Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Brindisi

  • Il pm: quattro anni di carcere per il sacerdote che aveva video pedopornografici

    Il pm: quattro anni di carcere per il sacerdote che aveva video pedopornografici

    La procura distrettuale di Lecce, nel corso di un processo con rito abbreviato, ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per don Franco Legrottaglie, prete di Ostuni di 67 anni imputato per detenzione di materiale pedopornografico. L’uomo si trova ai domiciliari dal novembre scorso. Il rito alternativo è una scelta difensiva dell’avvocato del sacerdote, Domenico Tanzarella, seguita alla fissazione del giudizio immediato da parte del Tribunale. A condurre le indagini, che portarono all’arresto in flagranza del religioso, a seguito di una perquisizione nella sua abitazione, è stata la polizia postale di Brindisi. Il prete era già stato condannato in via definitiva agli inizi degli anni 2000 per una vicenda del 1991, un’accusa di “atti di libidine violenta” per cui gli fu comminata una pena di un anno e dieci mesi, con la sospensione condizionale di cui non potrebbe comunque più beneficiare.

  • Arrestato falso prete  già condannato  per abusi su ragazzini

    Arrestato falso prete già condannato per abusi su ragazzini

    SAN PIETRO VERNOTICO (BRINDISI) – Un falso prete condannato in via definitiva per violenza sessuale aggravata nei confronti di minori e per sostituzione di persona è stato arrestato dai carabinieri di San Pietro Vernotico (Brindisi). Si tratta di Angelo Chiriatti, leccese di 61 anni, che deve espiare la pena residua di due anni e tre mesi di reclusione. L’uomo si trova ora nel carcere di Brindisi.

    Chiriatti, per alcuni noto come ‘padre Pietro Marià, fingendosi sacerdote abusò di quattro minorenni, tre fratelli e un loro cugino, tutti di età compresa fra 10 e 17 anni. L’uomo venne arrestato nel febbraio 2009 dagli agenti della Squadra Mobile di Bari. Chiriatti si professava sacerdote di rito cattolico, ma sia secondo la curia, sia secondo gli accertamenti della polizia non risultava essere un religioso. Le indagini scattarono in seguito alla segnalazione di un’assistente sociale della provincia di Bari. Chiriatti, durante le vacanze estive, avrebbe accolto nel suo finto oratorio, che si trova tra le province di Bari e Brindisi, diversi minorenni (bambini e ragazzini) dei quali avrebbe abusato.

    Nei suoi confronti risulta nel 2008 una sentenza di condanna passata in giudicato della Corte d’Appello di Lecce per atti di libidine e violenza relativa a fatti avvenuti nell’89.

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/729778/Arrestato-falso-prete–gia-condannato.html

  • Materiale pedopornografico nel pc: prete a processo con rito abbreviato

    Materiale pedopornografico nel pc: prete a processo con rito abbreviato

    OSTUNI – Affronterà un processo con rito abbreviato don Franco Legrottaglie, prete di 67 anni, di Ostuni (Brindisi) che si trova ai domiciliari per possesso di materiale pedopornografico nel suo pc. L’udienza è stata fissata per il 2 maggio dinanzi al gup di Lecce Simona Panzera. Legrottaglie fu arrestato dalla polizia postale il 26 novembre scorso a seguito di perquisizioni domiciliari. Don Franco non aveva più incarichi all’interno della diocesi di Brindisi – Ostuni, ma celebrava di tanto in tanto in una parrocchia.
    Legrottaglie risultava essere indagato già dall’agosto del 2015 quando l’attività investigativa aveva avuto inizio.
    Il prete era già stato condannato in via definitiva agli inizi degli anni 2000 per una vicenda del 1991, un’accusa di “atti di libidine violenta” per cui gli è stata comminata una pena di un anno e dieci mesi, con la sospensione condizionale di cui non potrebbe comunque più beneficiare. Aveva poi prestato servizio nel 2010 anche come cappellano all’ospedale Perrino di Brindisi.
    La richiesta di abbreviato formulata dalla difesa di don Legrottaglie, sostenuta dall’avvocato Domenico Tanzarella, segue al giudizio immediato disposto dal Tribunale di Lecce su richiesta della procura, competente in materia di pedopornografia anche sul territorio di Brindisi.

    http://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/materiale_pedopornografico_nel_pc_prete_a_processo_con_rito_abbreviato-1629199.html

  • Pedofilia, a processo  sacerdote nel Brindisino

    Pedofilia, a processo sacerdote nel Brindisino

    BRINDISI – Affronterà un processo con rito abbreviato don Franco Legrottaglie, prete di 67 anni di Ostuni (Brindisi), che si trova ai domiciliari per possesso di materiale pedopornografico nel suo pc. L’udienza è stata fissata per il 2 maggio dinanzi al gup di Lecce Simona Panzera. Legrottaglie fu arrestato dalla polizia postale il 26 novembre scorso a seguito di perquisizioni domiciliari. Don Franco non aveva più incarichi all’interno della diocesi di Brindisi-Ostuni, ma celebrava di tanto in tanto in una parrocchia. Risultava essere indagato già dall’agosto del 2015 quando l’attività investigativa aveva avuto inizio.

