Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Angelo Scola

  • Sacerdote di Rozzano e Legnano accusato di pedofilia: mancò la vigilanza della Chiesa

    Sacerdote di Rozzano e Legnano accusato di pedofilia: mancò la vigilanza della Chiesa

    20 giugno Alessandra Meola

    Nel capoluogo lombardo si è da poco conclusa la prima udienza per il processo  a carico di Don Mauro Galli, accusato di molestie ai danni di un quindicenne, risalenti al 2011.

    Personalità ben nota ai Legnanesi, in quanto vicario pastorale, nel suo iter fu anche investito del ruolo di responsabile della pastorale giovanile nell’Oltresempione, ponendo il suo centro operativo proprio nella parrocchia di San Pietro, cuore delrione Canazza, per poco più di un semestre, nel 2012.

    Ora dopo 6 anni, dinanzi ai giudici della quinta sezione penale, gli avvocati difensori della presunta vittima, oggi ventunenne, nelle persone di Fulvio Gaballo e Angelo Scarano,hanno sferrato il loro primo attacco diretto alla Curia, trascinando la stessa fra le aule del tribunale, con l’accusa di omessa vigilanza.

    I fatti, che rievocano il lontano dicembre del 2011, raccontano di un giovane sacerdote che, forse in una fase di preoccupante vacillanza, si sarebbe avvicinato con troppa tenerezza ad un adolescente, giungendo ad atteggiamenti equivoci e poco consoni, quali il dormire abbracciati in un letto matrimoniale negli alloggi di proprietà ecclesiale, adiacenti alla chiesa di Sant’Ambrogio a Rozzano, dove prima egli aveva sede.

    Ma dopo aver appurato già questo episodio in un incidente probatorio al cospetto del gip di Milano, Paolo Guidi, adesso la difesa non si arresta e in una escalation oratoria ha chiamato in causa l’Arcidiocesi di Milano e la suddetta parrocchia di Rozzano, che “malgrado le voci poco lusinghiere”circolanti su Don Mario, non concepirono per lui un provvedimento più radicale ma solo un blando “trasferimento a gestire gli oratori estivi di Legnano”.

    Questo per l’accusa è risultata una scelta irricevibile e poco mirata, che ha smussato con troppa benevolenza la gravità della situazione, cercando di ricondurla nell’alveo di un disorientamento mistico, ma innocuo.

    E così secondo l’articolo 2049 che regola la”responsabiltà dei padroni e dei committenti” l’Arcidiocesi , nella figura di Angelo Scola, e la chiesa diSant’Ambrogio dell’hinterland milanese, sono cadute sotto i riflettori, con la colpa di aver mancato di vigilanza sul soggetto, che già aveva dato prova di seri turbamenti.

    A rispondere a queste pesanti critiche, per ora, solo un comunicato stampa promanato dalla Curia milanese, che parla invece di “un caso gestito con scrupolo e coscienza”, ove si pensò subito a dislocare il giovane sacerdote a Roma per il completamento dei suoi studi e ben prima che, nel luglio del 2014, venisse presentata la denuncia da parte della presunta vittima per le molestie subite.

    Insomma si agì prontamente e in misura proporzionata ai fatti secondo la Chiesa.

    Ma è di tutt’altro parere il pm Lucia Minutella, personalità ben consolidata in materia di abusi e violenze, che entrerà in gioco il 21 settembre, giorno in cui presenterà tre testi di accusa ai quali Mario Zanchetti, in qualità di difensore di Don Galli, si troverà a rispondere, dopo aver disertato la prima udienza, appena trascorsa.

