Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Catanzaro

  • Prostituzione minorile, tre arresti nel Vibonese: c’è anche un sacerdote

    Prostituzione minorile, tre arresti nel Vibonese: c’è anche un sacerdote

    Tra i destinatari della misura don Felice La Rosa, per 11 anni parroco di Zungri. L’accusa è stata formulata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri

    Smantellata una rete dedita alla prostituzione minorile attiva nel Vibonese. Tre persone sono state arrestate questa notte nel corso di un’operazione condotta dagli uomini  della Squadra Mobile guidati da Tito Cicero.

    Il sacerdote. Tra queste anche don Felice La Rosa, 41 anni, già parroco per ben 11 anni a Zungri sino ad ottobre 2015 quando si era registrata la sua provvisoria pausa dall’esercizio delle sacre funzioni religiose. Nell’occasione era stato nominato quale reggente della parrocchia zungrese don Pasquale Sposaro, proveniente dalla parrocchia “Santa Marina” della frazione San Giovanni di Zambrone. L’accusa formulata nei confronti di Felice La Rosa, originario di Calimera, frazione di San Calogero, dai magistrati della Procura della Repubblica di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, è di prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata. A Zungri il sacerdote aveva trasformato in “Santuario mariano” la chiesa dedicata alla Madonna della Neve, istituendo poi il Premio mariano e dando ospitalità alla missione dei padri francescani Minimi. Nella serata del 21 agosto 2014 don Felice La Rosa, ordinato sacerdote nel 2002, aveva subito il taglio delle gomme della sua auto al termine di una funzione religiosa.

    Il bulgaro, il pensionato e l’omicidio Fiorillo. Gli altri arrestati sono un bulgaro, M.I., di nazionalità bulgara, e F.A., pensionato. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile vibonese traevano spunto dalle investigazioni avviate in ordine all’omicidio di Francesco Fiorillo (LEGGI QUI: Vibo, omicidio Fiorillo: due le pistole che hanno fatto fuoco. Eseguita l’autopsia) avvenuto a Vibo Valentia lo scorso 16 dicembre 2015 coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Nel corso di attività tecnica di intercettazione, avviata nei confronti di persone ritenute vicine alla vittima, al fine di individuare gli autori ed il movente del suddetto delitto sarebbero emersi “chiari ed incontrovertibili elementi di responsabilità” a carico dei tre arrestati, con riguardo ai reati di prostituzione minorile e corruzione di minorenne. La misura cautelare è stata adottata dal gip di Catanzaro su richiesta della Procura catanzarese. In particolare, il bulgaro M.I. avrebbe proposto al pensionato ed al sacerdote le prestazioni sessuali di un quindicenne straniero, chiedendo in cambio un corrispettivo in denaro per entrambi.

    http://www.zoom24.it/2016/11/16/prostituzione-minorile-tre-arresti-prete-zungri-35752/

  • Cinquanta euro per fare sesso con un 15enne Arrestato un sacerdote a Vibo Valentia

    Cinquanta euro per fare sesso con un 15enne Arrestato un sacerdote a Vibo Valentia

    Tre persone, tra cui un sacerdote di 35 anni, don Felice La Rosa, sono state arrestate dalla Squadra mobile di Vibo Valentia perché ritenuti responsabili a vario titolo di prostituzione minorile e corruzione di minorenne.

    Gli altri due, oltre al prete, ex parroco di Zungri, sono un cittadino bulgaro, M.I., e un pensionato, F.A.P.. Le indagini a carico dei tre sono partite dalle investigazioni avviate dopo un omicidio avvenuto nel dicembre scorso a Vibo Valentia. Nel corso di alcune intercettazioni telefoniche di persone ritenute vicine alla vittima sono emersi elementi di responsabilità a loro carico. In particolare il bulgaro avrebbe proposto agli altri prestazioni sessuali da parte di un quindicenne straniero, chiedendo in cambio del denaro. Dalle intercettazioni è emerso che i due hanno accettato la proposta pagando, a fronte delle prestazioni, 50 euro.

    Le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei tre sono state emesse dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo calabrese. L’operazione è stata denominata Settimo cerchio.

    Le indagini, eseguite con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, competente per il reato di prostituzione minorile, e nello specifico del Procuratore capo, Nicola Gratteri, del Procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto e del sostituto Procuratore Debora Rizza, hanno permesso di accertare che il cittadino bulgaro, non esitava a coinvolgere negli incontri sessuali anche altri minori, quando gli si presentava l’occasione. I fatti si sarebbero svolti tra Vibo Valentia, Mileto e Briatico.

    http://www.lastampa.it/2016/11/16/italia/cronache/cinquanta-euro-per-fare-sesso-con-un-enne-arrestato-un-sacerdote-a-vibo-valentia-pQvZFNrINVJofyAOJWNLPP/pagina.html

  • “Carezze” e attenzioni non gradite: prete condannato a un anno e due mesi in Appello

    “Carezze” e attenzioni non gradite: prete condannato a un anno e due mesi in Appello

    Il sacerdote avrebbe avvicinato la ragazza, l’avrebbe accarezzata più volte, stringendola contro un finestrino e provocandole alcune abrasioni al volto.

    Un viaggio su un bus universitario in direzione Rende, a seguito del quale tutto è cambiato per un sacerdote del Cosentino. Sul mezzo, verso Commenda, un pomeriggio di cinque anni fa, si trovava anche una studentessa fuori sede, diretta a casa di un’amica. Il sacerdote avrebbe avvicinato la ragazza, l’avrebbe accarezzata più volte, stringendola contro un finestrino e provocandole alcune abrasioni al volto. Poi la ragazza sarebbe riuscita ad allontanarsi da quella situazione alla fermata del mezzo, con conseguente apertura delle porte e corsa dai carabinieri per denunciare l’episodio, ancora sotto choc. Una ricostruzione che è costata cara al sacerdote. La Corte di appello di Catanzaro ha inflitto un anno e due mesi, confermando la condanna già disposta in primo grado nei suoi confronti.

