Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Umbria

  • Don Gelmini/ Accuse dei ragazzi su internet: “Noi, capriccio sessuale di un prete infoiato”.

    Don Gelmini/ Accuse dei ragazzi su internet: “Noi, capriccio sessuale di un prete infoiato”.

    “Anche se abbiamo ricevuto del bene, non era giusto che fossimo il capriccio sessuale di un prete infoiato. Come giustifica ora il Don quanto ci ha fatto?”.

    Il don in questione è Piero Gelmini, indagato a Terni per abusi sessuali, e la domanda la pone un ragazzo che è stato ospite della sua comunità Incontro in una lettera pubblicata sul sito siciliano www.bispensiero.it. Una conferma, affidata al web in forma anonima, dopo le accuse emerse nei giorni scorsi e ribadite da don Antonio Mazzi durante l’incontro con il procuratore Carlo Maria Scipio e il pm Barbara Mazzullo.

    “Un ragazzo si è confidato con me e mi ha descritto le violenze che sostiene di aver subito nel lontano ’93. Quando è arrivato da noi, ha cominciato a dire subito qualcosa, a descrivere quello che era accaduto…” racconta don Mazzi. Così, gli investigatori di Terni hanno chiesto al parroco fondatore della comunità Exodus una conferma delle confessioni del giovane – oggetto di uno scambio epistolare andato avanti negli anni. Ma ecco spuntare su Bispensiero un’altra lettera che descrive quel che succedeva nel centro per tossicodipendenti di don Gelmini.

    LA DESCRIZIONE DEI LUOGHI – Tutto accadeva “nella famosa stanza detta del Cardinale ad Amelia, a volte anche in macchina durante i suoi tour” scrive l’anonimo ragazzo, in una e-mail girata alla stessa segreteria della comunità Incontro, “sperando che mi risponda”. L’ex tossicodipendente spiega di aver deciso “di svuotare il sacco giacchè ho saputo che viene chiesto ora a tamburo battente dai preti stessi, che i preti pedofili devono finirla di pararsi dietro la tonaca e usare il loro potere per scoparsi ragazzini o orfani o tossici”.

    “Noi allora eravamo giunti in comunità in condizioni pietose, eravamo facilmente manipolabili e fragili psicologicamente durante il programma di recupero, per questo indotti a commettere atti sessuali schifosi con il Don”. Questa la situazione vissuta dal giovane, che fa riferimento alla Rete per raccontare la sua storia e trovare altri casi analoghi. “Io sono stato abusato da un prete, ma non ero bambino, ero un ragazzo di 17 anni fuori casa e tossico, il prete che abusò di me usava tecniche psicologiche di convincimento e seduzione simili a quelle di altri preti, come ho avuto modo di leggere su internet”. Insomma, ha trovato conferme solo on line.

    Anche se, poche righe dopo, accusa: “Non abusò solo di me ma anche di altri, tantissimi ragazzi a lui affidati dalle famiglie e dalle istituzioni”. E tira in ballo il Palazzo: “E’ un prete potentissimo pupillo della destra politica amico intimo dell’onorevole Gasparri e pare anche di Berlusconi”. L’autore della lettera giunta a Bispensiero invita poi “gli altri ex tossici della Comunità Incontro a fare come faccio io”. Certo, qualcuno lo ha fatto: Don Gelmini è stato denunciato ed è indagato per abusi sessuali. La vittima chiede solo una cosa: “La sua giustificazione e scuse”.

    Michele Bisceglia

  • Don Gelmini a quanto pare è già stato sfiorato da vicende di abusi sessuali. Sarà il caso di riaprire questo caso?:

    Don Gelmini a quanto pare è già stato sfiorato da vicende di abusi sessuali. Sarà il caso di riaprire questo caso?:

    Caso Don Gelmini: Carlo Franciosi su notizie Ansa

    06/08/2007 “Sono molto turbato dalle notizie apparse” ha commentato all’Ansa il consigliere Carlo Franciosi, padre di Fabrizio, il giovane trovato senza vita al grattacielo di Rimini, 16 anni fa.

    Omicidio sul quale per la prima volta si indagò, per presunti abusi sessuali, su Don Gelmini. 

