Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Parroco arrestato, giovane denuncia: “Don Angelo abusò di me 25 anni fa”

    Parroco arrestato, giovane denuncia: “Don Angelo abusò di me 25 anni fa”

    Brescia, 16 giugno 2016 – “Venticinque anni fa Don Angelo ha abusato di me con le stesse modalità emerse oggi”. La testimonianza è stata raccolta dal sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani, al quale si è rivolto un 35enne di Artogne, sempre in Vallecamonica, che ha riferito di fatti accaduti quando aveva nove anni e frequentava la parrocchia del paese dove don Angelo Blanchetti – sacerdote bresciano, parroco di Corna di Darfo in provincia di Brescia, arrestato e ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale su un ragazzino di 14 anni che ha spiegato di aver subito violenze da gennaio 2015 e fino a maggio scorso –  all’epoca faceva il curato.

    Per la Procura la testimonianza è attendibile, ma non può entrare nell’attuale fascicolo di indagine. Il sacerdote sarà interrogato sabato mattina.

    http://www.ilgiorno.it/brescia/parroco-arrestato-violenza-minorenni-1.2261770

  • Darfo Boario Terme: arresto di don Angelo Bianchetti, le indagini proseguono „In casa di Don Angelo anche dei sex-toy: “Forse coinvolti altri ragazzini”

    Darfo Boario Terme: arresto di don Angelo Bianchetti, le indagini proseguono „In casa di Don Angelo anche dei sex-toy: “Forse coinvolti altri ragazzini”

    Proseguono le indagini sulla vicenda di don Angelo Bianchetti, il parroco di Darfo Boario Terme accusato di rapporti sessuali reiterati con un minorenne. In casa sarebbero stati trovati dei giocattoli sessuali
    La prima (e unica) notizia certa è che don Angelo Bianchetti ha cambiato avvocato, ma comunque ancora non parla. La seconda, ma ancora tutta da verificare, è che potrebbero esserci altri ragazzi coinvolti oltre al 14enne che si era avvicinato alla parrocchia per ottenere il battesimo. Il parroco di Darfo Boario Terme intanto è ai domiciliari, in attesa di una chiamata: non quella divina, ma quella del tribunale.

    Questa sarebbe stata la merce di scambio: sesso in cambio di lezioni di catechismo, fino ad arrivare appunto al battesimo. Gli inquirenti sono al lavoro, stanno cercando proprio nella casa di Bianchetti: al setaccio anche il personal computer del parroco bresciano.

    In quella casa si sarebbero consumati infatti i rapporti sessuali, completi e reiterati secondo quanto riportato dall’accusa. Durante l’ultima perquisizione sarebbe poi stato trovato un po’ di tutto: preservativi, del lubrificante intimo, perfino alcuni sex-toy.

    Le due parrocchie che Bianchetti seguiva, Corna e Bessimo, sono state affidate al vicario Danilo Vezzoli. In paese ovviamente se ne parla: sono ancora tanti quelli schierati in difesa di don Angelo, ma giorno dopo giorno sempre meno.

    Non si esclude che nei prossimi giorni venga organizzata una fiaccolata di solidarietà. Ma si attende probabilmente qualche novità dalle indagini, che proseguono serrate, e con il massimo riserbo.
    http://www.bresciatoday.it/cronaca/Darfo-don-Angelo-Bianchetti-indagini.html
  • Darfo: trovati alcuni preservativi a casa di Don Angelo „Preservativi nella casa di Don Angelo: “Rapporti sessuali completi col ragazzino”

    Darfo: trovati alcuni preservativi a casa di Don Angelo „Preservativi nella casa di Don Angelo: “Rapporti sessuali completi col ragazzino”

    Sesso in cambio di lezioni di catechismo per ricevere il battesimo. E’ uno degli agghiaccianti particolari che sarebbero emersi dalla testimonianza resa dal 14enne ai carabinieri. Stando alla versione dei fatti resa dal ragazzino di origine straniera, gli abusi sessuali si protraevano da circa due anni e sarebbero terminati solo una ventina di giorni fa.

