Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Cagliari

  • La registrazione di monsignor Mani:  “Andate a morì ammazzati”

    La registrazione di monsignor Mani: “Andate a morì ammazzati”

    “Andate a morì ammazzati, voi e il vostro proprietario, il giornale è un porcaio. Scrivete questo”. Giuseppe Mani, ex arcivescovo di Cagliari, risponde così a chi gli chiede un commento sulle vicende che riguardano la sua vecchia diocesi.

    In una telefonata di dieci minuti, l’ex arcivescovo condensa modi curiali e insulti ai cronisti. Dice di non sapere nulla della vicenda di don Pascal Manca: “È finito in carcere, come Gesù Cristo”. Poi spiega: “Non è vero che dirigo la curia cagliaritana da Roma”.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/16/l_ex_arcivescovo_mani_andate_a_mor_ammazzati_voi_e_il_vostro_gior-68-419186.html

  • PEDOFILIA : Arcivescovo Mani ai cronisti dell’Unione: “Andate a morire ammazzati”

    PEDOFILIA : Arcivescovo Mani ai cronisti dell’Unione: “Andate a morire ammazzati”

    Lo denuncia il cdr del quotidiano cagliaritano. Sulla vicenda è intervenuto anche il Gruppo cronisti sardi dell’Unci, che denuncia “le inaccettabili parole pronunciate dall’arcivescovo emerito di Cagliari.

    Ad un giornalista de L’Unione Sarda che lo ha interpellato in merito ai recenti fatti di cronaca che hanno interessato la Curia cagliaritana (con l’arresto di un prete accusato di abusi sessuali), l’ex arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, avrebbe risposto: “Il vostro giornale è un porcaio, andate a morire ammazzati”.
    Lo denuncia il Cdr del quotidiano sardo. “Dirò a tutti i parroci della Curia di invitare la gente a non comprare più L’Unione”, avrebbe aggiunto l’arcivescovo.
    Sulla vicenda è intervenuto anche il Gruppo cronisti sardi dell’Unci, che denuncia “le inaccettabili parole pronunciate dall’arcivescovo emerito di Cagliari. Da un lato l’arresto dell’ex parroco di Villamar per abusi sessuali su ragazzini, dall’altro la misteriosa autosospensione del parroco della Cattedrale di Cagliari, sullo sfondo quella che appare una guerra di potere tra le gerarchie ecclesiastiche, vecchie e nuove – afferma il coordinatore Maria Francesca Chiappe -. I cronisti sardi auspicano che monsignor Mani torni sui suoi passi e riprenda coi cronisti un dialogo costruttivo anche sui casi più difficili e le situazioni più complicate, nel rispetto dei ruoli”.

    “Il comitato di redazione e i giornalisti de L’Unione Sarda – si legge nel documento del Cdr – restano sbigottiti per le parole pronunciate dall’ex arcivescovo Giuseppe Mani contro il nostro collega, il nostro giornale e il nostro editore. Frasi ingiuriose e volgari che non ci saremmo mai aspettate da un sacerdote, alto esponente della Chiesa. Non è la prima volta che monsignor Mani attacca l’Unione Sarda, rea semplicemente di voler analizzare le notizie rispettando la verità dei fatti, ma stavolta ha superato tutti i limiti imposti dal buon gusto e dai corretti rapporti sociali. Tralasciamo ciò che sarebbe dovuto dal tono del suo ministero. Vale per l’ex arcivescovo come per chiunque altro la regola più semplice: le minacce e gli insulti non ci impediranno di svolgere il nostro lavoro nel rispetto dell’interesse dei lettori, quello per un’informazione corretta, completa e senza sconti per nessuno”, conclude il Cdr de L’Unione Sarda.

  • Chiesa tra pedofilia, veleni e arresti In campo gli ispettori del Vaticano

    Chiesa tra pedofilia, veleni e arresti In campo gli ispettori del Vaticano

    L’arresto di don Pascal Manca ha aperto una breccia. Accuse di pedofilia, diffamazioni, veleni, inchieste, arresti, ombre nel passato di alcuni sacerdoti, il giallo sull’allontanamento di don Alberto Manca da parroco della Cattedrale di Cagliari.