    La pena è stata richiesta dal pg mentre la difesa del prete è riuscita ad ottenere la derubricazione del reato più grave di tentata violenza sessuale in tentati atti di libidine. Il legale del sacerdote, che si dichiara innocente, intende – una volta ottenute le motivazioni della Corte di appello – portare la questione dinnanzi ai giudici della Suprema Corte di Cassazione, proponendo ricorso.

    http://www.zoom24.it/2016/05/24/cosentino-carezze-attenzioni-non-gradite-bus-condannato-prete-in-appello-20396/

  • Chi sono i sacerdoti? Fedeli tra pedofilia e amicalità

    Chi sono i sacerdoti? Fedeli tra pedofilia e amicalità

    Un test psicologico del Cnr assicura caratteristiche di coscienziosità e bassa impulsività. Evidentemente il demone non si manifesta chiaramente nella personalità dei religiosi ma si annida, probabilmente, nei reconditi ben più profondi e bui della patologia mentale.

    Mai come oggi l’operato dei sacerdoti della Chiesa Cattolica è esposto al severo giudizio della pubblica opinione. L’incrollabile e ingenua fiducia nella figura del “prete buono” è stata, negli ultimi anni, travolta dallo scandalo pedofilia. I fedeli sono smarriti e, nell’incertezza, nutrono serie perplessità nell’operato dei ministri di Dio.

    Le denunce di abusi su minori in cui è coinvolto un sacerdote – stando ai dati diffusi dal Vaticano – sono circa 600 l’anno e, nel decennio 2004-2013, sono stati circa 900 i preti “cacciati” dalle gerarchie ecclesiali, ossia ridotti allo stato laicale e impossibilitati a proseguire nel loro ministero.

    Ma chi sono veramente i sacerdoti e perché in così tanti fanno del male? La risposta – stando ad uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro ideato e coordinato da Antonio Cerasa e pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences – non dovrebbe essere cercata nella fede da loro professata. Anzi, dovrebbe essere l’esatto opposto.

    Il gruppo di ricerca del dott. Cerasa, infatti, grazie all’impiego del ‘Neo Personality Inventory’, uno dei test più accreditati per la valutazione della personalità, ha stabilito che i sacerdoti, come gli altri credenti, sono caratterizzati da amicalità, coscienziosità e bassa impulsività.

    “La coscienziosità che indica affidabilità, puntualità, capacità di auto-organizzarsi – spiega il ricercatore dell’Ibfm-Cnr – è un tratto già considerato uno dei pilastri del profilo del credente, si conferma alto in fedeli laici e risulta alto anche nei sacerdoti, con maggior evidenza tra i diocesani. Per quanto riguarda l’amicalità – fattore con cui si intende la capacità di essere empatici, modesti, sensibili, altruisti e fiduciosi – finora poco studiata nei ministri del culto in genere, è emerso che tutte le persone credenti hanno un alto punteggio, ma tale fattore risulta significativamente maggiore nei sacerdoti rispetto ai laici. Per i fattori ‘stabilità emotiva’ e ‘estroversione’ si nota chiaramente nei sacerdoti la scarsa impulsività e lo scarso desiderio di andare alla ricerca di nuove sensazioni – continua Cerasa – mentre per ‘l’apertura mentale’ sia i fedeli laici sia i sacerdoti mostrano una chiara tendenza ad approfondire ciò che è già conosciuto, piuttosto che esplorare nuovi ambiti di conoscenza, e, per ciò che attiene ai valori, ad affidarsi ad un’autorità riconosciuta all’interno della comunità”.

    Evidentemente il demone della pedofilia  non si manifesta chiaramente nella personalità di un sacerdote, ecco perché il grande smarrimento dei fedeli, ma si annida probabilmente nei reconditi ben più profondi e bui della patologia mentale.

    A darcene conferma è lo stesso dott. Cerasa che – contattato al telefono –  ha voluto precisare che la ricerca fatta dall’Ibfm-Cnr è di àmbito psicologico e non ha nessuna finalità né possibilità di stabilire se un sacerdote è un pedofilo o meno. La pedofilia – ha concluso Cerasa – è una patologia che va trattata in àmbito psichiatrico e non certo psicologico.

    Ferdinando Fontanella

    Twiter: @nandofnt

    http://www.ilgazzettinovesuviano.com/2016/03/06/chi-sono-i-sacerdoti-fedeli-tra-pedofilia-e-amicalita/

  • Padre Fedele a Iacchité: “Prete pedofilo dovrebbe andare nel mare con una macina da mulino al collo”

    Padre Fedele a Iacchité: “Prete pedofilo dovrebbe andare nel mare con una macina da mulino al collo”

    Lui è il francescano che ha subito dieci anni di gogna mediatica prima di essere dichiarato innocente in un processo pieno di contraddizioni per un presunto abuso sessuale ai danni di una suora risultata poi una teste inattendibile, Iacchité è la redazione on line cosentina le cui pagine, un mese fa, furono oscurate preventivamente dalla Procura di Cosenza perché le notizie in esso contenute avrebbero provocato una grave forma di ansia al sindaco della città bruzia, Mario Occhiuto. E qualche giorno l’ex capo ultras del Cosenza Calcio ha affidato un lungo sfogo alle pagine del direttore Gabriele Carchidi per esprimere il disappunto per l’accostamento della sua storia processuale a quello della segretezza mantenuta sul nome del prete indagato in città per presunti reati di pedofilia ai danni di un ragazzino. Ma la sua non vuole essere una difesa personale, piuttosto una presa di posizione e dura condanna contro il fenomeno della pedofilia e di chi continua a coprirlo. Una voce fuori dal coro, quella di Padre Fedele, come sempre fuori dai canoni, che proprio per la sua propensione di farsi beffa di convenzioni e poteri forti, potrebbe essere stato catapultato ingiustamente in un processo di cui alcuni colleghi giornalisti hanno scritto che fosse montato ad arte al fine di screditarlo.

    Ecco, integralmente, il testo della lettera pubblicata sul sito www.iacchite.com:

    “Caro direttore, le chiedo un po’ di spazio per alcune precisazioni e riflessioni sui recenti scandali della Chiesa universale e locale.

    Un collega “giornalista” (la parola è virgolettata per ovvi motivi, intelligenti pauca) oggi mi ha accomunato ad altri ecclesiastici che si sono macchiati di gravi peccati e ricchezza sfrenata.

