Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abusi sessuali

  • Preti pedofili: lo scandalo nelle diocesi tedesche arriva in Baviera

    Preti pedofili: lo scandalo nelle diocesi tedesche arriva in Baviera

    Monaco di Baviera. L’arcidiocesi della città bavarese ha chiesto “piena trasparenza” sui fatti del passato remoto e recente e promette “tolleranza zero” sulla questione dei preti accusati di violenze sessuali su minori. Dopo le prime denunce del settimanale Spiegel di qualche settimana fa, l’onda d’urto arriva anche nel sud della Germania e il primo a farne le spese è stato un abate benedettino, costretto a dare le dimissioni. L’arcidiocesi di Monaco e Frisinga si attende dall’abate benedettino di Ettal un chiarimento senza riserve delle accuse di abusi sessuali sui minori nella scuola o nel collegio del monastero”, afferma la nota diffusa nella tarda serata di ieri riportata dall’Agenzia Apcom.” Per l’abuso sessuale di bambini e adolescenti, non ci può essere alcuna tolleranza. Quindi mi aspetto che dal monastero un inflessibili chiarimento e trattamento delle accuse e dei possibili crimini”, chiude la nota il vicario generale della diocesi, monsignor Peter Beer.
    L’abate benedettino Barnabas Boegle, che ha dato le dimissioni ieri, pare abbia abusato sessualmente di almeno otto ex allievi che lo hanno accusato di violenze nel 1954 e pure negli anni 70 e 80. L’arcidiocesi impone ora all’abbazia di fare chiarezza sugli abusi e di quantificare il numero dei casi noti.

    http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=16&article_id=127252&l=it

    Pedofilia/ Chiesa tedesca corre ai ripari.Zollitsch vedr… -2-
    Revisione di linee-guida vescovi. Più prevenzione e numero verde

    Roma, 25 feb. (Apcom) – “Non iniziamo ora a confrontarci con questi problemi, anche se sinora ne abbiamo sottovalutata la dimensione”, scrive la Conferenza episcopale tedesca. “Con senso di vergogna e di shock chiediamo scusa e perdono per il fatto che alle vittime di questi orrendi atti”, afferma, promettendo “chiarezza vera”. L’episcopato tedesco si impegna a rafforzare l’applicazione delle linee-guida del 2002, a partire da una verifica di quel documento che terminerà in estate e verrà condotta con l’ausilio di consulenti esterni extra-ecclesiastici. Verranno rafforzati gli uffici diocesani anti-abusi. “Il futuro richiede altri passi per una prevenzione maggiore”, scrivono poi i vescovi, che sottolineano l’importanza di un “tempestivo coinvolgimento delle procure”. La Chiesa tedesca istituisce inoltre un ufficio nazionale per le denunce degli abusi sessuali, che sarà guidato dal vescovo di Treviri Stephan Ackermann. Ancora, verrà rafforzato l’esame dei seminaristi. L’episcopato aprirà anche un numero verde per denunciare gli abusi sessuali dei preti.

    Monsignor Zollitsch ha invece rifiutato la creazione di un fondo nazionale per gli indennizzi, sottolineando che è un problema dei singoli ordini e delle singole diocesi. Inoltre, nessuna dimissione episcopale in vista.

    Lo scandalo dei preti pedofili in Germania è scoppiato in seguito alle rivelazioni che il settimanale ‘Spiegel’ ha pubblicato sugli abusi compiuti negli anni Settatanta e Ottanta nel prestigioso collegio gesuita Canisius a Berlino. Nel corso delle scorse settimane sono poi emersi numerosi altri che coinvolgono altri ordini religiosi (salesiani, pallottini, francescani minori) e altre regioni (Francoforte, Augusta, Hildesheim, Essen, Bonn, Foresta nera). Il rettore di un collegio gesuitico vicino a Bonn si è dimesso due settimane fa e sono di ieri le dimissioni di un abate benedettino della Baviera. La procura di Monaco ha aperto un’inchiesta e altrettanto avrebbe fatto, a quanto riferito dalla stampa tedesca, quella di Bonn. L’arcidiocesi di Monaco ha subito preso posizione, chiedendo “completa trasparenza” e assicurando “tolleranza zero” per i colpevoli.