    Il prete era già stato condannato in via definitiva agli inizi degli anni 2000 per una vicenda del 1991, un’accusa di «atti di libidine violenta» per cui gli è stata comminata una pena di un anno e dieci mesi, con la sospensione condizionale di cui non potrebbe comunque più beneficiare. Aveva poi prestato servizio nel 2010 anche come cappellano all’ospedale Perrino di Brindisi.
    La richiesta di abbreviato formulata dalla sua difesa, sostenuta dall’avvocato Domenico Tanzarella, segue al giudizio immediato disposto dal Tribunale di Lecce su richiesta della Procura, competente in materia di pedopornografia anche sul territorio di Brindisi.

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/729244/Pedofilia–a-processo–sacerdote.html

  • “Quel parroco mi chiedeva atti sessuali in sacrestia per fare il chierichetto”

    “Quel parroco mi chiedeva atti sessuali in sacrestia per fare il chierichetto”

    BRINDISI – “Quel parroco, il prete della chiesa di Bozzano, mi obbligava a fare atti sessuali: succedeva anche in sacrestia, qualche volta mi ha dato spintoni e mi ha minacciato dicendo che se avessi parlato avrebbe fatto licenziare mio padre o fatto vendere la casa”.

    Questa mattina ha fornito la sua versione dei fatti, il ragazzino brindisino ritenuto parte offesa nell’inchiesta per atti sessuali su minore in cui è indagato a piede libero don Francesco Caramia, ex parroco della chiesa San Giustino de’ Jacobis, al quartiere Bozzano di Brindisi.

    Il minorenne, che all’epoca dei fatti aveva nove anni, è stato ascoltato nell’incidente probatorio chiesto dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, titolare del fascicolo, aperto dopo la denuncia di un pediatra del capoluogo al quale si è rivolta la madre del minore dopo essere venuta a conoscenza del disagio del figlio da un’amica di quest’ultimo. Fatti che sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2008.

    Don Francesco che ha sempre respinto l’accusa professandosi assolutamente estraneo ai fatti. E’ difeso dall’avvocato Giancarlo Camassa che ha voluto come proprio consulente la criminologa Roberta Bruzzone, volto noto non solo delle più importanti inchieste giudiziarie italiane nelle quali è intervenuta portando le proprie conoscenze e la propria intuizione supportata dall’esperienza, ma anche dei salotti televisivi dedicati all’approfondimenti di delitti eclatanti. Bruzzone è stata scelta dallo stesso parroco, è arrivata in Tribunale in mattinata ed è salita subito nella stanza riservata allo svolgimento dell’incidente probatorio, annotando domande del gip e del pm sul block notes, accanto alle quali ha riportato le risposte del minorenne.

    Il ragazzino, a quanto si apprende, avrebbe confermato quanto sostenuto dal pm e contestato al prete che, nel frattempo, si è dimesso dall’incarico per non essere in alcun modo di intralcio alle indagini e continua a ricevere attestati di stima e solidarietà dai ragazzi e dalle famiglie che frequentavano la parrocchia. Su Facebook, infatti, ci sono diversi messaggi con foto ricordo dei viaggi realizzati con il parroco (nella foto a sinistra, la criminologa Roberta Bruzzone).

    Rispondendo alle domande del gip, Maurizio Saso, avrebbe aggiunto riferimenti sui luoghi in cui sarebbero avvenuti gli atti sessuali e affermato che in alcune occasioni il parroco lo avrebbe anche minacciato, mentre in altre gli avrebbe promesso che lo avrebbe chiamato per la celebrazione della messa come chierichetto. Per il ragazzo era presente l’avvocato Angela Roma.

