Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: cappuccini

  • Condannato per pedofilia l’arcivescovo di Guam

    Condannato per pedofilia l’arcivescovo di Guam

    Anthony Apuron era stato accusato di pedofilia. Si è concluso il processo del Tribunale apostolico di primo grado

    Anthony Sablan Apuron, arcivescovo di Agana, a Guam, 72 anni, è stato condannato in primo grado per abusi sessuali. Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici, ha emesso la sentenza di primo grado, dichiarando l’imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all’imputato le pene di cessazione dall’ufficio e il divieto di residenza nell’Arcidiocesi di Guam.

    Nel maggio 2016 l’arcivescovo americano venne accusato di aver abusato sessualmente di un uomo, Roy Taitague Quintanilla, all’epoca dodicenne, nel 1972, quando era ancora un semplice sacerdote. Apuron negò tali accuse, ma la vicenda portò a dimettersi dai loro incarichi alcuni membri di uffici diocesani.

    Appartenente all’Ordine dei frati minori cappuccini, si autosospese da ogni funzione dopo essere stato accusato di aver commesso abusi sessuali su minori.

    http://www.repubblica.it/vaticano/2018/03/16/news/condannato_per_pedofilia_l_arcivescovo_guam-191445017/

  • Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”

    Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”

    E’ accusato di avere approfittato di alcune fedeli durante delle “preghiere di guarigione”. Per i giudici non ci sarebbero più motivi validi, avendo già acquisito le testimonianze, per confermare gli arresti domiciliari.

    Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”.

    Torna libero (in attesa del processo) padre Salvatore Anello, il cappellano dell’ospedale Civico ed esorcista arrestato nell’ottobre 2016 con l’accusa di violenza sessuale e attualmente sotto processo. Il collegio della seconda sezione del Tribunale ha accolto la richiesta della difesa. Per i giudici, “dopo l’escussione di tutti i testi dell’accusa non ci sarebbero più le esigenze cautelari” che lo hanno tenuto finora ai domiciliari.

    Padre Anello, secondo l’accusa, teneva incontri di preghiera per ottenere la “guarigione e liberazione dai demoni”. Durante questi riti avrebbe abusato di donne in difficoltà. A fare scattare le indagini è stata la denuncia di una donna e delle sue figlie.

    “Ci riceveva – ha raccontato una delle presunte vittime – sempre nella stessa stanza all’interno del convento dei Cappuccini, e ci faceva accomodare su due sedie distinte. Padre Anello aveva l’abitudine, durante la preghiera, di imporre le mani, partendo dalle cosce. Cosa che fece anche quella volta. Iniziò con una mano a toccarmi alternativamente le cosce, per poi passare sulle natiche. Poi iniziò a palparmi la schiena, a mettermi la mano sotto la maglietta e strusciarla sulle spalle, fino a infilarla dentro i pantaloni, fin dentro gli slip, quasi fino all’ano. Poi mi mise la mano dentro il reggiseno sfiorandomi i seni”. Oltre ad Anello, fu arrestato l’ex colonnello dell’esercito Salvatore Muratore, già condannato in abbreviato a sei anni e due mesi.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/violenza-sessuale-padre-salvatore-anello-libero.html

  • Esorcismi a luci rosse e violenze sessuali, condannato a 6 anni l’ex colonnello Salvatore Muratore

    Esorcismi a luci rosse e violenze sessuali, condannato a 6 anni l’ex colonnello Salvatore Muratore

    Così ha deciso il giudice per Salvatore Muratore, accusato di violenze sessuali celate dietro le “preghiere di guarigione”. Uno dei cinque episodi contestati è stato derubricato in tentata violenza sessuale. A scoperchiare il caso la denuncia di due ragazze e della madre.