    Il caso pedofilia ha anche fatto litigare – e non per la prima volta – la Chiesa cattolica e il governo Merkel. Una ministra del bicolore democristiano-liberale, la guardasigilli Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp), ha accusato i vescovi di poca chiarezza. Piccata la risposta del presidente della conferenza episcopale, mons. Robert Zollitsch, tanto che è dovuta intervenire la cancelliera in persona con una telefonata riappacificatrice.

    Il vescovo Zollitsch, intanto, si prepara ad affrontare il nodo pedofilia direttamente con il Papa nelle prossime settimane. Come ogni anno, a conclusione dell’assemblea invernale il presidente dei vescovi tedeschi si reca in Vaticano per riferire al Papa tedesco. Questa volta – come ha annunciato e ribadito lo stesso Zollitsch – affronterà il tema degli abusi sessuali. Non solo. Nel corso dell’assemblea i vescovi hanno approfondito il problema dell’invecchiamento della Chiesa tedesca. Tema che preoccupa molto il Papa, anche perché si intreccia con il calo delle vocazioni che attraversa tutto l’Europa. E che ha spinto alcuni vescovi tedeschi, nel corso degli anni, ad aprire le porte dei seminari anche a candidati psicologicamente problematici che, poi, si sono rivelati pedofili. La prospettiva è inevitabile: una Chiesa sempre più vecchia, con sacerdoti meglio selezionati ma meno numerosi, significa una Chiesa sempre più piccola. Un bel grattacapo, per il Papa tedesco.

  • Don Lu resta in carcere: respinta istanza di scarcerazione

    Don Lu resta in carcere: respinta istanza di scarcerazione

    Savona. Don Luciano resta in carcere. E’ stata infatti respinta per la terza volta la richiesta di scarcerazione presentata dai legali Mauro Ronco e Alessandro Chirivì che difendono il prete alassino accusato di abusi sessuali nei confronti di una ragazzina 12enne di Albenga.

    Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona Emilio Fois si è quindi pronunciato ancora una volta per la custodia cautelare nei confronti di Don Lu, motivandola con la presenza di “gravi indizi di colpevolezza” a suo carico, oltre al pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Il quadro indiziario e accusatorio emerso nell’inchiesta della Procura sembra quindi solido.

    Agli avvocati difensori non è bastato portare al vaglio del giudice il racconto, a loro dire contradditorio, fornito dalla ragazzina durante l’incidente probatorio. Per l’accusa, invece, gli elementi di prova raccolti sarebbero schiaccianti: non solo i riscontri incrociati su testimonianze e persone interrogate, ma anche le analisi peritali svolte sui quattro pc sequestrati al prete alassino.

  • Chiesa: in arrivo nuove dimissioni vescovi Irlanda per scandalo pedofilia

    Chiesa: in arrivo nuove dimissioni vescovi Irlanda per scandalo pedofilia

    22 febbraio, ore 17:30

    Citta’ del Vaticano, 22 feb. (Adnkronos) – Sono in arrivo nuove dimissioni di vescovi irlandesi coinvolti nello scandalo degli abusi sessuali sui minori. A renderlo noto e’ la stessa Chiesa irlandese. Fino ad ora, infatti, su quattro vescovi che hanno gia’ rinunciato al loro incarico, solo in un caso il Papa ha accettato le dimissioni. Ma si annunciano novita’. Infatti il processo delle dimissioni rassegnate da mons. James Moriarty, oggi vescovo di Kildare e Leighlin, ”sta andando avanti. Non e’ in questione il ‘se’ o il ‘quando’. Non saranno immediate ma non andranno oltre Pasqua”. Ad annunciarlo e’ lo stesso mons. Moriarty, nella omelia che ha tenuto ieri per la prima domenica di Quaresima, che ha dedicato – come tanti altri vescovi irlandesi – al recentissimo incontro che l’episcopato dell’isola ha avuto la scorsa settimana con il Papa. Mons. Moriarty e’ uno dei vescovi che vengono espressamente accusati dal ”Rapporto Murphy” per aver coperto gli abusi sessuali ai danni di minori commessi da personale religioso dell’arcidiocesi di Dublino.