    Gli incontri sarebbero avvenuti a casa del prete, Don Angelo Blanchetti, dove gli inquirenti avrebbero trovato, chiusi nella cassaforte, anche alcuni preservativi. Durante la perquisizione domiciliare, effettuata dai militari nei giorni scorsi, sono stati sequestrati anche il computer e il telefono del parroco oltre ad altro materiale – pare una trapunta – che sarebbe stato utilizzato durante i rapporti.

    Il ragazzino avrebbe subìto forti pressioni psicologiche da parte del prete che lo stava preparando a ricevere il sacramento del battesimo e con il quale avrebbe avuto rapporti sessuali completi sia attivi, che passivi. Solo dopo aver parlato con un altro religioso, la giovane vittima avrebbe trovato la forza per recarsi dai carabinieri e denunciare gli abusi.

    La testimonianza e il materiale trovato durante la perquisizione hanno portato all’arresto del parroco di Corna e Bessimo, ai domiciliari da martedì mattina.  Una notizia che ha scioccato la comunità. Parte dei parrocchiani lo difende a spada tratta. Le mamme e molti ragazzini dell’oratorio non nutrono alcun dubbio sull’innocenza di Don Angelo, che nei prossimi giorni verrà ascoltato dagli inquirenti.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/darfo-boario-terme-don-angelo-blanchetti-preservativi-.html
  • FEDERICO TULLI – Chiesa e pedofilia: “Lo vuole Gesù”

    FEDERICO TULLI – Chiesa e pedofilia: “Lo vuole Gesù”

    In un’intervista rilasciata a “il Giornale” il primo aprile 2010 uno dei maggiori esperti europei di crimini contro i minori, il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, spiegò come nessuno aveva fatto fino ad allora su un organo di stampa italiano cosa significa l’abuso sessuale da parte di un sacerdote: «Il discorso viene spesso liquidato come un problema di pedofilia. Ma il prete che abusa di un bambino è più paragonabile a un genitore incestuoso che a un pedofilo di strada che insidia i bambini ai giardinetti. Bisogna partire da un dato di fatto: il sacerdote ha un enorme potere spirituale, tanto che spesso viene chiamato ‘padre’, e questo è significativo. Se guardiamo questi episodi in senso non biologico ma spirituale e morale, ci troviamo di fronte più a un abuso incestuoso che a un classico stupro. Ricordo che anche nelle cronache si parla di atti avvenuti in confessionale. E io mi chiedo: perché proprio in confessionale? Perché proprio in quel luogo e in quel momento? Perché è in quel momento che più intensamente il sacerdote si presenta come rappresentante di Dio. A Milano – concluse Forno – è stato condannato un sacerdote che nel confessare ragazze di 14 o 15 anni le faceva spogliare e le palpeggiava dicendo: ‘Lo vuole Gesù’. Ecco, il concetto del ‘lo vuole Gesù’ è il punto d’arrivo dell’incesto spirituale».

    Forno sapeva e sa bene che, come qualsiasi pedofilo, anche quello in tonaca circuisce la vittima giocando sull’ambiguità e inducendola alla confusione. Quando c’è un rapporto di fiducia o affettivo, l’abuso è compiuto in maniera subdola, rasentando la linea di demarcazione che ci può essere con un rapporto amicale. La sua è una condotta violenta ma è raramente esercitata con violenza.

    Alcuni giorni fa scorsi un adolescente di Corna di Darfo, in Val Camonica, nel bresciano, si è confidato con un sacerdote a Milano raccontando di essere stato abusato quando aveva 12 anni dal parroco del suo paese, don Angelo Blanchetti. Il prete lo ha subito invitato a rivolgersi ai carabinieri. Lunedì 13 giugno Blanchetti è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale continuata su un minore. Gli stupri sarebbero stati compiuti sul ragazzino per due anni di seguito.

    «Se non ti concedi finirai all’inferno». Questo avrebbe detto tra le altre cose don Angelo al ragazzino che, come racconta il Corsera, seguiva personalmente per avvicinarlo al sacramento del battesimo. Una versione alternativa di “Fatti violentare, lo vuole Gesù”.

