Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Continua da giorni la protesta di Alesandro, incatenato davanti al seminario di Bergamo.

    Continua da giorni la protesta di Alesandro, incatenato davanti al seminario di Bergamo.

    Nei giorni scorsi vi avevamo parlato del caso di Alessandro Vavassori che come decine di vittime cerca di affrontare il suo passato di abusi sessuali, nel suo caso avvenuti quando a 11 anni era seminarista a Bergamo. Non abbiamo mai smesso di seguire Alessandro, il quale in modo non violento si reca tutti i giorni presso il seminario di Bergamo dove passa il pomeriggio incatenato all’unico accesso del seminario .
    Alessandro con la sua civile protesta vuole solamente ottenere udienza con il rettore, vuole portare avanti le promesse precedentemente ricevute dall’ex Vescovo Amadei. Nelle diverse lettere tra Diocesi e Alessandro, risulta che la Diocesi ammise le proprie responsabilità, diede addirittura 20 mila € a Alessandro come anticipo, direi una piena ammissione, ma ora, morto Amadei il nuovo Vescovo non solo sembrerebbe non aver alcuna intenzione di onorare le promesse fatte dal suo predecessore, ma non vuole neppure ricevere la vittima.
    E’ paradossale ma preferiscono subire l’imbarazzo di avere un uomo incatenato al cancello del seminario, piuttosto che dargli 10 minuti di udienza. Non chiamano neppure le forze dell’ordine in quanto il rischio è che con il loro intervento l’intera storia finisca sulle prime pagine dei quotidiani locali.
    Qualche giorno fa telefonai al seminario, chiedendo il motivo di quella persona incatenata all’ingresso, prima mi risposero che non c’era nessuno, poi ammisero promettendo di andare a parlare con lui e di sapermi dire. In questi giorni comunque Alessandro ha raccolto una serie di testimonianze audio rilasciate dai sacerdoti, è triste dirlo ma siamo di fronte a un caso di “menzogna clericale” in quanto dagli audio si apprende che tutti conoscevano le tendenze pedofile del carnefice di Alessandro, esiste addirittura una denuncia di diversi anni fa, ma non è mai esista la volontà da parte del clero, di tutelare i minori, dalle testimonianze e dai documenti emerge la volontà dei vertici diocesani, di tutelare il prete pedofilo e non i minori .
    Francesco Zanardi
    Portavoce L’ABUSO
  • Molestie a ragazzi, nei guai un sacerdote Giovane avrebbe filmato gli abusi subiti

    Molestie a ragazzi, nei guai un sacerdote Giovane avrebbe filmato gli abusi subiti

    Il prete è un uomo di 55 anni allontanato da una parrocchia della Bassa bergamasca. Ora si trova in un convento

    Indagano i carabinieri

    Bergamo, 28 ottobre 2011 – Ci sarebbe un filmato compromettente, in possesso delle forze dell’ordine, che incastrerebbe un sacerdote ritratto in atteggiamenti spinti con alcuni ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni. Gli incontri a “luci rosse” finiti sotto accusa, e documentati in un servizio televisivo della trasmissione ‘‘Le Iene’’, sarebbero avvenuti in sacrestia e in casa del sacerdote dietro il pagamento di 15-20 euro. Il prete, un 55enne, da circa venti in servizio in una parrocchia della Bassa Bergamasca, avrebbe avvicinato le sue vittime con la scusa di farsi aiutare in alcuni lavoretti.

    Un pretesto, perchè in realtà lo scopo era ben altro. Smascherato, il religioso è stato immediatamente allontanato dalla parrocchia e ora si trova in un convento della provincia. Della vicenda se ne occupano i carabinieri della Compagnia di Bergamo che hanno avviato tutta una serie di indagini, grazie anche alle testimonianze dei ragazzi che hanno trovato il coraggio di denunciare ciò che gli era accaduto.

    In particolare uno di loro, un maggiorenne, ha raccontato dell’approccio avuto con il prete. Il religioso lo avrebbe attirato in canonica con una scusa banale: un aiuto per sistemare alcune cose. Ma una volta soli, il sacerdote avrebbe iniziato un vero e proprio approccio nei confronti del ragazzo chiedendogli di abbassarsi i pantaloni. Ogni passaggio sarebbe stato ripreso dal maggiorenne con il suo telefonino.