  • GERMANIA: VESCOVI CHIEDONO SCUSA PER GLI ABUSI, A MARZO DAL PAPA

    GERMANIA: VESCOVI CHIEDONO SCUSA PER GLI ABUSI, A MARZO DAL PAPA

    (AGI) – Berlino, 22 feb. – I vescovi tedeschi chiedono scusa alle vittime degli abusi sessuali compiuti in alcune scuole di gesuiti della Germania tra gli anni ‘70 e ‘90. Al termine della prima giornata della riunione di primavera della Conferenza episcopale tedesca, a Friburgo, il presidente Robert Zoellisch, ha chiesto pubblicamente scusa, aggiungendo che il mese prossimo ne discutera’ direttamente con Papa Benedetto XVI in Vaticano.

    Zoellisch si e’ detto “profondamente sconvolto” dallo scandalo e ha definito un “crimine ripugnante” gli abusi sessuali sui giovani. “Chiedo scusa a nome della Chiesa cattolica tedesca a tutte le vittime di questo crimine”, ha affermato Zoellisch in una conferenza stampa in cui ha ammesso che si tratta di fatti ancora piu’ odiosi perche’ gli adolescenti ripongono una fiducia particolare nei sacerdoti. Il presidente della Conferenza episcopale ha assicurato che i vescovi tedeschi denunceranno alle procure i casi di abusi di cui dovessero venire a conoscenza.

    Poche ore prima che terminasse la riunione dei vescovi, il tribunale di Essen ha condannato a un’ammenda di 14mila euro un prete che aveva abusato di un minore. Non appena il caso era stato reso noto nel gennaio scorso, il vescovo di Essen, Franz-Josef Overbeck, aveva immediatamente sospeso il sacerdote.

    Intanto il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha duramente attaccato il vescovo di Augusta, Walter Mixa, il quale aveva addossato la responsabilita’ degli abusi commessi dai preti cattolici alla rivoluzione sessuale del ‘68. “Non serve a niente nascondersi dietro scuse polemiche come fa il vescovo Mixa, invece di contribuire al chiarimento dei fatti”, ha ribattuto. La vicenda aveva avuto inizio alcune settimane fa, dopo che erano venuti alla luce numerosi abusi commessi negli Anni ‘70 e ‘80 da alcuni sacerdoti del collegio berlinese “Canisius Kolleg”, gestito dai gesuiti.

    L’avvocato berlinese Ursula Raue, incaricata dall’ordine dei gesuiti tedeschi di fare luce su tutta la vicenda, ha comunicato che il numero delle vittime degli abusi, che si sono manifestate spontaneamente, e’ nel frattempo salito a 120, con alcuni casi che risalgono agli Anni ‘50. La signora Raue ha parlato di circa 50 abusi “sistematici” avvenuti nel collegio berlinese ad opera di due gesuiti, i padri Peter R. e Wolfgang S., mentre ancora da esaminare sono gli abusi scoperti nello “Aloisius Kolleg” di Bonn. Altri abusi si sono verificati nelle scuole gestite dai gesuiti a St. Blasien, nella Foresta Nera, ed a St. Ansgar ad Amburgo. L’avvocato Raue ha spiegato che sono in totale almeno 12 i padri gesuiti accusati di molestie sessuali, con la vicenda che ha assunto “dimensioni che finora sembravano inimmaginabili”. Il fatto che gli abusi risalgano ad almeno una ventina di anni fa, ha precisato la signora Raue, rende di fatto impossibile chiamare i responsabili a renderne conto davanti alla giustizia, poiche’ reati di questo tipo cadono in prescrizione in Germania dopo dieci anni. (AGI)

    www.stato-oggi.it/archives/000103316.html

     

