L’intervento di Federica Tourn e Antonio Messina alla conferenza organizzata da ECA Global e dalla Rete L’ABUSO svolta in Piazza Adriana, accanto a Castel Sant’Angelo, a Roma.

L’intervento di Federica Tourn e Antonio Messina alla conferenza organizzata da ECA Global e dalla Rete L’ABUSO svolta in Piazza Adriana, accanto a Castel Sant’Angelo, a Roma.

*Questo testo potrebbe risultare sconnesso in quanto tradotto letteralmente dall’audio
Intanto, la Rete L’ABUSO è attualmente l’unica realtà che in Italia monitora quanto sta accadendo.
Ora senza spostarci troppo, poi arriviamo al caso di del Cardinale Sepe ma restiamo su quello di monsignor Gisana, la situazione italiana, il podcast la confessione svela ma in realtà quello che è il meccanismo classico solito, normale in Italia, di insabbiamento tant’è che Monsignor Gisana quando Nel 2020 Rugolo viene indagato, lo sposta a Ferrara, a Ferrara dove nessuno né Gisana, né il vescovo di Ferrara, prendono posizione in materia preventiva, ovvero noi troviamo Don Rugolo che Proietta i filmini con i bambini più piccoli, lo troviamo nell’agosto del 2020 che lui stesso, durante una messa dice ai fedeli che si assenterà 15 giorni con i più piccini per i campeggi.
No cioè stiamo parlando di un prete Sotto indagine. Ora a prescindere che questo sia colpevole o innocente diciamo c’è un grosso sospetto no? c’è un’indagine. Diciamo che è in verosimile che quest’uomo possa essere stato mandato con dei bambini no? A fare un campeggio. Io credo che la situazione italiana, perché le regole poi del Vaticano sono le stesse in tutto il mondo, tuttavia va rilevato che mentre all’estero c’è un obbligo di denuncia Cioè ci sono degli interventi, c’è un monitoraggio dello Stato, in Italia Invece lo stato che è complice totalmente complice degli abusi sessuali che la chiesa commette in Italia, ha lasciato di fatto libero il Vaticano addirittura… Cioè ha lasciato gli imputati liberi di gestire l’affare pedofilia. Infatti in Italia Lo Stato come vedete puntualmente non interviene, come Antonio Messina ha raccontato il vescovo Gisana ha mentito durante il processo, è una cosa che normalmente chiunque di noi mente durante un processo viene ricusato e viene indagato. Invece qui puntualmente questa cosa non succede come appunto ripeto Antonio Messina ha detto anche qui la tutela non è stata nei confronti di Antonio ma è stata nei confronti del Prete imputato che adesso è condannato in primo grado e tuttavia voglio dire questo prete resta a piede libero. Le situazioni in Italia sono moltissime e questa è davvero esemplare e niente qui serve un intervento assolutamente dello Stato, se lo stato non interviene facendo rispettare le regole, di fatto le regole Qui non vengono rispettate, c’è da chiedersi dietro il motu proprio di Papa Francesco chi fa rispettare il motu proprio, esempio Gisana, restiamo sempre lì, ha secondo motu proprio, è colpevole di avere insabbiato.
Ebbene chi interviene in Italia da parte della chiesa e da parte dello stato nei confronti di questo vescovo di fatto che ha insabbiato? Nessuno non interviene nessuno. Noi abbiamo avuto degli incontri con la Conferenza Episcopale Italiana, con i vertici e questo è un problema che loro diciamo non si pongono, non gli interessa gli sta bene Gli sta bene così. Di fatto l’Italia sta diventando negli ultimi anni soprattutto da quando è stato emesso proprio, sta diventando un collettore di pedofili da tutto il mondo, ci arrivano da qualunque nazione del mondo, vengono messi in Italia in parrocchie ed è verosimile che la chiesa, sicuramente almeno da dove li mandano, sicuramente sa di fatto, qua vengono rimessi insieme dei minori e puntualmente vengono di nuovo tutti poi tutti o quasi indagati per altri abusi sessuali.