    Vedremo come andrà a finire questa vicenda che se non altro segnala che un sacerdote con un suo consiglio ha molto probabilmente impedito che un pedofilo colpisse ancora indisturbato.

    Volete sapere quali conseguenze ebbe invece nel 2010 l’intervista a Pietro Forno?

    Qualche giorno dopo si vide arrivare in ufficio gli ispettori ministeriali. Li aveva mandati l’allora ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per verificare che uno dei massimi esperti internazionali nel campo della prevenzione e della lotta alla pedofilia non avesse rivelato segreti d’ufficio.

    Federico Tulli

     

  • Darfo, parroco arrestato per violenza sessuale su un 12enne

    Darfo, parroco arrestato per violenza sessuale su un 12enne

    La notizia e’ arrivata alle prime ore di martedì in diocesi, direttamente al vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari: i carabinieri hanno arrestato don Angelo Blanchetti, 55 anni domani, della parrocchia Corna di Darfo. Pesantissimo il reato contestato al parroco, ora agli arresti domiciliari: violenza sessuale continuata su un minore. Gli abusi sarebbero stati compiuti sul ragazzino quando aveva 12 anni e per due anni di seguito. Gli inquirenti non si sbilanciano, ma in paese la voce circolava da tempo. L’inchiesta della procura, coordinata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, è stata condotta dai carabinieri.

    Il vescovo: «L’arresto di don Angelo ci addolora profondamente»

    Il comunicato stampa della Diocesi è stato spedito in posta prioritaria, alla lettera: «Il vescovo Luciano Monari ha appreso questa mattina la notizia del provvedimento cautelare imposto dalla magistratura a carico di don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo. “La notizia dell’arresto di don Angelo ci addolora profondamente. Il dramma di chi è vittima di abusi non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti. La delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave e deve dimostrare la sua innocenza è pure di grande portata. Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza alle comunità cristiane di Corna di Darfo e di Bessimo e a tutte le persone coinvolte”. Don Angelo è stato cautelativamente sospeso da ogni ufficio ed è stato nominato un amministratore parrocchiale delle due parrocchie».

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_14/darfo-sacerdote-arrestato-violenza-sessuale-un-12enne-0a45b2f0-320c-11e6-9479-1c0658e56669.shtml

  • «Se non ti concedi finirai all’inferno»: parroco arrestato per violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni

    «Se non ti concedi finirai all’inferno»: parroco arrestato per violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni

    «Se non ti concedi finirai all’inferno». Questo avrebbe detto don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo, in Val Camonica, a un ragazzino di 12 anni che seguiva personalmente per avvicinarlo al sacramento del battesimo: l’hanno arrestato per abusi sessuali su minore. La notizia e’ arrivata alle prime ore di martedì in diocesi al vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari. Pesantissimo il reato contestato al parroco, 55 anni domani, ora agli arresti domiciliari: violenza sessuale continuata su un minore. Gli abusi sarebbero stati compiuti sul ragazzino, pare si tratti di uno straniero che voleva essere battezzato, quando aveva 12 anni e per due anni di seguito. Gli inquirenti non si sbilanciano, ma in paese la voce circolava da tempo. L’inchiesta della procura, coordinata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, è stata condotta dai carabinieri. I rapporti sessuali completi e le minacce si sarebbero protratti per due anni finche’ mei giorni scorsi il ragazzo si e’ confidato con un sacerdote a Milano che lo ha invitato a rivolgersi subito ai carabinieri. Nel corso della perquisizione disposta dalla procura di Brescia sarebbero stati trovati riscontri alle dichiarazioni de ragazzo. Il sacerdote in cassaforte aveva alcune confezioni di profilattici.

