Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Benedetto XVI

  • Il Papa ha convocato per il 15 e il 16 febbraio prossimo i vertici dell’episcopato irlandese

    Il Papa ha convocato per il 15 e il 16 febbraio prossimo i vertici dell’episcopato irlandese

    20 gen 2010 14:15 | Mondo / Cronaca

    CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa ha convocato per il 15 e il 16 febbraio prossimo i vertici dell’episcopato irlandese per tornare ad affrontare i problemi sollevati da due rapporti relativi ad abusi su minori compiuti da religiosi cattolici in Irlanda nel corso di vari decenni. La notizia dell’appuntamento, anticipata da indiscrezioni diffuse sulla stampa anglosassone, è stata confermata da una fonte ufficiale vaticana.

    L’11 dicembre scorso c’era stato un primo incontro, nel corso del quale Benedetto XVI si era detto «sconvolto e sdegnato» dal contenuto dei rapporti e aveva annunciato «la massima attenzione» e successivi interventi. Nelle successive settimane, diversi vescovi hanno presentato le loro dimissioni al pontefice.

    I vertici dell’episcopato irlandese, nella prima giornata dovrebbero avere un incontro con il Papa, mentre nella successiva dovrebbero incontrare i vertici della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel corso degli incontri dovrebbe essere illustrato – sempre secondo fonti anonime del Guardian – il contenuto di una lettera ai cattolici d’Irlanda annunciata dal Papa lo scorso 11 dicembre (vd suggeriti), che potrebbe essere letta nelle chiese d’Irlanda il 17 febbraio, mercoledì delle Ceneri.

    http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/18168/pedofilia-vescovi-a-rapporto.html

  • Vaticano. “Giustizia ordinaria, ma solo per casi certi”. E chi lo stabilisce, i monsignori, e quando cominciano a denunciare i preti pedofili?

    Vaticano. “Giustizia ordinaria, ma solo per casi certi”. E chi lo stabilisce, i monsignori, e quando cominciano a denunciare i preti pedofili?

    E quando cominciano a denunciarli e a spedirli in galera invece di proteggerli? E chi stabilisce se un caso è serio o non serio? I monsignori?

    E c’è bisogno della loro autorizzazione per i tribunali?

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/12…inaria-1919341/

    Intervista del prefetto della Congregazione del Clero all’Osservatore
    “Fatti gravissimi e delittuosi, che feriscono profondamente la Chiesa”
    Preti pedofili, la svolta del Vaticano
    “Se casi certi, sì a giustizia ordinaria”
    di ORAZIO LA ROCCA

    CITTA’ DEL VATICANO – Sui preti che si macchiano del “gravissimo crimine” della pedofilia, in Vaticano è scattata l’ora della svolta. D’ora in poi oltre ad essere sottoposti al giudizio delle leggi ecclesiastiche, saranno consegnati anche ai tribunali civili per essere giudicati e condannati dopo un regolare processo. Per i preti pedofili, quindi, oltre alle pene ecclesiastiche – vale a dire immediata riduzione allo stato laicale e scomunica dalla Chiesa cattolica – saranno comminate anche le punizioni previste dai Codici penali ordinari.
    L’annuncio è stato dato ieri, dal cardinale prefetto della Congregazione per il clero, il brasiliano Claudio Hummes, il “ministro” vaticano incaricato da Benedetto XVI di intervenire “con la massima severità” nei confronti di quei sacerdoti che, tradendo il loro ruolo, vengono ritenuti colpevoli di violenze sessuali nei confronti dei minori che frequentano le loro parrocchie, come purtroppo è accaduto in diverse diocesi, specialmente negli Usa e nell’Irlanda del Nord.
    Papa Ratzinger l’11 dicembre scorso, ricevendo in Vaticano i vertici della Chiesa irlandese, aveva preannunciato chiaramente che sui preti pedofili non ci sarebbe stata nessuna tolleranza. La conferma di tale proposito arriva ora – ad un mese esatto da quella drammatica udienza – dal cardinale Hummes attraverso una intervista all’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede.

