Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Dimesso il prete del primo abuso sessuale comunicato dalla Curia

    Dimesso il prete del primo abuso sessuale comunicato dalla Curia

    Don Claudio Mazzier non è più un prete. A dimetterlo dallo stato clericale è direttamente papa Francesco. Dell’ormai ex sacerdote si era parlato in Ticino in occasione del processo che lo aveva visto alla sbarra nel febbraio del 2021.

    L’ex religioso era stato condannato dalla Corte delle Assise criminali di Lugano, presiedute dal giudice Amos Pagnamenta, al termine di un procedimento di rito abbreviato, a 4 anni di detenzione. Oltre ai reati di coazione sessuale e violenza carnale, il 50enne, difeso dall’avvocato Luigi Mattei, era stato riconosciuto colpevole di contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti, avendo consumato almeno un chilo di marijuana fra il 2017 e il 2020.

    Ma il fatto più grave che gli era stato contestato e riconosciuto, come anticipato, riguarda lo stupro, nel 2013, di una parrocchiana 18enne durante un viaggio in Italia. Mazzier si era offerto di accompagnarla a Rimini per assistere a un concerto di musica pop. Qui l’ex prete, originario del Locarnese, ma in quell’occasione attivo in una Parrocchia del Basso Ceresio (dove era giunto fra il 2006 e il 2014), approfittò sessualmente della fragile situazione della giovane, dopo che era stata oggetto di sue morbose attenzioni, attraverso baci ed effusioni, negli anni precedenti (dunque quando la ragazza era ancora minorenne).

    Il caso era emerso nel maggio 2020, dopo l’arresto dell’uomo, suscitando clamore – oltre che per la fattispecie – per essere stato il primo abuso sessuale commesso da un ecclesiastico comunicato direttamente dalla Curia.

    ‘Agì per egoismo’

    Una storia che oltre ai risvolti squallidi, per il comportamento dell’allora parroco (che «agì per egoismo», come sottolineato dal giudice Pagnamenta nel corso della lettura della sentenza), ha poi avuto un esito tragico con la morte a 22 anni della vittima sulla quale Mazzier avrebbe dovuto riservare, come desiderio della famiglia, un’attenzione diversa così da aiutarla a uscire da un momento particolarmente difficile e di sofferenza psicologica.

    Tanto che, come emerso nel dibattimento del processo di tre anni fa, la ragazza non avrebbe voluto compiere quella trasferta, forse allarmata – come scrivevamo nella cronaca di quei giorni – da quanto precedentemente avvenuto in Ticino e dall’escalation di un rapporto che non era più come avrebbe dovuto essere. La situazione era, infatti, degenerata il secondo giorno di quel viaggio che avrebbe dovuto essere di divertimento ed evasione: avendole fatto bere alcol sin dal pomeriggio, alla sera il 50enne aveva raggiunto la 18enne ormai completamente ubriaca in albergo, abusandone sessualmente. Una violenza proseguita poi sotto forma psicologica nei giorni successivi, quando l’uomo aveva da un lato intimato alla giovane di non dire a nessuno l’accaduto per evitare che lui finisse nei guai e d’altra parte facendole intendere che non sarebbe mai stata creduta.

    La giovane, dopo un primo tentativo andato a vuoto nel 2015, aveva invece trovato la forza di raccontare quanto era successo. Confidenze che erano arrivate all’orecchio del vescovo Valerio Lazzeri nel marzo del 2020 e che a sua volta aveva interpellato la Commissione diocesana di esperti per la gestione di casi di abusi sessuali in ambito ecclesiastico, decidendo così per la segnalazione alla Magistratura.

    «Sarà da prevedere un periodo prolungato in una comunità religiosa per recuperare la dimensione spirituale» aveva ammesso il sacerdote in aula, nel 2021, dopo aver accusato la pena, e dopo essere stato sospeso dall’esercizio del ministero. Il pontefice, evidentemente, seppur con evidenti tempi biblici (non una semplice espressione, considerato che sono passati tre anni dal processo e undici dai fatti), gli ha indicato un’altra via più diretta e perentoria: ‘Fuori da qui!’.

    https://www.laregione.ch/cantone/ticino/1744356/stato-don-claudio-francesco-mazzier

  • San GalloPresunti abusi sugli alunni: aperta un’indagine su una scuola evangelica

    San GalloPresunti abusi sugli alunni: aperta un’indagine su una scuola evangelica

    La procura del cantone di San Gallo ha aperto un procedimento penale per presunti abusi subiti da ex alunni di una scuola evangelica privata di Kaltbrunn (SG): secondo le informazioni dello stesso Ministero pubblico si indaga soprattutto sul reato di violenza carnale.

