Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Bari

  • Un altro ragazzo accusa don Vito: “Mi fece domande intime e mi invitò a vedere film porno”

    Un altro ragazzo accusa don Vito: “Mi fece domande intime e mi invitò a vedere film porno”

    Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.

    Gli episodi contestati – «con frequenza quotidiana, prevalentemente serale» dice l’ordinanza – sarebbero avvenuti dal 2022, prima nell’auto del parroco poi in sacrestia, nell’ufficio parrocchiale nell’abitazione di Martinelli. Per il gip Domenico Zeno gli atti sessuali sono stati «compiuti» sul denunciante e «approcciati per giungere alla stessa situazione» con l’altro ragazzo.

    Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».

    Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.

    Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».

    Che l’indagine fosse in corso, del resto, era cosa nota nell’ambiente ecclesiastico, perché il 20enne che avrebbe subito gli abusi sessuali, nell’ottobre 2025, si era confidato con il nuovo parroco della chiesa del Sacro Cuore (che fino all’agosto di quell’anno era affidata a don Vito) e successivamente era stato chiamato dal vescovo Leonardo D’Ascenzo.

    L’arresto è stato disposto, perché – secondo il giudice – esiste sia il pericolo di inquinamento probatorio che di reiterazione del reato. A Don Vito viene infatti attribuita una «condotta seriale» e la capacità di esercitare «una forte influenza sulle persone nel contesto ecclesiale di riferimento». Il timore era per l’altro ragazzo e per quelli che frequentavano la chiesa e anche la scuola, considerato che il sacerdote insegna in un istituto di Corato. Anche il ragazzo che ha denunciato, sarebbe stato contattato da persone vicine a Martinelli, per cercare di fargli ricucire i rapporti con lui e magari ipotizzare di ritirare la denuncia.

    https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/10/14/news/un_altro_ragazzo_accusa_don_vito_mi_fece_domande_intime_e_mi_invito_a_vedere_film_porno-425645953/

  • Corato, spuntano altri testimoni sul parroco arrestato: «Ha fatto proposte sconce anche a me»

    Corato, spuntano altri testimoni sul parroco arrestato: «Ha fatto proposte sconce anche a me»

    Almeno uno dei tredici testimoni ascoltati dalla Squadra mobile di Bari ha confermato i metodi utilizzati da don Vito Martinelli, l’ex parroco di Corato finito ai domiciliari sabato per violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e che oggi dovrà comparire davanti al gip di Trani, Domenico Zeno, per l’interrogatorio di convalida. I dettagli sono nel verbale che il pm Francesco Chiechi ha depositato tra gli atti di supporto alla richiesta di arresto in carcere per il sacerdote 56enne (difeso dagli avvocati Rinaldo Alvisi di Barletta e Salvatore D’Aluiso di Bari): un’inchiesta nata dal racconto della vittima, che per il gip è «coerente, costante e dettagliato».

    Tra le persone ascoltate dalla Squadra mobile c’è un altro parrocchiano del Sacro Cuore, che ha raccontato dei messaggi ricevuti dal sacerdote fornendo gli screenshot delle anteprime: il testimone ha detto che don Martinelli, dopo un approccio su Whatsapp, avrebbe trasferito la conversazione su Telegram impostando la cancellazione automatica dei messaggi e facendo domande sulla «vita intima» dell’uomo proponendogli di «guardare insieme» dei video porno. «Un modus operandi già visto nel caso [della vittima] – secondo il gip -, dimostrando che non si trattava di un fatto limitato»…

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2168811/corato-spuntano-altri-testimoni-sul-parroco-arrestato-ha-fatto-proposte-sconce-anche-a-me.html

  • Accusato di violenza sessuale, l’ex parroco di Corato davanti al gip: “Sono innocente”

    Accusato di violenza sessuale, l’ex parroco di Corato davanti al gip: “Sono innocente”

    Ha respinto le accuse e ribadito la propria innocenza don Vito Martinelli, ex parroco della chiesa Sacro Cuore di Gesù di Corato, agli arresti domiciliari dal 10 ottobre con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata.

