Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abuso sessuale

  • La realtà inconfessabile parte quinta: “L’ESTREMO TENTATIVO DI ALTERARE LA VERITA’”

    La realtà inconfessabile parte quinta: “L’ESTREMO TENTATIVO DI ALTERARE LA VERITA’”

    21-24 Febbraio 2019
    INCONTRO MONDIALE DEI VERTICI DELLA CHIESA

    «L’ESTREMO TENTATIVO DI ALTERARE LA VERITA’»

    PEDOFILIA NEL CLERO – CASO DON GALLI/MONS. DELPINI

    Ultimo appello a Papa Francesco

    Introduzione:

    Basta dire “La Curia è estranea” perché lo sia davvero? Possibile che la Chiesa confonda la responsabilità penale con la responsabilità morale?

    Contenuti e anticipazioni del video:

    Nel video vedremo ancora una volta uno stralcio della “Lettera aperta a Papa Francesco” scritta dai familiari della vittima di un sacerdote e pubblicata sul Fatto Quotidiano on-line il giorno 19.10.2018; diversi articoli di giornale che documentano la vicenda; vedremo uno stralcio della sentenza di condanna del prete in primo grado; il decreto di nomina del prete ancora alla pastorale giovanile; ascolteremo diversi audio.

    Spunti di riflessione:

    • Totale estraneità della Curia? … facile “estrarre” alcune frasi dalle motivazioni della sentenza, ma è corretto?
    • Cosa si sono “dimenticati” di scrivere alcuni giornali?
    • Cosa dicono esattamente i Giudici?

    “Il Tribunale, in quanto non chiamato a pronunziarsi in merito alle condotte delle Autorità della Chiesa milanese/Istituzione, evita doverosamente di farlo”!

    Il Tribunale non stata processando l’attuale Vescovo (all’epoca dei fatti Vicario Episcopale), non era l’imputato e non avrebbe nemmeno potuto procedere.

    L’imputato era il prete, ed è stato riconosciuto colpevole “al di là di ogni ragionevole dubbio” condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi di reclusione.

    Nel raccogliere le prove la Polizia ha eseguito diverse intercettazioni telefoniche e interrogato diversi testimoni tra cui il Vicario Episcopale.

    Il Giudice non poteva assolutamente procedere in quanto non era stato formulato alcun capo di accusa rispetto al comportamento della Curia milanese, né il Processo era alla Diocesi o ai Vescovi.

    Il PM pur avendo scoperto le malefatte della gerarchia non poteva in alcun modo procedere formulando una ipotesi di reato in quanto, a differenza di qualsiasi altro cittadino italiano, I VESCOVI BENEFICIANO DI ALCUNI PRIVILEGI IN VIRTÙ DEL CONCORDATO TRA STATO E CHIESA.

    I cittadini italiani lo sanno?

    • Il Magistrato è obbligato ad avvisare il Vescovo qualora avvii una indagine relativa a un sacerdote.
    • Viceversa il Vescovo non ha alcun obbligo di denuncia nel caso venga a conoscenza di una ipotesi di reato attribuita a un suo sacerdote. Se anche riceve una segnalazione di un presunto abuso sessuale, se anche ha la certezza che il prete si è portato a letto un minore, il Vescovo non ha nessun obbligo di segnalazione alle Autorità dello Stato.

    Dunque né i Giudici né il PM hanno giudicato, né tanto meno assolto il Vescovo.

    Ma il tema che chiama in causa il Papa è un altro: LA QUESTIONE È MORALE, RIGUARDA LA CHIESA, LA “TOLLERANZA ZERO”, IL DIRITTO CANONICO, GLI OBBLIGHI DEI VESCOVI…

    • Cosa è “tollerabile” a discapito anche del Diritto Canonico?
    • Quali i compromessi e le contraddizioni?
    • Papa Francesco dice che “è mostruoso abusare di un bambino o di una bambina”… Insabbiare non è altrettanto mostruoso?

    Papa Francesco pontifica ma non agisce:

    • Oggi i Vescovi spostano i preti esattamente come nei tempi antichi, la priorità è salvare il prete. Salvare il prete a qualsiasi prezzo? Se il prete non è “salvabile” ci si arrocca a “salvare l’istituzione che ha insabbiato”?

    Negli audio abbiamo sentito che tutti si dissociano dalle scelte fatte dal Vicario Episcopale: tranne il Papa che lo promuove Vescovo!

    • Perché???
    • Quando la Chiesa avrà il coraggio di dire la verità?

    Per approfondire:

    La scorsa settimana abbiamo affrontato il tema “LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO”.

    L’Associazione Rete L’ABUSO, oltre a promuovere questa Campagna di consapevolezza, sta attuando delle azioni concrete, sia di sostegno alle vittime che presso le Istituzioni. Rete l’ABUSO è partner ufficiale di ECA (Ending Clergy Abuse), organismo internazionale che riunisce tutte le associazioni che, nel mondo, sostengono le vittime degli abusi sessuali dei sacerdoti.

    Se vuoi sostenere l’Associazione, anche con un piccolo contributo, puoi fare una donazione utilizzando il link; oppure richiedere la Tessera Associativa annuale. I Soci vengono puntualmente informati e aggiornati rispetto alle varie iniziative che la Rete attua.

