Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Catania

  • Abusò di un bimbo in campeggio, arrestato ex volontario: la sentenza dopo 13 anni

    Abusò di un bimbo in campeggio, arrestato ex volontario: la sentenza dopo 13 anni

    L’incubo è finito dopo addirittura tredici anni. L’orco è stato rinchiuso in carcere per gli abusi sessuali commessi ai danni di un bambino, all’epoca di 8 anni, residente in un paese in provincia di Varese, e commessi mentre il minorenne si trovava in un campeggio estivo a Santa Caterina Valfurva (Sondrio). L’uomo si è costituito nel carcere di Bollate (Milano) dopo essere stato condannato in via definitiva a 5 anni e sei mesi di reclusione.

    Alfonso Maria Monterosso di Acireale (Catania) – oggi 76enne e residente a Peschiera Borromeo (Milano) – all’epoca delle violenze sessuali prestava opera di volontario, per una Parrocchia dell’hinterland di Milano, nel campeggio della località turistica della Valtellina. In appello il pensionato aveva avuto uno sconto di pena perché le violenze ai danni di un altro piccolo dello stesso paese in provincia di Varese dove risiedeva l’altra vittima, commesse in precedenza in un altro camping sempre in provincia di Sondrio, si erano nel frattempo prescritte. All’unica vittima per cui è stato condannato dovrà un risarcimento di 90 mila euro, mentre al secondo ragazzino, quello per cui è subentrata la prescrizione, dovrà versare 50 mila euro, sempre a titolo di risarcimento.

    https://www.ilmessaggero.it/italia/abusi_campeggio_volontario_arrestato_sentenza_13_anni_ultime_notizie-4374911.html

  • Abusi sessuali, rito immediato per “Santone” di Catania

    Abusi sessuali, rito immediato per “Santone” di Catania

    Sara’ processato con rito immediato dai giudici della seconda sezione penale di Catania il prossimo 13 maggio, il ‘santone’ Piero Alfio Capuana, bancario in pensione di 74 anni, alla guida della comunita’ “Cultura e Ambiente” di Aci Bonaccorsi, arrestato nell’operazione “12 apostoli”, con l’accusa di avere abusato di ragazzine di eta’ compresa tra 13 e 15 anni. Lo ha deciso il gup Simona Ragazzi, accogliendo la richiesta del suo legale, l’avvocato Mario Brancato. Con lui andranno a processo anche tre donne ritenute delle fiancheggiatrici del ‘santone’: Katia Concetta Scarpignato, di 48 anni, Fabiola Raciti, di 56, e Rosaria Giuffrida, di 58. Nel processo altri tre imputati seguiranno l’udienza preliminare ancora in corso. Sono decine le parti civili che si costituiranno parte civile molte delle quali sono difese dall’avvocato Tommaso Tamburino. Secondo l’accusa le violenze sarebbero state commesse in alcuni casi con la complicita’ delle madri delle vittime.

    https://www.nuovosud.it/articoli/90238-cronaca-catania/abusi-sessuali-rito-immediato-santone-di-catania?fbclid=IwAR1En6nA-lJPuT_Wk95Jm2CabXI8g93jKsHt7dm5hgrrr15OpNTYQeyF0ko

  • Abusi su minori, condannato a 14 anni prete pedofilo

    Abusi su minori, condannato a 14 anni prete pedofilo

    E’ stato condannato a 14 anni di reclusione e a pagare una provvisionale di 10 mila euro ciascuno alla decine di parti civili padre Pio Guidolin per violenza sessuale su minorenni. La sentenza, a conclusione del processo col rito abbreviato celebrato a Catania, è del Gup Giuseppina Montuori. La Procura aveva chiesto la condanna a 10 anni.

