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  • Abusi del clero, l’Onu: rifate il Concordato

    Abusi del clero, l’Onu: rifate il Concordato

    Le Nazioni unite chiedono al nostro Paese di istituire una Commissione sulle violenze commesse dai sacerdoti. E invocano una modifica ai Patti Lateranensi per rendere obbligatorie le denunce

    di Giorgio Gandola

    Mossa senza precedenti dell’Onu sui casi di violenza perpetrati da sacerdoti. Le Nazioni unite ritengono che il nostro Paese debba istituire una Commissione d’inchiesta  per esaminare i casi di abusi sui bambini da parte di personale religioso, e soprattutto ha chiesto allo Stato che venga resa obbligatoria anche da parte dei preti la denuncia dei presunti abusi alle autorità di polizia. Il che significa, in sostanza, modificare il Concordato.

    “Insabbiatori di sterco”. Così, con una frase che equivale a una sentenza senza appello, papa Francesco aveva definito i vescovi che insabbiano gli abusi sessuali del clero, i sacerdoti che sollevano i tappeti delle diocesi e ci infilano sotto la polvere, concentrati solo sull’immagine dell’istituzione e pronti a sacrificare sull’altare della reputazione il dramma delle vittime.

    Da domani gli insabbiatori di sterco italiani, di fronte ai quali lo stesso Pontefice in alcuni casi ha preferito alzare una cortina di nebbia, avranno un problema in più: l’Onu ritiene che il nostro Paese debba istituire una Commissione d’inchiesta per esaminare i casi di abusi sui bambini da parte di personale religioso e soprattutto ha chiesto allo Stato che venga resa obbligatoria anche da parte dei preti la denuncia dei presunti abusi alle autorità di polizia. Il che significa in sostanza modificare il Concordato.

    La novità è significativa e mostra un cambio di passo dell’organizzazione mondiale: non riuscendo a far breccia fra le mura vaticane, si rivolge direttamente all’Italia, ne sottolinea l’inadempienza, l’incedere distratto davanti a una tragedia dai numeri sconvolgenti (700 casi certificati, con nomi e cognomi, negli ultimi 15 anni) e chiede a voce alta nuove regole, nuovi organismi per farle rispettare. Tutto è partito dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con sede a Ginevra, dove l’anno scorso era stato ospitato un convegno mondiale sugli abusi del clero, proprio nel periodo della visita pastorale di papa Francesco in Svizzera.

    Davanti a un uditorio planetario il presidente di Rete L’Abuso, Francesco Zanardi, era stato invitato a raccontare la vicenda del ragazzo di Rozzano abusato da un sacerdote della diocesi di Milano (condannato in primo grado a sei anni e otto mesi), che nell’immediatezza del reato fu semplicemente spostato in un’altra parrocchia – sempre a contatto con adolescenti – dall’allora vicario episcopale, Mario Delpini, e dal responsabile per la formazione dei preti, Pierantonio Tremolada, nominati successivamente arcivescovo di Milano e vescovo di Brescia. Una storia che fece scalpore, anche perché il dossier e le lettere della famiglia della vittima erano stati protocollati dalla segreteria del Santo Padre, a conoscenza del dramma fin nei dettagli più scabrosi.

    Le due richieste allo Stato italiano da parte dell’Onu sono la reazione a quella narrazione e alle altre numerose denunce pervenute, di fronte alle quali l’organizzazione mondiale ha espresso “preoccupazione anche per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana”. Così, ecco l’invito a istituire innanzitutto una Commissione d’inchiesta “indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica”. La commissione dovrebbe fungere da catalizzatore di casi insabbiati, spariti nelle maglie della burocrazia, sui quali l’autorità pubblica non riesce a fare luce e che le famiglie non sono in grado di gestire con serena determinazione.

    Ma è la seconda richiesta a costituire una novità che potrebbe diventare dirompente, quella di “rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza sui minori alle autorità competenti”. È quell’obbligo di denuncia caposaldo in molti Paesi occidentali ma non in Italia, dove in seguito ai Patti Lateranensi vige da parte del clero (vescovi e cardinali in primis) “il codice del silenzio imposto a tutti i religiosi sotto pena di scomunica”.

