Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Caro Bergoglio, qui c’è puzza di imbroglio. (Contiene mappa dei casi italiani)

    Caro Bergoglio, qui c’è puzza di imbroglio. (Contiene mappa dei casi italiani)

    Noi lo sostenevamo da tempo che il clamore costruito intorno all’immagine di Bergoglio non era altro che una farsa, una mera campagna mediatica finalizzata ad una sponsorizzazione del Vaticano che lasciasse intendere, sulle nostre spalle, un intervento di protezione e assistenza per le vittime di pedofilia e alla volontà di arginare il fenomeno. D’altra parte non potevamo non accorgercene dati i continui riscontri negativi che arrivavano dalle vittime italiane in carico all’associazione. Guarda il video

    Ora a confermare le nostre impressioni è una voce autorevole della chiesa, Peter Saunders, Ex Membro Dell’organismo Vaticano Anti-Abusi il quale in una intervista alla BBC ha dichiarato senza mezzi termini che “Papa Francesco Non Ha Fatto Nulla Contro La Pedofilia”.

    Ma facciamo una breve panoramica di quella che è la situazione in Italia.

    Il caso di Diego Esposito è solo l’ultimo della lunga lista di promesse farlocche fatte da ministri del clero a nome di Papa Francesco, dico farlocche perché la nostra addetta stampa Francesca Lagatta ha telefonato a monsignor Angelo Becciu il quale ha ammesso che per ora, non è stato istruito alcun processo canonico nei confronti di don Silverio Mura, come confermano anche dalla Diocesi di Napoli. Ha anche ammesso che dal Vaticano non è stato avviato nulla di che riguardo alla causa “Abbiamo solo dato lo stimolo per abbreviare i tempi”  l’intenzione era quella di far desistere Diego dallo sciopero della fame.

    Ma quello di Diego non è l’unico caso, Giada Vitale, un’altra delle vittime seguite dalla Rete L’ABUSO e che nei giorni scorsi ha iniziato il suo processo penale nei confronti di Don Marino Genova, si è vista non solo riabilitare il suo carnefice, inizialmente sospeso a divinis e da pochi giorni nuovamente reintegrato a tutte le funzioni religiose, ma si è anche sentita rispondere che don Marino, non era stato sospeso per via delle presunte molestie oggetto del procedimento penale, ma perché aveva celebrato il funerale di un parente nella parrocchia di Portocannone, dalla quale sarebbe dovuto stare lontano in vista delle inchieste in corso.

    Poi ci sono le rassicurazioni, questa volta fatte direttamente da Bergoglio in persona a Luisa Bonello la quale consegnò al Pontefice un corposo dossier sui casi savonesi. I giornali titolarono “Gli occhi del Papa su Savona”. Di quei fascicoli non si è più saputo nulla tranne che uno di quei preti, Pietro Pinetto, che anche secondo il vescovo di Savona Vittorio Lupi, avrebbe dovuto subire un processo canonico, non è stato processato ma bensì trasferito nella parrocchia di San Francesco da Paola (SV) che conta qualche centinaio di bambini.

    C’è poi il caso di Erik Zattoni, il figlio concepito dallo stupro di don Pietro Tosi ai danni di una 14enne. La vittima e la famiglia chiesero che il sacerdote venisse processato e ridotto allo stato laicale, richiesta perfettamente in linea con le dichiarazioni di Bergoglio, ma comunque negata. Don Tosi è morto, da prete.

    Anche il caso di don Riccardo Seppia, conclusosi in una bolla di sapone. Malgrado la condanna il prete è ancora prete e dalla Diocesi di Genova fanno sapere che potrebbe rientrare in servizio presto. D’altra parte come don Luciano Massaferro (Diocesi di Albenga), anche lui condannato in terzo grado dalla giustizia civile ma mai ridotto allo stato laicale. Per ora sta scontando la sua pena affidato ai servizi sociali.

    Sempre ad Albenga, il caso di don Francesco Zappella, il missionario pedofilo, già condannato nel 1992 e ora al centro di un nuovo scandalo. Anche qui per ora non si ha notizia di sospensione a divinis o di processi canonici avviati, il prete non esercita più ma non per imposizione della chiesa, ma per sua libera scelta.

    Ci sono poi i vari casi come quello di don Mauro Inzoli,  dell’ex nunzio Jozef Wesolowski dove pubblicamente il Vaticano ha promesso collaborazione con l’autorità giudiziaria, negando successivamente le rogatorie da parte della magistratura.

    Anche nel recente caso del ministro delle finanze vaticane Gerorge Pell, accusato in Australia di pedofilia e di aver coperto diversi casi, pare sarà costretto a “subire” la stessa sorte di Wesolowsky & C. , ovvero restare ben protetto in Vaticano.

    Va ancora aggiunto che, malgrado le rassicurazioni del Vaticano alle vittime e malgrado le richieste fatte dall’ONU, per le quali il Vaticano dovrà rispondere a breve, ad oggi la Santa Sede non ha risarcito spontaneamente una sola vittima, gli unici risarcimenti sono arrivati dai tribunali civili. Nei confronti delle vittime che si sono rivolte alla Santa Sede non è stato fornito alcun aiuto, quasi nessuna di loro ha ricevuto neppure una risposta alle missive inviate.

    Ci sarebbe parecchio altro da dire, preferiamo limitarci a citare i casi più noti e commentare il resto con questa mappa interattiva realizzata dalla Rete L’ABUSO nella quale sono citati tutti i casi avvenuti in Italia nell’ultimo decennio.

    Quasi 200 casi, quelli noti ovviamente, di cui 113 condanne in via definitiva e circa 70 casi attualmente aperti o di cui non si è saputo più nulla.

    Francesco Zanardi

    Portavoce della Rete L’ABUSO

    mappa dei casi

  • “Papa Francesco non ha fatto nulla contro la pedofilia”. L’accusa di Peter Saunders, ex membro dell’organismo vaticano anti-abusi

    “Papa Francesco non ha fatto nulla contro la pedofilia”. L’accusa di Peter Saunders, ex membro dell’organismo vaticano anti-abusi

    Papa Francesco lo scelse per entrare nella commissione vaticana contro i preti pedofili. A distanza di due anni, Peter Saunders lancia a Jorge Bergoglio una accusa feroce: “Durante il papato di Francesco la Chiesa cattolica non ha fatto nulla per eliminare gli abusi sui minori da parte del clero”, dichiara alla Bbc in una sferzante intervista. “E lui è parte del problema”.