    Condannato a sei anni e due mesi l’ex colonnello dell’esercito accusato di violenze sessuali. Così ha deciso nella sentenza di primo grado il gup Marco Gaeta, davanti al quale si è celebrato il processo – con il rito abbreviato – di Salvatore Muratore. Uno dei cinque episodi contestati è stato derubricato da violenza sessuale in tentata violenza sessuale. Il pm Giorgia Righi aveva chiesto 10 anni (pena già ridotta per l’abbreviato). Coinvolto anche il frate Salvatore Anello che sarà giudicato separatamente.

    Le indagini sulla vicenda sono iniziate nell’aprile del 2016 dopo la denuncia di due ragazze minorenni e della madre, che avevano raccontato agli investigatori delle strane “preghiere di liberazione” alle quali si erano dovute sottoporre per cacciare il diavolo dal loro corpo. Con questa scusa, però, l’ex militare le avrebbe palpeggiate e le avrebbe convinte a toccarsi in sua presenza le parti intime dicendo che altrimenti non si sarebbero liberate. Nel corso del processo di oggi il giudice ha escluso per Muratore, difeso dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Paolo Libassi, l’aggravante dell’aver commesso gli abusi in qualità di appartenente alle forze dell’ordine.

    Gli investigatori, mentre cercavano conferme e nuove vittime, sono arrivati anche a padre Salvatore Anello della parrocchia dei cappuccini ed ex cappellano dell’ospedale Civico, il quale non era stato riconosciuto dalla diocesi palermitana quale esorcista ma che si dilettava con le “preghiere di guarigione”. Dopo gli accertamenti effettuati dalla polizia giudiziaria della polizia di stato presso la Procura dei Minori entrambi sono stati arrestati alla fine di ottbre 2016. A incastrarli il racconto delle donne che si erano affidate a loro e alcuni sms dal contenuto inequivocabile.

    Il giudice ha inoltre riconosciuto alle parti civili, quattro donne e due minorenni difese dell’avvocato Antonella Arcoleo, una provvisionale da 5 mila euro l’uno, condannando l’imputato al pagamento delle spese processuali e rinviando al giudice civile per la quantificazione del risarcimento danni.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/violenze-sessuali-condannato-colonnello-salvatore-muratore.html

  • Abusi, prete ridotto allo stato laicale

    Abusi, prete ridotto allo stato laicale

    L’uomo,un 77enne dell’ordine dei Cappuccini si trova ora ospite in un convento in Svizzera interna. Avrebbe commesso abusi sessuali su diversi bambini.

    A causa di abusi sessuali, ormai prescritti, su bambini, un prete dell’ordine dei Cappuccini è stato ridotto allo stato laicale dalla Congregazione per la dottrina della fede con sede in Vaticano. Lo indica una nota di Kathpress, l’agenzia stampa cattolica con sede in Austria.

    L’uomo si trova ora ospite di un convento di Cappuccini della Svizzera tedesca. Vista l’età, 77 anni, e lo stato di salute precario, l’ex prete e l’ex cappuccino continuerà a vivere in convento.

    Il caso del prete pedofilo è scoppiato come una bomba lo scorso febbraio in seguito alla pubblicazione di un libro redatto da una sua vittima, il friburghese Daniel Pitter di 58anni, con la prefazione di papa Francesco.

    http://www.gdp.ch/svizzera/abusi-prete-ridotto-allo-stato-laicale-id172474.html

  • Australia, quattro mesi di carcere per un ex prete: ha abusato di una bambina di 8 anni

    Australia, quattro mesi di carcere per un ex prete: ha abusato di una bambina di 8 anni

    Nel 1974 ha abusato nel presbiterio di una bambina di 8 anni, minacciandola di “finire all’inferno se avesse mai raccontato a qualcuno dei loro incontri”. Anthony Colbourne, ex prete australiano oggi 75enne, è stato condannato solo nei giorni scorsi a 4 mesi di carcere con una sentenza storica.