    Questa mattina il sacerdote ha reso dichiarazioni spontanee durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Domenico Zeno. A riferirlo è l’agenzia Agi, che ha raccolto le dichiarazioni degli avvocati difensori Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso.

    La difesa contesta le accuse
    I legali del parroco hanno adottato la linea difensiva delle dichiarazioni spontanee. Secondo i difensori, durante l’interrogatorio Martinelli ha affermato con fermezza la propria innocenza e l’infondatezza delle contestazioni. L’ordinanza cautelare riguarda presunte condotte commesse tra novembre 2024 e ottobre 2025. Secondo la ricostruzione accusatoria, il sacerdote avrebbe approfittato del proprio ruolo di guida spirituale e del rapporto di fiducia instaurato con un giovane per costringerlo a subire atti sessuali.

    Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Bari e coordinate dalla Procura di Trani. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e l’indagato è presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

    Chiesto l’incidente probatorio
    Nella giornata di ieri il pubblico ministero Francesco Chiechi ha chiesto l’incidente probatorio. La difesa attende che venga fissata la data per ascoltare la persona offesa e sviluppare la propria linea difensiva.

    https://www.baritoday.it/cronaca/interrogatorio-don-vito-martinelli-corato-violenza-sessuale.html

  • L’accusa di violenza sessuale a don Vito Martinelli, il gip di Trani: «Condotte seriali e non occasionali»

    L’accusa di violenza sessuale a don Vito Martinelli, il gip di Trani: «Condotte seriali e non occasionali»

    Gli abusi sarebbero iniziati nel 2022 durante i viaggi da Corato ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Alla richiesta del giovane se alcuni atti costituissero peccato, il prete avrebbe risposto di no, invitandolo poi a consultare uno psicologo per far emergere «la sua latente omosessualità». Poi, simulando approcci intimi, avrebbe iniziato a toccarlo. Da allora, atti simili si sarebbero ripetuti in più occasioni nel corso degli anni, anche nella sacrestia e nei locali della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a Corato. Lo si legge nell’ordinanza di custodia cautelare con cui, sabato scorso, la polizia ha arrestato ai domiciliari don Vito Martinelli, parroco 56enne, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità nei confronti di un giovane parrocchiano. Il ragazzo aveva conosciuto il prete nel periodo di preparazione alla cresima e vedeva in Martinelli il suo «padre spirituale» (si legge negli atti), in quanto anche il giovane aveva deciso di entrare in seminario e diventare sacerdote.

    Per gli inquirenti di Trani, il racconto della persona offesa è coerente e privo di vizi, con indizi gravi a carico del sacerdote le cui condotte sono state ritenute «seriali e non occasionali». Il gip ha anche rilevato i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Martinelli, insegnante di religione al liceo, continuò a seguire il giovane nel suo percorso di ingresso in seminario. A novembre 2025, dopo il trasferimento del prete in un’altra chiesa, il ragazzo raccontò quanto accaduto al nuovo parroco e i due, si legge negli atti, informarono il vescovo di Trani della questione. Oggi, infatti, monsignor Leonardo D’Ascenzo ha spiegato in una nota di aver «avviato l’indagine preliminare sull’operato del Sacerdote» a novembre 2025 e di aver quindi «già disposto la sospensione immediata dell’indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso». Mercoledì mattina, in Tribunale a Trani, si terrà l’interrogatorio di Martinelli, assistito dagli avvocati Salvatore D’Aluiso e Rinaldo Alvisi.

    Il vescovo di Trani: dolore e sconcerto

    «L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie esprime profondo dolore e sconcerto per i fatti contestati» a don Vito Martinelli, prete di Corato (Bari) arrestato sabato scorso con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità nei confronti di un giovane che frequentava la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. Lo si legge in una nota in cui si spiega che l’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo, che il 25 novembre 2025 aveva «avviato l’indagine preliminare sull’operato del Sacerdote», ha «già disposto la sospensione immediata dell’indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso».