    Secondo la radio svizzerotedesca SRF, gli atti contro l’integrità sessuale sono al centro dell’inchiesta: la procura ha confermato oggi a Keystone-ATS il contenuto del servizio radiofonico. Quest’ultimo ha anche riferito che al centro delle indagini vi è un ex insegnante.

    Lo scorso settembre, un documentario televisivo della stessa SRF aveva rivelato abusi subiti da ex alunni tra il 1995 e il 2002. Gli ex studenti dell’istituto, fondato dal cioccolataio Jürg Läderach, avevano mosso alla scuola gravi accuse, riferendo in particolare di percosse con cinture e di un generale clima violenza psicologica.

    L’indagine giornalistica era seguita alla pubblicazione nel 2022 di un rapporto esterno su questo caso commissionato dai nuovi responsabili della scuola che aveva fatto stato di violenza sugli alunni. Lo stesso ex direttore dell’azienda produttrice di cioccolata Jürg Läderach era accusato di aver picchiato i bambini, ma respinge ogni accusa.

    Poco dopo la diffusione del documentario, un’ex allieva ha dichiarato alla SRF di essere stata violentata negli anni Novanta, quando aveva 12 anni, da un insegnante della scuola.

    https://www.cdt.ch/news/svizzera/presunti-abusi-sugli-alunni-aperta-unindagine-su-una-scuola-evangelica-346685

  • Vescovo abusa per anni del nipotino, Papa Francesco lo punisce: dimesso dallo stato clericale

    Vescovo abusa per anni del nipotino, Papa Francesco lo punisce: dimesso dallo stato clericale

    Dimissione dallo stato clericale per il vescovo belga Roger Vangheluwe, 87 anni, colpevole di abusi sessuali su minore. Una decisione presa direttamente da Papa Francesco nei confronti del pedofilo, reo confesso, che aveva ammesso di aver abusato per anni di un suo nipotino, senza però comprendere la gravità del reato.

    I reati a lui imputati erano tuttavia caduti in prescrizione, riferisce Vatican News, e per questo l’uomo di chiesa non è mai stato perseguito dalla giustizia belga. Il Vaticano gli aveva imposto solo di vivere in un monastero.
    Come si legge in una nota della Nunziatura a Bruxelles, nel corso degli ultimi mesi, sono emersi “nuovi elementi gravi riportati al Dicastero per la Dottrina della Fede, rendendo necessaria un riesame” della vicenda dell’ex presule che si era dimesso con Benedetto XVI, ma da allora, pur vivendo ritirato, era rimasto sacerdote.

    In seguito a una nuova indagine, il Dicastero ha quindi deciso di risentire la difesa del prelato; una volta esaminata, l’8 marzo 2024, la Dottrina della Fede “ha presentato la documentazione al Santo Padre, proponendo la dimissione dallo stato clericale, in conformità all’articolo 26 delle norme Sacramentorum sanctitatis tutela”. Ovvero il motu proprio di Giovanni Paolo II del 2001 sui “delitti più gravi” riservati all’allora Congregazione per la Dottrina della Fede, aggiornato nel 2010 da Ratzinger e poi nel 2021 da Bergoglio.

