Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Padre Corradi , 82 anni, e padre Corbacho, 56, sono stati arrestati in Argentina: il primo aveva lavorato per anni all’Istituto Provolo a Verona, in Italia. A incastrarli, le testimonianze shock di alcune delle vittime.

    Arrestati in Argentina due sacerdoti accusati di aver abusato sessualmente di decine di bambini sordomuti di un istituto a Lujàn de Cuyo, nella diocesi di Mendoza. Uno dei due è un nostro connazionale: si tratta di padre Nicola Corradi, 82 anni, denunciato per la prima volta negli anni Ottanta sempre per casi di pedofilia presso l’Istituto Antonio Provolo di Verona, ora agli arresti domiciliari a causa della sua età avanzata. L’altro è Horacio Corbacho, 56 anni. Si ritiene che i due abbiano violentato decine di bambini diversamente abili di età compresa tra i 10 e i 12 anni tra il 2005 e il 2009. Fermato con loro, con le stesse accuse, anche un laico.

    Gli abusi dei due sarebbero proseguiti fino ad oggi, dopo il loro rientro in Argentina dall’Italia, sempre in una casa di proprietà dell’istituto Antonio Provolo. Per ora i casi di abuso su cui si indaga sono una decina ed il procuratore generale argentino Alejandro Gullè ha stabilito l’arresto in seguito alle testimonianze di alcune delle vittime, considerate decisive. Almeno venticinque i testimoni finora ascoltati e 12 i casi dal 2007 presi in considerazione. Da incubo i loro racconti fatti al magistrato attraverso un interprete che traduceva in linguaggio dei segni.

    Un portavoce dell’arcivescovo di Mendoza, diocesi dove hanno continuato ad operare indisturbati i due sacerdoti, precisamente nella località di Carrodilla, continuando ad avere contatti con i bambini, ha commentato gli arresti dicendo che “la Chiesa prova molta tristezza ed indignazione”, che la magistratura non ha riferito particolari dettagli delle indagini e che l’arcivescovo “solidarizza con le vittime e le famiglie” e che “collaborerà con la giustizia”. Il portavoce ha anche affermato di aver immediatamente informato degli arresti i vertici dell’Istituto Antonio Provolo, a Verona.

    Il precedente a Verona: “Sodomizzato da 15 preti”
    Non è la prima volta che l’Istituto Antonio Provolo di Verona finisce nell’occhio del ciclone a causa di presunti scandali sessuali ad opera dei sacerdoti che operano nella struttura sugli ospiti sordi, e sempre con padre Nicola Corradi tra i protagonisti. È del marzo scorso la testimonianza shock di un ex allievo, oggi sessantenne, su alcuni episodi di pedofilia che si sarebbero verificati tra le mura della scuola. “Sono stato sodomizzato e costretto ad avere rapporti sessuali da almeno quindi preti e fratelli”, ha raccontato alla stampa. E ha continuato: “Sono senza udito da quando avevo 8 anni e sono entrato al Provolo l’anno successivo. Praticamente dalle prime settimane a quando, a 15 anni, uscii da quell’inferno, sono stato abusato in ogni modo”.

    Lo Snap, l’associazione che tutela le vittime di abusi sessuali, è convinto che don Corradi abbia potuto espatriare dopo aver comprato il silenzio di alcune vittime. “Protestiamo la nostra indignazione per aver permesso a questi religiosi di avvicinare altri minori in condizioni di particolare fragilità, contando sulla prescrizione delle accuse – fanno sapere in una nota -. Ci domandiamo come abbia potuto Papa Francesco, ex arcivescovo di Buenos Aires, non prendere provvedimenti contro i sacerdoti trasferiti a due passi dalla sua sede episcopale”.

    http://www.fanpage.it/minori-sordomuti-abusati-da-preti-a-verona-arrestati-due-sacerdoti/

  • Preti arrestati per abusi su minori: “La Chiesa sa tutto, non ha fatto nulla”

    Preti arrestati per abusi su minori: “La Chiesa sa tutto, non ha fatto nulla”

    “Non ci aspettiamo più nulla, né dal Vaticano né dalla magistratura.” E’ tagliente il commento di Marco Lodi Rizzini, segretario dell’associazione sordi “Antonio Provolo” onlus di Verona, che raccoglie le vittime degli abusi perpetrati a danni di bambini disabili a partire dagli anni Ottanta. “Abbiamo saputo degli arresti in Argentina. – continua – Ci è sembrato strano che i due sacerdoti continuassero ad operare con i minori, ma fine ad un certo punto. La prassi della Chiesa cattolica e dell’Istituto Antonio Provolo è stata sempre questa, fare il gioco delle tre carte, spostare sacerdoti senza punirli. Sappiamo di sacerdoti allontanati, spostati in Argentina, poi riportati in Italia, in case diverse da quella di Verona.”