    Monsignor D’Ascenzo, «a nome di tutta la comunità diocesana, manifesta vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia». L’Arcidiocesi, si legge ancora, «riafferma la propria piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, offrendo la propria collaborazione per il rapido e completo accertamento della verità dei fatti» e «ribadisce il proprio fermo impegno nella tolleranza zero contro ogni forma di abuso, continuando a lavorare per garantire che le parrocchie e i centri pastorali siano luoghi sicuri».

    https://gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/10/12/laccusa-di-violenza-sessuale-a-don-vito-martinelli-il-gip-di-trani-condotte-seriali-e-non-occasionali-705e3017-ffb4-4d84-891c-3bda746f6dbe/

  • Corato, il parroco ai domiciliari per violenze su un seminarista. La vittima avvertì il vescovo

    Corato, il parroco ai domiciliari per violenze su un seminarista. La vittima avvertì il vescovo

    Quando i poliziotti della Squadra mobile di Bari sabato mattina si sono presentati a casa sua, non hanno trovato nessuno. È per questo che don Vito Martinelli, 56 anni, è stato arrestato a scuola, direttamente dall’aula dell’istituto Oriani-Tandoi dove stava facendo lezione di religione.

    L’ordinanza del gip Domenico Zeno gli contesta un’accusa pesantissima, soprattutto per un sacerdote molto amato dalla comunità e dagli studenti che da trent’anni insegna nelle scuole superiori: violenza sessuale nei confronti di un giovane parrocchiano di cui don Vito era la guida spirituale. Un ragazzo profondamente devoto, che stava iniziando il lungo percorso verso l’ordinazione sacerdotale.

    Sconcerto e stupore sono infatti i sentimenti più comuni in chi conosce Martinelli, a suo agio sui social e davanti alle telecamere quanto in classe. Ma le indagini condotte dal pm Francesco Chiechi della Procura di Trani, partite dalla denuncia della vittima, hanno ricostruito un quadro estremamente problematico che ha convinto il gip Zeno a ravvisare il rischio di reiterazione e dunque a disporre i domiciliari (non è ancora chiara quale sia stata la richiesta della Procura). Anche perché, questo è il sospetto, potrebbero esserci altre vittime di quella che viene definita una «conclamata concupiscenza» da parte dell’ex parroco: l’accusa fa riferimento a una serie di episodi avvenuti tra il 2024 e l’inizio del 2025. Si tratta di «approcci» (non rapporti completi) che l’uomo avrebbe messo in atto durante gli incontri organizzati nell’ ambito del percorso spirituale della vittima. Episodi confermati, nel corso delle indagini, attraverso le chat e i messaggi forniti dalla stessa vittima, ma anche da alcuni testimoni ascoltati dai poliziotti: proprio da qui parte il sospetto che potrebbero esserci altri casi.

    Don Vito si proclama assolutamente innocente. Alle spalle ha una lunga esperienza di pastore e di educatore, due lauree (una terza in arrivo), l’iscrizione come giornalista professionista, ed è noto anche al di fuori della sua città per via delle trasmissioni condotte su tv locali. Nel suo percorso professionale e spirituale, dice chi lo difende, non c’è mai stata alcuna ombra. Anche se qualcosa potrebbe essere cambiata a partire dallo scorso anno.

    La vittima delle attenzioni del sacerdote ha denunciato a fine 2025, ma non prima di aver esposto i fatti alle gerarchie della Chiesa arrivando direttamente al vescovo di Trani, Leonardo D’Ascenzo. Nell’estate dello scorso anno don Martinelli, per quasi un decennio parroco del Sacro Cuore di Corato, su disposizione del vescovo è stato trasferito a Santa Maria Maggiore, il duomo di Corato, con l’incarico di «collaboratore» del parroco. Una posizione che lo ha isolato dalla titolarità diretta delle attività pastorali. «I vescovi pugliesi – ha spiegato lui su Facebook salutando i parrocchiani del Sacro cuore – hanno stabilito che coloro che insegnano, in qualità di docenti in ruolo, come me, non possano più essere parroci». Qualche mese più tardi è stato raggiunto dai poliziotti per sottoscrivere un verbale di identificazione, primo atto dell’indagine.

