Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Perquisita l’abitazione del prete indagato

    Perquisita l’abitazione del prete indagato

    Accuse di un testimone sui riti officiati: sequestrati documenti e computer Il religioso senza più incarichi pastorali. Il vescovo: «Verità e carità ci guidino»

    LANCIANO. È stata perquisita l’abitazione di don Andrè Facchini, 38 anni, ex parroco della chiesa di Sant’Agostino, sotto inchiesta per presunta violenza sessuale su un parrocchiano di 27 anni. Il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, titolare dell’indagine, ha disposto la perquisizione nella casa dove il prete è ospite di amici.

    La sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri in procura, ha sequestrato documenti e un computer, alla ricerca di elementi e indizi relativi al secondo filone di indagine che vede al centro don Andrè Facchini. Riguarda le accuse mosse da un ex componente della Legio Sacrorum Cordium, la congregazione istituita in città dallo stesso sacerdote, nel corso di un’intervista rilasciata alla tv internet Abruzzolive. Nel video, acquisito dalla procura e quindi oscurato, il testimone, con il capo coperto da un foulard e la voce contraffatta, raccontava degli strani riti officiati contro il demonio, di apparizioni, penitenze e punizioni corporali, avvenute anche su minorenni, che sarebbero stati addirittura frustrati sulla schiena nuda con il rosario.

    Chi voleva tirarsi fuori dalla congregazione, proseguiva il testimone nell’intervista, veniva sottoposto a persecuzione psicologica, tanto che più di una persona plagiata avrebbe ricorso a cure psichiatriche e psicofarmaci. Accuse gravissime se fossero confermate.

    La Curia segue con apprensione la vicenda da quando è iniziata, un anno fa, con il pestaggio del sacerdote di origini brasiliane e la denuncia per violenza sessuale da parte di un giovane. Il ragazzo avrebbe prima subito le attenzioni morbose di don Andrè e poi vessazioni e persecuzioni una volta che si era allontanato dalla cerchia del parroco.

    Dopo l’aggressione, il prelato era stato allontanato dalla stessa Curia per un anno. Dopo gli ultimi sviluppi don Andrè, che al suo ritorno in città faceva da assistente al cappellano dell’ospedale, non ricopre più alcun incarico pastorale. In questi giorni è tornato in Brasile. «Verità e carità devono guidarci», ribadisce l’arcivescovo Emidio Cipollone, «il video sequestrato conferma cose che si dicevano, e lo fa tramite la voce di un testimone. Ci si interroga su tutto questo, ma siamo in attesa di quello che farà la magistratura».

    Stefania Sorge

    15 dicembre 2012

  • Sacerdote di Lanciano indagato per violenza sessuale su un ragazzo

    Sacerdote di Lanciano indagato per violenza sessuale su un ragazzo

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura per violenza sessuale ai danni di un giovane. Circa un anno fa subì un pestaggio davanti all’abitazione del suo accusatore
    di Redazione – 8 novembre 2012

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura del capoluogo frentano per violenza sessuale nei confronti di un giovane di 27 anni.

    Un episodio che, stando a quanto si apprende, sarebbe avvenuto nel corso di un viaggio alle Isole Canarie giustificato come pellegrinaggio.

    Il prete, 36enne, era stato allontanato dalla Curia arcivescovile quando, nell’ottobre 2011, subì un pestaggio davanti all’abitazione del suo accusatore, un frequentatore della sua parrocchia, la cui famiglia ha poi sporto denuncia. Nell’aggressione il prete riportò la frattura di un braccio e della mandibola.

    Sulle indagini a Lanciano c’è il massimo riserbo da parte della Procura e del pm titolare, Rosaria Vecchi.

    Ne frattempo l’ex parroco è tornato in città: dal primo novembre è assistente del cappellano dell’ospedale “Renzetti” e canonico della Cattedrale. L’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, commenta così il fatto all’Agi: “Sono alla ricerca della verità nella carità, come diceva San Paolo. In uno stato di diritto fino a prova contraria si è innocenti, aspettiamo tenendo gli occhi aperti e mettendoci a totale disposizione della magistratura”.

    http://www.chietitoday.it/cronaca/sacerdote-lanciano-indagato-violenza-sessuale.html

    Lanciano, sacerdote indagato per violenza sessuale su un giovane
    Giovedì, 8 novembre 2012 – 13:49:00

    La Procura di Lanciano ha aperto un’indagine su un sacerdote, fino a qualche tempo fa in servizio presso una chiesa cittadina, accusato di aver abusato di un giovane che frequentava la parrocchia. Il reato ipotizzato è violenza sessuale e, secondo gli inquirenti, il ragazzo sarebbe stato molestato e importunato dal parroco. A sporgere denuncia è stata la famiglia del giovane.

    A fare imboccare il filone delle molestie fu un’aggressione subita dal parroco circa un anno fa. Alcune persone lo malmenarono brutalmente, costringendolo a ricorrere alle cure dell’ospedale per fratture alla mandibola e ad un braccio e tumefazioni al volto.

