Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Divino Amore, nascondiglio dei preti pedofili. Viaggio nella clinica dove curano i preti orchi

    Divino Amore, nascondiglio dei preti pedofili. Viaggio nella clinica dove curano i preti orchi

    La «clinica» per i preti orchi della diocesi di Roma sorge ad appena 100 metri di distanza da una scuola materna (l’asilo Madre del Divino Amore sulla via Ardeatina). Ma le famiglie dei bimbi non lo hanno mai saputo. Panorama invece lo ha scoperto recandosi al Santuario del Divino Amore dove si trova l’Oasi di Elim: una struttura protetta con otto posti letto per sacerdoti e religiosi afflitti da problemi psichici, depressione, alcolismo, burn-out e pedofilia. Fondata 16 anni fa su iniziativa dell’Apostolato accademico salvatoriano, l’Oasi di Elim è sostenuta dalla diocesi di Roma e dalla Cei.

    Fino a oggi la sua esistenza era nota solo agli addetti ai lavori. La casa di cura per i preti orchi sorge a fianco del vecchio Santuario del Divino Amore. Però basta scendere le scale, attraversare il parcheggio del santuario, pochi passi, e ci si trova di fronte alla scuola materna. Una vicinanza certo non voluta, ma che può provocare sconcerto. Anche perché nell’Oasi di Elim si svolgono attività di ambulatorio e psicoterapia per sacerdoti e religiosi che quasi ogni giorno arrivano da Roma e dintorni.

    All’entrata della casa c’è solo una piccola targa anonima: «Opera salvatoriana per il clero e la vita consacrata. Oasi di Elim». Un piccolo cancello, con un vistoso cartello rosso («vietato l’ingresso»), dà su una scala che conduce alla porta di ingresso. Non c’è citofono, né campanello: per entrare occorre digitare la combinazione sulla tastiera. Finalmente dentro, la pace e il silenzio che si respirano contrastano con i rumori all’esterno e soprattutto con il clamore degli scandali che hanno travolto la Chiesa in queste settimane. Un piccolo corridoio conduce alle stanze, tutte singole e piuttosto spartane: letto, scrittoio, armadio, comodino e un piccolo bagno. Niente radio, tv o computer. In fondo al corridoio la statua della Madonna. Poco distante la cappellina per pregare e celebrare la messa lontano da occhi indiscreti. Quindi una sala per la comunità con qualche poltrona, un televisore, l’occorrente per preparare il caffè.

    Comincia da qui il percorso di risalita dall’orrore per i sacerdoti affidati alle cure diMarco Ermes Luparia, diacono permanente, psicologo e psicoterapeuta, insieme con la sua équipe integrata da confessori e direttori spirituali. La vita nell’Oasi di Elim, infatti, alterna la psicoterapia individuale e di gruppo ai tipici momenti della vita sacerdotale: celebrazione della messa, recita delle Lodi e dei Vespri, sempre all’interno della casa. Si tenta così di ricostruire personalità distrutte dall’ansia, dall’angoscia o dalla depressione; liberare pastori d’anime divenuti schiavi dell’alcol o del sesso; fermare orchi in tonaca in preda a disturbi compulsivi, come la pedofilia e l’efebofilia. Se necessario si ricorre anche a terapie farmacologiche. Ci sono poi le migliaia di ore di ascolto e terapia individuale per preti, religiosi e suore che l’équipe di Luparia garantisce presso l’Oasi di Elim e altri centri.

    La richiesta di aiuto è così vasta e crescente che l’anno scorso, su iniziativa del vescovo di Albano, Marcello Semeraro, in un vecchio casale immerso in un parco in via della Solfatara a Pomezia è sorta un’altra struttura con sei posti letto per accogliere i preti con disturbi psichici. È il Centro Monte Tabor, non distante dall’Oasi di Elim e affidato allo stesso gruppo di esperti.

    Ma dalla pedofilia si può guarire? Lo psichiatra Tonino Cantelmi, fondatore dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, è scettico: «Bisogna distinguere due tipi di pedofilia. Una è di tipo sociale, cioè segnata da profondi sensi di colpa. In questi casi il soggetto rivolge le sue attenzioni principalmente verso gli adolescenti e una corretta terapia può portare dei risultati nel tempo». L’altra, prosegue Cantelmi, «è la pedofilia antisociale, priva di sensi di colpa, caratterizzata da un narcisismo maligno che rivolge le sue attenzioni a bambini, pre-adolescenti, perché punta al dominio e alla manipolazione dei più deboli. Si tratta di soggetti molto abili a dissimulare e capaci di conquistare con facilità la fiducia dei bambini e l’apprezzamento degli adulti (maestri, pediatri, educatori). Sono personalità sdoppiate che, una volta compiuto il crimine, tendono a reiterarlo, compulsivamente. Giungono in terapia solo a seguito di una denuncia e sono poco motivati perché non avvertono alcuna remora etica. In questi casi si può puntare solo al contenimento sociale, difficilmente si ottiene un recupero».

    Per Cantelmi nella popolazione italiana sono ormai circa 100 mila gli adulti con fantasie pedofile, alimentate da un mercato pedopornografico sempre più diffuso su internet. Di questi, almeno 10 mila passano poi all’atto sessuale e la pericolosità sociale è altissima, perché «un singolo soggetto è in grado di fare centinaia e centinaia di vittime». Ma «l’incidenza del fenomeno nelle comunità religiose è pari al resto della società».