  • Abusi sessuali, a giudizio don Nuvola

    Abusi sessuali, a giudizio don Nuvola

    venerdì 19 febbraio 2010

    Padre Aldo Nuvola, ex parroco nella chiesa Regina Pacis a Palermo, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni. Secondo la Procura, che ha chiesto e ottenuto dal gip Marina Petruzzella il processo per il sacerdote, don Nuvola due anni fa avrebbe chiesto ripetutamente a un garzone di un bar favori sessuali, presentandosi come un professore di filosofia del liceo classico Umberto, dove insegnava realmente ma religione. E’ stato proprio il ragazzo, come scrive l’edizione locale de La Repubblica, a denunciare le molestie alla polizia. Lo scorso anno inoltre il parroco venne denunciato per atti osceni da alcuni agenti che lo sorpresero in atteggiamenti equivoci con un uomo. Il prete, attraverso i suoi avvocati Nino Caleca e Mario Zito, respinge le accuse del garzone, che adesso è maggiorenne. Il processo comincerà il primo marzo nella quinta sezione penale del Tribunale. Don Nuvola non è il primo sacerdote, a Palermo, ad essere accusato di molestie sessuali. Lo scorso luglio, i giudici della II sezione del tribunale hanno condannato a sei anni e sei mesi di carcere don Paolo Turturro, ex parroco del quartiere Borgo Vecchio, noto per le sue battaglie antimafia. Il sacerdote fu accusato di abusi sessuali da due ragazzi di 14 anni che frequentavano la parrocchia

    http://www.livesicilia.it/2010/02/19/abusi-sessuali-a-giudizio-don-nuvola/

  • Germania, abusi sessuali nel collegio gesuita: i casi arrivano a 120

    Germania, abusi sessuali nel collegio gesuita: i casi arrivano a 120

    BERLINO (18 febbraio) – Si allarga ancora lo scandalo degli abusi sessuali nel collegio cattolico Canisius dei padri gesuiti in Germania: le giovani vittime sarebbero fra 115 e 120, alcune delle quali si sarebbero anche suicidate, mentre i presunti autori delle violenze sarebbero 12, e non due-tre come si pensava fino a oggi. «Questa vicenda ha assunto proporzioni che finora non sospettavamo», ha detto oggi a Berlino l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue.

    Tra i presunti autori delle violenze, che sarebbero state commesse negli anni ’70-’80 non solo nell’istituto berlinese, ma anche in altre scuole cattoliche del Paese, non ci sono solo preti, ha spiegato la Raue, ma anche insegnanti laici e due donne. In particolare, una di queste persone sospette, insegnava in una scuola di una Chiesa protestante.

    L’avvocatessa ha raccontato di vittime che si sono tolte la vita, presumibilmente a causa degli abusi, e di altre vittime che ancora oggi soffrono di incubi a causa delle violenze. Ci sono uomini, ha inoltre spiegato, che stanno parlando adesso – per la prima volta – di queste esperienze e che in tutti questi anni non hanno detto niente neanche alle loro mogli. Finora, il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Robert Zollitsch, non ha commentato lo scandalo, ma un portavoce della Dbk ha confermato oggi che Zollitsch esprimerà una posizione su questo tema lunedì prossimo a Friburgo, in occasione della prima giornata dell’assemblea plenaria della Conferenza, che durerà fino al 25 febbraio.

    www.irispress.it/Iris/page.asp?VisI…di_Cate_Arti=16

    18/02/2010 – 16.18
    GERMANIA: SI ALLARGA LO SCANDALO SULLA PEDOFILIA E COINVOLGE ANCHE LAICI

    (IRIS) – ROMA, 18 FEB – “Questa vicenda ha assunto proporzioni che finora non sospettavamo”, ha detto oggi a Berlino l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue a proposito dello scandalo scoppiato nel collegio cattolico Canisius dei padri gesuiti in Germania.

    Sembra che i religiosi abbiano abusato di almeno 115 ragazzi, alcuni dei quali si sarebbero suicidati. Ad oggi sembra che lo scandalo assuma proporzioni più ampie.

    A cominciare dai presunti autori delle violenze che sarebbero 12, e non due-tre come si pensava.

    In più sembrerebbe che le violenze commesse negli anni ’70-’80, non si sarebbero perpetrate solo nell’istituto berlinese, ma anche in altre scuole cattoliche del Paese. Ad essere coinvolti, non sarebbero solo preti, ha spiegato la Raue, ma anche insegnanti laici e due donne.