    Le altre vittime del sacerdote sarebbero due ragazzi di 16 e 17 anni, attirati in sacrestia sempre con la medesima scusa. E anche in questo caso gli approcci sarebbero stati filmati con un telefonino. Ora i video sono allegati al fascicolo aperto dagli investigatori nei confronti del sacerdote. Quest’ultimo si è sempre difeso dichiarando la propria innocenza e l’estraneità ai fatti contestati.

    di Rocco Sarubbi

    http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/201…e_ragazzi.shtml

     

  • Vice parroco per più di vent’anni in un’importante parrocchia è stato trasferito negli ultimi mesi

    Vice parroco per più di vent’anni in un’importante parrocchia è stato trasferito negli ultimi mesi

    Il caso – Vice parroco per più di vent’anni in un’importante parrocchia è stato trasferito negli ultimi mesi. Un diciassettenne ha filmato “un pomeriggio in sacrestia”. Informati i carabinieri. L’attuale parroco: “Aspettiamo le indagini”.
    Prete della Bassa molesta minorenne Lui lo filma col telefono e va alle Iene

    Era vice parroco da più di vent’anni in un’importante parrocchia della Diocesi di Bergamo nella Bassa Bergamasca. Ma di recente è stato trasferito in un altro paese, non lontano, apparentemente senza motivo. I motivi del trasferimento, però, erano già sulla bocca di tutti in parrocchia e sono finiti in tv alle “Iene” nella puntata del 26 ottobre: due ragazzini, uno di 18 e uno di 17 anni, veniva molestati da don A. E finchè si trattava di un maggiorenne non c’erano reati, per quanto la condotta del prete fosse sicuramente deprecabile da parte della curia.
    C’era di mezzo però anche il 17enne, che si è alleato con l’amico e ha voluto firmare quanto avveniva in alcuni pomeriggi passati in sacrestia. Ne è venuto fuori un filmato che anche le Iene hanno voluto evitare di mandare in onda, proponendo una ricostruzione grafica di quel che avveniva. Un filmato che, secondo la trasmissione di Italia 1, sarebbe stato anche consegnato ai carabinieri del comando provinciale di Bergamo e quindi alla compagnia di Treviglio, competente sul territorio di quella parrocchia.
    Don A. tocca nelle parti intime il 17enne, pronuncia frasi piuttosto sconce, si lascia andare ai più bassi istinti, senza sapere che il ragazzino lo sta filmando. Un lavoro da “Iene”, appunto, fatto in casa. Un episodio che ricorda il caso di S. R., il sacerdote di 51 anni che la mattina del 28 novembre del 2010 fu trovato morto nelle campagne tra Masano di Caravaggio e Pagazzano, suicida. Si era tolto la vita: a giugno del 2010 era finito anche lui nel mirino delle Iene. In servizio al Santuario di Caravaggio aveva molestato alcuni ragazzini ed era stato poi mandato in una comunità di recupero. Ma non aveva retto.
    Ora un’altra denuncia, sempre da parte della trasmissione di Italia 1, stavolta grazie ad un ragazzino che ha voluto confezionare da solo il suo video. Il servizio delle Iene, per motivi ignoti, non è stato messo online. Anche in questo caso un attore della trasmissione di Italia 1 ha raggiunto il prete, per verificare al meglio la testimonianza (anche video), dei ragazzini.
    Nella mattinata di ieri (domenica 30 ottobre) l’attuale parroco del paese dove don A. era stato vice, ha voluto parlare di questo caso ai suoi parrocchiani: “Attendiamo le indagini, so che molti sono rimasti colpiti da quanto accaduto e trasmesso in tv”.

    www.bergamonews.it/bassa/articolo.php?id=48768

  • Lunedì col vescovo l’addio a don Matteo Diletti

    Lunedì col vescovo l’addio a don Matteo Diletti

    Bratto – Sarà monsignor Francesco Beschi a celebrare il funerale del sacerdote condannato per pedofilia e trovato senza vita il 7 marzo scorso.
    Lunedì col vescovo l’addio a don Matteo Diletti

    La salma di don Matteo Diletti, 39 anni, è da venerdì pomeriggio nell’abitazione di via Grumello a Bratto dove è stata allestita la camera ardente. Le esequie si svolgeranno lunedì 25 aprile alle 16 nella chiesa parrocchiale di Bratto e la cerimonia sarà presieduta dal vescovo di Bergamo Francesco Beschi.