    Il tono di Lodi Rizzini è pieno di amarezza, con una punta di rassegnazione. “Conosco padre Corradi. In Italia la magistratura non si è mai mossa perché i reati risultavano caduti in prescrizione. Meno male che ci ha pensato la magistratura argentina. – prosegue – A noi risultano, nel solo istituto di Verona quindici persone abusate dai sacerdoti, a cui si aggiungono altre cinque persone che hanno denunciato gli abusi davanti alla commissione vaticana appositamente costituita negli scorsi anni. Ci sono tanti altri casi, però, e non solo a Verona. In tanti hanno paura o vergogna di denunciare.”

    Il caso dell’istituto Provolo di Verona, al centro di polemiche e denunce da anni, è stato anche portato all’attenzione di papa Francesco. “Ha incontrato mia sorella, vittima di abusi, nell’ottobre del 2015 in Vaticano, in occasione della giornata mondiale dell’handicap. – dice ancora il segretario dell’associazione – Hanno colloquiato per sette minuti. Abbiamo chiesto che il Vaticano istituisse una commissione indipendente per verificare cosa sia effettivamente successo nell’istituto Provolo. Abbiamo chiesto al Papa di aprire gli archivi della Conferenza Episcopale Italiana. Ho notizia che monsignor Angelo Becciu, della segreteria di Stato, ha scritto, per conto del Papa, una lettera in questo senso al presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco. Nulla è successo.”

    http://www.fanpage.it/preti-arrestati-per-abusi-su-minori-la-chiesa-sa-tutto-non-ha-fatto-nulla/

  • VI° Anniversario della Giornata della Memoria delle Vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi

    VI° Anniversario della Giornata della Memoria delle Vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi

    Da anni seguiamo la vicenda degli ex alunni dell’Istituto Provolo di Verona, una ferita aperta che a distanza di decenni dalle molestie subite, di 9 anni dal tentativo di dialogo con la curia e di 7 anni dalle pubbliche denunce dei fatti ancora non trova risposte. Solo la tenacia delle vittime, per troppo tempo inascoltate e addirittura offese, ha consentito all’opinione pubblica di conoscere una vicenda che la Chiesa e la quasi totalità degli esponenti del mondo politico avrebbero voluto tenere nascosta e sottrarre alla memoria. Per questo, anche quest’anno, in occasione della “Giornata della Memoria delle Vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi”, ringraziamo l’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus per la grande battaglia di conoscenza e verità che da anni combatte. Siamo stati, siamo e saremo al vostro fianco.

    Di seguito, il comunicato dell’associazione.


    COMUNICATO DELLE VITTIME DI ABUSI DA PARTE DEI RELIGIOSI DELL’ISTITUTO ANTONIO PROVOLO DI VERONA

    OGGI, SI CELEBRA IL SESTO ANNIVERSARIO DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA, PER TENERE VIVO IL RICORDO DEGLI ABUSI CLERICALI PERPETRATI SU BAMBINI SORDOMUTI E DELLA PEDOFILIA CLERICALE IN GENERALE.

    QUANTO E’ ACCADUTO ALL’ISTITUTO ANTONIO PROVOLO DI VERONA E’ ORMAI FATTO BEN NOTO A TUTTI MA VOGLIAMO AGGIORNARVI SUGLI ULTIMI ACCADIMENTI.

    IL VESCOVO DI VERONA, MONSIGNOR GIUSEPPE ZENTI, DA NOI DENUNCIATO PER DIFFAMAZIONE, HA PUBBLICAMENTE FATTO LE PROPRIE SCUSE ALL’ASSOCIAZIONE SORDI PROVOLO E AL PRESIDENTE, GIORGIO DALLA BERNARDINA, NEL 2010.
    A DICEMBRE 2010, DIETRO RICHIESTA DEL VATICANO, LA CURIA DI VERONA E’ STATA COSTRETTA A CHIEDERE DI POTER AUDIRE LE VITTIME DEGLI ABUSI.

    E’ STATO CONCORDATO CHE CIO’ AVVENISSE NELLA SEDE DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO DI VERONA MA ABBIAMO PRETESO CHE NON CI FOSSE LA PRESENZA DI ALCUN SACERDOTE E CHE LE DOMANDE ALLE VITTIME FOSSERO POSTE DAL DOTT. MARIO SANNITE, EX PRESIDENTE DEL TRIBUNALE PENALE DI VERONA, CON LA PRESENZA DEL CANCELLIERE DEL TRIBUNALE, DI NOSTRI MEDIATORI ALLA COMUNICAZIONE, DEL NOSTRO AVVOCATO E CON REGISTRAZIONE VIDEO: TALI NOSTRE RICHIESTE SONO STATE TOTALMENTE ESAUDITE.

    A FINE FEBBRAIO 2011 SONO FINITE LE AUDIZIONI, ALLE QUALI HANNO VOLUTO PARTECIPARE CINQUE PERSONE CHE IN PRECEDENZA NON AVEVANO DICHIARATO NULLA, E HANNO RACCONTATO PER LA PRIMA VOLTA GLI ABUSI SESSUALI E LE VIOLENZE FISICHE SUBITI.