    Quattro mesi di prigione. Questa la pena stabilita da un tribunale australiano nei confronti di un prete cattolico, oggi 75enne, condannato per aver molestato e minacciato più volte una bambina di 8 anni. I fatti risalgono al 1974, ma la sentenza nei confronti di Anthony Colbourne è arrivata soltanto nei giorni scorsi. L’uomo avrebbe abusato in quattro diverse occasioni della piccola nel presbiterio e nel suo ufficio, convincendola che sarebbe andata dritta all’inferno se avesse raccontato a qualcuno di quei loro incontri. Dopo sofferenze e soprusi, la ragazza, una volta compiuti i 14 anni d’età, avrebbe raccontato tutto alla madre, che però non le ha creduto.
    Colbourne è stato fermato dalla polizia soltanto nel maggio del 2016, dopo che la vittima, ormai adulta, lo ha denunciato alla Commissione Reale per l’abuso sessuale di minori. Stando a quanto raccontato dalla donna agli inquirenti, il prete l’avrebbe costretta ad accarezzarlo perché “era una brava ragazza, che sarebbe andata in paradiso insieme alla mamma e al papà. Ero convinta – riporta la stampa locale – che i sacerdoti fossero persone vicine a Dio e che si dovesse fare come loro ordinavano”.

    Il prete, che è stato rimosso dalle sue funzioni più di un anno fa, ha vissuto fino a oggi in isolamento in un convento di frati cappuccini di Melbourne, sostenuto dalla sua comunità durante tutto l’iter giudiziario. Il giudice che si è occupato del caso ha dichiarato alla stampa locale che l’uomo ha mostrato di essere pentito di quanto fatto negli anni della sua giovinezza e di aver molto sofferto in seguito al suo allontanamento dalla chiesa. Nonostante goda di buona salute, ha ricevuto una condanna a 18 mesi di prigione, che però sarà sospesa dopo soli quattro mesi dietro le sbarre. Una pena minima, secondo molti, per gli abusi compiuti.

    http://www.fanpage.it/australia-quattro-mesi-di-carcere-per-un-ex-prete-ha-abusato-di-una-bambina-di-8-anni/

  • Violenza sessuale, mercoledì al via a Palermo il processo a padre Anello

    Violenza sessuale, mercoledì al via a Palermo il processo a padre Anello

    PALERMO. Comincerà mercoledì prossimo, davanti alla seconda sezione del Tribunale di Palermo, il processo a padre dei Cappuccini Salvatore Anello, conosciuto come guaritore ed esorcista, e un ufficiale dell’esercito, il colonnello Salvatore Muratore, uno degli animatori più attivi della comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo di Palermo.

    I due, arrestati a ottobre scorso, sono accusati di violenza sessuale. Il sacerdote, che faceva anche da cappellano all’ospedale Civico, è accusato in particolare di aver palpeggiato due donne e tre minorenni che si erano rivolte a lui per essere aiutate. Fra riti e benedizioni avrebbe commesso violenze. Poi, il racconto di una vittima ha infranto il muro dell’omertà.
    Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Giorgia Righi e del procuratore aggiunto Salvatore De Luca, il carabiniere avrebbe invece approfittato di quattro donne e di una minorenne che si trovavano in uno stato di fragilità psicologica. “Io faccio preghiere di guarigione”, avrebbe detto. Le violenze sarebbero avvenute nelle abitazioni delle vittime.
    Nell’atto d’accusa della procura c’è anche il racconto di una dodicenne, affetta da epilessia: “In quei momenti – dice – quando padre Anello mi toccava nelle parti intime, provavo a respingerlo, pensavo che era sbagliato, che era malato. Mi diceva: “Guarisci o ti benedico”, ma credo che in quelle parti del corpo non ci sia nulla da guarire. La percepivo come una cosa ingiusta”.

    http://palermo.gds.it/2017/05/12/violenza-sessuale-mercoledi-al-via-a-palermo-il-processo-a-padre-anello_664732/

  • Esorcismi a luci rosse, chiuse le indagini: chiesto giudizio immediato per padre Anello

    Esorcismi a luci rosse, chiuse le indagini: chiesto giudizio immediato per padre Anello

