Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sicilia

  • Abusi sessuali in chiesa su un minore, confermata la condanna per un ex ministrante di Gela

    Abusi sessuali in chiesa su un minore, confermata la condanna per un ex ministrante di Gela

    I giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta hanno confermato la condanna a otto anni di reclusione per un ex ministrante, accusato di abusi sessuali su una minorenne, in una chiesa di Gela.

    Il ricorso difensivo, presentato dall’avvocato Giuseppe Nicosia che assiste l’imputato, non è stato accolto. La procura generale ha concluso per la conferma della decisione di primo grado. Stesse conclusioni per il legale che assiste la giovane (oggi maggiorenne) e i genitori, costituiti parti civili e difesi dall’avvocato Carmelo Tuccio.

    L’ex ministrante, che svolgeva un servizio volontario a supporto delle funzioni religiose, ha sempre negato le accuse. La difesa ha insistito sulla totale assenza di condizioni che potessero permettere approcci sessuali in chiesa.

    Le prime rivelazioni arrivarono dalla giovane, che le riferì, dopo alcuni anni, a operatori del consultorio gelese. La difesa attende le motivazioni che saranno depositate dai giudici della Corte d’assise d’appello.

    https://caltanissetta.gds.it/articoli/cronaca/2026/05/27/abusi-sessuali-in-chiesa-su-ub-minore-confermata-la-condanna-per-un-ex-ministrante-di-gela-d6879f36-decb-4bc6-95c9-0702ee8d539f/

  • Processione in tribunale; tre preti testimoni

    Processione in tribunale; tre preti testimoni

    Non una celebrazione religiosa, ma un’aula di tribunale. Tre sacerdoti sono stati ascoltati davanti al collegio penale nell’ambito del processo che vede imputato un fedele molto attivo nella Chiesa Madre, accusato di presunti abusi sessuali su un giovane, alcuni dei quali sarebbero avvenuti anche quando la presunta vittima era minorenne. Un nuovo caso che si inserisce in una Diocesi già segnata da altre pesanti vicende giudiziarie.
  • Violenza sessuale su minori, la Cassazione conferma la condanna dell’ex prete Giuseppe Rugolo

    Violenza sessuale su minori, la Cassazione conferma la condanna dell’ex prete Giuseppe Rugolo

    Giuseppe Rugolo, ex sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minori e la Cassazione ha confermato la condanna a tre anni di reclusione. Inammissibili i ricorsi sia della difesa che della Procura, che aveva contestato la riduzione della pena, scesa in appello da 4 anni e mezzo a tre anni. In Appello, i giudici avevano applicato l’attenuante della tenuità del fatto per due delle vittime individuate, rideterminando la sentenza di primo grado che era stata di quattro anni e sei mesi. Il 14 luglio 2025 Rugolo è stato dimesso dallo stato clericale.

    L’indagine nei confronti del prete si era aperta grazie alla denuncia di Antonio Messina, che ha riferito alla squadra mobile di Enna le violenze subite dal 2009 al 2013: gli accertamenti hanno consentito di ricostruire violenze commesse nei confronti di altri giovani. Messina era è stato denunciato per diffamazione dall’imputato insieme a quattro giornalisti e al presidente di Rete l’Abuso – la onlus che assiste le vittime di abusi del clero – Francesco Zanardi.

    La vittima, dopo la condanna in primo grado di Rugolo, ha scritto a marzo 2024 una lettera a Papa Francesco e a tre dicasteri: quello per la dottrina della Fede, quello per il clero e infine a quello per i Vescovi, che dal 30 gennaio 2023 è stato retto dal cardinale Robert Francis Prevost, poi diventato Papa Leone XIV. Il caso aveva suscitato anche un botta e risposta tra i vertici del clero di Piazza Armerina. Il vescovo della diocesi Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, attuale parroco della chiesa Madre di Enna, Vincenzo Murgano, sono indagati per falsa testimonianza, accusati di avere mentito in aula durante il processo al sacerdote.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/14/rugolo-prete-condanna-abusi-minori-notizie/8386781

  • Vio­lenza ses­suale su mino­renni la Cas­sa­zione ‘sigilla’ la pena di don Rugolo

    Vio­lenza ses­suale su mino­renni la Cas­sa­zione ‘sigilla’ la pena di don Rugolo

    ENNA. «La verità è che gli abusi ci sono stati». A par­lare è Anto­nio Mes­sina, il gio­vane ennese dalla cui denun­cia è par­tita l’inda­gine su don Giu­seppe Rugolo con­dan­nato in via defi­ni­tiva dalla Cas­sa­zione a 3 anni di car­cere. «La cosa più impor­tante – con­ti­nua Mes­sina, mino­renne al momento dei fatti – è che oggi pos­siamo dire che il terzo grado di giu­di­zio ha con­fer­mato la mia richie­sta di verità e giu­sti­zia. Que­sto mi motiva ancora di più a chie­dere che la chiesa cat­to­lica fac­cia la sua parte resti­tuendo cre­di­bi­lità e puli­zia a tutti coloro che vogliono vivere sere­na­mente la loro fede».