    Per il Vaticano ogni denuncia sarebbe una violazione al sacramento della confessione. Così, nonostante le parole di papa Francesco (precedute da quelle di papa Benedetto XVI e papa Giovanni Paolo II), poco è stato fatto nella direzione della trasparenza e della denuncia. Già nel 2014 gli abusi dei sacerdoti erano finiti sotto la lente del Comitato Onu contro la tortura, anche aveva chiesto che il Vaticano avviasse una piena collaborazione con le autorità civili. La richiesta fu un fallimento perché, si legge in un dossier delle Nazioni Unite “la Santa Sede non ha riconosciuto l’entità dei crimini commessi, non ha preso le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sui bambini, e ha adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione dell’abuso e all’impunità”.

    Così si arriva di fatto alla richiesta di modificare il Concordato per proteggere i minori. “Ora tocca al governo muovere passi determinanti, lo Stato non può più dire di non sapere perché adesso c’è un documento”, sottolinea Zanardi, numero uno di Rete l’Abuso. E il senatore del Movimento 5 stelle, Matteo Mantero, è pronto a tenere alta l’attenzione con un’interpellanza. Per gli insabbiatori, i conniventi e gli ignavi il mantra “silenzio e preghiera” rischia di non reggere più.

    (trascrizione da La Verità del 12 febbraio 2019)

  • Mentre Papa Francesco apre la Conferenza mondiale con i Presidenti delle Conferenze Episcopali – Legislatori, vittime di abusi del clero, attivisti globali tengono una conferenza stampa al Parlamento italiano

    Mentre Papa Francesco apre la Conferenza mondiale con i Presidenti delle Conferenze Episcopali – Legislatori, vittime di abusi del clero, attivisti globali tengono una conferenza stampa al Parlamento italiano

    ROMA, 14 febbraio – Il rappresentante dello Stato della Pennsylvania, Mark Rozzi, noto a livello nazionale per la sua incrollabile difesa dei sopravvissuti agli abusi sessuali su minori, condurrà una conferenza stampa che chiama il Vaticano e i vescovi a smettere di ostacolare le riforme civili e a ritardare la giustizia per le vittime.

    La conferenza stampa si terrà il 21 febbraio 2019 alle 11.30 nella Sala stampa della Camera dei Deputati, in Via della Missione 4, a Roma.

    Rozzi, lui stesso vittima di uno stupro per mano di un prete, guidò l’accusa in Pennsylvania che portò a un rapporto della giuria in tutto lo stato che coinvolgeva più di 300 sacerdoti e oltre 1.000 vittime di abusi da parte del clero. L’indignazione nazionale è risultata determinante e portò altri 15 a condurre simili indagini del grand jury.

    Rozzi spera di essere affiancato dal suo omologo nel parlamento italiano, Riccardo Magi, deputato di Radicali Italiani – Più Europa nella Camera dei Deputati italiani, la cui passione per la giustizia sociale è ampiamente ammirata.

    Il rappresentante Rozzi sarà affiancato da Francesco Zanardi, un sopravvissuto italiano e presidente dell’Associazione italiana Rete L’Abuso (https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webp) che è comparso il mese scorso davanti all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a Ginevra. La sua testimonianza ha messo in luce il diffuso abuso di bambini da parte del clero in Italia davanti al Comitato per i diritti dell’infanzia, che è stato ignorato dallo Stato italiano e dal Vaticano.

    Anne Barrett Doyle è la co-direttrice di BishopAccountability ), un’organizzazione d’archivio e di ricerca fondata nel 2003 per documentare la crisi degli abusi nella Chiesa cattolica. BishopAccountability.org mira a far emergere la responsabilità dei vescovi statunitensi sotto le leggi civili, penali e canoniche. La signora Doyle discuterà i risultati degli Stati che hanno revocato lo statuto delle prescrizioni.

    Tim Lennon, il presidente della Rete dei sopravvissuti di quelli abusati dai preti (SNAP) (www.snapnetwork.org), parlerà della sua missione per aiutare i sopravvissuti, proteggere i bambini e appoggiare le leggi per smascherare gli abusatori e quelli che li coprono. L’organizzazione fornisce sostegno alle vittime di abusi sessuali in ambienti istituzionali da 30 anni con oltre 25.000 sopravvissuti e sostenitori nella rete.

    Rozzi sarà affiancato anche da Peter Isely, psicoterapeuta e membro fondatore di SNAP e Ending Clergy Abuse (ECA) (www.ecaglobal.org), un’organizzazione mondiale di attivisti per i diritti umani che si concentrano sui diritti dei bambini e delle vittime. La storia e il lavoro di Peter sono stati presentati a livello nazionale e internazionale, anche in numerosi film documentari vincitori di premi.