    Sempre questa mattina e sempre con la formula dell’incidente probatorio, è stata sentita l’amica del ragazzino: la giovane, anche lei non ancora diciottenne, avrebbe per prima raccolto del confidenze del chierichetto e sarebbe stata lei a riferire tutto alla madre

    A questo punto sarà un perito nominato dal gip ad accertare se il ragazzino è capace di rendere testimonianza.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/quel-parroco-mi-chiedeva-atti-sessuali-in-sacrestia-per-fare-il-chierichetto.html
  • Il Caso Spotlight, al cinema l’inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa

    Il Caso Spotlight, al cinema l’inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa

    18 dicembre 2015, sacerdote arrestato in un paesino della Piana di Gioia Tauro per abusi a carico di minori. 28 gennaio 2016, prete arrestato a Brindisi e condannato a tre anni e otto mesi di reclusioneper atti sessuali su minori. 11 febbraio 2016, un sacerdote tra gli undici arrestati con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con ragazzi minorenni. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa e andando a ritroso la media è di un caso al mese, quantomeno per quelli che diventano di dominio pubblico.

    Gli abusi sono talmente tanti che a raccontarli non si rende l’idea della vastità del problema, motivo per cui la onlus Rete l’Abuso ha stilato una mappa che indica caso per caso gli abusi sessuali commessi in Italia dai membri del clero, raggruppando tutti quelli noti, quelli giunti al terzo grado di giudizio, quelli attualmente in corso e quelli di cui non si è più saputo nulla.

    È in questo contesto che arriva in sala un film potente e necessario, che dimostra ancora una volta che la settima arte, così come il giornalismo, sono un bene imprescindibile per la società civile. Candidato a 6 premi Oscar tra cui Miglior film, Miglior regia e Miglior sceneggiatura originale, Il Caso Spotlight racconta la storia del team di giornalisti investigativi delBoston Globe soprannominato appunto Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto il capoluogo della contea di Suffolk con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali. Un’inchiesta talmente importante da ricevere il Premio Pulitzer, lasciando ai posteri una lezione del miglior giornalismo possibile, a cui oggi, specialmente in Italia, non siamo più abituati.

    L’avvio dell’indagine giornalistica e, nel film, della narrazione parte dall’arrivo nell’estate del 2011 di Marty Baron, a cui presta il voltoLiev Schreiber, atterrato da Miami per prendere le redini delGlobe. Senza indugiare un giorno il neodirettore incarica il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent’anni. Consapevoli dei rischi a cui si espongono mettendosi contro un’istituzione come la Chiesa Cattolica a Boston, il caporedattore del team Spotlight, Walter “Robby” Robinson, interpretato da un immenso Michael Keaton, i cronisti Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Michael Rezendes (Mark Ruffalo) e lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll (Brian d’Arcy James) iniziano ad andare a fondo con le indagini sul caso.

    Non appena i giornalisti del team di Robinson iniziarono a parlare con l’avvocato delle vittime,Mitchell Garabedian, interpretato da Stanley Tucci, a intervistare gli adulti molestati da piccoli e a cercare di accedere agli atti giudiziari secretati, iniziò a emergere con sempre maggiore chiarezza che l’insabbiamento dei casi di abuso era ben più ampio e sistematico di quanto si potesse immaginare e che il fenomeno era molto più grave ed esteso.

    I più alti funzionari del clero, tra cui il Cardinale Law, arcivescovo di Boston, tentarono in tutti i modi di ostacolare il loro lavoro con svariate intimidazioni. Un disperato tentativo per non far pubblicare il dossier che, nonostante tutto, venne reso pubblico dal Globe nel 2002 e che scoperchiò letteralmente un vaso di Pandora, aprendo finalmente la strada a tante analoghe rivelazioni in oltre 200 diverse città del mondo.

    Presentato fuori concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, il film diretto da Tom McCarthy è arrivato fino alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori che l’ha visionato in una proiezione privata. La Commissione è quella istituita da Papa Francesco nel 2014, la stessa attorno cui i giorni scorsi si erano scatenate le polemiche per l’allontanamento di uno dei suoi componenti, Peter Saunders, a fronte delle durissime critiche al cardinale George Pell e perfino al Papa stesso, sulle politiche messe in campo per contrastare i reati di pedofilia. Ovviamente il Vaticano non ha rilasciato alcun commento ufficiale sul film, un motivo in più per andarlo a vedere, dal 18 febbraio al cinema.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/15/spotilight/2464642/

  • Brindisi, prete pedofilo condannato a 3 anni e 8 mesi per abusi su minori

    Brindisi, prete pedofilo condannato a 3 anni e 8 mesi per abusi su minori

    Il sacerdote 73enne, accusato di violenze su due chierichetti di meno di 14 anni, era stato smascherato da un servizio della trasmissione Le Iene. Dal maggio dello scorso anno si trova agli arresti domiciliari in una comunità di recupero per religiosi.

