Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • (Don) Gelmini a processo può contare su una valigia di denaro da Berlusconi

    (Don) Gelmini a processo può contare su una valigia di denaro da Berlusconi

    (Don) Gelmini: sotto processo, può contare su una valigia di denaro da Berlusconi con la benedizione del sindaco di Amelia

    AMPLIATA LA COMUNITÀ DI AMELIA: ACQUISTATI 25 ETTARI DAL COMUNE GUIDATO DAL CENTROSINISTRA

    Berlusconi «rilancia» l’amico Pierino Al prete inquisito l’unica chiamata natalizia del Cavaliere. Che gli ha donato fondi per una comunità in Thailandia

    «Don Pierino stai sicuro che vai via con una valigia piena come si deve». Per rilanciare, poi: «Ora che te ne parti per la Thailandia ci penserò io a provvedere al tuo viaggio» .La valigia è piena.

    ROMA — Ieri, certo, gli mancava il «Don» davanti al nome, almeno in via ufficiale. E durante la tradizionale messa di Santo Stefano nel suo Molino Silla, ad Amelia, è dovuto rimanere in un angolo, stretto nella sua tonaca da chierichetto, non più da prete. Ma poi basta. Anzi, molto di più. Pierino Gelmini è tornato in pista, con la sua verve rinvigorita e le parolacce che gli scappano fra i sorrisi per dar colore alle sue prediche, laiche, per carità, ma ancora più sferzanti che prima. Prima delle accuse. Prima che, un giorno d’estate dello scorso anno, la procura di Terni tirasse fuori dai faldoni una raffica di capi d’accusa contro Don Pierino Gelmini, oggi 84 anni, da oltre 45 anni a capo delle sue Comunità Incontro, roba di assistenza a tossicodipendenti e disperati. Accuse pesanti: molestie sessuali ai ragazzi della sua comunità. Uno, due, sette, dieci. Cinquanta accusatori. Il processo è ancora in piedi, Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio. Ma è dal marzo scorso, ormai, che l’udienza preliminare si trascina tra rinvii e dilazioni. E Pierino Gelmini sembra aver messo tutto già alle spalle. Se lo scorso Santo Stefano fu un brutto Santo Stefano per il Don che aveva ancora la tonaca (poi lasciata per non abbandonare la guida della comunità), quest’anno la festa per le dimissioni annuali dei ragazzi di Amelia non ha avuto soltanto l’enfasi e la ribalta dell’unica telefonata natalizia pubblica del presidente del Consiglio. Nuovi terreni per Pierino Gelmini: 25 ettari comprati per quasi un milione di euro direttamente dal comune di Amelia, con la benedizione del sindaco Giorgio Sensini, di centrosinistra. Archiviati nella storia i tempi delle battaglie con l’allora sindaco Luciano Lama (nel più tradizionale stile Peppone e Don Camillo), oggi Pierino Gelmini può ospitare in prima fila alle sue manifestazioni il nuovo sindaco Sensini. E vantare l’apertura di due nuove comunità nel Lazio, una in provincia di Frosinone. «Verrò ancora a bussare per chiederti qualcosa», ha detto ieri Pierino al telefono con un Berlusconi che non si è fatto certo pregare: «Don Pierino stai sicuro che vai via con una valigia piena come si deve». Per rilanciare, poi: «Ora che te ne parti per la Thailandia ci penserò io a provvedere al tuo viaggio» .La valigia è piena. La festa impazza. Anche un piccolo concerto ieri dal palco della Comunità Incontro, Amedeo Minghi e la voce di Rita Forte, subito dopo i discorsi di Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri, ospiti fissi di Pierino Gelmini, sempre. E poi le corse sul palco e le commozioni dei ragazzi che hanno finito il percorso nella comunità: Pierino Gelmini ha carezze e parole per tutti. E una battuta per i giudici: «Sono sempre parziali, non sanno bene quello che fanno». Ma non lo hanno fermato. Andrà in Thailandia per aprire altre due nuove comunità Pierino Gelmini (oltre alle 260 che ha già in giro per il mondo), mentre dalla sua Amelia sta lavorando ad un progetto di rete satellitare planetaria, un network della solidarietà che metterà nelle mani di Alessandro Meluzzi. «Ho intenzione di lanciare anche una grande campagna contro la droga », spiega Pierino Gelmini che non avrà più il «Don», non l’abito dei sacramenti. Ma che ha messo su un milione di punti luce per addobbare la collina davanti alla sua comunità con una scritta, neanche fosse Las Vegas: «Abbiamo un sogno, realizziamolo». Corriere della Sera Alessandra Arachi 27 dicembre 2009