    Il fatto risale a una notte di ottobre del 2011, quando il prete si trovava, inspiegabilmente, all’esterno di un’abitazione nella contrada di Villa Andreoli. Era quella dove abitava il 27enne frequentatore della parrocchia, il quale all’inizio sarebbe rimasto conquistato dalla forte personalità del prete.

    Ci sarebbero stati anche dei viaggi, in gruppo o da soli, in Grecia, alle isole Canarie e in Brasile, giustificati ufficialmente come pellegrinaggi, ma quando le attenzioni si erano rilevate di tutt’altra natura il giovane, all’epoca fidanzato, si era allontanato dalla parrocchia e in particolare dalla congregazione Legio sacrorum cordium, devota al culto dei tre sacri cuori di Giuseppe, Maria e Gesù, di cui il prete faceva parte. Nel tentativo di far riavvicinare il giovane alla chiesa, il sacerdote lo avrebbe vessato e importunato, almeno fino all’aggressione dell’ottobre 2011, quando venne malmenato fuori dalla casa del giovane.

    Le indagini sulla “strana” aggressione – all’epoca si ipotizzò anche che fosse stato vittima di un gruppo di tossicodipendenti – sono andate avanti e hanno riguardato anche i tabulati telefonici. Il materiale è al vaglio della Procura, che mantiene il più stretto riserbo sulla delicata vicenda. In attesa degli sviluppi dell’inchiesta è anche la Chiesa frentana.

    Dopo l’episodio dell’aggressione, la Curia arcivescovile ha allontanato dalla città il sacerdote, il quale è stato prima ospitato in una comunità religiosa e successivamente è tornato nel suo Paese d’origine. Da circa un mese l’ex parroco ha fatto ritorno a Lanciano. L’orientamento generale della Curia è quello di stare vicino a un “figlio che vive un momento di confusione”, ma sempre in attesa di quelle che saranno le decisioni della magistratura.

    Don Andrea e’ rientrato in diocesi dopo un periodo di ritiro di un anno – spiega l’arcivescovo Cipollone – dal primo novembre e’ assistente del cappellano dell’ospedale di Lanciano, don Mario, e canonico della Cattedrale di Lanciano”. Il parroco è stato lontano da Lanciano per un anno, prima in Umbria e poi in Brasile, suo paese d’origine, subito dopo il pestaggio. A don Andrea è stato chiesto, inoltre, di non essere più assistente spirituale dell’associazione Legio Sacrorum Cordium, i cui incontri si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino dove il sacerdote è stato parroco fino all’ottobre dello scorso anno. Intanto, da qualche mese ormai, la chiesa di cui era guida il sacerdote indagato non fa più parrocchia a sé, ma è stata accorpata alla cattedrale della Madonna del Ponte.

    L’INCHIESTA
    Violenza sessuale, sacerdote di Lanciano indagato dalla procura
    L’Arcivescovo si dice tranquillo e «prudenzialmente» ha già affidato nuovi incarichi al prete

    LANCIANO. Avrebbe violentato un giovane di 27 anni durante un viaggio a Tenerife. Sarebbe anche poi stato malmenato brutalmente riportando gravi lesioni. Al centro dello scandalo un prete brasiliano di Lanciano.

    Il sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è oggi indagato dalla Procura di Lanciano per violenza sessuale ai danni di un giovane del luogo. Si tratta di don Andrea Leite Siqueira Facchini, 36 anni brasiliano, secondo quanto è trapelato avrebbe importunato un 27enne che frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e l’associazione spirituale Legio Sacrorum Cordium (devota ai tre sacri cuori di Maria, Giuseppe e Gesu’ ndc) di cui don Andrea era rispettivamente parroco e assistente spirituale.
    La violenza sessuale sarebbe avvenuta nel corso di un viaggio a Tenerife (Isole Canarie) che il giovane avrebbe offerto al sacerdote.
    Massimo riserbo da parte della Procura di Lanciano e dal pm titolare dell’indagine, Rosaria Vecchi. Il sacerdote di origini brasiliane e’ stato parroco di Sant’Agostino, dove si tenevano gli incontri della Legio Sacrorum Cordium, fino a ottobre dell’anno scorso. Attualmente il sacerdote e’ canonico della Cattedrale di Lanciano e assistente del cappellano dell’ospedale Renzetti di Lanciano, dopo essere stato in ritiro lontano dalla diocesi per circa un anno in seguito al pestaggio che subi’ in una notte di ottobre 2011 nell’abitazione del giovane che avrebbe molestato e importunato. In quel pestaggio, don Andrea riporto’ la frattura di un braccio e della mandibola.
    All’agenzia Agi, l’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, è chiaro: «sono alla ricerca della verita’ nella carita’, come diceva San Paolo. In uno stato di diritto fino a prova contraria si e’ innocenti, aspettiamo tenendo gli occhi aperti e mettendoci a totale disposizione della magistratura».
    «Don Andrea e’ rientrato in diocesi dopo un periodo di ritiro di un anno – spiega l’arcivescovo Cipollone – dal primo novembre e’ assistente del cappellano dell’ospedale di Lanciano, don Mario, e canonico della Cattedrale di Lanciano. «Prudenzialmente» don Andrea e’ stato lontano da Lanciano per un anno, prima in Umbria e poi nel suo paese in Brasile, dopo il pestaggio che subi’ in una notte di ottobre dello scorso anno proprio davanti l’abitazione del giovane che lo avrebbe denunciato per violenza sessuale. Sempre «prudenzialmente», a don Andrea e’ stato chiesto di non essere piu’ assistente spirituale dell’associazione Legio Sacrorum Cordium, i cui incontri si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino dove il sacerdote e’ stato parroco fino all’ottobre dello scorso anno.