    Alla fine di settembre 2010 la Cassazione aveva condannato definitivamente don Matteo a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina che, nel 2004 quando il sacerdote era curato a Vilminore di Scalve, aveva tredici anni. Proprio in quei giorni d’autunno don Matteo aveva fatto perdere ogni traccia di sè e la sua salma era stata poi ritrovata il 7 marzo scorso sulla Corna dei Trenta Passi.

    Il 23 settembre 2010 infatti il sacerdote era sparito dalla Comunità del Paradiso a Bergamo, dove si era ritirato dal 2005, e la sua auto era stata ritrovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, un paese che si affaccia sul lago d’Iseo. Le ricerche si sono prolungate nei mesi successivi fino a quando, il 7 marzo scorso, è stato ritrovato il corpo senza vita di don Matteo in un dirupo sulla Corna dei Trenta Passi, in terra bresciana tra Pisogne e Marone. Da oltre un mese la salma era agli Spedali civili di Brescia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    Bratto ora accoglie le spoglie del sacerdote per porgergli l’ultimo saluto. In paese c’è chi ha messo dei fiori, chi degli addobbi per l’occasione. Atteggiamenti che non hanno mancato di urtare la sensibilità di alcuni residenti. “Il paese di Bratto ha sempre avuto un particolare affetto per come don Matteo ha servito la sua comunità – afferma monsignor Alberto Carrara, delegato alla comunicazione della Curia di Bergamo –. Non bisogna dimenticare che don Matteo aveva più volte riconosciuto i suoi errori. In momenti particolari e delicati come questo, ci possono essere anche delle posizioni diverse e contrarie, che vanno comunque rispettate. La Chiesa dà soltanto l’ultimo saluto a un suo figlio e sacerdote. Il vescovo Beschi presiede sempre la celebrazione dell’Eucaristia quando muore un suo sacerdote e anche lunedì non mancherà di affidare al Signore la vita, con le gioie, i tormenti e le inquietudini, di don Matteo”.

    www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=41077

  • Operazione antipedopornografia. Beccato anche anonimo seminarista, Chissà che combina nel seminario

    Operazione antipedopornografia. Beccato anche anonimo seminarista, Chissà che combina nel seminario

    CATANIA. Duecentotrenta minorenni vittime di abusi identificati, 184 le persone arrestate in 14 Paesi, 670 gli indagati.

    E’ il bilancio dell’operazione ‘Rescue’, coordinata da Europol, contro quella che la polizia postale di Catania ritiene la maggiore grande rete internazionale di pedofili con collegamenti in varie parti del mondo.

    Sono 18 gli italiani coinvolti, uno di loro, un calabrese di 24 anni, è stato arrestato per produzione di materiale pedo-pornografico. L’analisi del materiale informatico dell’arrestato ha consentito di individuare un bambino italiano, di 8 anni, residente in Sicilia, vittime di abusi che sono stati ripresi e registrati in un video.

    I Paesi europei coinvolti nell’inchiesta sono Australia, Belgio, Canada, Grecia, Islanda, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Le indagini della polizia postale sono state coordinata dal procuratore aggiunto di Catania, Marisca Scavo, che ha disposto numerose perquisizioni per 18 italiani indagati per divulgazione di materiale pedopornografico e per apologia di delitto.

    Sono state eseguite in quattordici città: Bari, Bergamo, Como, Cuneo, L’Aquila, Milano, Monza, Napoli, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Torino, Varese, Venezia e Udine. Molti indagati hanno confermato di essere utenti iscritti al sito pedofilo. Sono impiegati, professionisti, studenti, un pensionato, un seminarista, un allenatore di basket per bambini, e hanno un’età media di 30 anni.