    Si espande a macchia d’olio l’inchiesta su pedofilia e dintorni. E tornano a galla vecchi “cold case” nati sull’asse Cagliari-Vallermosa-Mandas e forse archiviati troppo in fretta.

    C’è il tanto per scomodare gli ispettori del Vaticano che starebbero per arrivare nell’Isola per fare luce e tentare di riportare serenità nella comunità cattolica isolana.

    Sono settimane difficili per i vertici della Chiesa cagliaritana. L’ultimo sofferto conflitto è quello che si sta consumando all’interno della Cattedrale, nel cuore di Castello, a Cagliari. Un posto da sempre molto ambito. Tradizionalmente riservato a preti giunti a fine sacerdozio, dunque esperti e meritevoli di un riconoscimento per il loro servizio nella Chiesa. Ma anche una parrocchia dai tanti misteri come lo strano incidente stradale, nel 1988, in cui morì l’allora parroco don Antonio Pittau (mai del tutto chiarita) e il clamoroso furto, miliardario (in lire) di un ostensorio d’oro tempestato di diamanti e un boccale del Cellini.

    Nel 2009 un nuovo fatto di cronaca aveva riportato le attenzioni sulla Cattedrale: l’auto di don Alberto Pala, giovane parroco pronto per una brillante carriera (monsignor Giuseppe Mani lo aveva anche nominato direttore dell’ufficio liturgico Diocesano), era stata distrutta in un attentato incendiario. Il parroco aveva fatto il nome di Michele Piras, all’epoca diacono (mai nemmeno indagato per quella vicenda), diventato poi uno degli accusatori di don Pascal Manca. Lo stesso don Alberto al centro in questi giorni di una sospensione per motivi di salute che assomiglia molto a un allontanamento.

    Oggi don Pascal Manca, ex parroco di Villamar, trascorre il compleanno in carcere. Da una settimana si trova in una cella ad Uta con l’accusa di abusi sessuali su minori. Intanto un gruppo di cittadini di Villamar ha pronta una lettera da inviare a papa Francesco per chiedergli di fare luce ed individuare eventuali responsabilità «in una brutta vicenda dalla quale il paese si è ritrovato travolto». Nessun intento di condanna per il sacerdote. Ma bensì quello di individuare colpe ed omissioni dei superiori che, secondo il comitato spontaneo villamarese, pur a conoscenza dei fatti, non avrebbero agito. Dito puntato soprattutto contro l’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/15/cagliari_uno_007_del_vaticano_dopo_gli_scandali_in_parrocchia-68-418997.html

     

  • Abusi sessuali, un nonno minacciò don Pascal

    Abusi sessuali, un nonno minacciò don Pascal

    Il parroco di Villamar fu avvertito: «Se tocchi mio nipote ti ammazzo». Ma non si fece intimorire e continuò a molestare ragazzini.

    CAGLIARI. Il nonno di un ragazzino di Mandas l’aveva avvertito: «Non toccare il mio nipotino altrimenti ti ammazzo». Ma lui, il parroco quarantatreenne di origine belga Pascal Manca, l’aveva preso come lo sfogo di un vecchio. Così, a leggere la ricostruzione dei fatti contenuta nell’ordinanza di cutodia cautelare in carcere firmata dal gip Mauro Grandesso, il prete «incapace di controllare i propri impulsi sessuali» continuò imperterrito a invitare quindici-sedicenni nel suo appartamento, a drogarli con bibite in cui erano disciolte dosi pesanti di Delorazepam e ad approfittare della sonnolenza indotta dal farmaco per metter loro le mani addosso.