    Ti ringraziamo per la tua sensibilità, per aver dedicato un po’ del tuo tempo per cercare di capire e magari divulgare queste riflessioni, è un primo passo per auspicare un cambiamento autentico.

    Ci auguriamo che questo contributo, anche se non ci hanno consentito di confrontarci direttamente di persona ponendo queste stesse domande, possa essere giunto e essere stato utile anche ad alcuni Vescovi che, onestamente, vorranno finalmente aprire gli occhi e il cuore magari a costo di rischiare di compromettere la propria carriera seguendo la coscienza a discapito magari della cieca obbedienza a favore della Verità non continuando ipocritamente a dare scandalo.

    … “meglio la macina da mulino al collo”… e il Santo Padre cosa farà?

    La Redazione

  • Vaticano, contro gli abusi sulle suore avanza l’idea di una commissione di inchiesta

    Vaticano, contro gli abusi sulle suore avanza l’idea di una commissione di inchiesta

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – «Intanto si potrebbe fare una commissione tra tutti i dicasteri che custodiscono nei propri archivi denunce di abusi sulle religiose. Congregazione dei Religiosi, Congregazione per il Clero, Propaganda Fide. Si potrebbe partire da questo per studiare il fenomeno e la sua estensione». La proposta arriva da Lucetta Scaraffia, direttore del mensile dell’Osservatore Romano, Donne Chiesa Mondo. Puntuale, precisa, coraggiosa, Scaraffia descrive in una conversazione alla stampa estera un fenomeno che ha a che fare con l’abuso di potere maschile, prima ancora che con l’abuso sessuale in sè.

    Finora il silenzio ha coperto tante situazioni scabrose e le denunce  negli anni si sono ammonticchiate sugli scaffali delle congregazioni. Altre volte sono stati gli ordini religiosi a non dare seguito alle richieste di giustizia, altre volte ancora le suore preferivano tacere scoraggiate dalla mentalità omertosa esistente. A novembre l’Unione delle Superiori Generali ha chiesto a tutte le suore vittime di violenze o abusi di non avere paura e procedere alla denuncia.

    Il Papa mentre tornava dagli Emirati Arabi, rispondendo ai giornalisti, per la prima volta ha ammesso che ci sono stati sacerdoti e vescovi che hanno abusato sessualmente delle suore. Si tratta di un capitolo buio che era stato denunciato negli anni Novanta e poi messo a tacere. Lucetta ha spiegato che ci sono state anche suore che dopo una violenza subita da missionari, preti o vescovi, sono rimaste incinte e hanno abortito o partorito figli non riconosciuti.
    Donne Chiesa Mondo è una rivista diretta da Lucetta Scaraffia, femminista e docente di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma che si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia religiosa.

    Scaraffia ha spiegato che la violenza sulle donne nei contesti ecclesiastici va considerata come un «abuso di potere, abuso che nasce da una interpretazione perversa del ruolo sacerdotale» e dalla evidente mancanza di riconoscimento delle donne all’interno della Chiesa. E mentre per i minori «l’ammissione e la condanna conseguente sono obbligate, dal momento che partono da una trasgressione riconosciuta dal codice penale, per le donne il discorso è più complesso».

    Lo scorso novembre, l’Unione Internazionale Superiore Generali (UISG, l’organizzazione mondiale di Superiore generali di Istituti di Religiose cattoliche, approvata canonicamente) aveva denunciato pubblicamente la «cultura del silenzio e della segretezza» della Chiesa intorno alle storie di molestie e di abusi di genere.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_suore_vaticano_papa_commissione_inchiesta-4300015.html

  • Vaticano, la responsabilità dei vescovi al centro del summit sugli abusi

    Vaticano, la responsabilità dei vescovi al centro del summit sugli abusi

    “Accountability”, trasparenza dei processi, rapporto con le vittime: alcuni dei temi chiave dell’incontro di febbraio. Per padre Zollner la strada è quella della «corresponsabilità» fra chiese locali e Santa Sede

    FRANCESCO PELOSO
    CITTÀ DEL VATICANO

    La responsabilità dei vescovi nei casi di abuso sessuale sui minori nella Chiesa: è questo il tema più rilevante al centro del prossimo summit internazionale sullo scandalo pedofilia che si svolgerà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio con la partecipazione di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo. E in effetti si tratta di uno dei nodi più delicati e tuttora irrisolti di una vicenda già di per sé drammatica e dolorosa.
    “Cover up” e vescovi

    Il problema è quello dell’insabbiamento – il cosiddetto “cover up” – dei casi di abuso, cioè di quel sistema di protezione dei sacerdoti colpevoli, in vigore per diversi decenni, reso possibile da un ruolo attivo svolto in questo senso dai vescovi. In passato, molti preti autori di violenze su minori, anche “predatori seriali” come hanno dimostrato nel tempo vari procedimenti giudiziari, sono stati spostati di parrocchia in parrocchia e poi di diocesi in diocesi, dunque, via via che reiteravano i reati proseguiva parallelamente l’azione di occultamento e protezione nei loro confronti (da ricordare che lo scandalo scoppiò nei primi anni duemila nella diocesi di Boston proprio in riferimento a diverse decine di casi di preti abusatori non denunciati ma appunto trasferiti da una sede all’altra).