    La Procura ha avanzato la stessa richiesta per Salvatore Muratore, tenente colonnello del Genio militare. I due vennero arrestati lo scorso ottobre con l’accusa di violenza sessuale ai danni anche di alcune minorenni

    Col pretesto di allontanare il demonio o il malocchio attraverso particolari esorcismi, avrebbero violentato diverse donne e ragazzine. La Procura adesso ha chiuso le indagini e chiesto il giudizio immediato per padre Salvatore Anello, della parrocchia dei Cappuccini, nonché cappellano dell’ospedale Civico, e per Salvatore Muratore, tenente colonnello del Genio militare e guida spirituale in servizio alla Caserma Turba. I due vennero arrestati lo scorso ottobre con l’accusa di violenza sessuale ai danni anche di alcune minorenni e se il gip accoglierà l’istanza del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Giorgia Righi, il processo potrebbe iniziare in tempi brevissimi.

    Le testimonianze delle presunte vittime, tutte particolarmente fragili o affette da gravi patologie, non lasciavano tanto spazio alla fantasia: gli indagati, promettendo loro la salvezza o la guarigione, le avrebbero costrette a rapporti sessuali anche completi, raccontando che così avrebbero scacciato il demonio. Muratore e Anello parlavano di “preghiere di liberazione”, ma in realtà – secondo l’accusa – abusavano delle persone che si erano rivolte a loro per avere un aiuto o un po’ di conforto.

    “Mi faceva stare completamente nuda – ha raccontato agli inquirenti una sedicenne, parlando del militare – mi diceva che per liberarmi dovevo stare così. Quando lui mi toccava io iniziavo a gridare e a graffiarmi, era come se sentissi nell’immaginario che combattevo contro qualcosa che era dentro di me. Muratore mi aveva messo questa convinzione in testa”. Alla ragazza l’indagato avrebbe anche detto che palpeggiamenti e rapporti orali sarebbero serviti per permetterle di prendere “l’energia positiva da lui, diceva che serviva per superare i traumi, che le mie sensazioni negative erano concentrate negli organi genitali e quando mi avvicinavo a lui iniziavo a gridare, come se il demonio uscisse”.

    I racconti delle presunte vittime si somigliano tutti. Nessuna di loro, né adulta né adolescente, è riuscita a spiegare agli inquirenti come mai non riuscisse a resistere alle pressioni del prete e del militare. Su di loro gli indagati avrebbero avuto un potere “ipnotico”.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/abusi-padre-anello-salvatore-muratore-chiusura-indagini.html
  • Caso Anello e abusi sessuali in chiesa, i preti sapevano e non hanno denunciato

    Caso Anello e abusi sessuali in chiesa, i preti sapevano e non hanno denunciato

    C’è chi aveva saputo qualcosa, aveva sentito lamentele su alcuni atteggiamenti inequivocabili da parte di un militare e di un frate cappuccino, ma ciò nonostante diversi parroci non hanno parlato, non si sono rivolti né alle autorità giudiziarie né a quelle ecclesiastiche. Intanto lunedì si è svolto l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto del colonnello Salvatore Muratore e del cappellano del Civico Salvatore Anello. Tre ragazzine di 12, 13 e 16 anni hanno confermato in Procura le scabrose circostanze in cui si sono trovate. Il frate cappuccino, pur non essendo stato riconosciuto dalla diocesi palermitana quale esorcista, si dilettava nelle preghiere di guarigione. Riceveva le fedeli nei locali della chiesa dei Cappuccini e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe allungato le mani, facendole scivolare sotto le magliette e i pantaloncini di donne fragili e ragazzine indifese.