    http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/654

  • Don Gelmini a Berlusconi, ti amo

    Don Gelmini a Berlusconi, ti amo

    ‘Non aver paura, non arrenderti per favore’

    Don Gelmini a Berlusconi, ti amo (ANSA) – AMELIA (TERNI), 26 DIC – ”Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo’: cosi’ don Pierino Gelmini si e’ rivolto a Silvio Berlusconi.

    ”Qualcuno ti ha definito il diavolo – le parole del sacerdote -, ma di solito si riconoscono diavoli coloro che diavoli sono. Noi ti vogliamo bene”. Il fondatore della Comunita’ Incontro ha quindi rivolto a Berlusconi un nuovo incitamento, alzando la voce: ”non avere paura, tieni botta e vai avanti. Non arrenderti, per favore”.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/12/26/visualizza_new.html_1649753810.html

  • Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    TERNI – Si e’ concluso oggi, con l’audizione dell’ultimo testimone chiamato a deporre, l’incidente probatorio disposto dal gup del tribunale di Terni Pierluigi Panariello nell’ambito dell’udienza preliminare contro don Pierino Gelmini, accusato di violenza sessuale da alcuni ex ospiti della Comunita’ Incontro di Amelia.

    In aula, durante l’udienza a porte chiuse, e’ comparso oggi Giovanni Preziuso, figlio di Patrizia Guarino, anche lei accusata di favoreggiamento insieme al collaboratore del sacerdote Giampaolo Nicolasi.

    Il testimone era chiamato a confermare le accuse rivolte a don Pierino in merito ad alcuni tentativi di molestie che sarebbero avvenuti nel corso del 2004, quando era ancora minorenne. ”Una testimonianza contraddistinta da molti non ricordo e piuttosto generica, che non dimostra le accuse mosse a don Pierino” ha detto uno dei difensori del sacerdote, l’avvocato Lanfranco Frezza.

    Di parere opposto i legali delle parti civili: secondo l’avvocato Paola Placidi, che assiste uno degli accusatori, ”Preziuso ha fornito un racconto molto dettagliato e preciso. Il giovane – ha detto – ha confermato la sua prima versione fornita agli inquirenti, spiegando di aver poi ritrattato le accuse a causa di alcune pressioni subite dall’entourage di don Pierino”.

    Al termine dell’udienza il gup ha stabilito che il 31 marzo prossimo comincera’ la requisitoria del pm, alla quale faranno seguito quelle delle parti civili e delle difese, fissate il 13 aprile.

    Questo procedimento e’ stato inoltre integrato con un secondo procedimento che riguarda altri due ex tossicodipedenti che accusano don Pierino di violenza sessuale. L’udienza preliminare aveva preso il via nel maggio del 2008, mentre nel gennaio scorso il gup aveva accolto la richiesta del pm di concedere l’incidente probatorio per ascoltare gli accusatori di don Pierino.

  • DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

    DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

    25-09-09
    DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

    (ASCA) – Amelia (Tr) 25 set – Trenta anni dall’inizio della sua attivita’: la comunita’ incontro di Amelia, fondata Don Pierino Gelmini, celebra con il sacerdote, con tanti giovani ed amici, il ”compleanno” con il tradizionale meeting di settembre, ”Pane mortadella e mele” e domenica, con la consegna del premio della Madonna del Sorriso. Per tre giorni, tanti saranno gli ospiti presenti in Comunita’, parlamentari e genitori dei ragazzi ”salvati” dalla droga, da Don Pierino, che inizio’ il 27 settembre la sua ”missione” realizzando li’ a Molino Silla la Comunita’, Tutto era pero’ nato prima a Roma, quando incontro’ un giovane che chiese aiuto. Era il 13 febbraio del 1963: da allora non ha mai smesso di dare aiuto agli altri, costruendo rapporti di fiducia con chi cade nel vortice della droga.