    Lanciano, abusi sessuali su un giovane indagine sul prete picchiato
    Il vescovo: «Decideremo alla fine dell’inchiesta». Una storia ancora tutta da chiarire
    LANCIANO – «C’è tutta la mia disponibilità affinchè si faccia massima chiarezza e si giunga ad accertare la piena verità dei fatti. Sono a disposizione della magistratura perché la verità, nella carità, come dice San Paolo,prevalga nei confronti di ogni protagonista della vicenda. Per il momento il sacerdote resta al suo posto, aspettiamo l’esito dell’inchiesta e poi valuteremo i provvedimenti da adottare».
    Commenta così, con la massima serenità, l’Arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone la notizia diffusa in tutta la città di un’indagine penale che coinvolge don Andrea Facchini, prete accusato di un presunto abuso sessuale nei confronti di un parrocchiano.

    Il sacerdote, 38 anni, di origine brasiliana, è stato tirato in ballo da un giovane di 27 anni, un fedele che frequentava la sua chiesa, il quale ha sporto denuncia raccontando che in diverse occasioni il parroco lo avrebbe sessualmente importunato. Atteggiamenti lascivi avvenuti anche durante un paio di vacanze al sole, in rinomate località all’estero, fatte sia in gruppo che da soli.

    La presunta vittima, che si è detta molto turbata per l’accaduto (tra l’altro, il ragazzo è fidanzato), riferirebbe anche di essere stato soggiogato dalla forte personalità del parroco, all’epoca dei fatti in servizio ministeriale in una chiesa di uno dei quattro quartieri storici di Lanciano.

    Sugli episodi contestati sta cercando di fare piena luce il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, che ha disposto anche l’acquisizione dei tabulati telefonici relativi alle utenze dei due protagonisti di questo caso giudiziario. La stessa procura sta in ogni modo verificando se i fatti denunciati dal giovane corrispondano appieno ai termini descritti nella querela: una cosa è l’abuso sessuale, un’altra è la molestia verbale, anche se prolungata nel tempo.
    In passato don Andrea si trovò protagonista di un’altra particolare vicenda. La notte tra il 27 e 28 ottobre 2011 rimase vittima di una brutale aggressione, avvenuta per opera di più persone, subìta nei pressi dell’abitazione del giovane denunciante, nella periferia di Lanciano. A trovarlo ferito al volto e in tutto il corpo furono i carabinieri.

    A seguito del brutale episodio la Curia frentana dispose l’allontanamento del parroco, il quale per un periodo di tempo soggiornò in un monastero; quindi tornò a Lanciano con incarico presso un’altra chiesa.
    In due anni di attività pastorale il vescovo Cipollone ha marcato in modo evidente una fitta rotazione di parroci tra le varie parrocchie della Diocesi, sia per rinnovare e rinvigorire l’aspetto spirituale dei fedeli sia per evitare anche quelli che definisce «attaccamenti terreni». Del resto questa estate un altro giovane prete è stato costretto a lasciare la sua parrocchia per il sospetto di una relazione con una donna sposata, troppo invadente.
    Giovedì 08 Novembre 2012 – 15:18

  • Violenza sessuale: indagato un ex parroco del centro storico

    Violenza sessuale: indagato un ex parroco del centro storico

    Il sacerdote avrebbe molestato un 27enne

    Pubblicato il 07/11/2012, 21:07

    La Procura di Lanciano ha aperto un’inchiesta sull’ex parroco di una chiesa del centro storico della città. E l’ipotesi di reato è gravissima: violenza sessuale nei confronti di un 27enne che frequentava la parrocchia e che sarebbe stato oggetto di attenzioni particolari da parte del religioso. Le indagini della magistratura erano partite lo scorso anno, quando il prete rimase vittima di un’aggressione nei pressi di un’abitazione di Villa Andreoli. In un primo momento si pensò a un gruppo di tossicodipendenti, ma pian piano emerse un altro scenario: in quella casa, infatti, viveva il giovane, che aveva lasciato la stessa congregazione religiosa di cui faceva parte anche il parroco e che lui stava cercando di convincere a tornare con insistenza. Il 27enne, che all’epoca era anche fidanzato, raccontò di essere rimasto all’inizio fortemente colpito dalla personalità del sacerdote, e di averlo anche seguito in pellegrinaggi in Grecia, in Brasile e alle Canarie. Poi, però, resosi conto di quegli strani atteggiamenti, si era allontanato dalla chiesa, scatenando una vera e propria persecuzione da parte del prete per convincerlo a ripensarci.

  • Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

    Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

     

    Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

    Dalle apparizioni della Madonna alle isole Canarie: don Andrea Facchini, sacerdote che opera a Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane. Indaga la Procura di Lanciano. Di Serena Giannico. 07 nov. 12

    http://www.abruzzolive.tv/Esclusivo_-_Dalle_apparizioni_celestiali_alle_isole_Canarie:_prete_di_Lanciano_sott_inchiesta_per_violenza_sessuale_nei_confronti_di_un_giovane-_-_s_6626.html

    Riti contro il demonio e l’infatuazione per un giovane: don Andrea Facchini, parroco di Sant’Agostino a Lanciano, potrebbe essere trasferito per disposizione della Curia. E sulla sua aggressione indagini dei carabinieri. Servizio di Serena Giannico. 14 nov. ’11

    http://www.abruzzolive.tv/servizio-_-_s_5398.html

    l parroco picchiato celebra la messa

    Don André ieri tra i fedeli, nessun accenno all’aggressione

    LANCIANO. È tornato a celebrare messa don André Facchini, parroco di Sant’Agostino, che nei giorni scorsi ha subito una violenta aggressione nella canonica della chiesa da una o più persone. Il volto provato, un braccio vistosamente fasciato da un’ingessatura, don André, che tutti conoscono in parrocchia come don Andrea, è tornato tra i suoi fedeli in occasione della messa dedicata a Tutti i Santi. Puntuale alle 10,30, con la chiesa non troppo gremita, il sacerdote è apparso abbastanza sereno e ha affrontato il sermone e le letture come se nulla lo turbasse. Eppure, appena la settima prima, il sacerdote non aveva potuto celebrare la messa perchè ancora scosso dall’aggressione subita nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Sotto i paramenti sacri era evidente una fasciatura al braccio sinistro che tuttavia non gli ha impedito di dire messa e distribuire le ostie. Nessun accenno al brutto episodio appena trascorso nemmeno durante l’omelia. Don André ha letto il Vangelo del giorno, le beatitudini, e nella sua omelia ha fatto riferimento al giorno di Tutti i Santi. «Siamo tutti santi del 2000», si è rivolto ai fedeli con l’impercettibile accento brasiliano, «siamo santi se viviamo nell’amore, non solo se amiamo e adoriamo Cristo. È l’amore che ci deve guidare». Don André, 37 anni, ordinato sacerdote nel 2002, nei giorni scorsi era stato vittima di un’aggressione sulla quale stanno indagando i carabinieri a seguito della presentazione di una denuncia. Il parroco è stato malmenato a calci e pugni, forse con una mazza, riportando danni alla mandibola, volto tumefatto e fratture ad un braccio. Secondo alcune indiscrezioni l’aggressione sarebbe stata mirata. Molto probabilmente qualcuno non ha gradito l’intromissione del parroco in delicate questioni personali, legate a problemi familiari o alla dipendenza da droga o alcol. Il quartiere di Lancianovecchia, seppure scosso dall’accaduto, in passato non ha mai avuto problemi di ordine pubblico o così gravi da giustificare aggressioni del genere. (d.d.l.)

    02 novembre 2011

    Parroco aggredito brutalmente
    Don André Facchini preso a pugni da sconosciuti
    Nella foto Don Andrè Facchini
    Don André Facchini, 37 anni, originario del Brasile, parroco di Sant’Agostino, è stato vittima di aggressione nella sera tra giovedì e venerdì scorsi, nella canonica della parrocchia, da una o più persone al momento ignote, che lo hanno colpito con pugni e forse anche una mazza. Il religioso, che era solito rimanere fino a tardi in parrocchia anche con i giovani, è stato aggredito e malmenato. Dopo l’aggressione il sacerdote si è recato al pronto soccorso di Lanciano con il volto tumefatto e danni alla mandibola. Fortunatamente per lui nessun ricovero, ma da allora non si è fatto più vivo in parrocchia e domenica non ha neanche celebrato messa. Sul fatto il più stretto riserbo da parte della Curia arcivescovile, che non rilascia alcuna dichiarazione, sicuramente per tutela del povero parroco, ancora traumatizzato dal grave evento. Anche per la Chiesa frentana si tratta di un fatto di estrema delicatezza, da trattare con il più assoluto riserbo. Nel quartiere, il borgo storico di Lancianovecchia, non si parla d’altro e costituisce mistero chi abbia aggredito il prete e per quale motivo. L’ipotesi più probabile è che il sacerdote sia stato vittima di un gruppo di tossicodipendenti e si parla anche del rapporto di amicizia con un giovane con problemi di dipendenza da alcol o droga, che partecipava agli incontri organizzati dal parroco il sabato pomeriggio. Il ragazzo si sarebbe allontanato, per motivi personali, dalla parrocchia e a quel punto il rapporto si sarebbe incrinato e sarebbero iniziati i litigi e le incomprensioni con il sacerdote, desideroso di offrirgli ancora un aiuto. Si mormora anche di una famiglia della comunità, bisognosa, che non avrebbe gradito certe intromissioni del parroco. Certamente don Andrè è un personaggio particolare, non è un sacerdote comune e non piace a molti perché irruento, burbero, ma soprattutto dedito alle pratiche di esorcismo e anti usura. In questi giorni il parroco vive rinchiuso in casa e non risponde al telefono. Solo pochi contatti, in attesa di ritornare lentamente alle proprie attività quotidiane e alla normalità.

    http://www.lancianonews.net/notizie/territorio/494/parroco-aggredito-brutalmente

  • ONU: lo status del Vaticano

    ONU: lo status del Vaticano

    CHE STATUS HA IL VATICANO PRESSO L’ONU?