    DURANTE L’AUDIZIONE DI BISOLI GIANNI IL QUALE HA DENUNCIATO ABUSI SESSUALI DA PARTE DEL VESCOVO GIUSEPPE CARRARO, E’ STATO CHIESTO ALLO STESSO SE FOSSE STATO DISPOSTO A FARE UN SOPRALLUOGO NELL’APPARTAMENTO VESCOVILE. NONOSTANTE BISOLI ABBIA DATO LA PROPRIA DISPONIBILITA’, DETTO SOPRALLUOGO NON E’ STATO FATTO.

    IL 24 MAGGIO 2011 ALLA TRASMISSIONE DI CANALE 5 “MATRIX” IL DOTT. SANNITE, INTERPELLATO DAL GIORNALISTA, HA DICHIARATO CHE “ALMENO TRE TRA SACERDOTI E LAICI HANNO AMMESSO GLI ABUSI”.

    A TUTT’OGGI, NONOSTANTE NOSTRE REITERATE RICHIESTE RIVOLTE A DON MAZZONI, PRESIDENTE DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO DI VERONA, NON CI SONO STATE DATE, COME ERA STATO CONCORDATO, NE’ LE REGISTRAZIONI VIDEO NE’ I VERBALI DELLE AUDIZIONI SOTTOSCRITTI DAGLI ABUSATI, TRINCERANDOSI DIETRO LA MOTIVAZIONE CHE ATTENDEVANO UNA DECISIONE DEL VATICANO, IL QUALE, A DETTA DI DON MAZZONI, AVREBBE RICHIESTO ULTERIORI AUDIZIONI DEI PRETI COINVOLTI, AUDIZIONI CHE SAREBBERO TERMINATE IL 31 LUGLIO 2011.

    IL 18 LUGLIO 2011 E’ STATA INVIATA UNA LETTERA AL PAPA, AL CARDINALE BERTONE, AL CARDINALE BAGNASCO E AL VESCOVO DI VERONA CON LA QUALE SI CHIEDEVA DI SCONSACRARE LE TRE CHIESE DELL’ISTITUTO PROVOLO DOVE SONO STATI PERPETRATI GLI ABUSI (MASTURBAZIONI, SODOMIZZAZIONI, RAPPORTI ORALI, …) A DANNO DEI PICCOLI SORDOMUTI.

    IL VATICANO, DOPO IL LAVORO DELLA COMMISSIONE DI INDAGINE, HA AMMESSO GLI ABUSI.

    IL VATICANO ASSERISCE LA NON COMPLETA ATTENDIBILITÀ DI BISOLI GIANNI BASANDOSI SULLA DATA DI UNA PAGELLA CHE AVREBBE ATTESTATO LE DIMISSIONI DALL’ISTITUTO PER SORDOMUTI PROVOLO NEL 1963. BISOLI HA TROVATO TRA LE SUE CARTE L’ORIGINALE DELLA PAGELLA CHE È DATATA UN ANNO DOPO (SULLA COPIA PRESENTATA AL DOTT. SANNITE LA DATA APPARE CONTRAFFATTA) QUINDI IL TEMPO DI PERMANENZA DI BISOLI ALL’ISTITUTO È ASSOLUTAMENTE COMPATIBILE CON QUANTO DENUNCIATO.

    UN’ALTRA VITTIMA DI ABUSI ACCUSA L’EX VESCOVO GIUSEPPE CARRARO, MENTRE UN TERZO ABUSATO, CHE AVEVA CONFESSATO AD UN AMICO DI ESSERE STATO SODOMIZZATO DAL VESCOVO STESSO,SI E’ TOLTO LA VITA, IMPICCANDOSI NEL GENNAIO DEL 1991.

    LE PENE COMMINATE DAL VATICANO AI PRETI RITENUTI RESPONSABILI, SONO STATE ESTREMAMENTE LIEVI, TENUTO CONTO CHE HANNO ROVINATO LA VITA A BAMBINI CHE POI HANNO AVUTO ENORMI PROBLEMI DA ADULTI.

    LA CEI, SOLLECITATA PIU’ VOLTE, NON HA ANCORA PARLATO DEL FATTO DI PROMUOVERE UNA COMMISSIONE D’INDAGINE INDIPENDENTE AL FINE DI APPURARE L’ENTITA’ DELLE VIOLENZE SESSUALI COMMESSE IN STRUTTURE E/O DA MEMBRI DEL CLERO ANCHE IN PASSATO.

    LA STESSA RICHIESTA E’ STATA RIVOLTA AL PAPA CON LETTERA 31 DICEMBRE 2013.
    L’ONU, NEL FEBBRAIO 2014, HA FATTO UNA DURISSIMA REPRIMENDA NEI CONFRONTI DEL VATICANO, ACCUSANDOLO DI AVER FATTO POCO O NULLA PER PREVENIRE O FAR CESSARE GLI EPISODI DI PEDOFILIA CLERICALE, PARAGONANDO DETTI ABUSI AL DELITTO DI TORTURA.