    A chiu­dere il “caso Rugolo”, dichia­rando inam­mis­si­bili i ricorsi pre­sen­tati sia dalla difesa del reli­gioso con gli avvo­cati Liz­zio e Gam­be­rini che dalla Pro­cura gene­rale nis­sena, è stata la terza sezione penale della Corte di Cas­sa­zione. Pre­senti in udienza sia il sacer­dote ennese che Anto­nio Mes­sina rap­pre­sen­tato dall’avvo­cata Eleanna Para­li­siti Molica. A costi­tuirsi in giu­di­zio parte civile assieme alla vit­tima sono stati anche i geni­tori di Anto­nio Mes­sina, anche ieri, come in tutto il dif­fi­cile per­corso giu­di­zia­rio accanto al figlio, rap­pre­sen­tati dagli avvo­cati Gio­vanni Di Gio­vanni e Giu­seppe Mes­sina, e le asso­cia­zioni Rete L’ABUSO e Cotu­levi con gli avvo­cati Mario Cali­giuri e Irina Men­do­lia.

    Ieri, intanto, al Tri­bu­nale di Enna, si sarebbe dovuta cele­brare l’udienza del pro­cesso, in abbre­viato, per falsa testi­mo­nianza al vescovo della dio­cesi di Piazza Arme­rina, Rosa­rio Gisana e Vin­cenzo Mur­gano, vica­rio giu­di­ziale e par­roco del duomo di Enna. Data la coin­ci­denza dell’udienza in Cas­sa­zione è stato dispo­sto un nuovo rin­vio per l’8 di otto­bre pros­simo. In que­sta data si ter­ranno discus­sioni delle parti e potrebbe anche arri­vare la sen­tenza. Anche in que­sto caso a dare il via alle inda­gini, la denun­cia di Anto­nio Mes­sina, che ha pre­sen­tato l’espo­sto a seguito del depo­sito delle moti­va­zioni alla sen­tenza Rugolo di primo grado, e che in que­sto tron­cone pro­ces­suale è unica parte civile ammessa, con l’avvo­cato Eleanna Para­si­liti Molica. I due impu­tati sono invece assi­stiti dagli avvo­cati Pie­fran­ce­sco Bruno e Gabriele Can­taro legali di mon­si­gnor Gisana, Mauro Di Natale e Fran­ce­sco Petra­lia per mon­si­gnor Mur­gano.

    La Sicilia
    TIZIANA TAVELLA
    15 ma 2026

  • Condanna definitiva per il sacerdote Giuseppe Rugolo, accusato di violenza sessuale su minori

    Condanna definitiva per il sacerdote Giuseppe Rugolo, accusato di violenza sessuale su minori

    La terza sezione penale della corte di cassazione ha confermato la condanna, emessa lo scorso anno dalla corte d’appello di Caltanissetta, a tre anni di carcere per il sacerdote Giuseppe Rugolo accusato di violenza sessuale su minori.

    Il prelato, che sarebbe stato dimesso dallo stato laicale dal dicastero per la fede nonostante risulti ancora incardinato alla diocesi di Piazza Armerina, era stato condannato, in primo grado, dal tribunale di Enna, a 4 anni e 6 mesi.

    La suprema corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Rugolo e quella della procura generale di Caltanissetta che aveva contestato il riconoscimento della lieve entità dei fatti, riducendo la pena da 4 anni e mezzo a 3 anni di reclusione.

    “Sono anni che combattiamo, che attraversiamo lunghi giorni, mesi, anni per la verità, per la giustizi – dice Antonio Messina, l’archeologo che ha portato con la sua denuncia il prete alla sbarra – Continueremo a farlo e al momento non trovo tante parole, ma la giustizia italiana ha deciso: la corte di cassazione conferma la condanna in appello per Giuseppe Rugolo. Condannato a tre anni.

    È il terzo e ultimo grado di giudizio. Auspico ora che anche la chiesa faccia la propria parte”. Intanto è stata spostata all’8 ottobre l’udienza prevista per oggi al tribunale di Enna per il vescovo della diocesi di Piazza Armerina Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, Vincenzo Murgano accusati di falsa testimonianza nel corso proprio del processo a Rugolo

  • Ministrante accusato di abusi sessuali in chiesa su una minore, difesa in appello: “Non li ha commessi”

    Ministrante accusato di abusi sessuali in chiesa su una minore, difesa in appello: “Non li ha commessi”

    Gela. La procura generale, a marzo, aveva concluso richiedendo la conferma della condanna a otto anni di detenzione per un ministrante, accusato di aver abusato di una minorenne, durante attività svolte in una parrocchia.