    Nel fascicolo sono finite quindi le testimonianze di alcune altre persone che frequentavano la parrocchia. Ma anche alcune intercettazioni che sembrerebbero confermare l’esistenza di un interesse «malato» nei confronti della vittima, da cui la contestazione dell’aggravante dell’abuso di autorità, tipica del rapporto tra docente e discente. Don Vito è descritto come un uomo «dal forte ascendente», che avrebbe sfruttato le vulnerabilità della vittima anche grazie a una «notevole capacità manipolatoria». L’interrogatorio di garanzia non è ancora stato fissato: dopo la lettura degli atti, la difesa valuterà come procedere. [m.sc.]

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2166173/corato-il-parroco-ai-domiciliari-per-violenze-su-un-seminarista-la-vittima-avverti-il-vescovo.html

  • Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

    Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

    Bari – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un parroco dell’area metropolitana di Bari, di 56 anni, a cui ha dato esecuzione quest’oggi la polizia di Stato. L’indagato è accusato di aver compiuto violenza sessuale, con abuso di autorità e atti di violenza, nei confronti di un frequentatore assiduo della parrocchia.

    Il provvedimento cautelare in argomento è stato emesso a seguito della denuncia presentata dalla stessa vittima, relativa a fatti avvenuti a cavallo tra la fine del 2024 ed il 2025, periodo in cui la persona offesa era maggiorenne.

    Il denunciante ha raccontato e descritto una serie di episodi in cui si era ritrovato costretto a subire le attenzioni e le molestie sessuali da parte dell’indagato.

    Le attività d’indagine svolte dalla squadra mobile su delega della Procura, hanno consentito di raccogliere una serie di riscontri allo scenario descritto dal ragazzo. In particolare sono state ascoltate dagli investigatori divere persone a cui il ragazzo aveva sentito, nel corso del tempo e a più riprese, il bisogno di confidarsi per quanto stesse accadendo e, inoltre, anche le attività d’intercettazione effettuate hanno fatto emergere diversi elementi a suffragio delle dichiarazioni rese dal denunciante con particolare riferimento alla posizione e all’autorità esercitata dall’indagato sulle persone che a lui si affidavano che hanno indotto la Procura a chiedere l’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti del prelato.

    Tale richiesta, allo stato, è stata valutata positivamente dal giudice per le indagini preliminari che ha applicato la misura degli arresti domiciliari dell’indagato. vito martinelli

    Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

  • Violenza sessuale su un ragazzo della parrocchia: prete di 56 anni agli arresti domiciliari

    Violenza sessuale su un ragazzo della parrocchia: prete di 56 anni agli arresti domiciliari

    Il gip di Trani su richiesta della Procura ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un parroco di Corato, in provincia di Bari, di 56 anni, a cui ha dato esecuzione quest’oggi la Polizia di Stato. Il prete è accusato di aver compiuto violenza sessuale, con abuso di autorità e atti di violenza, nei confronti di un frequentatore assiduo della parrocchia.

    L’inchiesta

    Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito della denuncia presentata dalla stessa vittima, relativa a fatti avvenuti a cavallo tra la fine del 2024 ed il 2025, periodo in cui la persona offesa era maggiorenne. Il denunciante ha raccontato e descritto una serie di episodi in cui si era ritrovato costretto a subire le attenzioni e le molestie sessuali da parte dell’indagato.

    Le attività d’indagine svolte dalla Squadra Mobile hanno consentito di raccogliere una serie di riscontri allo scenario descritto dal ragazzo.

    Le intercettazioni

    In particolare sono state ascoltate dagli investigatori diverse persone a cui il ragazzo aveva sentito, nel corso del tempo e a più riprese, il bisogno di confidarsi per quanto stesse accadendo e, inoltre, anche le attività d’intercettazione effettuate hanno fatto emergere diversi elementi a suffragio delle dichiarazioni rese dal denunciante con particolare riferimento alla posizione e all’autorità esercitata dall’indagato sulle persone che a lui si affidavano che hanno indotto la Procura a chiedere l’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti del prelato. Tale richiesta, allo stato, è stata valutata positivamente dal gip che ha applicato la misura degli arresti domiciliari dell’indagato. vito martinelli

    https://www.quotidianodipuglia.it/bari/bari_trani_violenza_sessuale_parroco_prete_arresti_domiciliari_ragazzo_cosa_sappiamo-9816688.html