    IL SITO UBICATO IN OLANDA

    Avevano un loro sito internet, boylover.net, ubicato in Olanda, e oscurato da Europol, che raggruppava i pedofili di tutto il mondo.

    Sono i sostenitori del pensiero pedofilo, ‘teorici’ che promuovevano sul web notizie sul sesso con minori, ma anche giustificavano, ideologicamente, queste loro attrazioni sessuali.

    Ma c’era anche una sezione ‘pratica’ che dava consigli su come adescare i bambini, indicare siti on line ove era possibile trovare foto e video con contenuti pedopornografico. E infine c’erano ‘Le stanze’, dove si raccontavano le storie di incontri sessuali con minori e si immettevano test per ‘misurare’ l’attrazione sessuale verso i bambini.

    Le indagini dell’operazione ‘Rescue’ sugli iscritti, che festeggiavano anche la ‘Giornata dell’orgoglio pedofilo’, incitando eventuali adepti ad accendere una candela di colore blu durante la giornata dedicata alla celebrazione, sono state avviate dalla polizia postale di Catania dopo una segnalazione di Meter, l’associazione di don Di Noto.

    La Procura Distrettuale, con delega del procuratore aggiunto Marisa Scavo, ha autorizzato agenti a svolgere attività sottocopertura che ha permesso loro di identificare gli italiani.

    Le indagini, con il coordinamento di Eurojust, si è estesa a 14 Paesi. L’arresto del gestore del sito da parte della Polizia olandese ha consentito la completa acquisizione dei dati informatici e la successiva analisi da parte di Europol e sono state compiute intercettazioni telematiche e telefoniche.

    16/03/11 19.44

  • Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

    Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

    Marone (Brescia) – Sulla Corna Trentapassi, sopra il Sebino, trovato il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote scomparso a fine settembre e condannato per abusi sessuali nei confronti di una tredicenne.

    Condannato per abusi sessuali
    Sacerdote trovato senza vita

    E’ stato trovato nella zona della Corna Trentapassi, in territorio di Marone (Brescia), sul lago d’Iseo, dalla V Delegazione Bresciana del Soccorso Alpino il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote di 39 anni scomparso alla fine di settembre.
    Il sacerdote una settimana dopo la scomparsa era stato condannato definitivamente dalla Cassazione a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina tredicenne, commessi quando il prete alcuni anni fa ricopriva il ruolo di curato della parrocchia di Vilminore di Scalve.
    Quando è arrivata la conferma della condanna don Diletti era irreperibile da una settimana: la sua auto era stata trovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, paesino che si affaccia sulla sponda bresciana del lago d’Iseo.
    Temendo un insano gesto, le ricerche nel lago erano scattate subito con l’ausilio dei sommozzatori, per poi essere interrotte 48 ore dopo. I carabinieri avevano impiegato anche le unità cinofile, che avrebbero portato alla vicina stazione dei treni. Nessuno però lo avrebbe visto salire su uno dei rari convogli di passaggio.
    Due ipotesi erano state avanzate: don Diletti, gravato dal peso dell’imminente sentenza della Cassazione, si era spinto fino a un gesto disperato. Oppure aveva deciso di fuggire per evitare il carcere
    La Curia di Bergamo, subito dopo la scomparsa aveva emesso un comunicato in cui esprimeva preoccupazione. Sacerdote dal 1996, don Matteo era stato responsabile della pastorale giovanile in alcune parrocchie della val d’Oneta e, successivamente, della Val di Scalve, fino al 2005. Dal 2005 risiedeva a Bergamo. Don Diletti, aveva spiegato il delegato alla comunicazione della Curia, monsignor Alberto Carrara “aveva riconosciuto i suoi errori consistiti nell’intrattenere una relazione con una sua allieva tredicenne”.
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    Lunedi 7 Marzo 2011

    www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=38903

  • Senza esito le nuove ricerche del sacerdote sparito nel nulla

    Senza esito le nuove ricerche del sacerdote sparito nel nulla

    MARONE. Sconvolto dalla condanna in un processo don Matteo è scomparso da settembre
    Su richiesta della famiglia del prete la Protezione civile di Montisola e il Gruppo soccorso del Sebino sono tornati a scandagliare il lago