    Abitudine consolidata e nota, considerato che da Mandas e poi da Villamar dove si trasferì, erano partite segnalazioni ripetute, compresa la pesante minaccia lanciata dal nonno in un bar del paese. Persino le suore che gli compravano il sedativo si erano accorte che qualcosa non quadrava: Pascal consumava un flacone intero alla settimana, che a suo dire gli serviva per dormire.

    Invece i racconti dei ragazzi hanno messo il pm Liliana Ledda su una pista diversa e inquietante: non era don Pascal a prendere le gocce, ma le sue inconsapevoli vittime. Le invitava a casa, invariabilmente offriva coca-cola, aranciata o chinotto («l’acqua ho dimenticato di comprerla..») perchè il gusto mascherava l’amaro del sedativo, infine si sedeva al loro fianco sul divano e il resto è facile da immaginare.

    Si va dalle mani infilate sotto la maglietta, qualche volta con la scusa di spalmare un lenitivo. Ai jeans sbottonati per andare al di là delle semplici coccole paterne. Spesso i ragazzi non capivano, altre volte se la svignavano con un pretesto prima che le cose prendessero una piega sgradevole.

    Domani è previsto l’esame di garanzia: il sacerdote, arrestato avantieri e rinchiuso nel carcere di Uta nella stessa cella di un catechista condannato anni fa per violenza sessuali su minori, dovrà presentarsi davanti al gip Grandesso insieme al difensore, l’avvocato Luigi Concas. Parlerà o si rifugierà nel silenzio? A leggere l’ordinanza del giudice le domande non dovrebbero mancare, per quanto il pm Ledda abbia già scritto molte risposte.

    I capi d’imputazione sono tre, tutti riferiti al 609 bis aggravato: la violenza sessuale, il reato nel quale dopo la riforma sono stati accorpate tutte le fattispecie sessuali, come le molestie e gli atti di libidine. Stando agli atti disponibili il prete si sarebbe limitato a usare le mani, i dubbi sono legati al fatto che i ragazzi finiti inconsapevolmente nel suo harem avrebbero subìto le attenzioni in stato di sedazione.

    Per questo i ricordi sono nitidi solo in qualche caso, mentre i racconti coincidono perfettamente quando si tratta di descrivere lo scenario: la casa del parroco, la bibita col retrogusto amarognolo, il risveglio seguito da uno stato confusionale. Infine i rimproveri di don Pascal a chi riusciva a uscire dalla sua orbita.

    C’è poi il capitolo delle immagini pornografiche, che Pascal – secondo l’accusa – trasmetteva ad alcuni ragazzi via sms. Qualcuno se l’era cavata spiegando al parroco che il cellulare era rotto, altri facevano finta di nulla. Ma per capire quanto materiale imbarazzante – e illegale – sia stato manipolato dal sacerdote indagato bisognerà attendere l’esame dei tre cellulari, del tablet e dei due notebook sequestrati il 20 aprile scorso durante la perquisizione della sua casa.

    Pochi giorni dopo Pascal ha acquistato un biglietto aereo per Barcellona, che ha indotto il gip a valutare a suo carico un evidente pericolo di fuga e di conseguenza la misura della custodia in carcere. (m.l)