    Il cardinale Angelo Bagnasco, appena eletto presidente della Cei, ha incaricato il sottosegretario monsignor Mauro Rivella di occuparsi del problema. Così nell’ottobre del 2007, su spinta della Cei, è stata fondata a Roma l’associazione Ministri della Misericordia, alla quale hanno aderito sette congregazioni religiose maschili e femminili e sei comunità terapeutiche. L’obiettivo dell’associazione è favorire la nascita di una rete di strutture per l’accoglienza di sacerdoti e religiosi in difficoltà e l’adozione di protocolli comuni di terapia. Anche il cardinale Agostino Vallini, vicario della diocesi di Roma, sta dando un grande impulso in questa direzione. E i responsabili di diversi centri si sono riuniti lo scorso 12 aprile per fare il punto della situazione.

    Però tutto questo non basterà a far voltare pagina alla Chiesa se non si investirà nella prevenzione, osserva padre Franco Imoda, già rettore della Pontificia università gregoriana nonché psicologo e psichiatra. Quarant’anni fa Imoda ha fondato alla Gregoriana il primo istituto di psicologia e psicoterapia di un’università pontificia, mentre Sigmund Freud e la psicoanalisi erano ancora vietati dal Sant’Uffizio. «Già allora avvertivamo l’esigenza di investire nella formazione degli educatori dei futuri sacerdoti, offrendo loro competenze di tipo psicologico per accompagnare la crescita dei seminaristi» spiega Imoda. «Se la Chiesa avesse investito nella preparazione dei formatori appena una piccola parte di quello che poi ha speso in risarcimenti per le vittime dei preti pedofili, non ci troveremmo oggi in questa situazione, non solo per quanto riguarda gli abusi sessuali, che sono una piccola percentuale, ma anche per gli abbandoni e per le crisi dei sacerdoti».

    Per Imoda psicologia, teologia e spiritualità devono andare di pari passo: «In seminario arriva un 20 per cento di giovani già maturi dal punto di vista psicologico e affettivo. Un altro 10 per cento invece ha problemi tali da dover essere curato e non è detto che potrà diventare prete. Ma c’è un 70 per cento dei giovani seminaristi nella zona grigia che va aiutato a conoscersi e a crescere, anche con l’aiuto degli psicologi, se si vuole evitare che un giorno possa cadere vittima delle proprie fragilità». Per formare a livello psicologico gli educatori dei seminari la Gregoriana ha fondato 15 scuole in giro per il mondo. Gli stessi Cantelmi e Luparia hanno creato master per formatori di preti.

    Mario De Maio, sacerdote e psicoanalista, impegnato a conciliare psicologia e spiritualità con l’associazione Ore undici, accusa con forza: «Nonostante gli scandali, continuiamo a formare i futuri preti prevalentemente sui libri, basandoci sugli esami che sostengono, senza fare caso ai percorsi di maturazione umana e affettiva. Non dobbiamo avere paura degli psicologi nei seminari perché la psicologia aiuta a purificare la spiritualità». Ma don De Maio invita a guardare al futuro: «È inutile recriminare sugli errori del passato: la comunità cristiana deve inventare soluzioni nuove per formare i presbiteri. Perciò sono convinto che anche il ripensamento del celibato obbligatorio potrebbe contribuire a una migliore qualità umana dei preti». Dalle ceneri degli scandali, insomma, si affaccia una Chiesa che ha voglia di pulizia e rinnovamento.

    http://archivio.panorama.it/archivio/blog/urbi-et-orbi/2010/04/19/viaggio-nella-clinica-dove-curano-i-preti-orchi

  • DA Parigi critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI».

    DA Parigi critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI».

    DA Parigi critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI».
    «Il segretario di Stato non si riferiva alla popolazione mondiale. Non competono a noi affermazioni mediche»
    DA parigI critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI». I cattolici IN PIAZZA PER IL PAPA

    Gay e pedofilia, il Vaticano: «Bertone parlava della Chiesa»

    «Il segretario di Stato non si riferiva alla popolazione mondiale. Non competono a noi affermazioni mediche»

    PARIGI – Dopo la bufera, le precisazioni. Il Vaticano torna sulle frasi del cardinale Tarcisio Bertone e in particolare sull’accostamento tra pedofilia e omosessualità che ha sollevato non poche polemiche soprattutto da parte della comunità gay. A correggere il tiro è padre Federico Lombardi. Il segretario di Stato vaticano nella sua conferenza stampa in Cile, spiega il portavoce della Santa Sede, si riferiva «alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale». «Le autorità ecclesiastiche – ha aggiunto Lombardi – non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia».

    LE CRITICHE DI PARIGI – Le dichiarazioni del portavoce vaticano seguono le critiche arrivate dal governo francese, che ha attaccato senza mezzi termini il segretario di Stato vaticano, definendo «un amalgama inaccettabile» il suo accostamento tra omosessualità e pedofilia. Una dura presa di posizione, arrivata attraverso una nota del ministero degli Affari esteri. «La Francia ricorda il suo risoluto impegno nella lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi legati all’orientamento sessuale e l’identità di genere» ha dichiarato il portavoce del ministero, Bernard Valero. La prossima giornata internazionale contro l’omofobia, il 17 maggio, permetterà di «ricordare la necessità di battersi contro i pregiudizi e le violazioni dei diritti dell’uomo legati all’orientamento sessuale», ha aggiunto. La Francia è il primo Paese a prendere posizione sulle dichiarazioni del cardinale.