    Shaun Dougherty, una vittima indicata in un severo rapporto del gran giurì di metà stato che nel 2016 ha portato alle indagini sulle rimanenti diocesi in Pennsylvania, è stato coinvolto negli intensi sforzi di lobbying in Pennsylvania e New York per le riforme civili agli statuti sull’abuso di minori. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, dovrebbe firmare questa settimana la legge sui bambini vittime che prevede una finestra retroattiva per le vittime di abusi sessuali nell’infanzia da parte di adulti.

    CONTATTO: Veronica Alfonsi

    Email: veronica alfonsi <veronica.alfonsi@tiscali.it>

    Tel: + 39 339 236 0783

    Comunicato stampa

  • La realtà inconfessabile parte quarta: “LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO”

    La realtà inconfessabile parte quarta: “LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO”

    21-24 Febbraio 2019
    INCONTRO MONDIALE DEI VERTICI DELLA CHIESA

    «LA REGIA E LE MENZOGNE PER DIFENDERE I PRETI CHE ABUSANO»

    PEDOFILIA NEL CLERO – CASO DON GALLI/MONS. DELPINI

    Ultimo appello a Papa Francesco

    Introduzione:

    Il Concordato tra Stato e Chiesa prevede che la Magistratura avvisi prontamente il Vescovo qualora vi sia in corso un procedimento penale nei confronti di un sacerdote della sua Diocesi.

    Ma è anche previsto che il Vescovo avvisi il prete stesso ancora prima che riceva l’avviso di garanzia? In Italia vi è questo privilegio per i sacerdoti?

    Contenuti e anticipazioni del video:

    Nel video vedremo un altro stralcio della “Lettera aperta a Papa Francesco” scritta dai familiari della vittima di un sacerdote e pubblicata sul Fatto Quotidiano on-line il giorno 19.10.2018; vedremo alcuni passaggi del Verbale di sommarie informazioni; vedremo lo stralcio di alcune intercettazioni telefoniche; le Linee Guida della Cei per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici; ascolteremo un audio parte di conversazione tra l’ex parroco e i familiari della vittima; vedremo lo stralcio del Comunicato della Diocesi tutt’ora presente in rete; una lettera scritta dal Cardinale ai familiari della vittima; articoli apparsi sui quotidiani; vedremo passaggi del Motu Proprio “Come una madre amorevole”; e ancora uno pezzo del TgR trasmesso in seguito alla condanna in primo grado del prete.

    Spunti di riflessione:

    • È parte della “Tolleranza Zero” non avviare alcuna indagine canonica ma avvisare il prete del fatto di essere indagato dalla Magistratura?

    Nella vicenda presa come spunto, e che ormai ci accompagna da alcune settimane, vediamo oggi come il Vicario Episcopale dichiari candidamente alla Polizia di aver informato il prete circa una possibile indagine nei suoi confronti, così come di avergli indicato l’avvocato a cui riferirsi per la difesa in Tribunale, dichiarando di non aver alcun contatto diretto con tale avvocato.

    Nelle intercettazioni telefoniche predisposte dal PM, vi si riscontra però tutt’altro: l’avvocato stesso lo smentisce.

    • Chi mente?
    • È moralmente lecito mentire per salvare le apparenze?

    Analizzando le Linee Guida della Cei scopriamo che sarebbe obbligatorio l’avvio dell’Indagine Previa…

    • È “Tollerabile” che un Vescovo/Vicario Episcopale non segua nemmeno le Linee Guida della Conferenza Episcopale del paese in cui svolge il suo ministero?
    • È prassi che le indagini canoniche prendano avvio solo se vi è una denuncia penale, ovvero il rischio di uno “scandalo”? È anche questa prassi della “Tolleranza Zero” nella lotta alla pedofilia?

    Anche il Parroco, colui che ha saputo tra i primi del presunto abuso sessuale, conferma di aver avvisato SUBITO il Vescovo/Vicario Episcopale!

    • E quali decisioni ha preso la Diocesi, nella persona del Vicario Episcopale (poi promosso da Papa Francesco a Vescovo di una importante Diocesi)? Ha semplicemente spostato il prete in un’altra parrocchia ad occuparsi ancora di minori…

    Nel Comunicato della Diocesi, il Vicario Episcopale stesso conferma di aver saputo da subito che il prete aveva portato nel suo letto il minore.