    Ci sono uomini, ha inoltre aggiunto la Raue, che stanno parlando adesso di queste esperienze e che in tutti questi anni non hanno detto niente neanche alle loro mogli.

    Il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Robert Zollitsch, non ha commentato lo scandalo, ma un portavoce della Dbk ha confermato oggi che Zollitsch esprimerà una posizione su questo tema lunedì prossimo a Friburgo, in occasione della prima giornata dell’assemblea plenaria della Conferenza, che durerà fino al 25 febbraio.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=26623&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

  • Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania
    LO SCANDALO. Coinvolte scuole dei gesuiti
    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    • 16/02/2010
      Il Papa con i vescovi irlandesi

    BERLINO
    Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in un prestigioso collegio gesuita di Berlino, che secondo la stampa potrebbe scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca, proprio come è già successo negli Stati Uniti e in Irlanda.
    I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ma da quando sono venuti alla luce – il 28 gennaio scorso – hanno provocato non poco imbarazzo nei gesuiti, che potrebbero anche essere costretti a risarcire alcune delle vittime. Finora si pensava che queste fossero circa 30, tutti ragazzi adolescenti che frequentavano il collegio Canisius di Berlino. Ieri, invece, il rettore dell’istituto, Klaus Mertes, ha parlato di un livello «a tre cifre», e l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue, ha confermato che si tratta di oltre 100 persone. La Raue dovrà presentare un primo rapporto ai gesuiti entro questa settimana, ma già sono arrivate le richieste di risarcimento. «Otto o nove vittime vorrebbero un indennizzo finanziario», ha detto Manuela Groll, legale delle vittime.
    Sono emersi altri 12 casi nella diocesi di Hildesheim (Bassa Sassonia), che si aggiungono a quelli venuti alla luce nelle ultime settimane in scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale «Der Spiegel» pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania (tre non hanno risposto), un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi.
    Intanto i vescovi irlandesi definiscono «molto seria» la vicenda degli abusi e Benedetto XVI ha promesso una lettera pastorale con importanti provvedimenti, allo studio da mesi e ora giunti probabilmente al traguardo, invitando a mettere avanti a tutto le sofferenze e i diritti delle vittime. Alla messa in memoria del defunto card. Cahal Daly all’Irish college di Roma, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, non ha esitato ad ammettere «molto francamente quello che sanno tutti».
    Una prova «dolorosa» quella che sta attraversando la comunità cattolica irlandese che vede «alcuni uomini di Chiesa coinvolti in atti particolarmente esecrabili», ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Per questo il Papa ha convocato i vescovi irlandesi in Vaticano per la terza volta in sette mesi, un incontro di un giorno e mezzo a porte chiuse, con sospese fino al’una di oggi ogni attività.

  • Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

    Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

    Dopo anni di silenzio, i vescovi d’Irlanda, da oggi per due giorni a colloquio con il Papa per chiarire le circostanze di circa 300 abusi perpetrati su minori nel corso di 30 anni, documentati in due distinti, pesantissimi, rapporti giudiziari, ammettono le loro colpe, e assicurano che l’incontro con il Papa non si limiterà ad un “esercizio cosmetico”. “Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno”, ha detto Duffy, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, riferendosi proprio agli episodi che – spiega – hanno inferto alla Chiesa “ferite profonde”, mettendola in una “situazione molto seria”.
    Benedetto XVI preoccupato per la situazione in Irlanda – L’ammissione da parte dei vescovi è certamente un primo passo avanti rispetto ad un problema che angustia profondamente il Pontefice. Il Papa è “molto preoccupato” per la situazione venutasi a creare in Irlanda, ha infatti riferito alla Radio Vaticana il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh, a margine dei colloqui con il Papa. “Questo incontro (quello che ha avuto inizio oggi, ndr) ha avuto una preparazione molto accurata – ha aggiunto – ma è soltanto un passo di un cammino molto lungo: speriamo che, al nostro rientro in Irlanda, questo si traduca in un processo di pentimento, rinnovamento e riconciliazione, per il bene di tutti”. ‘Puntiamo tutti allo stesso obiettivo – ha concluso – che è quello della tutela dei bambini”.
    Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa – Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.
    Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili – Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

    15 febbraio 2010

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/10/02/15/abusi-vescovi-irlanda-ammissioni.html

    Pedofilia/ Vertice dal Papa per giro vite dopo scandalo … -2-
    Presto lettera a fedeli Irlanda. Dimissioni e denuncia a giudici

    Città del Vaticano, 15 feb. (Apcom) – Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa. Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.