    LE FRASI – Parlando dal Cile, Bertone aveva affermato che «numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri – e mi è stato confermato anche recentemente – hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia. Questa è la verità e là sta il problema», ha dichiarato il segretario di Stato vaticano rispondendo a un’intervista a una radio cilena.

    CATTOLICI IN PIAZZA – Quello sui gay è un nuovo caso che scuote la Chiesa e papa Benedetto XVI, travolti nelle ultimi settimane dallo scandalo pedofilia. A sostegno del Pontefice, la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, organismo che raduna sessantasette associazioni e movimenti ecclesiali italiani, ha invitato «quanti appartengono e si riconoscono nel mondo dell’ associazionismo cattolico a partecipare a Roma alla recita del Regina Coeli, domenica 16 maggio 2010, in Piazza San Pietro». «Vogliamo in questo modo – spiega una nota – stringerci visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre, desiderosi di sostenerlo nel suo impegnativo ministero, esprimendogli affetto e gratitudine per la sua passione per Cristo e per l’umanità intera. Il 16 maggio a Roma intendiamo consegnare nelle mani di Maria la nostra fedeltà al Santo Padre per il bene della Chiesa, nella quale facciamo esperienza della misericordia, unica risposta adeguata al bisogno di giustizia, che emerge dal cuore di ciascuno in questi momenti».

    Redazione online
    14 aprile 2010

    http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_14/francia_bertone_polemica_pedofilia_omosessualita_f0550d28-47b6-11df-ac43-00144f02aabe.shtml


    14/4/2010

    La difesa dei preti omosessuali

    La rivista dei gesuiti USA, America, ospita il commento di un padre gesuita, James Martin, in difesa dell’omosessualità dei sacerdoti.

    MARCO TOSATTI

    Un gesuita, James Martin, ha scritto ieri sulla rivista dei gesuiti “America” un commento alle parole del cardinale Bertone in Cile su omosessualità nella chiesa e problemi di pedofilia, definendole “sorprendenti”. Dopo aver ricordato che ci sono molti studi psicologici che mostrano come la pedofilia, che riguarda ragazzi pre-adolescenti è un problema di orientamento sessuale malformato.
    Il gesuita dice poi: “Ma anche notando che molte delle vittime erano ragazzi adolescenti, e che alcuni preti di orientamento omosessuale ne hanno abusato, bisogna distinguere fra alcuni preti omosessuali e la vasta maggioranza dei preti omosessuali, che conducono sane vite di castità. Cioè le azioni di una certa percentuale di preti omosessuali non dovrebbero portare alla condanna di tutti, in particolare in un tema così serio. Questo è creare stereotipi”.
    James Martin afferma che “una delle ragioni per cui non ci sono molti esempi pubblici per difendere questa posizione è che molti preti omosessuali non sanno, non vogliono o semplicemente non possono parlare del loro orientamento sessuale. In assenza di modelli pubblici di sani preti omosessuali, quindi, l’immagine del prete omosessuale-pedofilo predomina, e può portare a incomprensioni”.

  • Pedofilia: a Malta manifesti insultanti contro il Papa che sabato sarà nell’isola

    Pedofilia: a Malta manifesti insultanti contro il Papa che sabato sarà nell’isola

    Pedofilia: a Malta manifesti insultanti contro il Papa che sabato sarà nell’isola

    ROMA (14 aprile) – I preti portino «la luce di Dio nella confusione dei nostri tempi»: lo ha detto Benedetto XVI, nel corso dell’udienza generale in Piazza San Pietro. Il Pontefice non ha fatto alcun accenno allo scandalo di pedofilia all’interno della Chiesa. Ma ha comunque dedicato una buona parte del suo discorso al ruolo del sacerdote.

    Nel frattempo a Malta, dove in Pontefice andrà in visita sabato e domenica prossimi, ancora scritte offensive verso il, Papa sono comparse su manifesti di benvenuto affissi dal governo per annunciare la visita del Pontefice. Dopo i baffetti di Adolf Hitler dipinti sul volto del Papa su tre manifesti sabato scorso, accompagnati da scritte ingiuriose, oggi un altro manifesto è stato vandalizzato. Addetti ai lavori sono stati immediatamente incaricati di cancellare le scritte e sostituire i manifesti interessati.

    A Malta in 19 anni ci sono state 45 denunce di abusi su bambini: 19 casi sono stati archiviati, 13 sono ancora aperti, 4 sacerdoti sono stati dichiarati colpevoli, puniti e rimossi dai loro incarichi.