    “La dolorosa vicenda irlandese – per la quale tra l’altro alcuni vescovi si sono assunti le loro responsabilità e si sono fatti da parte – non può essere riferita a tutto il ministero episcopale”, afferma il porporato in un passaggio di un’intervista al giornale pontificio. “I vescovi sono buoni padri per i loro sacerdoti. Certo, esistono alcune situazioni disdicevoli, ma sono molto limitate. Si tratta purtroppo di situazioni legate alla condizione umana. E’ quanto accaduto in Irlanda. Un fatto dolorosissimo che colpisce prima di tutto, è vero, le vittime, ma ferisce anche profondamente il cuore della Chiesa. Accertate oggettivamente le responsabilità di tanto male, bisogna andare risolutamente sino in fondo – conclude il cardinale Hummes – anche facendo ricorso alla giustizia ordinaria”. Al di là della prudente analisi fatta dal cordinale su un fenomeno tanto grave e sconvolgente come i casi di pedofilia tra i preti, è un fatto che per la prima volta un “ministro” della Santa Sede evoca per questi reati il ricorso alla giustizia ordinaria.

    “Provo rabbia e vergogna; sono profondamente colpito, turbato e addolorato: chi ha sbagliato pagherà”, aveva detto Benedetto XVI ricevendo a dicembre in Vaticano i vertici della Chiesa irlandesi per analizzare il Rapporto Murphy, l’inchiesta-choc fatta dal governo dell’Irlanda del Nord sugli abusi sessuali commessi dai sacerdoti della diocesi di Dublino dal 1975 al 2004. Trenta anni di violenze compiute da 46 preti ai danni di centinaia di bambini. Dopo la pubblicazione del Rapporto, nei giorni scorsi sono stati costretti alle dimissioni due vescovi irlandesi accusati di omesso controllo sui casi di pedofilia denunziati nelle loro diocesi. Altre dimissioni per analoghi motivi potrebbero essere decise dal cardinale Sean Brady, presidente della Conferenza episcopale irlandese, e dall’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin, i due più importanti prelati cattolici irlandesi a cui il Papa ha affidato il gravoso compito di fare “pulizia” tra i preti corrotti e di rilanciare la comunità cattolica del loro Paese. Un obiettivo che sarà oggetto anche di una prossima lettera ad hoc che lo stesso Benedetto XVI invierà ai vescovi irlandesi prossimamente. In attesa della lettera papale, nel frattempo il Vaticano ha aperto ai preti pedofili “colpevoli” anche la strada dei tribunali civili. Non è poco. Anche se forse ci si poteva arrivare prima.

    (12 gennaio 2010)

  • Pedofilia/ Un altro vescovo irlandese rassegna dimissioni a Papa Mons. Moriarty, ex ausiliare di Dublino

    Pedofilia/ Un altro vescovo irlandese rassegna dimissioni a Papa Mons. Moriarty, ex ausiliare di Dublino

    Roma, 23 dic. (Apcom) – Un altro vescovo irlandese ha rassegnato le sue dimissioni al Papa dopo che un rapporto governativo ha criticato le gerarchie ecclesiastiche per lo scandalo dei preti pedofili. Si tratta di mons. Jim Moriarty, a capo della diocesi di Kildare et Leighlin. Il Vaticano ancora non ha comunicato se Benedetto XVI accetti le dimissioni. “Ho presentato oggi al Santo Padre le mie dimissioni da vescovo di Kildare e Leighlin”, scrive il presule sul sito della sua diocesi ). “Spero che ciò faccia onore alla verità che le vittime ancora vive hanno scoperto e apra la via ad un futuro migliore per tutte le persone coinvolte”, afferma. Morirarty, 73 anni, ha preso la sua decisione per le responsabilità ricoperte all’epoca in cui era vescovo ausiliare di Dublino dal 1991 al 2002. Una diocesi molto criticata nel rapporto Murphy del governo irlandese perché i responsabili hanno coperto sacerdoti pedofili, spostandoli, magari, da una parrocchia all’altra, mentre centinaia di bambini sono stati abusati sessualmente. “Accetto che, nel periodo in cui ero ausiliare, avrei dovuto sfidare la cultura prevalente”, ha detto. “So che qualsiasi mia azione io possa compiere, ora, non toglierà il dolore che le persone hanno sofferto. Chiedo nuovamente scusa a tutti i sopravvissuti e alle loro famiglie”. Dopo la pubblicazione del rapporto Murphy – che faceva seguito ad un altro documento altrettanto critico diffuso a maggio, il rapporto Ryan – il Papa ha convocato, a inizio dicembre, un vertice di emergenza in vaticano con i maggiorenti della Curia romana e i vertici dell’episcopato irlandese. Ad esso hanno fatto seguito le prime dimissioni, quelle di mons. Donald Brendan Murray, vescovo di Limerick e anch’egli ex ausiliare di Dublino. Il Papa ha poi annunciato che, prossimamente, invierà una lettera ai cattolici irlandesi “nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione”. La Santa Sede non ha specificato nulla di più, ma la missiva potrebbe stabilire ristrutturazioni e mutamenti profondi della Chiesa irlandese.