    Tale fiducia spinge i giovani a rientrare in societa’, liberi da quella schiavitu’. Oggi il ”Corrriere dell’Umbria” diretto da Anna Mossuto dedica due pagine ad una intervista eslusiva a Don Pierino Gelmini e al meeting dedicato alla famiglia. Infatti il premio Madonna del sorriso, verra’ assegnato ai coniugi Rita e Donato Lombardi, esempio concreto di famiglia. Un titolo a tutta pagina: ”Ho salvato dalla droga migliaia di ragazzi. E’ questa la mia opera”. Don Pierino si racconta in un’intervista esclusiva: dal primo giovane aiutato nel 1963, all’inchiesta”. Infatti nel lungo articolo, Don Pierino (a gennaio compira’ 85 anni) parla che tutto inizio’ 46 anni fa, prima a Roma e solo piu’ tardi a Molino Silla dove per 70 milioni si pote’ acquistare un rudere. Don Gelmini che e’ ridotto alla stato laicale come da lui stesso richiesto dopo l’avvio dell’inchiesta aperta due anni e mezzo fa dalla procura di Terni, per presunte molestie sessuali, (mi ha causato e tuttora mi causa dolore – ha detto – ) nell’articolo, si racconta, parlando delle sedi della comunita’, in Italia e all’estero e delle prossime aperture, in Nuova Guinea e Albania. Infine il perche’ del ”pane, mortadella e mele” che significa – ha chiesto il direttore Mossutto a Don Pierino -. ”Per ricordare le origini, le sofferenze, i sacrifici – ha risposto -. Oggi abbiamo tutto, prima non avevamo nulla. I ragazzi ci tengono moltissimo.

    Arrivano di solito 7-8, 10 mila persone. Come a Zervo’ il giorno di ferragosto con 15 mila persone attorno a me”. Alla domanda se ha mai pensato di fondare un partito, Don Gelmini ha risposto, di avere tanti amici in tutti i partiti e non volerne creare; ”un movimento forse si’ – ha aggiunto – dei calabresi. 254 circoli che mi hanno chiesto di guidarli”.

  • Indagato insieme a Don Gelmini nel caso delle molestie a giovani. La prova del suicidio per amore, secono l’Arma

    Indagato insieme a Don Gelmini nel caso delle molestie a giovani. La prova del suicidio per amore, secono l’Arma

    Indagato insieme a Don Gelmini nel caso delle molestie a giovani. La prova del suicidio per amore, secondo l’Arma

    di Nicola Bossi
    Si sarebbe suicidato per amore, sabato scorso ad Amelia, Pierluigi La Rocca, indagato per favoreggiamento nel caso Don Gelmini dove la Procura di Terni sta valutando l’ipotesi di molestie sessuali effettuate dal religioso a danno di 10 ospiti della comunità incontro.

    E’ questa la pista che la Compagnia dei Carabinieri di Amelia sta portanto avanti in questi primi giorni di indagini. Una pista che avrebbe escluso quella dell’inchiesta giudiziaria ben nota alle cronache da circa 2 anni. Secondo i carabinieri di Amelia l’uomo da un po’ di tempo aveva trovato un lavoro – dopo la parentesi della Comunità montana – e aveva conosciuto una ragazza con la quale aveva stabilità un rapporto sentimentale.

    Anche quest’ultima aveva trovato un lavoro part-time ad Amelia. Una situazione di grande tranquillità, dopo anni difficili, che si sgretolata in poco tempo con la fine della relazione. Per i carabinieri di Amelia l’uomo non avrebbe retto la fine di questo sogno e si sarebbe suicidato. E’ stata chiesta l’autopsia per chiarire qualsiasi dubbio. I militari hanno sentito la ex compagna.