    Le indagini condotte dalla magistratura o da commissioni governative in Paesi come gli Stati Uniti, l’Irlanda, l’Australia, hanno dimostrato che la “protezione” interna dei colpevoli è stata una delle caratteristiche costanti dello scandalo. Il buon nome dell’istituzione e dei sacerdoti, la reputazione della chiesa, la tutela dei propri membri a prescindere dalla giustizia, venivano prima delle vittime. È quanto hanno denunciato con forza anche gli ultimi due Pontefici. D’altro canto, passi importanti sono stati compiuti sulla strada di una maggiore trasparenza, sia in Vaticano che in alcuni episcopati, altrove permangono ritardi gravi; di certo tuttavia una presa di coscienza del problema c’è stata. Allo stesso tempo esiste un problema di responsabilità: ovvero se il vescovo consapevolmente nasconde un reato all’autorità civile deve risponderne in prima persona, non può e non deve essere considerata responsabile tutta l‘istituzione, ragionano Oltretevere.

    “Accountability” e trasparenza

    In merito al prossimo summit sugli abusi sessuali, convocato eccezionalmente da Papa Francesco, padre Hans Zollner, a capo del comitato organizzativo dell’incontro e uno dei massimi esperti vaticani sul tema, spiega: «Ci concentriamo fin dall’inizio sulle cose che il Papa anche ha approvato»; nell’agenda dei lavori, osserva il gesuita, ci sono vari temi: «come possiamo affrontare il tema della responsabilità dei vescovi nei casi di abuso, come incontrare le vittime, cosa fare con gli abusatori. Poi cercheremo di capire a chi questi vescovi devono rendere conto, è il problema dell’accountability: a chi devono fare un rapporto, se mettono veramente in atto ciò che la Chiesa stessa richiede loro». Ancora bisognerà capire «cosa succede quando non mettono in pratica quanto richiesto».

    La parte finale dell’incontro è dedicata invece «alla questione della trasparenza di fronte ai processi interni alla Chiesa: chi deve essere informato, come trasmettere le informazioni importanti al grande pubblico, ai media, come possiamo collaborare in questo senso, e quindi la trasparenza di fronte al popolo di Dio, ai fedeli, che giustamente hanno una grande impazienza e ultimamente in molti paesi del mondo ci chiedono: “Che cosa state facendo?”. Anche perché non siamo molto bravi a parlare delle cose positive che sono successe negli ultimi anni, iniziando da Paesi come Stati uniti, Irlanda, Australia dove le misure di protezione sono in vigore da dieci o vent’anni, e portano frutti veramente visibili».

    Il report Pennsylvania

    Per padre Zollner c’è un problema legato ai meccanismi dei media, per questi ultimi funziona il criterio per il quale “bad news is a good news”, cioè prevalgono sempre le “cattive notizie”. «Questa – spiega – è una legge del giornalismo e dei media e non possiamo cambiarla, ma possiamo comunicare più attivamente i progressi che stiamo facendo. Il rappresentante del governo tedesco che si occupa di queste vicende ha detto pubblicamente varie volte che in Germania la Chiesa cattolica è l’unica istituzione ad aver fatto veramente progressi nel predisporre misure di prevenzione del fenomeno». Anche negli Stati Uniti, aggiunge il religioso, dal 2002, da quando cioè sono state introdotte nuove politiche per la tutela dei minori, la situazione è cambiata in positivo. «Il report del Grand Jury della Pennsylvania (indagine che ha destato grande scalpore l’estate scorsa, ndr) – afferma Zollner – parla di 301 sacerdoti abusatori dal 1945 fino al 2018, ma se si va a vedere nel dettaglio dal 2002 al 2018 i nuovi casi sono solo 3 e fino al 2002 erano 298; il numero complessivo fa più scalpore, ma c’è anche un lavoro di prevenzione che porta i suoi frutti». A tal proposito va rilevato in ogni caso che il procuratore generale della Pennsylvania, Josh Shapiro, in una recente intervista alla Cnn, ha dichiarato che da quando l’agosto scorso è stato pubblicato il report, alla procura sono arrivate altre 1500 segnalazioni di abusi, secondo il procuratore, inoltre, le cose non sono cambiate veramente nella Chiesa; insomma, spesso quanto rivelato dalle indagini è solo la punta dell’iceberg.