  • Pedofilia, sabato interrogatorio parroco

    Pedofilia, sabato interrogatorio parroco

    (ANSA) – CAGLIARI, 7 MAG -Don Pascal Manca dovrá presentarsi sabato mattina davanti al Gip del Tribunale di Cagliari, Mauro Grandesso, per l’interrogatorio di garanzia. Arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata su ragazzini tra i 15 e i 16 anni, l’ex parroco di Mandas e Villamar si trova ora nella sezione speciale del carcere di Uta. Difeso dall’avvocato Luigi Concas il sacerdote sarà sentito anche dal sostituto procuratore Liliana Ledda, titolare delle indagini sui presunti abusi sessuali compiuti dal prete sui ragazzini della parrocchia. È stata proprio il magistrato a chiedere e ottenere in tempi da record l’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha fatto scattare le manette ai polsi di don Pascal. Temeva che il sacerdote volesse scappare perché aveva prenotato un volo per Barcellona, ma anche una reiterazione del reato.
    IN INTERVISTA DISSE, “MI RITENGO INNOCENTE” – “Io ritengo di essere innocente. Non conosco ancora i fatti che mi vengono contestati. Non ho letto l’esposto anonimo contro la mia persona”. Sono le dichiarazioni rilasciate da don Pascal Manca, l’ex sacerdote di Villamar e Mandas arrestato ieri per violenza sessuale su minori, ai giornalisti de L’Unione Sarda il 22 aprile scorso, poco tempo dopo che i carabinieri gli avevano notificato l’avviso di garanzia e avevano perquisito la sua abitazione. Alla domanda se si ritenesse vittima di un complotto aveva preferito non rispondere, mentre aveva confermato che secondo lui si trattava di accuse ingiuste. “Faccio il parroco da una vita – aveva sottolineato – e sempre nella maniera più normale. Mi sono sempre trovato bene in qualsiasi comunità affidatami”. Aveva poi dichiarato di vivere la bufera piombata su di lui “serenamente, ma con molta sofferenza e tristezza nel cuore”.

    DON PASCAL IN CELLA CON CATECHISTA CONDANNATO PER ABUSI – E’ in cella nel carcere di Uta con il catechista condannato alcuni anni fa per abusi su minori, don Pascal Manca, l’ex parroco di Villamar e Mandas arrestato ieri per violenza sessuale nei confronti di alcuni ragazzini. Sabato 9, assistito dal suo legale, professor Luigi Concas, si presenterà davanti al Gip del Tribunale di Cagliari, Mauro Grandesso, per l’interrogatorio di garanzia. E potrebbe fornire la sua versione dei fatti, ribattere alle pesanti accuse che vengono mosse a suo carico. Il giudice nell’ordinanza scrive a chiare lettere che il sacerdote potrebbe reiterare i reati: “è un soggetto privo di scrupoli – si legge – e totalmente incapace di controllare i propri impulsi sessuali che lo spingono a porre in essere, senza alcuna remora, reati connessi alla sfera sessuale analoghi ai gravi fatti contestati”. Da qui la necessità della custodia cautelare in carcere. “Una misura di natura prescrittiva, anche quella degli arresti domiciliari – spiega il Gip – si pone in deciso contrasto con la mancanza di freni inibitori e la perversa familiarità con i crimini di offesa sessuale propria del Manca che realizza anche mediante l’utilizzo di strumenti di comunicazione”.

    OSSERVATORIO MINORI, GIUSTIZIA ALLE VITTIME – “Somministrare ai bambini sonniferi per agevolare l’abuso sessuale è da autentico criminale”. È il duro atto d’accusa del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in merito all’arresto in Sardegna di Don Pascal Manca, accusato di una lunga serie di abusi su ragazzini dai 12 ai 17 anni. “La finiscano adesso i soliti difensori d’ufficio di tirare fuori la ritrita tiritera della malattia – attacca Marziale – è tempo di finirla con attenuanti pseudo-scientifiche, è tempo di badare a garantire giustizia alle vittime e non impunibilità ai rei”. Il presidente dell’Osservatorio chiede anche l’intervento del Papa. “Un rispettosissimo richiamo al Santo Padre Francesco I, per sapere – spiega il sociologo – cosa stia facendo la famosa commissione di studio sulla pedofilia istituita in Vaticano, perché mentre Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.

    http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/07/pedofilia-sabato-interrogatorio-parroco_53b45f16-4ba9-4bc7-a316-803d5bbd4f49.html

  • Violenza sessuale sui ragazzini, parroco arrestato nel Cagliaritano

    Violenza sessuale sui ragazzini, parroco arrestato nel Cagliaritano

    Li seduceva promettendo regali e quando non bastava li sedava. Così don Pascal riusciva ad abusare dei ragazzini che frequentavano la parrocchia di Villamar: dodicenni e sedicenni che a lungo avevano subito le sue attenzioni morbose. Da quando è scoppiato lo scandalo lui ha sempre negato, ma questo pomeriggio i carabinieri lo hanno arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minori.