  • Abusi in sagrestia, ragazzo di 19 anni accusa il prete: “Diceva di voler scacciare il demonio”

    Abusi in sagrestia, ragazzo di 19 anni accusa il prete: “Diceva di voler scacciare il demonio”

    Ha confermato tutti e tre gli episodi il 19enne autistico, vittima di presunti abusi compiuti da un sacerdote di 69 anni in servizio nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e arrestato a fine maggio. Il giovane è comparso davanti al gip Francesco Valente nel corso dell’incidente probatorio in cui, in circa un’ora, ha ribadito le accuse nei confronti del parroco, sempre confinato ai domiciliari con braccialetto elettronico.

    Per confermare la bontà e la genuinità delle sue dichiarazioni e la concomitante capacità a testimoniare (peraltro già accertata da una consulenza disposta dalla pm Erika Masetti) il giudice ha conferito l’incarico alla psichiatra Silvia Olive che dovrà depositare l’elaborato nei prossimi 20 giorni (tempi ristretti dal momento che il parroco è sempre sottoposto a custodia cautelare).

    Nel frattempo la Curia – che subito dopo l’arresto del prete diffuse una nota in cui “manifestava vicinanza e attenzione verso il giovane e la sua famiglia e chiedeva perdono per eventuali responsabilità del presbitero” – ha sospeso il parroco dalle sue funzioni: un provvedimento sollecitato dalla difesa stessa del prete finito nel registro degli indagati con l’accusa di tentata violenza sessuale aggravata in attesa di conoscere gli esiti dell’indagine. Il giovane non era un assiduo frequentatore della chiesa ed era convinto di essere posseduto dal demonio e di voler benedire il corpo. Così, per scacciare il male, intendeva confessarsi.

    Come accaduto nel corso del primo incontro, il 30 novembre 2025. Dalle informazioni acquisite da Repubblica, con la scusa di cospargere con acqua santa il corpo del 19enne, il prete avrebbe cercato di abusare del giovane all’interno della sagrestia esortandolo a non dire a nessuno quanto accaduto perché si trattava “di un segreto confessionale”.

    Il secondo episodio risale al 22 aprile: anche in questo il parroco avrebbe cercato di abusare del fedele trascinato nel bagno della sagrestia e invitato a ripresentarsi se “avesse avuto bisogno di lui”. Il trauma sarebbe stato così forte che il ragazzo – annotano gli inquirenti – avrebbe persino maturato pensieri suicidari.

    Stesso spartito andato in scena nel corso dell’ultima confessione l’8 maggio concordata dal 19enne con le forze dell’ordine: in quel caso il prete, a incontro concluso, avrebbe invitato il giovane a tornare “per ottenere la benedizione”. A dare avvio alle indagini è stata la madre dopo aver raccolto le confidenze del figlio. La donna, tra la metà e la fine di maggio, si presentò in commissariato per denunciare il parroco, in passato insegnante di religione.

    Sulla scorta del materiale investigativo acquisito, la procura chiese e ottenne dal giudice per le indagini preliminari una misura cautelare ai domiciliari “per la gravità delle condotte e per il rischio dell’indagato di reiterare nel reato”.

    Nel successivo interrogatorio di garanzia, il sacerdote, nel faccia a faccia con il giudice, respinse le accuse: spiegò che il ragazzo aveva più volte minacciato il suicidio perché “la vita, per lui, era triste in quanto posseduto dal demonio”. E il prete, a suo dire, si sarebbe offerto di “fare una benedizione speciale su tutto il corpo”. Con quali metodi, però, divergono le ricostruzioni fornite dal sacerdote e dalla presunta vittima. agostino bagnato

    https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/09/23/news/abusi_sagrestia_ragazzo_19_anni_accusa_prete_diceva_di_voler_scacciare_demonio-425603020

  • Rapporti sessuali con minori, la Cassazione annulla l’assoluzione della maestra di Bari «zia Martina». E lei sui social: «Il processo penale in Italia è rotto»

    Rapporti sessuali con minori, la Cassazione annulla l’assoluzione della maestra di Bari «zia Martina». E lei sui social: «Il processo penale in Italia è rotto»

    Si terrà un nuovo processo d’Appello nei confronti di Daniela Casulli, ex insegnante di 48 anni conosciuta sui social come «Zia Martina» e finita a processo, a Bari, per pornografia minorile e corruzione di minore. La Corte di Cassazione ha infatti annullato la sentenza con cui, in Appello, la donna era stata assolta dai reati contestati, dopo che in primo grado era stata condannata a sette anni e tre mesi.