    “Il Papa non è un imperatore”

    In merito all’ipotesi che il Papa – approfittando anche del prossimo incontro – possa prendere provvedimenti drastici sul piano legislativo per dare un segno tangibile dell’impegno della Chiesa, Zollner ha spiegato: «Penso che questo sia un aspetto ambivalente. Innanzitutto la Chiesa cattolica a differenza di ciò che pensa la gente, non è un’istituzione monolitica, è molto diversificata al suo interno, il Papa non è un imperatore che preme il bottone rosso e tutti i vescovi e sacerdoti lo seguono. Come vediamo anche dalle discussioni pubbliche ci sono alcuni cardinali che criticano il Papa». «Credo – ha aggiunto – che la sua visione della Chiesa non è quella di una piramide, al contrario vuole favorire il metodo sinodale, che significa attuare una vera corresponsabilità fra i vari livelli con le diverse competenze; uno degli intenti del Papa per questo incontro è che i vescovi si rendano conto esattamente di quale sia la loro responsabilità». «Perché – aggiunge – un vescovo particolare o una Conferenza episcopale possono anche facilmente giocare con questo problema e dire: “Questo riguarda Roma”. No, devono assumersi la loro parte id responsabilità, poi ci saranno altri livelli superiori che valuteranno se agiscono bene o meno, e questa secondo me è una delle domande più pertinenti cui dobbiamo rispondere e che non vale solo per questo tema ma che avrà ripercussioni pure su altre questioni».

    La teoria e la pratica

    Il problema ha una sua complessità anche procedurale e giuridica, non sempre di facile comprensione per l’opinione pubblica. «Il Papa – spiega Zollner – ha già istituito una nuova legge del 2016, il motu proprio Come una madre amorevole, in cui si spiega il contesto in cui i vescovi che sono negligenti nel trattare i casi di abuso possono essere giudicati. Questo già esiste; quindi si vede che almeno in teoria c’è la possibilità di procedere su questo punto, ma ciò che dobbiamo vedere è come questo si configura praticamente, come si applica. Il Papa ha detto pubblicamente che non è favorevole ad un tribunale per i vescovi». In base all’attuale normativa «i vescovi dei Paesi tipicamente detti cristiani, diciamo l’occidente, dovrebbero essere accusati presso la Congregazione per i vescovi. I presuli dell’Africa e dell’Asia sono sotto la giurisdizione di Propaganda Fide, quelli di rito orientale sono sotto la giurisdizione della Congregazione per le chiese orientali. I superiori maggiori dei religiosi rispondono invece alla Congregazione per la vita consacrata. Poi c’è la Segreteria di Stato che controlla i nunzi e altre figure. Secondo me c’è anche un possibile ruolo per il Pontificio Consiglio per i laici perché ci sono dei gruppi nuovi guidati da laici che hanno un ruolo simile a quello dei superiori maggiori. Quindi un tribunale solo non va bene». Emerge, da questo quadro, un rischio frammentazione delle procedure che può portare a un nulla di fatto: «Il problema – rileva Zollner – è proprio quello di avere un unico approccio in questo senso».

  • Dal Papa il cacciatore di preti pedofili

    Dal Papa il cacciatore di preti pedofili

    Zanardi, presidente della Rete L’Abuso, incontrerà il pontefice mercoledì prossimo insieme a 18 associazioni mondiali

    Silvia Campese /SAVONA

    Incontrerà Papa Francesco in Vaticano, mercoledì prossimo alle 11.30, il savonese Francesco Zanardi, presidente della Rete l’abuso, insieme ai leader delle diciotto associazioni mondiali che lottano contro gli abusi sui minori da parte di sacerdoti. Un evento storico, dove Papa Bergoglio incontrerà tutti i presidenti delle realtà che hanno aderito a Eca (Ending Clergy Abuse,Fine degli abusi clericali), l’associazione internazionale, costituita all’Onu, a Ginevra, nel 2018, nell’ambito di un incontro sui diritti dell’infanzia. All’interno di Eca, c’è anche l’Italia e, più precisamente, l’associazione fondata da Zanardi a Savona, dopo gli scandali che scoppiarono nel 2012. Quandola Procura della Repubblica sequestrò dalla cassaforte della Curia savonese una serie di documenti nell’ambito di un’indagine sui casi di pedofilia, avvenuti nella diocesi ligure. Denunce partite proprio da Zanardi, anche lui vittima di abusi da parte di uno dei sacerdoti, Nello Giraudo, poi condannato per pedofilia insieme a don Giorgio Barbacini. Sino ad oggi, dei casi savonesi il Vaticano era stato informato ufficialmente attraverso la documentazione giudiziaria. Zanardi, che aveva manifestato più volte in piazza San Pietro, non era mai stato ricevuto dai prelati. Ora, dopo anni di lotta per far sentire la voce delle vittime, mercoledì,Papa Francesco e i membri della Commissione per l’Infanzia del Vaticano incontreranno Zanardi e i membri di Eca, che comprende, tra i soci fondatori, Stati Uniti, Ecuador, Regno Unito, Francia,Spagna,Polonia,Germania, Belgio, Cile, Canada, Giamaica, Congo, Messico.