    In seguito all’annuncio, i vescovi del Belgio hanno rilasciato una nota in cui ribadiscono di aver chiesto “in diverse occasioni” la dimissione dallo stato clericale ed esprimono la speranza che questa decisione “possa aiutare le vittime a riprendersi da questo abuso, che ha lasciato un segno così profondo su di loro e sui loro cari per tutta la vita”.

    https://www.fanpage.it/esteri/vescovo-abusa-per-anni-del-nipotino-papa-francesco-lo-punisce-dimesso-dallo-stato-clericale/

  • «Basta confessare i bambini della prima comunione, evitare rischio di possibili abusi sessuali», lo studio della diocesi di Friburgo

    «Basta confessare i bambini della prima comunione, evitare rischio di possibili abusi sessuali», lo studio della diocesi di Friburgo

    Anche le confessioni dei bambini non sono esenti dal rischio di potenziali abusi sessuali perché nel confessionale si potrebbero insinuare comportamenti manipolativi o legami ambigui. Si tratta di una riflessione choc che si sta facendo strada nelle comunità cattoliche tedesche al punto che nella diocesi di Friburgo, in Germania, una commissione incaricata di occuparsi degli abusi, ha fatto affiorare il problema, chiedendo di accantonate le confessioni sui più piccini, e posticipandole a una età più adulta.

    Secondo l’agenzia cattolica KNA lo studio della diocesi ha mostrato che l’amministrazione di quel sacramento ai bambini della prima comunione potrebbe essere un «punto di iniziazione per gli abusi sessuali”, di conseguenza la raccomandazione della commissione è di abbandonarlo. Una misura prudenziale. A causa della stretta relazione tra bambino e il prete, la situazione che si viene a creare e potrebbe «aprire la possibilità di un comportamento manipolativo nei confronti di bambini e minori al punto da violarne i confini».

    Gli esperti hanno chiesto che i bambini di 7 e 8 anni non siano più invitati alla loro prima confessione. Molto più sensato, scrivono, aspettare che abbiano 15 o 16 anni. Le motivazioni sviluppate dagli psicologi fanno leva sul fatto che i piccoli a quell’età difficilmente hanno già chiara una visione consapevole della colpa e del peccato. L’arcidiocesi di Friburgo è stata così chiamata a correre ai ripari ed, eventualmente, provvedere a nuovi regolamenti.

    La confessione o sacramento della penitenza, per la Chiesa, ha un enorme significato. Durante la confessione i credenti rivelano i propri errori ed esprimono il loro rimorso mentre il sacerdote assolve il credente dai peccati per conto di Dio. Il sacerdote è poi vincolato al segreto assoluto dal sigillo della confessione.

    Papa Francesco ha spesso incoraggiato i preti ad essere indulgenti, misericordiosi e a perdonare tutto. «Per favore, fratelli, perdonate tutto, perdonate sempre, senza mettere il dito troppo nelle coscienze; lasciate che la gente dica le sue cose e voi ricevete quello come Gesù, con la carezza del vostro sguardo, con il silenzio della vostra comprensione. Per favore, il sacramento della confessione non è per torturare, ma è per dare pace. Perdonate tutto, come Dio perdonerà tutto a voi. Tutto, tutto, tutto».

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/basta-confessare-i-bambini-della-prima-comunione-evitare-rischio-di-possibili-abusi-sessuali-lo-studio-della-diocesi-di-friburgo/ar-BB1keCkk

  • Denunciano che il segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori ha coperto un prete colombiano

    Denunciano che il segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori ha coperto un prete colombiano

    Luis Manuel Alí , il nuovo segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, ha coperto un sacerdote colombiano. Lo ha ammesso in una comunicazione con questo corrispondente il 15 settembre 2023, riconoscendo di non aver mai informato la Procura Generale del caso di José de Jesús Amaya León , superiore generale dei Missionari Eudisti.

  • Quasi 500 vittime di abusi sessuali della chiesa in Francia hanno ricevuto un risarcimento finanziario

    Quasi 500 vittime di abusi sessuali della chiesa in Francia hanno ricevuto un risarcimento finanziario

    NIZZA, Francia – Centinaia di vittime di abusi sessuali su minori da parte di preti o rappresentanti della chiesa hanno ricevuto finora un risarcimento finanziario dalla Chiesa cattolica francese nell’ambito di un ampio programma di riparazione, ha detto giovedì un organismo indipendente incaricato del processo.

    Un rapporto annuale dell’Autorità nazionale indipendente per il riconoscimento e la riparazione afferma che 1.351 vittime si sono fatte avanti per chiedere un risarcimento e cercare supporto psicologico nel tentativo di riprendersi dal trauma infantile.