    Sono stanco di leggere, dopo dieci anni di calvario mediatico, durante i quali ho ricevuto pesanti insulti e grandi ingiustizie, molta sporcizia e quanto altro sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

    Nell’ultima sentenza del Tribunale di Catanzaro per il famoso complotto a mio danno, è scritto: “il fatto non sussiste, la suora è inattendibile, ecc.”. Ed allora perché accostarmi a Luberto Alfredo, ricco, opulento, ladro e approfittatore dei poveri malati, al mercante del tempio per la vendita di arredi sacri dell’Abbazia di San Giovanni in Fiore, alla borsa del santuario di San Francesco di Paola abusando delle offerte dei fedeli, al prete pedofilo di San Giacomo d’Acri e all’attuale scandalo del prete pedofilo di cui non si pubblica il nome forse perché è in programma la sua promozione a vescovo?

    Sono indignato e amareggiato.

    Mi sto preparando a sorella morte. Ieri ho compiuto 78 anni ed ancora alcuni “giornalisti”, forse per riempire pagine di giornali, avvicinano l’innocente frate a questi delinquenti che Papa Francesco ogni giorno condanna.

    Permettetemi di aprire un francescano sipario, non per superbia e vanagloria, ma per la storia.

    Forse non sapete che sono uno dei sacerdoti più poveri del mondo (cfr. atto notarile del notaio Lanzillotta Stefania). Sono in lista per donare un rene da vivo ed ho in programma la realizzazione di una seconda Oasi per bambini disabili.

    Tralascio gli aiuti ai bambini africani ammalati ed affamati, che aiuto con la collaborazione degli ultrà del Cosenza Calcio.

    Se non volete pubblicare il positivo, non buttate ancora sporcizia sul mio viso e sofferenza nel mio cuore.

    Dopo la mia morte dispenso questi inqualificabili “giornalisti” a scrivere di me. Com’è strana e crudele questa vita giornalistica!

    Ripeto, sono stato buttato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, messo in carcere e poi agli arresti domiciliari, abbandonato dalla Chiesa locale fino ad oggi, dal mio Ordine e da molti confratelli diocesani, mentre questo prete pedofilo che dovrebbe andare nel profondo del mare con una macina da mulino al collo come vuole Cristo, viene “secretato” dalla magistratura e dalla Chiesa locale.

    Fortunatamente Papa Francesco tuona, rimprovera e scomunica preti e vescovi che coprono i pedofili. Condanna i vescovi affaristi che predicano bene e razzolano male.

    Seguo l’Innocente Maestro Divino, Cristo (“Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi, rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”), e questo meraviglioso Papa che ha il coraggio di dire la verità chiamando i vescovi affaristi e faraoni.

    Altro ed altri sono spazzatura…”

    Padre Fedele Bisceglia

  • PEDOFILIA, REATO ATROCE. PARLA IL CRIMINOLOGO SERGIO CARUSO

    PEDOFILIA, REATO ATROCE. PARLA IL CRIMINOLOGO SERGIO CARUSO

    PEDOFILIA, L’APPELLO DEL PEDAGOGISTA: “TORNATE A PARLARE CON I VOSTRI FIGLI”

    Aboliamo immediatamente un luogo comune: non è il voto di castità a cui sono sottoposti alcuni sacerdoti o il delirio di onnipotenza che dà una pistola nella fondina a fare di un uomo un pedofilo. Anzi, diciamo pure che generalizzare e pensare che alcune categorie abbiano un maggior numero di casi rispetto ad un’altra è una mera idiozia. Preti e poliziotti, spesso bersagli innocenti quando si parla dell’atroce reato sui minori, sono frequenti vittime dei pregiudizi socio politici usati per colpire la categoria che rappresentano e per motivi per motivi che nulla hanno a che fare con la scienza. La pedofilia non ha ceto o estrazione sociale ed è una malattia che affonda le sue colpe non nelle divise e negli abiti talari, ma in dinamiche psicopatologiche complesse e molto più diffuse di quanto si possa pensare. È quanto sostiene il dottor Sergio Caruso, pedagogista, esperto in minori, famiglia e prevenzione, criminologo clinico e docente master criminologia a  Catanzaro, chiamato a spiegare in modo oculato e scientifico che cos’è realmente la pedofilia, quando ci si trova davanti a un caso del genere e se si può guarire.

    Intanto, che cos’è la pedofilia?

    «La pedofilia è una parafilia (anomalia del comportamento per cui la soddisfazione dell’istinto sessuale può essere raggiunta solo attraverso atti eccentrici o perversi, ndr) in cui il desiderio sessuale prevalente ha i tratti della morfologia estetica caratterizzata dalla personalità e l’espressione dei caratteri sessuali specifici di un minore. L’immaturità psicologica, infatti, accomuna sia il pedofilo che la vittima».

    Il Pedofilo ha un profilo psicologico ben delinato?     

    È errato pensare che sia uno soltanto. La letteratura scientifica distingue, senza elencare i sottotipi, tre tipologie: i preferenziali, i seduttivi e i sadici. Questi ultimi sono coloro i quali, nel 95% dei casi, il recupero è impossibile, poiché un pedofilo sadico generalmente seduce, violenta, importuna e uccide il minore. L’esempio più noto è quello di Luigi Chiatti, il famigerato pedofilo di Foligno. E a tal proposito, si faccia attenzione a non usare la parola mostro. È un termine mediatico nemico della scienza, che genera confusione per alimentare la saga del crimine, per alimentare una sorta di terrorismo psicologico che non aiuta a comprendere la problematica ma anzi elimina il nesso scientifico per aumentare la paura. Il pedofilo è una persona malata. Nella stragrande maggioranza dei casi abbiamo non solo dei riscontri di psicopatologie in cui la realtà è alterata, ma come caso del sadico, una volta su tre il pedofilo è vittima della sindrome dell’abusato/abusatore, ovvero è stato anch’egli abusato, quasi sempre da persone vicine. Cosicché tende a fare gesti simili».

    Quando un adulto gioca ‘affettuosamente’ con un bambino, ad esempio fare “il cavalluccio”, tenendolo in braccio o accarezzandolo, si è sempre in presenza di un pedofilo?