    Il vescovo: «L’arresto di don Angelo ci addolora profondamente»
    Il comunicato stampa della Diocesi è stato spedito in posta prioritaria, alla lettera: «Il vescovo Luciano Monari ha appreso questa mattina la notizia del provvedimento cautelare imposto dalla magistratura a carico di don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo». La sua dichiarazione: «La notizia dell’arresto di don Angelo ci addolora profondamente. Il dramma di chi è vittima di abusi non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti. La delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave e deve dimostrare la sua innocenza è pure di grande portata. Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza alle comunità cristiane di Corna di Darfo e di Bessimo e a tutte le persone coinvolte». Don Angelo è stato sospeso da ogni ufficio ed è stato nominato un amministratore parrocchiale delle due parrocchie.

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_14/darfo-sacerdote-arrestato-violenza-sessuale-un-12enne-0a45b2f0-320c-11e6-9479-1c0658e56669.shtml

  • “Prostituzione minorile”: chiuse le indagini su Fumagalli, il parroco di Solza e altri 4 bergamaschi

    “Prostituzione minorile”: chiuse le indagini su Fumagalli, il parroco di Solza e altri 4 bergamaschi

    Non ci sarà alcun patteggiamento con sospensione della pena per i sei indagati bergamaschi accusati di prostituzione minorile: il sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani ha chiarito la propria posizione e messo in guardia gli avvocati, rispedendo preventivamente al mittente qualsiasi tentativo di patteggiamento che preveda la condizionale. L’unica opportunità di patteggiare per gli indagati, quindi, rimane quella sulla pena da scontare: l’articolo 600 bis del codice penale, comma 2, prevede da 1 a 6 anni di reclusione e multe da 1.500 a 6.000 euro.

    Secondo l’accusa i sei indagati avrebbero incontrato più volte, e dietro una qualche forma di pagamento, quattro ragazzini bergamaschi di 17 anni:l’inchiesta, avviata nell’agosto del 2015 e che ha interessato anche le province di Brescia, Milano, Pavia, Monza e Brianza e Parma, ha svelato il meccanismo con il quale ragazzini e clienti si mettevano in contatto, sfruttando un social network e le chat.

    Per gli indagati, il conduttore televisivo Corrado Fumagalli, il parroco di Solza Diego Rota, il vigile di Boltiere Egidio Bosio, l’allenatore di calcio giovanile di Treviglio Cristian Zilli, l’impiegato di Fiorano Ettore Tucci e l’assicuratore di Bergamo Pierluigi Tucci, ora sembrano profilarsi il rinvio a giudizio o il giudizio immediato: nessuno, assicura l’accusa, avrà trattamenti soft.

    http://www.bergamonews.it/2016/04/27/prostituzione-minorile-chiuse-le-indagini-su-fumagalli-il-parroco-di-solza-e-altri-4-bergamaschi/222126/

  • Prostituzione minorile, le indagini proseguono: “Don Diego ha fatto sesso con ragazzini: pagava da 20 a 50 euro”

    Prostituzione minorile, le indagini proseguono: “Don Diego ha fatto sesso con ragazzini: pagava da 20 a 50 euro”

    Nomi eccellenti, in tutta la Lombardia. Travolti dall’inchiesta sulla prostituzione minorile, ora chiusa senza nessuna richiesta di archiviazione. Tutto è partito da Brescia, dalle indagini su Claudio Tonoli, il 55enne sieropositivo che avrebbe consumato rapporti sessuali con minorenni pur sapendo di avere l’Aids. Da quell’inchiesta venne aperto un mondo: nascosto, subdolo, vissuto in prima persona da ragazzini e insospettabili.
    I nomi: in tutto sono 12 gli indagati. Oltre a Claudio Tonoli anche Francesco Bellone, Egidio Bosio (agente di Polizia Locale), Corrado Fumagalli (conduttore televisivo), Servio Madureri, Renato Ernesto Messina, Gerardo Morana, Pier Luigi Rossi, Diego Rota (ex parroco di Solza), Ettore Tucci, Cristian Zilli (allenatore di calcio), Massimo Zoli.
    Dall’inchiesta emergono particolari inquietanti. L’agente di Polizia Locale Egidio Bosio avrebbe pagato dai 50 ai 70 euro due ragazzi minorenni: tariffa variabile in base a quanto “consumato”. Agli atti anche quanto avrebbe fatto l’ex parroco di Solza, nella bergamasca, don Diego Rota.
    Pare che pagasse i giovani dai 20 ai 50 euro, anche in questo caso a seconda delle prestazioni. Ad un ragazzo avrebbe regalato un cellulare, dopo aver contrattato un “pacchetto” da cinque incontri.
    http://www.bresciatoday.it/cronaca/brescia-prostituzione-minorile-indagini-aprile-2016.html