    Intanto non si placa la polemica sul parallelo fra omosessualità e pedofilia innestato dal cardinale Bertone. Oggi ne ha parlato Walter Veltroni invitando a fare molta attenzione per non cadere sul terreno dell’intolleranza e della discriminazione: «Ogni accostamento tra omosessualità e pedofilia è indebito e pericoloso ha detto l’ex segretario del Pd -. Dovremmo essere tutti consapevoli che una cosa è la pluralità e la libertà degli orientamenti sessuali, e ben altra cosa è la sopraffazione e la violenza verso chi, in primo luogo i bambini, non ha gli strumenti e la forza per difendersi da un abuso. E dovremmo fare tutti molta attenzione a non far cadere semi su un terreno, quello della discriminazione e dell’intolleranza, che purtroppo è sempre molto fertile»

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=98066&sez=HOME_NELMONDO

  • Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Le dichiarazioni del numero due vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha accostato pedofilia e omosessualità citando non meglio precisati “studi” (cfr. Ultimissima di ieri) hanno suscitato vasta eco in tutto il mondo. Le parole del segretario di Stato sono state oggetto di forti critiche: il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner le ha esplicitamente “condannate”, definendole “inaccettabili”, e anche l’ex segretario PD Walter Veltroni ha affermato che “ogni accostamento tra omosessualità e pedofilia è indebito e pericoloso”. Il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, si è dunque sentito in obbligo di intervenire con una dichiarazione, da cui si trarrebbe la conclusione che Bertone (peraltro non citato) si riferiva in realtà “alla problematica degli abusi da parte di sacerdoti e non nella popolazione in generale”. La dichiarazione di Lombardi cita statistiche interne, alquanto arrotondate, secondo cui gli abusi commessi da sacerdoti ricadrebbero solo per il 10% nella pedofilia, mentre il 60% costituirebbe un caso di efebofilia omosessuale e il 30%, invece, efebofilia eterosessuale. Lombardi ha altresì precisato che “le autorità ecclesiastiche non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico”.
    A Malta, dove sono stati alterati alcuni manifesti che pubblicizzavano la visita di Benedetto XVI in programma sabato e domenica, si temono nuove clamorose contestazioni alla presenza del papa stesso: la cui casa natale, in Germania, è stata a sua volta coperta da scritte oscene. Il papa, nel corso dell’udienza generale di oggi (1), ha difeso i sacerdoti, a cui spetta portare “la luce di Dio” nella “confusione dei nostri tempi”. I preti, ha detto il papa, non devono essere “mai omologati, né omologabili”: il sacerdote, ha ulteriormente precisato, “non inventa, non crea e non proclama proprie idee in quanto la dottrina che annuncia non è sua, ma di Cristo”.
    Qualche dissidio interno sembra comunque venire alla luce: la rivista dei gesuiti statunitensi America, accusandolo di aver coperto le azioni di padre Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, ha chiesto le dimissioni del cardinale Angelo Sodano. In Argentina, scrive Horacio Verbitsky (2), il cardinale Jorge Bergoglio, anch’egli gesuita, in vista di un non lontano nuovo conclave, sta procedendo a rifarsi un’immagine, un po’ appannate dall’accusa di complicità con la dittatura militare.
    La Chiesa si sente sotto assedio, tanto da indurre le associazioni cattoliche italiane a organizzare per il prossimo 16 maggio a San Pietro una manifestazione di solidarietà nei confronti del pontefice. Sul sito Pontifex (che ha legalmente diffidato (3) mons. Babini dallo smentire le sue dichiarazioni antisemite) continuano nel frattempo a essere pubblicati interventi che parlano di complotto. Mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, ha dichiarato (4) che “contro la Chiesa si é levato un gossip, a tutto campo che non risparmia nessuno, si tratta di forze del male, al servizio del laicismo più sfrenato che vuole metterci la museruola su valori non negoziabili”. Carlo Di Pietro, webmaster dello stesso sito, è invece arrivato a definire l’omosessualità “un crimine contro l’umanità” e a chiedere l’intervento del legislatore “contro la subdola e costante opera di conversione che le lobbies omosessuali fanno nei confronti di coloro che sono sessualmente e psichicamente fragili”. (5)
    Infine, dalla Germania giungono voci, riprese dalla BBC (6), dell’imminente diffusione di notizie concernenti casi di abusi sessuali da parte di esponenti del clero tedesco. Nel corso della trasmissione L’Infedele Francesco Zanardi ha chiesto le dimissioni del vescovo di Savona Lupi, a suo dire al corrente degli abusi che avrebbe subito da un sacerdote, e oggi si è presentato (7) davanti alla stessa diocesi di Savona: il vescovo gli ha peraltro risposto annunciando (8) che il presunto abusatore sarà presto spretato. Negli USA, i vescovi del Connecticut stanno dando battaglia per contrastare l’approvazione di una legge che toglierebbe la prescrizione dal reato di abuso su minori. Ma la questione-pedofilia tocca anche l’ebraismo: un rabbino di New York è stato condannato a 32 anni di carcere per aver abusato in più occasioni di un sedicenne.

    (1) http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25404.php?
    index=25404&po_date=14.04.2010∓lang=it
    (2) http://www.mercosurnoticias.com/index.php?…37413&Itemid=30
    (3) http://www.pontifex.roma.it/index.php/edit…i-e-don-bianchi
    (4) http://www.pontifex.roma.it/index.php/inte…a-e-solidarieta
    (5) http://www.pontifex.roma.it/index.php/news…lla-razza-umana
    (6) http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8617116.stm
    (7) http://www.ivg.it/2010/04/14/pedofilia-zan…tro+Giornale%29
    (8) www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73952

    http://www.uaar.it/news/2010/04/14/vaticano-sempre-alle-corde-per-scandalo-pedofilia/

  • Le vittime di Malta accusano un religioso Vive protetto in Italia

    Le vittime di Malta accusano un religioso Vive protetto in Italia

    LA VALLETTA – L’ arcivescovo di Malta, Paul Cremona, ha già promesso di incontrarli. Ma loro sperano di parlare direttamente con Benedetto XVI, che sabato e domenica sarà nell’ isola in occasione del 1950esimo anniversario del naufragio di San Paolo. Sei presunte vittime degli orrori dell’ orfanotrofio di San Giuseppe ieri hanno esposto le loro richieste in una conferenza stampa. Da sette anni aspettano una sentenza che condanni i frati della struttura in cui sono cresciuti, chiusa nel 2003 dopo che un assistente sociale aveva sorpreso un religioso in atteggiamenti osceni con un ragazzino riferendo quel cheaveva visto alla polizia.