    Saunders, britannico vittima delle molestie sessuali di un sacerdote, nei primi giorni di febbraio è stato formalmente sospeso dalla Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori. L’organismo si è insediato nel 2014 per esplicito volere di papa Francesco, che ha sempre giudicato pubblicamente “una mostruosità” le attenzioni pedofile degli appartenenti al clero.

    Ora alla Bbc l’uomo spiega la sua delusione: “Sono sempre stato una spina nel fianco del Vaticano fin dal primo momento del mio ingresso nella Commissione”. “Pensai che il nostro lavoro sarebbe stato quello di prendere delle decisioni contro i singoli sacerdoti abusatori e invece l’obiettivo è creare politiche e linee guida per stabilire quali sono le migliori pratiche per evitare gli abusi”. Nel frattempo, continua Saunders, “ogni giorno ascoltiamo storie di abusi da parte dei preti. E’ terribile”.

    Nessun intervento concreto, dunque, bensì un organismo politico che secondo Saunders non porterà a nulla anche per problemi formali: i quattro membri della segreteria della Commissione “sono molto vicini al Vaticano” e quindi, sempre secondo quanto dichiarato da Saunders alla Bbc, poco indipendenti.

    Inoltre “l’organismo si trova nel Vaticano e invece avrebbe dovuto lavorare a Roma”. Saunders non risparmia nulla al pontefice: la Commissione “è soltanto una questione di pubbliche relazioni” dopo gli scandali sulla pedofilia nel clero che hanno scosso principalmente i fedeli. Un lavoro perfetto “per il miglior pr che la Chiesa potesse avere”, e cioè Bergoglio.

    Saunders ricorda il dialogo avuto proprio con papa Francesco: “Gli dissi che bisognava espellere tutti gli abusatori. In quel momento ebbi la sensazione che mi stava prendendo sul serio. Ma oggi so che non mi stava ascoltando”.

    La Commissione contro gli abusi, continua imperterrito l’ex membro, non sarebbe stata nemmeno una idea di papa Francesco bensì dell’arcivescovo di Boston, Sean Patrick O’ Malley, al centro di una bufera mediatica proprio per i numerosi casi di abusi sessuali nella diocesi americana, al centro anche del recentissimo film “Il caso Spotlight”.

    Alle accuse di Saunders il Vaticano risponde senza entrare nel merito, ma ricordando che la Commissione non è stata istituita per perseguire singolarmente i sacerdoti che si sono macchiati di pedofilia e abusi sessuali, bensì per trovare una soluzione generale al problema che tocca la Chiesa nel suo profondo. In due anni, scrive sempre il Vaticano, sono stati espulsi 880 sacerdoti.

    Tra questi, però, non figura Juan Barros, vescovo della diocesi di Osorno in Cile, che secondo le vittime ha coperto gli abusi sessuali di Fernando Karadima Fariña, sacerdote sospeso proprio per questi reati. In una intervista a Daily Beast, Saunders aveva parlato anche dello scandalo che aveva coinvolto un cardinale molto vicino a papa Francesco, Francisco Javier Erràruriz, cileno:

    Erràruriz aveva chiamato “il serpente” uno degli attivisti più famosi contro la pedofilia in Cile, Juan Carlos Cruz, in una email a un altro cardinale poi pubblicata sui media cileni. Cruz a quel tempo era candidato per la Commissione papale: ma la sua nomina non andò avanti. “Quello che il papa e gli altri cardinali dissero fu terribile”, ha dichiarato Saunders al Daily Beast.

    Sempre al Daily Beast, Saunders spiega come mai è stato letteralmente cacciato dalla Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori:

    “Il giorno prima della mia espulsione (5 febbraio), stavano parlando della necessità che i vescovi riportassero (i casi di abusi, ndr) e O’Malley lo considerava un dovere morale”, dice Saunders. “Così ho presentato un programma per discutere sulla maggiore apertura e trasparenza. E’ stato bocciato. Ma la segretezza è il primo motivo per il quale esiste questa piaga!”.

    Lo scandalo della pedofilia sta toccando uno degli esponenti più importanti del Vaticano, il cardinale Pell. Il responsabile delle finanze dovrà testimoniare il 29 febbraio alla Royal Commission australiana che indaga sulle presunte coperture che il cardinale avrebbe messo in atto per proteggere i sacerdoti della diocesi di Ballarat e Melbourne, accusati e in alcuni casi condannati di continue aggressioni sessuali sui minori.

    Pell ha addotto motivi di salute per non viaggiare in Australia, suo Paese natale, e dunque la Royal Commission ha approntato una video-conferenza alla quale assisterà un gruppo di vittime di pedofilia di Ballarat che per l’occasione sarà a Roma nella stessa stanza del cardinale durante la testimonianza.

    Nei giorni scorsi il quotidiano Herald Sun ha pubblicato la notizia di una inchiesta della polizia di Victoria che vedrebbe implicato proprio Pell, indagato per abusi sessuali. Il cardinale ha risposto con veemenza: “Menzogne”.

    http://www.huffingtonpost.it/2016/02/23/papa-francesco-pedofilio-saunders_n_9296966.html

  • GEORG RATZINGER ERA A CONOSCENZA DEGLI ABUSI AI BAMBINI DEL CORO DI RATISBONA

    GEORG RATZINGER ERA A CONOSCENZA DEGLI ABUSI AI BAMBINI DEL CORO DI RATISBONA

    Almeno 231 i casi di abusi fisici ai bambini del coro di Ratisbona, condotto per trentanni dal fratello di Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

    L’indagine dell’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla diocesi di far luce sulla vicenda degli abusi ai bambini del coroDomsplatzen, di Ratsbona, rivela che sono231 i casi di maltrattamenti e violenze sessuali inflitte durante quattro decenni ai piccoli membri del coro di questa città della Baviera. Quello stesso coro condotto per 30 anni dal fratello di Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

    Weber avrebbe scoperto che tra il 1953 e il 1992, circa un terzo degli alunni del coro e della scuola adiacente subirono una qualche forma di abuso fisico, dalle percosse alla privazione di cibo. Ha intervistato decine delle vittime e i responsabili dell’istituzione, arrivando alla conclusione che in almeno 40 dei 231 casi registrati ci fu violenza sessuale, “dalle carezze fino allo stupro”, ha dichiarato l’avvocato al quotidiano BBC Mundo. Ha, inoltre, aggiunto che 50 vittime hanno riferito di 10 responsabili, “la maggior parte dei quali già morti”. In ogni caso non sarebbero stati condannati perchè i reati sono ormai caduti in prescrizione.