    In una città già macchiata da diverse storie di abusi sessuali legate a uomini di chiesa, da padre Turturro a Borgo Vecchio a padre Nuvola e don Roberto Elice, un’altra inchiesta rischia di gettare fango sul mondo religioso palermitano. Dove però – è giusto sottolineare – la stragrande maggioranza dei preti svolge un lavoro fondamentale, soprattutto nelle periferie a volte dimenticate dalle amministrazioni. In questo caso a infrangere il muro dell’omertà sono state alcune delle vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare, di rivolgersi alla giustizia fornendo un input fondamentale per l’avvio delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria della polizia di stato presso il tribunale dei Minori. Dopo il racconto di una donna sono stati contattati e convocati numerosi preti che predicano nelle chiese palermitane e non solo. Una di loro decise di non recarsi più agli incontri con padre Anello, rivolgendosi a quel punto a Fra Benigno della chiesa dei Frati Rinnovati di via alla Falconara, guida per gli esorcisti in Sicilia. Di fronte al racconto della donna avrebbe ammesso di aver già sentito lamentele sul conto di padre Anello.

    Raggiunto da PalermoToday ha subito negato ogni tipo di collaborazione per fare chiarezza sulla vicenda: “Non ho alcuna intenzione di parlarne o rilasciare interviste”. Stessa risposta è arrivata dall’Arcidiocesi palermitana guidata da monsignor Corrado Lorefice che, per bocca dell’ufficio stampa, non si è voluto esprimere sull’argomento: “Queste presunte storie di abusi hanno riguardato un frate dei Cappuccini. Se volete risposte dovreste rivolgervi al loro ordine provinciale”. Per l’arresto di don Elice invece l’arcivescovo si è detto fortemente addolorato, sia per le vittime che per la comunità ecclesiale. La dirigenza dell’ospedale Civico di Palermo, appresa la notizia, ha subito sospeso la convenzione da 20 mila euro. L’ordinario diocesano, il monsignor Giuseppe Oliveri, a stretto giro di posta ha quindi nominato al suo posto il reverendo padre Enrico Miranti.

    Nell’inchiesta emerge come le fragili vittime abbiano deciso in ultima istanza di rivolgersi a un prete per scacciare un presunto “malocchio” o il “demonio”. Sarebbe questo il pretesto adottato dal frate cappuccino, stando alle parole riferite al gip Gabriella Natale con a fianco una psicologa, mentre nella stanza accanto c’erano in ascolto il sostituto procuratore Giorgia Righi e gli avvocati della difesa. Nella stessa giornata, mentre le coraggiose e giovani vittime hanno deciso di vuotare il sacco e collaborare, padre Anello ha preferito rinunciare alla possibilità di essere ascoltato.

    Durante le indagini di polizia giudiziaria, come si evince anche dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono saltati fuori i nomi di diversi “ministri reliogiosi”, da Palermo a Caltanissetta, passando per Prizzi e anche per la capitale. In un paesino alle porte di Roma c’è un prete, precedentemente in servizio presso la chiesa di San Giuseppe ai Teatini di Palermo, che era stato contattato telefonicamente da una donna che chiedeva supporto. “Le ho consigliato di rivolgersi alla polizia, ma questo ha spaventato la donna – spiega – che temeva di scatenare un terremoto in famiglia rischiando di perdere il marito. Ho chiesto un appuntamento all’arcidiocesi ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. Di fatto, però, non arrivò alcuna denuncia. Una vittima si era rivolta anche a un prete della zona Noce che, in prima battuta, si era offerta di accompagnarla salvo poi sparire e farsi sentire nuovamente per sconsigliare la denuncia fornendo garanzie su “percorso di purificazione” intrapreso dal peccatore.

    Altre delle risposte ricevute dai preti chiusi nelle loro sagrestie lasciano spiazzati. “Non rilascio alcuna intervista, ma posso dire di aver ascoltato la donna e basta. Le ho anche spiegato che in ciò che era accaduto non c’era il segno di Gesù. Ma non è della mia diocesi – spiega un prete nisseno – e non è nel mio stile invitare a denunciare. Mi sono limitato a dare un consiglio, poi ognuno è libero di fare ciò che crede”. Un altro parroco del Palermitano che era venuto a conoscenza dell’accaduto, si è appellato impropriamente al “segreto confessionale”: “Sono stato contattato da un altro prete e ho ascoltato questa donna. Ho cercato di darle aiuto, ma non possiamo riferire nulla alle autorità. Tutto dipende dalla volontà di chi è coinvolto”.

