Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Carrara

  • Libero il prete accusato di pedofilia. Per lui campane a festa

    Libero il prete accusato di pedofilia. Per lui campane a festa

    Grande festa a Turano per la fine dei domiciliari di Don Peretti

    Don Giuseppe Peretti, l’anziano parroco toscano accusato di pedofilia è stato liberato dagli arresti domiciliari. Una notizia accolta con enorme gioia nella sua parrocchia di Turano, che già si era distinta quando il caso era esploso per l’enorme solidarietà manifesta al suo sacerdote.

    FINE DEI DOMICILIARI – La liberta’ sono i pochi passi che dividono la canonica dalla chiesa. Don Giuseppe Peretti e’ tornato a percorrerli ieri sera, dopo due settimane di arresti domiciliari con l’accusa di aver molestato due ragazzine. I suoi parrocchiani di Turano, piccola frazione di Massa (Massa Carrara), lo hanno aspettato sulla soglia, per accoglierlo con abbracci, strette di mano e campane suonate a distesa. Che quel prete ottantatreenne possa aver approfittato di due adolescenti non ci credono proprio.Per don Peretti le porta della canonica, dove ha trascorso i domiciliari, si erano chiuse il 23 aprile, alla vigilia di Pasqua. Quel giorno gli agenti della squadra mobile gli hanno notificato l’ordine di custodia cautelare. Ad accusarlo sono due ragazzine di 15 e 16 anni, romene. Secondo la polizia, erano state costrette a prostituirsi dai fidanzati, anch’essi romeni e adesso in carcere. Agli investigatori, le due avevano fatto i nomi dei clienti – un extracomunitario di 68 anni e un gelataio, entrambi ancora ai domiciliari – e di don Peretti. Il prete avrebbe rivolto strane attenzioni – carezze e palpeggiamenti – alle due ragazzine, in cambio di qualche decina di euro e di un po’ di cibo. ‘Erano gesti fraterni e di carita’ – sostiene il difensore del parroco, Giacomo Bugliani – fraintesi da chi, purtroppo, nella vita e’ stato abituato solo ad altre attenzioni’.

    SCARCERATO CON FESTA – Ieri, dopo l’incidente probatorio, il gip di Genova ha scarcerato don Peretti. Che, una volta arrivato a Turano, ha subito raccolto i fedeli in chiesa: ‘E’ stata una croce pesante da sopportare’, ha detto dall’altare. Oggi per il sacerdote e’ stata una giornata ‘quasi’ normale. Ha portato la comunione agli infermi, ha passato qualche ora nella sua stanza. ‘Sono distrutto da questa vicenda, che si basa su fandonie, solo su fandonie’, si e’ sfogato. Le ragazzine ‘sono pilotate: dietro hanno persone che le costringono a fare quello che fanno’. Eppure, durante l’incidente probatorio, loro lo hanno riconosciuto: ‘Io no – ribatte il prete – Pero’ e’ vero che in canonica vengono tante persone e io dono soldi a tutti. Ma quei visi non mi dicono niente’. E poi c’e’ quel racconto fatto agli investigatori: ‘Hanno detto che ogni tanto andavano dal prete, che gli dava 10 o 15 euro – spiega il sacerdote – Puo’ darsi, lo faccio, e’ la carita’. E questa e’ la ricompensa? Hanno parlato di strane carezze. Ma quali carezze?’. In questi giorni di arresti domiciliari ‘ho pregato e sofferto moltissimo – spiega il sacerdote – I parrocchiani mi sono stati vicino. Tutti mi abbracciano, mi stringono. Ci sono persone che non frequentano la chiesa e che volevano organizzare una fiaccolata per me. Stasera ci saranno una messa e un incontro: ringraziero’ tutti uno ad uno, diro’ che li porto nel cuore’. Poi, singhiozzando: ‘Porto la croce sulle spalle, solo per dei gesti di carita’. (ANSA).

    http://www.giornalettismo.com/archives/124…ampane-a-festa/

  • Solidarietà la diocesi si dice sconcertata e difende il prete accusato di molestie