     

  • Preti pedofili, la mappa degli abusi Le ombre sulle diocesi lombarde

    Preti pedofili, la mappa degli abusi Le ombre sulle diocesi lombarde

    L’ULTIMO è stato arrestato il 10 febbraio: don Diego Rota parroco di Solza, Bergamo. «Adescava ragazzini», secondo la procura di Brescia che lo indaga per prostituzione minorile. L’ultimo, sì. Di quanti? In quindici anni l’ombra della pedofilia sulla chiesa lombarda ha seguito una parabola in crescita, di pari passo con l’aumento dell’attenzione mediatica e quindi della condanna dell’opinione pubblica.

    Oggi più che mai: sull’onda del pluripremiato successo cinematografico di «Spotlight» e del clamore suscitato dal caso-Pell, il tema torna ad accendere il dibattito, a spaccare le coscienze. Non bisogna andare troppo indietro nel tempo per scoprire che non sempre è stato così. Prima dei 2000 c’è il nulla, o quasi: le testimonianze rimaste di vecchie inchieste alla fine dei ’90 parlano solo di preti rigorosamente anonimi «arrestati per abusi» (un caso a Milano, un altro a Varese).

    Dobbiamo aspettare il 2004 per trovare documentata la prima condanna in Cassazione: da allora e fino al 2015 se ne contano sette nella nostra regione. DonMauro Stefanoni di Laglio, donMatteo Diletti di Bratto (Bergamo), don Roberto Mornati di Gavirate (Varese), don Marco Baresi di Brescia, don Walter Mariani di Mantova, don Domenico Pezzini di Lodi, don Giuseppe Abbiati di Borgarello (Pavia). In tutto fanno 47 anni e un mese di carcere. Quattro, invece, i preti che hanno patteggiato.

    Due sono stati rinviati a giudizio, altrettanti sono arrivati a sentenza in primo grado. Alcuni sono morti di vecchiaia, altri sono tornati a dire messa in nuove parrocchie, due si sono suicidati, di uno si sono perse le tracce. Religiosi (una sola donna) equamente distribuiti fra le 10 diocesi. Abbiamo provato a disegnare una mappa, partendo dalla documentazione raccolta su scala nazionale dall’associazione «Rete l’abuso». Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano: nessuna di loro può scagliare la prima pietra.

    IL GIORNO del 7 marzo 2016 pag 19

  • LE STORIE UN SACERDOTE HA DENUNCIATO E POI LASCIATO LA TONACA

    LE STORIE UN SACERDOTE HA DENUNCIATO E POI LASCIATO LA TONACA

    Il suicida, lo scomparso, la suora I casi che hanno sconvolto i fedeli.

    Agnese Pini Milano

    ERA IL 2003. Il parroco di Villa di Serio, seimila anime nella Bergamasca, è don Vittorio Damiani, 62 anni. Il 6 maggio i carabinieri bussano alla porta della canonica: il sacerdote è accusato di abusi sessuali su minori. Lui protesta la sua innocenza, ma non regge alla pressione. Si toglie la vita in cella, nel carcere di Bergamo, appena due mesi dopo l’arresto. È il primo clamoroso episodio di pedofilia in canonica a scuotere la diocesi di Bergamo e la Lombardia intera. Un episodio destinato a non restare isolato.