    Secondo l’accusa il sacerdote, arrestato il 1 dicembre del 2017 avrebbe cosparso dei 14enni di olio santo prelevato dai locali della sua chiesa, una parrocchia del popoloso Villaggio Sant’Agata, ammantando i suoi gesti di una valenza spirituale e proponendoli come ‘atti purificatori’ in grado di lenire le loro sofferenze interiori. Uno dei ragazzini abusati avrebbe tentato il suicidio perché stanco di subire e da questo drammatico gesto sarebbero partite le indagini. Don Guidolin avrebbe anche millantato amicizie nella criminalità organizzata per far desistere alcuni genitori delle vittime dal proposito di denunciarlo

    http://www.siciliatoday.net/quotidiano/articolo.php?Abusi-su-minori-condannato-a-14-anni-prete-pedofilo-9186

  • Chiesa e abusi, condannato a 14 anni l’ex prete Per Pio Guidolin procura aveva chiesto 10 anni

    Chiesa e abusi, condannato a 14 anni l’ex prete Per Pio Guidolin procura aveva chiesto 10 anni

    Quattordici anni di reclusione per violenza sessuale su minorenni, quattro in più rispetto a quanti ne aveva chiesti per lui la procura di Catania. Padre Pio Guidolin dovrà, inoltre, pagare una provvisionale di diecimila euro a ciascuna delle parti civili che si sono costituite in giudizio contro di lui. La sentenza è arrivata oggi, a conclusione del processo con il rito abbreviato davanti alla giudice per l’udienza preliminare Giuseppina Montuori. Guidolin è stato arrestato l’1 dicembre 2017, a seguito delle indagini del Reparto operativo speciale dei carabinieri di Catania, cominciate nel 2014. Quando uno dei ragazzini abusati avrebbe tentato il suicidio.

    In base all’accusa, Guidolin avrebbe usato il suo ruolo di parroco della chiesa Santa Croce, al villaggio Sant’Agata, per costringere gli adolescenti a subire atti sessuali. In alcuni casi, i ragazzini sarebbero stati cosparsi di olio santo prelevato dai locali della chiesa, e i rapporti sarebbero stati loro presentati come «gesti spirituali per essere liberati dal demonio». Recitare preghiere a voce alta, quando i minori si trovavano con il sacerdote, sarebbe stato un «atto purificatore in grado di lenire le sofferenze interiori». A seguito di un processo canonico, Pio Guidolin è stato destituito dal ruolo di prete.

    Il nome di Pio Guidolin nel 2016 era finito sulle pagine di MeridioNews per un giallo riguardante proprio la chiesetta di Santa Croce. A raccontarla in prima persona il sacerdote Alfio Spampinato, chiamato dalla curia nel ruolo di amministratore per supplire alla mancanza di un parroco, dopo l’allora misterioso allontanamento di Guidolin. Una vicenda piena di ombre e scheletri negli armadi in cui affiorarono presunti debiti per circa 40mila euro. Questione che però con i fatti legati alla pedofilia non ha nulla a che vedere.

    https://catania.meridionews.it/articolo/72412/chiesa-e-abusi-condannato-a-14-anni-lex-prete-per-pio-guidolin-procura-aveva-chiesto-10-anni/

  • Augusta, abusi sessuali su una 21enne: la Corte d’appello conferma la condanna per l’ex arciprete Gaetano Incardona

    Augusta, abusi sessuali su una 21enne: la Corte d’appello conferma la condanna per l’ex arciprete Gaetano Incardona

    In primo grado il presule era stato condannato a 5 anni e tre mesi, a registrare tutto è stata una microtelecamera dei carabinieri nascosta addosso alla vittima

    Il tribunale della Corte d’appello di Catania ha confermato ieri la condanna di primo grado a cinque anni e tre mesi per don Gaetano Incardona, l’ex arciprete della chiesa Madre, che oggi ha 79 anni, accusato di abusi sessuali nei confronti di una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 21 anni. La sentenza di secondo grado è arrivata nel pomeriggio e non si è discostata dal giudizio di primo grado emesso a novembre di tre anni fa dal Tribunale di Siracusa.