Cioè quindi non c’è da parte della chiesa neanche un una concreta poi prevenzione ci sono delle linee teoriche che nessuno rispetta. Abbiamo chiesto alla Conferenza Episcopale Italiana perché è verosimile pensare che chi controlla i vescovi italiani sia la conferenza episcopale, invece la conferenza episcopale dice di no. Dice che deve essere il Vaticano a farlo, ora qui capite che il problema diventa grosso chi controlla i controllori? cioè di fatto abbiamo una serie di normative da parte della chiesa che potrebbero essere anche in un qualche modo utili e qui sottolineo che comunque serve sempre l’intervento dello Stato perché la chiesa non può controllare questa cosa.
Tuttavia malgrado potrebbero essere utili l’applicazione in Italia e purtroppo porta a questo risultato cioè una totale inutilità Anzi, una confusione perché gli stessi fedeli credono di avere i figli sicuri invece ignorano che la situazione è quella che poi è uscita nel podcast la confessione.
Grazie Francesco yes thank you so Zero tollerance in Italy Zero tolleranza in Italia zero tolerance zero toza Italia Zero
Aggiungo ancora una cosa in Italia io parlavo dello Stato che non interviene ma non interviene neanche nei confronti delle vittime dei preti non interviene nella tutela dei Minori ora le vittime dei preti quando subiscono l’abuso non hanno da parte della sanità pubblica non c’è una possibile assistenza non esistono dei centri dove viene trattata e rielaborata quella che poi è la patologia cioè la sindrome postraumatica da stress. La rete d’abuso proprio venerdì scorso grazie a CISMAI, è riuscita a aprire 16 punti di ascolto in Italia, in realtà sono di più sono 16 coordinamenti che coprono tecnicamente tutta Italia per riuscire a colmare diciamo questo vuoto sanitario in quanto qua le vittime non ricevono giustizia dallo stato non la ricevono Dalla Chiesa di fatto restano poi abbandonate cioè restano tutte prive di una qualunque assistenza.
Scusate Grazie Francesco

“Vogliamo proteggere i giovani che partecipano” al festival, ha detto Matthias Katsch, co-fondatore di Ending Clergy Abuse (ECA), in una conferenza stampa presso l’antico castello romano di Castel Sant’Angelo, in vista della Basilica di San Pietro.
Ha osservato che gli attivisti anti-abusi contro la Chiesa hanno visitato Roma a settembre per chiedere “tolleranza zero” in vista di un importante vertice vaticano sul futuro della Chiesa, “ma da allora non è successo nulla”.
COPRIRE
Uno dei sopravvissuti che hanno preso parte alla protesta di giovedì è stato l’italiano Antonio Messina, che da adolescente ha subito abusi da parte di un prete e che accusa il vescovo locale di aver coperto l’autore del reato.
A marzo, un tribunale siciliano ha condannato il sacerdote a quattro anni e mezzo di carcere con una sentenza di primo grado che può essere impugnata.
Secondo gli attivisti il caso di Messina, oggi trentenne, non è un caso isolato.
Peter Isely, un altro cofondatore dell’ECA, ha detto che alcune delegazioni presenti al festival “saranno guidate da vescovi che hanno dimostrato di coprire i crimini sessuali contro i bambini”.
La Giornata Mondiale dell’Infanzia è prevista per il 25 e 26 maggio e coinvolgerà decine di migliaia di bambini provenienti da più di 100 nazioni. Francesco li incontrerà allo stadio principale della Roma e in piazza San Pietro.

E ci fu persino una commissione di inchiesta voluta dal Vaticano , finita puntualmente in una bolla di sapone.
Tuttavia queste immancabili dimenticanze da parte del Pontefice della “Tolleranza zero”, portano sempre più a pensare nei fatti, che forse abbiamo interpretato male la Tolleranza Zero.
Di fatto almeno, non vi è prova contraria che questa non sia contro le vittime che denunciano.