    La cosiddetta “Santa Sede” (l’organo di comando della chiesa mondiale) opera presso le Nazioni Unite con lo status di Osservatore Permanente di Stato non membro. In questa veste può partecipare attivamente alle conferenze organizzate dall’ONU e alzare la propria voce durante i lavori. Non è quindi rappresentato uno Stato (quello del Vaticano non avrebbe peraltro nemmeno i requisiti relativi alla “popolazione permanente”), bensì un ente religioso (la Chiesa Cattolica), che si trova così avvantaggiata rispetto ad altre religioni o correnti di pensiero non religioso che non hanno un territorio a propria disposizione. Nei fatti il Vaticano è un insieme di palazzi della superficie totale di 0,44 kmq, retto da una monarchia assoluta elettiva, con una popolazione che prescinde da donne e bambini e che non ammette cittadini di confessione diversa da quella cattolica. Lo stesso Vaticano ha affermato più volte di non agire in veste politica, quanto in veste religiosa.

    CHE VANTAGGI HA TRATTO DA QUESTO STATUS?

    Quale membro votante nelle conferenze ONU, il Vaticano ha avuto modo di influenzare direttamente i documenti delle assemblee, pilotando alcuni voti attraverso energiche pressioni sui governi “amici” e, contemporaneamente, spostando le discussioni sui temi più cari alla Chiesa, quali il divieto di aborto, contraccezione e pianificazione familiare.

    Nel 1992 a Rio De Janeiro, Brasile (sull’argomento Ambiente e sviluppo), il responsabile della delegazione vaticana Martino attaccò violentemente la tesi dominante della conferenza per cui la crescita demografica è la ragione principale dei problemi ambientali nel pianeta. Successivamente, a rimarcare l’opposizione, arrivò addirittura il segretario di Stato Sodano, secondo il quale gli Stati più forti subordinano gli aiuti alle politiche di riduzione della popolazione.

    Nel 1994 al Cairo, Egitto (conferenza su Popolazione e sviluppo), la delegazione vaticana creò un’alleanza di Stati cattolici e islamici in opposizione alle politiche di contenimento demografico e pianificazione familiare, includendo tra queste anche la sterilizzazione e l’interruzione di gravidanza. Secondo il papa i documenti della conferenza erano troppo permissivi sui diritti degli omosessuali e lasciavano eccessiva libertà individuale in materia di sessualità. Questa visione medioevale e integralista non riuscì comunque a far breccia nel documento finale.

    Nel 1995 a Pechino, Cina (forum mondiale sulle donne), il Vaticano si scontrò con l’Unione Europea per la decisione di quest’ultima di non supportare un paragrafo sul ruolo positivo della religione nella vita delle donne. Il dissidio si allargò rapidamente a matrimonio e maternità, secondo l’UE non necessari alla donna per realizzarsi, secondo il Vaticano invece fondamentali. La dichiarazione finale, nonostante l’inserimento di un riferimento alla libertà di culto, è stata approvata con le riserve scritte del Vaticano e di altre 26 nazioni.

    Per maggiori dettagli sui lavori delle conferenze, sul sito ONU sono disponibili per il download i documenti (in inglese).

    Un ampio articolo sull’argomento, tratto da The Freethinker, è stato tradotto e pubblicato sul nostro sito.

    COSA SI PUÒ FARE PER MODIFICARLO?

    Sostanzialmente, fare pressioni affinché le Nazioni Unite, nell’ambito del loro processo di riorganizzazione e di riforma, rivedano lo status del Vaticano, equiparandolo a quello di una qualsiasi religione o ente non governativo.

    CHI COMBATTE QUESTA BATTAGLIA?

    Da un appello lanciato nel 1995 da alcune organizzazioni, è nata nel 1999 una campagna internazionale, che sta mobilitando molte energie e raccogliendo ampi consensi, anche all’interno del mondo cattolico.

    Tra i più importanti, Clare Short, Segretaria di Stato inglese per lo Sviluppo Internazionale, nel corso di una conferenza del luglio 2000 al palazzo dell’ONU di New York ha definito «interferenza reazionaria» l’invadenza vaticana sui temi sociali.