    Il sacerdote era stato arrestato (ai domiciliari) a febbraio 2013 dai Carabinieri della compagnia di Augusta dopo che la vittima si era rivolta a loro per denunciare di essere stata molestata un pomeriggio in chiesa, dove si  era recata per confessarsi. I militari dell’Arma decisero allora di nascondere addosso alla ragazza una microcamera in grado di registrare eventuali prove di palpeggiamenti e abusi del sacerdote, prove che arrivarono quando la ragazza ritornò in chiesa con la telecamera addosso.

    Ieri la condanna anche in appello, anche se il sacerdote si è sempre dichiarato innocente.

    Augusta, abusi sessuali su una 21enne: la Corte d’appello conferma la condanna per l’ex arciprete Gaetano Incardona

  • Pedofilia, al processo chiesti 10 anni per padre Pio Guidolin: minore abusato avrebbe tentato suicidio

    Pedofilia, al processo chiesti 10 anni per padre Pio Guidolin: minore abusato avrebbe tentato suicidio

    Dieci anni di carcere (pena gia’ ridotta di un terzo per via del giudizio abbreviato). E’ la richiesta del Pm Anna Tranchillo al gup di Catania, Giuseppina Montuori, nei confronti di padre Pio Guidolin, 57 anni, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di ragazzini nella chiesa del Villaggio Sant’Agata, fatti avvenuti sin dal 2014.

    Le indagini, svolte dai carabinieri e coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Scavo, hanno accertato che il sacerdote, arrestato il primo dicembre del 2017, sfruttando il suo ruolo carismatico e la sua funzione religiosa avrebbe convinto giovanissimi fedeli parrocchiani, alcuni con eta’ inferiore ai 14 anni, a subire abusi sessuali ‘mascherati’ da atti spirituali, con tanto di olio santo e preghiere ad alta voce.

    Uno di loro avrebbe pure tentato il suicidio. Padre Pio Guidolin e’ stato gia’ condannato (in primo grado) dal Tribunale ecclesiastico: la Curia etnea ha assunto nei confronti del sacerdote, appena avuta contezza dell’inchiesta, alcuni provvedimenti cautelari (come l’allontanamento dalla parrocchia e il suo trasferimento ad altra sede) e ha dato avvio al processo canonico davanti al Tribunale speciale, istituito da Papa Francesco in seno alla Congregazione per la dottrina della Fede, proprio per i casi di pedofilia nel clero.

    https://www.corrieretneo.it/pedofilia-al-processo-chiesti-10-anni-per-padre-pio-guidolin-minore-abusato-avrebbe-tentato-suicidio/?fbclid=IwAR2Xv8ni8yWGvqnOP-P5j2hV9e8uTxPHfQdHag9-CQFkSv656W532cUmdjc

  • Chiesa e abusi sessuali, chiesti 10 anni per l’ex prete Le vittime cosparse di olio santo durante le preghiere

    Chiesa e abusi sessuali, chiesti 10 anni per l’ex prete Le vittime cosparse di olio santo durante le preghiere

    DARIO DE LUCA

    Cardigan grigio a rombi scuri e manette strette ai polsi. Pio Guidolin entra nell’aula a piano terra in cui si celebra l’udienza, dov’è imputato per pedofilia, scortato da quattro agenti della polizia penitenziaria. Dentro, ad attenderlo dopo avere percorso un lungo corridoio laterale del palazzo di giustizia, ci sono i ragazzi che lo accusano di essere le vittime dei suoi abusi sessuali, perpetrati nei locali ecclesiastici quando era sacerdote. Una storia dai contorni grigi in cui oggi è stato scritto un nuovo capitolo dalla procura di Catania: ovvero la richiesta di condanna a dieci anni. Il processo, che si svolge con il rito abbreviato, potrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2018: l’ultima parola spetterà alla giudice per le indagini preliminari Giuseppina Montuori. Prima della requisitoria dell’accusa a prendere la parola è stato proprio l’ex prete della chiesa Santa Croce, nel quartiere periferico etneo del Villaggio Sant’Agata. Dichiarazioni spontanee con cui Guidolin ha cercato di respingere le pesanti accuse. Alla prossima udienza toccherà ai suoi avvocati.