  • DON GELMINI: IN AULA ALTRI 2 EX OSPITI COMUNITA’

    DON GELMINI: IN AULA ALTRI 2 EX OSPITI COMUNITA’

    30 Giugno 2009 18.05 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.186589

    Un terzo deporrà ad ottobre
    Altri due ex ospiti della Comunità Incontro di Amelia sono comparsi questa mattina davanti al gup del tribunale di Terni Pieluigi Panariello per raccontare delle presunte molestie che avrebbero subito da parte di don Pierino Gelmini, accusato di violenze sessuali nei confronti di una decina di giovani.

    Il primo testimone, un ternano oggi quasi trentenne, ha raccontato di essere stato vittima almeno una decina di volte di baci e carezze durante la sua permanenza nella Comunità di Amelia tra il 1999 e il 2001 e poi durante alcuni viaggi che avrebbe compiuto insieme a don Pierino a Milano e Bologna.

    La deposizione del secondo ex ospite della Comunità è invece durata pochi minuti, visto che il giovane avrebbe sì confermato i tentativi di molestie del sacerdote, avvenuti sempre tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 a Molino Silla, ma non avrebbe saputo fornire, alle domande del pm, elementi circostanziati anche rispetto alle testimonianze rilasciate durante le indagini. Non si è invece presentato in aula un terzo testimone proveniente dal Belgio, che verrà ascoltato nell’udienza fissata per il 2 ottobre, quando l’incidente probatorio dovrebbe concludersi.

  • “Curie e Curiali Ora don Gelmini accusa il Vaticano: certi cardinali sembrano dei cuculi”

    “Curie e Curiali Ora don Gelmini accusa il Vaticano: certi cardinali sembrano dei cuculi”

    Curie e Curiali Ora don Gelmini accusa il Vaticano: certi cardinali sembrano dei cuculi
    PRIMO PIANO
    Di Andrea Bevilacqua

    In Vaticano la grana don Pierino Gelmini non è stata ancora dissinescata. L’ultima, infatti, viene proprio da Amelia dove don Gelimini risiede. Dalla sua abitazione don Gelmini ha accusato pesantemente il Vaticano in questo modo: «Il Vaticano – ha detto testuale – ha perso la fede, segue regole rigide di potere». E ancora: «Il cristianesimo è la religione del sì, non del divieto. Certi cardinali facciano un passo indietro, sembrano dei cuculi». È la prima volta che don Gelmini parla dopo che è stato ridotto allo stato laicale a seguito dello scandalo dei presunti abusi sessuali su ospiti delle sue comunità di recupero. Sul sito religioso Pontifex, il «J’accuse» contro la Santa Sede è durissimo. La Santa Sede, dice, «non sa perdonare». E ancora: «In Vaticano non hanno più la fede e trasformano il cristianesimo in una cosa burocratica. Troppi documenti confusi e poche idee».

    Don Gelmini ha raccontato anche le sue giornate ad Amelia: «Quando la sera mi addormento – dice – benedico il Nord, il Sud, l’Est e l’Ovest pensando ai miei figli che soffrono». E poi il racconto dei compleanni festeggiati in convention via satellite con leader politici e cardinali, una fiction Mediaset in lavorazione sull’«eroica epopea del prete anti-droga», il Mulino Silla trasformato da rudere nella campagna di Amelia in sfavillante «città della speranza», casa madre di una multinazionale della speranza che nei cinque continenti assiste emarginati e accumula crediti nei palazzi del potere civile ed ecclesiastico, il seggio all’Onu come ong. «Abbiamo trovato – dice – una casa distrutta e da qui abbiamo iniziato. Eravamo talmente poveri che mangiavamo pane, mortadella e una mela».