    IN OTTOBRE 2015 ABBIAMO AVUTO , IN VATICANO, UN COLLOQUIO DI CIRCA 10 MINUTI CON PAPA FRANCESCO, DURANTE IL QUALE, TRA LE ALTRE COSE, GLI ABBIAMO PROPOSTO DI ISTITUIRE UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA INDIPENDENTE E L’APERTURA DEGLI ARCHIVI INERENTEMENTE AI CASI DI PEDOFILIA. CI E’ STATO RISPOSTO CON LETTERA A FIRMA MONS. BECCIU, DOVE VENIVAMO INFORMATI CHE SAREBBE STATA INTERESSATA LA CEI.

    STIAMO ASPETTANDO RISPOSTA.

    AD OGGI I PRETI RESPONSABILI DEGLI ABUSI VIVONO TRANQUILLAMENTE ANCORA NELL’ISTITUTO ANTONIO PROVOLO DI VERONA E IN ARGENTINA.
    COME ABBIAMO SEMPRE DETTO, CONTINUEREMO A CHIEDERE GIUSTIZIA AFFINCHE’ CHI HA COMMESSO DETTI CRIMINI, CHE HANNO ROVINATO LA VITA DI TANTE PERSONE SORDE, VENGANO INCHIODATI ALLE PROPRIE RESPONSABILITA’.

    SIRMIONE (BS), 01 OTTOBRE 2016
    info@associazionesordiprovolo.it

    RELIGIOSI E LAICI ANCORA IN VITA:
    – OTTO PRETI
    – DUE LAICI
    – UN EX PRETE
    – UN EX LAICO

    VI° Anniversario della Giornata della Memoria delle Vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi

  • PEDOFILIA: don Agostino Micheloni salvato parzialmente dalla prescrizione. Ora il via al procedimento civile contro lui e gli istituti Provolo e Gresner

    PEDOFILIA: don Agostino Micheloni salvato parzialmente dalla prescrizione. Ora il via al procedimento civile contro lui e gli istituti Provolo e Gresner

    Salvato da un processo penale per presunti abusi, grazie all’intervento dei termini di prescrizione, ma non dalla richiesta di risarcimento danni in sede civile che toccherà il portafogli non solo don Agostino Micheloni, ma anche alla Diocesi di Verona.

    Si conclude per il momento così l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato della Rete L’ABUSO Sergio Cavaliere lo scorso gennaio e dibattuta in aula lo scorso 17 marzo dall’avvocato Paolo Tacchi Venturi.

    Il querelante Giuseppe C. una delle presunte vittime degli istituti cattolici Antonio Provolo e Fortunata Gresner di Verona, oggi 24enne. Il 15-12-2014 il gip Giuseppe Pighi aveva chiesto l’archiviazione motivando l’infondatezza della notizia di reato e sopraggiunti termini di prescrizione.

    In realtà però, nei carteggi forniti proprio dalla Diocesi di Verona, emergeva che anche altri ex allievi dei due istituti veronesi avevano indicato don Micheloni come loro molestatore. Sulla base di queste dichiarazioni (precedentemente non depositate) gli avvocati della Rete L’ABUSO hanno potuto opporsi all’archiviazione facendo decadere “l’infondatezza della notizia di reato” e dando quindi la possibilità alla vittima di poter richiedere i danni materiali derivati dai presunti abusi.

    Va ricordato che l’archiviazione per intervenuti termini di prescrizione non è e non va considerata una assoluzione. Per don Micheloni restava la possibilità; qualora avesse voluto chiarire la sua posizione poteva chiedere la rinuncia alla prescrizione e il prosieguo delle indagini, che nel caso lo avessero ritenuto colpevole, per via dell’avanzato stato di età del sacerdote, non lo avrebbero porterebbero a dover scontare una eventuale condanna.

    Resta invece aperta la richiesta di risarcimento danni per la quale la Rete L’ABUSO nello scorso dicembre, aveva comunicato a Agostino Micheloni, alla Diocesi di Verona, all’istituto Antonio Provolo e Fortunata Gresner, la messa in mora per quanto riguarda il risarcimento in sede civile.

    il portavoce Francesco Zanardi

  • Comunicato stampa: Opposizione all’archiviazione e messa in mora degli istituti per sordi Provolo e Gresner di Verona

    Comunicato stampa: Opposizione all’archiviazione e messa in mora degli istituti per sordi Provolo e Gresner di Verona

    E’ stata depositata lunedì 5 gennaio 2015 presso l’ufficio del GIP di Verona, l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione e richiesta di prosecuzione delle indagini, per don Agostino Micheloni, accusato di aver abusato sessualmente di bambini sordi presso gli istituti Antonio Provolo e Fortunata Gresner.

    Il 15 dicembre scorso il Pubblico Ministero Giuseppe Pighi aveva chiesto al GIP l’archiviazione del fascicolo riguardante don Micheloni, accusato da alcuni ex allievi dell’istituto veronese per sordomuti Fortunata Gresner. Per alcune delle presunte vittime del Micheloni, sarebbero intervenuti i termini di prescrizione tranne che per G. C. che oggi ha solo 25 anni.