    Solidarietà la diocesi si dice sconcertata e difende il prete accusato di molestie

    Solidarietà la diocesi si dice sconcertata e difende il prete accusato di molestie

    Massa, 29 aprile 2011 – UNA DIFESA di don Giuseppe Peretti senza se e senza ma. A quasi una settimana di distanza dall’esplosione del caso di baby prostituzione che ha visto finire agli arresti domiciliari il parroco di Turano, che ha 83 anni, il noto gelataio di piazza Stazione Guerrino Della Bona, 67 anni, e un custode di nazionalità marocchina Mohammed Ouardi, 60 anni, la Diocesi apuana intierviene ufficialmente sulla vicenda con una lunta nota.

    «La Chiesa di Massa Carrara – Pontremoli — inizia il comunicato — , sconcertata dalla notizia che ha visto, proprio alla vigilia della Pasqua di Resurrezione del Signore, un proprio sacerdote sottoposto, per ordine dell’Autorità giudiziaria, agli arresti domiciliari, esprime a don Giuseppe Peretti i sentimenti della propria cristiana solidarietà. E’ al suo fianco nella preghiera e nella certezza che la sua innocenza verrà al più presto riconosciuta e che egli potrà ritornare alla guida della comunità di fedeli, alla quale da tanti anni dedica il suo impegno sacerdotale con dedizione e partecipazione».

    LA CHIESA di Massa Carrara – Pontremoli inoltre «confida nella capacità della Magistratura ed ha fiducia nella serietà e nella professionalità degli inquirenti. Auspica che la vicenda possa concludersi nel più breve tempo possibile e con la dichiarazione della piena estraneità ai fatti di don Peretti, da tutti conosciuto come sacerdote attento ai bisogni dei più deboli, a fianco degli emarginati, pronto a battersi per chi ha necessità ed ad offrire loro il suo sostegno, sia spirituale che materiale. Proprio questo suo modo di essere lo ha da sempre posto in prima linea a fianco degli altri, sia come parroco, sia come docente di religione o come sacerdote attento ai problemi dei carcerati ospiti nella casa di detenzione prossima alla sua parrocchia».

    INFINE la Chiesa di Massa Carrara – Pontremoli «ritiene doveroso evidenziare come le vicende di questi giorni, che tanto clamore stanno destando negli organi di informazione e, loro tramite, nell’opinione pubblica, non siano estranee ai rischi di chi è solito operare in prima linea sul fronte delle marginalità. Chi si impegna nella solidarietà, chi, per scelta e per missione, è solito aprire la porta di casa a quanti hanno bisogno, senza guardare chi essi siano, sa di correre dei rischi. Ma l’accoglienza, per la Chiesa e per il cristiano, è impegno ineludibile. Demanda ad un ruolo che non consente né mezze misure, né lascia troppo spazio a comportamenti di autodifesa che possono nuocere a quella missione di carità che, attraverso le mille forme dell’assistenza, passano attraverso le strutture diocesane, le parrocchie, le associazioni caritative, i singoli cristiani».

    «LA SOLIDARIETÀ — conclude la Diocesi — si esplica in atteggiamenti non in linea con i metodi di una società che vuole cercare nelle cose e nelle esperienze di vita o nei gesti delle persone non il segno della carità, ma gli effetti di un’etica del profitto, dove ciò che accade è esclusivamente frutto di un prezzo che si è pagato o si deve comunque pagare. Ma questi atteggiamenti non possono né devono essere confusi con forme morbose di molestia e, tanto meno, con ipotesi di reato».

    http://www.lanazione.it/massa_carrara/cron…onosciuta.shtml

  • Diocesi solidarizza con prete arrestato per pedofilia

    Diocesi solidarizza con prete arrestato per pedofilia

    28 apr. Lunga lettera della Diocesi di Massa Carrara e Pontremoli in solidarietà a Don Giuseppe Peretti, il parroco di Turano (frazione nel comune di Massa) agli arresti domiciliari per molestie sessuali contro due romene minorenni.

