Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Catanzaro

  • Belcastro (CZ) LA STRAGE DI BAMBINI.

    Belcastro (CZ) LA STRAGE DI BAMBINI.

    Una vera e propria strage quella di Belcastro paesino del catanzarese, dove si è abusato di 17 bambini in soli 3 anni. La quantità ha dell’incredibile se si considera che nel paese vivono un migliaio di anime.  Quel che più fa inorridire è che questi bambini, tutti sotto i 14 anni, secondo l’accusa, sono stati abusati dal parroco di un paesino, Belcastro che conta meno di 1000 abitanti. Quanti bambini al di sotto dei 14 anni possono esserci mediamente in una comunità che conta meno di 1000 abitanti?

    Forse dire che quella comunità ha subito una strage, non è affatto esagerato.

    La notizia è passata sotto silenzio, quasi come se nulla fosse accaduto. Pochi giorni fa la Procura di Catanzaro dopo niente meno che tre anni ha finalmente chiuso le indagini, aperte nel 2010 dopo la denuncia di alcuni genitori e durante le quali le segnalazioni purtroppo si sono moltiplicate. Nel frattempo don Roberto Mastro non essendo vincolato da particolari restrizioni o controlli si è ovviamente dato alla macchia.

    La Diocesi di Crotone – Santa Severina,  come da manuale, si è chiusa nel consueto riserbo, senza fornire traccia su dove sia don Roberto. Da indiscrezioni sembrerebbe che si trovi in una località del centro Italia, ma questo poco importa: una persona con accuse così gravi non può restare nascosta senza che nessuno sappia le accuse mosse contro di lui.

    Il profilo che emerge dalle testimonianze dei 17 minori sentiti dalla Procura e da quello che il sacerdote è di fatto riuscito a produrre in tre anni è quello di un uomo pericoloso con un vizio seriale – quindi una reiterazione del reato – che difficilmente si fermerà di fronte alla paura del carcere. A rafforzare il suo ego la sicurezza chi fino ad ora lo sta sottraendo alla giustizia ordinaria.

    Nel frattempo le vittime e le loro famiglie assistono incredule a ciò che è accaduto e sta accadendo, nel quasi totale silenzio di una società e di una diocesi che oramai sta raccogliendo i pochi cocci di civiltà rimasti.

    Francesco Zanardi

  • Catanzaro, parroco accusato di abusi su minori. E’ fuggito all’improvviso tre anni fa

    Catanzaro, parroco accusato di abusi su minori. E’ fuggito all’improvviso tre anni fa

    di EMILIO GRIMALDI – La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per don Roberto Mastro, ex prete di Belcastro. E’ accusato di violenza sessuale. Avrebbe abusato di 17 ragazzini, tutti minori di 14 anni, nel periodo in cui ha svolto il suo mandato di parroco tra il 2007 e il 2010. E’ la conclusione di una indagine aperta tre anni fa dopo la denuncia di alcuni genitori. Poi, durante le indagini, le segnalazioni si sono moltiplicate coinvolgendo una parte dei piccoli di Belcastro, un paese con poco meno di mille abitanti.

    Durante l’incidente probatorio, seguito da un pool di periti non catanzaresi, sono stati dichiarati attendibili i racconti dei minori. Tutti avrebbero confermato di aver avuto “rapporti di natura sessuale” con il parroco. Soltanto uno dei ragazzini avrebbe negato categoricamente il resoconto dei compagni. Una deposizione, la sua, che non ha convinto né i pubblici ministeri che si sono succeduti, Alfredo Cianfarini, Emanuela Costa e Giovanni Bombardieri, e né il giudice per le udienze preliminari, Tiziana Macrì.

    Nominato presbitero della parrocchia di San Michele Arcangelo in Belcastro dall’arcivescovo della Diocesi di Crotone Santa Severina, Domenico Graziani, il 1 ottobre 2007, raccontano che don Roberto ha svolto il suo mandato con un impegno. Ha fondato un gruppo scout, ha favorito la formazione di una Confraternita della Misericordia gemellata con quella di Isola Capo Rizzuto e ha aperto un sito web informativo sulle attività della chiesa locale.

    Finché, la notte del 1 dicembre 2010, ha abbandonato in tutta fretta la casa canonica senza dare più notizia di sé. E la Diocesi di Crotone Santa Severina si è chiusa in un riserbo considerato sempre più imbarazzante dai fedeli del paese natale di San Tommaso d’Aquino rimasti senza spiegazioni. Sembra comunque si trovi in una località del Centro Italia.