    La giovane vittima denunciò gli abusi subiti nell’istituto lo scorso maggio, abusi che l’uomo, sordo dalla nascita subì a partire dall’età di 5 anni fino ai 15 quando lasciò l’istituto. A sostegno delle accuse dell’uomo, gli avvocati della Rete L’ABUSO hanno prodotto diversa documentazione non sottoposta fino ad ora all’attenzione degli inquirenti. Tra questa anche la relazione prodotta dalla commissione di inchiesta indipendente inviata dalla Diocesi di Verona nel novembre 2012 alle vittime dei due istituti. Nella relazione, insieme ad una sostanziosa lista di nomi di sacerdoti accusati di abusi su minori appare anche quello di Agostino Micheloni.

    Secondo i legali della Rete L’ABUSO il Pubblico Ministero dovrà vagliare il materiale accusatorio valutando anche il trattato di Lanzarote, ratificato anche in Italia nell’ottobre del 2013. I due scenari che si dovrebbero aprire sono la prosecuzione delle indagini nei confronti di don Agostino Micheloni, per quello che riguarda la sede penale, ed il risarcimento del danno per quanto riguarda la sede civile.

    Proprio a questo proposito, la Rete L’ABUSO fa sapere che ha provveduto lo scorso 23 dicembre a recapitare la richiesta di messa in mora nei confronti degli istituti Fortunata Gresner e Antonio Provolo, la stessa Diocesi di Verona e il sacerdote Agostino Micheloni.

    Il Presidente Francesco Zanardi

  • Lettera a Papa Francesco – AssociazioneSordi “A. Provolo”

    Lettera a Papa Francesco – AssociazioneSordi “A. Provolo”

    “L’Istituto ecclesiastico Antonio Provolo di Verona ha garantito per oltre un secolo un futuro migliore ai bambini sordi e muti, sostenendoli negli studi e nell’inserimento al lavoro, ma in quell’ edificio sono avvenuti episodi terribili: preti e fratelli religiosi hanno abusato sessualmente di oltre 60 tra bambini e bambine vissuti nell’Istituto.

    Ora, più di trent’anni dopo, le vittime hanno trovato la forza di denunciare i fatti accaduti. Gli abusi di cui parlano sarebbero proseguiti per almeno trent’anni, fino al 1984. Come preannunciato in conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati a Roma il 09 aprile 2014 e tenuto conto che, dopo la commissione d’indagine voluta dal Vaticano, lo stesso ha ammesso gli abusi, è nostra intenzione chiedere i risarcimenti. Primo passo sarà a Bruxelles presso la commissione per i diritti umani assieme a Survivor’s Voice.

    Teniamo anche in considerazione che l’ONU ha fatto recentemente (febbraio 2014) una dura reprimenda nei confronti del Vaticano, per i comportamenti tenuti dallo stesso. Nel dicembre 2013 abbiamo scritto una lettera al Papa per chiedere che la Cei aprisse i propri archivi, dove sicuramente sono depositati moltissimi casi, ad a oggi sconosciuti.”
    Associazione Sordi “Antonio Provolo”

    Caro Papa Francesco,
    Siamo un gruppo di ex allievi dell’Istituto per sordomuti “Antonio Provolo” di Verona, che nel 2009 hanno denunciato sulla stampa, dopo tre anni di contatti infruttuosi con la Curia di Verona, gli abusi subiti da preti pedofili dell’Istituto, per evitare che ad altri bambini accadesse quello che è successo a noi.
    Subito siamo stati accusati dal Vescovo di Verona, che da un anno e mezzo era al corrente dei fatti, di essere dei calunniatori.
    Nel 2010 il Vaticano ha chiesto alla Curia di istituire una commissione di indagine con il compito di ascoltare i sordi vittime di abusi.
    Nel 2012, dopo la chiusura dei lavori della commissione, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ammesso gli abusi sui piccoli sordomuti e da calunniatori siamo tornati a rivestire, per l’opinione pubblica, il ruolo, non ricercato, delle vittime.
    Nonostante questo siamo stati lasciati soli.
    Nessuna solidarietà dalla Curia e dalle istituzioni ci è pervenuta.
    Solo l’Associazione Sordi “Antonio Provolo”, da sola, sta cercando di risolvere i gravi problemi di queste persone.
    Le Sue recenti dichiarazioni volte a far emergere il fenomeno delle violenze sessuali sui minori che hanno visto come tristi protagonisti dei membri del clero, ci hanno spinto, quasi incoraggiato a scriverLe.
    Abbiamo pensato allora alle possibili, terrene, risposte al problema che più ci sta più a cuore: nessun bambino deve più subire quello che abbiamo sofferto noi.
    Un po’temerariamente quindi approfittiamo di questa, per suggerirLe una operazione già attuata dalla Chiesa in altri Paesi: promuovere anche in Italia, una Commissione indipendente che faccia emergere i numerosi casi ancora sottaciuti del fenomeno.
    Sarebbe, per quanto ci sembra, una operazione ecumenicamente positiva: le vittime delle violenze potrebbero liberarsi in quell’ ambito di un segreto vissuto come vergognoso per anni, e riprendere una vita terrena meno difficile e rancorosa; la Chiesa, nel contempo, sanerebbe concretamente e in positivo un debito di verità con una realtà tanto tragica quanto, finora, negata.
    Sia pur con pena pensiamo anche ai nostri aguzzini di allora: aprire la finestra a quelle terribili verità terrene potrebbe risanare le piaghe interiori che devono essersi portati dentro per tanto tempo. Perchè anche i torturatori sono, sotto certi punti di vista, vittime delle oscenità perpetrate.
    Nessuna gratuita vendetta postuma cerchiamo quindi, ma misericordia e sostegno per le vittime.
    Per ottenere ciò cerchiamo il più prezioso degli alleati: il Papa.
    Buon Anno.
    Verona, 31 dicembre 2013
    In rappresentanza delle vittime: Giorgio Dalla Bernardina, Presidente Associazione Sordi “Antonio Provolo”