    «Le vicende di questi giorni, che tanto clamore stanno destando negli organi di informazione e nell’opinione pubblica – scrive la Diocesi – non sono estranee ai rischi di chi è solito operare in prima linea sul fronte delle marginalità. Ma questi atteggiamenti non possono nè devono essere confusi con forme morbose di molestia e, tanto meno, con ipotesi di reato». La Chiesa di Massa Carrara-Pontremoli si dichiara «sconcertata dalla notizia che ha visto, alla vigilia della Pasqua un proprio Sacerdote sottoposto, per ordine dell’ autorità giudiziaria, agli arresti domiciliari», ma anche certa «che la sua innocenza verrà al più presto riconosciuta, confidando nella capacità della Magistratura e nella professionalità degli inquirenti»

  • Prete arrestato nega accuse molestie, ragazze confermano

    Prete arrestato nega accuse molestie, ragazze confermano

    Prete arrestato nega accuse molestie, ragazze confermano
    Parroco di Turano interrogato oggi dal gip
    27 aprile, 18:24

    (ANSA) – MASSA (MASSA CARRARA), 27 APR – Si e’ dichiarato innocente don Giuseppe Peretti, il parroco di Turano (Massa Carrara), 83 anni, agli arresti domiciliari per presunte molestie sessuali nei confronti di due romene minorenni.

    Quest’ultime, sentite oggi dal pm, hanno confermato le loro accuse nei confronti del sacerdote e di altre due persone. Anche il parroco e’ stato ascoltato oggi dal gip per l’interrogatorio di garanzia e, come riportato dal suo legale, ha detto: ”Sono certo di non aver mai fatto quello di cui mi si accusa e di non averlo mai neanche pensato”.(ANSA).

  • Le lucciole “vicentine” fanno arrestare il prete

    Le lucciole “vicentine” fanno arrestare il prete

    INDAGINE. Sesso con minorenni, tre catturati dalla polizia in Toscana. Il parroco, 80 anni, avrebbe preteso prestazioni dalle ragazzine romene sfruttate da aguzzini
    27/04/2011

    Quelle ragazzine venivano costrette a prostituirsi dai loro aguzzini, che le offrivano a clienti di tutte le età. Prima di “lavorare” in Toscana, erano passate per Vicenza, ma non è chiaro se anche nella provincia berica fossero state obbligate ad avere rapporti sessuali a pagamento.
    Di certo, lo avevano fatto a Massa Carrara, dove la polizia, dopo aver arrestato due cittadini romeni, ha catturato anche tre loro clienti, fra cui un sacerdote. L’indagine, come è facile comprendere, in Toscana ha suscitato un vespaio.
    Agli arresti domiciliari, in virtù di un’ordinanza di custodia firmata dal tribunale di Genova, sono finiti sabato scorso don Giuseppe Peretti, 80 anni, parroco di Turano, piccola frazione del Comune di Massa; il marocchino Mohammed Ouardi, 60 anni, custode residente a Massa, e il commerciante Guerrino Dalla Bona, 67 anni, pure di Massa. Sono accusati di aver avuto rapporti sessuali con le ragazzine che hanno meno di 15 anni. In precedenza, la squadra mobile locale aveva già arrestato i cittadini romeni Neculai Marian Irimia, 18 anni, e Ion Roman, 28 anni, che secondo l’accusa favorivano e sfruttavano la prostituzione di alcune connazionali giovanissime e le offrivano a varie persone, fra cui appunto i tre arrestati che da quanto è emerso nel corso delle indagini erano a conoscenza della loro età.
    L’arresto dell’anziano parroco alla vigilia di Pasqua è stata una bomba, in zona. Sono intervenuti sia il vescovo che i fedeli, che hanno difeso l’operato di don Giuseppe: «È anziano e malato – ha detto il vescovo di Massa e Pontremoli monsignor Giovanni Santucci -. Conosco la sua moralità, il suo percorso umano e di carità. Sono sorpreso e perplesso. Spero che tutto si risolva alla svelta e senza problemi per la sua salute». I fedeli hanno tappezzato la chiesa di striscioni di solidarietà. I legali del sacerdote hanno parlato di errore giudiziario e di indagini «senza intercettazioni telefoniche, foto o filmati: la parola delle ragazze contro quella di don Giuseppe». Di certo, le giovani frequentavano la parrocchia perchè ricevevano spesso un pasto caldo.
    Le stesse ragazzine erano state identificate sia dalla polizia che dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, e avevano collaborato con gli inquirenti. Avrebbero spiegato di essere state costrette a subire le avances e gli abusi da parte di adulti e anziani dai due connazionali ai quali avrebbero poi dovuto consegnare quanto guadagnavano. Ora un troncone dell’indagine potrebbe spostarsi in Veneto, se è vero che le minorenni erano state prima nel Vicentino, come sarebbe emerso nel corso dell’inchiesta, e poi si erano trasferite al confine fra la Toscana e la Liguria. È tutto da capire se le ragazzine, ancora più giovani – il riferimento alla provincia berica è per i mesi scorsi – avessero avuto o meno rapporti sessuali a pagamento. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…stare_il_prete/