    L’età media delle vittime che si sono manifestate è di 61 anni, ha dichiarato giovedì Marie Derain de Vaucresson, capo dell’organismo, in una conferenza stampa.

    Di questi, il 66% sono uomini e il 34% donne, ha detto. Il processo di reclamo è iniziato nel 2022.

    Finora l’autorità per le riparazioni ha approvato le richieste di risarcimento di 489 vittime, si legge nel rapporto. Di questi, a 88 persone è stato concesso il massimo di 60.000 euro (65.000 dollari). L’anno scorso sono state approvate 358 richieste di risarcimento delle vittime, per ciascuna delle quali è stato concesso un importo medio di 35.310 euro, si legge nel rapporto.

    La Conferenza episcopale francese ha accettato di fornire risarcimenti dopo che un rapporto del 2021 ha stimato che circa 330.000 bambini hanno subito abusi sessuali per oltre 70 anni da parte di preti o altre figure legate alla chiesa in Francia.

    Le stime si basavano su una ricerca più ampia condotta dall’Istituto nazionale francese di sanità e ricerca medica sugli abusi sessuali sui bambini.

    Il rapporto descrive un insabbiamento “sistemico” da parte dei funzionari ecclesiastici e esorta la Chiesa cattolica francese a rispettare lo stato di diritto in Francia.

    Una volta che l’autorità per le riparazioni approva la compensazione finanziaria, ogni caso viene inviato a un fondo speciale finanziato dalla chiesa per il pagamento.

    La maggior parte di coloro che si sono rivolti alle autorità nel 2023 hanno denunciato crimini “molto gravi”, afferma il rapporto, incluso lo stupro ripetuto.

    Secondo il rapporto, nel 39% dei casi gli abusi sono continuati per più di un anno e nel 12% dei casi l’aggressore ha manipolato psicologicamente la vittima fino a cinque anni dopo l’ultima aggressione fisica.

    Le vittime avevano tra i 6 e i 15 anni quando hanno subito gli abusi, afferma il rapporto.

    Le riparazioni includono anche sostegno non finanziario, come l’aiuto alle vittime per scrivere le loro storie, incontri con rappresentanti della chiesa locale o l’installazione di una targa in memoria delle vittime. Attualmente le autorità assistono circa 780 vittime.

    L’assistenza include l’aiuto a scrivere una lettera a un abusatore deceduto da tempo o a ricucire i rapporti interrotti con i figli adulti, i coniugi e altri membri della famiglia delle vittime.

    Molto spesso si tratta semplicemente di ascoltare le vittime – che ora hanno 60, 70 o addirittura 80 anni – parlare finalmente dopo essere state messe a tacere per così tanto tempo.

  • Il Papa rimuove vescovo polacco insabbiatore di abusi

    Il Papa rimuove vescovo polacco insabbiatore di abusi

    Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Lowicz (Polonia) presentata da monsignor Andrzej Franciszek Dziuba.

    In una nota, la Nunziatura apostolica in Polonia scrive che “sono state individuate difficoltà nella gestione della Diocesi e, in particolare, negligenza nella gestione dei casi di crimini sessuali commessi da alcuni esponenti del clero contro le persone minori”, stando a quanto “confermato dal procedimento condotto dalla Santa Sede sulla base del documento pontificio Vos estis lux mundi”.

    Undici vescovi polacchi sanzionati

    Secondo Bishop accountability, un’associazione statunitense che monitora il comportamento dei vescovi di tutto il mondo in merito agli abusi sessuali e alle loro coperture, sono già undici i vescovi polacchi che sono stati sanzionati, in seguito ad un’indagine della Santa Sede, in forza del motu proprio Vos estis lux mundi, promulgato da papa Francesco nel 2019. Per altri due vescovi polacchi, l’indagine è ancora in corso.

    https://www.repubblica.it/cronaca/2024/03/09/news/papa_rimuove_vescovo_insabbiamento_abusi-422281574/

  • Diocesi di Lugano: dopo lo studio dieci segnalazioni di abusi

    Diocesi di Lugano: dopo lo studio dieci segnalazioni di abusi

    «Dal 12 dicembre 2023 a oggi, 10 persone si sono rivolte alla Diocesi. Alcune hanno segnalato nuovi casi, mentre altri sono già stati denunciati». È quanto afferma la Diocesi di Lugano in merito ai casi di abusi emersi dopo lo studio condotto dall’Università di Zurigo, nel rispondere a una serie di domande formulate dall’agenzia Keystone-ATS. La Diocesi ha pure precisato che tali «segnalazioni sono giunte sia tramite la Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale della Diocesi, sia direttamente tramite il Vescovo».