    Il preside della facoltà di Giurisprudenza della Liuc di Castellanza, nonché legale di spicco della Diocesi di Milano, sara chiamato così ad imbastire argomentazioni supportabili e credibili che dovranno riscattare non solo il sacerdote ma anche l’immagine stessa della fede e della missione evangelica,  messe pesantemente a dura prova da questi casi isolati ma di grosso impatto sociale.

    http://varesepress.info/index.php/2017/06/sacerdote-di-rozzano-e-legnano-accusato-di-pedofilia-manco-la-vigilanza-della-chiesa/

  • «Prete pedofilo? Paghi la Diocesi»

    «Prete pedofilo? Paghi la Diocesi»

    Don Mauro alla sbarra, i legali delle parti civili: «Vale la responsabilità oggettiva»

    L’Arcidiocesi di Milano e la Parrocchia di Sant’Ambrogio di Rozzano sono chiamate a rispondere per «responsabilità oggettiva» e, in quanto tali, in caso di ipotetica condanna, a contribuire al risarcimento del quindicenne vittima dei presunti abusi sessuali commessi da don Mauro Gallinel dicembre del 2011.

    C’è stato subito un colpo di scena nella prima udienza del processo davanti ai giudici della quinta sezione del Tribunale penale del capoluogo lombardo a carico del giovane sacerdote, ora sospeso, che molti ancora a Legnano ricordano per i suoi sette mesi trascorsi nel 2012 nella parrocchia di San Pietro, cuore del rione Canazza, con il ruolo di vicario pastorale nonché di responsabile della pastorale giovanile di tutto l’Oltresempione.

    L’iniziativa porta la firma degli avvocati Fulvio Gaballo e Angelo Scarano, che rappresentano gli interessi della presunta vittima (oggi ventunenne) e dei suoi due genitori, e ricorda da vicino le cause che, soprattutto negli Stati Uniti – flagellati dalla piaga dei preti pedofili -, hanno finito per mandare in fallimento diverse diocesi. Come hanno argomentato nel corso dell’udienza le parti civili, Arcidiocesi (nella persona dell’arcivescovo Angelo Scola) e Parrocchia sarebbero responsabili in base all’articolo 2049 del codice civile, quello che riguarda la «responsabilità dei padroni e dei committenti».

    http://www.prealpina.it/pages/prete-pedofilo-paghi-la-diocesi-144894.html

  • Milano – Prete accusato di abusi, la Diocesi ha agito con scrupolo e coscienza?

    Milano – Prete accusato di abusi, la Diocesi ha agito con scrupolo e coscienza?

    «La diocesi e la parrocchia di Rozzano – si legge in una nota dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano – hanno gestito il caso con scrupolo e coscienza, provvedendo cautelativamente a sollevare don Mauro Galli dal ministero e a trasferirlo a Roma per completare i suoi studi. Il trasferimento è avvenuto diversi mesi prima che fosse presentata la denuncia querela da parte del legale del giovane, intervenuta solo nel luglio 2014. Tutto questo in attesa che la giustizia faccia luce con il processo penale».

    Curiosa la nota dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano che si precipita a precisare che sia la diocesi che la parrocchia di Rozzano hanno gestito il caso “don Mauro Galli” con scrupolo e coscienza.

    Curiosa anche la precisazione rispetto alle tempistiche: la denuncia querela da parte del legale del giovane intervenuta nel luglio 2014 e quindi il misterioso trasferimento cautelativo antecedente!?!

    Forse non è un caso che nella nota dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano sia stato omesso di dire che la denuncia all’autorità ecclesiastica è avvenuta due giorni dopo la presunta violenza sessuale.

    C’è da domandarsi cosa si intenda per gestione del caso con scrupolo e quale la definizione di coscienza.

    Il Vicario Generale Monsignor Mario Delpini braccio destro del Cardinale di Milano Angelo Scola, è stato informato per la prima volta del presunto reato dal Parroco di Rozzano don Carlo Mantegazza nel dicembre 2011 come lui stesso dichiara alla Questura.

    Non solo, durante l’interrogatorio il Monsignore precisa che appresa la notizia da don Carlo nei giorni immediatamente successivi al presunto reato, si è recato a Rozzano convocando don Mauro Galli per essere relazionato sull’accaduto, dichiara che don Mauro stesso ammette di aver portato il minore nel suo letto dormendo insieme la notte oggetto del procedimento penale.