    Pedofilia, Don Giuseppe Peretti arrestato: le vittime confermano le accuse

    GENOVA – Hanno ricostruito i fatti davanti al sostituto procuratore della Repubblica di Genova, Sabrina Monteverde, le due romene minorenni che hanno accusato di abusi sessuali Don Giuseppe Peretti, 83 anni, sacerdote in una frazione di Massa (Massa Carrara) e altre due persone, un commerciante e un marocchino. I tre sono agli arresti domiciliari perche’ colpiti da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip genovese Silvia Carpanini. Le accuse sono quelle di avere intrattenuto rapporti sessuali dietro compenso. Al pm le ragazzine, che hanno anche proceduto al riconoscimento dei tre dalle foto, hanno raccontato dei palpeggiamenti subiti in parrocchia da parte dell’anziano parroco dietro compenso di un po’ di denaro e di qualche genere di conforto e dei rapporti sessuali avuti, sempre a pagamento, con gli altri due indagati. Avrebbero riferito che tutti e tre erano ‘clienti’ abituali, ma avrebbero avuto incontri anche con altre persone. Il denaro sarebbe stato poi consegnato a due connazionali, presunti fidanzati, che le avevano portate in Italia dal loro Paese. L’indagine sarebbe proprio partita dal fermo di questi ultimi, che ora si trovano in carcere. L’inchiesta era partita nel gennaio scorso. Gli interrogatori di garanzia del prete e del commerciante sono avvenuti stamani davanti al gip Carpanini. Il magrebino viene sentito a Massa, per rogatoria, su delega del gip Carpanini.

    27 aprile 2011 | 16:08

    www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…-accuse-836413/

  • Arrestato per le dichiarazioni di 2 ragazze ma è innocente’

    Arrestato per le dichiarazioni di 2 ragazze ma è innocente’

    L’avvocato Giacomo Bugliani spiega la posizione del parroco don Giuseppe Peretti recluso nella sua canonica

    Le parole del Vescovo: “Sono perplesso, concosco la sua moralità”

    Massa Carrara, 26 aprile 2011 – DISTRUTTO dal dolore per le pesanti accuse, don Giuseppe Peretti, parroco di Turano, guida della comunità neocatecumenale della frazione, si proclama innocente. Può parlare solo attraverso il suo avvocato, Giacomo Bugliani, perché la misura restrittiva a cui è sottoposto gli impedisce di avere contatti con l’esterno e quindi anche con il vescovo e i giornalisti. Oltre che con il suo difensore, può avere contatti in canonica solo con persone autorizzate dalla questura che si occupano della sua salute, della pulizia dei locali e della necessaria assistenza a un uomo ultraottantenne per mangiare e per altre incombenze. L’inchiesta che lo ha portato agli arresti domiciliari nella canonica la vigilia di Pasqua è collegata a un giro che ruota intorno a ragazze minorenni.