    Papa Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili. Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

    Dopo la pubblicazione dei rapporti Ryan e Murphy, Ratzinger ha ricevuto due volte i vertici della conferenza episcopale irlandese in Vaticano, a novembre e a dicembre. “Il Santo Padre – recitava il comunicato finale – condivide lo sdegno, la sensazione di tradimento e la vergogna provati da così tanti fedeli in Irlanda”. Il Papa ha poi accettato le dimissioni di mons. Murray. Infine ha convocato, oggi e domani, tutti i vescovi irlandesi. Guidano la delegazione irlandese il presidente della conferenza episcopale, card. Sean Brady, e l’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin. Per la Santa Sede prendono parte all’incontro il cardinal Bertone e i vertici della Segreteria di Stato (il Sostituto per gli Affari generali Fernando Filoni e il ministro degli Esteri Dominique Mamberti), il nunzio apostolico in Irlanda Giuseppe Leanza, e i capi di vari dicasteri vaticani: Levada (Dottrina della fede), Re (Vescovi), Hummes (Clero), Rodé (Religiosi), Grocholewski (Educazione), Coccopalmerio (Testi legislativi). L’incontro avrà due serrate sezioni di lavoro oggi, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 e si concluderà con un incontro domani mattina dalle 9.30 alle 13. A conclusione potrebbe essere pubblicato un comunicato.

    La nota di dicembre preannunciava che il Papa “intende rivolgere una Lettera Pastorale ai fedeli d’Irlanda, nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione”. Il testo dovrebbe essere discusso all’incontro in Vaticano ed essere pubblicata nei prossimi giorni. Intanto – affermava ancora la nota – la Santa Sede “prende molto seriamente le questioni centrali sollevate dal Rapporto, incluse quelle relative al governo di capi della Chiesa locale con la responsabilità fondamentale della cura pastorale di bambini”. Oltre alle dimissioni, la missiva potrebbe prendere di petto la questione del ruolo della giustizia civile. L’istruzione dottrinale ‘Crimen sollecitationis’ (1962), rivista dalla congregazione per la Dottrina della fede presieduta da Ratzinger con la lettera ‘De delictis gravioribus’ (2001), non prevede l’obbligatorietà della denuncia di casi di pedofilia alle autorità statali. La materia viene lasciata alle competenze dei tribunali religiosi. Ma su questo possono esserci novità, come ha lasciato intendere il cardinale Claudio Hummes. In una recente intervista all”Osservatore romano’, il prefetto della congregazione per il Clero ha affermato che per i sacerdoti che si macchiano del reato della pedofilia bisogna “accertate oggettivamente le responsabilità” anche “facendo ricorso alla giustizia ordinaria”.

  • Preti pedofili: così la Chiesa Tedesca copriva i criminali

    Preti pedofili: così la Chiesa Tedesca copriva i criminali

    I capi della Chiesa tedesca avrebbero minimizzato quando non occultato numerosi gravi casi di abusi sessuali su minori: un’inchiesta di Die Spiegel

    Il settimanale Die Spiegel esce questa settimana in Germania con un reportage dai contenuti accesi. Nel mirino di un inchiesta destinata a far parlare a lungo sono le responsabilità della Chiesa tedesca nei confronti di ripetuti casi di abusi sessuali da parte del clero.

    Da qualche tempo, negli alti palazzi dei vescovi e dei cardinali della Germania si respira un’aria pesante. Recenti rivelazioni rischiano di far saltare in aria un coperchio che per anni ha nascosto la tragica sofferenza di centinaia di vittime. Fino ad oggi la Curia Vaticana era riuscita a mettere il silenziatore alla potenziale polveriera.