    Johan Meier, il principale responsabile

    Johan Meier, morto poco dopo essersi ritirato, è stato direttore della scuola adiacente al coro tra il 1953 e il 1992, anno in cui andò in pensione e secondo l’avvocato Weberè stato il principale responsabili degli abusi. Nel 2010 il compositore tedesco Franz Wittenbrink raccontò al quotidiano Der Spiegel che la sera Meier era solito “portare due o tre bambini tra gli 8 e i 9 anni nella sua stanza”, offriva loro del vino e po li puniva. In un’occasione venne accusato di aver colpito un bambino con uno sgabello fino a romperglielo sulla spalla.

    “Si trattava di un ingegnoso sistema di sadiche punizioni legate al piacere sessuale”, ha dichiarato il compositore.

    Georg Ratzinger ne era al corrente

    Il fratello maggiore dell’ex Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger,  condusse il coro dal 1964 al 1994, periodo nel quale si è registrato l’apice del numero degli abusi; per questo Weber ritiene che non poteva esserne all’ oscuro.Nel 2010, in pieno…… continua 

  • Crimini sessuali in Vaticano, documentario choc della BBC svela i nomi degli esecutori

    Crimini sessuali in Vaticano, documentario choc della BBC svela i nomi degli esecutori

    Un documentario della BBC denuncia la pedofilia di molti preti e la complicità del Vaticano e di Ratzinger, all’epoca cardinale, che fece di tutto per coprire e difendere questi preti pedofili invece di denunciarli. Il tutto a discapito delle vittime.

    E sono proprio le vittime a mettersi a disposizione della troupe di giornalisti che vuole indagare, conoscere, capire come sia stato possibile che preti malati di pedofilia siano stati coperti da altri preti, dichiaratisi sani (o pseudo tali), pur di perpetuare, nei secoli dei secoli, il messaggio divino.

    Che, ovviamente, perchi ci crede, nulla ha a che fare con i crimini sessuali di cui si sono macchiati questi delinquenti.

    Crimini sessuali in Vaticano, documentario choc della BBC svela i nomi degli esecutori

  • Pedofilia nella Chiesa, i comboniani eleggono il nuovo Superiore: vittime inglesi chiedono intervento Papa

    Pedofilia nella Chiesa, i comboniani eleggono il nuovo Superiore: vittime inglesi chiedono intervento Papa

    A Roma la congregazione sceglie il nuovo vertice. E in corrispondenza del monito di Francesco a Filadelfia, tornano alla ribalta i casi di abusi nel seminario di Mirfield

    di MARCO ANSALDO

    FILADELFIA  –  E ora, pulizia totale nella Chiesa per i crimini sessuali compiuti in passato nei confronti dei minori. E’ il Papa a chiederlo, ammettendo la propria “vergogna”, nell’ultimo giorno del suo viaggio americano. “I crimini per gli abusi sessuali contro i bambini non devono ripetersi mai più. Dio stesso piange, e i responsabili vanno puniti”.

    Forte del successo ottenuto nella sua visita negli Stati Uniti, Papa Francesco non ha però voluto perdere l’occasione di affrontare uno dei problemi più imbarazzanti per la Chiesa degli ultimi decenni: quello degli abusi sessuali verso i minori. Una questione emersa con forza nel 2010, e che da allora, entrata nell’occhio dell’opinione pubblica mondiale, l’istituzione ecclesiastica ha mostrato di voler sradicare, pena una questione innanzitutto di credibilità nei confronti dei fedeli. Incontrando così un gruppo di abusati, nella tappa finale di quest’ultimo viaggio, a Filadelfia, il Pontefice ha mostrato di tenere molto a cercare di mettere una pietra tombale sullo scandalo.

    Ma negli stessi giorni della visita papale a Cuba e in tre grandi città americane, a Roma, si è riunito il Capitolo generale dei missionari comboniani. Dal 29 agosto al 4 ottobre, la Congregazione, che nel corso dei secoli ha giustamente acquisito molti meriti evangelizzando in tutto il mondo, con numerosi sacrifici dei propri esponenti, sta decidendo la nomina del nuovo Superiore generale, in rappresentanza degli oltre 1700 missionari in tutti i Continenti.

    C’è un caso di pedofilia, però, a cui l’attuale vertice della Congregazione non ha ancora risposto adeguatamente. E’ quello clamoroso degli abusi perpetrati nel seminario di Mirfield, in Inghilterra, fra gli anni ’60 e ’70, nei confronti di almeno 12 ragazzini di età compresa fra gli 11 e i 15 anni, e per i quali di recente sono stati pagati come compensazione solo 166.000 euro, suddivisi per alcuni di loro, oggi tutti sessantenni, violentati secondo le accuse da tre sacerdoti, padre John Pinkman di Liverpool, padre Domenico Valmaggia di Como e padre Romano Nardo di Pordenone. Mai nessuna parola di ammissione di responsabilità, di scuse, è venuta dalla Congregazione come istituzione in sé.

    Di quei sacerdoti, oggi solo l’ultimo di loro è in vita. E lo scorso maggio, uno degli abusati, Mark Murray, 59 anni, residente in Galles, dopo aver cercato padre Nardo, il suo violentatore, per decenni, è infine riuscito a incontrarlo, partendo per l’Italia e bussando alla porta della Casa dei Comboniani di Verona, dove il prete viveva da tempo. Un servizio che repubblica. it ha curato in esclusiva. Padre Nardo si è scusato con Murray (“se ho causato quello che tu dici sono veramente dispiaciuto”). Ma il giorno dopo, l’ex vittima è stata allontanata in malo modo dai custodi della residenza e dall’amministratore di sostegno del sacerdote, con la minaccia di far intervenire la forza pubblica. E il sacerdote accusato di violenza trasferito in segreto in un’altra struttura.

    Il caso ha suscitato molto clamore, in Italia e in tutto il Regno Unito, con servizi successivi della BBC e delle maggiori testate britanniche, senza però che la Congregazione decidesse di farsi carico di affrontare il problema  –  ammettendo le responsabilità dei singoli, proprie, e scusandosi – nei confronti di un gruppo di persone che ha visto rovinare la propria vita per gli abusi subiti in tenera età. “Ti ricordi di me?  –  ha detto Murray a Nardo, che lo aveva violentato ripetutamente, nel momento in cui gli si è trovato di fronte, 45 anni dopo – tu hai avuto un impatto devastante sulla mia vita!”. Poi, fra i due, parole di comprensione e di spiegazione. Ma dai Comboniani è calato il silenzio.