    Tra i mille impegni, don Pierino, «prete non per caso», si è pure conquistato i galloni di cappellano e guida spirituale della Casa della libertà. Del resto chiama tutti «figli»: Silvio Berlusconi che gli dona pubblicamente 5 milioni di euro, i profughi del Sud-est asiatico soccorsi per lo tsunami e Alfredo il primo ragazzo incontrato per caso a piazza Navona nel 1963 e strappato alla droga: «Non voleva soldi, ma una prospettiva». Da allora don Pierino ha rinunciato «alla carriera in Vaticano per imbarcarmi in una corriera piena di balordi». Adesso ad ogni festa della comunità si affollano decine di ministri e parlamentari, arcivescovi, personaggi dello spettacolo, vip di curia come il vicario papale Angelo Comastri e il cardinale Jorge Mejia. «Grazie Gianfranco per la legge anti-droga! Affido a voi di An il compito di difendere i principi cristiani», disse a Fini alla conferenza programmatica, davanti alla platea di partito in piedi ad applaudirlo. «Sono con voi – spiegò -, non potevo essere altrove. Credo negli ideali che difendete». Poi lanciò la crociata contro le unioni di fatto: «Esiste un solo matrimonio, sacro ed inviolabile. Difendetelo!». Quando due anni fa il premier Berlusconi, accompagnato dai ministri Buttiglione, Lunardi e Gasparri, varcò la soglia dell’auditorium Incontro, don Pierino lo fece accogliere da un sacrale «Alleluja» cantato a tremila voci. Eppure, in pieno Giubileo, aveva bacchettato i «ragazzi» per l’accordo diabolico tra il Polo e l’antiproibizionista Pannella: «Casini, Buttiglione, guardatemi in faccia: ci tradite per un piatto di lenticchie?», tuonò don Pierino. Ci fu bisogno di un «vis-à-vis» chiarificatore con «il buon cristiano Silvio» per esorcizzare l’avvicinamento. Questo è don Gelmini, prete anti-droga che su Pontifex ha voluto condurre la sua ultima battaglia, quella contro il Vaticano.

  • DON GELMINI: RICUSAZIONE RESPINTA

    DON GELMINI: RICUSAZIONE RESPINTA

    Udienza rinviata e ricorso in Cassazione
    La Corte d’Appello di Perugia ha respinto la richiesta di ricusazione avanzata dai legali di don Pierino Gelmini nei confronti del giudice per le udienze preliminari , Pierluigi Panariello.

    Don Gelmini è accusato di molestie sessuali nei confronti di 10 giovani all’epoca in cui erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia mentre i suoi più stretti collaboratori devono rispondere dell’accusa di favoreggiamento.

    L’udineza prevista per giovedi 4 dicembre che prevedeva l’incidente probatorio fra gli accusatori e il religioso è stata rinviata. Proprio in riferimento all’ammissione di questo atto, sostenendo che così facendo il giudice avesse in qualche modo anticipato una valutazione sulle accuse, i legali di Don Gelmini avevano chiesto la ricusazione del giudice Panariello. Richiesta respinta.

    Ma gli avvocato Filippo Dinacci e Lanfranco Frezza, del collegio difensivo di don Pierino, hanno già annunciato che faranno ricorso in Cassazione.

    DON GELMINI: RITO ABBREVIATO RESPINTO

    4 Dicembre 2008 18.10 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.159142

    La difesa: provvedimento abnorme
    E’ stata respinta la richiesta di rito abbreviato per Giampaolo Nicolasi , collaboratore di don Pierino Gelmini , accusato di favoreggiamento. Il giudice per le udienze preliminari, Pierluigi Panarello ha motivato la dua decisione con la necessità di svolgere un’integrazione probatoria. Secondo il difensore di Nicolasi , l’avvocato Manlio Morcella , si tratta di una decisione abnorme e annuncia ricorso in cassazione contro il provvedimento. L’udienza davanti al GUP è stata rinviata al 12 gennaio prossimo. Dello stesso reato di favoreggiamento devono rispondere un altro collaboratore di don Gelmini, Pierluigi La Rocca e la madre di uno degli ospiti della Comunità Incontro, Patrizia Guarino.

  • «Minacciava i giovani e prometteva favori tramite gli amici politici»

    «Minacciava i giovani e prometteva favori tramite gli amici politici»

    «Minacciava i giovani e prometteva favori tramite gli amici politici»
    Dicembre 30, 2007 at 3:54 pm (abusi sessuali.) (atto di accusa, baciati, don gelmini, minacciava i giovani, palpeggiati, spogiati)

    L’atto di accusa
    ROMA — Li avrebbe spogliati, palpeggiati, baciati. Li avrebbe costretti ad avere rapporti sessuali. Giochi erotici che don Gelmini avrebbe organizzato all’interno della comunità Incontro di Amelia. Vittime, i ragazzi che cercavano di uscire dal tunnel della tossicodipendenza.