    La svolta è arrivata qualche settimana fa. Dopo la partecipazione di Zanardi e di Eca al Comitato per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza all’Onu, sempre a Ginevra, il 22 e 23 gennaio 2019, a febbraio le Nazioni Unite hanno reso note le conclusioni finali dell’esame, con le “Raccomandazioni che sono state inviate al Governo Italiano in materia specifica di pedofilia nel clero cattolico”. Richiesta fondamentale del

    l’Onu all’Italia: “l’istituzione di una commissione d’inchiesta che esamini tutti i casi di abuso sessuale sui bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica”. Indicazioni che Zanardi aveva così commentato: «Sono 20 anni che si parla di abusi nella Chiesa e, finora, non è stato fatto nulla di concreto. Se Papa Francesco vuole dare un vero segnale in questo senso,dimostri di voler realmente punire tutti ivescovi che in questi anni non hanno fatto altro che insabbiare gli episodi di abuso». Il giorno dopo, giovedì, sempre Zanardi,con un’altra vittima della pedofilia clericale, Mark Rozzi, rappresentante degli Usa, terrà una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

    il secolo xix savona zanardi incontra il papa

  • New Jersey, la lista di duecento sacerdoti accusati di abusi sessuali

    New Jersey, la lista di duecento sacerdoti accusati di abusi sessuali

    I vescovi del New Jersey si sono riuniti questo mercoledì e hanno nominato duecento preti accusati credibilmente di aver abusato sessualmente dei bambini

    I vescovi cattolici del New Jersey hanno divulgato i nomi di duecento preti accusati credibilmente di aver abusato sessualmente di alcuni bambini mentre ricoprivano cariche sul territorio americano tutti contenuti in una lista

    Una lista di duecento nomi divulgata dai vescovi cattolici del New Jersey che contiene i dati di chi ha abusato sessualmente dei bambini sul territorio, è soltanto l’ultima delle divulgazioni che la Chiesa cattolica sta attuando in questo periodo per riuscire a contrastare il fenomeno dell’abuso sessuale sui minori. Le diocesi e congregazioni di tutto il paese stanno infatti agendo, riferisce il New York Times, affinché quest’emorragia di abusi possa essere bloccata. Purtroppo però i nomi contenuti all’interno di questo documento appartengono a sacerdoti oramai deceduti, oppure le accuse sono di decenni fa e ad oggi spesso queste figure sono state già isolate dalla Chiesa stessa.

    Tra i nomi compare quello di Theodore McCarrick, uno dei primi cardinali ad essere stato scoperto e accusato di abusi sessuali dal Procuratore Generale del New Jersey. Fu la stessa testata del New York Times a far partire le indagini sul cardinale, che aveva avuto una florida carriera all’interno della Chiesa essendo stato ordinato vescovo nel 1977 e successivamente cardinale dopo appena un anno nel 1978. Le accuse qualche anno fa furono terribili, avrebbe attuato pratiche omosessuali con adulti e su minori in particolare tra gli anni 1994 e 2008. I vescovi non avevano agito, nonostante i numerosi rapporti che avevano ricevuto su presunte pratiche sessuali con i giovani del seminario. Il 27 luglio è stato disposta la sospensione da qualsiasi esercizio di pubblico servizio direttamente da Papa Francesco, dopo che McCarrick ha rassegnato le sue dimissioni dal Collegio Cardinalizio.

    La mossa dei vescovi del New Jersey è stata seguire i loro “colleghi”, che in questo periodo stanno iniziando a tirare fuori i nomi di tutti i sacerdoti, o comunque gli appartenenti alla Chiesa, accusati di aver abusato sessualmente di minori.

    La lista è stata pubblicata questo mercoledì ed è vista come un fallimento da parte del cardinale del Newark Joseph W. Tobin che ha gridato al “Tradimento” nei confronti delle vittime e delle loro famiglie. I nomi abbracciano tutte e cinque le diocesi del New Jersey.

    “Chiedo scusa“, si apre così la lettera del cardinale di Newark che accompagna i nomi dei 63 preti accusati di abusi all’interno della sua arcidiocesi. In molti però non hanno risposto positivamente a queste liste che si vanno pubblicando in tutti gli Stati Uniti. Infatti, secondo alcuni non ha senso riportare i nomi dei sacerdoti dopo anni e anni che sono avvenuti i fatti. È come riportare qualcosa senza darne effettivamente risposta. Quindi altri duecento nomi si vanno ad aggiungere ai 3.600 che custodisce lo studio legale che si sta occupando dei casi di abuso nel New Jersey, Jeff Anderson and Associates.

    Purtroppo c’è ancora moltissimo lavoro da fare, soprattutto perché spesso non sono stati riportate le tipologie di abusi oppure la storia lavorativa di ogni singolo sacerdote. Questo non soddisfa l’opinione pubblica che si dimostra sempre più sconcertata, ogni giorno vengono aggiunti nomi che arrivano da tutti gli stati Usa e che vanno a sommarsi nel mare dei nominativi di sacerdoti che hanno compiuto abusi sessuali sui minori.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/new-jersey-lista-duecento-sacerdoti-accusati-abusi-sessuali-1645251.html

  • Abusi del clero, l’Onu: rifate il Concordato

    Abusi del clero, l’Onu: rifate il Concordato

    Le Nazioni unite chiedono al nostro Paese di istituire una Commissione sulle violenze commesse dai sacerdoti. E invocano una modifica ai Patti Lateranensi per rendere obbligatorie le denunce

    di Giorgio Gandola

    Mossa senza precedenti dell’Onu sui casi di violenza perpetrati da sacerdoti. Le Nazioni unite ritengono che il nostro Paese debba istituire una Commissione d’inchiesta  per esaminare i casi di abusi sui bambini da parte di personale religioso, e soprattutto ha chiesto allo Stato che venga resa obbligatoria anche da parte dei preti la denuncia dei presunti abusi alle autorità di polizia. Il che significa, in sostanza, modificare il Concordato.