    Ora, però, la Congregazione è riunita a Roma per scegliere i suoi nuovi vertici entro la fine di questa settimana. E Papa Francesco, ancora una volta, ricordando i crimini degli abusi sessuali nella Chiesa, ha lanciato un monito durissimo dichiarando il proprio impegno personale e quello dell’istituzione ecclesiale, affinché il passato sia affrontato con vigore e il futuro assicurato nei confronti di questo bubbone. Queste le sue esatte parole a Filadelfia: “Mi vergogno profondamente. Dagli abusati ho ascoltato un lamento profondo. E mi dispiace profondamente che alcuni vescovi abbiano mancato nella loro responsabilità di proteggere i bambini. Dio stesso piange. I reati di abusi sessuali contro minori non possono essere mantenuti in segreto per più tempo. Prometto l’impegno alla vigilanza della Chiesa per proteggere i minori. Tutti i responsabili dovranno renderne conto”.

    La polizia britannica ha chiesto più volte l’estradizione di Romano Nardo, sulla base dei crimini commessi, per interrogarlo. Ottenendo però sempre un rifiuto, per ragioni di salute e di età avanzata. Dice ora Murray, ascoltato da Repubblica: “Papa Francesco si è scusato per gli abusi nella Chiesa cattolica e ha chiesto che simili crimini non avvengano più. Ma i missionari comboniani si rifiutano persino di ammettere che abusi da loro compiuti in passato siano mai avvenuti, e non intendono scusarsi con le persone, ragazzini allora in tenera età, di cui avrebbero dovuto avere cura”. Afferma un altro ex ragazzo del cosiddetto Gruppo di Mirfield, Gerry McLaughlin: “Abbiamo chiesto ai padri comboniani una chiara rottura rispetto al passato, e di eleggere di qualcuno che non abbia avuto a che fare con la copertura degli abusi. Chiediamo perciò che i Comboniani nominino qualcuno che segua l’insegnamento di Papa Francesco sulla pedofilia”.

    Il gruppo dei “12 di Mirfield”, come si sono ribattezzati gli ex seminaristi, ricordando quei ragazzini, soggetti allora alle violenze e al silenzio dietro le minacce, intendono incontrare il nuovo Superiore generale dei Comboniani. E chiedono al Pontefice di intervenire.

    http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/28/news/pedofilia_nella_chiesa_i_comboniani_eleggono_il_nuovo_superiore_vittime_inglesi_chiedono_intervento_papa-123846616/

  • “Perché l’hai fatto?” Il faccia a faccia tra l’ex seminarista e il prete degli abusi

    “Perché l’hai fatto?” Il faccia a faccia tra l’ex seminarista e il prete degli abusi

    di MARCO ANSALDO

    VERONA – Un abusato e il suo presunto carnefice. Un ex seminarista, che ha smesso di credere nella Chiesa, e il sacerdote, oggi anziano, che indossa ancora la veste talare. Uno di fronte all’altro. Per la prima volta. 45 anni dopo. Che cosa può accadere? Che cosa si può provare?

    La scena è avvenuta nei giorni scorsi a Verona, nella Casa dei padri Comboniani. Mark Murray, 59 anni, di Sant’Asaph, nord del Galles, dopo decenni in cui aveva chiesto  –  senza successo  –  di poter incontrare l’uomo che nel seminario di Mirfield, Yorkshire, in Inghilterra, aveva più volte abusato sessualmente di lui, ha deciso di bussare a sorpresa alla sua porta. Ha chiesto di padre Romano Nardo, 73 anni, friulano di Pordenone. Di sé ha dato il proprio secondo nome, Christopher. “Altrimenti  –  spiega  –  mi avrebbero fermato”. È stato fatto entrare.

    Il prete pedofilo e l’ex seminarista, faccia a faccia dopo 45 anni: “Chiedo scusa al Signore se ho sbagliato”

    Quello che è accaduto nella cappella è documentato in un video-reportage esclusivo di repubblica.it, curato da chi scrive e dai colleghi Francesco Gilioli e Antonio Nasso. E, come si vede nella registrazione, i primi momenti non sono facili. “Ti ricordi di me?”, chiede l’ex seminarista al prete conosciuto nel 1970. E in un lampo, quasi mezzo secolo di dolore, pensieri, frustrazioni, notti insonni, sedute dallo psicologo, rapporti matrimoniali irrisolti, si scaricano in una frase: “Tu hai avuto un impatto devastante sulla mia vita!”.Il sacerdote è shockato. Appare confuso. È a testa bassa. Prima nega di ricordare. Poi, in inglese, dice: “Se ho causato quello che tu dici, mi dispiace. Sono veramente dispiaciuto”. Mark aggiunge: “Sono venuto qui per perdonarti. Vai per favore a chiamare il padre superiore”. Il prete lascia la cappella.

    Dal Galles a Verona: il lungo viaggio dell’ex seminarista abusato in cerca della verità

    L’ex seminarista, oggi sposato con due figli, impiegato in un’associazione che si occupa di persone disabili, è venuto appositamente dal Galles, dopo anni di riflessione e dinieghi ottenuti. Chiede ora di incontrare il responsabile della Casa di Verona. Ma la replica non è affatto amichevole. Il superiore della struttura è a Bari, rientrerà anzi in tutta fretta. A Mark viene dato un appuntamento per il giorno successivo. Al ritorno, però, troverà visi torvi. Sono stati chiamati i carabinieri, pronti ad arrivare. Murray è sconvolto. Non si aspettava tanta acrimonia e una simile reazione. Quasi fugge, torna in albergo, vuole ripartire. Passa una notte insonne, con le pillole sul comodino. Poi decide: torna alla Casa dei Comboniani. Il superiore questa volta lo accoglie. Lo ascolta. Gli dice: “Noi preghiamo per te”. Padre Romano Nardo, fa sapere intanto il suo amministratore di sostegno, è stato spostato in una struttura protetta. “È parzialmente incapace  –  aggiunge  –  . E poi non è mai stato processato né condannato”.

    Mark Murray, piuttosto, viene querelato per essersi “introdotto” nella Casa dei Comboniani. Non è così. Ha bussato alla porta. Viene accusato di essere ubriaco. Non è vero nemmeno questo. Da buon gallese, prima di incontrare dopo decenni il suo presunto abusatore, si è fatto un bicchiere di birra per darsi coraggio, come per noi un caffè. È anche tacciato di volere dei soldi. “Questa è la mia ultima preoccupazione  –  spiega a Repubblica  –  io, come altri ragazzi del seminario di Mirfield, abbiamo ottenuto in passato risarcimenti economici dai Comboniani, da 7mila a 30mila sterline (da 10mila a 40mila euro circa). Cifre risibili a fronte della nostra sofferenza. Quello che in realtà desidero adesso è dare a padre Nardo la possibilità di essere perdonato da me. Lo devo anche a me stesso. E poi, avere le scuse dai padri Comboniani, che per anni hanno protetto lui e gli altri sacerdoti pedofili”. Transazioni sono dunque avvenute. Per una colpa che evidentemente viene ammessa.