    La vicenda, ora, tornerà quindi davanti ai giudici di una sezione diversa della Corte d’Appello di Bari. La donna fu arrestata nel 2021, mentre insegnava in Trentino: a lei erano contestati due video in cui erano stati immortalati rapporti sessuali con un quindicenne e una videochiamata, fatta su Instagram, alla quale avrebbe partecipato anche un 12enne.

    Casulli, dopo la pesante condanna di primo grado, è stata quindi assolta «perché il fatto non costituisce reato»: per la Corte non c’erano elementi per ritenere che la donna abbia voluto consapevolmente realizzare o concorrere a realizzare un video porno che comportasse, anche attraverso la successiva diffusione dello stesso, una degradazione e mercificazione del minore ripreso». Né avrebbe avuto consapevolezza che tra i partecipanti alla videochiamata ci fosse anche un dodicenne.

    La Procura generale di Bari ha impugnato questa decisione e la Cassazione ha accolto il ricorso dell’accusa. Ad annunciare la decisione della Cassazione è stata la stessa Casulli sui social: «Il processo penale in Italia è rotto», ha commentato.

    https://bari.corriere.it/notizie/cronaca/26_maggio_23/pornografia-minorile-la-cassazione-annulla-l-assoluzione-della-maestra-zia-martina-sui-social-scrive-il-processo-penale-in-5a778bee-f522-4752-b139-f98eea2faxlk.shtml

  • ABUSI SU MINORI: L’EX PROF RESPINGE LE ACCUSE

    ABUSI SU MINORI: L’EX PROF RESPINGE LE ACCUSE

    È durato un’ora dalle 11.50 alle 12. 50 l’interrogatorio di garanzia per l’ex docente di religione accusato di abusi su minori. Abito blu, camicia celeste e scarpe da ginnastica bianche, si è presentato così il 37enne in Procura a Padova. Accanto il suo difensore l’Avvocato Ernesto De Toni tra i nomi più importanti del Foro di Padova.

    L’ex docente originario del trevigiano secondo quanto dichiarato all’uscita dall’interrogatorio di garanzia dal suo legale, ha risposto alle domande del GIP . Questo è il primo contatto con l’Autorità giudiziaria per l’indagato che attualmente si trova ai domiciliari ospite della canonica di San Lorenzo di Albignasego nel padovano. Non è però escluso, avrebbe lasciato intendere il suo legale, che l’ex seminarista non possa scontare la misura preventiva altrove. L’Avv.

    De Toni ha acquisito il fascicolo per imbastire la strategia difensiva solo da qualche ora. Ha ammesso al nostro microfono che dalle carte emergono episodi di diversa gravità contestati al suo assistito. Nell’arco temporale dal 2017 a oggi secondo le accuse mosse nei confronti del 37enne , l’indagato avrebbe rivolto attenzioni e gesti molto espliciti a sfondo sessuale nei confronti di 7 minori.

    L’inchiesta scaturirebbe proprio grazie alla denuncia di un docente che raccolte le confidenze di un suo alunno 17enne ha riferito alle Forze dell’Ordine quanto appreso. La Questura euganea che sta ascoltando tutti coloro che hanno avuto contatti nel tempo con l’ex docente, insegnate presso l’Istituto Barbarigo di Padova fino al 2023 e poi allontanato forse proprio a causa di quanto gli viene contestato ora, avrebbe anche individuato alcune chat tra le vittime che potrebbero supportare le gravi accuse nei confronti dell’uomo.

    La Diocesi padovana attraverso una nota ha preso le distanze dall’uomo così anche dalla scelta del parroco che lo sta ospitando. Francesco Saviane

    https://www.gruppotv7.com/notizie/padova/pedofilia-l-ex-prof-si-dichiara-estraneo-ai-fatti-19731