    Tre anni e otto mesi di reclusione per atti sessuali su minori. E’ la sentenza di condanna emessa nei confronti di Giampiero Peschiulli, il prete brindisino accusato di pedofilia. Il sacerdote 73enne, arrestato nel maggio dello scorso anno, si trova agli arresti domiciliari in una comunità di recupero per religiosi. La condanna chiesta dal pm, Giuseppe De Nozza, era stata di 3 anni e 4 mesi, aumentata di altri 4 dal gup Giuseppe Licci, dopo il processo con rito abbreviato.

    Il comportamento del parroco era stato smascherato nell’autunno 2014 dal programma televisivo Le Iene che aveva denunciato gliabusi compiuti da Peschiulli nei confronti di due chierichetti che frequentavano la parrocchia di Santa Lucia. Abusi iniziati nel 2012 e perpetrati fino alla messa in onda del servizio. Oltre ai due episodi scoperti dall’inviato Giulio Golia, ne emersero poi altri per i quali però non fu possibile procedere perché più datati. L’eco che il servizio ebbe su quotidiani e social network diede impulso alle indagini dei carabinieri che portarono all’arresto del parroco nel maggio 2015. L’esigenza cautelare fu ritenuta necessaria per il pericolo di reiterazione del reato. A novembre 2014, peraltro, dopo il sequestro dei pc del prete, erano apparse scritte minatorie sui muri vicino alla chiesa in cui per anni Peschiulli aveva prestato la sua opera.

    La difesa, sostenuta dall’avvocato Roberto Cavalera, aveva chiesto l’assoluzione di don Peschiulli o in subordine il riconoscimento dell’ipotesi di minore gravità, richieste non accolte dal giudice. L’arcivescovo di Brindisi monsignor Domenico Caliandro ha fatto sapere che il sacerdote è stato dimesso dallo stato clericale, con decreto della Santa Sede dello scorso 3 dicembre. Il monsignore ha poi rinnovato la sua vicinanza epreghiera “per coloro che sono stati lesi da chi avrebbe dovuto, invece, guidarli al bene e farli crescere nelle virtù”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/28/brindisi-prete-pedofilo-condannato-a-3-anni-e-8-mesi-per-abusi-su-minori/2414536/

  • Abusi sessuali sui chierichetti: don Peschiulli condannato a tre anni e otto mesi di carcere

    Abusi sessuali sui chierichetti: don Peschiulli condannato a tre anni e otto mesi di carcere

    E’ stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato don Giampiero Peschiulli, sacerdote di Brindisi accusato di atti sessuali su minori. Peschiulli si trova agli arresti domiciliari dallo scorso di maggio, in una comunità di recupero per sacerdoti.
    Il pm, Giuseppe De Nozza, aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per ipotesi di abusi su due chierichetti che frequentavano la parrocchia di Santa Lucia, dove è rimasto a svolgere le funzioni di parroco fino agli ultimi mesi del 2014.
    Peschiulli, 73 anni, era stato smascherato dalla trasmissione Le Iene. L’inviato si era recato in chiesa e aveva cercato di incontrarlo. Il parroco si era però barricato all’interno aveva egli stesso contattato il 112. La notizia era stata riportata sui social network e vi erano stati numerosi commenti che avevano dato impulso alle indagini dei carabinieri di Brindisi. Sull’utenza del parroco erano state anche eseguite intercettazioni telefoniche. L’inchiesta nacque da una serie di commenti comparsi sulle pagine Facebook di Senza Colonne subito dopo il “blitz” delle Iene nella chiesa di Santa Lucia.
    La difesa aveva chiesto l’assoluzione di Don Peschiulli o in subordine il riconoscimento dell’ipotesi di minore gravità, richieste non accolte dal gup Giuseppe Licci che anzi ha maggiorato la pena rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero. Il sacerdote ha usufruito della riduzione di un terzo della pena per il rito abbreviato.