    La vicenda risale agli anni Settanta. Un’inchiesta interna ai Comboniani stabilì nel 1997 che il loro confratello “aveva agito in modo inappropriato”. E la polizia dello Yorkshire, competente sulla regione, chiese l’estradizione di padre Nardo per interrogarlo. Sempre rifiutata per motivi di salute. All’epoca il seminario di Mirfield era una sentina di abusi sessuali commessi da parte di alcuni sacerdoti e un insegnante laico nei confronti di un gruppo di ragazzi.

    Quei giovani di allora, oggi tutti sessantenni, si sono costituiti in un’associazione, “I 12 di Mirfield”, che da tempo reclama giustizia. I media inglesi ne hanno parlato più volte, dalla Bbc al Guardian. Ma almeno due preti, si scopre ora, erano italiani. E solo uno di loro rimane oggi in vita. Padre Romano Nardo, il quale a quel tempo, dopo essere stato scoperto anche da un suo confratello quando il 14enne seminarista Mark usciva furtivamente dalla sua stanza, in una delle tante notti di abusi, fu trasferito in Uganda. Dopo appena 4 mesi di permanenza a Mirfield.

    Poi, dopo il 1995, a seguito delle circostanziate accuse di Murray, che aveva elaborato lo shock della sua adolescenza, Nardo fu fatto rientrare in Italia, nella Casa di Verona. La Congregazione dei Comboniani, fondata nel 1867 da Daniele Comboni, beato e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2003, ha una tradizione di grandi missionari. E un patrimonio di opere di bene in tutto il mondo, particolarmente in Africa. Padre Romano Nardo lo si può vedere ancora in un video dire messa, anche se solo per i degenti anziani della struttura dove vive. Continua a vestire l’abito talare.

    I comboniani non possono istituzionalmente togliergli i voti, e il suo caso non è stato mai affrontato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, organo deputato a investigare sui casi di abusi sessuali nella Chiesa. A suo tempo, tra le persone contattate, Mark Murray aveva scritto al grande inquisitore della Santa Sede sulle questioni di pedofilia, monsignor Charles Scicluna, oggi vescovo e presidente del Collegio per l’esame dei ricorsi alla Sessione Ordinaria del dicastero, senza tuttavia ottenere risposta. Ancora di recente, Papa Francesco ha criticato senza mezzi termini e con grande fermezza coloro che nella Chiesa danno scandalo. Le voci del passato  –  Mark Murray e il gruppo di Mirfield, seminario poi chiuso  –  tornano. E chiedono, adesso, di essere ascoltate.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2015/05/13/news/_perche_l_hai_fatto_il_faccia_a_faccia_tra_l_ex_seminarista_e_il_prete_degli_abusi-114228998/
  • Morrovalle (MC). “Don Lino Pieragostini tocca le bimbe di 10 anni”, Accuse in rete: “Trasferito da Diocesi di Fermo; Genitori pagati per non denunciare”

    Morrovalle (MC). “Don Lino Pieragostini tocca le bimbe di 10 anni”, Accuse in rete: “Trasferito da Diocesi di Fermo; Genitori pagati per non denunciare”

    mescalina – 18-5-2007 at 17:34

    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….
    DendO – 18-5-2007 at 17:59

    Che gente schifosa…non ho parole.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    Ma chi? L’orsetto? Ma non mi dire…
    mescalina – 18-5-2007 at 20:06

    Non so esattamente… io non ho mai frequentato ma si chiama/va Don Lino.
    DendO – 18-5-2007 at 20:31

    Sisi…lui! aHuahuahUHAuh. Adesso ci porto mia sorella e se la tocca lo meno, lo lego, gli faccio vedere il video e lo ricatto quotidiamamente…così potrò comprarmi presto un set di pads con la centralina ipercazzuta… :rocenrol:
    Lele – 18-5-2007 at 21:05

    Ucciderei tutti I Preti ecccccc……..!!!!!!!!!!!!!! Mi stanno proprio sulle @@ ….!!!!!!!!!!!!! Grazie alla loto tonaca fanno tutti i cazzi loro…… Al Rogo…!!!!!!!!!!!! :scazzott::scazzott:
    Cappe – 18-5-2007 at 21:15

    Conoscete la UAAR? Ci sono i moduli dello sbattezzo!
    Chiedi di non far più parte della chiesa cattolica e pam… ne sei fuori! Se poi si ribellano o non rispondono alla raccomandata, il processo è praticamente vinto perché è un diritto! Il 98% dell’Italia è cattolico? Non ci credo…
    Da ciò si potrebbe passare alla questione dell’8 per mille… che è una vergogna!:sdong:
    Pando – 19-5-2007 at 08:43

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    Spedizione punitiva! :rocenrol:
    Laopa – 19-5-2007 at 08:50

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Non so esattamente… io non ho mai frequentato ma si chiama/va Don Lino.

    E c’è ancora, aggiungerei. Personalmente non mi è mai successo nulla, ma certe voci giravano anche quando ero piccola. Che schifo :sbott:
    fafalla – 19-5-2007 at 15:47

    Mi sento proprio fortunata di non essere mai stata a catechismo! Grazie mamma! :rocenrol:
    Disorder – 19-5-2007 at 16:28

    Ma Ele che aspettiamo ad andare a Trodeca ad infilzare il crocifisso nel deretano di quel parassita in bontà di Dio????????
    fragoletta – 23-5-2007 at 02:16

    :whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha:
    che commento meraviglioso!
    ma, guardate cosa ho trovato adesso online

    Preti pedofili, Rai: ok a Santoro per acquisto video Bbc

    Roma, 22 mag. (Apcom) – Tutte le parti coinvolte nel tema toccato dall’inchiesta della Bbc ‘Sex crimes and Vatican’ devono essere “ampiamente rappresentate e in maniera autorevole”. E’ la garanzia chiesta dal dg Claudio Cappon a Michele Santoro, che intende mandarlo in onda nel suo “Annozero”, secondo quanto lo stesso dg ha riferito questa mattina ai consiglieri riuniti al settimo piano di Viale Mazzini. L’acquisto del video, comunque, è stato sbloccato.