    I fatti, emersi con un’operazione del Ros dei carabinieri alla fine dello scorso anno, risalgono al 2014. Periodo in cui l’imputato avrebbe sfruttato la sua posizione di sacerdote all’interno della chiesa di periferia per costringere alcuni minorenni a compiere, o subire, atti sessuali. I racconti contengono anche raccapriccianti dettagli come l’utilizzo di olio santo. Espediente che, stando alle accuse, veniva sistematicamente utilizzato mentre si «recitavano preghiere ad alta voce», si legge negli atti dell’inchiesta. Una sorta di «atto purificatore in grado di lenire le sofferenze interiori». Secondo la ricostruzione dell’accusa Guidolin a un ragazzo avrebbe prospettato anche l’insorgere di una malattia ai testicoli obbligandolo a compiere atti sessuali. A una seconda vittima, invece, avrebbe descritto i suoi atti come «gesti spirituali a cui il minore doveva sottoporsi per essere liberato dal demonio». Passati quattro anni, nel processo come parti civili ci sono anche le cinque persone che l’hanno denunciato – quattro ragazzi e una ragazza -, quasi tutti appena maggiorenni. Gli stessi che, accompagnati dai genitori, alla fine dell’udienza hanno deciso di aspettare l’uscita dall’aula del loro ex parroco. Guidolin, sempre scortato e con il capo rivolto verso il pavimento, non ha incrociato gli occhi di nessuno, allontanandosi velocemente verso le celle di sicurezza nei sotterranei del tribunale.

    Da quasi un anno in custodia cautelare nella casa circondariale di Siracusa, l’ex sacerdote ha dovuto affrontare anche un processo canonico. Che lo ha destituito dal ruolo di prete. La curia di Catania, durante le indagini dei magistrati etnei – l’inchiesta è stata affidata alla pm Marisa Scavo -, aveva allontanato Guidolin dalla chiesa Santa Croce mandandolo in esilio forzato in provincia, a Bronte, nella parrocchia della Madonna del Riparo. Passaggio transitorio in cui però gli sarebbe stato impedito di celebrare la messa e di somministrare i sacramenti, limitandolo al ruolo di assistente del parroco durante le celebrazioni. Insieme all’ex prete a processo c’è anche un secondo imputato: si tratta di N. N., accusato di favoreggiamento e doppio protagonista di questa storia in quanto padre di uno dei ragazzini che sarebbero stati abusati (per proteggere l’identità del minore, non indichiamo le generalità complete del padre, ndr). L’uomo, dopo i racconti fatti dal figlio ai magistrati, avrebbe avvertito Guidolin dell’indagine in corso, rivelandogli le dichiarazioni del ragazzino e comunicandogli anche che altri giovani erano stati convocati in procura per essere sentiti.

    Al nome del presunto prete pedofilo, ma non a questo processo, sarebbe legata anche una storia di debiti della chiesa che guidava. Circa 40mila euro di disavanzo che portarono a una sorta di gestione commissariale da parte della curia di Catania. Particolari sviscerati sulle pagine di MeridioNews attraverso le parole di don Alfio Smampinato. Incaricato di guidare temporaneamente la comunità del Villaggio sant’Agata dopo l’allontanamento di Guidolin.

    https://catania.meridionews.it/articolo/70447/spurgo-pozzi-chiuso-pantano-darci-unico-centro-etneo-cosi-oggi-pulire-la-fogna-costa-ai-cittadini-1500-euro/

  • Molestie sessuali su un 12enne, arrestato educatore di una parrocchia

    Molestie sessuali su un 12enne, arrestato educatore di una parrocchia

    Solo dopo molto tempo il minorenne ha trovato la forza di confidarsi con il padre, in seguito ad un ultimo abuso subito: le indagini della polizia hanno confermato le accuse

    La polizia di Nesima ha arrestato un ventiquattrenne incensurato, educatore presso una parrocchia di Catania, che ha adescato un ragazzino di soli dodici anni, conosciuto tre anni fa in Chiesa.