    http://www.ilcittadinomb.it/stories/apcom/201018

  • Salgono a quattro i prelati che lasciano l’incarico dopo l’inchiesta sugli abusi

    Salgono a quattro i prelati che lasciano l’incarico dopo l’inchiesta sugli abusi

    DUBLINO – La lista si allunga. Altri due vescovi sono pronti ad abbandonare l’incarico per lo scandalo dei preti pedofili irlandesi. Dopo James Moriarty e Donald Murray, anche i vescovi Eamonn Walsh e Raymond Field, che operano nell’arcidiocesi di Dublino, hanno presentato le dimissioni a Benedetto XVI, dopo aver informato della loro decisione l’arcivescovo Diarmuid Martin. Sono a questo punto quattro i prelati che hanno optato per questa scelta dopo la pubblicazione del rapporto che ha rivelato come numerosi esponenti della chiesa irlandese abbiano per anni tenuto celati gli abusi sui bambini nelle scuole cattoliche e non abbiano fatto abbastanza per fermarli.

    Come il vescovo Moriarty, Walsh e Field hanno dichiarato che il rapporto rivela la loro innocenza. “La nostra speranza è che questo atto contribuisca a riportare la pace e la riconciliazione di Gesù Cristo alle vittime degli abusi sessuali. Chiediamo di nuovo scusa a tutti loro”, hanno scritto in un comunicato i due vescovi annunciando le dimissioni al Pontefice.

    L’arcivescovo Martin ha parlato della vicenda anche durante la messa della notte di Natale, riprendendo l’esortazione di Benedetto XVI a fare giustizia. “Nessuna parola di scuse sarà mai sufficiente per il male procurato”, ha sottolineato l’arcivescovo durante l’omelia pronunciata nella cattedrale di Santa Maria. Martin ha dichiarato che i preti cattolici colpevoli di aver abusato sessualmente di centinaia di bambini devono essere giudicati in tribunale.

    Monsignor Martin ha aggiunto che il rinnovamento della chiesa dipende dal “riconoscimento onesto e franco” dei fatti. “Il rinnovamento deve cominciare con l’accettazione della responsabilità di quanto è accaduto. I comportamenti criminali devono essere oggetto di un’inchiesta e di un’azione giudiziaria”, ha ammonito.

    Il rapporto del ministero della Giustizia di Dublino, pubblicato a fine novembre, accusa l’arcidiocesi di aver “ossessivamente” coperto abusi sessuali su bambini dal 1974 al 2004. Sul banco degli imputati, 46 preti pedofili autori di violenze ai danni di 320 piccole vittime nel corso di trent’anni. Donald Murray, vescovo di Limerick, è stato il primo a lasciare il suo incarico. Murray è accusato di non aver preso provvedimenti nei confronti di un prete pedofilo che avrebbe quindi continuato ad abusare dei bambini.

    Poche settimane fa il Papa ha annunciato un intervento a carico dei responsabili, impegno mantenuto pochi giorni dopo, il 17 dicembre, quando ha accettato le dimissioni del vescovo Murray. Il secondo a dimettersi, due giorni fa, è stato James Moriarty, vescovo di Kildare e Leighlin, accusato di non aver indagato abbastanza a fondo sulle accuse mosse nel 1993 nei confronti di un prete, padre Edmondus, che si comportava in maniera “sospetta” con i bambini.

    http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/e…ue-vescovi.html

  • Pedofilia, si dimette vescovo irlandese

    Pedofilia, si dimette vescovo irlandese

    Pedofilia, si dimette vescovo irlandese Il Papa: «Tradimento e vergogna»Benedetto XVI ha accolto oggi le dimissioni del vescovo irlandese Donald Brendan Murray, accusato dal Rapporto del Governo di Dublino di aver coperto sacerdoti pedofili.