    • Perché Papa Francesco non prende provvedimenti nei confronti del Vicario Episcopale che ha insabbiato? Perché lo ha invece promosso? Tolleranza Zero verso chi?

    Il cardinale scrive ai familiari di aver sospeso in via cautelativa il sacerdote… poi il prete stesso finisce su tutti i giornali perché, mentre in realtà continuava indisturbato a fare il sacerdote salva un bambino abbandonato!

    • Fino a che punto le menzogne reggeranno?
    • Quando il coraggio della verità?
    • Quando il Papa sarà coerente?

    Per approfondire:

    La scorsa settimana abbiamo affrontato il tema “LO STESSO LEGALE DELLA DIOCESI SCREDITA IL VESCOVO”, mentre la prossima settimana parleremo del seguente argomento: “L’ESTREMO TENTATIVO DI ALTERARE LA VERITA’”, ovvero ….

  • Chiesa e pedofilia: rivedere Concordato e obbligo di denuncia per i vescovi, ecco le raccomandazioni dell’Onu all’Italia

    Chiesa e pedofilia: rivedere Concordato e obbligo di denuncia per i vescovi, ecco le raccomandazioni dell’Onu all’Italia

    Come per primi avevamo anticipato a giungo 2018 (e tuttora Left è stata l’unica testata giornalistica in Italia ad aver documentato costantemente l’evoluzione del caso), il 22-23 gennaio scorso a Ginevra si è svolto il confronto tra il governo italiano e il Comitato Onu dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in merito al rispetto da parte dello Stato italiano della relativa Convenzione ratificata nel 1989. L’Italia è stata chiamata a rispondere di pesanti accuse di negligenza nella gestione, prevenzione, controllo e giudizio in particolare dei casi di pedofilia clericale, mosse dall’associazione di vittime Rete L’Abuso. Tutto è iniziato lo scorso giugno, dopo un incontro a Ginevra con il funzionario dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, Gianni Magazzeni, al quale ha partecipato anche l’associazione internazionale ECA Global (presente in 18 paesi e 4 continenti di cui la Rete L’Abuso è uno dei membri fondatori). La Rete L’Abuso, coadiuvata dall’avvocato Mario Caligiuri, ha iniziato a documentare al Comitato di Ginevra “responsabile” della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza le gravi lacune che di fatto in Italia permettono l’impunità dei membri del clero. Nel pomeriggio di giovedì 7 febbraio 2019 sono state pubblicate dal Comitato Onu le Conclusioni di cui l’Italia dovrà rispondere quanto prima. Ecco una sintesi tradotta in italiano (a cura di Rete L’Abuso):

    Il Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa cattolica nel territorio dello Stato italiano e per il basso numero di indagini e criminali azioni penali da parte della magistratura italiana.

    Con riferimento alle sue precedenti raccomandazioni (CRC / C / ITA / CO / 3-4, par. 75) e commento generale n. 13 (2011) sul diritto del bambino alla libertà e contro tutte le forme di violenza nei suoi confronti e prendendo atto dell’obiettivo 16.2 dello sviluppo sostenibile degli obiettivi, il Comitato raccomanda all’Italia di:

    (a) Adottare, con il coinvolgimento attivo dei bambini, un nuovo piano nazionale per prevenire e combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini e assicurarne l’uniforme implementazione su tutto il suo territorio e a tutti i livelli di governo;

    (b) Istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale da esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica;

    (c) Garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della chiesa cattolica, il perseguimento dei presunti autori, l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevoli, e il risarcimento e la “riabilitazione” psichica delle vittime minorenni, comprese coloro che sono diventate adulte;

    (d) Stabilire canali sensibili ai bambini, per i bambini e altri, per riferire sulle violenze subite;

    (e) Proteggere i bambini da ulteriori abusi, tra l’altro assicurando che alle persone condannate per abuso di minori sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini, in particolare a livello professionale;

    (f) Intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia

    dei procedimenti penali contro il personale religioso della Chiesa cattolica sospettato di violenza su minori, in particolare nei Patti lateranensi rivisti nel 1985, per combattere l’impunità per tali atti;

    (g) Rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato italiano;

    (h) Modificare la legislazione che attua la Convenzione di Lanzarote in modo da garantire

    che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa cattolica, dai suoi strumenti di prevenzione e protezione.

    In merito alla violenza di genere.

