mamme dei seminaristi, la presidentessa dell’Azione Cattolica Giulia Aresu, la comunità parrocchiale di Escalaplano, a fianco del rettore si schierano tante altre associazioni. L’elenco si apre con gli ex allievi dello seminario, scuola di formazione dei sacerdoti del futuro.

    Il presidente Alberto Cannas, originario di Ulassai, esprime «piena e convinta solidarietà al carissimo don Pietro, di cui conosciamo le grandi doti umane e sacerdotali, nella certezza che presto la sua figura di sacerdote e di uomo risulterà limpida agli occhi degli uomini cosi come lo è agli occhi di Dio». Altra testimonianza preziosa per il sacerdote viene da Giorgio Cabras, medico e presidente del gruppo scout di Ussassai, affiliato all’Agesci. «Don Pietro – sostiene – è una persona eccezionale, un educatore nato. Noi genitori abbiamo totale fiducia in lui, siamo pronti ad affidargli in qualsiasi momento i nostri figli. Consideriamo don Pietro un fratello, e queste non sono frasi fatte. Per anni è stato nostro assistente spirituale, ha condiviso con noi gite ed escursioni, e mai nessuno ha visto un atteggiamento meno che corretto da parte sua.

    I ragazzi lo adorano, lui è stato l’unico che è riuscito a confessarli e fargli fare la comunione, lasciandoci tutti a bocca aperta. È impossibile dubitare di una persona come don Pietro. Se ha sbagliato lo avrà fatto per ingenuità, oltre che per motivi pedagogici. Sappia che gli scout sono tutti con lui e lo aspettano a braccia aperte». Affetto, amicizia e solidarietà arrivano anche da Umberto Martinelli, presidente degli ex allievi salesiani dell’Ogliastra. «Auspichiamo che la vicenda si concluda al più presto – spiega Martinelli – e che don Pietro torni a dare il suo contributo alla nostra diocesi. Lo conosciamo come una persona seria, e dunque gli confermiamo la nostra stima».

    Il gruppo di preghiera e di canto ‘Regina d’Ogliastra”, del Rinnovamento dello Spirito, esprime l’auspicio che don Pietro chiarisca la sua posizione e che dell’Ogliastra si parli per le iniziative ecclesiali, le opere di bene e la spiritualità. Infine, l’Associazione Culturale Ogliastra, che promuove il premio letterario ‘San Giorgio”, ribadisce di essere in linea «con quanto già espresso pubblicamente da monsignor Antioco Piseddu. Riaffermiamo la stima verso don Pietro – sostiene la presidentessa Anna Maria Piga – e siamo vicini alla chiesa locale e alla sua famiglia».
    Tommaso Miraglia

  • PEDOFILIA: SARDEGNA, ESPLODE CASO IN SEMINARIO VESCOVILE

    PEDOFILIA: SARDEGNA, ESPLODE CASO IN SEMINARIO VESCOVILE

    SILENZIO PER UN ANNO – DOMANI PROCESSO

    Cagliari, 11 feb. – (Adnkronos) – La notizia era stata tenuta sotto silenzio per piu’ di un anno in attesa di ulteriori accertamenti e per la delicatezza del caso, ma oggi e’ stata divulgata dal quotidiano isolano La Nuova Sardegna.

    Poco piu’ di un anno fa, nell’ambito di una inchiesta avviata in ambito nazionale dalla Procura della Repubblica di Milano per contrastare l’acquisto di materiale pedopornografico attraverso internet, i carabinieri trovarono foto molto compromettenti e poco equivocabili di sfruttamento minorile di carattere sessuale nel seminario della Diocesi di Lanusei, in provincia di Nuoro.

    Un’informazione di garanzia era stata notificata al rettore, don Pietro Sabatini di 45 anni. Domani il sacerdote – prosegue La Nuova Sardegna – sara’ processato dal giudice monocratico di Lanusei Giorgio Altieri, ma si precisa, Sabatini e’ chiamato in causa in quanto responsabile della scuola diocesana nella quale sono state sicuramente diverse le persone ad avere la possibilita’ di accedere ai locali e di utilizzare i computer.

  • Cagliari. prete indagato per possesso di materiale

    Cagliari. prete indagato per possesso di materiale

    29 gennaio 2004. Cagliari. prete indagato per possesso di materiale pedopornografico
    Foto e video porno di minori su Internet: 88 indagati
    la Nuova Sardegna — 29 gennaio 2004 pagina 09 sezione: SARDEGNA

    CAGLIARI. I sedici numeri della carta di credito per appagare e pagare su internet lo snuff movie. È un vizio (meglio ancora un reato) dalla traduzione agghiacciante: foto e video di bambini stuprati, torturati e addirittura uccisi. Pedofilia, per il codice penale.

    Scoperti dalla Guardia di finanza, ottantotto professionisti cagliaritani sono stati avvisati dalla procura della Repubblica per acquisto di materiale pedopornografico. Incastrati dai codici delle carta di credito (digitati nella casella del venditore) che hanno svelato agli investigatori l’identità di avvocati, giornalisti, commercialisti e altri liberi professionisti clienti assidui dei siti fuorilegge. Ma ci sono altri particolari più choccanti: anche un prete e alcune donne avrebbero acquistato nelle varie pagine del porno shop.

    Nessuna indiscrezione, sui nomi degli ottantotto indagati: la segretezza è stata imposta dalla Procura fino alla conclusione delle indagini.
    L’inchiesta ha avuto una svolta avant’ieri, quando la Guardia di finanza ha ottenuto dalla Procura il via libera per le perquisizioni. Gli investigatori sono andati a colpo sicuro: nei mesi scorsi il sito fuorilegge era stato monitorato giorno e notte, fino a intercettare i navigatori e soprattutto chi pagava, come imponeva il regolamento, foto e video pedopornografici.

    Attraverso i numeri delle carte di credito, ogni sospettato è uscito così dall’anonimato delle sedici cifre: cognome, nome, data di nascita e indirizzo, sono saltati fuori dai controlli sui tabulati dei vari circuiti nazionali e internazionali delle card. A quel punto, come detto, i finanziari hanno cominciato le perquisizioni, e in un’ottantina di case (quasi tutte a Cagliari e dintorni) hanno sequestrato oltre cento computer e moltissime prove delle campravendita in rete.

    Custoditi nella memoria centrale, file e cartelle hanno confermato i sospetti e rivelato anche le professioni di chi era assiduo cliente del sito fuorilegge. Così, nell’elenco inviato alla magistratura e poi ricopiato nel registro degli indagati, sono finite le professioni più disparate e comunque sempre dal portafogli gonfio: avvocati, giornalisti, commercialisti, notai e commercianti.

    Con in più un prete e diverse donne. Nella prima lista nera c’erano anche altri due indagati, ma hanno dimostrato subito di essere innocenti: il primo aveva smarrito la carta di credito alcuni mesi prima delle transazioni sospette, l’altro aveva denunciato da tempo la clonazione della carta e quindi i suoi numeri, nel frattempo, erano stati utilizzati da qualche pirata informatico.

    Gli altri sono finiti sotto inchiesta e, nei prossimi giorni, saranno convocati negli uffici della Guardia di finanza per gli interrogatori e non c’è dubbio che questa indagine metterà a rumore la città. E qualcuno dice anche la Curia cagliaritana per quel navigatore in abito talare con il vizio (reato) dello snuff movie.