    All’epoca dei fatti, mons. Murray, attuale vescovo di Limerick, era ausiliare di Dublino. Il Rapporto Murphy lo accusa di aver reagito in modo «imperdonabile» («inexcusable»), nascondendo di fatto le informazioni relative ai preti pedofili che venivano spostati da una parrocchia all’altra.

    «Scosso e addolorato» dalla lettura del Rapporto governativo, le cui risultanze gli sono state confermate dai vertici dell’Episcopato Irlandese, Papa Ratzinger aveva assunto la settimana scorsa impegni precisi verso le vittime degli abusi sessuali perpetrati su minorenni da parte di membri del clero dell’arcidiocesi di Dublino: i responsabili pagheranno, aveva assicurato annunciando anche una sua imminente Lettera Pastorale sulla dolorosa vicenda. Ad aumentare lo sdegno del Papa è il fatto che i sacerdoti colpevoli (una cinquantina) sono spesso stati semplicemente ammoniti e trasferiti dai loro vescovi. «Il Santo Padre – affermava la nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede venerdì 11 dicembre – condivide l’oltraggio, il tradimento e la vergogna percepiti da così tanti fedeli in Irlanda, e si è unito a loro nella preghiera in questo momento difficile nella vita della Chiesa», invitando allo stesso tempo i cattolici irlandesi e in tutto il mondo «ad unirsi a lui nella preghiera per le vittime, le loro famiglie e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini efferati».

    Inoltre, prosegue il comunicato, Benedetto XVI «assicura tutti gli interessati che la Chiesa continuerà a seguire la grave questione con la massima attenzione, al fine di meglio comprendere come tali vergognosi eventi siano accaduti e il modo migliore per sviluppare strategie efficaci così da evitare il loro ripetersi». La Santa Sede, ribadisce la nota letta e approvata dal Pontefice, «prende molto sul serio le questioni centrali sollevate dalla relazione, ivi comprese le questioni relative alla guida dei responsabili della Chiesa locale che hanno la responsabilità ultima nella cura pastorale dei bambini».

    Il Papa esprime una volta di più «il proprio rammarico per le azioni di alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio», aveva aggiunto venerdì scorso il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che oggi si è limitato invece a comunicare la notizia dell’accettazione delle dimissioni senza ulteriori commenti.

    Mentre la sala stampa vaticana annunciava le dimissioni del vescovo irlandese Donal Murray dalla guida della diocesi di Limerick, in seguito allo scandalo dei preti pedofili, lui stesso ha chiesto «umilmente» scusa in un incontro con i dipendenti nella cattedrale di St. John.

    «Ho incontrato lunedì 7 dicembre – ha detto il presule a quanto riportato in una nota sul sito della diocesi – il Cardinale Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Gli ho chiesto di portare le mie dimissioni come Vescovo di Limerick a Papa Benedetto. Il Santo Padre ha accettato le mie dimissioni che hanno effetto immediato da questa mattina. Ho sentito le opinioni di molti sopravvissuti – ha aggiunto il vescovo – soprattutto nei giorni successivi alla pubblicazione del Rapporto Murphy. Alcuni hanno espresso il desiderio affinché rassegnassi le mie dimissioni, altri mi hanno chiesto di non farlo. So bene che le mie dimissioni non possono annullare il dolore che le vittime di abuso sopravvissute hanno sofferto in passato e continuano a soffrire ogni giorno. Chiedo umilmente scusa ancora una volta a tutti coloro che sono stati abusati quando erano bambini piccoli. A tutti i sopravvissuti ripeto che la mia principale preoccupazione è quella di aiutare in ogni modo possibile, il loro cammino verso la sperata serenità».

    «Un vescovo – ha proseguito il vescovo Murray – è chiamato ad essere una persona che cerca di guidare e ispirare tutto il popolo della diocesi a vivere come una comunità unita nella verità e nell’amore di Cristo. Ho chiesto al Santo Padre accogliere le mie dimissioni e di nominare un nuovo vescovo per la diocesi, perché credo che la mia presenza possa creare difficoltà ad alcuni dei sopravvissuti, che devono avere il primo posto nei nostri pensieri e preghiere». Il vescovo ha poi espresso il desiderio che le sue «ultime parole come vescovo di Limerick» fossero quelle pronunciate il 29 novembre scorso: «Siamo persone che credono che la misericordia di Dio e la salvezza di Dio sono senza limiti. Siamo chiamati ad essere portatori di quella speranza l’uno all’altro e in particolare a coloro la cui fiducia è stata tradita quando erano solo bambini piccoli e che hanno vissuto il terrore, l’impotenza e le sofferenze inflitte da adulti spaventosi e dominanti. Essi dovrebbero avere sempre un posto speciale nelle nostre preghiere».