    «Questo è il caso dei pedofili seduttivi, che adottano uno schema ludico per esercitare vere e proprie violenze, non per forza relative all’ambito biomeccanico della penetrazione e delle violenza sessuale in genere. Coinvolgere il minore psicologicamente in giochi erotici, in situazioni erotizzanti, con la scusa del “cavalluccio”, farsi le foto insieme, farsi accarezzare, provoca comunque dei danni nella personalità del minore».

    Cosa succede a un minore che subisce violenza fisica o psicologica?

    «Da pedagogista, esperto della tutela dell’età evolutiva, alla luce della ricerche che abbiamo condotto presso il laboratorio scientifico del mio maestro, il Professor Matteo Villanova, Roma 3, laboratorio O.L.T.R.E.E., posso dire con certezza che il soggetto subisce danni psicologici irreparabili. Tende a somatizzare, a chiudersi, a non rivelarlo a nessuno. Con questa sofferenza, se tenuta dentro, iniziano a subentrare malesseri psicofisici, quali per esempio il vomito, paure, fobie, ansie, fino a vedere gli adulti come persone distante o avverse. Questi minori esprimono un forte disagio, che non scompare in età adulta ma si enuclea fino a sfociare, in alcuni casi, in psicopatologie».

    Quando non si verifica un vero e proprio atto di violenza, come nel caso di giochi apparentemente innocenti, il minore comprende di essere oggetto di attenzioni sessuali da parte dell’adulto?

    «Inizialmente no, principalmente per due motivi: il primo è per la fiducia che nutre nella persona adulta con la quale “gioca” e che considera un punto di riferimento, il secondo è perché per un bambino giocare rappresenta la normalità. Quindi non se ne rende conto, non è capace di una presa di coscienza. Successivamente si creano delle situazioni sempre più sessualizzanti in cui si mettono in atto azioni sessuali esplicite ed è lì che il bambino capisce».

    I pedofili appartengono, per ceto sociale o altra caratteristica, a una precisa categoria?

    «Assolutamente no, categorizzare è estremamente sbagliato. È una mera invenzione mediatica affermare che i preti o poliziotti, per esempio, sono le categorie nelle quali si riscontra il maggior numero di casi di pedofilia. Ci sono determinate trasmissioni televisive che farei chiudere seduta stante, perché le informazioni distorte, anziché aiutare a risolvere il problema, lo peggiorano. La pedofilia è la conseguenza di una dinamica destrutturante insita nell’individuo che non è legata ad alcun ceto o estrazione sociale. Quando si va a colpire una categoria non si vuole gettare la croce sull’individuo, ma sulla categoria che rappresenta, per motivi socio-politici che vanno al di là della scienza».

    Quali sono i sintomi per i quali una famiglia dovrebbe allarmarsi?

    «Prima del sintomo, che si ha a violenza già avvenuta, dovremmo fare fare una cosa essenziale e che purtroppo nelle famiglie e nelle scuole non avviene più: l’ascolto emozionale. Dovremmo istituire centri d’ascolto specifici per i minori che possano collegare le due più grandi agenzie strutturanti delle personalità e della società, che in questo preciso momento storico sono crollate. Solo attraverso l’educazione affettiva possiamo accorgerci di dinamiche che in un’osservazione superficiale , sepuur quotidiana, sicuramente non vediamo. Bisogna incentivare l’ascolto, sia esso per un momento di difficoltà, di paura, per un episodio di bullismo, fino ad arrivare a casi ancora più gravi. E anche noi professionisti, quali medici e  giornalisti, dovremmo attivarci per l’istituzione della prevenzione evolutiva e pedagogica, affinché il bambino possa essere ascoltato prima del danno, prima del reato, prima della violenza».

    Dalla pedofilia si guarisce?

    «In alcuni casi sì. Però è necessario capire di fronte a quale tipo di pedofilo ci si trova e valutare con minuzia quale tipo di intervento di riduzione recidiva deve essere attuata dall’equipe psichiatrica. Ripeto, nel caso del pedofilo sadico la guarigione è quasi impossibile, ma anche nel caso del seduttivo la questione rimane comunque complicata».

    La detenzione è una pena giusta in questi casi?

    «La detenzione ci deve essere perché il reato di pedofilia è atroce e inqualificabile. Ma guai se avessimo un sistema penale che non affiancasse la cura alla detenzione. Ci sono alcuni reparti dello Spinazzoli a Trani, nel carcere di Castrovillari o Poggio Reale, solo per fare un esempio, in cui è possibile eseguire un trattamento clinico forense per questa precisa tipologia di reato. Sì, i pedofili devono rimanere dentro, anche perché, se non curati, rimane sempre alto il rischio di recidiva».

    http://www.francescalagatta.it/pedofilia-reato-atroce-parla-il-criminologo-ed-esperto-sergio-caruso/

  • Violenza sessuale, a giudizio sacerdote. Curia di Crotone responsabile civile

    Violenza sessuale, a giudizio sacerdote. Curia di Crotone responsabile civile

    Lo ha deciso il gup di Catanzaro che ha accolto la richiesta della Procura e delle parti civili, tra cui il Comune di Belcastro, che si sono costituite contro l’ex parrocco, don Roberto Mastro.

    È stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere abusato di una quindicina di ragazzi, tutti di età inferiore a 14 anni, che frequentavano la parrocchia di San Michele Arcangelo, a Belcastro, in Calabria.Lo ha deciso il gup di Catanzaro che ha accolto la richiesta della Procura e delle parti civili (tra cui il Comune di Belcastro) che si sono costituite contro l’ex parrocco, don Roberto Mastro.

    Il prete sarà processato dal Tribunale per violenza sessuale sui minori. La prima udienza è già fissata per il prossimo 10 aprile quando, in aula, dovrà comparire don Roberto, denunciato dai genitori dei bambini. Le indagini partirono in seguito alle segnalazioni dei parrocchiani poi riscontrate dai carabinieri. Nella fase delle indagini preliminari, si è svolto anche un incidente probatorio in occasione del quale sono state raccolte letestimonianze delle vittime.