    L’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Cagliari ricostruisce diversi episodi e si basa principalmente sul pericolo di reiterazione del reato. Perché don Pascal Manca, 43 anni, è già recidivo: le prime contestazioni risalgono al 2012, quando era parroco a Mandas, altro paese della provincia di Cagliari.

    La storia allora era arrivata alle orecchie del vescovo ma era stata tenuta sotto silenzio e così il sacerdote era stato semplicemente trasferito a Villamar, 2800 abitati a una cinquantina di chilometri da Cagliari. Qui ci è cascato di nuovo e proprio da qui è partito l’esposto anonimo che ha fatto scattare l’indagine. La denuncia è arrivata ai carabinieri della stazione del paese e gli accertamenti hanno consentito ai militari di scoperchiare una storia orribile.

    Tutti gli episodi si sarebbero svolti nella canonica, ma i dettagli venuti fuori dagli interrogatori sono rigorosamente coperti dal segreto istruttorio. Anche per tutelare i ragazzini vittime degli abusi. Dalle indagini emerge solo un altro dettaglio: ai giovani corteggiati, don Pascal forniva spesso alcuni video porno che avevano come protagonisti atri ragazzini.

    Il sonnifero utilizzato per sedare le sue vittime, secondo i carabinieri, don Pascal se lo procurava nella farmacia di una casa di riposo gestita da una comunità di suore. Fingeva di avere problemi di insonnia e poi utilizzava quei farmaci per abusare dei ragazzini che frequentavano la parrocchia.

    Quando è scoppiato lo scandalo, nelle scorse settimane, l’arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, aveva deciso di sospendere il sacerdote e don Manca era stato costretto a lasciare in tutta fretta la parrocchia e il paese. Era sparito nel nulla e tutti erano convinti fosse andato via dalla Sardegna per evitare l’arresto ma questo pomeriggio i carabinieri lo hanno trovato a casa della famiglia in un altro paese della provincia.

    http://www.lastampa.it/2015/05/06/italia/cronache/violenza-sessuale-sui-ragazzini-parroco-arrestato-nel-cagliaritano-PtFDVCHFYZJ9R1QeOGSmQK/pagina.html

  • Cagliari, abusi sessuali su quattro adolescenti: l’ex parroco finisce in carcere

    Cagliari, abusi sessuali su quattro adolescenti: l’ex parroco finisce in carcere

    Era stato già sospeso dalla Curia quando la notizia dell’indagine era circolata giorni fa. Ora don Manca è finito in carcere con l’accusa gravissima di pedofilia.
    I primi abusi, secondo i carabinieri, risalirebbero a tre anni fa quando don Pascal Manca, ex parroco di Villamar prestava servizio a Mandas, due piccoli centri del Cagliaritano.

    Nell’inchiesta coordinata dal pm Liliana Ledda emergono abusi su quattro ragazzini nel 2012 e nel 2014: due dodicenni nel primo caso, quando era ancora a Mandas, e due sedicenni a Villamar. Si parla di atti sessuali non completi. In tutte e due le comunità il parroco aveva a disposizione delle canoniche ed è proprio lì che si sarebbero consumati gli abusi. In alcune circostanze pare che abbia usato anche dei sonniferi per agire indisturbato.

    Tutto partì da una denuncia del 2012 : i carabinieri hanno cercato di riscostruire pazientemente gli episodi di pedofilia e il giudice ha optato per il carcere. Il sacerdote è stato portato nel penitenziario di Uta e al momento dell’arresto si trovava a Nuraminis, a casa dei genitori. C’erano già sospetti su di lui. Per questo era stato allontanato da Mandas e poi anche da Monserrato, dove era ospite di un altro parroco. Ma le perquisizioni personali, da cui spunta anche materiale pedopornografico, avevano destato una sollevazione tra i residenti che si sono ribellati alla presenza del sacerdote, così, alla fine, aveva trovato rifugio solo a casa dei parenti.