    “Per ora – ha aggiunto Franciosi – non intendo confermare o smentire nulla di quello che e’ stato pubblicato. Mi riservo di consultare esperti di Diritto per eventuali, ulteriori valutazioni”. Dopo aver lasciato la comunita’, Fabrizio Franciosi aveva ripreso gli studi di Giurisprudenza, frequentava un scuola di inglese a Rimini e conduceva una vita piuttosto riservata. La sera del delitto aveva partecipato a una festa di laurea al ‘Paradiso’. Piu’ tardi, il ritrovamento del cadavere. La morte risaliva a qualche ora prima. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Gengarelli, puntarono soprattutto nel giro della tossicodipendenza e arrivarono quindi a sfiorare anche gli ambienti della comunita’ di Don Gelmini.

    http://www.sanmarinortv.sm/attualita/default.asp?id=35

    Don Mazzi dal pm contro don Gelmini

    Il fondatore di Exodus interrogato su un episodio del ’93 conferma le confidenze di un ragazzo: «Mi disse di aver subito violenze»

    Don Antonio Mazzi (Olympia)

    ROMA — Torna indietro nel tempo fino al ’93 l’inchiesta sulle presunte violenze sessuali commesse da don Pierino Gelmini su alcuni tossicodipendenti all’interno della Comunità incontro. La novità è emersa dall’interrogatorio come «persona informata sui fatti» di don Antonio Mazzi, il padre di Exodus: è stato sentito dai magistrati di Terni all’inizio della scorsa settimana e ha confermato il contenuto di una lettera da lui inviata a un ragazzo che aveva assistito nel suo centro per un paio d’anni.
    Il giovane ha denunciato di aver appunto subito gli abusi 14 anni fa, quando ha trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi si è trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si è confidato e ha continuato a mantenere rapporti epistolari.
     Il procuratore Carlo Maria Scipio e il pm Barbara Mazzullo volevano sapere dal fondatore di Exodus se confermava quello che aveva scritto all’ex drogato nel 2003. Il sacerdote, nel corso dell’interrogatorio, ha ribadito punto per punto quello che aveva sottolineato nella missiva, in cui c’è un chiaro riferimento alle violenze sessuali.

    Le parole del fondatore di Exodus avrebbero aggravato la posizione di don Gelmini: per gli inquirenti sono una conferma, seppure indiretta, delle accuse nei suoi confronti. Almeno da parte di uno dei sei ragazzi, cinque dei quali si sono rivolti agli investigatori dopo essere stati allontanati dalla Comunità per aver commesso dei furti. «Faremo presto, non perché c’è qualcuno che ce lo chiede, ma perché abbiamo tutti gli strumenti per farlo» ha annunciato la Mazzullo, lasciando capire che la conclusione dell’indagine è vicina. Più cauto l’avvocato Lanfranco Frezza, che difende don Gelmini insieme con Franco Coppi: «Non ci aspettiamo novità prima della fine di settembre ».

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/07/haver_mazzi_gelmini.shtml

     

  • (ANSA) – DON GELMINI:RAFFI(GRANDE ORIENTE),SE VUOLE LO DIFENDO GRATIS

    (ANSA) – DON GELMINI:RAFFI(GRANDE ORIENTE),SE VUOLE LO DIFENDO GRATIS

    Che ruffiani!

    Il gran maestro della Massoneria Italiana (quella che fu di Garibaldi, di Carducci, di Nathan, ecc) si offre (lui e’ avvocato) di difendere GRATIS il Gelmini.

    L’avv. Raffi e’ lo stesso che per anni cerco’ di trovare una entrata in Vaticano. Federe pure la figura del fesso quando conferi’ a Woitila la medaglia massonica di Giordano Bruno, senza neppure ipotizzare che il Vaticano gliela avrebbe ufficialmente rifiutata.

    (ANSA) – DON GELMINI:RAFFI(GRANDE ORIENTE),SE VUOLE LO DIFENDO GRATIS

    (ANSA) – Esprime solidarietà a Don Piero Gelmini e si offre di “officiarne gratuitamente la difesa” l’avvocato Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani.
    “Comprendo lo stato confusionale che agita Don Gelmini – ha detto – ma credo che il suo peggior difensore sia egli stesso che ha reagito rispolverando la telenovela della congiura giudaico-massonica”.
    “Ha eletto un portavoce di tutto rispetto – ha concluso riferendosi ad Alessandro Meluzzi – lasci alla sua intelligenza il compito di difenderlo”. (13,23 ANSA).

    il sito del GOI e’ pieno di solidarieta’ verso Gelmini…….

    http://www.grandeoriente.it/rass07.php
    anche questi pronti per i nove inchini e il bacio della pantofola…..