    I ragazzini hanno raccontato ai carabinieri le attenzioni particolari ricevute dal parrocco e le violenze che avrebbero subito fino all’11 dicembre 2010 quando, di notte, don Roberto è scappato da Belcastro ufficialmente per una pausa di riflessione. In realtà, il parrocco del paesino calabrese ha avuto paura della reazione dei suoi stessi parrocchiani una volta che si è saputo dell’inchiesta. Dal giorno in cui don Roberto ha lasciato Belcastro non si hanno più sue notizie. Sembrerebbe che il sacerdote si sia chiuso in una struttura religiosa a Roma dove non avrebbe contatti con l’esterno. Questo, però, non lo esime dalla necessità di presentarsi in aula per difendersi dall’accusa di pedofilia.

    Il 15 dicembre scorso, il gup ha respinto la richiesta di costituirsiparte civile da parte della Curia che, in un primo momento, aveva garantito l’assistenza legale al parroco imputato. In aula, però, la Curia arcivescovile di Crotone-Santa Severina ci sarà lo stesso. È stata citata, infatti, come responsabile civile. Nel caso in cui don Roberto sarà condannato, in sostanza, sarà obbligata a risarcire i danni alle vittime.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/03/violenza-sessuale-giudizio-sacerdote-curia-responsabile-civile/1394733/

  • Pedofilia: prete nel catanzarese rinviato a giudizio per abusi su 15 ragazzi

    Pedofilia: prete nel catanzarese rinviato a giudizio per abusi su 15 ragazzi

    L’ex parroco di Belcastro don Roberto Mastro e’ stato rinviato a giudizio dal gup di Catanzaro con l’accusa di violenza sessuale su 15 ragazzi di eta’ inferiore ai 14 anni. Il giudice ha cosi’ accolto la richiesta della Procura della Repubblica e delle parti civili, tra le quali anche il Comune di Belcastro. Il processo iniziera’ il 10 aprile prossimo. Il sacerdote, che e’ libero, ha lasciato la Calabria nel dicembre 2010 quando furono pubblicate le prime notizie dell’indagine in corso nei suoi confronti. Adesso, secondo alcune voci, potrebbe trovarsi in una struttura religiosa a Roma.

    La Curia di Crotone-Santa Severina aveva chiesto di costituirsi parte civile, ma il gup ha respinto la richiesta e l’ha citata, invece, accogliendo le richieste delle parti, come responsabile civile per pagare in solido, in caso di condanna dell’imputato, eventuali risarcimenti di danni. Don Mastro, parroco di Belcastro dal 2007 al 2010, e’ accusato di abusi su 15 ragazzi. L’inchiesta della Procura di Catanzaro fu avviata dopo la denuncia presentata dai genitori di una delle presunte vittime.

    Successivamente i carabinieri hanno raccolto le dichiarazioni dei genitori di altri ragazzi che, secondo la loro versione, avrebbero subito gli abusi da parte del sacerdote. Durante le indagini preliminari si e’ svolto anche un incidente probatorio in occasione del quale sono state raccolte le testimonianze delle vittime.

    http://www.strettoweb.com/2015/02/pedofilia-prete-nel-catanzarese-rinviato-giudizio-per-abusi-15-ragazzi/241796/

  • Prescritto padre Aldo Mercurio per abusi sulla nipote di 3 anni, Catanzaro. Prete cappuccino di Montauro predica su facebook e vittima tenta il suicidio

    Prescritto padre Aldo Mercurio per abusi sulla nipote di 3 anni, Catanzaro. Prete cappuccino di Montauro predica su facebook e vittima tenta il suicidio

    Archivio . AdnAgenzia . 2001 . 10 . 09

    PEDOFILIA: CALABRIA, FRATE CAPPUCCINO ACCUSATO DI ATTI LIBIDINE
    DA ANNI ABUSAVA DELLA NIPOTINA CHE POI HA TENTATO IL SUICIDIO
    Catanzaro, 9 ott. – (Adnkronos) – La procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di un frate cappuccino, A.M. di 66 anni, che per anni avrebbe compiuto atti di libidine su una sua pronipote minorenne. Il frate, secondo la magistratura inquirente, avrebbe cominciato ad abusare della nipote gia’ dal 1995, quando questa aveva appena 11 anni. Gli abusi, di cui la madre della piccola era drammaticamente a conoscenza, sarebbero avvenuti fino a quando la bambina, ormai adolescente, non ha tentato di suicidarsi per la disperazione.

    Dalla indagini, infatti, e’ emerso che la bambina aveva raccontato degli abusi in un tema in classe e che l’insegnate ne aveva informato la madre. La signora, pero’, non volle denunciare l’accaduto ai carabinieri per paura di uno scandalo. Gli abusi sulla piccola si sono cosi’ protratti fino al tentato suicidio.

    Gli atti di libidine sarebbero stati perpetuati non solo nella casa della piccola, ma anche in casa di altri parenti.

    (Acz/Zn/Adnkronos)

    Ma se i preti predatori la fanno franca, a pagare sono spesso le vittime. Il trauma dell’abuso segna le loro vite di ragazzini o ragazzine e a volte non reggono al peso di non essere creduti. In Calabria, in un paese nei pressi di Soverato, mentre su un anziano frate sospettato di aver dedicato attenzioni morbose ad una sua pronipote dodicenne è calato il silenzio, la bambina abusata ha tentato il suicidio. Maria (il nome è di fantasia) si è tagliata le vene dei polsi. Per fortuna l’ha trovata in tempo sua madre e si è salvata.