    P.S. Qualora lo ritenesse necessario, siamo fin d’ora a disposizione per un incontro con Lei al fine di esporLe personalmente quanto accaduto.
    Marco Lodi Rizzini, consulente udente dell’Associazione A. Provolo

  • Lettera a Papa Francesco-Ass.ne Sordi “A. Provolo”

    Lettera a Papa Francesco-Ass.ne Sordi “A. Provolo”

    Per oltre un secolo è stato un simbolo della carità della Chiesa: una scuola specializzata per garantire un futuro migliore ai bambini sordi e muti, sostenendoli negli studi e nell’inserimento al lavoro.

    L’Istituto Antonio Provolo di Verona ospitava i piccoli delle famiglie povere, figli di un Nord-est contadino dove il boom economico doveva ancora arrivare.

    Fino alla metà degli anni Ottanta è stato un modello internazionale, ma nel tetro edificio di Chievo, una costruzione a metà strada tra il seminario e il carcere, sarebbero avvenuti episodi terribili.Preti e fratelli religiosi hanno abusato sessualmente di noi”.

    Un’accusa sottoscritta da oltre 60 persone, bambini e bambine che hanno vissuto nell’Istituto, e che ora scrivono: “Abbiamo superato la nostra paura e la nostra reticenza”.

    Gli abusi di cui parlano sarebbero proseguiti per almeno trent’anni, fino al 1984 Come preannunciato in conferenza stampa a Roma presso la sala stampa della Camera dei Deputati il 09 aprile 2014 e tenuto conto che, dopo la commissione d’indagine voluta dal Vaticano, lo stesso ha ammesso gli abusi, è nostra intenzione chiedere i risarcimenti.

    Primo passo sarà a Bruxelles presso la commissione per i diritti umani assieme a Survivor’s Voice. Teniamo anche in considerazione che l’ONU ha fatto recentemente (febbraio 2014) una dura reprimenda nei confronti del Vaticano, per i comportamenti tenuti dallo stesso”. Associazione Sordi “Antonio Provolo”

  • Abusi al Provolo,  venerdì corteo in Bra

    Abusi al Provolo, venerdì corteo in Bra

    Un corteo fino in Piazza Bra e poi spazio alle testimonianze: è l’iniziativa dell’Associazione Sordi ‘Antonio Provolo’ di Verona in occasione venerdì prossimo del quinto anniversario della Giornata della memoria delle vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi.

    Una ricorrenza, sottolinea l’associazione, “che ha l’intento di tenere vivo il ricordo degli abusi clericali perpetrati su bambini sordomuti e la pedofilia clericale in generale. La Cei, sollecitata più volte, non ha ancora parlato del fatto di promuovere una commissione indipendente al fine di appurare l’entità delle violenze sessuali commesse in strutture e/o da membri del clero anche in passato”

    La stessa richiesta – è detto ancora in una nota – è stata rivolta al Papa con lettera 31 dicembre 2013, richiesta rimasta a tutt’oggi inevasa. L’Onu nel febbraio 2014, ha fatto una durissima reprimenda nei confronti del Vaticano, accusandolo di aver fatto poco o nulla per prevenire o far cessare gli episodi di pedofilia clericale, paragonando detti abusi al delitto di tortura.

    I sordi vittime di abusi porteranno dei cartelli con precise domande al Papa in relazione al caso Provolo. Da tempo e in varie occasioni, alcuni sordomuti del Provolo di Verona hanno denunciato di aver subito violenza per anni, reati ormai caduti in prescrizione per la legge italiana e che per questo non sono mai stati risarciti.

    http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=391522/attualita/abusi_al_provolo_venerdi_corteo_in_bra.html

  • Papa Francesco incontra le vittime. Intervista al portavoce della Rete L’ABUSO su Radio 105

    Papa Francesco incontra le vittime. Intervista al portavoce della Rete L’ABUSO su Radio 105

    Da “Il Tempo” del 7 luglio 2014

    Il Papa incontra le vittime di preti pedofili. Francesco Zanardi: «È un’operazione di facciata»

    «L’incontro di Papa Bergoglio con le vittime degli abusi? Ne ero a conoscenza, ma non ci interessa. Allo stato attuale, è una farsa mediatica».