    Anche l’ultimo giorno di ricerche supplementari si è rivelato infruttuoso. Il lago d’Iseo non ha restituito il corpo di don Matteo, il sacerdote bergamasco di 39 anni che agli inizi dello scorso ottobre aveva parcheggiato la Peugeot del fratello a Vello di Marone, facendo poi perdere le sue tracce.
    L’esito negativo delle operazioni di scandagliamento dei fondali, se da un lato accresce il mistero attorno alla sparizione, dall’altro tiene accesa la fiammella di speranza dei familiari che il prete possa essere ancora vivo. Fin dalle prime ore della scomparsa, tuttavia è stata l’ipotesi del suidicio a prevalere anche alla luce della condanna a 4 anni di reclusione per pedofilia che ha sconvolto l’esistenza di don Matteo. A passare al setaccio i fondali antistanti la spiaggetta Baia del Sol, utilizzando un robot filoguidato modello «Mercurio», è stato il gruppo Soccorso sebino di Pisogne, coadiuvato dai volontari della Protezione civile di Montisola e da un’Unità logistica mobile, messa a disposizione dalla Comunità montana del Sebino bresciano. Barche in acqua e mezzi a terra sono entrati in azione per tre fine settimana consecutivi, coordinati dal Remo Bonetti e da Marco Ribola. Era stata la famiglia del sacerdote a insistere perchè le ricerche, estese a ottobre ai rilievi e ai canaloni che sovrastano l’abitato di Vello e subito sospese, venissero riprese. Richiesta accolta dal dipartimento Protezione civile della Provincia e dalla Prefettura. Le squadre hanno scandagliato una superficie di circa 120 mila metri quadri e spingendosi sino a una profondità di 142 metri. Da riva familiari e amici del prete hanno seguito minuto per minuto lo svolgersi delle operazioni. Alla fine, alle 17 di domenica, le ricerche sono state dichiarate chiuse. Don Matteo risiedeva dal 2005 nella comunità del Paradiso, a Bergamo. Lì è stato visto l’ultima volta il 23 settembre. Nel 2004, insegnante alla media di Vilminore aveva intrecciato una relazione con un’allieva tredicenne. Condannato nei primi due gradi di giudizio, attendeva il verdetto della Cassazione. È sparito prima che iniziasse il processo. Con l’ipotesi del suicidio restano ancora in piedi, quella dell’incidente in montagna e quella della fuga per rifarsi chissà dove una vita.
    Giuseppe Zani

    http://www.bresciaoggi.it/stories/Provinci…rito_nel_nulla/

  • Due uomini si sono finti carabinieri e si sono presentati dal sacerdote.

    Due uomini si sono finti carabinieri e si sono presentati dal sacerdote.

    Due uomini si sono finti carabinieri e si sono presentati dal sacerdote.

    Quello che non fa la cattiva coscienza. Si sono presentati vestiti da carabinieri, ‘accusandolo’ di pedofilia. La vittima, un sacerdote di 70 anni, preso dal panico, ha consegnato loro 21 mila euro, tra contanti e assegni. Quando si e’ accorto di essere stato raggirato, non ha potuto fare altro che denunciare l’episodio ai carabinieri.

    E’ successo ieri sera a Costa Volpino, in provincia di Bergamo. Due sconosciuti, di sicuro italiani, hanno suonato all’ abitazione del parroco, qualificandosi come carabinieri. I due hanno raccontato al sacerdote che era sospettato di essere coinvolto in un grave episodio di pedofilia e si sono fatti consegnare i soldi che aveva in casa, seimila euro in contanti e un assegno da 15 mila euro. I truffatori si sono allontanati spiegando che sarebbero rientrati in caserma per confrontare le matrici. A quel punto, di loro si sono perse le tracce. Poco dopo il parroco si e’ accorto del raggiro e ha chiamato i carabinieri. I militari hanno confermato che il sacerdote e’ estraneo a qualsiasi accusa di pedofilia.