Piuttosto grave quanto precedentemente accaduto ad Enna, in occasione della requisitoria del processo a don Giuseppe Rugolo , dove lo stesso Pontefice che mai ha risposto alle missive della vittima – Antonio Messina – ha dichiarato a fronte delle omissioni al Motu proprio del vescovo;
“Bravo, questo vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto. Per questo, quel giorno in cui andai a Palermo, ho voluto fare sosta prima a Piazza Armerina, per salutarlo; è un bravo vescovo”.
A voi le conclusioni.

di Giorgio Meletti
La settima puntata della Confessione, il podcast dedicato al processo per violenza sessuale contro il sacerdote di Enna Giuseppe Rugolo, ha un protagonista indiscusso: papa Francesco.
Se infatti il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana è impegnatissimo a difendere Rugolo e aiutarlo con i soldi dell’8 per mille, come se lo temesse, ma anche a insabbiare e occultare i suoi reati sessuali per proteggere la reputazione della Chiesa, qui scopriamo che ha un maestro e una guida: il papa in persona.
E’ lui stesso a spiegarlo ai genitori di Antonio Messina, il giovane che ha denunciato Rugolo: loro chiedono giustizia, Gisana gli offre 25 mila euro per comprarne il silenzio. E per risultare più convincente racconta che lui sa come ci si comporta in questi casi, perché gliel’ha insegnato Bergoglio, quando gli ha chiesto un favore per una cosa che lo riguardava personalmente.
I genitori di Messina registrano tutto, noi ascoltiamo, e La Confessione vi racconta la storia del frate siciliano Giovanni Salonia, accusato di violenza sessuale almeno da una suora: papa Bergoglio ha le sue ragioni per far presiedere proprio a Gisana un’atipica commissione d’inchiesta che arriverà a una conclusione che pare obbligata: le accuse delle religiose a Salonia sono fantasie di menti non lucidissime.
Di questa prestazione di Gisana papa Francesco sembra gratissimo, al punto da scendere in campo al suo fianco il giorno prima della requisitoria del pm al processo Rugolo: “Saluto il Vescovo di Piazza Armerina, Monsignor Rosario Gisana: bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto”.
Quel giorno Antonio Messina, la vittima di Rugolo che ha avuto il coraggio di denunciarlo, si infuria: ha chiesto giustizia alla Chiesa prima che al tribunale, ha anche scritto al papa per chiedergli aiuto, senza ottenere risposta.
Ma questa è la morale della settima puntata della Confessione: la Chiesa tra i preti abusatori e le loro vittime sceglie di difendere gli abusatori e mettere sotto accusa chi li denuncia.
Ed è il papa, nei fatti, a dare la linea che anche la Cei del presidente Matteo Zuppi segue rigorosamente: generiche parole di denuncia degli abusi sessuali del clero ma nessuna azione conseguente. Anzi, quando serve il sacerdote accusato di abusi viene protetto in tutti i modi, anche quelli più disonesti.
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Altri due aggiornamenti: ieri sera con Radio 3 abbiamo organizzato una bella diretta Instagram per fare un primo bilancio del programma che conduco ogni domenica, curato da Annamaria Giordano: Le parole dell’economia. Trovate la mia conversazione con Florinda Fiamma qui …
Come immaginavo, ha suscitato vivaci dibattiti il mio pezzo sul perché questa volta è davvero difficile votare Pd alle elezioni europee. Trovate il pezzo, e soprattutto il sondaggio per capire le intenzioni di voto degli abbonati ad Appunti qui sotto. Tra qualche giorno daremo conto dei risultati:
Buona giornata,
Stefano

E’ il punto più oscuro della storia che La Confessione racconta. Il 5 ottobre 2019, quando Antonio Messina sta già chiedendo giustizia alla Chiesa da 5 anni, Gisana annuncia ai suoi genitori che il sacerdote abusatore, “non degno di guidare la parrocchia di san Cataldo”, andrà via da Enna e non vi tornerà più, e che il vescovo lascerà un’ammonizione scritta in modo che anche i suoi successori siano informati della pericolosità di Rugolo.