    Riferisce alla squadra mobile che ha deciso lui stesso l’imminente trasferimento da Rozzano a Legnano avvenuto il 1 marzo 2012 come vicario parrocchiale delle parrocchie di S. Pietro S. Teresa del Bambino Gesù, precisando che era consapevole del nuovo incarico da lui stesso deciso ovvero la pastorale giovanile delle nuove parrocchie (esattamente come a Rozzano direttamente a contatto con i giovani).

    Dichiara di aver successivamente informato “informalmente” l’arcivescovo in carica (Cardinale Angelo Scola). Cosa vorrà dire “informato informalmente?

    Qual’è dunque lo scrupolo e la coscienza nella gestione di queste gravi vicende?

    A questa domanda vengono in soccorso in modo chiaro ed inequivocabile le linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di Chierici approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana nel gennaio 2012 dove si legge:

    – cap. 1 Notizie di condotte illecite e giudizio di verosimiglianza

    … Quando il Vescovo abbia notizia di possibili abusi in materia sessuale nei confronti di minori ad opera di chierici sottoposti alla sua giurisdizione, deve procedere immediatamente a un’accurata ponderazione circa la verosimiglianza di tali notizie
    (Nel caso oggetto del procedimento penale, don Mauro stesso ammette al suo Vescovo Mons. Delpini di aver portato a letto il minore. C’è da chiedersi se con una fonte così di prima mano come quella dell’imputato stesso lo scrupolo della gestione della diocesi non avrebbe richiesto quantomeno l’indagine previa prevista dalle linee guida della CEI?)

    Proseguendo la lettura delle linee guida:

    – cap. 2  Indagine Previa

    … Durante l’indagine previa il Vescovo dovrà adottare, ove lo ritenga necessario affinché si eviti il rischio che i fatti delittuosi si ripetano, provvedimenti nei confronti del chierico accusato, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria. A tal fine, il semplice trasferimento del chierico risulta generalmente inadeguato, ove non comporti anche una sostanziale modifica del tipo di incarico.

    Nonostante la “denuncia” del parroco Don Carlo all’autorità ecclesiastica (aveva immediatamente informato il Vicario Episcopale Monsignore Delpini), nonostante l’ammissione di don Mauro della circostanza di aver dormito con il minore nello stesso letto nella propria abitazione, la scrupolosa e coscienziosa gestione della diocesi e della parrocchia prevedono lo spostamento dell’imputato in altra parrocchia con il medesimo incarico esattamente in opposizione a quanto previsto dalle linee guida della CEI.


    Ieri nel frattempo, si è tenuta la prima udienza del processo che è stato rinviato al prossimo 21 settembre prossimo.  Continueremo a seguire il caso con attenzione in attesa di conoscere la verità nella speranza che siano accertate tutte le diverse responsabilità.

    L’Ufficio di Presidenza

  • Pedofilia, don Mauro a processo

    Pedofilia, don Mauro a processo

    Il sacerdote accusato da un ragazzo di Rozzano

     Alla parrocchia di San Pietro si era fermato solo sette mesi, ma don Mauro Galli in Canazza aveva lasciato il segno. Sempre disponibile, punto di riferimento per i ragazzi dell’intero Oltresempione, sembrava la persona giusta per un quartiere che da sempre è ritenuto un po’ di frontiera, dove anche oggi tanti ragazzi hanno bisogno di essere guidati per mano. Nel 2012 il suo trasferimento dopo appena un’estate aveva sorpreso. E sorprende ancora di più oggi la notizia che giovedì a Milano nei confronti di don Mauro inizierà un processo penale. L’accusa, pesantissima, è quella di pedofilia. A muoverla il legale della famiglia di un ragazzo di Rozzano.

    Nel 2011 don Mauro era alla parrocchia di Rozzano, il ragazzo aveva 15 anni. I fatti saranno riassunti in aula, quando nel marzo 2012 don Mauro Galli fu trasferito a San Pietro con il ruolo di vicario pastorale della parrocchia (allora parroco era don Gianni Cazzaniga, che era anche decano della città), nessuno ne sapeva nulla. Tanto che poco dopo il suo arrivo a don Mauro fu affidato il ruolo di responsabile della pastorale giovanile non solo di San Pietro, ma anche di Santa Teresa, dei Santi Magi e del Santissimo Redentore. In pratica, nel 2012 da lui dipendevano i ragazzi e gli oratori estivi di tutto l’Oltresempione.