    L’esigenza di custodia cautelare, motivata dal gip di Cagliari, consiste nel timore che don Manca potesse fuggire o, peggio, reiterare il reato.

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/cagliari_abusi_sessuali_adolescenti_ex_parroco_don_pascal_manca_carcere/notizie/1338119.shtml

  • Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava

    Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava

    Dall’ordinanza di custodia cautelare emergono le storie raccontate dalle presunte vittime. Nei paesi dove don Pascal Manca aveva esercitato il suo ministero veniva notato come si accattivasse i maschi e scoraggiasse le fermmine dal frequentare la parrocchia

    VILLAMAR – In tanti sapevano degli abusi di don Pascal Manca, il sacerdote di 43 anni, parroco di Villamar  arrestato ieri dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di diversi ragazzini. Anche i vertici della chiesa erano stati informati.

    È quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Cagliari Mauro Grandesso su richiesta del pm Liliana Ledda, dove il sacerdote, che viene definito «un soggetto privo di scrupoli», visto che somministrava un farmaco potenzialmente dannoso a minori di 18 anni, e «incapace di controllare i propri impulsi sessuali».

    Sia a Mandas, dove il sacerdote era rimasto fino al 2012, che a Villamar in tanti avevano notato che al prete piaceva circondarsi di adolescenti maschi. Il fatto che trattasse male e allontanasse le ragazze non era sfuggito, così in molti avevano iniziato a farsi domande su questo comportamento. Troppe le stranezze, tanto che un nonno aveva affrontato il religioso intimandogli di non toccare più suo nipote. Molti sapevano, emerge dagli atti, che don Manca praticava massaggi ai giovani lasciati a torso nudo. E di questi comportamenti erano state informate anche le alte sfere della chiesa: una delle vittime, sentita dagli inquirenti, ha detto che – una volta compreso quello che gli era successo – aveva inviato una lettera a Roma e una a monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, dal quale avrebbe ricevuto rassicurazioni in merito a un suo intervento nella vicenda.

    Don Manca nei giorni scorsi era stato sospeso. I minorenni hanno riferito di essere stati sedati e di aver ricevuto foto e video pornografici. Il prete li invitava a fare gite, a mangiare la pizza o guardare la tv a casa sua. Ed è qui che, secondo le tante vittime sentite dagli inquirenti, che si sono consumati i fatti più gravi. Spesso il prete offriva alle sue vittime bibite – mai acqua che diceva sempre di non avere – che contenevano Delorazepam, farmaco simile al Lexotan ma più potente. I ragazzini poco dopo venivano colti da forte sonnolenza e si ritrovavano sul divano dove subivano gli abusi. Anche se semiaddormentati, i giovani ricordano e riferiscono qualche flash di quanto subito.

    Il sacerdote avrebbe poi inviato foto e video di carattere pornografico a più di un ragazzino. Uno di questi ha raccontato che per almeno tre mesi don Manca gli aveva mandato sul cellulare materiale di questo tipo ogni giorno. Lui, per cercare di farlo smettere, gli aveva raccontato di aver rotto il telefono e di non poter più ricevere i suoi messaggi, ma per tutta risposta il religioso gli aveva promesso un cellulare nuovo in regalo.

     

  • Villamar/ Parroco indagato per presunti abusi sessuali su minori, don Pascal: “Sono innocente”

    Villamar/ Parroco indagato per presunti abusi sessuali su minori, don Pascal: “Sono innocente”

    “Una preghiera alla nostra Madonna d’Itria, affinché dia tutto il sostegno a don Pascal in questo difficile momento di dura prova”. Recita così un post Facebook di una fedele del gruppo parrocchiale San Giovanni Battista di Villamar. Le indagini nei confronti di don Pascal Manca, avviate dalla procura di Cagliari a seguito di un esposto anonimo, riguardano i presunti abusi sessuali su minori che sarebbero avvenuti nel 2012 quando il religioso era titolare della parrocchia di Mandas. Il sacerdote intervistato da un giornale locale si difende: “Sono innocente, chi mi accusa non è nel giusto”. 