    Da parte sua, il giornalista avrebbe fatto sapere che intende condurre approfondimenti editoriali su alcuni profili giudicati un po’ deboli del documentario britannico e che quindi la puntata che affronterà la questione dei preti pedofili non andrà in onda questa settimana.

    Intanto il segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Betori spiega che non c’è alcuna “censura” da parte della conferenza episcopale italiana al documentario sui preti pedofili prodotto dalla Bbc, bensì la “lamentela” per il fatto che il filmato contiene “molte falsità di fatto”.

    Speriamo che il modo in cui viene presentato faccia emergere le falsità, altrimenti non sarebbe un servizio alla verità”, ha aggiunto Betori durante una conferenza stampa che si è svolta in occasione dell’assemblea generale della Cei. Monsignor Betori ha denunciato, in particolar modo, due problemi relativi al documentario della Bbc. Il primo è che la ‘crimen sollicitationis’ – il documento Vaticano sui preti pedofili – è stato pubblicato nel 1962 e non può, quindi, essere attribuito a Ratzinger. “Egli non può essere reso responsabile di un documento di una congregazione di cui diventerà prefetto 18 anni dopo”, ha detto il segretario generale della Cei. In secondo luogo monsignor Betori ha affermato che l’istruzione vaticana “aggrava e non diminuisce” l’attenzione sui reati di pedofilia.

    L’annuncio da parte del giornalista della Rai di voler acquistare l’inchiesta firmata dalla Bbc aveva provocato la levata di scudi del quotidiano dei vescovi, prima, e di parte del mondo politico, dopo, a cominciare dal presidente della Vigilanza, Mario Landolfi, che ha chiesto al direttore generale Claudio Cappon di bloccare la strada al giornalista.

    E l’affaire Santoro ha agitato anche le acque della politica. Gridano alla censura preventiva Peppino Caldarola, deputato dell’Ulivo vicino alla costituente socialista, il vicesegretario dello Sdi, Roberto Villetti e il radicale Marco Beltrandi. Invocano l’intervento della Vigilanza Alessio Butti, di An, e Rocco Buttiglione, dell’Udc, mentre Silvana Mura dell’Idv, il comunista Pino Sgobio e il verde Natale Ripamonti, rivendicano l’autonomia decisionale di Viale Mazzini. Autonomia ribadita ieri anche dal ministro Paolo Gentiloni, secondo cui si tratta di “un problema che riguarda la Rai, e non certo il governo”. E se Piero Fassino aveva invitato alla prudenza raccogliendo il plauso del presidente della Vigilanza Landolfi, oggi Casini taglia corto e dice no alla messa in onda di un “documentario spazzatura”.

    © Apcom
    Pando – 23-5-2007 at 08:06

    Ma ceeeerto…documentario spazzatura…ma siiii…censura preventiva.:sbott:
    Raccomandazioni del tipo “noi non diciamo che il filmato non deve essere mandato…ma che ci auguriamo che sia mandato bene…con la nostra verità, come diciamo noi…ovvero come Dio comanda!” :saint: :bonk:
    Lo strapotere del vaticano sui governi italiani mi ha strarotto il cazzo…non vedo nessuna differenza tra questa gentaglia e il + bieco e squallido dei neo fascisti/nazisti…e ancora sbandieriamo in giro di essere uno stato laioco…ma vaffanculo!:fankul:
    harrymanback – 23-5-2007 at 23:43

    la chiesa vanta tanta merda ma la cosa più assurda è che chi anche ce l’ha davanti fa finta di non vedere! ma non si può fingere a lungo quando c’è tanta puzza
    Skeleton – 27-5-2007 at 16:47

    ATTENZIONE! COMUNICATO URGENTE PER TUTTI GLI AMICI INTERNAUTI!!
    IL VIDEO “Sex Crimes and Vatican” E’ STATO CENSURATO!!!

    Ennesima dimostrazione di fittizia democrazia italiana, siamo sull’orlo del baratro dove i nostri burocrati ci stanno facendo assaporare l’inizio di UNA REALE DITTATURA OCCULTA!
    E’ stato cancellato anche da YouTube.
    SIETE CONTENTI?
    Allora che fare:
    DIVULGARE!
    DARE NOTIZIA!
    SCRIVERE NEI VOSTRI PORTALI, BLOG,
    INFORMARE GLI AMICI!

    DIVULGATE L’ENNESIMA CENSURA nei Vostri Portali, Blog.
    LA RETE DEVE RIMANERE L I B E R A!!!
    REALIZZATE POST E ESPRIMETE LA VOSTRA INDIGNAZIONE!!!
    Pando – 28-5-2007 at 14:36

    Quote:
    Originally posted by Skeleton
    ATTENZIONE! COMUNICATO URGENTE PER TUTTI GLI AMICI INTERNAUTI!!
    IL VIDEO “Sex Crimes and Vatican” E’ STATO CENSURATO!!!

    Ennesima dimostrazione di fittizia democrazia italiana, siamo sull’orlo del baratro dove i nostri burocrati ci stanno facendo assaporare l’inizio di UNA REALE DITTATURA OCCULTA!
    E’ stato cancellato anche da YouTube.
    SIETE CONTENTI?
    Allora che fare:
    DIVULGARE!
    DARE NOTIZIA!
    SCRIVERE NEI VOSTRI PORTALI, BLOG,
    INFORMARE GLI AMICI!

    DIVULGATE L’ENNESIMA CENSURA nei Vostri Portali, Blog.
    LA RETE DEVE RIMANERE L I B E R A!!!
    REALIZZATE POST E ESPRIMETE LA VOSTRA INDIGNAZIONE!!!

    MA COMEEEE!!!! IO AVEVO SENTITO CHE LA RAI, O MEGLIO SANTORO TRAMITE LA RAI, LO AVEVA COMPRATO PER TRASMETTERLO!!!!!
    SAPEVO CHE LA CAZZO DI PAPALINA DEL PAPA SI ERA INDIGNATA PER QUESTO, MA PENSAVO CHE ALLA FINE AVESSERO DECISO DI TRASMETTERLO…TIPO ALLE 2 DI NOTTE PRECEDUTO DA PROGRAMMI CHE INNEGGIAVANO ALLA BELLEZZA DELLA CHIESA E A “QUANTO BENE HA FATTO E FA PER IL MONDO”!
    c1-p8 – 2-6-2007 at 18:02

    dannatissimi corvacci.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    :sbott:

    di sicuro mo’ lo trasferiscono.
    a noi ci dicono che è per punirlo (che punizione tremenda, eh?), ma in realtà è perché si annoia e vuole cambiare.
    c1-p8 – 2-6-2007 at 18:02

    e comunque, anche io voglio esprimere la mia indignazione.
    Pando – 3-6-2007 at 00:14

    Quote:
    Originally posted by c1-p8
    dannatissimi corvacci.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    :sbott:

    di sicuro mo’ lo trasferiscono.
    a noi ci dicono che è per punirlo (che punizione tremenda, eh?), ma in realtà è perché si annoia e vuole cambiare.