    Nessuno tra coloro i quali erano venuti a conoscenza dell’accaduto ha ritenuto necessario fare un passo in più, richiedendo un incontro urgente con l’arcivescovo o recandosi in Procura per collaborare alle operazioni di polizia e permettere che i due uomini venissero fermati. L’inchiesta, ancora nella sua fase iniziale, rischia di diventare solo un altro caso della lunga lista redatta da Rete L’Abuso onlus, associazione presieduta da Francesco Zanardi: “Sono circa 130 i preti condannati negli ultimi 15 anni e circa un centinaio quelli ancora sotto indagini. L’Onu nel 2014 ha emesso una sentenza pesante nei confronti del Vaticano, chiedendo di rivedere la regolamentazione. Ma in tal senso il Governo è rimasto immobile. Oggi un uomo di chiesa non può denunciare alle autorità ma deve rivolgersi prima ai suoi superiori, ai quali poi spetterebbe il compito di rivolgersi a polizia e magistratura. Con la nostra associazione  stiamo pressando per far inserire l’obbligo di denuncia“.“

    http://www.palermotoday.it/cronaca/esorcismi-abusi-sessuali-padre-anello-muratore-retroscena.html

     
  • Un’altra ragazzina si dice violentata da padre Anello durante la preghiera della guarigione

    Un’altra ragazzina si dice violentata da padre Anello durante la preghiera della guarigione

    Spuntano nuovi casi di violenza sessuale contro padre Salvatore Anello, il frate cappuccino finito in carcere insieme al tenente colonnello Salvatore Muratore nell’inchiesta su esorcismi e violenze sessuali.
    Le loro posizioni si aggravano anche perchè spuntano nuovi casi non riportati nell’ordinanza che li aveva portati al Pagliarelli.
    Il frate è indagato per un nuovo episodio, un abuso ai danni di una ragazzina di 16 anni che accusava disturbi nervosi.
    I genitori pensavano che ci volesse un sacerdote e non un dottore e hanno scelto il prete dei cappuccini. Padre Anello, secondo la ricostruzione degli investigatori, le ha riservato lo stesso trattamento denunciato dalle altre vittime.
    Palpeggiamenti nelle parti intime durante una cosiddetta «preghiera di guarigione», un rito che si sarebbe svolto in una stanza attigua alla chiesa dei Cappuccini.
    La minore ha raccontato tutto ai familiari che poi si sono presentati agli agenti della sezione di polizia giudiziaria del tribunale per i minorenni, titolari dell’ inchiesta sul sacerdote.
    Questo episodio, come scrive il Giornale di Sicilia, non era stato contestato nell’ordinanza di custodia a carico del prete, dato che quando è emerso gli atti erano già stati spediti al giudice per le indagini preliminari.
    Il contesto e le circostanze sembrano essere molto simili alle altre violenze addebitate al sacerdote.
    Genitori con istruzione modesta, che con ogni probabilità hanno scambiato un disturbo nervoso con una presunta possessione diabolica.
    E poi il comportamento del sacerdote. La giovane accolta dentro una stanza a pochi passi dalla parrocchia di piazza Cappuccini, il «rituale liberatorio» che prevedeva preghiere ma anche palpeggia menti, in questo caso sul seno e sul fondo schiena.
    Tutti atti necessari, sosteneva il prete, per cacciare via il demonio dal corpo della minore, ma che per l’accusa costituiscono dei veri e propri abusi sessuali.
    Riguardo alle accuse, il prete fino ad oggi non ha mai fornito la sua versione dei fatti. Quando è stato interrogato dal giudice subito dopo l’ arresto, ha preferito restare in silenzio. I poliziotti durante la prima fase delle indagini lo avevano però sentito come persona informata sui fatti.
    Stavano svolgendo accertamenti sul tenente colonnello Muratore, una sorta di «esorcista fai da te» accusato di cinque violenze. E dopo una serie di interrogatori di fedeli e loro familiari era saltato fuori il nome di padre Anello. Convocato dagli agenti, il suo atteggiamento a quanto pare lasciò alquanto perplessi gli investigatori. Sarebbe apparso nervoso e reticente, ansioso di andare via.
    Avrebbe anche detto che durante i riti era normale toccare ripetutamente i fedeli e anche questo dettaglio non convinse affatto i poliziotti. Così scattarono le indagini pure sul suo conto e con il passare dei giorni saltarono fuori le testimonianze di alcune donne che misero a verbale la loro esperienza con il sacerdote.
    Ad alcuni di questi rituali hanno assistito parenti e in un caso anche un fidanzato della presunta posseduta. Sia lei che lui hanno poi raccontato agli investigatori le invocazioni del frate cappuccino e subito dopo i massaggi con un non meglio precisato olio miracoloso e poi i palpeggiamenti ed i veri e propri abusi. Oltre alle vittime delle violenze, i poliziotti hanno ascoltato anche diversi religiosi con i quali le donne si erano confidate. Tutti hanno ammesso di avere ricevuto queste confidenze, ma nessuno aveva mai contattato gli investigatori e adesso la loro posizione è al vaglio degli inquirenti.
    Gli accertamenti della Procura – l’ inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dal sostituto Giorgia Righi – sono ancora in corso e non è escluso che si possa optare per un incidente probatorio, in cui eventualmente cristallizzare le dichiarazioni delle presunte vittime. È probabile che, come spesso accade con i reati di cui sono accusati Muratore e Anello, al termine delle indagini il pubblico ministero opti per una richiesta di giudizio immediato, che riduca i tempi del processo, consentendo di saltare l’ udienza preliminare.
    I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’ interrogatorio seguito al loro arresto e allo stato non si conoscono eventuali ricostruzioni alternative a quelle (gravissime) sostenute dalla Procura.