    La notizia, riguardo la perquisizione effettuata lunedì scorso dai carabinieri su ordine della procura di Cagliari nella residenza del parroco di Villamar don Pascal Manca, ha scosso un’intera comunità, la quale ancora incredula ha appreso la notizia dalle pagine di un giornale a diffusione locale. Nelle stesse pagine del quotidiano si legge che “nell’esposto (anonimo) arrivato in procura a Cagliari vengono ripercorsi i momenti in cui l’ex parroco di Mandas Pascal Manca avrebbe abusato sessualmente di alcuni ragazzini che frequentavano la chiesa. Don Manca, ora alla guida della parrocchia di Villamar, avrebbe offerto (i fatti risalgono al 2012) bevande con sostanze droganti ai ragazzi, tutti tra i 15 e i 17 anni. Poi, una volta storditi, li avrebbe palpeggiati”.

    La difesa 

    Don Pascal intervistato sempre dall’Unione Sarda si difende: “Io ritengo di essere innocente. Non ho una mia versione perché non conosco ancora i fatti che mi vengono contestati. Non ho avuto modo di leggere l’esposto anonimo contro la mia persona”. E alla domanda del giornalista che gli chiede come stia vivendo questa situazione, il parroco risponde: “Serenamente, ma con molta sofferenza e tristezza. Devo affrontare una situazione particolarmente difficile e imbarazzante”.

    La nota della diocesi di Cagliari

    “Nell’apprendere con sconcerto e dolore – si legge in una nota della diocesi di Cagliari- la notizia dell’indagine avviata a carico del sacerdote don Pascal Manca, accusato di abusi sessuali su minori, la diocesi desidera anzitutto esprimere la vicinanza e l’ascolto delle eventuali vittime con piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine”. Il comunicato invita anche i fedeli: “Alla preghiera e alla vigilanza” e “auspica che l’operato coscienzioso e prezioso dei sacerdoti e dei laici impegnati nel campo educativo possa continuare con la piena collaborazione delle famiglie e di tutta la comunità”.

    Le preghiere dei fedeli del gruppo Facebook della parrocchia

    “La nostra parrocchia di Villamar sta attraversando un difficile momento – scrive in un post una fedele – Tutti noi, questa mattina, abbiamo appreso dall’Unione Sarda la notizia delle pesanti accuse rivolte al nostro parroco don Pascal Manca. In attesa che la giustizia faccia luce su questi fatti, noi ci uniamo in preghiera davanti alla Santissima Madonna d’Itria, affinché sia luce e conforto al nostro parroco dal quale abbiamo visto solo bene”.

    M.C.

    http://www.ildemocratico.com/2015/04/23/villamar-parroco-indagato-per-presunti-abusi-sessuali-su-minori-don-pascal-sono-innocente/

  • “Don Pascal ci drogava per spogliarci” Villamar, indagine sul parroco

    “Don Pascal ci drogava per spogliarci” Villamar, indagine sul parroco

    Le accuse delle presunte vittime del parroco di Villamar sono contenute in un esposto alla procura della Repubblica.

    Drogati e molestati: nell’esposto (anonimo) arrivato in procura a Cagliari vengono ripercorsi i momenti in cui l’ex parroco di Mandas Pascal Manca avrebbe abusato sessualmente di alcuni ragazzini che frequentavano la chiesa.

    Don Manca, ora alla guida della parrocchia di Villamar, avrebbe offerto (i fatti risalgono al 2012) bevande con sostanze droganti ai ragazzi, tutti tra i 15 e i 17 anni. Poi, una volta storditi, li avrebbe palpeggiati.

    Tutti i dettagli sull’inchiesta e un’intervista al parroco – che respinge tutte le accuse – sull’Unione Sarda in edicola.