    Qual è l’accusa mossa al parroco?
    «E’ accusato di molestie — è l’avvocato Giacomo Bugliani a rispondere alle nostre domande — nei confronti di due ragazze romene minorenni».

    Cosa avrebbe commesso nei loro confronti?
    «Le due ragazzine di 16 e 17 anni affermano che in più occasioni ci siano stati tentativi di palpeggiamento e toccamenti».

    Quando sarebbero accaduti questi fatti?
    «Nei mesi di gennaio e di febbraio».

    Su cosa si basano le accuse?
    «Solo sulle dichiarazioni delle due minorenni. Le ragazzine dicono che entravano in canonica e che lì ci sarebbero stati i toccamenti. Nell’ordinanza le accuse sono vaghe. E non abbiamo altri atti».

    Don Peretti come risponde a queste accuse?
    «Dice che questi fatti non sono mai accaduti, che è innocente. La sua colpa è di avere sempre aperto a tutti la porta per fare l’elemosina».

    Ma come sono arrivati a lui?
    «Queste ragazze sono state trovate dalla polizia a compiere atti sessuali con altre persone. Essendo minorenni è stata aperta un’inchiesta in mano alla Procura di Genova. Interrogate su chi avessero conosciuto in Italia hanno fatto evidentemente anche il nome di don Peretti».

    Ed è stato arrestato per queste dichiarazioni?
    «Nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono riferimenti generici. Certamente la Procura non pensa a un tentativo di fuga. Ritengo quindi che si sia mossa così temendo la reiterazione del reato. Devo dire che non ravviso nessuna esigenza cautelare, che non ho capito la ratio di questo provvedimento».

    Come intende muoversi?
    «Farò tutto quello che è in mio potere. Appena potrò avere accesso agli atti presenterò istanza al tribunale della libertà».

    Secondo lei perché è finito in questa inchiesta don Giuseppe?
    «Non perchè abbia commesso i fatti che gli vengono contestati ma solo per estensione, probabilmente perchè le due ragazze lo hanno conosciuto bussando alla sua porta».

    Quando gli è stato notificato il provvedimento restrittivo?
    «Sabato all’alba quando era ancora a letto. Lo hanno portato in questura e io l’ho raggiunto lì».
    Come ha reagito?
    «Non sapeva cosa volessero. Ho trovato un uomo stupito che non aveva idea di cosa gli si fosse agitato intorno».
    Aveva mai visto le due minorenni?
    «Su questo non c’è certezza perchè non ha visto le foto delle due ragazzine. Lui apriva la porta e dava l’elemosina. E’ possibile che le abbia conosciute come no».

    A due giorni dall’arresto, come sta?
    «Isolato nella canonica, è un uomo distrutto, su cui pesa un’accusa infamante. Ma ha grande forza d’animo sapendo di essere innocente. Avendo problemi di cuore è stato visitato dal medico. Si sta curando ed ha bisogno di essere monitorato».
    Cosa pensano i parrocchiani e i sacerdoti della diocesi?
    «Ho ricevuto tantissime telefonate di attestati di stima da parte dei sacerdoti della diocesi. I parrocchiani la mattina di Pasqua, dopo la messa nella piazza antistante la canonica hanno cantato la sua canzone preferita e con striscioni gli hanno manifestato affetto e sostegno. Lui li guardava dalla finestra».

    Come ha passato la Pasqua?
    «Non potendo lasciare la canonica, ha celebrato lì la messa pasquale con le poche persone che possono stargli intorno».
    Conosce gli altri due arrestati?
    «Non sa chi siano, non ha avuto con loro nessun contatto».

    di ALBERTO SACCHETTI

    http://www.lanazione.it/massa_carrara/cron…iarazioni.shtml

  • Anziano sacerdote arrestato per molestie sessuali

    Anziano sacerdote arrestato per molestie sessuali

    Ha 83 anni Anziano sacerdote arrestato per molestie sessuali
    23 aprile 2011

    Massa – Gli agenti si sono presentati questa mattina nella parrocchia di una frazione di Massa (Massa Carrara) e davanti ai fedeli hanno consegnato all’anziano sacerdote, don Giuseppe Peretti, 83 anni, un ordine di custodia cautelare.