Un mese e mezzo dopo, con una inspiegabile capriola, Gisana convoca i Messina e dice loro che Rugolo tornerà in sella dopo due anni perché la parrocchia di San Cataldo senza di lui andrebbe allo sfascio, e che loro devono accontentarsi di 25 mila euro (che non hanno mai chiesto) firmando un impegno al silenzio. I genitori di Antonio rifiutano e lo mandano al diavolo, dicendogli che non si vedranno mai più. “Magari per strada”, sibila cinicamente Gisana.
Mentre i Messina padre e madre gli dicono che a loro non interessano i soldi, Gisana (difeso a spada tratta da papa Francesco come “un uomo giusto ingiustamente accusato”) andrà in giro ad accusarli di un tentativo di estorsione. Lo farà anche con i magistrati, mentendo in interrogatorio, lo farà al telefono con il suo amico Fortunato Di Noto, altro sacerdote siciliano. Di Noto è assurto alla fama nazionale come difensore dei minori abusati, a meno che, si scopre dalle sorprendenti intercettazioni, non siano abusati da sacerdoti. In questo caso mette in guardia Gisana dalle vittime, dipinte come desiderose di arricchirsi accusando strumentalmente sacerdoti innocenti.
Episodio sei di sette.
è un podcast di giornalismo investigativo in 7 puntate disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme
Autori:
Stefano Feltri
Giorgio Meletti
Federica Tourn
Con la collaborazione di Carmelo Rosa
Consulenza musicale e sonora: Stefano Tumiati
Produzione:
Il podcast La Confessione è possibile grazie al sostegno degli abbonati

Quando il prelato siciliano viene torchiato per tre ore dalla procura di Enna che indaga sulle accuse di violenza sessuale contro un parroco dei suoi, Giuseppe Rugolo (che verrà poi condannato a 4 anni e 6 mesi), è sorpreso dalle domande dei magistrati. Da una soprattutto. Vogliono sapere perché, quando ha saputo degli abusi di Rugolo sul giovane Antonio Messina, non si è rivolto alla magistratura.
Non è un reato, i vescovi non sono pubblici ufficiali e non hanno l’obbligo legale di denuncia. Ma i magistrati sembrano incuriositi proprio dall’etica di Gisana. Gli chiedono come mai, quando ha saputo, non si è premurato almeno di chiamare i genitori di Messina e invece ha aspettato che fossero loro a interpellarlo un anno dopo.
L’idea del vescovo è che i reati sessuali del clero vadano coperti, insabbiati, occultati. E su questa linea – anche se questo può sorprendere – ha il pieno ed esplicito consenso di papa Francesco, e nei colloqui privati se ne vanta.
La regola dei vescovi è l’omertà, e Gisana lo spiega a Rugolo in un colloquio privato:
“Io ti potrei fare il nome di una persona, nostro confratello, che non viene fuori, e io non so perché non viene fuori, la problematica molto ma molto peggiore della tua, io conosco tutto per filo e per segno e chiaramente finché non viene fuori, non pozzo dire a chistu”.
La regola è “finché non viene fuori”, il sottinteso è che nella Chiesa tutti sanno tutto e usano semmai le intemperanze sessuali e criminali dei confratelli come armi nelle loro guerre di potere. Anche qui è Gisana a dirlo, rappresentando Rugolo come vittima che si sta guadagnando la santità: “Gente che lo osteggia, i fratelli! Lo calunniano”.
Rugolo è vittima perché si trova inopinatamente a dover rispondere dei suoi reati, mentre l’altro sacerdote peccatore la fa franca (e per il vescovo il fatto che sia lui a fargliela fare franca sembra non rilevare ai fini etici).
Ecco ancora le parole di Gisana a Rugolo: “Se tu mi fai la domanda: perché X (perché non posso dire il nome) è ancora a galla e io no, non so risponderti. Certo il rapporto di Dio con noi è molto variegato”.
Difficile capire se questa frase contenga una sottile ironia.
Sicuramente non c’è nessuna ironia nel vicario di Gisana, don Nino Rivoli, quando il vescovo gli racconta delle tre ore di faccia a faccia con i magistrati.