    Francesco Zanardi è stato una delle centinaia di minori vittime accertate di violenza sessuale perpetrata da sacerdoti, ed è presidente della Rete L’Abuso Onlus, che si occupa di dare sostegno e assistenza, legale e psicologica, a chi denuncia molestie o abusi. Zanardi non crede a una «svolta» da parte del Vaticano, nemmeno di fronte ai duri intendimenti esternati da Papa Francesco. L’assenza di strumenti giuridici per il contrasto del fenomeno, anche da parte dello Stato italiano, il non obbligo di denuncia da parte dei vescovi e, a suo dire, una vera e propria rete di copertura internazionale, farebbero dell’Italia una sorta di «paradiso legale dei pedofili».

    Zanardi, lei non è convinto degli intendimenti di Papa Francesco, vero?

    «Ad oggi no. Abbiamo delle vittime che non sono risarcite né seguite, e i sacerdoti non vengono nemmeno più spretati. Localmente le diocesi continuano a insabbiare questi casi, a fare il solito lavoro di stalking nei confronti delle vittime. Per i vescovi portare brutte notizie in Vaticano non è una bella cosa».

    Forse bisogna far pervenire le segnalazioni direttamente al Pontefice?

    «Giada Vitale, una ragazzina di 19 anni di Termoli, c’era riuscita: ha consegnato una lettera in mano a Francesco durante l’Angelus. Ma non ha risposto neanche a lei. Non ha risposto a nessuno. Le vittime arrivano da noi dopo aver già scritto a tutti».

    Al momento quante presunte vittime seguite?

    «Abbiamo fra i 340 e i 350 casi allo stato attuale, con diversi procedimenti aperti in tutta Italia. La differenza fra l’Italia e l’estero è drammatica, perché anche a causa dei Patti Lateranensi ci sono diverse difficoltà ad agire quando il pedofilo è un prete».

    In che senso?

    «C’è una clausola sul protocollo addizionale, all’accordo del 1986, dove la magistratura si impegna a segnalare al Vescovo l’apertura di un fascicolo su uno dei suoi chierici. Questo vuol dire che il bidello, o l’allenatore di calcio, se è indagato non lo sa finché non riceve apposito avviso di garanzia. Se invece il prete è indagato, la magistratura prima di aprire un fascicolo comunica tutto al vescovo, quindi fornendogli gli strumenti per difendersi, recuperare le prove o insabbiare».

    In chiave pedofilia, però, c’è la Convenzione di Lanzarote che mette molti paletti.

    «Certo. Ma cosa ha fatto lo Stato italiano? Ha tolto l’obbligo di produrre il casellario giudiziario alle categorie che appartengono al volontariato: non solo preti, ma anche allenatori di calcio o baby sitter, nonostante siano le figure più rischiose. E poi l’Italia è l’unico Paese che non ha mai fatto una Commissione d’inchiesta sui preti pedofili, quindi non esiste una quantificazione».

    Cosa dovrebbe fare Papa Francesco?

    «Innanzitutto, una cosa banale: introdurre l’obbligo di denuncia per i vescovi. Se copri un abuso, paghi. Banale, ma fondamentale».

    Si è scontrato con Bagnasco proprio per questo motivo, lo sa?

    «Non deve scontrarsi, deve agire. Lui è il monarca di una monarchia assoluta. Può fare quello che vuole. Invece tanti preti oggi sono ancora dove sono. Certo, vengono sospesi dalla Messa: ma cosa vuole che importi?».

    Intanto ha avviato una Commissione, dove partecipa anche una vittima irlandese.

    «Sappiamo già che quella persona non ha buone credenziali. E poi, messa da chi? L’hanno nominata le vittime? A che servono le commissioni, se c’è la magistratura?».

    Al Governo italiano, invece, cosa chiedete?

    «Intanto di rivedere i Patti Laternanesi. E poi di dimostrare volontà d’azione. Napolitano, nel 2009 è stato l’unico Presidente della Repubblica che ha dato solidarietà non ai cittadini italiani ma al Papa. Questo la dice lunga su quali sono i rapporti fra lo Stato Italiano e il Vaticano. E poi…».

    E poi?

    «E poi c’è una rete di protezione internazionale. Cardinali indagati che sono stati fatti venire in Italia da Papa Francesco, oggi protetti con l’immunità. C’è il cardinale polacco Wesolowski ricercato dall’Interpol. Poi a Parma il prete italiano Padre Reverberi, che aveva aperto un orfanotrofio in Brasile dove in realtà vendeva questi bambini per sesso. Oppure la storia dell’Istituto per sordomuti Antonio Provolo, con sede a Verona e La Plata (Argentina, ndr) con una lista di preti e fratelli laici ricercati che si sono scambiati di sede. Questo, perché in Italia non c’è l’estradizione obbligatoria per reati del genere. Una sorta di paradiso legale».