    10 gennaio 2011

    (ANSA)

    http://www.giornalettismo.com/archives/109…no-21mila-euro/

  • Suicida il sacerdote molestatore Era stato smascherato dalle «Iene»

    Suicida il sacerdote molestatore Era stato smascherato dalle «Iene»

    Dopo il servizio tv realizzato con telecamera nascosta era stato sospeso e inviato in una comunità di cura

    BERGAMO – Si è tolto la vita gettandosi sotto un treno, il sacerdote bergamasco di 51 anni, S.R., che alcuni mesi fa era finito nel mirino della trasmissione tv Le Iene con l’accusa di aver molestato due ragazzi fingendo di fornire loro un supporto spirituale. La tragedia si è consumata intorno alle 11.30 di domenica, quando il sacerdote si è gettato sotto un convoglio lungo la linea ferroviaria Milano-Venezia, nelle campagne tra Masano e Pagazzano, in provincia di Bergamo. L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle polizia ferroviaria di Treviglio (Bergamo) e un equipaggio del 118. I soccorsi si sono però rivelati inutili perchè l’uomo è morto sul colpo. Il caso era scoppiato nell’aprile scorso quando un inviato del programma Le ienedi Italia 1, senza rivelare il luogo in cui era stato realizzato il servizio, lo aveva intervistato smascherandolo. Il prete aveva infatti tentato un approccio anche con lui. Solo un paio di mesi dopo si era appreso che si trattava di un sacerdote del santuario di Caravaggio (Bergamo) che nel frattempo era stato sospeso dalle sue funzioni e inviato in una comunità di cura. Oggi la tragedia.

    LA TRAPPOLA – La trasmissione de ‘Le Ienè che ha smascherato il sacerdote è andata in onda ad aprile: alcune immagini riprendevano il prete mentre faceva avances a un attore che si era finto omosessuale al santuario di Caravaggio, nella Bassa Bergamasca. La scusa dell’incontro, infatti, era proprio quella di potere incontrare il prete per confidarsi in merito alle inclinazioni omosessuali. E così il religioso, originario di Masano di Caravaggio, era caduto nella trappola e, dopo pochi minuti di colloquio, si era lasciato andare a comportamenti impropri che la telecamera nascosta aveva impietosamente registrato. A distanza di un paio di mesi dalla trasmissione del servizio, il prete era stato rimosso dall’incarico. A firmare il provvedimento è stato monsignor Dante Lanfranconi, vescovo di Cremona (diocesi da cui dipende il santuario di Caravaggio), al quale era stato subito segnalato il caso dopo la denuncia del caso alla televisione.

    GIOVANE ATTORE – La vicenda era cominciata quando alla redazione delle Iene è arrivata la segnalazione di un ragazzo residente nella Bassa Bergamasca che accusava il sacerdote di averlo molestato dopo che era andato da lui a cercare conforto per suoi problemi familiari. La redazione del programma di Italia 1 ha allora inviato a Caravaggio un giovane attore che, fingendosi minorenne e omosessuale, si è presentato al prete per confidargli le sue preferenze sessuali. Dal video mandato in onda, si capisce che il sacerdote abbraccia il ragazzo e tenta di baciarlo. Successivamente, un altro inviato della trasmissione tv è andato ad incontrare il prete, chiedendogli conto di ciò che aveva fatto. «Forse ho esagerato, lasciandomi andare senza accorgermene» ha ammesso il sacerdote, spiegando di aver agito per aiutare il ragazzo.

    TRASFERIMENTO – Nonostante gli accorgimenti messi in atto per non svelare l’identità del sacerdote, chi conosceva il prete ha capito subito che si trattava di lui, e ha avvisato il vescovo di Cremona, che il giorno dopo la messa in onda è andato a trovarlo al santuario e lo ha sollevato dall’incarico. Il prelato spiegò che si trattava di una sospensione provvisoria, poichè «i casi di questo genere – disse – vengono poi trattati a Roma. Dal nostro punto di vista non possiamo prendere altre decisioni, nè aggiungere alcun commento. Possiamo solo aspettare». Il sacerdote che si è ucciso stava seguendo un percorso di recupero psicologico e spirituale. (Fonte Ansa)

    http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_28/suicida-prete-molestie-iene_95e2550c-fb1c-11df-abbf-00144f02aabc.shtml