Per lui la colpa di Rugolo non è di aver abusato sessualmente di ragazzini che gli sono stati affidati, fatto noto a tutto il clero di Enna. La colpa di Rugolo è essersi fatto beccare, mettendo in imbarazzo il vescovo che lo aveva protetto: “Ma vidi ‘stu cretinu, in quale guaio c’ha messo”. Naturalmente in dialetto, come la drammaticità del momento impone.
Episodio cinque di sette.
è un podcast di giornalismo investigativo in 7 puntate disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme
Autori:
Stefano Feltri
Giorgio Meletti
Federica Tourn
Con la collaborazione di Carmelo Rosa
Consulenza musicale e sonora: Stefano Tumiati
Produzione:
Il podcast La Confessione è possibile grazie al sostegno degli abbonati

Mercoledì prossimo, 10 aprile, al Kenisa, ore 18:30 , si terrà la presentazione del podcast “La Confessione” che ricostruisce come la Chiesa italiana silenzia le denunce delle vittime, copre i preti sotto accusa e nasconde lo scandalo. Il lavoro firmato da Stefano Feltri, Giorgio Meletti e Federica Tourn racconta, con audio originali, la vicenda del sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato lo scorso 5 marzo a 4 anni e 6 mesi per violenza sessuale . Gli autori ripercorrono la storia con una visione un po’ più ampia ponendo l’interrogativo del perché soltanto in Italia non è ancora scoppiato il caso degli abusi nella Chiesa cattolica. E così dal racconto emerge che il sistema di copertura degli abusatori è ancora in piedi ed efficace, coinvolge decine e decine di preti e vescovi ed è tacitamente approvato dai vertici del Vaticano.
Il podcast La Confessione ricostruisce come la Chiesa italiana silenzia le denunce delle vittime, copre i preti sotto accusa e nasconde lo scandalo. E sono loro, i preti, a raccontarlo.
“Ho insabbiato tutto”, dice il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana, intercettato al telefono mentre parla con il prete accusato di violenza sessuale, don Giuseppe Rugolo.
Per la prima volta possiamo ascoltare direttamente i protagonisti di una vicenda di abusi spiegare come funziona il sistema per insabbiare e depistare, come si usano le risorse della Chiesa per tacitare le vittime e lasciare gli abusatori impuniti. Secondo Gisana, le accuse di violenza sessuale per Rugolo sono un dono di Dio, “per diventare santo”.
Antonio Messina, il giovane archeologo che ha denunciato, è un ragazzo di Enna che per anni è stato abusato da don Rugolo, fin da quando era minorenne. Nel 2014 inizia a chiedere giustizia alle strutture ecclesiastiche, dieci anni dopo arriva la sentenza dalla magistratura ordinaria.
Grazie alla sua denuncia, sono emersi i documenti audio su cui si basa questo podcast: intercettazioni telefoniche e dialoghi registrati dai protagonisti all’insaputa l’uno dell’altro.
Possiamo sentire così monsignor Gisana, vescovo tuttora in carica, che propone di comprare il silenzio della vittima con soldi tolti ai poveri della Caritas, e che ammette di usare i fondi dell’otto per mille per sostenere il prete abusatore e mandarlo a Ferrara, al riparo dalle accuse, sempre per occuparsi di ragazzini, con l’appoggio del vescovo locale, monsignor Gian Carlo Perego.
La Confessione è un podcast che sviluppa l’inchiesta di rilievo internazionale che conduce ormai da due anni Federica Tourn sugli abusi nella Chiesa e che già ha fatto esplodere il caso del gesuita Marko Rupnik.
Federica Tourn ha seguito tutte le fasi dell’inchiesta e del processo, ha intervistato i protagonisti e gli esperti. Con Stefano Feltri e Giorgio Meletti ha costruito un atto d’accusa che per la prima volta racconta le responsabilità dei vertici della Chiesa italiana e del Vaticano, incluso papa Francesco che ha pubblicamente elogiato il vescovo insabbiatore Gisana.