    (26 aèrile 2002)

    www.repubblica.it/online/cronaca/pa…/mazzocchi.html

    Pedofilia. Prete di Catanzaro chiesti 6 anni di carcere, molestò più volte minorenne

    Pubblicato il 15 luglio 2010 17:58 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 18:32

    Una condanna a sei anni di reclusione è stata chiesta nei confronti di un sacerdote di 75 anni di Catanzaro accusato di aver molestato sessualmente una bambina minorenne di tredici anni. La richiesta di condanna è stata avanzata dal pubblico ministero, Carlo Villani, nel corso del processo in corso dinanzi ai giudici del tribunale di Catanzaro.
    Il processo è iniziato otto anni fa ma solamente ora, dopo che per sei volte è cambiato il collegio giudicante, è giunto alle battute finali. Il sacerdote, secondo l’accusa, svolgeva la sua attività in una parrocchia di un quartiere periferico di Catanzaro. Negli anni 1995-96 avrebbe abusato della minorenne in tre distinte circostanze.
    In particolare l’accusa contesta al sacerdote di aver compiuto atti sessuali con la minorenne. La vittima raccontò gli episodi ai genitori i quali denunciarono il sacerdote alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

    www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…norenne-471987/

    PEDOFILIA: CHIESTA CONDANNA PER PRETE CATANZARESE

    16:45 15 LUG 2010

    (AGI) – Catanzaro, 15 lug. – Sei anni di reclusione ha chiesto oggi il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani nei confronti di A. G. S. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia. Le accuse, per la precisione, parlano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato sotto processo. Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata ben sei volte. A questo punto, pero’, dopo la requisitoria di oggi del pm, e la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile, il giudizio parrebbe doversi concludere martedi’ prossimo, a seguito dell’arringa degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado. (AGI) Ros/Cli

    www.agi.it/catanzaro/notizie/201007…ete_catanzarese

    Atti di libidine su una minorenne Chiesti sei anni per un religioso

    Data: Venerdi, 16 Luglio 2010

    I fatti contestati sarebbero avvenuti a Soverato e, per la precisione, parlano di «atti di libidine violenta su una minorenne», che sarebbe stata baciata, toccata …

    Catanzaro Sei anni di reclusione. È stata questa la richiesta del pubblico ministero di Catanzaro, Carlo Villani, nei confronti di A. M., un religioso 75enne imputato di pedofilia. Ieri l’udienza davanti al tribunale del capoluogo in composizione collegiale (presidente Antonio Battaglia, a latere Emanuela Folino e Adriana Pezzo, cancelliere Alfonso Laborioso).
    Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante è mutata ben sei volte. A questo punto, però, dopo la requisitoria di ieri del pm, il giudizio dovrebbe concludersi il 12 ottobre, data del rinvio dell’udienza, dopo la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile (tramite i genitori della minore), e le arringhe degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado.
    I fatti contestati sarebbero avvenuti a Soverato e, per la precisione, parlano di «atti di libidine violenta su una minorenne», che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo è stato mandato sotto processo. Il religioso avrebbe non solo tentato di baciare la minorenne sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe persino alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per porla nelle sua parti intime. Ma non basta. L’uomo è anche accusato di aver ricambiato le morbose attenzioni. In particolare, in un’occasione, «approfittando del fatto che la minore si trovasse a letto, ammalata» le avrebbe infilato la mano sotto il pigiama e avrebbe toccato le parti intime.
    Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e altri quattro testimoni che, secondo quanto contenuto nel decreto che dispone il giudizio, avrebbero confermato le circostanze riferite dalla minore. Proprio per tutti questi motivi la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio del religioso davanti al tribunale in composizione collegiale. Saranno proprio i tre giudici del Tribunale collegiale a dover stabilire l’eventuale penale responsabilità del sacerdote optando per la tesi accusatoria o, eventualmente, scegliendo la tesi difensiva proposta dai legali del religioso.
    La vicenda giunge al culmine proprio nel momento in cui la Chiesa ha previsto una stretta a tutto campo sugli abusi sessuali compiuti da religiosi. Le procedure aggiornate saranno contenute in un documento a firma del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale William Joseph Levada e, per approvazione, di Benedetto XVI. Rappresentando un sorta di “tagliando” al documento “Delicta graviora” che nel 2001, stabilendo quali siano i delitti più gravi contro la fede. (g.m. – gazzetta del sud)

    www.soveratoweb.com/modules.php?nam…=print&sid=9686

    Chiesti sei anni di reclusione per un prete accusato di pedofilia

    Catanzaro – Notizie

    pedofiloCatanzaro, 16 luglio 2010 – Il pm di Catanzaro, Carlo Villani, nella requisitoria ha chiesto 6 anni di reclusione per un prete accusato di pedofilia. Il processo è iniziato otto anni fa e ora dopo la requisitoria del Pubblico Ministero il procedimento sarà chiuso entro il 12 ottobre data del rinvio dell’udienza. L’incombere della prescrizione fa dubitare che si possa andare al di là della sentenza di primo grado. I fatti contestati sarebbe avvenuti a Soverato. Si parla nello specifico di “atti di libidine violenta su una minore” che sarebbe stata toccata, baciata e costretta a diversi altri atti sessuali in diverse occasioni tra il 1995 e il 1996. Il religioso non avrebbe solo baciato la piccola sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per portarla verso le sue parti intime. In un’altra occasione sempre il prete, essendo la bambina al letto ammalata, ha spostato le coperte e messo una mano sotto il suo pigiamino per toccarle le parti intime. Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e quattro testimoni. La vicenda giunge a soluzione nel momento in cui la Chiesa ha sancito norme severissime per i sacerdoti che si macchiano di questo aberrante crimine contro degli innocenti. I bambini vanno rispettati e protetti perché rappresentano il nostro futuro e non usati come dei giocattoli sessuali. (Chantal Concetta Castiglione)

    www.calabriah24.it/201007166303/cat…-pedofilia.html

    PRETE MOLESTÒ MINORENNE. REATO PRESCRITTO

    12-10-2010 19:15

    I giudici del tribunale di Catanzaro hanno emesso una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di un sacerdote di 75 anni accusato di aver molestato sessualmente una bambina di tre anni. Il pubblico ministero, Carlo Villani, ha chiesto la condanna dell’imputato a sei anni di reclusione. I difensori del sacerdote, gli avvocati Sergio Rotundo e Rosario Chiariano, hanno invece sostenuto la completa estraneità del loro assistito. Il processo è iniziato otto anni fa ma solamente ora, dopo che per sei volte è cambiato il collegio giudicante, è giunto a sentenza. Il sacerdote svolgeva la sua attività in una parrocchia di un quartiere periferico di Catanzaro. Negli anni 1995-96, secondo l’accusa, avrebbe compiuto atti di libidine (in base alla vecchia normativa sulla violenza sessuale) nei confronti della minorenne in tre distinte circostanze. La vittima raccontò gli episodi ai genitori i quali denunciarono il sacerdote alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