    Inoltre ha fatto sapere che la maggior parte delle segnalazioni «riguarda casi di molestie sessuali (toccamenti inappropriati), mentre pochi sono gli atti sessuali con fanciulli e coazione sessuale».

    La Diocesi ha quindi spiegato come intende affrontare il problema e aiutare le vittime. «Le persone vittime posso indirizzarsi autonomamente o tramite delle persone di contatto (che sono un medico psichiatra e una psicoterapeuta) della Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale della Diocesi e vengono sentite anche più volte da queste persone preparate e competenti». In seguito «se la persona vittima lo consente», segue «la preparazione di un rapporto indirizzato a tutta la Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale della Diocesi, che analizza la situazione e decide come proseguire».

    Le segnalazioni, ricorda infine la Diocesi, «possono arrivare anche direttamente al Vescovo, che le condivide con la suddetta Commissione» e «gli ulteriori sviluppi della procedura (trasmissione del caso alla Commissione d’indennizzo svizzera o altro) sono valutati a seconda delle richieste della vittima».

    Ieri, la diocesi di Basilea ha fatto sapere di avere ricevuto 183 segnalazioni riguardanti episodi di violenza sessuale durante il mandato del vescovo Felix Gmür. La metà di queste sono state ricevute dal settembre 2023, in seguito allo studio condotto da storici dell’Università di Zurigo. Per i 13 anni di mandato del vescovo Felix Gmür, sono state segnalate 92 aggressioni dal settembre 2023, 58 riguardavano presunti reati sessuali con bambini, 56 dei quali si erano già verificati nel secolo scorso.

    https://www.cdt.ch/news/diocesi-di-lugano-dopo-lo-studio-dieci-segnalazioni-di-abusi-344988

  • I vescovi hanno nascosto nel loro rapporto più di 300 casi di abusi sessuali già riconosciuti

    I vescovi hanno nascosto nel loro rapporto più di 300 casi di abusi sessuali già riconosciuti

    Nell’ambito della serie di abusi sessuali su minori commessi all’interno della Chiesa cattolica, denunciati attraverso  inchieste e pubblicazioni del quotidiano El País , la Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) ha commissionato la preparazione di un rapporto sulla pedofilia in questo ambito. Secondo un’esclusiva dello stesso mezzo, il documento risultante, intitolato  Dare luce , elimina più di 300 casi di abuso già riconosciuti da 39 ordini o diocesi.

    Ma non solo. Ci sono più di 600 accuse note che non sono state incluse in detto rapporto. Nello specifico mancano 325 denunce che erano state segnalate al Mediatore. Lo stesso organismo che un mese e mezzo fa ha diffuso un proprio rapporto , un lavoro in cui concludeva che lo 0,6% della popolazione spagnola ha subito abusi nella Chiesa , “un minimo di 2.056 vittime”.

    In questo senso, secondo il citato giornale, nel rapporto della Chiesa mancano anche le vittime. L’unico dato è relativo ad un calcolo di giugno 2023, che indicava 927 vittime. Tuttavia, ordini religiosi e diocesi ne hanno segnalati almeno 1.385 all’organizzazione guidata da Ángel Gabilondo.

  • Il capo dei gesuiti irlandesi risponde alla sconcertante denuncia di abusi

    Il capo dei gesuiti irlandesi risponde alla sconcertante denuncia di abusi

    DUBLINO (OSV News) – Il capo dei gesuiti in Irlanda ha detto di “vergognarsi” per il fallimento dell’ordine nell’affrontare gli abusi dopo la pubblicazione di un nuovo rapporto che rivela 93 denunce di abusi sessuali, fisici ed emotivi contro un sacerdote ormai deceduto.

    L’ordinanza ha anche rivelato i nomi di altri due membri della sua provincia irlandese contro i quali afferma di aver ricevuto accuse credibili di abuso , e ha ammesso di essere stata lenta nel dare priorità alle misure di salvaguardia anche quando la Chiesa irlandese ha adottato norme vincolanti nel 1996.