    “Insabbiatori di sterco”. Così, con una frase che equivale a una sentenza senza appello, papa Francesco aveva definito i vescovi che insabbiano gli abusi sessuali del clero, i sacerdoti che sollevano i tappeti delle diocesi e ci infilano sotto la polvere, concentrati solo sull’immagine dell’istituzione e pronti a sacrificare sull’altare della reputazione il dramma delle vittime.

    Da domani gli insabbiatori di sterco italiani, di fronte ai quali lo stesso Pontefice in alcuni casi ha preferito alzare una cortina di nebbia, avranno un problema in più: l’Onu ritiene che il nostro Paese debba istituire una Commissione d’inchiesta per esaminare i casi di abusi sui bambini da parte di personale religioso e soprattutto ha chiesto allo Stato che venga resa obbligatoria anche da parte dei preti la denuncia dei presunti abusi alle autorità di polizia. Il che significa in sostanza modificare il Concordato.

    La novità è significativa e mostra un cambio di passo dell’organizzazione mondiale: non riuscendo a far breccia fra le mura vaticane, si rivolge direttamente all’Italia, ne sottolinea l’inadempienza, l’incedere distratto davanti a una tragedia dai numeri sconvolgenti (700 casi certificati, con nomi e cognomi, negli ultimi 15 anni) e chiede a voce alta nuove regole, nuovi organismi per farle rispettare. Tutto è partito dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con sede a Ginevra, dove l’anno scorso era stato ospitato un convegno mondiale sugli abusi del clero, proprio nel periodo della visita pastorale di papa Francesco in Svizzera.

    Davanti a un uditorio planetario il presidente di Rete L’Abuso, Francesco Zanardi, era stato invitato a raccontare la vicenda del ragazzo di Rozzano abusato da un sacerdote della diocesi di Milano (condannato in primo grado a sei anni e otto mesi), che nell’immediatezza del reato fu semplicemente spostato in un’altra parrocchia – sempre a contatto con adolescenti – dall’allora vicario episcopale, Mario Delpini, e dal responsabile per la formazione dei preti, Pierantonio Tremolada, nominati successivamente arcivescovo di Milano e vescovo di Brescia. Una storia che fece scalpore, anche perché il dossier e le lettere della famiglia della vittima erano stati protocollati dalla segreteria del Santo Padre, a conoscenza del dramma fin nei dettagli più scabrosi.

    Le due richieste allo Stato italiano da parte dell’Onu sono la reazione a quella narrazione e alle altre numerose denunce pervenute, di fronte alle quali l’organizzazione mondiale ha espresso “preoccupazione anche per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana”. Così, ecco l’invito a istituire innanzitutto una Commissione d’inchiesta “indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica”. La commissione dovrebbe fungere da catalizzatore di casi insabbiati, spariti nelle maglie della burocrazia, sui quali l’autorità pubblica non riesce a fare luce e che le famiglie non sono in grado di gestire con serena determinazione.

    Ma è la seconda richiesta a costituire una novità che potrebbe diventare dirompente, quella di “rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza sui minori alle autorità competenti”. È quell’obbligo di denuncia caposaldo in molti Paesi occidentali ma non in Italia, dove in seguito ai Patti Lateranensi vige da parte del clero (vescovi e cardinali in primis) “il codice del silenzio imposto a tutti i religiosi sotto pena di scomunica”.

    Per il Vaticano ogni denuncia sarebbe una violazione al sacramento della confessione. Così, nonostante le parole di papa Francesco (precedute da quelle di papa Benedetto XVI e papa Giovanni Paolo II), poco è stato fatto nella direzione della trasparenza e della denuncia. Già nel 2014 gli abusi dei sacerdoti erano finiti sotto la lente del Comitato Onu contro la tortura, anche aveva chiesto che il Vaticano avviasse una piena collaborazione con le autorità civili. La richiesta fu un fallimento perché, si legge in un dossier delle Nazioni Unite “la Santa Sede non ha riconosciuto l’entità dei crimini commessi, non ha preso le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sui bambini, e ha adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione dell’abuso e all’impunità”.

    Così si arriva di fatto alla richiesta di modificare il Concordato per proteggere i minori. “Ora tocca al governo muovere passi determinanti, lo Stato non può più dire di non sapere perché adesso c’è un documento”, sottolinea Zanardi, numero uno di Rete l’Abuso. E il senatore del Movimento 5 stelle, Matteo Mantero, è pronto a tenere alta l’attenzione con un’interpellanza. Per gli insabbiatori, i conniventi e gli ignavi il mantra “silenzio e preghiera” rischia di non reggere più.