    Solo dopo molto tempo il minorenne ha trovato la forza di confidarsi con il padre, in seguito ad un ultimo abuso subito: il genitore ha immediatamente contattato la questura per sporgere denuncia, facendo scattare le indagini. La procura e gli agenti hanno ricostruito il quadro probatorio, trovando conferma delle accuse mosse nei suoi confronti dal ragazzino.

    La giovane vittima, a cui è stato fornito il necessario supporto psicologico, è stata più volte oggetto di morbose attenzioni sessuali da parte dell’uomo che adesso è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari, è stato eseguito lo scorso 13 settembre.

    Per motivi di privacy, come riferito dalla questura, il magistrato non ha autorizzato la pubblicazione delle iniziali dell’arrestato e del nome della parrocchia in questione.

    https://www.cataniatoday.it/cronaca/abusi-sessuali-minorenne-chiesa-arresto-polizia-15-ottobre-2018.html

     

  • «Il santone abusava delle sue vittime», chiesto il processo per Capuana, Rotella, un prete e altri quattro

    «Il santone abusava delle sue vittime», chiesto il processo per Capuana, Rotella, un prete e altri quattro

    L’inchiesta Dodici Apostoli alla svolta: sotto accusa la comunità religiosa attiva nel Catanese. Il parroco avrebbe avvisato gli altri indagati dell’indagine dopo averlo appreso nel segreto della confessione

    La Procura di Catania ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio degli indagati nell’inchiesta “12 apostoli” per i presunti abusi sessuali su minorenni consumati all’interno di una comunità di ispirazione cattolica nel Catanese.

    Secondo l’accusa, gli abusi erano presentati come purificazione compiuti da un “arcangelo” reincarnato, messaggio che veniva fatto passare tra le ragazze plagiandole. I destinatari del provvedimento si dichiarano innocenti. Tra loro il “santone” Piero Alfio Capuana, bancario in pensione di 74 anni, alla guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine di età compresa tra 13 e 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle vittime.

    Chiesto il giudizio anche di tre donne ritenute delle fiancheggiatrici del “santone”: Katia Concetta Scarpignato, di 58 anni, Fabiola Raciti, di 56, e Rosaria Giuffrida, di 58. Le altre tre persone per cui la Procura chiede il processo, ma per favoreggiamento, sono: l’ex deputato e assessore regionale, Domenico Mimmo Rotella, marito di Rosaria Giuffrida; un sacerdote, padre Orazio Caputo e l’ex presidente dell’Associazione Cattolica Cultura ed ambiente di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi.

    Da intercettazioni della polizia postale di Catania emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime.

    La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Agata Consoli. La data dell’udienza preliminare non è stata ancora fissata.

  • Sacramenti e pedofilia, don Pio Guidolin a processo

    Sacramenti e pedofilia, don Pio Guidolin a processo

    Katya Maugeri

    CATANIA – “Troppe voci sul suo conto, troppe volte veniva allontanato dalle parrocchie senza mai sapere il perché. Come mai? Adesso forse si è scoperto. Nessuno parla, mai. Si scopre tutto sempre a cose fatte!” Sono state tantissime le testimonianze che abbiamo ascoltato in esclusiva: raccontavano lo sgomento e la delusione dinanzi a quanto accaduto a dicembre scorso, quando don Pio Guidolin veniva arrestato. Accusato di pedofilia e responsabile di violenza sessuale sui minori fino a quel momento responsabile della parrocchia Santa Croce al Villaggio Sant’Agata a Catania. Un uomo che aveva lasciato un bellissimo ricordo ai giovani della Parrocchia di San Giovanni Galermo, che lo ricordano come un sacerdote perbene. Alcuni, invece, mormoravano e hanno ammesso che questo scandalo fosse già nell’aria.