    Roma, 6 agosto 2007
    Don Gelmini: Massoneria; Raffi (Goi) “non attribuisco alle sue dietrologie emotive alcun peso: c’è un uomo che soffre, là c’è mio fratello”

    “Intendo esprimere a Don Gelmini la mia solidarietà, unita alla disponibilità nella mia veste di avvocato, di officiarne gratuitamente la difesa, in quanto non attribuisco alle sue dietrologie emotive alcun peso: c’è un uomo che soffre, là c’è mio fratello.” Lo ha dichiarato l’avvocato Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. “Personalmente – ha aggiunto reputo che le accuse infamanti mosse a Don Gelmini da personaggi di dubbia credibilità, non abbiano fondamento. Per lui parlano le opere che ha realizzato per recuperare alla vita migliaia e migliaia di giovani perdutisi sulle vie delle droghe: deboli coscienze smarrite in una società che ha calpestato i valori tradizionali, senza, tuttavia, peritarsi di elaborarne e proporne altri”. “Comprendo – ha concluso il Gran Maestro Raffi – lo stato confusionale che agita Don Gelmini di fronte al più infamante degli addebiti: quello di aver abusato di giovani, affidati alle sue cure, ma, al contempo, reputo che il peggior difensore di Don Gelmini, sia Don Gelmini, che ha reagito, rispolverando, a puntate, la telenovela, rectius la bufala, della congiura giudaico-massonica. Ha eletto un portavoce di tutto rispetto, il mio amico fraterno Prof. Alessandro Meluzzi:lasci ora alla sua intelligenza, scevra da reazioni emotive e confusionali, il compito di difenderlo”.

  • DON GELMINI: GENNARO (ANM), INACCETTABILI ACCUSE A PM

    DON GELMINI: GENNARO (ANM), INACCETTABILI ACCUSE A PM

    Roma, 19:02
    DON GELMINI: GENNARO (ANM), INACCETTABILI ACCUSE A PM
    Da Don Gelmini “accuse inaccettabili” contro il magistrato di Terni. Il Presidente dell’Associazione nazionale Magistrati Giuseppe Gennaro non usa mezze parole per difendere l’operato di chi indaga ed invita il religioso ad avere fiducia nella giustizia e a rispettare le “regole” e i magistrati che “le devono applicare”. “Don Gelmini – spiega Gennaro – ha rettificato la recente affermazione, secondo cui le indagini di Terni erano frutto di un complotto ebraico-radical-chic contro la Chiesa cattolica, chiarendo che in realta’ si riferiva alla massoneria e non anche agli ebrei. Non ha invece, in nessun modo, smentito l’accusa di anticlericalismo rivolta al magistrato di Terni, titolare dell’indagine”. “Ora Don Gelmini sa, o dovrebbe sapere – prosegue il presidente dell’ANM -, che egli ha il diritto, riconosciuto dalla Carta Costituzionale, di essere ritenuto “presunto innocente” fino a quando non sia stato condannato con sentenza divenuta irrevocabile. E che tale diritto va, a piu’ forte ragione, rivendicato nell’attuale fase delle indagini preliminari. Don Gelmini sa, o dovrebbe sapere, che ne’ la Costituzione, ne’ la legge ordinaria, gli atttribuiscono il diritto di indirizzare ai magistrati che indagano sul suo conto accuse assolutamente infondate e, come tali, inaccettabili”. “E’ infatti inaccettabile – afferma Gennaro – che la magistratura italiana venga sistematicamente attaccata ogni qualvolta le indagini chiamano in causa personaggi ritenuti vicini a questa o a quella parte politica, a questo o quel potentato economico. Nessuno vuole porre in dubbio l’opera meritoria di Don Gelmini, da molti anni svolta sul versante del recupero dei tossicodipendenti”.

  • Don Pierino segreto: un ex detenuto Nel ’69 la prima denuncia e poi la condanna al carcere

    Don Pierino segreto: un ex detenuto Nel ’69 la prima denuncia e poi la condanna al carcere

    Autore: GRIGNETTI FRANCESCO

    Don Pierino segreto: un ex detenuto Nel ’69 la prima denuncia e poi la condanna al carcere

    C’e’ stato un altro DON Pierino prima di DON Pierino. Un prete che ha sempre sfidato le convenzioni, ma che di guai con la giustizia ne ha avuti tanti, ed e’ pure finito in carcere un paio di volte. A un certo punto e’ stato anche sospeso «a divinis», salvo poi essere perDONato da Santa Romana Chiesa.