    (trascrizione da La Verità del 12 febbraio 2019)

  • ‘Onu all’Italia: “Una commissione per indagare sugli abusi dei preti”

    ‘Onu all’Italia: “Una commissione per indagare sugli abusi dei preti”

    A chiederlo il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che esprime preoccupazione “anche per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana”

    di PAOLO RODARI

    CITTÀ DEL VATICANO – “Una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica”. È quanto chiede all’Italia il Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sul tema degli abusi sessuali da parte di personale religioso. L’organo con sede a Ginevra esprime preoccupazione “anche per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana”.

    A meno di pochi giorni dal summit in Vaticano sugli abusi commessi dai preti sui minori convocato dal Papa per far riflettere i vescovi nel mondo su un problema drammatico, l’attenzione dell’organismo internazionale è sulla Chiesa cattolica in particolare italiana la quale ancora non ha reso obbligatoria la denuncia dei sacerdoti abusatori. E, infatti, esplicitamente l’Onu chiede di “rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti”.

    In merito si è espresso più volte anche Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso: “Non posso che essere soddisfatto di quanto stabilito dagli organismi Onu a difesa dei bambini e soprattutto dei minori abusati dai preti – dice – . Ci siamo battuti a tutela di chi ha bisogno e stanno arrivando i primi frutti”.

    Sono molti i casi sollevati negli anni scorsi, anche e non solo dalla rete l’Abuso, che hanno coinvolto preti locali in inchieste giudiziarie. “Le raccomandazioni del Comitato Onu peri diritti dell’infanzia sono arrivate più dall’inerzia che dal silenzio dello Stato Italiano”, dice l’avvocato Mario Caligiuri sempre per conto della rete L’Abuso.

    https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/12/news/l_onu_all_italia_una_commissione_per_indagare_sugli_abusi_dei_preti_-218913877/

  • «Preti pedofili,ora una commissione»

    «Preti pedofili,ora una commissione»

    Giovanni Ciolina/SAVONA «Una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della chiesa cattolica». È uno dei passaggi più importanti e delicati del documento emesso il 7 febbraio scorso dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e della adolescenza sul tema degli abusi sessuali da parte di personale religioso. Una tematica sulla quale l’organo con sede a Ginevra ha espresso preoccupazione «anche per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana».

    Ma la commissione d’inchiesta non è la sola richiesta dell’Onu al Governo Italiano in tema di pedofilia sollevato a metà gennaio anche e soprattutto dalla Rete l’Abuso e dal legale Mario Caligiuri che l’assiste. Tra gli altri suggerimenti del Comitato Onu all’Italia c’è infatti anche quella di «rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti». «Non posso che essere soddisfatto di quanto stabilito dagli organismi Onu a difesa dei bambini e soprattutto dei minori abusati dai preti – sottolinea il presidente Francesco Zanardi – Ci siamo battuti a tutela di chi ha bisogno e stanno arrivando i primi frutti». In due occasioni Francesco Zanardi e il legale romano Caligiuri si sono recati a Ginevra con uno speciale report sulla pedofilia nella Chiesa e in particolare «sulla possibilità che gli appartenenti al clero non scontino le loro pene nelle carceri,ma in strutture apposite e dalle quali possono entrare e uscire liberamente» ha aggiunto Zanardi. Pedofilia e Chiesa è un binomio dal quale le due diocesi della provincia di Savona non sono andate esenti.

    Sono molti i casi sollevati negli anni scorsi anche e non solo dalla Rete l’Abuso che hanno coinvolto preti locali in inchieste giudiziarie. E proprio sull’esperienza vissuta a Savona, Zanardi è andato alle Nazioni Unitedi Ginevra. «Le raccomandazioni del Comitato Onu peri diritti dell’infanzia sono arrivate più dall’inerzia che dal silenzio dello Stato Italiano» sono le uniche parole dell’avvocato Mario Caligiuri. Indubbiamente il Comitato sembra aver ascoltato seriamente la posizione dell’associazione italiana a difesa delle vittime di pedofilia, tanto che le istanze italiane sono state illustrate all’assemblea da uno dei membri, lo spagnolo Jorge Cardona.

    Tra i tanti aspetti da affrontare c’è poi la revisione della Convenzione di Lanzarote in modo «da garantire che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa cattolica,dai suoi strumenti di prevenzione e protezione. Alla luce della presunta inerzia del governo italiano e delle raccomandazioni dell’Onu, il savonese Zanardi è intenzionato a riproporre un’interpellanza in Senato attraverso il rappresentante grillino, Matteo Mantero.

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webp2019/02/11/sui-casi-ancora-aperti-lesposto-di-zanardi-va-ai-giudici-milanesi/

  • La realtà inconfessabile parte quarta: “LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO”

    La realtà inconfessabile parte quarta: “LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO”

    21-24 Febbraio 2019
    INCONTRO MONDIALE DEI VERTICI DELLA CHIESA

    «LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO»

    PEDOFILIA NEL CLERO – CASO DON GALLI/MONS. DELPINI

    Ultimo appello a Papa Francesco

    Introduzione:

    Il Concordato tra Stato e Chiesa prevede che la Magistratura avvisi prontamente il Vescovo qualora vi sia in corso un procedimento penale nei confronti di un sacerdote della sua Diocesi.

    Ma è anche previsto che il Vescovo avvisi il prete stesso ancora prima che riceva l’avviso di garanzia? In Italia vi è questo privilegio per i sacerdoti?