    Questa mattina, davanti ai giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta, la difesa, con il legale Giuseppe Nicosia, ha invece contestato le conclusioni dell’accusa, ritornando sulle motivazioni che portarono a condannare l’imputato. Il difensore si è soffermato su punti strettamente di diritto, anche su una potenziale nullità della sentenza di primo grado che ha spiegato di non aver mai richiesto. Inoltre, stando alla sua linea, le motivazioni della condanna di primo grado, emessa dalla Corte d’assise nissena, non hanno caratteristiche tali da condurre a certezze sui presunti abusi.

    Per il difensore, il ministrante, che prestava il proprio supporto alle funzioni religiose nella chiesa di San Domenico Savio, non abusò della minorenne. Secondo l’accusa, in almeno un’occasione, appartandosi in una delle stanze della parrocchia, avrebbe sessualmente abusato della giovane. Fu lei stessa, dopo diversi anni dai fatti, a fornire i primi dettagli agli operatori del consultorio cittadino.

    L’imputato, sulla scorta dell’indagine condotta dai poliziotti del commissariato, coordinati dai pm della procura, venne sottoposto a una misura restrittiva. Il difensore ha ribadito le contraddizioni emerse nel corso dell’attività istruttoria in primo grado e riportate nelle motivazioni. Ha spiegato inoltre che non ci furono mai scuse da parte dell’imputato, proprio perché fin dall’inizio ha insistito sul fatto di non aver mai commesso abusi.

    I tanti anni trascorsi tra la vicenda e la denuncia, l’allontanamento del ministrante, che poi fu riammesso in chiesa ma solo come fedele per assistere alle funzioni religiose, e la denuncia sporta in un periodo nel quale la famiglia della ragazza risentiva di tensioni per una separazione dei genitori, sono altri aspetti richiamati dal difensore, che ha concluso per l’assoluzione. La ragazza, oggi maggiorenne, e i genitori, sono parti civili, assistiti dall’avvocato Carmelo Tuccio, che aveva concluso per la conferma della condanna. La decisione della Corte d’assise d’appello dovrebbe essere pronunciata a maggio.

    https://quotidianodigela.it/ministrante-accusato-di-abusi-sessuali-in-chiesa-su-una-minore-difesa-in-appello-non-li-ha-commessiministrante-accusato-di-abusi-sessuali-in-chiesa-su-una-minore-difesa-in-appello-non-li-ha-commessi

  • Processo Rugolo: udienza in Corte di Cassazione per il 14 maggio

    Processo Rugolo: udienza in Corte di Cassazione per il 14 maggio

    Si terrà il prossimo 14 maggio l’udienza alla Corte di Cassazione per discutere i ricorsi proposti dal procuratore generale di Caltanissetta sulla sentenza, emessa dalla Corte d’appello il 1 luglio 2025, che ha condannato il sacerdote Giuseppe Rugolo a tre anni di carcere per violenza sessuale a danno di minorenni.
    La Procura generale ha impugnato la sentenza per la concessione all’imputato della tenuità dei fatti.
    Parti civili nel processo sono Antonio Messina, il giovane dalla cui denuncia è scaturito il processo al sacerdote, assistito dall’avvocata Eleanna Parasiliti Molica, i genitori di Messina, rappresentati dagli avvocati Giovanni Di Giovanni e Giuseppe Messina, e le associazioni rete l’Abuso e Cotulevi con gli avvocati Mario Caligiuri e Irina Mendolia
    https://ilsicilia.it/processo-rugolo-udienza-in-corte-di-cassazione-per-il-14-maggio/
  • Assolto l’ex comandante dei Carabinieri Lombardi: «Nessuna pressione sul Vescovo Gisana»

    Assolto l’ex comandante dei Carabinieri Lombardi: «Nessuna pressione sul Vescovo Gisana»

    Il Tribunale di Enna ha assolto con la formula piena “perché il fatto non sussiste” il Colonnello Saverio Lombardi, già comandante provinciale dei Carabinieri di Enna dal 2018 al 2021 ed ex comandante del Reparto Operativo di Lecce. Si chiude così una vicenda giudiziaria nata da un’intercettazione telefonica tra Lombardi e don Nino Rivoli, vicario del vescovo Gisana. L’audio era stato acquisito dalla Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Enna, nell’ambito delle indagini sul “caso Rugolo”, il sacerdote condannato in appello a 3 anni per violenza sessuale su minori.

    L’accusa

    L’accusa, che aveva portato al rinvio a giudizio per un presunto tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità, sosteneva che l’alto ufficiale dell’Arma avesse concordato un incontro serale in borghese con il vescovo per discutere del caso Rugolo.