    A novembre la decisione del cardinale Angelo Scola di destinarlo a nuovo incarico aveva stupito il quartiere: «Vado dove c’è più bisogno – aveva detto allora il vicario -, all’ospedale Niguarda hanno più problemi che in Canazza».

    Nel luglio 2014, poi, era arrivata la querela presentata dalla famiglia di Rozzano, che appunto faceva riferimento a fatti di tre anni prima.

    La diocesi di Milano aveva già però dovuto avere sentore di qualcosa, perchè qualche mese prima aveva provveduto «a sospendere don Mauro cautelativamente dal ministero» e a trasferirlo a Roma «per permettergli di terminare i suoi studi». «Tutto questo – afferma oggi una nota l’ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi – in attesa che la giustizia faccia luce con procedimento penale».

    http://www.prealpina.it/pages/pedofilia-don-mauro-a-processo-144395.html

  • Prete accusato di abusi, la Diocesi: “Noi agito con coscienza”

    Prete accusato di abusi, la Diocesi: “Noi agito con coscienza”

    «La diocesi e la parrocchia di Rozzano – si legge in una nota dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano – hanno gestito il caso con scrupolo e coscienza, provvedendo cautelativamente a sollevare don Mauro Galli dal ministero e a trasferirlo a Roma per completare i suoi studi. Il trasferimento è avvenuto diversi mesi prima che fosse presentata la denuncia querela da parte del legale del giovane, intervenuta solo nel luglio 2014. Tutto questo in attesa che la giustizia faccia luce con il processo penale».

    Così sul quotidiano cattolico Avvenire viene commentata dalla Diocesi di Milano la vicenda che vede coinvolto un sacerdote, don Mauro Galli, con un passato a Legnano, accusato di reati sessuali ai danni di un giovane della parrocchia di Rozzano.

    Don Mauro, come si legge sul sito della parrocchia S. Pietro, il 1° marzo 2012 era stato nomimato Vicario Parrocchiale della Parrocchia e incaricato della Pastorale Giovanile delle Parrocchie di S. Teresa del Bambino Gesù, dei Santi Magi in Legnano e di SS. Redentore in Legnanello. Ma già nel novembre 2012, il Cardinale Angelo Scola lo aveva destinato, come Cappellano, all’Ospedale Niguarda di Milano.

    Come spiega il sito Rete L’Abuso, “è fissata per il 15 giugno la prima udienza del processo che vede imputato don Mauro Galli, sacerdote della diocesi di Milano accusato di violenza sessuale ai danni di un giovane che, al tempo dei fatti in contestazione, il dicembre del 2011, aveva 15 anni”.

    (Marco Tajè)

    http://www.legnanonews.com/news/cronaca/905542/prete_accusato_di_abusi_la_diocesi_noi_agito_con_coscienza_

  • Processo a don Mauro Galli; citata anche la diocesi di Milano e la parrocchia S. Ambrogio.

    Processo a don Mauro Galli; citata anche la diocesi di Milano e la parrocchia S. Ambrogio.

    E’ stata fissata per il 15 giugno prossimo la prima udienza che vede imputato don Mauro Galli, coadiutore della parrocchia di Sant’Ambrogio di Rozzano, accusato di violenza sessuale ai danni di un giovane parrocchiano, all’epoca dei fatti 15enne.

    Il sacerdote, ordinato nel giugno del 2011, era stato inviato dal vescovo presso la parrocchia di Sant’Ambrogio dove il parroco don Carlo Mantegazza gli aveva affidato l’incarico di occuparsi dell’educazione pastorale dei bambini e dei giovani della parrocchia.

    Nel marzo 2012 viene nominato Vicario Parrocchiale della Parrocchia di S. Pietro in Legnano e Incaricato della Pastorale Giovanile delle Parrocchie di S. Teresa del Bambino Gesù, dei Santi Magi in Legnano e di SS. Redentore in Legnanello di Legnano.