    www.telereggiocalabria.it/news/1-cr…prescritto.html

    13/10/2010
    Soverato: Frate pedofilo? Reato prescritto
    Catanzaro – Si è concluso con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione il processo penale a carico di A.M., un religioso oggi 75enne imputato di pedofilia. Al termine della camera di consiglio la pronuncia è stata emessa ieri pomeriggio dal Tribunale collegiale di Catanzaro, al quale il pubblico ministero Carlo Villani – al termine della requisitoria del 15 luglio scorso – aveva chiesto una condanna a sei anni di galera. Aveva chiesto di affermare la penale responsabilità dell’imputato anche l’avvocato Salvatore Staiano, che rappresentava la parte offesa costituitasi parte civile, mentre A.M. era difeso dagli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo.
    I fatti oggetto del procedimento penale concluso con la sentenza di ieri sarebbero avvenuti a Soverato. Le accuse contestate all’imputato, per la precisione, parlavano di «atti di libidine violenta su una minorenne», nipote dello stesso religioso, che sarebbe stata baciata, toccata e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996.
    Il lungo e dettagliato capo d’imputazione formalizzato a carico di A.M. descriveva condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo è stato mandato al processo, iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante è mutata per sei volte. Gli anni sono dunque passati, le udienze si sono susseguite fino a giungere alla prescrizione dei reati ipotizzati a carico del frate.
    Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e altri quattro testimoni che, secondo quanto contenuto nel decreto che disponeva il giudizio, avrebbero confermato le circostanze riferite dalla minore. Racconti e testimonianze dei quali la Procura della Repubblica si è avvalsa nel corso delle indagini preliminari, concluse poi con la richiesta di rinvio a giudizio; e sulla base delle stesse accuse, il giudice per le udienze preliminare ha disposto il rinvio a giudizio del religioso davanti al Tribunale in composizione collegiale.
    Ieri pomeriggio, dunque, è giunta la sentenza che ha messo la parola fine. Il collegio giudicante (presidente Antonio Battaglia, a latere Emanuela Folino e Adriana Pezzo, supportati dal cancelliere Alfonso Laborioso) si è preso 90 giorni per il deposito delle motivazioni della propria sentenza.
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    www.telejonio.com/soverato-frate-p…to-nId1516.html

    Catanzaro. Prete accusato di pedofilia: interviene la prescrizione

    Catanzaro. La lunghezza di un processo, tanto per cambiare, ha dato luogo ad una sentenza di non luogo a procedere. Questa volta non si conoscerà la verità in relazione ad un caso di pedofilia. Sul banco degli imputati il prete 75enne di una parrocchia dell’area periferica di Catanzaro, accusato di aver commesso in tre distinti episodi atti di libidine ai danni di una bimba di tre anni. Una vicenda che risale al periodo a cavallo tra il 1995 ed il 1996 ed il cui processo che ne è seguito, grazie alle continue interruzioni dovute all’avvicendamento dei giudici della Corte, si è protratto per otto anni. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carlo Villani aveva richiesto una pena pari a 6 anni di carcere. I legali del prete, gli avvocati Rosario Chiariano e Sergio Rotundo, hanno caldeggiato, al contrario la sua assoluta innocenza. Furono i genitori della piccola a presentarsi dai magistrati per denunciare il parroco.

    www.newz.it/2010/10/13/catanzaro-pr…crizione/67583/

    Catanzaro: accuse di pedofilia prescritte per sacerdote della provincia

    Martedì 12 Ottobre 2010

    Una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione e’ stata emessa oggi nei confronti di A. G. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia.
    La pronuncia e’ stata emessa dal tribunale collegiale di Catanzaro, cui il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani aveva chiesto una condanna a sei anni di galera. Aveva chiesto di affermare la penale responsabilita’ dell’imputato anche l’avvocato Salvatore Staiano, che rappresentava la parte offesa costituitasi parte civile, mentre A. G. M. era difeso da Rosario Chiriano e Sergio Rotundo. Le accuse contestate all’imputato, per la precisione, parlavano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia di Catanzaro, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descriveva condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato al processo, iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata per sei volte.
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    Catanzaro: prete accusato di pedofilia

    Il Pubblico ministero ha chiesto sei anni di reclusione per l’imputato

    prete15 / 07 / 2010
    Sei anni di reclusione ha chiesto oggi il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani nei confronti di A. G. S. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia.
    Le accuse, per la precisione, parlano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato sotto processo. Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata ben sei volte. A questo punto, pero’, dopo la requisitoria di oggi del pm, e la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile, il giudizio parrebbe doversi concludere martedi’ prossimo, a seguito dell’arringa degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado.

    (AGI)

    http://www.calabriaonline.com/articoli/catanzaro-prete-accusato-di-pedofilia_1691.htm

    www.diocesicatanzarosquillace.it/do…cesano_2012.pdf

    P. Aldo MERCURIO n. Montauro 19/11/1935 – ord. 15/07/1961. Confessore – Archivista – Bibliotecario

    www.amicifrancescani.it/cappuccinicatanzaro.htm
    Padre Aldo Mercurio,confessore e si dedica alla cultura.