    E’ il DON GELMINI che non figura nelle biografie ufficiali. I fatti accaDONo tra il 1969 e il 1977, quando DON Pierino era ancora considerato un «fratello di». Una figura minore che viveva di luce riflessa rispetto al piu’ esuberante padre Eligio, confessore di calciatori, amico di Gianni Rivera, frequentatore di feste, fondatore delle comunita’ antidroga «Mondo X» e del Telefono Amico. Anni che furono in salita per DON Pierino e che non vengono mai citati nelle pubblicazioni di Comunita’ Incontro.

    Per forza. Era il 13 novembre 1969 quando i carabinieri lo arrestarono per la prima volta, nella sua villa all’Infernetto, zona Casal Palocco, alla periferia di Roma. E gia’ all’epoca fece scalpore che questo sacerdote avesse una Jaguar in giardino. Lui, DON Pierino, nella sua autobiografia scrive che li’, nella villa dell’Infernetto, dopo un primissimo incontro-choc con un drogato, tale Alfredo, nel 1963, comincio’ a interessarsi agli eroinomani. In tanti bussavano alla sua porta.

    «Ed e’ la’ che, ospitando, ancora senza tempi o criteri precisi, ragazzi che si rivolgono a lui, curando la loro assistenza legale e visitandoli in carcere, mette progressivamente a punto uno stile di vita e delle regole che costituiranno l’ossatura della Comunita’ Incontro». All’epoca, GELMINI aveva un certo ruolo nella Curia. Segretario di un cardinale, Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires. Ma aveva scoperto la nuova vocazione. «Rinunciai alla carriera per salire su una corriera di balordi», la sua battuta preferita.

    I freddi resoconti di giustizia dicono in verita’ che fu inquisito per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto, e truffa. Lo accusarono di avere sfruttato l’incarico di segretario del cardinale per organizzare un’ambigua ditta di import-export con l’America Latina. E resto’ impigliato in una storia poco chiara legata a una cooperativa edilizia collegata con le Acli che dovrebbe costruire palazzine all’Eur. La cooperativa falli’ mentre lui rispondeva della cassa. Il giudice fallimentare fu quasi costretto a spiccare un mandato di cattura. DON Pierino, che amava farsi chiamare «monsignore», e per questo motivo si era beccato anche una diffida della Curia, spari’ dalla circolazione. Si sapra’ poi che era finito nel cattolicissimo VIETNAM del Sud dove era entrato in contatto con l’arcivescovo della cittadina di Hue’.

    Ma la storia fini’ di nuovo male: sua eminenza Dihn-Thuc, e anche la signora Nhu, vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita. Ci fecero i titoloni sui giornali: «Chi e’ il monsignore che raggiro’ la vedova di Presidente VIETNAMita». Dovette rientrare in Italia. Pero’ l’aspettavano al varco. Si legge su un ingiallito ritaglio del Messaggero: «Gli danno quattro anni di carcere, nel luglio del ’71. Li sconta tutti. Come detenuto, non e’ esattamente un modello e spesso costringe il direttore a isolarlo per evitare ”promiscuita”’ con gli altri reclusi». Cattiverie. Fatto sta che le biografie ufficiali sorvolano su questi episodi.

    Non cosi’ i giornali dell’epoca. Anche perche’ nel 1976, quando queste vicende sembravano ormai morte e sepolte, e DON Pierino aveva scontato la sua condanna, nonche’ trascorso un periodo di purgatorio ecclesiale in Maremma, lo arrestarono di nuovo. Questa volta fini’ in carcere assieme al fratello, ad Alessandria, per un giro di presunte bustarelle legate all’importazione clandestina di latte e di burro destinati all’Africa. Si vide poi che era un’accusa infondata. Ma nel frattempo, nessuna testata aveva rinunciato a raccontare le spericolate vite parallele dei due GELMINI. Ci fu anche chi esagero’.

    Sul conto di padre Eligio, si scrisse che non aveva rinunciato al lusso neppure in cella. Passata quest’ennesima bufera, comunque, DON Pierino torno’ all’Infernetto. Sulla Stampa la descrivevano cosi’: «Due piani, mattoni rossi, largo muro di cinta con ringhiera di ferro battuto, giardino, piscina e due cani: un pastore maremmano e un lupo. A servirlo sono in tre: un autista, una cuoca di colore e una cameriera». Tre anni dopo, nel 1979, sbarcava con un pugno di seguaci, e alcuni tossicodipendenti che stravedevano per lui, ad Amelia, nel cuore di un’Umbria che nel frattempo si e’ spopolata. Adocchio’ un rudere in una valletta che li’ chiamavano delle Streghe, e lo ottenne dal Comune in concessione quarantennale.