    Oggi il muro del silenzio sta per crollare in Germania. Tutto è iniziato quando il Canisius College di Berlino, istituzione gesuita delle élite tedesche, ha recentemente svelato un sordido passato. Investigazioni interne rese pubbliche dagli amministratori dell’istituto hanno messo in luce una tragica verità sepolta: negli anni 70 e 80 numerosi membri della scuola furono oggetto di abusi sessuali. Da allora, dal giorno della rivelazione pubblica si fanno avanti su base quotidiana vittime di preti molestatori. Al 12 febbraio già 40 ex studenti avevano pubblicamente accusato tre preti gesuiti di molestie. Questi avrebbero agito indisturbati per anni prima a Berlino, poi alla St. Ansgar School ad Amburgo, al St. Blasien College e in diverse parrocchie della Bassa Sassonia.

    Eppure investigazioni interne in quegli anni furono fatte. Ma nessuna fu mai resa pubblica. E soprattutto la Curia romana e i capi della Chiesa tedesca, in dispregio delle coraggiose e sofferte testimonianze delle vittime, preferirono sempre mettere la sordina allo scandalo, piuttosto che pensare ai perseguitati e a prevenire nuovi crimini. Per lunghi decenni di fronti a casi conclamati di abusi i vescovi si limitarono a ripetere lo scaduto e tradizionale ritornello dei « casi isolati », dei « mariuoli ». Mai una vera condanna. Tutt’al più un prete trasferito di Diocesi, senza nemmeno che la nuova parrocchia fosse messa a conoscenza del profilo del soggetto per mettere al riparo i giovani da nuovi eventuali abusi.

    Uno di questi, Padre R., un professore di religione corpulento, dal look giovanile e dai modi gioviali. Padre R. oggi è, a differenza di altri, ancora in vita e nega tutti i capi d’accusa. Negli anni in cui insegnava al Canisius College coltivava di sé l’immagine di un prete moderno, che capiva le giovane generazioni. Ma già allora circolavano voci sulle sue malefatte. Il pullmino Volkswagen che guidava per portare i ragazzi portava sulla targa le lettere SJ, «Societas Jesu», ma per gli studenti le lettere stavano sarcasticamente per «Seine Jungs» («i suoi ragazzi»).

    I ragazzi di Padre R. erano frequentemente soggetti a «chiacchierate personali». Le sessioni, obbligatorie, dei colloqui avevano luogo in una cantina, che assunse poi il nomignolo di «cantina della masturbazione». «Dovevo togliermi i pantaloni e distendermi sul letto – dice un ex studente – Voleva guardarmi mentre mi masturbavo e toccarmi mentre lo facevo. »

    La storia di Padre R., nella sua tragica crudeltà, è solo la punta di un iceberg, un esempio meno truce e violento di tanti altri che raccontano l’infanzia rubata in Germania da preti pedofili, violenti, sadici. Di simile, nel caso del prete gioviale e degli altri simili a lui, c’è sempre la fine. Una fine di impunità.

    Il Padre R. fu allontanato dalla scuola quando una delle vittime ebbe il coraggio di denunciare gli abusi. Allontanarlo significò in sostanza dargli una sistemazione lontana, una diversa città, nuovi fedeli. Per la gente curiosa che si chiedeva a cosa fosse dovuto il trasferimento del prete giovane la risposta era immediata: « illeciti finanziari». Al prete veniva allora interdetta la gestione della finanza. Ma a nessuno veniva in mente di impedirgli la frequentazione dei bambini. Il tragico emblema di una Chiesa più attenta alla propria immagine e ai propri soldi che alla riparazione dei torti perpetrati dai suoi pastori.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/preti-pedofili-cosi-la-chiesa-tedesca-copriva-i-criminali-245402/

  • Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato

    Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato

    Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato
    La decisione del Tribunale di Spoletto su fatti del 2005

    Un sacerdote di 47 anni, che operava in alcune parrocchie di Spoleto, è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale locale di molestie sessuali nei confronti di quattro minorenni che all’epoca dei fatti avevano tra i 14 e i 15 anni di età. Reati che sono valsi una condanna a 1 anno e 5 mesi. L’ex parroco dovrà risarcire anche con 10mila euro le quattro minorenni. Le molestie sono avvenute tra il 2005 e il 2006, e furono direttamente denunciate dai genitori dopo le rivelazioni delle figlie. Ha annunciato ricorso in Appello l’avvocato, Laura Modena, del sacerdote che da tre anni non vive più in Umbria. Il condannato si è sempre definito innocente e di aver tenuto un comportamento rispettoso.