    Dal novembre 2012, il Cardinale Angelo Scola, volendo valorizzare la sensibilità, gli studi e le competenze di don Mauro, ha chiesto allo stesso don Mauro di lasciare la Parrocchia di San Pietro e d’iniziare a svolgere la sua missione pastorale, come Cappellano, presso l’Ospedale Niguarda di Milano in attesa di recarsi, a tempo opportuno, a Roma presso la Pontificia Università Lateranense per conseguire la Laurea in Pastorale Sanitaria.

    I fatti che risalirebbero al 2011 sarebbero avvenuti nell’abitazione del sacerdote dove il giovane si trovava per trascorrere la notte in vista delle attività di preghiera previste per il giorno successivo e sarebbe proprio in quella occasione che don Mauro Galli avrebbe approfittato del giovane.

    Malgrado la richiesta degli avvocati del sacerdote di emettere sentenza di non luogo a procedere, il 15 marzo scorso il G.I.P. dr. Paolo Guidi ha rinviato a giudizio il sacerdote la cui udienza è fissata per il prossimo 15 giugno.

    Citati come responsabili civili anche la diocesi di Milano nella persona del vescovo mons. Angelo Scola e la parrocchia di Sant’Ambrogio di Rozzano nella persona del parroco.

    Il caso è seguito dalla Rete L’ABUSO

    L’Ufficio di Presidenza

    Contattaci info@retelabuso.org

  • Con un prete abusava di minori: in manette il presidente di una coop

    Con un prete abusava di minori: in manette il presidente di una coop

    Guido Milani, ex presidente di un centro ricreativo a Lecco, la Cooperativa ragazzi e cinema, e già condannato a 4 anni e mezzo di carcere in un’inchiesta milanese che ha portato alla condanna per prostituzione minorile anche di don Alberto Paolo Lesmo, ex parroco della chiesa di Santa Marcellina ed ex decano di Milano-Baggio, è stato arrestato dalla polizia. Nei confronti di Milani, infatti, sono stati denunciati nuovi episodi e, in particolare, un adolescente ha raccontato a fine luglio, nell’ambito di una nuova tranche dell’indagine del pm Giovanni Polizzi (don Lesmo non è coinvolto in questo filone), di aver subito abusi sessuali da parte dell’uomo quando frequentava la Cooperativa ragazzi e cinema. E così, evidenziando il pericolo di reiterazione del reato, il gup Gennaro Mastrangelo ha emesso una misura cautelare di arresti domiciliari per Milani. Lo stesso giudice, lo scorso 12 luglio, aveva condannato l’educatore e don Lesmo per i rapporti a pagamento avuti con un adolescente tossicodipendente.

    L’uomo dava cocaina e soldi per rapporti con minori

    Poco più di un mese fa, il giudice aveva condannato Milani perché avrebbe avuto una ventina di rapporti sessuali con un ragazzo in cambio di denaro, “circa 200 euro”, o di “3 grammi” di cocaina alla volta. E in un’occasione l’uomo, che lavorava anche in una colonia estiva in Romagna (è stato arrestato ieri in provincia di Rimini), avrebbe anche costretto il ragazzino “a subire un atto sessuale”. Con lo stesso ragazzo, che si prostituiva contattando i suoi clienti in una chat e che usava i soldi ricevuti per comprare cocaina, avrebbe avuto rapporti anche don Lesmo (non conosceva Milani) condannato a 1 anno e 10 mesi. Il procedimento a carico di don Lesmo era venuto a galla lo scorso 25 marzo, il Venerdì Santo, con la comunicazione ufficiale della sospensione del religioso, 48 anni, da parte della Curia di Milano e dell’arcivescovo Angelo Scola. L’inchiesta era scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo venne visitato nel 2011, anche perché aveva tentato il suicidio. Dopo aver letto sui media del processo a carico di Milani, un altro adolescente, che aveva frequentato la cooperativa Ragazzi e cinema, lo scorso 19 luglio, ha presentato denuncia raccontando delle molestie che avrebbe subito da parte dell’educatore quando l’uomo l’aveva coinvolto nella realizzazione di alcuni video. Nell’ordinanza, il gup ha messo in luce, tra le altre cose, la “predilezione” di Milani per i “rapporti sessuali a pagamento” con adolescenti e segnala il pericolo di reiterazione.