    Ad accusarlo «di molestie», ha poi specificato il suo difensore Giacomo Bugliani, sarebbero state due ragazze romene, di 16 e 17 anni. Il sacerdote è ora agli arresti domiciliari in canonica. Secondo quanto si è appreso le due minori frequentavano la parrocchia dove chiedevano e ricevevano soldi e pasti.

    Le ragazze, che avrebbero denunciato anche altre persone (al momento sarebbero stati eseguiti altri due arresti) sarebbero coinvolte in un traffico di prostituzione su cui la polizia di Massa stava indagando da tempo. Le prime denunce risalirebbero ad alcuni mesi fa, l’ultima ha coinvolto anche il prete. Sconvolti i parrocchiani che stamani hanno assistito al blitz della polizia. Sulle indagini c’è il più stretto riserbo: procede il tribunale dei minori di Genova. «Una misura eccessiva e un probabile errore giudiziario» ha detto l’avvocato Bugliani.

    Il legale spiega che non ci sono intercettazioni telefoniche, né foto o filmati estrapolati da computer: «Non ci sono al momento neanche le prove – conclude – c’è solo la denuncia delle due ragazze; la loro parola contro quella di don Peretti».

    www.ilsecoloxix.it/p/italia/2011/04…arrestato.shtml

    Prete arrestato per molestie
    Il vescovo di Massa lo difende
    Don Peretti ha 83 anni e sarebbe accusato da due ragazzine romene di 16 e 17 anni. Monsignor Santucci: “Conosco la sua moralità”

    Sorpreso, perplesso” e, forse, anche un pò arrabbiato. Monsignor Giovanni Santucci, vescovo di Massa Carrara e Pontremoli, a poche ore dalla veglia pasquale, commenta così l’arresto di don Giuseppe Peretti, l’anziano sacerdote (83 anni) arrestato stamani con per l’accusa di molestie dopo la denuncia presentata da due ragazze minorenni, 16 e 17 anni, di origine romena.
    “Sono riuscito a vederlo stamani solo cinque minuti in questura – ha detto monsignor Santucci -. Mi sembra incredibile anche questo. Conosco la sua moralità, il suo percorso sacerdotale, umano e di carità”.
    Non vuole entrare nel merito delle accuse, “non conosco le carte”, dice il vescovo che spiega di avere fissato un appuntamento per martedì con il difensore del sacerdote, “ma senza dubbio la sorpresa è stata tanta”.
    Il vescovo sottolinea poi come oggi sia sempre più difficile fare la carità anche per i sacerdoti perchè “non sai mai chi accogli e qualche volta si apre una vera caccia alle streghe. E sono le statistiche a dircelo – continua monsignor Santucci – perchè quasi sempre solo di caccia alle streghe si tratta visto che ‘sparare’ sui preti e sulla chiesa è facile”.
    Don Peretti “è anziano e malato – conclude il vescovo di Massa Carrara e Pontremoli -: speriamo che tutto si risolva alla svelta e senza problemi per la sua salute”.

    (23 aprile 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…fende-15324044/

    Interni
    Il prete molesta bambine e il paese lo difende
    Redazione

    25 aprile 2011

    A Massa Carrara striscioni di solidarietà per il sacerdote accusato di aver palpeggiato e violentato due minorenni romene

    Striscioni di solidarieta’ sui muri della canonica per l’anziano sacerdote arrestato a Massa alcuni giorni fa con l’accusa di molestie, mentre il vescovo di Massa Carrara e Pontremoli Mons. Giovanni Santucci ha invitato a pregare per la Chiesa ‘in un momento cosi’ per la comunita’ di Massa Carrara’. Le parole sono state pronunciate dal vescovo durante la messa di Pasqua nel Duomo Di Carrara.