    La nota della diocesi di Limerick si conclude con le seguenti parole: «Né il vescovo Murray né alcun portavoce della diocesi farà altri commenti».

    17 dicembre 2009

    http://www.unita.it/news/mondo/92769/pedofilia_si_dimette_vescovo_irlandese_il_papa_tradimento_e_vergogna

  • PAPA: DOMANI CON VESCOVI IRLANDA VERIFICA SU TOLLERANZA ZERO

    PAPA: DOMANI CON VESCOVI IRLANDA VERIFICA SU TOLLERANZA ZERO

    PAPA: DOMANI CON VESCOVI IRLANDA VERIFICA SU TOLLERANZA ZERO

    (AGI) – CdV, 10 dic. – Per Benedetto XVI, come ha detto proprio ai vescovi dell’Irlanda, questo e’ un “tempo di purificazione” da quella “sporcizia” da lui denunciata nella drammatica “Via Crucis” del venerdi’ santo 2005, e che e’ fatta dai “molti casi, che feriscono il cuore, di abusi sessuali sui minori, particolarmente tragici quando colui che abusa e’ un prete”.

    Su questo terreno il Papa tedesco e’ molto severo ed esigente, piu’ del suo predecessore Giovanni Paolo II, tanto che non ha esitato a calare la scure anche su potenti uomini di Chiesa fin qui ritenuti intoccabili. Ed e’ stato proprio Ratzinger, da prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, a codificare la linea della “tolleranza zero” in pieno accordo con il vertice dei vescovi americani riunito a Roma da Papa Wojtyla. Ai vescovi il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede “De Delictis Gravioribus”, che definiva le linee guida del motu proprio con cui Giovanni Paolo II rafforzo’ l’ex Sant’Uffizio nel giudicare i casi di violenze e molestie, chiese infatti “non solo di contribuire a evitare un crimine cosi’ grave, ma anche di proteggere con le necessarie sanzioni la santita’ del sacerdozio”. (AGI) Siz

  • Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna

    Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna

    ROMA – Rabbia e vergogna. Le esprime Benedetto XVI dopo un vertice in Vaticano sul caso degli abusi sessuali sui minori che ha sconvolto la Chiesa irlandese. Il Papa ha parlato di «crimini odiosi» e ha promesso che i responsabili pagheranno. Ha quindi annunciato che scriverà una lettera ai cattolici irlandesi. «La Santa Sede prende molto sul serio le questioni sollevate dal Rapporto Ryan, incluse quelle che concernono i pastori delle Chiese locali che hanno in ultima istanza la responsabilità della cura pastorale dei bambini» si legge nel comunicato emesso della sala stampa vaticana. Un testo, precisa padre Lombardi, che «il Pontefice ha letto e approvato e nel quale potete vedere il suo stile». All’incontro hanno preso parte il primate della chiesa irlandese, il cardinale Sean Brady, l’arcivescovo di Dublino mons. Diarmuid Matin e alcuni alti esponenti della Curia vaticana: il prefetto della congregazione per il clero, card. Claudio Hummes, il prefetto della congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, card. William Levada. A questo punto, secondo notizie di stampa non confermate, alcuni vescovi irlandesi potrebbero rassegnare le dimissioni.

    LO SCANDALO – Tre giorni fa era stato il Nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, a scusarsi per «eventuali errori» commessi dalla Santa Sede in relazione alla vicenda degli abusi su bambini in cui sarebbero stati coinvolti esponenti del clero dell’isola. «Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse» ha detto al termine di un incontro con il ministro degli esteri irlandese Michael Martin. Secondo un rapporto pubblicato alla fine di novembre, la chiesa cattolica irlandese ha cercato di coprire una serie di abusi sessuali su minori commessi da alcuni sacerdoti e il ministro Martin aveva detto di essere rimasto deluso dal «silenzio» del Vaticano sulla materia. Il giorno successivo il sinodo dei vescovi irlandesi ha chiesto pubblicamente scusa, anche per il tentato insabbiamento dello scandalo messo in atto dai vertici ecclesiastici a Dublino: «Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall’arcivescovato di Dublino».