    www.facebook.com/aldo.mercurio

    www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=68096

    CRONACA / ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del Monte

    Con una mostra speciale si festeggia il santo nella chiesa del centro storico

    Mercoledì 11 Giugno 2014 – 14:34
    CatanzaroInforma.it: ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del MonteCatanzaroInforma.it: ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del Monte
    Presso i Cappuccini della Chiesa del Monte di Catanzaro è stata inaugurata giorno 7 giugno la mostra “Sant’Antonio per immagini”, una interessante e preziosa esposizioni di santini d’epoca – dal 1600 al 1900 – dove viene evidenziato come la rappresentazione del Santo di Padova, si sia arricchita, nel corso dei secoli, del simbolismo legato al Santo (giglio, Bambin Gesù, libro, pane) e sia passata da manufatto essenziale, quello dei monasteri e delle clausure, a immagine sempre più curata nei particolari e nella fattura attraverso la stampa meccanica dei famosi merlettati. Oltre cento santini prescelti tra gli ottocento che costituiscono la collezione di Iannicelli che da molti anni oramai si dedica alla ricerca delle immagini di Sant’Antonio prodotte sia in Italia che all’estero. A parte il lato religioso, Antonio Iannicelli, curatore della mostra, si è intrattenuto con i visitatori sulla storia del santino nel corso dei secoli; sul materiale utilizzato, i procedimenti di stampa, le tecniche della produzione, l’iconografia, le retrostanti preghiere, gli incisori e gli editori, a volte vere e proprie famiglie di artisti impegnati nel campo. Una mostra davvero apprezzabile che durerà fino al 13 giugno. Nel pomeriggio di giorno 9, sempre presso i Cappuccini del Monte, alla presenza del Padre Provinciale dei Cappuccini, Giambattista Urso è stato presentato il libro “Sant’Antoniu miu binignu”, un excursus sulla devozione popolare calabrese al Santo di Padova: esercizi spirituali, orazioni, invocazioni e canti sono riportati nei svariati dialetti delle comunità calabresi attraverso le testimonianze rilevate in circa venti paesi presi a campione. Tutte le orazioni evidenziano una devozione sempre attuale al Santo, considerato la “panacea” per le afflizioni spirituali e materiali. L’incontro che ha fatto registrare pregevoli ed interessanti interventi di Cesare Mulè, Presidente emerito del Cenacolo dei Dieci, di Francesco Graceffa, storico e della docente Rita Pistoia, è stato moderato da padre Aldo Mercurio. Inusuale e sorprendente l’apertura dei lavori con un canto popolare a Sant’Antonio, eseguito con la chitarra battente da Andrea Bressi, appassionato etnomusicologo catanzarese. L’autore soffermandosi sulla devozione dei Catanzaresi a Sant’Antonio di Padova, definito un tempo santo forestiero, ha declamato la poesia di Patari “Sant’Antoni e San Franciscu” che – secondo il poeta – descriveva la “preferenza” dei Cappuccini del Monte per il loro beniamino a discapito degli altri Santi della chiesa; poi, soffermandosi sulle orazioni per la ricerca del buon marito, bellamente riportate nel libro, ha letto la poesia in vernacolo “A Mariannina” di Ettore Alvaro che evidenzia l’accanimento con il quale le giovanette di un tempo chiedevano la grazia al Santo per l’invio del buon marito. L’incontro si è arricchito con interventi del pubblico in sala. Testimonianze di Francesca Rizzari Gregorace, Tonino Barbato e Totò Benefico. A chiusura della serata, il sempre bravo Andrea Bressi ha eseguito un ulteriore canto popolare a Sant’Antonio, accompagnandosi, questa volta, con l’organetto diatonico. Grazie a padre Carlo Fotino, Superiore del Convento, a tutti i Cappuccini e ad Alberto Lorenzo, quest’ultimo perfetta macchina organizzatrice dell’evento i festeggiamenti sono stati aperti in forma solenne e continuano, sempre presso la Chiesa del Monte, con le Sante Messe agli orari previsti e con la benedizione dei pani, e dei bambini. Giorno 13 alle ore 18,00 è prevista la Santa Messa presieduta dal Vescovo Emerito Mons. Antonio Cantisani.

    www.amicifrancescani.it/programmatredicinaquattordici.htm

    1 giugno: Padre Aldo mercurio – Antonio: storia di una vocazione cristiana

    www.amicifrancescani.it/programmadefuntidue.htm

    HIESA DEL MONTE – FRATI MINORI CAPPUCCINI
    CATANZARO

    OTTAVARIO PER I DEFUNTI
    DALL’ 1 ALL’ 8 NOVEMBRE 2014

    PROGRAMMA

    SABATO 1 NOVEMBRE – SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

    AL MATTINO SANTE MESSE ORE 9,30 – 11,30.
    17,15: SANTO ROSARIO E PREGHIERA DI INTERCESSIONE PER I FRATELLI DEFUNTI.
    18,00: S. MESSA. PRESIEDE PADRE ALDO MERCURIO.

    http://laici.forumcommunity.net/?t=57259604

  • Prete pedofilo: il tribunale di Catanzaro dice no alla Curia parte civile

    Prete pedofilo: il tribunale di Catanzaro dice no alla Curia parte civile

     La Curia Arcivescovile di Crotone-Santa Severina non è stata ammessa a costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento a carico di Roberto Mastro, parroco della cittadina di Belcastro, nel Catanzarese, dal 2007 al 2010, accusato di pedofilia. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Ilaria Tarantino, che ha invece dato il via libera alla costituzione di parte civile del Comune di Belcastro e delle famiglie delle presunte piccole vittime degli abusi, rappresentate dagli avvocati Concetta Stanizzi e Antonello Talerico. Erano stati proprio questi ultimi ad opporsi fermamente alla costituzione della Curia, che nell’inchiesta non è stata citata fra le parti offese, ed anzi ne avevano piuttosto chiesto la chiamata in giudizio quale responsabile civile, e cioè come quella parte che, in caso di condanna al risarcimento dei danni, sara’ obbligata in solido a pagare assieme all’imputato, richiesta che il gup ha accolto.

    A questo punto, dopo il rinvio di oggi, riprenderà il 2 febbraio prossimo l’udienza preliminare all’esito della quale si saprà se verrà accolta o meno la richiesta della Procura del capoluogo calabrese di mandare il sacerdote sotto processo. Pesantissime le contestazioni a carico del prete, che secondo gli inquirenti, dovrebbe rispondere di violenza sessuale ai danni di una quindicina di minorenni, secondo le risultanze di un’indagine apertasi oltre tre anni fa a seguito della denuncia presentata da alcuni genitori di una delle presunte giovanissime vittime. Segnalazione cui se ne aggiunsero altre. I Carabinieri raccolsero infatti le dichiarazioni di decine di persone, e furono anche acquisiti con incidente probatorio – e dunque con valore di prova all’eventuale futuro processo – i racconti dei minorenni coinvolti nei presunti abusi. Quanto all’indagato, non se ne ebbero piu’ notizie precise dal dicembre del 2010, quando si venne a sapere dell’indagine in corso. (AGI)

    http://www.cn24tv.it/news/102687/prete-pedofilo-il-tribunale-di-catanzaro-dice-no-alla-curia-parte-civile.html