    I SUICIDI E IL CASO-BERGAMO Qualche anno dopo la morte di don Damiani, piove addosso alla diocesi una seconda inchiesta per pedofilia. Protagonista è don Matteo Diletti, di Bratto. L’8 ottobre 2010 viene condannato in Cassazione a 4 anni per violenza su una bambina. Il prete sparisce prima della sentenza: il suo corpo, quel che ne resta, viene trovato cinque mesi dopo in una scarpata nei boschi di Marone. Ecco i fantasmi della diocesi di Bergamo. Due preti morti. Un vice parroco rinviato a giudizio nella Val Brembana per aver palpeggiato una bambina dal 2001 al 2005. L’ultimo scandalo, quello che vede protagonista don Diego Rota di Solza, ai domiciliari dallo scorso 10 febbraio. Non basta. Nell’aprile del 2014 l’allora parroco di Endenna, don Alessandro, sale sul pulpito alla fine della messa. Stringe tra le mani un foglio: rivela gli abusi sessuali subiti quando ancora era giovanissimo, nel seminario vescovile Giovanni XXIII. Il presunto responsabile di quegli abusi era morto nel 2007. È l’ultima messa per don Alessandro. Da quel momento lascia il sacerdozio.

    LA SUORA A suicidarsi fu la vittima, in questo caso. Si chiamava Eva Sacconago e quando si tolse la vita, nel giugno del 2011, aveva 26 anni. La sua è una storia di «violenze fisiche e psicologiche» per cui, nel dicembre scorso, è stata condannata a tre anni e sei mesi di reclusione dal tribunale di Busto Arsizio Maria Angela Faré. Suora, oggi ridotta allo stato laicale. Secondo la procura, gli abusi iniziarono già nel 1997, quando Eva aveva solo 12 anni.

    IL CASO-ARESE Hinterland diMilano. Nel settembre 2012 la Corte d’Appello conferma la condanna a due anni e mezzo di carcere per don Marco Redaelli, salesiano, morto un anno dopo la sentenza. Secondo l’accusa, nel 2007 l’anziano parroco di Arese aveva molestato una bambina di sette anni. Il suo caso scosse profondamente i fedeli, spaccando l’opinione pubblica. Tre anni dopo, nel gennaio di quest’anno, una nuova inchiesta travolge la parrocchia: un educatore viene indagato per violenze sessuali su un adolescente.

    LO SCOMPARSO Due condanne per pedofilia e un comune denominatore: il seminario vescovile di Brescia. Erano entrambi vicerettori don Luigi Facchi e don Marco Baresi. Il secondo sostituì il primo, dopo che questo scomparve nel nulla pochi giorni dopo aver patteggiato sei anni per abusi sessuali. Ad accusarlo, un ragazzo di Gottolengo, dove il sacerdote svolgeva il suo ministero. Sparito: di lui si sono lerse le tracce dal 2002.

    IL CASO-BRESCIA Passano cinque anni, e i carabinieri tornano alla porta di una canonica: è quella di don Baresi, che di Facchi ha appunto raccolto il testimone. Anche lui vicerettore del seminario vescovile di Brescia. Il 23 giugno del 2011 la Cassazione lo condanna a 7 anni e sei mesi di carcere per violenze su un 14enne e detenzione di materiale pedopornografico.

    IL «RIABILITATO» Don Siro Invernizzi era parroco di Cergnago (Pavia), quando venne fermato. 6 settembre 2006: una pattuglia lo sorprende vicino al Cimitero Maggiore di Milano mentre è in macchina con un ragazzino di 13 anni, romeno. Il sacerdote patteggia due anni con la condi- zionale. È la primavera 2013 quando il suo nome torna alla ribalta: è mandato a sostituire il parroco di Cugliate (curia Comasca). I parrocchiani ci mettono poco a scoprire la pesante macchia nel suo passato. Si scatena un tumulto. Don Invernizzi viene sostituito.

    DON MERCEDES Lo chiamavano il «prete inMercedes» don Mauro Inzoli, della Parrocchia della Santissima Trinità di Crema: 65 anni, legato agli ambienti di CL, già presidente del Banco Alimentare. La procura per lui ha chiesto 12 anni: otto i casi contestati. Le accuse: violenza sessuale con abuso di autorità e violenza sessuale aggravata per abuso di minori. Nell’ottobre scorso la richiesta di rinvio a giudizio. Il 9 marzo in Aula.

    IL GIORNO del 7 marzo 2016 pag 19