    Arrestato il primo dicembre 2017, don Pio Guidolin sarà giudicato con il rito abbreviato secco.

    Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppina Montuori ha rigettato la richiesta del giudizio abbreviato condizionato all’audizione di un testimone avanzata dai difensori, gli avvocati Alessandro Crisafulli e Simone Luciano Iofrida. In precedenza la richiesta del pubblico ministero, Anna Tranchillo, era stata quella del giudizio immediato e così i difensori hanno optato per il rito alternativo dell’abbreviato secco.

    Le indagini, svolte dai carabinieri e coordinate dal procuratore aggiunto, Marisa Scavo, hanno accertato che nella parrocchia Santa Croce del Villaggio Sant’Agata, a Catania, , presentando così alle vittime i loro rapporti quali “atti purificatori”, in grado di lenire le loro sofferenze interiori. Le indagini hanno consentito di accertare che dal 2014 il sacerdote, sfruttando il suo ruolo e approfittando della condizione di particolare fragilità di diversi ragazzini di età minore dei 14 anni provati da vicende personali che li avevano turbati, li avrebbe costretti a subire e compiere atti sessuali.

    Uno scandalo che portò anche alcuni sacerdoti ad esporsi per rassicurare le comunità, i fedeli e i giovani, tenendo a precisare che il ruolo del prete non è sinonimo di pedofilia, “il web è pieno di rabbia, un accanimento giustificato in parte, lo capisco. Noi sacerdoti dobbiamo essere una luce per chi si trova nelle tenebre, da noi ci si aspetta un comportamento virtuoso, un esempio da seguire, non possiamo peccare di morale”.

    “La verità è questa: questa nostra Diocesi è allo sbando totale – raccontavano alcuni parrocchiani – siamo nelle mani di nessuno, mi creda. L’Arcivescovo non si occupa di nulla e delega tutte le decisioni al suo segretario”. Giovani delusi, parrocchiani che raccontano delle loro intuizioni: “Lo vedevo dai suoi gesti confidenziali e dai ragazzini: i bambini che c’erano il giorno in cui l’ho visto io avevano un viso vuoto, triste e guardavano sempre in basso per non incrociare gli occhi di noi adulti. Lo ricordo benissimo. Credevo li avesse rimproverati, ora ho capito il motivo”.

    Il Villaggio Sant’Agata è noto essere dominato dal clan dei Santapaola e il sacerdote esercitava persino una pressione e violenza psicologica alle giovani vittime che avevano deciso di denunciare gli abusi, minacciandoli di far intervenire esponenti della criminalità organizzata per indurli a desistere. Uno dei genitori delle vittime è stato denunciato per favoreggiamento personale perché, subito dopo che il figlio aveva reso sommarie informazioni all’autorità giudiziaria, avrebbe contattato il sacerdote per avvertirlo delle indagini a suo carico, inoltre uno dei ragazzini che aveva opposto resistenza alle azioni del sacerdote, rivelando gli abusi subiti negli anni, era stato isolato dalla comunità di fedeli ed accusato di asserzioni calunniose nei confronti del prete.

    Nelle prime fasi dell’udienza preliminare sono state ammesse le parti civili, i genitori delle vittime e i giovani, oggi maggiorenni, che erano minorenni al momento degli abusi. L’udienza preliminare proseguirà il prossimo 16 ottobre.

    https://www.sicilianetwork.info/sacramenti-e-pedofilia-don-pio-guidolin-a-processo/