    http://palermo.blogsicilia.it/unaltra-ragazzina-violentata-da-padre-anello-durante-la-preghiera-della-guarigione/362743/

  • Esorcismi a luci rosse a Palermo, scambio di foto: “Il prete arrestato non sono io”

    Esorcismi a luci rosse a Palermo, scambio di foto: “Il prete arrestato non sono io”

    L’immagine di padre Spatola pubblicata al posto di quella del frate cappuccino arrestato per violenza sessuale: “Da due settimane la mia vita è un inferno”

    Da due settimane la sua vita è diventata un inferno a causa di una vaga rassomiglianza con un suo confratello coinvolto in una brutta storia di esorcismi e violenza sessuale. La foto di padre Domenico Spatola, 67 anni, frate del convento dei Cappuccini di Palermo, è stata scambiata con quella di padre Salvatore Anello, 59 anni, arrestato il 21 ottobre scorso dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di alcune donne che avrebbe dovuto “liberare” dal demonio. L’immagine di padre Spatola è stata pubblicata da alcune riviste e da siti di informazione on line, nonostante l’immediata smentita che dava conto dell’errore di persona e la diffusione della vera foto dell’arrestato.

    Adesso
    il religioso ha avviato una battaglia legale per difendere il proprio diritto all’immagine e chiedere alle testate una rettifica. “Il mio intento – spiega Padre Spatola – è sopratutto quello di impedire che la mia immagine continui ad essere associata con quella dell’arrestato. Per questo motivo invito le testate che già lo hanno fatto a pubblicare la dovuta rettifica e agli organi di informazione di non utilizzare la mia foto per evitare ogni equivoco”.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/11/02/news/esorcismi_a_luci_rosse_a_palermo_scambio_di_foto_il_prete_arrestato_non_sono_io_-151147471/