    E lo avrebbe fatto, come sottolinea il pubblico ministero nel capo d’imputazione, «minacciando di avvalersi della sua autorità e della conoscenza di numerosi personaggi politici influenti e promettendo favori tramite dette conoscenze ».
    Nella «rete» di don Pierino, così come viene individuata dall’accusa, ci sono anche i collaboratori più stretti. Quelli che avrebbero tentato di convincere, in cambio di soldi e di una promessa di lavoro, uno dei giovani a ritrattare. Il prezzo del silenzio sarebbe stato diviso in più rate da 500 euro. In un caso il denaro sarebbe stato consegnato attraverso un bonifico online.

    Le richieste sessuali
    Sono nove i ragazzi che avrebbero subito la violenza, due erano minorenni. Uno di loro sarebbe stato costretto «fino a tutto il mese di ottobre 2007» e cioè quando il sacerdote era già stato interrogato e dunque sapeva di essere sotto inchiesta. Nel provvedimento il magistrato descrive nei particolari le presunte
    avances di don Gelmini. E poi aggiunge: «L’indagato li induceva a soddisfare le proprie richieste sessuali commettendo il fatto nella comunità Incontro di Amelia di cui era responsabile e tenuto, come pubblico ufficiale o comunque incaricato di pubblico servizio, alla cura, vigilanza, educazione e custodia di soggetti in stato di tossicodipendenza, abusando delle condizioni di inferiorità psico-fisica derivanti da tale stato». Contesta poi l’aggravante «per aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persone tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, con abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione o il pubblico servizio e alla qualità di ministro di un culto e con abuso di autorità e di relazioni domestiche o di coabitazione o di ospitalità». Il primo a rivelare che cosa sarebbe avvenuto nella struttura di recupero è stato Michele Iacobbe, 34 anni. La sua de nuncia fu archiviata nel 2002, ma lui non si è arreso. L’ha ripresentata quattro anni dopo e così ha determinato l’apertura di una nuova indagine. Dice di aver cominciato a subire violenza nel 1999 quando, come sottolinea il magistrato nel provvedimento, «era sottoposto a detenzione domiciliare presso la comunità e quindi privato della libertà personale ».
    Dopo di lui, altri si sono fatti coraggio e hanno parlato. M.L., anche lui ai domiciliari, ha descritto che cosa avveniva quando il sacerdote lo chiamava nella sua stanza. La maggior parte ha messo a verbale fatti che sarebbero avvenuti tra il 2003 e il 2004. Come D.G., entrato in comunità per decisione del tribunale dei minori di Perugia che gli aveva concesso «l’affidamento in prova». Don Gelmini avrebbe cominciato a manifestargli le sue attenzioni particolari quando aveva 19 anni. La stessa età di M.S. che ha raccontato di aver subito «per almeno quindici volte e fino all’ottobre scorso».
    L’inquinamento delle prove
    Violenze, ma anche tentativi di depistare le indagini sono descritti nel provvedimento del pubblico ministero. La «rete» si sarebbe attivata alla fine dello scorso anno. Patrizia Guarino, madre di una delle presunte vittime, G.P., «dopo aver saputo le accuse mosse da suo figlio durante l’interrogatorio del 15 novembre 2006 presso la squadra mobile, comunicava le circostanze a Pierluigi La Rocca che lo comunicava a don Gelmini, aiutandolo a eludere le investigazioni». La Rocca è uno dei collaboratori più stretti del fondatore di Incontro. Ora è indagato per favoreggiamento, insieme alla donna e ad un altro dipendente della comunità, Giampaolo Nicolasi. Il pubblico ministero ricostruisce nei dettagli quella che definisce «la loro attività illecita »: «Dopo aver appreso da Guarino dell’esistenza di indagini su don Gelmini e dopo vari colloqui telefonici con la stessa Guarino, La Rocca si recava ad Avellino presso l’abitazione della donna e di suo figlio». Le date diventano a questo punto fondamentali. Il viaggio avviene il 24 novembre 2006. «Mediante offerta di lavoro — contesta il magistrato — La Rocca obbligava G.P. a scrivere una lettera, inviata il 29 novembre successivo alla polizia e alla procura della Repubblica di Terni in cui falsamente affermava di aver reso le dichiarazioni del 15 novembre “in evidente stato confusionale e sotto effetto di psicofarmaci”, aiutando don Gelmini».