    Il sito ufficiale della campagna è catholicsforchoice.org (in inglese): oltre 400 associazioni da tutto il mondo vi hanno già aderito, tra cui l’UAAR. In diverse occasioni la nostra rivista l’Ateo ha pubblicato articoli sull’argomento: vedi ad esempio l’interessante Santa Sede e Nazioni Unite: in quale modo il Vaticano è riuscito a intrufolarsi nelle Nazioni Unite, di Eamon McCann, apparso sul numero 4/1999.

    https://www.uaar.it/laicita/vaticano-onu/

  • Ex parroco di Mallare accusato di atti sessuali con una minore

    Ex parroco di Mallare accusato di atti sessuali con una minore

    16 marzo 2012
    Cuneo – Don Martin Victor Parappillil, 43 anni, originario dell’ India, parroco di Murazzano, in provincia di Cuneo, è stato bloccato mentre all’ aeroporto internazionale della Malpensa stava per imbarcarsi su un aereo che lo avrebbe condotto nella sua terra natale.

    L’accusa nei confronti del prelato, che è stato anche parroco a Mallare, nel savonese, arriva dalla Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Mondovì (Cuneo) per atti sessuali con una minorenne che gli era stata affidata per ragioni di istruzione.

    L’indagine, ha spiegato il Procuratore Maurizio Picozzi che coordina l’inchiesta insieme al pm Massimiliano Bolla, ha preso avvio un paio di mesi fa, a seguito di una segnalazione e da allora il sacerdote, a Murazzano dal settembre 2010, è stato tenuto sotto stretta sorveglianza.

    Nel momento in cui gli investigatori hanno compreso che stava per fuggire è scattato il provvedimento di fermo.

    «A Murazzano – ha commentato Gianni Galli, sindaco del paese, che conta 850 abitanti – nessuno ha saputo nulla. Però don Martin spesso si allontanava per qualche giorno, per cui il fatto che non fosse presente non ha preoccupato più di tanto».

    PRETE FA SESSO CON L’ALLIEVA MINORENNE:
    DON MARTIN ARRESTATO A MALPENSA

    MILANO – Un prete è stato fermato dalla Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Mondovì (Cuneo) perchè indiziato di atti sessuali con una minorenne che le era stata affidata per ragioni di istruzione. Il prete – da quanto si è saputo – è stato fermato all’aeroporto della Malpensa, dove – secondo gli investigatori – stava per imbarcarsi su un aereo.

    La persona fermata è il parroco di Murazzano (Cuneo), don Martin Victor Parappillil, 43 anni, originario dell’ India. È stato bloccato ieri pomeriggio, mentre all’ aeroporto internazionale della Malpensa stava per imbarcarsi su un aereo che lo avrebbe condotto nella sua terra natale. È accusato di atti sessuali con una ragazza minorenne. Il fermo è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Mondovì ed eseguito dalla squadra di Polizia Giudiziaria della stessa Procura, pochi istanti prima dell ‘imbarco. L’indagine – ha spiegato il Procuratore Maurizio Picozzi che coordina l’inchiesta insieme al pm Massimiliano Bolla – ha preso avvio un paio di mesi fa, a seguito di una segnalazione e da allora il sacerdote, a Murazzano dal settembre 2010, è stato tenuto sotto stretta sorveglianza. Nel momento in cui gli investigatori hanno compreso che stava per fuggire è scattato il provvedimento di fermo. A Murazzano – ha commentato Gianni Galli, sindaco del paese, che conta 850 abitanti – nessuno ha saputo nulla. Però don Martin spesso si allontanava per qualche giorno, per cui il fatto che non fosse presente non ha preoccupato più di tanto«. Don Martin ha scelto la via del sacerdozio in età adulta, nel 1998, dopo aver lavorato come ingegnere meccanico nel settore di impianti di alta precisione, in Brasile e nel Benin. Fu ordinato sacerdote a Mondovì, nel 2003. La sua famiglia è della regione di Kerala, che comprende la città di Kochi, dove sono detenuti i due marò italiani della petroliera italian»Enrica Lexie. Prima di essere nominato parroco a Murazzano ha ricoperto analogo incarico a Mondovi«, nelle parrocchie di Carassone e Ferrone, e di Mallare (Savona). Al momento è nel carcere di Busto Arsizio, a disposizione di quella autorità giudiziaria davanti a cui comparirà sabato mattina per l’udienza di convalida del fermo.

  • Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    03/02/2012 15.47.56

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    E’ in programma questo pomeriggio, alla Pontificia Università Gregoriana, la conferenza stampa di presentazione del Simposio internazionale “Verso la guarigione e il rinnovamento”, un’iniziativa dell’Ateneo rivolta ai vescovi cattolici e agli ordini religiosi, dedicata al tema degli abusi sessuali commessi da chierici. Sugli scopi del convegno – che si svolgerà dal 6 al 9 febbraio alla Gregoriana – Fabio Colagrande ha intervistato padre Hans Zollner, presidente del comitato organizzativo e Preside dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana: RealAudioMP3

    R. – Come Università, affidata dalla Santa Sede alla Compagnia di Gesù, ci siamo posti la domanda sul come possiamo “agire” – e non solo “reagire” – a fronte di questa che il Papa stesso definisce “la piaga aperta nel corpo della Chiesa”. Abbiamo voluto offrire un forum di scambio tra le responsabilità, per persone di autorità nella Chiesa in tutto il mondo.