All’evento, moderato dalla giornalista Pierelisa Rizzo, partecipano, oltre agli autori Meletti e Tourn, Antonio Messina, e la sua avvocata Eleanna Parasiliti Molica mentre collegato in videoconferenza ci sarà Francesco Zanardi, presidente di Rete L’Abuso, unica associazione italiana che si occupa di sopravvissuti agli abusi clericali.
La Confessione
è un podcast di giornalismo investigativo in 7 puntate disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme
Autori:
Stefano Feltri
Giorgio Meletti
Federica Tourn
Con la collaborazione di
Carmelo Rosa
Consulenza musicale e sonora
Stefano Tumiati
Produzione:
Il podcast La Confessione è possibile grazie al sostegno degli abbonati alla newsletter Appunti

La tecnica – spostare gli abusatori da una parrocchia all’altra per farli sfuggire alle accuse, di fatto consentendo loro di continuare a occuparsi di ragazzini – fu scoperta nel 2002 da un’inchiesta del Boston Globe resa celebre dal film Spotlight, premiato con l’Oscar nel 2016.
Giuseppe Rugolo, il parroco accusato da Antonio Messina di violenza sessuale, e recentemente condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere, quando la sua vittima inizia a denunciare e si spargono voci e imbarazzi, viene spedito dal vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana alla diocesi di Ferrara, dove il vescovo Gian Carlo Perego non solo lo accoglie benevolmente ma lo incarica senza esitazione, ancora una volta, di occuparsi dei ragazzi.
Proprio quello che succedeva a Boston. In seguito all’inchiesta del Boston Globe fu la stessa arcidiocesi di Boston, dopo le clamorose dimissioni del vescovo Bernard Francis Law, a pubblicare una lista di oltre 150 preti accusati di pedofilia, per le cui imprese furono pagati risarcimenti per deine di milioni di dollari.
Ascoltando il quarto episodio di La Confessione sorge una domanda: se a Boston risultano alla Chiesa 150 sacerdoti pedofili in una diocesi che conta due milioni di abitanti, quanti potrebbero essere i preti molestatori nella diocesi di Piazza Armerina che ha circa 200 mila abitanti? Una quindicina, facendo un calcolo puramente aritmetico.
Sicuramente ascoltando La Confessione si capisce che a Enna tutti i preti, a cominciare dal vescovo Gisana, sanno e si dicono che Rugolo non è l’unico. E tutti gli altri vengono coperti.
Episodio quattro di sette.
è un podcast di giornalismo investigativo in 7 puntate disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme
Autori:
Stefano Feltri
Giorgio Meletti
Federica Tourn
Con la collaborazione di Carmelo Rosa
Consulenza musicale e sonora: Stefano Tumiati
Produzione:
Il podcast La Confessione è possibile grazie al sostegno degli abbonati

Registrazione video della conferenza stampa dal titolo “Presentazione di “La confessione”, inchiesta sugli abusi nella chiesa italiana. Un podcast di giornalismo investigativo in 7 puntate” che si è tenuta a Roma lunedì 11 marzo 2024 alle ore 15:13.
Con Giorgio Meletti (giornalista), Stefano Feltri (giornalista), Federica Tourn (giornalista indipendente), Antonio Messina, Pierelisa Rizzo (giornalista), Eleanna Panasiliti (avvocato di Antonio Messina), Antonio Messina.
La conferenza stampa è stata organizzata da Federazione Nazionale Stampa Italiana.
Tra gli argomenti discussi: Cattolicesimo, Censura, Chiesa, Clandestinita’, Cristianesimo, Decessi, Diritti Umani, Fnsi, Francesco, Giornalismo, Giornalisti, Giustizia, Immigrazione, Infanzia, Informazione, Italia, Mediterraneo, Minori, Pedofilia, Podcasting, Polizia, Psicologia, Religione, Sacerdozio, Stampa, Tratta Di Esseri Umani, Vaticano, Violenza.
https://www.radioradicale.it/scheda/722942/presentazione-di-la-confessione-inchiesta-sugli-abusi-nella-chiesa-italiana-un-podcast