    Secondo il provinciale, il gesuita padre Shane Daly, l’ordine ha ricevuto 93 denunce contro il defunto sacerdote e insegnante padre Joseph Marmion, che tre anni fa fu denunciato come molestatore di bambini. Finora ha pagato oltre 7,55 milioni di dollari di risarcimento e ha accantonato più risorse per richieste future.

    Nel marzo 2021, la Compagnia di Gesù ha invitato i denuncianti contro padre Marmion a impegnarsi con l’ordine ed è stato istituito un programma di giustizia riparativa.

    La congregazione l’8 febbraio ha pubblicato quello che ha descritto come un resoconto degli abusi di padre Marmion, affermando che 45 delle 93 denunce ricevute dal 1977 riguardavano abusi sessuali su minori.

    Questi reclami sono stati ricevuti dalla società tra il 1965 e il 2023 e sarebbero avvenuti tra il 1940 e il 1991.

    Il leader si scusa

    Padre Daly ha detto che la narrazione è stata resa pubblica ora per dimostrare trasparenza sia ai denuncianti che agli ex studenti che desideravano che la verità fosse allo scoperto.

    “Come gesuiti ci vergogniamo dei nostri fallimenti: l’incapacità di permettere che la verità venga detta, l’incapacità di ammettere il torto che si è verificato e l’incapacità di creare opportunità precedenti affinché voi riceveste la rivendicazione che cercavate, meritavate e di cui avevate bisogno, come frutto delle vostre esperienze con P. Marmion SJ”, ha detto.

    “Mi scuso per il nostro ritardo nel creare un contesto in cui possiate ricevere il riconoscimento che vi spettava giustamente e la cura alla quale noi, come comunità cristiana, aspiriamo nella nostra vita e missione”, ha scritto il provinciale.

    Padre Daly ha anche invitato “qualsiasi persona che sia stata danneggiata da un gesuita a prendere in considerazione l’idea di parlare con noi. Vogliamo davvero sentire la tua opinione.

    I gesuiti nominarono per la prima volta anche altri due sacerdoti che furono oggetto di numerose denunce di abusi sessuali su minori, ma ai quali fu permesso di svolgere il ministero con i bambini.

    La documentazione narrativa rilevava che erano state sollevate preoccupazioni su padre Marmion già negli anni ’40, ma che avrebbe potuto beneficiare di un’indebita deferenza nei confronti della sua famiglia.

    Era un pronipote del monaco nato a Dublino, il beato Joseph Columba Marmion, un benedettino, morto nel 1923 e fu uno degli scrittori cattolici più popolari e influenti del XX secolo. È stato beatificato da Papa San Giovanni Paolo II nel 2000.

    Guardando il risarcimento
    Padre Daly ha detto che gli studenti del passato sono stati “abusati orribilmente” e ha elogiato il loro contributo al rapporto, che è stato compilato per conto di un gruppo di ex studenti e del gruppo direttivo dei Gesuiti. Un obiettivo chiave del loro lavoro era quello di “ascoltare, riconoscere e convalidare” le esperienze degli exallievi che hanno subito abusi da parte di padre Marmion, afferma il rapporto.

    L’ordine ha anche formato un gruppo di lavoro di tre membri, che coinvolge uno psicologo infantile, un assistente sociale e il giudice in pensione della Corte Suprema John McMenamin, che lavorerà con i gesuiti sulla futura denominazione dei presunti autori di abusi.

    Parlando all’emittente nazionale RTÉ, padre Daly ha lanciato un appello affinché le persone che hanno subito abusi si facciano avanti e si avvalgano di un nuovo schema di restituzione.

    “Abbiamo avuto per molto tempo un approccio molto non conflittuale nei confronti del pagamento dei risarcimenti. Questo schema di restituzione lo formalizza ed è un’opzione per le persone che si fanno avanti”, ha affermato.

    Quando gli è stato chiesto se si aspetta che il risarcimento futuro possa essere di milioni, ha detto, “potrebbe essere molto consistente”.

    Head of Irish Jesuits responds to staggering report of abuse