    D. – Dunque, a chi è rivolto questo Simposio internazionale? Chi saranno i partecipanti?

    R. – Innanzitutto, ci saranno rappresentanti delle varie Conferenze episcopali del mondo, cioè un rappresentante per ciascun Paese o per ciascuna Conferenza episcopale, e siamo molto contenti dell’altissimo numero di adesioni – quasi tutte le Conferenze episcopali invieranno un rappresentante che, in linea di massima, è lo stesso vescovo incaricato proprio di trattare i casi di abuso nell’ambito della rispettiva Conferenza. Poi, una trentina di superiori e superiore generali delle grandi Congregazioni, dei grandi Ordini religiosi. E infine, ci saranno tra 70 e 80 esperti, dal diritto canonico alla psichiatria e alla psicoterapia: persone che già da decenni lavorano con le vittime e anche con le persone che hanno compiuto gli abusi.

    D. – Lo scopo specifico di questo Simposio, padre Zollner, possiamo dire che si ricollega alla Lettera circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicata lo scorso anno e rivolta a tutte le Conferenze episcopali del mondo?

    R. – Sì, e anche agli Ordini religiosi, che debbono presentare alla Congregazione per la Dottrina della Fede un cosiddetto “protocollo” – linee guida – su come trattare i casi di abuso, come gestire la domanda, come trattare gli abusatori, come aiutare le vittime, come dare voce alle vittime e come prevenire meglio. Certamente, la nostra intenzione è anche di dare lo spazio ad uno scambio, perché in tutto il mondo – dal Sud Africa al Brasile e alle Filippine – ci sono tantissime iniziative all’interno della Chiesa per aiutare le vittime e per prevenire l’abuso, di cui il grande pubblico non è a conoscenza. Nemmeno all’interno della Chiesa stessa, a volte, sappiamo del bene che si sta facendo in altre parti del mondo.

    D. – Tra i relatori al Simposio ci sarà anche la testimonianza di una vittima di abuso. Perché questa scelta?

    R. – Certamente, un altro scopo del nostro convegno è dare voce alle vittime ed è molto difficile trovare persone in grado di parlare pubblicamente della loro sofferenza. Abbiamo trovato una signora irlandese che è disposta a parlare di fronte ai partecipanti. Certamente, questo indica una grande svolta, perché anche pubblicamente sarà presente la voce del dolore, della sofferenza: i partecipanti ascolteranno questa voce. E’ un segno molto forte, il fatto che questa persona sia disposta a parlare; sarà accompagnata da una psichiatra inglese che negli ultimi mesi ha ascoltato decine – per non dire centinaia – di persone vittime di abusi in Irlanda: era stata incaricata dalla Chiesa irlandese di ascoltare queste vittime e anche di dare testimonianza di questa esperienza.

    D. – Come è stata, padre Zollner, la collaborazione con il Vaticano nell’organizzazione di questo Simposio?

    R. – Il Simposio è un’iniziativa della Pontificia Università Gregoriana. Però, è chiaro che a Roma, rispetto a questo tema, dobbiamo avere il consenso anche dei dicasteri della Santa Sede. Siamo veramente molto lieti di avere avuto il consenso e anche l’esplicito appoggio soprattutto da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, come anche della Segreteria di Stato, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, di quella per la Vita Consacrata… Io personalmente sono molto grato a tutte le persone che abbiamo interpellato, a cui abbiamo chiesto consiglio, che abbiamo informato. Tutti ci hanno detto: “Siamo contenti che stiate organizzando questo Simposio”. E questo mi dice che veramente c’è una grande attenzione alla domanda e una grande sensibilità rispetto a ciò che possiamo e dobbiamo fare per cambiar rotta e dimostrare che la Chiesa veramente è sensibile alla questione, che vuole fare il possibile per sradicare il male, per quanto questo possa essere nelle nostre forze, all’interno della Chiesa e anche all’interno della società. (gf) www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=560173

    Pedofilia: il Vaticano si divide alla vigilia del supervertice contro i preti orchi

     

    E la Chiesa torna a confrontarsi sui preti pedofili (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

    Quattro giorni a porte chiuse con la partecipazione dei maggiori esperti internazionali, psicologi, magistrati, vescovi, cardinali e uomini di Curia per discutere della vergogna della Chiesa: lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto migliaia di sacerdoti in tutto il mondo (3 mila le denunce presentate in Vaticano, ma i casi rimasti confinati solo a livello locale sono molti di più) con decine di migliaia di vittime.

    Ci hanno pensato i gesuiti della Pontificia Università Gregoriana a organizzare il primo simposio internazionale dedicato al fenomeno (guarda). Non un semplice incontro scientifico né un brainstorming puramente pastorale. Piuttosto un segnale preciso che la Compagnia di Gesù e una delle più autorevoli Università Pontificie hanno voluto lanciare a tutta la Chiesa: la pedofilia è un problema gravissimo e diffuso che rischia di minare il futuro del mondo cattolico, bisogna correre ai ripari con un progetto globale che coinvolga tutte le forze sane della Chiesa.