    Due frati ammisero le loro colpe, salvoritrattare le confessioni in un secondo momento durante il processo. Altri ex ospiti dell’ orfanotrofio, divenuti adulti, denunciarono di essere stati molestati e in un caso anche stuprati dai frati. Ed emerse anche che uno di loro, Godwin Scerri, era già ricercato per fatti simili dalle autorità canadesi ma ciò nonostante era stato ammesso a insegnare ai bambini. Sulla vicenda, però, era calato il silenzio. Fino a quando, tre settimane fa, una delle vittime, Lawrence Grech, oggi 37enne, ha scritto al Vaticano per chiedere che il Papa fosse informato della loro storia e porgesse loro le sue scuse.

    Grech e gli altri nove compagni di orfanotrofio che hanno denunciato gli abusi vorrebbero incontrare anche monsignor Charles Scicluna, l’ uomo della Congregazione della Fede al quale Ratzinger ha affidato il compito di indagare sui casi di pedofilia all’ interno della Chiesa. Ma a manifestare la disponibilità a vedere le vittime per ora è stato solo l’ arcivescovo Cremona.

    Ieri Grech ha anche rivelato che «uno dei frati che ci ha molestatoè liberoe vive in Italia». Il riferimento va a padre Conrad Sciberras, che ora vive ad Albano Laziale, in provincia di Roma, dove dirige la versione in inglese di una rivista del movimento dei Focolari, “Unità e Carisma”. «Ho letto delle accuse nei miei confronti solo dai giornali – dice Sciberras – Dalla polizia non ho mai ricevuto nulla, anche perché mi trovavo in Italia già dal 1999. Poi ho saputo dal mio avvocato che le contestazioni nei miei confronti erano cadute in prescrizione. Da quando è scoppiato lo scandalo mi è stato proibito di avere contatti con minorenni. Ma nego assolutamente di aver mai commesso molestie. Al massimo qualche carezza o uno scappellotto…»

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…-religioso.html

  • Svezia, due sacerdoti denunciati per abusi. Il vescovo Arborelius

    Svezia, due sacerdoti denunciati per abusi. Il vescovo Arborelius

    Svezia, due sacerdoti denunciati per abusi. Il vescovo Arborelius: “Se ci sono altre vittime vengano fuori”
    Il vescovo Anders Arborelius

    Stoccolma – (Adnkronos) – L’annuncio arriva dalla chiesa svedese. Uno dei due casi risale agli anni Quaranta, l’altro è più recente. I preti accusati non sono più in servizio. In passato Arborelius aveva già presentato pubbliche scuse

    Stoccolma, 13 apr. – (Adnkronos) – La chiesa cattolica in Svezia, paese a maggioranza luterana, ha annunciato oggi di aver ricevuto due denunce di abusi su minori commessi anni fa da sacerdoti. Uno dei casi risale agli anni Quaranta, mentre l’altro e’ un po’ piu’ recente e i due sacerdoti coinvolti non sono piu’ in servizio. “E’ con profondo dolore che ho ricevuto queste denunce”, ha affermato il vescovo Anders Arborelius in un comunicato, invitando altre eventuali vittime a raccontare gli abusi subiti per ottenere riparazione.

    La Chiesa era “preparata” all’eventualita’ di simili denunce dopo quelle emerse in Norvegia e Danimarca, ha affermato la portavoce Maria Hasselgren. Del resto, ha ricordato, il vescovo Arborelius, aveva gia’ presentato pubbliche scuse per ogni possibile caso di abusi in un annuncio pubblicato alcuni fa dai giornali. In Svezia si stima che i cattolici siano 93mila su una popolazione di nove milioni di persone. Sono sette milioni i fedeli della Chiesa di Svezia, una confessione luterana.

    In Svezia ci sono appena 151 preti: www.catholic-hierarchy.org/diocese/dstos.html#stats

  • [INTERVISTA ESCLUSIVA] Preti pedofili, sacerdote-psicologo racconta: «così vengono nascosti dal Vaticano»

    [INTERVISTA ESCLUSIVA] Preti pedofili, sacerdote-psicologo racconta: «così vengono nascosti dal Vaticano»

    ROMA – Un lungo dialogo quello tenuto dall’abAteo Impertinente con don Carlo – il cui nome è stato alterato per proteggere la sua identità – sacerdote, psicologo e insegnante di psicologia presso una prestigiosa università.

    Il tema: la pedofilia nella Chiesa Cattolica e il modus agendi del Vaticano. «Provo vergogna per quello a cui ho assistito in tanti anni – afferma don Carlo – e per il modo in cui è stata gestita finora la “patata bollente” della pedofilia.»

    Don Carlo, in che modo e a che titolo è entrato nel dramma della pedofilia clericale?

    «Oltre che prete, insegno psicologia in una nota università. Fui chiamato dal Vaticano, in qualità di psicologo, a lavorare in un centro di supporto per sacerdoti con problemi “di varia natura”. Così, almeno, mi venne detto in un primo momento.»