    22. Il Comitato attira l’attenzione dello Stato italiano sull’obiettivo 5.2 degli Obiettivi di sviluppo e lo sollecita a:

    (a) Garantire che le accuse di crimini legati alla violenza di genere, compresa la tratta di bambini stranieri, in particolare le ragazze, siano accuratamente indagate e che i responsabili siano consegnati alla giustizia;

    (b) Fornire regolari corsi di formazione per giudici, avvocati, procuratori, i polizia e altri gruppi professionali pertinenti su procedure standardizzate, di genere e di allerta per i minori per quanto riguarda le vittime e su come gli stereotipi di genere da parte il sistema giudiziario influisca negativamente sulla rigorosa applicazione della legge;

    1. Garantire la “riabilitazione” dei minori vittime di violenze di genere.

    Link al documento originale

    Chiesa e pedofilia: rivedere Concordato e obbligo di denuncia per i vescovi, ecco le raccomandazioni dell’Onu all’Italia

  • PRETI PEDOFILI; pesante giudizio dell’ONU a Governo e Magistratura per il basso numero di indagini, azioni penali e interventi. Subito una commissione di inchiesta

    PRETI PEDOFILI; pesante giudizio dell’ONU a Governo e Magistratura per il basso numero di indagini, azioni penali e interventi. Subito una commissione di inchiesta

    Nei giorni 22 e 23 gennaio 2019, il Governo italiano è stato interrogato dalle Nazioni Unite, in riferimento all’applicazione della Convenzione per la tutela del fanciullo.

    Dallo scorso giugno, dopo un incontro a Ginevra con il Funzionario dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, Gianni Magazzeni, al quale ha partecipato anche l’associazione internazionale ECA Global (presente in 18 paesi e 4 continenti di cui la Rete L’ABUSO è uno dei membri fondatori) la Rete L’ABUSO ha iniziato a documentare all’ufficio di Ginevra le varie e gravi lacune che di fatto in Italia permettono l’impunità dei membri del clero. Relazione Rete L’ABUSO

    Le argomentazioni sollevate dalla Rete L’Abuso sono state portate all’attenzione del Comitato dal Membro Jorge Cardona. Di seguito le opinioni del Comitato, in riferimento ai report che l’Associazione ha inviato.


    Il Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa cattolica nel territorio dello Stato italiano e per il basso numero di indagini e criminali azioni penali da parte della magistratura italiana.

    Con riferimento alle sue precedenti raccomandazioni (CRC / C / ITA / CO / 3-4, par. 75) e commento generale n. 13 (2011) sul diritto del bambino alla libertà e contro tutte le forme di violenza nei suoi confronti e prendendo atto dell’obiettivo 16.2 dello sviluppo sostenibile degli obiettivi, il Comitato raccomanda all’Italia di:

    (a) Adottare, con il coinvolgimento attivo dei bambini, un nuovo piano nazionale per prevenire e combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini e assicurarne l’uniforme implementazione su tutto il suo territorio e a tutti i livelli di governo;

    (b) Istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale da esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica;

    (c) Garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della chiesa cattolica, il perseguimento dei presunti autori, l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevoli, e il risarcimento e la “riabilitazione” psichica delle vittime minorenni, comprese coloro che sono diventate adulte;

    (d) Stabilire canali sensibili ai bambini, per i bambini e altri, per riferire sulle violenze subite;

    (e) Proteggere i bambini da ulteriori abusi, tra l’altro assicurando che alle persone condannate per abuso di minori sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini, in particolare a livello professionale;

    (f) Intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia dei procedimenti penali contro il personale religioso della Chiesa cattolica sospettato di violenza su minori, in particolare nei Patti lateranensi rivisti nel 1985, per combattere l’impunità per tali atti;

    (g) Rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato italiano;

    (h) Modificare la legislazione che attua la Convenzione di Lanzarote in modo da garantire

    che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa cattolica, dai suoi strumenti di prevenzione e protezione.

    In merito alla violenza di genere.