    La Rocca e Nicolasi sono anche accusati di aver «indotto con un’offerta di lavoro e somme di denaro che venivano effettivamente corrisposte al G.P. in varie occasioni (il 3 aprile 2007 vaglia online di 500 euro) a ribadire mendacemente al pm il contenuto della lettera e più in generale la falsità delle precedenti accusa a carico di don Gelmini e altre circostanze non veritiere, senza riuscire nell’intento perché il 31 maggio 2007 G.P., sentito come indagato per calunnia nei confronti di don Gelmini, ribadiva le accuse e affermava il carattere non spontaneo e mendace della lettera del 24 novembre 2006».
    Il primo giugno scorso, durante l’istruttoria, La Rocca è stato interrogato su questo episodio e ha affermato: «Nel novembre del 2006 ero ad Avellino a casa di questa persona ed effettivamente ho assistito alla redazione della missiva, ma non sono stato io a chiedergli di scriverla ». Ma poi ha ammesso che don Ezio Miceli, amico di don Pierino «ha regalato 5.000 euro alla madre del ragazzo perché ne aveva bisogno».

    «Minacciava i giovani e prometteva favori tramite gli amici politici»

  • Don Gelmini, chiuse le indagini Otto le presunte vittime di abusi

    Don Gelmini, chiuse le indagini Otto le presunte vittime di abusi

    Don Gelmini, chiuse le indagini Otto le presunte vittime di abusi

    La Procura di Terni ha fatto notificare al sacerdote l’avviso di fine inchiesta
    Un collaboratore, un ex assistente e la madre di un accusatore sospettati di favoreggiamento

    TERNI – Sono otto le presunte vittime delle molestie sessuali per le quali è imputato don Pierino Gelmini. La procura della repubblica di Terni ha notificato al sacerdote l’avviso di conclusione delle indagini. Si va verso il rinvio a giudizio del sacerdote. Favoreggiamento personale invece ad altre tre persone, tra cui uno degli attuali collaboratori del religioso della Comunità Incontro, Pierluigi Larocca, e Giampaolo Nicolasi, ex assistente. L’accusa è quella di avere cercato di ostacolare le indagini offrendo anche dei soldi per ritrattare ad uno degli accusatori, la cui madre, Patrizia Guarino, è anche lei imputata di favoreggiamento personale.

    Le molestie sessuali sarebbero avvenute tra il ’99 e il 2004; due delle vittime all’epoca dei fatti sarebbero stati minorenni. Così scrive la Procura; ora il fascicolo passerà al vaglio del giudice che deciderà sulle richieste dell’accusa.

    “L’infamia non mi tocca”, aveva detto l’ottantaduenne sacerdote davanti a trecento sostenitori venuti ad accoglierlo l’agosto scorso nella casa madre della Comunità Incontro di Amelia sulle colline dell’Umbria. “Credevano che don Pierino mollasse”, tuonò l’anziano religioso dal palco. “Pensavano di avere a che fare con un coniglio, invece hanno trovato un cane che morde. Volevano prendersi la comunità”, e chiuse il prologo con il gesto dell’ombrello. “Sto portando la croce : sono innocente e per questo assolutamente tranquillo”.

    Eppure le accuse sembrano circostanziate. “Mi palpava, baciava e in più occasioni mi ha costretto ad atti sessuali”, raccontò Michele Iacobbe, ex tossicodipendente, il primo grande accusatore di don Gelmini, già in carcere a Teramo per una serie di reati compresa l’estorsione e la calunnia. “Quell’uomo mi ha rovinato”, disse Iacobbe riferendosi a don Gelmini. “Mi ha costretto a fare delle cose che non avrei mai voluto. Mi diceva: tagliati i capelli, dai lo faccio io che corti mi piacciono di più, dammi un bacio per favore”.

    (27 dicembre 2007)