    Ci faccia capire meglio: lei non sapeva di quali problemi si trattasse? Non chiese spiegazioni prima di accettare questo lavoro?

    «Erano informazioni riservate alle quali avrei avuto accesso solo dopo aver accettato. Ho chiesto, anche informalmente, quale tipo di problematiche avrei affrontato, senza ricevere risposte adeguate.»

    Per quale motivo, allora, accettò quell’incarico?

    «Non è semplice rifiutare qualcosa proveniente dai piani alti.»

     Andiamo al suo primo giorno di lavoro. Cosa ricorda?

    «Ricordo che mi venne subito premesso che, al di fuori della struttura, non mi era permesso parlare delle attività, né dei “pazienti” ricoverati, né delle informazioni raccolte. Non potevo neanche chiedere il parere di altri colleghi (psicologi, ndr.). Dovevo cavarmela da solo, insomma. Mi fu fatto leggere un giuramento con il quale mi impegnavo a mantenere il più stretto riserbo su qualsiasi notizia appresa durante lo svolgimento del mio lavoro, pena la scomunica latae sententiae. E’ per questo motivo che oggi non voglio rivelare la mia identità.»

    Le fu finalmente detto in cosa consisteva il suo lavoro ma non ne fu entusiasta…

    «Esattamente. Fui accompagnato alla stanza dove avrei svolto il mio lavoro e mi furono spiegati i miei compiti. Avrei dovuto condurre sedute di psicoterapia di gruppo con sacerdoti afflitti da problemi di natura sessuale e riferire la loro idoneità o meno a riprendere l’attività pastorale.»

    Quale tipo di terapia conduce?

    «Principalmente viene adottata la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Lo scopo delle sedute è ridurre o eliminare psicopatologie quali ipersessualità e i comportamenti parafilici. L’uso dei farmaci è molto raro.»

    Ipersessualità e comportamenti parafilici: può brevemente spiegare cosa sono?

    «L’ipersessualità è la dipendenza dal sesso. Il Codice Canonico impone la castità assoluta, anche il rapporto sessuale con una donna è considerato un grave peccato. Le parafilie comprendono, invece, quei comportamenti sessuali che non rientrano nella norma. In questo ambito ricade la pedofilia.»

    E l’omosessualità?

    «Mi aspettavo questa domanda. L’omosessualità… dovrebbe saperlo no? E’ un peccato contro natura.»

    Quindi sta dicendo che pedofili e omosessuali vengono trattati allo stesso modo?

    «Sono perversioni sessuali…»

    Secondo i manuali attuali non è così…

    «Nella categorizzazione scientifica l’omosessualità faceva parte dei disturbi mentali, è stata rimossa in seguito… In ogni caso, devo seguire il Catechismo della Chiesa Cattolica…»

    La sua è una posizione scomoda. Torniamo al suo lavoro: in cosa si è imbattuto?

    «Durante i primi mesi mi furono affidati i casi meno gravi, diciamo. Sa, quei sacerdoti che fanno una scappatella…»

    Si è letto ultimamente di preti che hanno avuto rapporti con delle suore. Ha trattato anche lei casi analoghi? Nel centro vengono ospitate anche suore con gli stessi problemi?

    «Ci sono stati alcuni casi, ma il centro è esclusivamente maschile.»

    Ci può dire, grosso modo, quanti casi del genere ha avuto in terapia?

    «Non so dare un numero esatto, però non posso neanche dire che fossero pochi…»

    Entriamo nella parte, ce lo conceda, più oscura del suo lavoro: la pedofilia. Come viene trattata, cosa accade ai sacerdoti?

    «Viene adottata la terapia verbale. I sacerdoti, divisi in gruppi, vengono assegnati allo psicologo che deve, con gli strumenti messi a disposizione, alleviare o eliminare il disturbo mentale. A fine terapia, che può durare qualche mese o qualche anno nei casi più gravi, viene inviato un rapporto alla Congregazione per la dottrina della fede per ogni singolo sacerdote, al quale viene allegata una dichiarazione, più o meno spontanea, dell’ammissione delle proprie colpe e del sentito pentimento. A quel punto viene deciso, dalla Congregazione per la dottrina della fede, se riabilitarlo e farlo tornare nella sua parrocchia, trasferirlo in un’altra o prolungare la terapia. Deve capire che non è possibile fare molto di più in un clima di estrema riservatezza.»

    Quindi, in definitiva, è il Vaticano a decidere se un sacerdote con problemi di pedofilia sia idoneo a tornare alle sue mansioni? Conosce quali criteri vengono utilizzati in questa valutazione?

    «Il compito del centro è curare il sacerdote. L’ultima parola spetta alla Congregazione per la dottrina della fede e non facendone parte, non conosco i loro criteri.»

    Quanti sacerdoti sono stati riabilitati?

    «Quasi tutti, al termine della prima terapia, tornano ad amministrare i sacramenti. E’ più raro che il sacerdote torni alla Diocesi di appartenenza, di solito avviene il trasferimento in parrocchie di piccoli paesini, lontani dalla propria.»

    Quanti sacerdoti, secondo lei, sono “guariti” dalla pedofilia?

    «Nessuno. Non esiste cura per la pedofilia, purtroppo…»

    Cosa succede quando il sacerdote torna al suo lavoro?