    http://www.corriere.it/cronache/09_dicembr…a3ea0ec2-e657-1

    Scuse tardive. E Ratzinger dovrebbe guardare più vicino…
    http://www.uaar.it/news/2006/10/02/bbc-rat…casi-pedofilia/
    La BBC: “Ratzinger contribuì a coprire casi di pedofilia”

    Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

  • Preti pedofili: quando c’è il diavolo sotto la tonaca

    Preti pedofili: quando c’è il diavolo sotto la tonaca

    Negli Stati Uniti le vittime dei preti pedofili hanno messo la Chiesa in ginocchio. In Italia, invece, i fedeli scendono in piazza per difendere coloro che sono stati bollati dalla giustizia come orchi. È successo a Firenze con Roberto Berti, condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede per molestie sessuali.

    Molti amici dell’ex parroco di Ginestra Fiorentina non hanno creduto alle accuse e si sono schierati dalla sua parte. Finché l’arcivescovo, Giuseppe Betori, ha fatto affiggere la sentenza di condanna nella bacheca parrocchiale, mettendo a tacere quanti sostenevano che don Berti fosse stato addirittura assolto.
    Manifestazioni di solidarietà anche a Roma per Ruggero Conti, il parroco di Selva Candida accusato di pedofilia, atti sessuali con minorenni e prostituzione aggravata. Al processo si sono presentati decine di giovani indossando magliette con la scritta “don Ruggero, ti vogliamo bene”, mentre le presunte vittime venivano dileggiate.

    In Vaticano c’è sconcerto: Benedetto XVI ha scelto la linea dura contro i preti pedofili. Ma sempre più spesso deve fare i conti con i fedeli che difendono i sacerdoti accusati di abusi e manifestano per loro con cartelli e striscioni. Su Berti l’ex Sant’Uffizio non ha avuto dubbi: accusato di molestie sessuali nei confronti di cinque minorenni, il parroco è stato condannato a 8 anni di domicilio coatto a Trento, in una casa per il recupero di preti con problemi psichici, unito al divieto assoluto di svolgere attività pastorale.
    Berti era stato sollevato il 6 giugno 2008 dalla guida della sua nuova parrocchia di San Mauro a Signa, a seguito di una denuncia per molestie sessuali. In base alle norme sulla tolleranza zero varate nel 2001 dal cardinale Ratzinger (allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede), il processo canonico a carico di Berti è stato affidato all’ex Sant’Uffizio. Per più di un anno non si è saputo ufficialmente nulla. Nel frattempo venivano ascoltati a Roma il prete fiorentino e i suoi accusatori: giovani nati tra il 1977 e il 1986 che hanno riferito di aver subito le attenzioni e le molestie del parroco di Ginestra tra il 1990 e il 2001.

    Ma il silenzio e la riservatezza nella quale si è svolto il processo canonico a carico di Berti sono diventati un boomerang per la curia e per le stesse vittime delle molestie. Nelle due parrocchie della periferia fiorentina si è diffusa la voce che il prete era stato prosciolto e le accuse si erano rivelate infondate. Qualcuno ha anche cominciato a dubitare della buona fede degli accusatori. Impossibile persino ricorrere all’autorità giudiziaria perché, dal punto di vista penale, i reati di molestie contestati al sacerdote risultavano già prescritti.

    Insomma, per qualche mese gli innocentisti hanno avuto buon gioco a sostenere che si era trattato di una bolla di sapone, mentre i colpevolisti sono finiti sotto accusa. Da qui è nata la richiesta dell’arcivescovo di Firenze di rendere pubblica la sentenza di condanna. Il nuovo parroco di Ginestra Fiorentina, James Savarirajan, domenica 8 novembre ha affisso in bacheca il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede. Tuttavia, neanche questo gesto clamoroso è bastato a mettere fine alle polemiche: mentre i colpevolisti hanno diffuso la notizia ai giornali locali, gli amici di Berti hanno accusato la curia di aver creato “scandalo “ pubblicando la sentenza.