    Spoleto, prete veneto molestava ragazzine
    Condannato a un anno e cinque mesi

    12/02/2010

    Il giudice ha condannato il sacerdote veneto accusato di molestie sessuali su 4 adolescenti

    Spoleto. Il tribunale di Spoleto ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, ex parroco in uno dei centri della zona, per avere molestato sessualmente quattro ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14-15 anni. Il religioso ha comunque sempre respinto l’accusa, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. Il processo – del quale si legge oggi sui giornali locali – si è svolto a porte chiuse.

    L’ex parroco dovrà anche risarcire con 10 mila euro ciascuna due delle quattro ragazze che si sono costituite parte civile. Il tribunale ha comunque disposto la sospensione e la non menzione della condanna. Le presunte molestie avvennero – secondo l’accusa – dal dicembre 2005 al marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. L’indagine venne avviata dopo che le adolescenti avevano riferito quanto successo ai genitori.

    Il sacerdote è originario del Veneto e da tempo non vive più in Umbria. Secondo il suo difensore, l’avvocato Laura Modena, al religioso è stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto. Il legale ha comunque annunciato appello contro la sentenza.

    abusi su minori
    Condannato sacerdote veneto,
    accuse di molestie sessuali su adolescenti
    Il parroco dovrà risarcire con 10 mila euro due delle quattro ragazze (al tempo avevano 14-15 anni). Gli abusi sarebbero avvenuti nell’oratorio della chiesa

    SPOLETO (Perugia) – Il tribunale di Spoleto ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, ex parroco in uno dei centri della zona, per avere molestato sessualmente quattro ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14-15 anni. Il religioso ha comunque sempre respinto l’accusa, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. Il processo – del quale si legge sui giornali locali – si è svolto a porte chiuse. L’ex parroco dovrà anche risarcire con 10 mila euro ciascuna due delle quattro ragazze che si sono costituite parte civile. Il tribunale ha comunque disposto la sospensione e la non menzione della condanna.

    Le presunte molestie avvennero – secondo l’accusa – dal dicembre 2005 al marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. L’indagine venne avviata dopo che le adolescenti avevano riferito quanto successo ai genitori. Il sacerdote è originario del Veneto e da tempo non vive più in Umbria. Secondo il suo difensore, l’avvocato Laura Modena, al religioso è stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto. Il legale ha comunque annunciato appello contro la sentenza.

    12 febbraio 2010

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/12-febbraio-2010/condannato-sacerdote-veneto-accuse-molestie-sessuali-adolescenti-1602452291491.shtml

    ABUSI SESSUALI SU MINORI, SACERDOTE CONDANNATO 
    Scritto da Diego Aguiari
    Venerdì 12 Febbraio 2010 15:00
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    stuproDopo oltre 4 anni dal reato, il tribunale di Spoleto (Perugia) ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, originario del Veneto, con l’accusa di aver molestato sessualmente quattro minorenni che all’epoca dei fatti avevano tra i 14 e i 15 anni.

    Il sacerdote nonostante le pesanti accuse si è sempre professato innocente rivendicando con … … forza la propria correttezza di comportamento.

    La sentenza del tribunale condanna inoltre il religioso a dover risarcire con 10 mila euro ciascuna, due delle quattro ragazze costituitesi parte civile. Il tribunale ha disposto la sospensione e la non menzione della condanna.

    Secondo l’accusa le molestie delle ragazze avvennero dal Dicembre del 2005 al Marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. Le indagini vennero avviate dopo la segnalazione dell’accaduto da parte delle ragazze ai propri genitori.

    Secondo il legale difensore del parroco, l’avvocato Laura Modena, è stata riconosciuta al religioso l’attenuante per la lieve entità del fatto, è stato comunque annunciato l’appello contro la sentenza del tribunale.