    Secondo la tesi inquirente, Lombardi avrebbe consigliato al presule di sostituire il legale della difesa – ipotizzando un coinvolgimento dell’avvocato in indagini per associazione mafiosa – suggerendone un altro in cambio della concessione della benemerenza del Santo Sepolcro.

    Tuttavia, la strategia difensiva portata avanti dall’avvocato Rinaldo Alvisi ha smontato nel corso del dibattimento i cardini del teorema accusatorio. La difesa ha ottenuto l’estromissione dalle prove delle testimonianze di alcuni dirigenti della Mobile relative proprio alle intercettazioni e ha dimostrato, attraverso l’esame dell’imputato e dei testimoni, l’estraneità di Lombardi ai fatti.

    È emerso chiaramente che i riferimenti alla benemerenza erano antecedenti e del tutto slegati dalla visita al vescovo, avendo carattere meramente informativo sulle procedure di accesso al cavalierato. Decisive sono state anche le deposizioni del vescovo Gisana e di don Rivoli, i quali hanno categoricamente smentito ogni tipo di pressione o richiesta illecita.

    Di fronte a tali evidenze, la stessa Procura ha formulato richiesta di assoluzione. Il Colonnello Lombardi, che nel frattempo ha prestato servizio a Bari come capo ufficio del personale e poi dell’ufficio logistico prima di andare recentemente in quiescenza, vede così riabilitata la propria immagine.

    “Sono gli stessi atti processuali a raccontare con chiarezza che Saverio Lombardi è una persona perbene e un uomo delle istituzioni”, ha commentato l’avvocato Alvisi. “La formula ‘perché il fatto non sussiste’ pronunciata in aula è la conferma definitiva della sua correttezza”.

    https://www.quotidianodipuglia.it/AMP/lecce/enna_colonnello_carabinieri_assolto-9450316.html

  • Rinviata al 14 maggio l’udienza , per falsa testimonianza al vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana e Vincenzo Murgano

    Rinviata al 14 maggio l’udienza , per falsa testimonianza al vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana e Vincenzo Murgano

    Slitta al 14 maggio l’udienza del processo, che si celebra con rito abbreviato, per falsa testimonianza al vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana e Vincenzo Murgano, vicario giudiziale e parroco del duomo di Enna che era previsto per oggi.

    Il rinvio a causa di un problema di salute di uno degli avvocati del vescovo, impossibilitato a stare in aula. Il 14 maggio, dunque, sono previste le discussioni degli avvocati, per Antonio Messina, che ha denunciato i fatti, unica parte civile ammessa, con l’avvocato Eleanna Parasiliti Molica , e per gli imputati con gli avvocati Piefrancesco Bruno e Gabriele Cantaro legali di Gisana e Mauro Di Natale e Francesco Petralia per Murgano. A seguire la sentenza.

    Il processo ai due prelati è la coda del lungo caso giudiziario che ha portato alla condanna del sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato in appello a 3 anni per violenza sessuale a danno di minori

  • Abusi su una minore in chiesa, in appello chiesta conferma condanna per ministrante

    Abusi su una minore in chiesa, in appello chiesta conferma condanna per ministrante

    Gela. La condanna è da confermare. La procura generale, questa mattina, ha chiesto di ribadire la pena a otto di reclusione che lo scorso anno la Corte d’assise di Caltanissetta dispose per un ministrante, accusato di abusi sessuali su una minorenne, al margine di attività parrocchiali, in città. Per il pg, come indicato davanti ai giudici della Corte d’assise d’appello nissena, la pronuncia di primo grado è da ribadire in pieno. Stessa linea espressa dalla parte civile, nell’interesse dei genitori della giovane e della stessa ragazza (oggi appena maggiorenne), con il legale Carmelo Tuccio.

    Già in primo grado era stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni. Fu la ragazza, dopo alcuni anni dai fatti, a raccontare i primi particolari agli operatori del consultorio, accompagnata dai genitori. La Corte d’assise d’appello non ha accolto la richiesta volta a sentire nuovamente la giovane, al momento dei fatti minorenne, avanzata dal legale dell’imputato, l’avvocato Giuseppe Nicosia. Proprio la difesa ha impugnato la decisione di primo grado.

    Per il difensore, come espresso più volte durante il primo giudizio, ci sarebbero incoerenze nel racconto dei presunti abusi. Stando alle contestazioni, sarebbero avvenuti in una stanza della parrocchia di Villaggio Aldisio. Ricostruzione che il ministrante, attraverso il difensore, ha sempre negato. Spetterà alla difesa esporre le proprie conclusioni a fine aprile.

    https://quotidianodigela.it/abusi-su-una-minore-in-chiesa-in-appello-chiesta-conferma-condanna-per-ministrante