    DENTRO ANCHE UN MAGHREBINO – Don Giuseppe Peretti parroco di Turano, frazione del comune di Massa, e’ agli arresti domiciliari con l’accusa di molestie nei confronti di due ragazze minorenni romene. Assieme a lui sono stati arrestati, nell’ambito di una inchiesta che riguarda lo sfruttamento della prostituzione e la consumazione di rapporti con minori, anche un cittadino magrebino e un commerciante di Massa, entrambi ai domiciliari.

    RAPPORTI COMPLETI – Tante le manifestazioni di affetto e solidarieta’ per l’anziano parroco, 83 anni, chiuso in canonica da sabato mattina, giorno del blitz della squadra mobile di Massa. Durante la veglia pasquale sono state lette da parte dei fedeli preghiere e pensieri rivolti al parroco e questa mattina sono apparsi sulle finestre dalla canonica alcuni striscioni con scritto ‘ti vogliamo bene Don Giuseppe’ e ‘Sei un buon prete’. Le indagini sarebbero partite sei mesi fa: la squadra mobile individuo’ le due ragazze minorenni solite prostituirsi nei pressi della Stazione di Massa e le avrebbero convinte a collaborare. Pare che abbiano fatto i primi nomi di clienti e di sfruttatori, tra cui sono spuntati quelli del prete e del commerciante. Gli avvocati hanno dichiarato di avere in mano solo l’ordinanza di custodia cautelare, in cui si parlerebbe di molestie, palpeggiamenti, e consumazione di rapporti con minori.

    www.giornalettismo.com/archives/122…ese-lo-difende/

  • Lunedì col vescovo l’addio a don Matteo Diletti

    Lunedì col vescovo l’addio a don Matteo Diletti

    Bratto – Sarà monsignor Francesco Beschi a celebrare il funerale del sacerdote condannato per pedofilia e trovato senza vita il 7 marzo scorso.
    Lunedì col vescovo l’addio a don Matteo Diletti

    La salma di don Matteo Diletti, 39 anni, è da venerdì pomeriggio nell’abitazione di via Grumello a Bratto dove è stata allestita la camera ardente. Le esequie si svolgeranno lunedì 25 aprile alle 16 nella chiesa parrocchiale di Bratto e la cerimonia sarà presieduta dal vescovo di Bergamo Francesco Beschi.

    Alla fine di settembre 2010 la Cassazione aveva condannato definitivamente don Matteo a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina che, nel 2004 quando il sacerdote era curato a Vilminore di Scalve, aveva tredici anni. Proprio in quei giorni d’autunno don Matteo aveva fatto perdere ogni traccia di sè e la sua salma era stata poi ritrovata il 7 marzo scorso sulla Corna dei Trenta Passi.

    Il 23 settembre 2010 infatti il sacerdote era sparito dalla Comunità del Paradiso a Bergamo, dove si era ritirato dal 2005, e la sua auto era stata ritrovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, un paese che si affaccia sul lago d’Iseo. Le ricerche si sono prolungate nei mesi successivi fino a quando, il 7 marzo scorso, è stato ritrovato il corpo senza vita di don Matteo in un dirupo sulla Corna dei Trenta Passi, in terra bresciana tra Pisogne e Marone. Da oltre un mese la salma era agli Spedali civili di Brescia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    Bratto ora accoglie le spoglie del sacerdote per porgergli l’ultimo saluto. In paese c’è chi ha messo dei fiori, chi degli addobbi per l’occasione. Atteggiamenti che non hanno mancato di urtare la sensibilità di alcuni residenti. “Il paese di Bratto ha sempre avuto un particolare affetto per come don Matteo ha servito la sua comunità – afferma monsignor Alberto Carrara, delegato alla comunicazione della Curia di Bergamo –. Non bisogna dimenticare che don Matteo aveva più volte riconosciuto i suoi errori. In momenti particolari e delicati come questo, ci possono essere anche delle posizioni diverse e contrarie, che vanno comunque rispettate. La Chiesa dà soltanto l’ultimo saluto a un suo figlio e sacerdote. Il vescovo Beschi presiede sempre la celebrazione dell’Eucaristia quando muore un suo sacerdote e anche lunedì non mancherà di affidare al Signore la vita, con le gioie, i tormenti e le inquietudini, di don Matteo”.

    www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=41077

  • Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

    Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

    Marone (Brescia) – Sulla Corna Trentapassi, sopra il Sebino, trovato il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote scomparso a fine settembre e condannato per abusi sessuali nei confronti di una tredicenne.