    «Le racconterò questo: un sacerdote, riabilitato e trasferito in una parrocchia di un piccolo paesino tra le Alpi, è ricaduto in poco tempo…»

    E?

    «Dopo alcuni mesi è stato trasferito in un convento…»

    Senza essere ridotto allo stato laicale…

    «Esatto.»

    E’ un caso isolato o è la norma?

    «E’ quello che più spesso accade. Il sacerdote torna in parrocchia, ricomincia ad abusare e viene chiuso in un convento o in un luogo di ritiro.»

    Non tornano in terapia…

    «A volte è accaduto, ma la prassi è quella.»

    Sacerdoti italiani o anche stranieri?

    «Principalmente italiani, ma non sono mancati sacerdoti di altre nazioni.»

    Può fare qualche nome?

    «Sarebbe un autogol. Venire identificato, sarebbe una condanna per me. Ho molta paura di ritorsioni.»

    Una domanda sorge spontanea: i sacerdoti che ha avuto in cura sono mai stati denunciati alle autorità civili?

    «Assolutamente no. E’ vietato parlare del centro e di tutto ciò che accade all’interno. Se avessi denunciato, sarei stato scomunicato immediatamente.»

    Perchè sacerdoti con questo tipo di problemi vengono “spediti” in questo centro?

    «La Chiesa non vuole pubblicità di questo tipo, preferisce agire facendo poco o nessun rumore.»

    Perché ha deciso di parlarne?

    «Provo vergogna per quello a cui ho assistito in tanti anni e per il modo in cui è stata gestita finora la “patata bollente” della pedofilia. Questi sacerdoti dovrebbero essere non solo ridotti allo stato laicale ma anche scomunicati. Ma questo non avviene quasi mai, se non per i casi di pubblico dominio.»

    Esistono altri centri come quello in cui lavora?

    «Ne conosco almeno altri due in Italia, non so all’estero.»

    Per quale motivo la Chiesa Cattolica è così omertosa?

    «C’è sempre stato timore dello scandalo. La Chiesa non vive un momento storico felice, penso sia evidente anche da quello che si legge ultimamente dai giornali.»

    A proposito dello scandalo scoppiato in questi giorni, è terminato o c’è da aspettarsi altri colpi di scena?

    «Il bubbone non è ancora esploso. Crede forse che in Italia la situazione sia stata differente rispetto all’Irlanda o agli Stati Uniti? Le associazioni nel nostro paese si stanno formando solo ora, ci vorrà tempo sicuramente ma non si può insabbiare tutto in eterno…»

    Un’ultima domanda: secondo lei, è vero quanto riferito dal New York Times, ossia che Ratzinger era a conoscenza degli abusi sessuali ma ha taciuto e nascosto questi fatti?

    «Posso solo dire quello che ho visto e vissuto in prima persona. La risposta a questa domanda glie l’ho già data, anche se indirettamente.»

    [INTERVISTA ESCLUSIVA] Preti pedofili, sacerdote-psicologo racconta: «così vengono nascosti dal Vaticano»

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  • La Santa Sede: «Il Papa vedrà vittime degli abusi sessuali lontano dai media»

    La Santa Sede: «Il Papa vedrà vittime degli abusi sessuali lontano dai media»

    LO SCANDALO PEDOFILIA
    La Santa Sede: «Il Papa vedrà vittime degli abusi sessuali lontano dai media»
    Lombardi: «Primi incontri a Malta? Possibile». Scritte oscene contro Ratzinger nella sua casa natale
    LO SCANDALO PEDOFILIA

    La Santa Sede: «Il Papa vedrà vittime degli abusi sessuali lontano dai media»

    Lombardi: «Primi incontri a Malta? Possibile». Scritte oscene contro Ratzinger nella sua casa natale

    CITTÀ DEL VATICANO -Il Papa potrebbe incontrare alcune delle vittime di preti pedofili nel corso della sua visita a Malta il prossimo fine settimana. Lo ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, che, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha tuttavia precisato di non poter annunciare comunque un eventuale incontro, che verrà deciso solo dal Papa. «Non ho da fare annunci né posso escludere questa ipotesi», ha risposto il gesuita ad un briefing in sala stampa vaticana. Ratzinger sarebbe dunque disposto ad incontrare le vittime di abusi sessuali da parte di religiosi, ma «in un clima di raccoglimento e riflessione, non sotto una pressione di carattere mediatico», ha precisato Lombardi.

    SCRITTE OSCENE – In attesa di avere conferma dei possibili incontri tra Ratzinger e alcune vittime dei preti pedofili, la Chiesa è chiamata a confrontarsi con gli scandali che negli ultimi mesi l’hanno chiamata più volte in causa. Scritte oscene a sfondo sessuale, «così offensive da non poter essere riportate», sono state trovate sui muri della casa natale del Pontefice nella cittadina bavarese di Marktl am Inn (Sud). Lo scrive il giornale locale Augsburger Allgemeine. Il riferimento, ha spiegato un portavoce della polizia dell’Alta Baviera, è allo scandalo pedofilia che sta scuotendo la Chiesa cattolica. Le scritte, lasciate presumibilmente la notte scorsa con una bomboletta spray, sono state scoperte, secondo la polizia, da un passante alle sei di martedì mattina. L’atto di vandalismo precede di soli tre giorni l’83/mo compleanno di Papa Ratzinger, che è nato a Marktl am Inn il 16 aprile del 1927.