    Con un prete abusava di minori: in manette il presidente di una coop

  • Storie di dolore e pentimento

    Storie di dolore e pentimento

    IMGPress – Il foglio elettronico

    di ANDREA FILLORAMO

    Ancora una volta sono obbligato a scrivere della pedofilia clericale. L’occasione mi è data da un prete, don Alberto Paolo Lesmo, che ho conosciuto negli anni ’90. Era egli, allora, incaricato dell’oratorio maschile della Parrocchia di Santo Stefano di Vimercate, città dove da tanti anni ho la mia residenza. Lo ricordo perfettamente e di lui rammento il suo impegno pastorale, la sua dedizione ai giovani, ai quali trasmetteva il suo entusiasmo, il suo ottimismo, la sua capacità di vivere e di far rivivere la parola di Dio. Dopo alcuni anni trascorsi in quella parrocchia e in altre, don Alberto è stato parroco della chiesa di S. Marcellina a Milano e decano di Milano-Baggio. Recentemente, come un fulmine a ciel sereno, mi è giunta la notizia che don Alberto è stato accusato e condannato dal tribunale per prostituzione minorile e per avere avuto rapporti sessuali a pagamento con un adolescente tossicodipendente, che usava i soldi ricevuti per comprare cocaina. Il procedimento a carico di don Lesmo era venuto a galla lo scorso 25 marzo, il Venerdì Santo, con la comunicazione ufficiale della sospensione del religioso, 48 anni, da parte della Curia di Milano e dell’arcivescovo Angelo Scola. Stando alle indagini del pm Polizzi (che aveva chiesto l’arresto negato dal gip), Lesmo ha adescato il minorenne on line su una chat e ha compiuto “atti sessuali” con il ragazzo fino al 2011, “in cambio di corrispettivi in denaro variabili da 150 a 250 euro per volta”. L’inchiesta era scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo venne visitato nel 2011, anche perché aveva tentato il suicidio. Nel procedimento, poi, erano state messe a verbale le dichiarazioni del giovane di buona famiglia che ora sta studiando e cerca di rifarsi una vita. Il giudice con la sentenza ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per un’ipotesi di induzione alla prostituzione e, per tal motivo il prete dovrà subire un altro procedimento: don Lesmo avrebbe suggerito, infatti, ad un altro giovane che si prostituiva di frequentare una chat specifica per incontrare nuovi clienti. Davanti alle accertate notizie rimango sbalordito e mi pongo una domanda che tanti, come me, si pongono: “Se don Lesmo, prete riconosciuto come un ottimo prete, è rimasto ‘ingabbiato’ dentro la pedofilia, quanti altri preti che non godono magari di buona fama sono preti pedofili?” e ancora: “La pedofilia dei preti è una patologia o un ‘vizio’?”.Cerco di rispondere alla meno peggio a quest’ultima domanda. Parrebbe che la pedofilia sia un vizio, ma, per fortuna e a mio parare, la maggior parte dei preti si tiene lontano da questa brutta abitudine. Tuttavia, i casi di pedofilia che hanno come protagonisti e responsabili i preti, sembra che aumentino sempre di più, tanto da far apparire la pedofilia clericaleuna “peste”.Sono, quindi, in Italia molti i preti pedofili e innumerevoli sono i casi di preti pedofili che sono stati insabbiati: la denuncia è della rete “L’Abuso”, che riunisce le vittime dei preti pedofili. Una denuncia con tanto di mappa dettagliata di tutta la Penisola.La rete raggruppa tutti i casi noti, quelli giunti al terzo grado di giudizio, quelli attualmente in corso e quelli di cui non si è più saputo nulla. “Si parla tanto della ‘grande rivoluzione’ di Papa Francesco ma su questo tema in realtà – dice ad Askanews, il portavoce della rete – stiamo parlando di presupposti per il futuro perché la nostra associazione riunisce quasi 500 vittime e tutte si lamentano di non essere state contattate o aiutate dalla Chiesa. Per il momento a neanche una di queste vittime la Chiesa ha prestato aiuto. Molti sacerdoti condannati dai tribunali ecclesiastici sono stati poi reintegrati e tante volte sono stati reintegrati anche quelli condannati dai tribunali civili”. Mi è lecito porre un’ulteriore domanda: “cosa può fare un vescovo o un superiore religioso (almeno che non sia egli stesso un pedofilo e in tal caso non gli resterebbe altra possibilità se non di immediatamente dimettersi ), per aiutare i preti che, vuoi per il tipo di formazione avuta prettamente sessuofobica, vuoi per altri motivi che non sto qui a esaminare, vuoi per la possibilità che hanno di accostarsi ai bambini, dinnanzi ai quali possono diventare facili prede dell’«intenerimento sessuale»,sentono o percepiscono, verso di loro, una determinata «attrazione»?Da quel che mi risulta, fino ad oggi, a tal riguardo nulla si è fatto. All’interno delle gerarchie cattoliche, infatti, questi altarini sono ben conosciuti, figuriamoci: l’istituzione ecclesiastica ha avuto due millenni di tempo per imparare a mettere a nudo le altrui, diciamo così, “difficoltà dell’anima”… e preferisce con un fitto velo di omertà le magagne esistenti al proprio interno e, quindi, nulla o poco fa per aiutare i preti pedofili o quelli a rischio di pedofilia. Eppure basterebbe costituire delle commissioni formate da psicologi, psicanalisti, che, con la massima riservatezza possibile, si rendano disponibili a prestare il necessario aiuto. Avverràtutto questo o saranno individuati altri strumenti per liberare i preti da questo “vizio” che grida vendetta al cospetto di Dio”? Non lo so ma lo spero.