    Cambiare aria o bimbe?
    Che merda la chiesa!!! :fankul:
    Laopa – 3-6-2007 at 10:02

    Quote:
    Originally posted by Pando
    Quote:
    Originally posted by c1-p8
    dannatissimi corvacci.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    :sbott:

    di sicuro mo’ lo trasferiscono.
    a noi ci dicono che è per punirlo (che punizione tremenda, eh?), ma in realtà è perché si annoia e vuole cambiare.

    Cambiare aria o bimbe?
    Che merda la chiesa!!! :fankul:

    Non mi risulta che vogliano trasferirlo, e comunque saranno 20 anni che è qui quindi… a che pro? Si sposterebbe soltanto il problema!
    GiordanoBruno – 19-7-2007 at 13:23

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_dioc_a…

    Don LINO PIERAGOSTINI
    Indirizzo: VIA D.ALIGHIERI TRODICA DI MORROVALLE 62010 MORROVALLE MC –
    Tel: 0733 XXXXXXX

    Dati Anagrafici

    Luogo di nascita: Fermo
    Data di nascita: 09/01/1939
    Data ordinazione: 19/03/1965

    Gli Incarichi

    MEMBRO presso CONSIGLIO PRESBITERALE DIOCESANO (Fermo)
    MEMBRO presso COLLEGIO DEI CONSULTORI (Fermo)
    PARROCO presso Sacro Cuore di Gesù (Morrovalle)
    Epica – 5-8-2007 at 15:41

    Il Vaticano è stato paragonato a Cosa Nostra, per la segretezza con cui tratta le faccende interne.
    L’unica cosa che li rende differenti è il fatto che la Chiesa ne esce comunque immacolata, in quanto istituzione religiosa e quindi santa di principio (se lo dicono da soli a messa ogni volta!), quando di santo non rimane nulla…
    Comunque, la pedofilia all’interno della Chiesa non è nulla di nuovo: la cosa è arrivata a galla solo ora proprio per la natura del documento di cui parla il video.
    Il Crimen Sollicitationis impone di per sè il silenzio assoluto nel caso in cui vengono commessi abusi di tipo sessuale, soprattutto su minorenni…un silenzio imposto sia agli abusatori (vi pare che i preti, con l’istituzione intera che li spalleggia, si sputtanano così a gratis raccontando ciò che fanno?) che alle vittime (quando cominciano ad essere bambini sotto i 10 anni, come è successo in Brasile, che ci vuole a spaventarli e farli tacere?).
    Tale documento, stilato nel ’62, è passato sotto il naso di ogni papa che è stato eletto, e quel tenero Rottweiler di Ratzinga ne ha semplicemente ribadito l’esistenza e la validità.
    La cosa più triste è che, se mai situazioni del genere riescono ad uscire allo scoperto, passano prima per la legge vaticana, quindi le vittime non ci guadagnano mai nulla; inoltre, ‘sti maniaci sessuali vengono spostati di diocesi, e non spretati o castrati o roba simile; quindi, quello che facevano prima da una parte, lo fanno adesso da un’altra.
    Non meravigliatevi più di nulla ormai…
    Lovecraft81 – 8-8-2007 at 15:54

    Purtroppo qualche prete che si salva c’è, ma non lo fanno rimanere in italia o nei paesi occidentali, li spediscono nelle missioni, in mezzo alle foreste sperduto, tra malattie di ogni tipo e loro combattono lo stesso e vanno avanti.
    Purtroppo la chiesa è un istituzione di uomini e come tale fatta per sbagliare. Gli schifosi che compiono quegli atti sono dei viscidi vermi che potrebbero stare dovunque. Quelli nella chiesa fanno più stacco solo perché ci si aspetta comportamenti più onesti da chi predica tante belle cose. Quelli, anche se hanno la tonaca (o se se la tolgono) non sono veri preti, ma teste di cazzo abusive, come tanti sbirri corrotti, maestri/e, militari, politici ecc.. Se si parla di loro non bisogna parlare di preti, ma di persone insulse che fanno quel mestiere. Dire che tutti i preti fanno schifo è solo un luogo comune. E’ l’istituzione che è sbagliata alla radice, ma non tutte le persone che ne fanno parte sono così
    Un saluto a tutti
    ronin – 15-6-2010 at 18:12

    Mi sono iscritto perchè ho letto sul forum del prete di Trodica.
    Sappiate che è tutto vero.
    Lui si chiama PIERAGOSTINI don LINO, giò parroco di Gualdo, ma trasferito per pedofilia, poi alla zona industriale di Piediripa, idem.
    I genitori delle persone indicate da Mescalina, hanno ricevuto 60.ooo.000 a testa oer non testimoniare.
    E questo tizio è ancora protetto!!!!!!!!!!!!:bonk:
    Lele – 23-8-2010 at 10:45

    ALLLLLLLLLucinanteeeeeeeeeeeeeeee

    http://laici.forumcommunity.net/?t=56976788

  • “Processo in piazza” contro i preti pedofili. Sotto tiro Nello Giraudo i suoi familiari e i vesovi

    “Processo in piazza” contro i preti pedofili. Sotto tiro Nello Giraudo i suoi familiari e i vesovi

    SAVONA. Il cuore della città, ieri pomeriggio, tra corso Italia e piazza Sisto, ha fatto da scenario a una sorta di processo pubblico nel corso del quale l’associazione Rete l’Abuso ha denunciato il dramma della pedofilia nella diocesi di Savona.

    Un processo, di fatto, senza contraddittorio, perché non era presente nessuno della curia o in sua rappresentanza. Si è così assistito a un lungo “j’accuse” del coordinatore della Rete, Francesco Zanardi, affiancato da Christian Abbondanza della Casa della Legalità. I due hanno presentato il docu-film “Parole, opere e omissioni” che, attraverso documenti della Procura di Savona, testimonianze, ma anche colloqui riservati, registrati e riprodotti, racconta anni bui in cui le violenze sui minori sono state perpetrate da parte di sacerdoti, due dei quali, don Nello Giraudo e don Giorgio Barbacini, sono stati condannati, mentre un terzo, don Pietro Pinetto, è risultato colpevole, salvato dalla prescrizione.