    E scatta l’inchiesta della Procura, condivisa con gli avvocati di parte civile delle famiglie coinvolte, nella quale sono state raccolte e messe a confronto centinaia di testimonianze di minori, genitori, parrocchiani e colleghi di don Roberto. Poi gli interrogatori dei bambini seguiti da psicologi ed esperti. Con la preoccupazione e la rabbia di un intero paese che chiede di non far scendere il silenzio su un caso così grave.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2013/11/29/news/sacerdote_accusato_di_pedofilia_in_calabria-72287755/

  • Il mistero su don Roberto Mastro

    Il mistero su don Roberto Mastro

    La Chiesa fa quadrato intorno a don Roberto Mastro, ex parroco di Belcastro. E cresce il mistero sulla sua storia. A difenderlo nell’inchiesta aperta dalla Procura di Catanzaro è il responsabile dell’ufficio legale della diocesi di Crotone Santa Severina, Aldo Truncè, affiancato dall’ex candidato a sindaco di Crotone, Silvano Cavarretta.
    Come si ricorderà, abbandonò in tutta fretta la canonica nella notte dell’11 dicembre 2010. E poi più nulla si è saputo di lui. Una fuga compensata da don Tommaso Mazzei, che lo sostituì immediatamente alla guida della parrocchia di San Michele Arcangelo. Attualmente, secondo voci di corridoio, sembra si trovi in una casa religiosa del centro Italia rigorosamente top secret, in attesa che il procedimento giudiziario si compia. Un mistero raccomandato dall’alto, direttamente dai vertici della Chiesa locale, tanto che a Belcastro pare non ci sia mai stato. La risposta alle nostre domande rivolte a tutti gli uffici episcopali è stata: “Non so.
    Non confermo e non nego”. Il sito www.parrocchiabelcastro.it, per esempio, da lui generosamente aperto e curato sulla parrocchia e sulla storia del paese natale di San Tommaso d’Aquino, è stato cancellato. Non c’è più traccia sulla rete. Anche la memoria cache delle pagine – che in genere rimane in modalità provvisoria quando uno spazio web viene chiuso – è stata minuziosamente depennata.
    Don Roberto Mastro, ex parroco, forse. Mistero della fede. Amen.
  • Soverato (CZ) don A.G.S.M. prosciolto per prescrizione

    Soverato (CZ) don A.G.S.M. prosciolto per prescrizione

    Luglio 2010 Soverato (CZ) don A.G.S.M., prete 75enne della diocesi di Catanzaro prosciolto per prescrizione nel processo con imputazione di atti di libidine commessi su una ragazzina 13enne tra il 1995 e il 1996

  • Due anni di reclusione per tentata violenza sessuale ai danni di una bambina. Pena sospesa

    Due anni di reclusione per tentata violenza sessuale ai danni di una bambina. Pena sospesa

    di EUGENIO SPADAFORA – ACRI – Ora il verdetto è definitivo: padre Kevin Chukmwka è stato condannato a 2 anni di reclusione per il reato di tentata violenza sessuale nei confronti di una bambina. La parola fine alla nota vicenda giudiziaria è stata messa dalla III Sezione della Corte di Cassazione, che, rigettando il ricorso dell’imputato, ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 14 dicembre del 2007, che poi ricalcava quanto statuito nel primo grado di giudizio dal Gup di Cosenza. Tuttavia il prete di origine nigeriana non dovrà scontare la condanna in carcere: la pena è infatti sospesa. Ma se il risvolto penale della vicenda è definitivamente chiuso, a breve dovrà cominciare un altro giudizio. Ovvero quello civile, dove si dovrà stabilire l’entità del danno che padre Kevin dovrà risarcire ai due genitori (che si sono costituiti nel processo come parte civile per mezzo degli avvocati Franz Caruso e Marina Pasqua) della bimba che fu oggetto delle attenzioni del prelato. In questo senso era già stata stabilita in primo grado una provvisionale di 10.000 euro.

    IL FATTO. 7 febbraio 2004, San Giacomo d’Acri. Questi i connotati spazio temporali della vicenda. Giornata di catechismo, per i più piccini, a lezione da padre Kevin presso l’abitazione parrocchiale. Una delle catechiste tornò a casa piangendo.

    Si trattava di S. M. all’epoca di 9 anni (ora ne ha 13). Ai genitori disse singhiozzando che padre Kevin aveva cercato di spogliarla e di toccarla. Seguì la denuncia ai carabinieri e la vasta cassa di risonanza che tutta la vicenda ebbe. Gli esami medici disposti dalla magistratura bruzia non riscontrarono violenze carnali. Padre Kevin Chukwuka fu comunque tratto in arresto in quanto il racconto reso dalla vittima e dai suoi genitori fu ritenuto attendibile. Dopo un po’gli furono concessi gli arresti domiciliari, prima presso l’Oasi di Sant’Antonio di Cerisano, poi presso il seminario arcivescovile di Rende.

    Nella fase delle indagini preliminari la piccola fu sottoposta a diversi test psicologici, coi periti che l’hanno ritenuta credibile. La piccola in fase di incidente probatorio, raccontò tutti i particolari ai magistrati. Da qui le due condanne, una in primo e una in secondo grado. E adesso il punto esclamativo messo dai giudici di Piazza Cavour, che non hanno fatto altro che confermare quanto già statuito nei precedenti gradi di giudizio. Il prete nigeriano, dal canto suo, si è sempre proclamato innocente, parlando «di una maledetta storia inventata, solo perché le ho negato (il riferimento è alla piccola vittima, ndr) la prima comunione».

    LE CONSEGUENZE. Subito dopo la sentenza della Corte d’Appello, Monsignor Nunnari sospese a divinis Padre Kevin. Ora per lui potrebbe profilarsi un provvedimento di allontanamento definitivo dalla Chiesa. Ma questa è ancora un’ipotesi e nulla più.