    Contenuti e anticipazioni del video:

    Nel video vedremo un altro stralcio della “Lettera aperta a Papa Francesco” scritta dai familiari della vittima di un sacerdote e pubblicata sul Fatto Quotidiano on-line il giorno 19.10.2018; vedremo alcuni passaggi del Verbale di sommarie informazioni; vedremo lo stralcio di alcune intercettazioni telefoniche; le Linee Guida della Cei per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici; ascolteremo un audio parte di conversazione tra l’ex parroco e i familiari della vittima; vedremo lo stralcio del Comunicato della Diocesi tutt’ora presente in rete; una lettera scritta dal Cardinale ai familiari della vittima; articoli apparsi sui quotidiani; vedremo passaggi del Motu Proprio “Come una madre amorevole”; e ancora uno pezzo del TgR trasmesso in seguito alla condanna in primo grado del prete.

    Spunti di riflessione:

    • È parte della “Tolleranza Zero” non avviare alcuna indagine canonica ma avvisare il prete del fatto di essere indagato dalla Magistratura?

    Nella vicenda presa come spunto, e che ormai ci accompagna da alcune settimane, vediamo oggi come il Vicario Episcopale dichiari candidamente alla Polizia di aver informato il prete circa una possibile indagine nei suoi confronti, così come di avergli indicato l’avvocato a cui riferirsi per la difesa in Tribunale, dichiarando di non aver alcun contatto diretto con tale avvocato.

    Nelle intercettazioni telefoniche predisposte dal PM, vi si riscontra però tutt’altro: l’avvocato stesso lo smentisce.

    • Chi mente?
    • È moralmente lecito mentire per salvare le apparenze?

    Analizzando le Linee Guida della Cei scopriamo che sarebbe obbligatorio l’avvio dell’Indagine Previa…

    • È “Tollerabile” che un Vescovo/Vicario Episcopale non segua nemmeno le Linee Guida della Conferenza Episcopale del paese in cui svolge il suo ministero?
    • È prassi che le indagini canoniche prendano avvio solo se vi è una denuncia penale, ovvero il rischio di uno “scandalo”? È anche questa prassi della “Tolleranza Zero” nella lotta alla pedofilia?

    Anche il Parroco, colui che ha saputo tra i primi del presunto abuso sessuale, conferma di aver avvisato SUBITO il Vescovo/Vicario Episcopale!

    • E quali decisioni ha preso la Diocesi, nella persona del Vicario Episcopale (poi promosso da Papa Francesco a Vescovo di una importante Diocesi)? Ha semplicemente spostato il prete in un’altra parrocchia ad occuparsi ancora di minori…

    Nel Comunicato della Diocesi, il Vicario Episcopale stesso conferma di aver saputo da subito che il prete aveva portato nel suo letto il minore.

    • Perché Papa Francesco non prende provvedimenti nei confronti del Vicario Episcopale che ha insabbiato? Perché lo ha invece promosso? Tolleranza Zero verso chi?

    Il cardinale scrive ai familiari di aver sospeso in via cautelativa il sacerdote… poi il prete stesso finisce su tutti i giornali perché, mentre in realtà continuava indisturbato a fare il sacerdote salva un bambino abbandonato!

    • Fino a che punto le menzogne reggeranno?
    • Quando il coraggio della verità?
    • Quando il Papa sarà coerente?

    Per approfondire:

    La scorsa settimana abbiamo affrontato il tema “LO STESSO LEGALE DELLA DIOCESI SCREDITA IL VESCOVO”, mentre la prossima settimana parleremo del seguente argomento: “L’ESTREMO TENTATIVO DI ALTERARE LA VERITA’”, ovvero ….

  • Roma, marcia delle vittime degli abusi in occasione del summit in Vaticano

    Roma, marcia delle vittime degli abusi in occasione del summit in Vaticano

    Il giorno prima della conclusione del Summit mondiale voluto da papa Francesco in Vaticano sul tema dell’abuso sessuale verso i minori nel clero cattolico, la rete di attivisti e vittime ECA Global (Ending Clergy Abuse-Global Justice Project) chiama a raccolta tutti i supporter dei diritti del fanciullo, attivisti e alleati, per unirsi con le vittime da tutto il mondo che marceranno per una reale tolleranza zero e per chiedere la fine dell’impunità degli abusi e delle insabbiature.
    La Marcia ha come scopo quello di richiedere a Papa Francesco di: inserire nelle Leggi Universali della Chiesa, la tanto proclamata Tolleranza Zero relativamente ai casi di abuso sessuale; inserire nelle Leggi Universali della Chiesa, tolleranza zero relativamente agli insabbiamenti da parte dei vescovi e cardinali del clero; fornire un risarcimento alle vittime di tutto il mondo. La marcia, di cui in Italia dà notizia la rete L’Abuso, avrà luogo sabato 23 febbraio, alle 11.00, dai Giardini Di Castel Sant’Angelo a Roma.

    https://www.ilmessaggero.it/roma/news/roma_marcia_delle_vittime_degli_abusi_in_occasione_del_summit_in_vaticano-4266517.html