    Stati Uniti, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Australia, Belgio Messico, Austria, Gran Bretagna, Svizzera e naturalmente anche Italia: la geografia della pedofilia non conosce confini e si allarga ogni giorno di più (ultimo caso eclatante la Chiesa olandese travolta dalle rivelazioni contenute in un rapporto ufficiale sul fenomeno).

    A marzo il Papa andrà in Messico e dovrà fare i conti con le vittime del fondatore dei Legionari di Cristo padre Marcial Maciel Degollado. A maggio scadrà il termine entro il quale gli episcopati nazionali dovranno approvare le misure di prevenzione e di repressione della pedofilia nel clero a livello locale, come previsto dalle norme contro la pedofilia (leggi) varate da Benedetto XVI nel 2010.

    La Pontificia Università Gregoriana ha istituito anche un Centro per la protezione dei bambini che offrirà consulenza e aiuto a conferenze episcopali e congregazioni religiose in tutto il mondo.
    Ma non tutti ai vertici della Curia apprezzano questa mobilitazione. Per il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e diversi capi dicastero della Curia, così come per una parte dei vertici della Cei, iniziative come quelle dell’Università Gregoriana rischiano di dare troppo rilievo ad un problema che, sostengono, resta limitato se rapportato alla generalità del clero. In Italia, il cardinale Angelo Bagnasco, travolto dalla vicenda di don Riccardo Seppia a Genova, a maggio renderà noti i codici di comportamento e le norme antipedofilia predisposte dalla Cei ma non ha mai diffuso i dati sui casi accertati di abuso sui minori tra il clero italiano.

    Tuttavia se la Curia si spacca sulle strategie da seguire il Papa sembra ormai deciso a non fare più concessioni ai preti orchi e ha dato il via libera all’iniziativa dei gesuiti.

    ignazio.ingrao
    Venerdì 3 Febbraio 2012

  • Brasile. Prete accusato di pedofilia arrestato a letto con segretaria, Senza limiti di età. 6 vittime dai 6 ai 14 anni

    Brasile. Prete accusato di pedofilia arrestato a letto con segretaria, Senza limiti di età. 6 vittime dai 6 ai 14 anni

    Brasile, parroco accusato di stupro bimbi
    Lo arrestano a letto con segretaria chiesa

    Il parroco della chiesa San Francesco di Assisi, situata in uno dei quartieri residenziali di Brasilia, è stato arrestato all’alba di oggi con l’accusa di presunto stupro di cinque ragazzine ed un ragazzino, dai sei ai quattordici anni di età.

    Lo rendono noto i siti on line, precisando che al momento della detenzione era a letto con la segretaria della Chiesa. Secondo i media, la Delegazione di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza (Dpca) sta indagando su suoi eventuali altri casi di pedofilia. Per ora la Arcidiocesi di Brasilia non si è pronunciata in merito.

    Venerdì 30 dicembre 2011 21.19

    www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/248158

  • Brasile, 3 sacerdoti condannati al carcere per abusi su chierichetti

    Brasile, 3 sacerdoti condannati al carcere per abusi su chierichetti

    Rio de Janeiro (Brasile), 20 dic. (LaPresse/AP) – Un tribunale nello Stato brasiliano di Alagoas ha condannato tre preti per abusi sessuali su minori. Il monsignor Luiz Marques Barbosa è stato condannato a 21 anni in carcere, mentre il monsignor Raimundo Gomes e il prete Edilson Duarte passeranno in prigione 16 anni e quattro mesi. Tre ex chierichetti hanno raccontato di aver subito abusi da quando avevano tra i 12 e i 16 anni. Secondo la procura, i preti si assicuravano il silenzio dei ragazzi con soldi e minacce. Una delle vittime ha tuttavia riprese in un filmato un atto sessuale tra Barbosa e un chierichetto. Il filmato è stato pubblicato online e venduto ai mercati di Arapiraca, la seconda città dello Stato. I preti si sono dichiarati non colpevoli.
    Pubblicato il 20 dicembre 2011

    http://www.lapresse.it/mondo/sud-america/b…chetti-1.102179

  • Brasile. Prete pedofilo condannato a 60 anni di carcere, Mica come in Italia, dove la fanno sempre franca

    Brasile. Prete pedofilo condannato a 60 anni di carcere, Mica come in Italia, dove la fanno sempre franca

    Brasile: parroco pedofilo condannato a 60 anni carcere

    Casi di pedofilia nei quali sono coinvolti sacerdoti stanno scuotendo il Brasile. A Franca, cittadina a 400 chilometri da San Paolo, padre José Afonso Dè, 76 anni, è stato condannato a 60 anni di carcere per violenza carnale e “attentato violento al pudore”.

    Mentre A londrina, nel sud del paese, padre Marco Tulio Simonini, 51 anni, è stato arrestato dopo essere stato colto in flagranza mentre molestava una bambina di sette anni nella piscina di un club sportivo locale.

    www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=244458&rubrica=15