    http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=90605&idsezione=4

  • Sesso con un 16enne, ex parroco di Milano condannato. Rischia un nuovo processo

    Sesso con un 16enne, ex parroco di Milano condannato. Rischia un nuovo processo

    Il ragazzo tentò il suicidio. Un anno e 10 mesi per don Lesmo; 4 anni e 6 mesi all’ex responsabile di un centro ricreativo. Cade l’accusa di aver violato i doveri di un ministro di culto. Ma c’è l’ipotesi di induzione alla prostituzione

    E’ stato condannato a 1 anno e 10 mesi, a fronte di una richiesta della Procura di 3 anni e 4 mesi, don Alberto Paolo Lesmo, l’ex parroco della chiesa di S.Marcellina ed ex decano di Milano-Baggio, accusato di prostituzione minorile per avere avuto rapporti sessuali a pagamento con un adolescente tossicodipendente, che usava i soldi ricevuti per comprare cocaina.

    Il gup di Milano Gennaro Mastrangelo, al termine del processo con rito abbreviato, ha escluso due aggravanti che erano state contestate al religioso, tra cui quella di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto. Lo stesso giudice ha anche condannato a 4 anni e 6 mesi Guido Milani, ex presidente pro tempore di un centro ricreativo a Lecco, la ‘Cooperativa ragazzi e cinema’. Stando alle imputazioni, anche Milani avrebbe avuto rapporti sessuali con il ragazzo in cambio di denaro, “circa 200 euro”, o di “3 grammi” di cocaina alla volta. Trasmessi gli atti alla Procura a carico di Lesmo anche per un’ipotesi di induzione alla prostituzione.

    In sostanza, il giudice nelle motivazioni contestuali (che ha riassunto in aula nel processo a porte chiuse) ha spiegato di aver escluso l’aggravante di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto, perché il ragazzo, che si prostituiva abitualmente con adulti (non si è costituito parte civile nel procedimento), non era uno di quelli che frequentavano la parrocchia ma era stato contattato dal religioso via chat. Religioso che, dunque, non aveva svolto formalmente alcuna funzione educativa nei suoi confronti.