    Era un casale diroccato. Diventera’ il Mulino Silla, casa-madre di un movimento impetuoso di comunita’. Gli riesce insomma quello che non era riuscito al fratello, che aveva anche lui ottenuto in concessione (dal proprietario, il conte Ludovico Gallarati Scotti, nel 1974) un rudere, il castello di Cozzo Lomellina, e l’aveva trasformato, grazie al lavoro duro di tanti volontari e tossicodipendenti, in uno splendido maniero. Ma ormai la parabola di padre Eligio era discendente. DON Pierino, invece, stava diventando DON Pierino.

  • DON GELMINI: IO, VITTIMA DI GIUDICI ANTICLERICALI, MA VADO AVANTI

    DON GELMINI: IO, VITTIMA DI GIUDICI ANTICLERICALI, MA VADO AVANTI

    DON GELMINI: IO, VITTIMA DI GIUDICI ANTICLERICALI, MA VADO AVANTI
    In atto offensiva ebraico radical-chic contro la Chiesa (Rep.)

    Roma, 5 ago. (Apcom) – Don Gelmini vittima di “giudici anticlericali”. E’ un’ipotesi che lo stesso fondatore delle comunità Incontro, finito sott’inchiesta con l’accusa di abusi sessuali, rilancia in un’intervista a ‘Repubblica’. “Probabilmente – dice il prete anti-droga dalla comunità di Zervò, sull’Aspromonte – i miei accusatori hanno trovato qualche giudice anticlericale”.

    Don Gelmini ammette di non nutrire “fiducia incondizionata” nella magistratura: “Certo, ho incontrato giudici splendidi, ma ci sono anche giudici mascalzoni che pur di finire in prima pagina fanno soffrire ad arte la gente. C’è chi ti obbliga a mantenere riserbo su un interrogatorio, come è successo a me, e poi sei mesi dopo ti fanno finire sui giornali con delle menzogne”. Ma a chi “sta dicendo stupidaggini”, il sacerdote chiederà “milioni di euro” di risarcimento. “Alla fine di questa storia – promette – scriverò un libro: ‘Il serpente nella stanza dei magistrati’”.

    Don Pierino si dichiara “tranquillo”: “Chi pensava di trovarmi impiccato a un albero, si sbagliava. Io sono qui, più tosto di prima, accanto ai miei ragazzi che mi danno forza”. Ma attacca ancora i magistrati: “Con loro non vado più a parlare, salvo non mi arrestino. Siamo alla gogna… E’ una montatura, hanno tirato fuori cose di 50 anni fa…”.

  • Altra testimonianza su don Gelmini (pare) scovata nella rete:

    Altra testimonianza su don Gelmini (pare) scovata nella rete:

    13. Massimo di Foligno, Venerdì 1 Giugno 2007 ore 10:42
    Io sono stato abusato da un prete talmente famoso e protetto dalla destra (anzi ne è la bandiera) che se faccio il suo nome…diciamo che si chiama come un personaggio cinematografico di Alvaro Vitali.

    Ero tossicodipendente in una cittadina vicino Terni in uno stato di debolezza mentale e di smarrimento durante la terapia…lui mi invitava nel suo studio ( si chiamava la stanza del Cardinale) mi offriva cose che venivano proibite in comunità tipo alcool e sigarette e quando l’atmosfera era “ideale” alle confidenze mi diceva che ero il suo prediletto, la luce dei suoi occhi, il suo cocco e con la mano andava a frugare e pescare nella patta.

    Anch’io facevo come il ragazzo del documentario visto ieri alla TV da Santoro chiudevo gli occhi e pensavo al pacchetto di sigarette che poi mi avrebbe dato una volta finito. Il fatto è che avevo 16 anni e quando ne ho parlato con altri ragazzi della comunità ( tutti sapevano le cattive- abitudini del don ) c’è chi glielo è andato a dire e lui mi ha punito mandandomi in una altra comunità da dove poi sono scappato.

    Questo signore continua a essere prete ad essere ricevuto in Vaticano, è una sorta di padre eterno, tutto è in mano a lui lui comanda e tutti ubbidiscono. Non sarebbe ora di farla finita? Credo che ha abusato di centinaia di ra nella sua comunità per il recupero. Il vescovo di Terni lo sapeva ma non ha fatto nulla.

    Dimenticavo: la sua fedina penale è lunga quanto un breviario, questo quando non era il prete famoso che è arrivato a presentare anche una trasmissione musicale in RAI…Già la forza del potere. Grazie Santoro e grazie a quel signore irlandese …io ora odio i preti perchè hanno due facce: quella pubblica e quella schifosa viscida perversa del privato come il Don