  • Condanna di don Peschiulli, l’arcivescovo: “Grande dolore, la Santa Sede lo ha già dismesso dallo stato clericale”

    Condanna di don Peschiulli, l’arcivescovo: “Grande dolore, la Santa Sede lo ha già dismesso dallo stato clericale”

    Sulla condanna di don Giampiero Peschiulli arriva la nota di commento dell’Arcidiocesi di Brindisi che annuncia la dismissione dallo stato clericale dell’ornai ex sacerdote.
    “L’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni ha appreso con dolore la notizia della sentenza relativa al caso Peschiulli.
    Al riguardo rinnova anzitutto la sua vicinanza e la sua preghiera per coloro che sono stati lesi da chi avrebbe dovuto, invece, guidarli al bene e farli crescere nelle virtù.
    Il procedimento canonico a carico dell’ex parroco si era già chiuso lo scorso 3 dicembre 2015, data in cui la Santa Sede ha decretato la sua dimissione dallo stato clericale. Anche per lui occorre pregare”.
    La dimissione dallo stato clericale (amissio status clericalis) è una sanzione disciplinare che viene comminata dalla Chiesa cattolica ai membri del suo clero.
    Il presbitero dimesso perde automaticamente i diritti propri dello stato clericale e non è più tenuto ai relativi obblighi. Perde, inoltre, la dignità e i compiti ecclesiastici e rimane escluso dall’esercizio del sacro ministero, né può avere un compito direttivo in ambito pastorale. Non può insegnare nei seminari, e negli altri Istituti dove sono presenti insegnamenti di discipline teologiche.
    Normalmente in questi casi si parla di ex-sacerdote sebbene, secondo il Codice di diritto canonico, essendo l’ordinazione un sacramento che conferisce un carattere, la condizione sacerdotale non viene mai perduta: Dopo essere stato validamente ricevuto, l’ordine sacro non può mai essere reso invalido.

  • Abusi su minori: vicinanza del consiglio pastorale al parroco sotto inchiesta

    Abusi su minori: vicinanza del consiglio pastorale al parroco sotto inchiesta

    Il consiglio pastorale e gli operatori pastorali della comunità parrocchiale di San Giustino de Jacobis, al rione Bozzano, esprimono “vicinanza” nei confronti di don Francesco Caramia, al centro di un’indagine per abusi su minori aperta dalla Procura della Repubblica di Brindisi. I fedeli hanno accolto con “incredulità e costernazione” la notizia dell’inchiesta

    BRINDISI – Il consiglio pastorale e gli operatori pastorali della comunità parrocchiale di San Giustino de Jacobis, al rione Bozzano, esprimono “vicinanza” nei confronti don Francesco Caramia, al centro di un’indagine per abusi su minori aperta dalla Procura della Repubblica di Brindisi. I fedeli hanno accolto con “incredulità e costernazione” la notizia dell’inchiesta, che vede impegnati i carabinieri della compagnia di Brindisi, coordinati dal pm Milto De Nozza.

    “Restiamo in attesa fiduciosa che, al più presto – si legge in un comunicato della comunità – il lavoro della magistratura palesi la verità dei fatti nel rispetto dovuto a tutte le persone coinvolte”.

    Nel manifestare vicinanza a don Francesco, quindi, si rimarca come mai il prelato “negli anni di ministero vissuti al servizio della comunità parrocchiale, ha evidenziato comportamenti che destassero sospetti tra gli operatori pastorali che quotidianamente frequentano la realtà parrocchiale”. Messaggi di solidarietà sono arrivati anche sulla pagina Facebook di don Francesco.

    “Impossibile. …non ci credo”, scrive un utente. E poi, fra i vari post pubblicati nella giornata odierna: “Ti aspettiamo quanto prima e a braccia aperte …… con le nostre preghiere ti siamo vicini e ti diamo forza”; “Don Francesco,sono certo della tua innocenza”; “In questo momento più che mai ti sono e ti siamo vicini”; “Ti mandiamo un abbraccio fortissimo nella speranza che come un raggio di sole ti possa scaldare il cuore e farti sentire tutto il nostro affetto”.

    C’è anche chi scrive frasi di incoraggiamento riguardanti il suo stato di salute. Giorni fa, infatti, don Franceco ha annunciato in chiesa che avrebbe dovuto rinunciare all’incarico per problemi di salute.

    Venerdì scorso, 11 dicembre, i carabinieri si sono presentati presso la sua abitazione, in parrocchia e in sagrestia per sequestrare computer e materiale informatico. Il tutto, ad eccezione di un pc, restituito al parroco nel giro di poche ore.

    Le indagini sono partite da un esposto di un pediatra. I fatti sui cui si sta focalizzando l’attenzione degli inquirenti risalgono a 5 anni fa. Don Francesco, difeso dall’avvocato Giancarlo Camassa, si dice del tutto estraneo ai fatti di cui è accusato e si è messo a disposizione degli investigatori mostrando un atteggiamento collaborativo.

    Sempre sul social network Fcebook, intanto, un paio di gruppi di ragazzi hanno posato reggendo un cartello con la scritta: “Testimone della verità”.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/abusi-su-minori-vicinanza-del-consiglio-pastorale-al-parroco-sotto-inchiesta.html