    A MALTA – Quanto al programma della visita a Malta, padre Lombardi ha spiegato che «il Papa ha detto che è disponibile ad incontri. Anche in passato ne ha fatti, ma sempre in un clima che era chiaramente e intenzionalmente di raccoglimento e discrezione, non sotto una pressione di carattere mediatico, in modo da avere possibilità di ascolto e comunicazione personale. Questi i criteri che si sono seguiti. Il tempo a Malta è molto breve, il programma intenso. Non è mio compito – ha aggiunto il portavoce vaticano – anticipare o annunciare incontri. Anche le altre volte, ad ogni modo, quando c’è stato un incontro ho informato la stampa, sia a Washington che a Sidney, a incontro avvenuto. Se non ci sarà un incontro – ha concluso Lombardi – vuol dire che l’intenzione del Papa di avere incontri troverà altri modi di esprimersi, e non in questa prima occasione maltese».

    Redazione online
    13 aprile 2010

    http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_13/papa_vittime_abusi_sessuali_incontro_04a68d10-46ea-11df-be6f-00144f02aabe.shtml

  • Vaticano: Non denunceremo i preti pedofili

    Vaticano: Non denunceremo i preti pedofili

    La Chiesa: non obbligatorio denunciare i preti pedofili

    13 aprile 2010
    | Francesco Peloso

    Il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, ha spiegato che il Papa presto prenderà nuove iniziative rispetto allo scandalo pedofilia «che non mancheranno di sorprenderci». Nel frattempo, però, il Vaticano ha pubblicato le linee guida relative al comportamento che deve tenere la Chiesa di fronte ai casi di pedofilia. Non si tratta delle tanto attese nuove norme in materia, ma di quelle già in vigore risalenti al 2003.

    In realtà non c’è molto di nuovo: la vera sorpresa consiste anzi nel fatto che non vi saranno aggiornamenti rilevanti. La revisione, si spiega alla fine del documento, non riguarderà le procedure. E cosa dicono queste ultime? Che in caso la legislazione di un Paese lo preveda, il vescovo è tenuto a denunciare il prete pedofilo alle autorità. Vale a dire che l’obbligo di denuncia non è della Chiesa, ma del sistema giuridico che varia da Stato a Stato. Se questo è in vigore (come in Francia, o nei Paesi anglosassoni), i vescovi vi si devono attenere, se altrove esiste il reato di pedofilia, ma non l’obbligo di denuncia (come in Italia) la Chiesa «invita le vittime a rivolgersi alle autorità civili».

    Se per esempio, qualcuno denuncia a un parroco di avere subìto abusi da un prete, in Italia il parroco non è obbligato a denunciare il caso alla magistratura, mentre in Francia sì; in entrambi i casi, però, viene avviato un processo canonico. Si tratta, insomma, di un mezzo bluff.

    E che di questo si trattava lo aveva spiegato giorni fa il procuratore generale del Vaticano, monsignor Charles Scicluna, della Congregazione per la dottrina per la fede. «Noi non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime». Solo laddove il sistema giuridico lo prevede, aggiungeva, e cioè nei Paesi anglosassoni e in Francia, «i vescovi, se vengono a conoscenza di reati commessi dai propri sacerdoti al di fuori del sigillo sacramentale della confessione, sono obbligati a denunciarli all’autorità giudiziaria». «Si tratta – aggiungeva Scicluna – di un dovere gravoso perché questi vescovi sono costretti a compiere un gesto paragonabile a quello compiuto da un genitore che denuncia un proprio figlio. Ciononostante, la nostra indicazione in questi casi è di rispettare la legge».

    Le affermazioni di Scicluna spiegano al meglio quanto previsto dalle linee guida, e cioè che «Si deve sempre seguire il diritto civile in materia di notifica di crimini alle autorità competenti». E’ infatti questo uno dei passaggi chiave del documento, in alcuni casi erroneamente valutato come obbligo di denuncia alla magistratura che invece è sempre stato escluso dal diritto canonico anche per il reato particolarmente grave, «delicata graviora», della pedofilia. Mentre è confermato che il Papa, in casi speciali, potrà procedere allo «spretamento» immediato del sacerdote colpevole.

    Infine va sottolineato che si profila un aggiornamento di basso profilo di questa visione. Le procedure non cambieranno nella sostanza, è scritto nel documento, non c’è dunque da attendersi nessuna novità di rilievo come quella proposta, per esempio, dal presidente dei vescovi tedeschi, monsignor Roberto Zollitsch che aveva proposto di far marciare il processo penale civile e quello canonico su due binari paralleli, senza che il secondo influenzasse il primo.

  • Pedofilia. Scritte oscene sulla casa natale di Ratzinger

    Pedofilia. Scritte oscene sulla casa natale di Ratzinger

    L’abitazione si trova nella cittadina bavarese di Marktl am Inn
    13 aprile, 13:29

    Scritte oscene su casa natale del Papa (ANSA) – BERLINO, 13 APR – Scritte oscene a sfondo sessuale ‘cosi’ offensive da non poter essere riportate’ sono state trovate sui muri della casa natale del Papa.

    Lo scrive il giornale locale Augsburger Allgemeine. L’abitazione si trova nella cittadina bavarese di Marktl am Inn (Sud). Il riferimento, spiega un portavoce della polizia dell’Alta Baviera, e’ allo scandalo pedofilia che sta scuotendo la Chiesa cattolica.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/04/13/visualizza_new.html_1761773737.html