    Oltre alle responsabilità dei sacerdoti pedofili, Zanardi e Abbondanza hanno puntato il dito contro il vero imputato della giornata: l’omertà.

    Il docu-film, infatti, è percorso da un leitmotiv che ritorna in modo costante in entrambe le due parti di narrazione, della durata complessiva di un’ ora: la chiesa, i superiori dei sacerdoti, sapevano e hanno coperto. Un’accusa, peraltro, non nuova visto che la Procura di Savona, nel febbraio 2012, prelevò dalla cassaforte della Curia savonese documenti che dimostrano come il papa emerito Benedetto XVI, nel 2003, prima dell’elezione a pontefice, fosse stato informato dei casi savonesi. Direttamente dall’allora vescovo monsignor Domenico Calcagno che, come il suo predecessore, monsignor Dante Lafranconi, sapeva ma ha taciuto. Lafranconi, tra l’altro, è stato indagato per questo motivo ma salvato dalla prescrizione.

    Il documentario, tuttavia, va oltre chiamando in causa anche l’attuale vescovo don Vittorio Lupi. Per lui l’accusa sarebbe la stessa Zanardi utilizza colloqui tra lui e il vescovo, riservati, quindi “rubati”, registrati e qui ripresentati. I colloqui sarebbero riferiti ad anni prima dell’esplosione pubblica del caso di don Nello Giraudo. Dai dialoghi emerge che il vescovo Lupi era effettivamente a conoscenza dei casi denunciati da Zanardi, nonostante avesse dichiarato il contrario nelle successive interviste rilasciate al Secolo XIX e alla trasmissione “Le Iene” che, il 18 marzo del 2012, il giorno della festa patronale di Savona, aveva effettuato una incursione intervistando Lupi.

    Anche in quel caso il vescovo aveva assicurato di essere venuto a conoscenza dei fatti soltanto a seguito delle azioni della Procura. Nell’ occasione aveva anche garantito “tolleranza zero” nei confronti della pedofilia, oltre all’avvio di un processo canonico nei confronti di don Pietro Pinetto. Nel docu-film si chiede direttamente alla curia perché tale processo, non sia stato avviato e perché le vittime non siano state contattate dal vescovo.

    Altre figure vengono citate nel documentario, come soggetti a conoscenza dei fatti. Tra queste compare l’assessore Isabella Sorgini, cognata di don Giraudo, chiamata in causa per una vicenda per cui, è bene precisarlo, non è stato ravvisato, ad oggi, alcun reato. Interpellata dal Secolo XIX, la stèssa Sorgini, si è dichiarata estranea ai fatti e ha ribadito di non essere mai stata convocata dalla magistratura. L’entourage dell’assessore ha letto le parole di Zanardi come «un chiaro attacco politico». Il documentario porta in scena alcune vittime: molte chiedono di parlare celate nella voce e nel volto.

    Il concetto che ritorna è sempre lo stesso. Il perpetrarsi delle violenze, l’arrivo alla denuncia, dopo lunghi anni di sofferenza silenziosa, infine quelle che dalle vittime stesse vengono definite, senza mezzi termini, vere e proprie ritorsioni. Nel docu-film, a questo punto, viene inserito lo spezzone di un ampio lavoro . di documentazione, girato e trasmesso alcuni anni fa dalla BBC, “Sex crimes and Vaticans”, dove si dimostrerebbe come la tecnica utilizzata dal Vaticano, nei confronti degli abusi sessuali compiuti da presti pedofili in tutto il mondo, sarebbe lo stessa: negare, nascondere e punire le vittime.

    Due vittime savonesi, nel documentario prodotto dalla Rete L’Abuso, denunciano di avere subito lo stesso trattamento: dopo una travagliata denuncia, invece dell’appoggio, dalla curia, soltanto ritorsioni.

    Quindi Zanardi; in particolare, porta avanti una vicenda personale, legata allo sfratto dalla casa di proprietà della diocesi in cui viveva, subito, secondo quanto da lui denunciato, ingiustamente. Durissime anche le parole di Abbondanza che ha definito i fatti, “semplicemente vergognosi”.

    Ieri, di fronte alla libreria Ubik dove è stato proiettato il film, erano una trentina i savonesi seduti, mentre altrettanti, passando, si sono fermati. Chi stupito, chi perplesso, chi già era a conoscenza dei fatti. Ma l’evento non è passato inosservato: i fatti, molti dei quali già noti, sono stati per la prima volta letteralmente messi in piazza.

    Silvia Campese per Il Secolo XIX

     

  • Scozia, inchiesta vaticana sul cardinale O’Brien

    Scozia, inchiesta vaticana sul cardinale O’Brien

    Il vescovo maltese Charles Scicluna guiderà le indagini sulle accuse di comportamenti sessuali inappropriati rivolte contro il porporato

    REDAZIONE ROMA

    Il Vaticano ha affidato l’inchiesta sulle accuse di comportamenti sessuali inappropriati nei confronti del cardinale scozzese Keith O’Brien al vescovo maltese Charles Scicluna.  Lo riferiscono i media inglesi, la Bbc e il periodico cattolico The Tablet.

    Scicluna è stato per anni il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina delle Fede, al fianco di Ratzinger nella lotta alla pedofilia, e molto deciso nello spingere le Conferenze episcopali a stilare e attuare Linee guida contro gli abusi.

    Lo scandalo aveva travolto il cardinale scozzese alla vigilia del conclave per l’elezione di papa Bergoglio: O’Brien aveva ammesso nel febbraio 2013 sue responsabilità:«Ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è stata sotto gli standard a me richiesti in quanto sacerdote, arcivescovo e cardinale», aveva detto.

    Successivamente, «d’intesa con il Santo Padre», nel maggio scorso O’Brien aveva lasciato la Scozia «per alcuni mesi di rinnovamento spirituale, preghiera e penitenza». Il suo successore in qualità di arcivescovo di St.Andrews ed Edimburgo, Leo Cushley  ha scritto a componenti del clero invitandoli a collaborare nell’ambito dell’inchiesta.

  • Testimoni di Geova e pedofilia Un’inchiesta della BBC

    Testimoni di Geova e pedofilia Un’inchiesta della BBC

    (Suffer the little children Jehovah’s Witness child molestation pedophilia molestation) Sottotitoli in italiano.