    Il pm Giovanni Polizzi, titolare dell’inchiesta, aveva invece contestato l’aggravante anche perché i rapporti sessuali (circa 20 in totale) sarebbero avvenuti nei locali della parrocchia. Il gup ha ‘cancellato’ anche l’aggravante dei rapporti sessuali a pagamento con un minore di 16 anni, perché, a detta del giudice, è probabile che il giovane avesse già più di 16 anni quando ha iniziato a prostituirsi con don Lesmo. Nelle prime dichiarazioni, infatti, il ragazzo, che all’epoca aveva appena compiuto 17 anni, aveva detto che si era prostituito “per almeno 2 anni” con il prete e, quindi, che aveva iniziato a 15 anni, ma poi nelle dichiarazioni successive aveva posticipato la data del primo incontro.

    Il procedimento a carico di don Lesmo era venuto a galla lo scorso 25 marzo, il Venerdì Santo, con la comunicazione ufficiale della sospensione del religioso, 48 anni, da parte della Curia di Milano e dell’arcivescovo Angelo Scola. Stando alle indagini del pm Polizzi (che aveva chiesto l’arresto negato dal gip), Lesmo avrebbe adescato il minorenne on line su una chat e avrebbe compiuto “atti sessuali” con il ragazzo fino al 2011, “in cambio di corrispettivi in denaro variabili da 150 a 250 euro per volta”. L’inchiesta era scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo venne visitato nel 2011, anche perché aveva tentato il suicidio. Nel procedimento, poi, erano state messe a verbale le dichiarazioni del giovane di buona famiglia che ora sta studiando e cerca di rifarsi una vita (in aula c’era un suo legale che lo rappresentava come persona offesa).

    All’altro imputato, Milani (che ha avuto, secondo l’accusa, almeno 20 rapporti con il ragazzo), veniva contestato anche di aver costretto il ragazzo “a subire un atto sessuale” in un’occasione.

    Il giudice con la sentenza ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per un’ipotesi di induzione alla prostituzione: don Lesmo avrebbe suggerito ad un altro giovane che si prostituiva di frequentare una chat specifica per incontrare nuovi clienti.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/12/news/don_lesmo_condanna-143913822/

  • Sesso con un minorenne: chiesti 3 anni e 4 mesi di condanna per il parroco di Baggio

    Sesso con un minorenne: chiesti 3 anni e 4 mesi di condanna per il parroco di Baggio

    Il pubblico ministero di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto 3 anni e 4 mesi di condanna per il parroco di Baggio, alla periferia di Milano. Il religioso, don Alberto Paolo Lesmo, che oltre a essere decano di Baggio è stato parroco della chiesa di S. Marcellina a Milano (incarichi dai quali è stato sospeso dall’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola), è accusato di aver compiuto “atti sessuali” con un ragazzino all’epoca minorenne tra il 2009 e il 2011. Don Lesmo avrebbe conosciuto e adescato il ragazzino su una chat. In cambio delle prestazioni sessuali, il prete avrebbe pagato il ragazzino, che aveva tra i 15 e i 17 anni, con somme tra i 150 e i 250 euro per volta. Somme che probabilmente il giovane, tossicodipendente, utilizzava per la droga: dettaglio di cui il prete sarebbe stato a conoscenza. L’inchiesta era partita nel 2011 dopo una segnalazione di un ospedale: in quella circostanza il ragazzino aveva tentato il suicidio.

    Nella sua requisitoria il pm Polizzi ha espresso apprezzamento per la decisione presa dalla Curia milanese nei confronti del religioso, cui per il suo ruolo il pm contesta anche delle aggravanti. Il processo a Don Lesmo si svolge con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Gennaro Mastrangelo. Nello stesso processo il pm Polizzi ha anche chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere per Guido Milani, ex presidente di un centro ricreativo di Lecco. L’uomo è accusato di prostituzione minorile, violenza sessuale e cessione di sostanze stupefacenti. Il processo è riaggiornato al prossimo 12 luglio.

    http://milano.fanpage.it/sesso-con-un-minorenne-chiesti-3-anni-e-4-mesi-di-condanna-per-il-parroco-di-baggio/