    Ancora più pesante la situazione a Selva Candida, periferia nord di Roma, diocesi di Porto – Santa Rufina.
    Il parroco della Natività di Maria Santissima, Ruggero Conti, 56 anni, è finito in carcere a Regina Coeli. Sette, secondo l’accusa, le giovani vittime dei presunti abusi sessuali compiuti dal sacerdote tra il 1998 e il marzo 2008. Per il pm, Francesco Scavo, gli adolescenti sarebbero stati indotti dal sacerdote a compiere o subire atti sessuali in cambio di denaro e capi di abbigliamento.

    Ma don Ruggero è difeso persino dalle madri: “Per i nostri figli è stato come un padre” dicono alcune di loro. E puntano il dito invece contro l’ex viceparroco, Claudio Peno Brichetto. È lui a parlare per primo dei comportamenti di don Ruggero al vescovo di Santa Rufina, Gino Reali, ma viene trasferito in un’altra chiesa, mentre il parroco accusato di pedofilia resta al suo posto. Don Claudio non si dà per vinto e si rivolge a un’associazione antipedofilia, Caramella buona, con sede a Reggio Emilia.

    I dirigenti dell’associazione informano l’autorità giudiziaria. I carabinieri mettono sotto controllo il telefono di don Ruggero, prendono nota degli sms che invia ai ragazzi, controllano il suo computer e i siti che abitualmente frequenta, raccolgono le prime testimonianze. Così, nel giugno 2008, scattano le manette: il parroco di Selva Candida finisce prima agli arresti domiciliari, poi a Regina Coeli.

    Ma la vicenda assume subito una coloritura politica: don Ruggero, infatti, era stato scelto in campagna elettorale dal sindaco Gianni Alemanno come garante per le politiche della periferia e della famiglia. Tanto che la costituzione del Comune di Roma come parte civile nel processo contro il sacerdote è diventata un giallo. Alla prima udienza contro don Ruggero, il 16 giugno scorso, il comune non si è presentato.
    Alemanno sostiene di avere dato mandato al Dipartimento promozione dell’infanzia di provvedere alla costituzione in giudizio. Ora la dirigente del dipartimento è stata sospesa e il comune, il 27 ottobre, si è costituito contro don Ruggero (la prossima udienza sarà il 26 novembre).

    Nel frattempo sono arrivate anche minacce di morte: buste con proiettili indirizzate al pm Scavo, a Mario Staderini, neoleader dei Radicali italiani (anch’essi parte civile nel processo), e a Roberto Mirabile, presidente di Caramella buona.
    E spuntano pure testimoni contro don Claudio, il grande accusatore di don Ruggero. Tra questi Antonio Savaiano: afferma che il giovane viceparroco gli avrebbe offerto 300 euro per bruciare la macchina di don Ruggero. Accuse tutte da provare. Intanto il presidente della VI sezione del tribunale penale, Luciano Pugliese, ha stabilito che il processo si svolgerà a porte chiuse.
    Ma lo scontro tra innocentisti e colpevolisti continua.

    MIGLIAIA DI CASI
    4.392 sacerdoti denunciati per pedofilia negli Usa.
    2,6 miliardi di dollari: il totale dei risarcimenti pagati fino a questo momento alle vittime dei preti pedofili negli Stati Uniti.
    1.700 preti accusati di violenze, orge e uso di droga in Brasile a danno dei bambini piccoli.
    800 sacerdoti, religiosi e suore chiamati a rispondere di 30 mila casi di abusi sessuali in Irlanda.
    1,1 miliardi di euro di risarcimenti richiesti dalle vittime dei sacerdoti pedofili in Irlanda.
    107 preti e religiosi condannati in Australia per abusi sui minorenni.
    73 casi di presunti abusi sessuali su minori e più di 235 le vittime di sacerdoti e religiosi pedofili in Italia. Polonia, Gran Bretagna, Austria, Francia, Croazia gli altri paesi europei più colpiti dalla piaga della pedofilia nella Chiesa.

    Ignazio Ingrao

    http://archivio.panorama.it/archivio/blog/italia/2009/11/20/preti-pedofili-quando-ce-il-diavolo-sotto-la-tonaca

  • Papa/ Accoglie dimissioni vescovo canadese incriminato

    Papa/ Accoglie dimissioni vescovo canadese incriminato

    Papa/ Accoglie dimissioni vescovo canadese incriminato
    Giovedi, 1 Ottobre 2009 – 17:16

    Benedetto XVI ha accettato la rinuncia algoverno pastorale della diocesi di Antigonish in Canada, presentata da mons. Raymond John Lahey per “grave impedimento”.Ne da’ notizia la Sala Stampa della Santa Sede. Il presule, cheha 69 anni e reggeva la diocesi da tre, era stato denunciatonei giorni scorsi per possesso di foto pedopornografiche dopoil sequestro di un pc portatile in aeroporto.

  • VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    Note:In una famosa puntata di Annozero, monsignor Fisichella affermò che i preti pedofili erano pochi. Oggi,  il cardinal Hummes invita la chiesa ad aprire gli occhi e dice che in alcune diocesi “non arrivano nemmeno al 4%”. Considerando che i preti cattolici sono 400.000, ci sarebbero 16.000 preti pedofili. Dato che il numero di preti sotto processo o già condannati, non si conosce ufficialmente, ma non è certamente un numero elevato, restano  migliaia di pedofili che sfuggono al controllo della chiesa.

    VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 26 giu – La Chiesa ”non puo’ chiudere gli occhi” di fronte ai casi di pedofilia tra i propri preti, che in alcune diocesi arrivano a coinvolgere quattro preti su cento. Lo afferma, in un’intervista al settimanale cattolico spagnolo ”Vida Nueva’ dedicata al significato dell’Anno sacerdotale aperto lo scorso venerdi’ 19 giugno da papa Benedetto XVI, il prefetto della Congregazione per il clero, card. Claudio Hummes.

    La Chiesa cattolica, in genere, non dispone di statistiche sui sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia. Il cardinale brasiliano pero’, offre un indizio, affermando che ”i casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti”.

    Piu’ difficile la situazione di quei preti che non rispettano l’obbligo del celibato: in questi casi ”la percentuale e’ un po’ piu’ alta”, spiega Hummes. In un’intervista all’Osservatore Romano di un anno e mezzo fa, il 5 gennaio 2008, lo stesso cardinale aveva offerto dati leggermente differenti: ”Si deve sempre ricordare – aveva detto – che solo una minima parte del clero e’ coinvolta in situazioni gravi. Neppure l’uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale”. I preti cattolici di tutto il mondo, secondo i dati piu’ aggiornati, sono poco piu’ di 400mila.

    Nell’intervista con la rivista spagnola, il cardinale Hummes si sofferma ampiamente sulla questione della pedofilia, tornata alla ribalta dopo i risultati del ”rapporto Ryan” in Irlanda.

    Di fronte a questi casi, il prefetto della Congregazione del clero invoca la ”linea dura’, invitando la Chiesa a ”non chiudere gli occhi di fronte al fenomeno”. Le sue parole arrivano una settimana dopo che, in un’intervista sull’Osservatore Romano del 19 giugno, il numero due della sua Congregazione, mons. Mauro Piacenza, aveva denunciato ”un preciso disegno che va ben oltre il diritto di cronaca” da parte dei media che raccontano i casi di pedofilia nella Chiesa.

    ”Ci sono dei problemi – concede anche Hummes -, come i casi di pedofilia e quelli dei sacerdoti che non rispettano il celibato, che sono stati molto pubblicizzati negli ultimi tempi”. ”La pedofilia – prosegue pero’ -, senza dubbio, e’ un crimine terribile, di fronte al quale la Chiesa non puo’ chiudere gli occhi. Non c’e’ posto nel ministero sacerdotale per le persone che hanno commesso questi crimini. La Chiesa non puo’ accettare i casi di pedofilia; i colpevoli devono essere puniti tanto con le leggi civili quanto con quelle canoniche”.

    ”Detto questo – prosegue -, bisogna sottolineare che la grande maggioranza del clero non ha nulla a che fare con questi problemi. E’ per questa che la Chiesa deve reagire e non deve accettare che sia questa l’immagine del sacerdote cattolico, formata da un preconcetto negativo molto forte che umilia e ferisce l’immensa maggioranza dei sacerdoti. I casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti. Per la questione del non rispetto del celibato la percentuale e’ un po’ piu’ alta. Ma bisogna mettere in evidenza che il resto dei sacerdoti sono uomini degni e rispettabili, che danno la loro vita completamente e senza condizioni a Gesu’ Cristo e al popolo”.
    26 giugno 2009

    http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1358