    Condannato per abusi sessuali
    Sacerdote trovato senza vita

    E’ stato trovato nella zona della Corna Trentapassi, in territorio di Marone (Brescia), sul lago d’Iseo, dalla V Delegazione Bresciana del Soccorso Alpino il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote di 39 anni scomparso alla fine di settembre.
    Il sacerdote una settimana dopo la scomparsa era stato condannato definitivamente dalla Cassazione a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina tredicenne, commessi quando il prete alcuni anni fa ricopriva il ruolo di curato della parrocchia di Vilminore di Scalve.
    Quando è arrivata la conferma della condanna don Diletti era irreperibile da una settimana: la sua auto era stata trovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, paesino che si affaccia sulla sponda bresciana del lago d’Iseo.
    Temendo un insano gesto, le ricerche nel lago erano scattate subito con l’ausilio dei sommozzatori, per poi essere interrotte 48 ore dopo. I carabinieri avevano impiegato anche le unità cinofile, che avrebbero portato alla vicina stazione dei treni. Nessuno però lo avrebbe visto salire su uno dei rari convogli di passaggio.
    Due ipotesi erano state avanzate: don Diletti, gravato dal peso dell’imminente sentenza della Cassazione, si era spinto fino a un gesto disperato. Oppure aveva deciso di fuggire per evitare il carcere
    La Curia di Bergamo, subito dopo la scomparsa aveva emesso un comunicato in cui esprimeva preoccupazione. Sacerdote dal 1996, don Matteo era stato responsabile della pastorale giovanile in alcune parrocchie della val d’Oneta e, successivamente, della Val di Scalve, fino al 2005. Dal 2005 risiedeva a Bergamo. Don Diletti, aveva spiegato il delegato alla comunicazione della Curia, monsignor Alberto Carrara “aveva riconosciuto i suoi errori consistiti nell’intrattenere una relazione con una sua allieva tredicenne”.
    Diventa fan di BergamoNews su
    Lunedi 7 Marzo 2011

    www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=38903

  • PARROCO FINANZIAVA BANDA DI PEDOFILI. ARRESTATO INSIEME A TRE COMPLICI.

    PARROCO FINANZIAVA BANDA DI PEDOFILI. ARRESTATO INSIEME A TRE COMPLICI.

    Un sacerdote bergamasco di 56 anni finanziava un gruppetto di pedofili e partecipava alla loro attivita’; insieme con lui altri tre uomini adescavano bambini e ragazzi, solo maschi, di eta’ compresa tra gli 11 e i 17 anni, offrendo loro regali costosi e viaggi all’estero.

    I quattro sono finiti in carcere al termine di una lunga indagine partita dal commissariato di Rapallo e condotta in collaborazione con la questura di Genova. Violenza sessuale nei confronti di minori, atti sessuali con minori, prostituzione minorile e pornografia minorile.

    Sono questi i reati per i quali la procura di Chiavari ha ordinato l’arresto di D.B., 56 anni, parroco di una chiesa di Bergamo, immediatamente segnalato alla Curia cittadina, C.P., 30 anni, operatore informatico e K.I., 30 anni, nullafacente, dedito alla prostituzione, anche loro bergamaschi, e L.B., 50 anni, residente a Carrara. Sono coinvolte, ma con responsabilita’ minori e ancora da chiarire, altre due persone, una di Carrara e una di Pavia.

    http://www.alateus.it/FedeFoia.htm