    Vincenzo Bisbiglia

    http://www.iltempo.it/cronache/2014/07/07/francesco-zanardi-violentato-e-un-operazione-di-facciata-1.1268690

  • Francesco Zanardi, violentato: «È un’operazione di facciata»

    Francesco Zanardi, violentato: «È un’operazione di facciata»

    «L’incontro di Papa Bergoglio con le vittime degli abusi? Ne ero a conoscenza, ma non ci interessa. Allo stato attuale, è una farsa mediatica». Francesco Zanardi è stato una delle centinaia di minori vittime accertate di violenza sessuale perpetrata da sacerdoti, ed è presidente della Rete L’Abuso Onlus, che si occupa di dare sostegno e assistenza, legale e psicologica, a chi denuncia molestie o abusi. Zanardi non crede a una «svolta» da parte del Vaticano, nemmeno di fronte ai duri intendimenti esternati da Papa Francesco. L’assenza di strumenti giuridici per il contrasto del fenomeno, anche da parte dello Stato italiano, il non obbligo di denuncia da parte dei vescovi e, a suo dire, una vera e propria rete di copertura internazionale, farebbero dell’Italia una sorta di «paradiso legale dei pedofili».

    Zanardi, lei non è convinto degli intendimenti di Papa Francesco, vero?

    «Ad oggi no. Abbiamo delle vittime che non sono risarcite né seguite, e i sacerdoti non vengono nemmeno più spretati. Localmente le diocesi continuano a insabbiare questi casi, a fare il solito lavoro di stalking nei confronti delle vittime. Per i vescovi portare brutte notizie in Vaticano non è una bella cosa».

    Forse bisogna far pervenire le segnalazioni direttamente al Pontefice?

    «Giada Vitale, una ragazzina di 19 anni di Termoli, c’era riuscita: ha consegnato una lettera in mano a Francesco durante l’Angelus. Ma non ha risposto neanche a lei. Non ha risposto a nessuno. Le vittime arrivano da noi dopo aver già scritto a tutti».

    Al momento quante presunte vittime seguite?

    «Abbiamo fra i 340 e i 350 casi allo stato attuale, con diversi procedimenti aperti in tutta Italia. La differenza fra l’Italia e l’estero è drammatica, perché anche a causa dei Patti Lateranensi ci sono diverse difficoltà ad agire quando il pedofilo è un prete».

    In che senso?

    «C’è una clausola sul protocollo addizionale, all’accordo del 1986, dove la magistratura si impegna a segnalare al Vescovo l’apertura di un fascicolo su uno dei suoi chierici. Questo vuol dire che il bidello, o l’allenatore di calcio, se è indagato non lo sa finché non riceve apposito avviso di garanzia. Se invece il prete è indagato, la magistratura prima di aprire un fascicolo comunica tutto al vescovo, quindi fornendogli gli strumenti per difendersi, recuperare le prove o insabbiare».

    In chiave pedofilia, però, c’è la Convenzione di Lanzarote che mette molti paletti.

    «Certo. Ma cosa ha fatto lo Stato italiano? Ha tolto l’obbligo di produrre il casellario giudiziario alle categorie che appartengono al volontariato: non solo preti, ma anche allenatori di calcio o baby sitter, nonostante siano le figure più rischiose. E poi l’Italia è l’unico Paese che non ha mai fatto una Commissione d’inchiesta sui preti pedofili, quindi non esiste una quantificazione».

    Cosa dovrebbe fare Papa Francesco?

    «Innanzitutto, una cosa banale: introdurre l’obbligo di denuncia per i vescovi. Se copri un abuso, paghi. Banale, ma fondamentale».

    Si è scontrato con Bagnasco proprio per questo motivo, lo sa?

    «Non deve scontrarsi, deve agire. Lui è il monarca di una monarchia assoluta. Può fare quello che vuole. Invece tanti preti oggi sono ancora dove sono. Certo, vengono sospesi dalla Messa: ma cosa vuole che importi?».

    Intanto ha avviato una Commissione, dove partecipa anche una vittima irlandese.

    «Sappiamo già che quella persona non ha buone credenziali. E poi, messa da chi? L’hanno nominata le vittime? A che servono le commissioni, se c’è la magistratura?».

    Al Governo italiano, invece, cosa chiedete?

    «Intanto di rivedere i Patti Laternanesi. E poi di dimostrare volontà d’azione. Napolitano, nel 2009 è stato l’unico Presidente della Repubblica che ha dato solidarietà non ai cittadini italiani ma al Papa. Questo la dice lunga su quali sono i rapporti fra lo Stato Italiano e il Vaticano. E poi…».

    E poi?

    «E poi c’è una rete di protezione internazionale. Cardinali indagati che sono stati fatti venire in Italia da Papa Francesco, oggi protetti con l’immunità. C’è il cardinale polacco Wesolowski ricercato dall’Interpol. Poi a Parma il prete italiano Padre Verberi, che aveva aperto un orfanotrofio in Brasile dove in realtà vendeva questi bambini per sesso. Oppure la storia dell’Istituto per sordomuti Antonio Provolo, con sede a Verona e La Plata (Argentina, ndr) con una lista di preti e fratelli laici ricercati che si sono scambiati di sede. Questo, perché in Italia non c’è l’estradizione obbligatoria per reati del genere. Una sorta di paradiso legale».

    http://www.iltempo.it/politica/2014/07/07/news/francesco-zanardi-violentato-e-unoperazione-di-facciata-946616/