  • «Molestie sessuali»: sospeso  il sacerdote smascherato in tivù

    «Molestie sessuali»: sospeso il sacerdote smascherato in tivù

    Il caso al santuario di Caravaggio

    Un’immagine del servizio trasmesso dalle “Iene” CARAVAGGIO (Bergamo) — «Queste cose non si fanno…» dice un anziano sacerdote percorrendo di fretta il chiostro del santuario di Caravaggio. E non specifica se si riferisce al suo collega, sospeso dal vescovo per aver compiuto un approccio omosessuale su un ragazzo o se invece al servizio del programma tv «Le Iene» che ha immortalato e trasmesso l’episodio.

    Ma un fatto è certo: uno dei preti del santuario di Caravaggio, tra i luoghi di devozione più frequentati di tutta la Lombardia, è stato sospeso da monsignor Dante Lafranconi, vescovo di Cremona, curia a cui fa capo Caravaggio.
    Si tratta al momento di una sospensione «cautelare», vale a dire che il sacerdote, un cinquantenne originario di Masano (Bergamo) è stato allontanato dalla sede e affidato a una comunità dove comincerà un percorso di recupero.

    Le autorità ecclesiastiche, anche sulla scorta delle polemiche che da settimane accompagnano la questione pedofilia e dei moniti arrivati dal Papa in persona, sono intervenute in prima battuta e senza esitazioni, senza attendere che la giustizia ordinaria compisse qualunque passo: ai carabinieri di Treviglio, infatti, non è stata depositata alcuna denuncia a carico del sacerdote al centro dello scandalo.

    Il filmato che ha dato il via alla vicenda è andato in onda su Italia 1 il 7 aprile scorso. Il servizio comincia con il racconto di un ragazzo (ripreso di spalle e con la voce camuffata) il quale si dichiara omosessuale, riferisce di essersi rivolto a un sacerdote per avere conforto spirituale dopo una delusione amorosa e di averne ottenuto in tutta risposta delle esplicite molestie.

    A questo punto scatta il «trappolone»: «Italia 1» invia un giovane attore con una telecamera nascosta dallo stesso sacerdote con il compito di fare da esca. «Provo attrazione per ragazzi del mio stesso sesso e sono turbato…» racconta il giovane. Dopo alcune battute iniziali il religioso, ignaro di essere ripreso, dichiara a sua volta le sue inclinazioni sessuali e invita il giovane a abbracciarlo, a sedergli in grembo, a baciarlo, ad accarezzargli i genitali. «Ma per la Chiesa questo è peccato…» prova a difendersi l’attore, che si è dichiarato diciassettenne. «Ma il signore ci perdonerà…» ribatte la vittima della candid camera.

    Per tutto il filmato il volto del sacerdote non viene mai mostrato, anche la sua voce viene falsata. Ma di fatto a Caravaggio e dintorni qualcuno riconosce il protagonista e il luogo in cui avvengono le riprese (per inciso, l’interno di un ufficio). La curia avvia delle verifiche, convoca il prete e decide di adottare il provvedimento di sospensione. Don Gino Assensi, rettore del santuario di Caravaggio, (ieri assente) ha confermato la vicenda nei suoi aspetti essenziali, compreso l’allontanamento del religioso.

    Le immagini mandate in onda da «Italia 1», come detto, hanno un’ambientazione molto generica, sono avare di dettagli. Ma la trappola è scattata quasi a colpo sicuro e con altrettanta certezza gli abitanti della zona hanno individuato il sacerdote. È un dettaglio che lascia intendere che le «voci» sull’omosessualità del prete in questione si rincorressero da tempo e che il «colpo» delle «Iene» abbia avuto l’effetto di rendere pubblico un fatto da tempo notorio.

    Claudio Del Frate
    13 giugno 2010(ultima modifica: 14 giugno 2010)

    http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_13/del-frate-molestie-sacerdote_5db84b40-76cf-11df-9f61-00144f02aabe.shtml