    22. Il Comitato attira l’attenzione dello Stato italiano sull’obiettivo 5.2 degli Obiettivi di sviluppo e lo sollecita a:

    (a) Garantire che le accuse di crimini legati alla violenza di genere, compresa la tratta di bambini stranieri, in particolare le ragazze, siano accuratamente indagate e che i responsabili siano consegnati alla giustizia;

    (b) Fornire regolari corsi di formazione per giudici, avvocati, procuratori, i polizia e altri gruppi professionali pertinenti su procedure standardizzate, di genere e di allerta per i minori per quanto riguarda le vittime e su come gli stereotipi di genere da parte il sistema giudiziario influisca negativamente sulla rigorosa applicazione della legge;

    Coordinazione
    (6) Il Comitato esorta lo Stato membro a definire un mandato chiaro e sufficiente autorità all’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per la famiglia Politiche) per coordinare tutte le attività connesse all’attuazione della Convenzione a livello intersettoriale, nazionale, regionale e locale e rafforzare il ruolo del cittadino Osservatorio sull’infanzia e sugli adolescenti nell’ambito di tale interministeriale corpo coordinatore. Lo Stato Parte dovrebbe assicurare che l’Osservatorio Nazionale su Infanzia e adolescenti sono forniti con le necessarie risorse umane, tecniche e risorse finanziarie per il suo effettivo funzionamento.
    Disseminazione, sensibilizzazione e formazione

    (11) Riconoscendo gli sforzi dello Stato membro, anche facendo alcuni ufficiali documenti accessibili in ETR (facile da leggere), il Comitato raccomanda che lo Stato parte:

    (a) Intensificare i suoi sforzi per diffondere informazioni sulla Convenzione e sui suoi Protocolli opzionali, anche attraverso programmi di sensibilizzazione, ai genitori, i più ampio pubblico e bambini in un modo a misura di bambino, alle organizzazioni basate sulla fede, e ai legislatori e ai giudici per assicurare la loro applicazione in ambito legislativo e giudiziario processi;

    (b) Rafforzare i suoi programmi di formazione per tutti i professionisti che lavorano con e per i bambini, anche implementando un programma per i diritti dei bambini e formatore approccio.

    Documento integrale 
    Redazione Web

  • Il panel delle Nazioni Unite analizza il ruolo dell’Italia negli scandali di pedofilia della Chiesa

    Il panel delle Nazioni Unite analizza il ruolo dell’Italia negli scandali di pedofilia della Chiesa

    Un membro del comitato delle Nazioni Unite per la protezione dei minori mette in discussione il governo italiano riguardo agli abusi sessuali nel paese il 22 gennaio. (Credit: Rete L’Abuso).

    ROMA – La scorsa settimana un comitato delle Nazioni Unite per la tutela dei minori ha interrogato il governo italiano sugli abusi sessuali del clero nel paese, esprimendo preoccupazione per le leggi che proteggono i preti predatori dalle accuse penali.

    “Siamo rattristati dalla mancanza di informazioni sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero cattolico, e siamo preoccupati per le informazioni che abbiamo ricevuto in merito a numerose vittime di abusi clericali”, ha affermato il professor Jorge Cardona, membro del Comitato delle Nazioni Unite i diritti dell’infanzia, durante l’udienza del 22-23 gennaio.

    I rappresentanti del governo italiano sono stati invitati a rispondere alle domande davanti alla commissione all’Alto Commissario delle Nazioni Unite a Ginevra sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Le raccomandazioni dell’udienza saranno emesse dall’ONU il 7 febbraio.

    Non è stata la prima volta che il gruppo delle Nazioni Unite si è interessato alla documentazione della Chiesa cattolica sugli abusi sessuali su minori.

    Nel febbraio 2014, il Comitato per i diritti dell’infanzia ha emesso un blasonato rapporto che accusava il Vaticano di promuovere un “codice di silenzio” che “sistematicamente” colloca la reputazione della Chiesa e offende i sacerdoti per la protezione delle vittime minorenni. Il gruppo ha anche chiesto cambiamenti nell’insegnamento cattolico su questioni come l’aborto, la contraccezione e il matrimonio gay.

    In questo caso, la commissione è sembrata interessata a come l’Italia possa essere complice degli scandali della Chiesa.

    Cardona parlava dell ‘”impunità” dei chierici colpevoli di abusi contro minori in Italia che, dai dati acquisiti, venivano spesso lasciati liberi dallo stato senza conseguenze penali.

    Ha espresso preoccupazione per “condanne penali molto indulgenti nei confronti di membri del clero che sono stati giudicati colpevoli” e non sono soggetti agli arresti domiciliari o alla detenzione in carcere la situazione richiesta.

    Ha anche chiesto al governo italiano di aderire alla Convenzione sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale e gli abusi sessuali firmata dal Consiglio d’Europa a Lanzarote, in Spagna, nel 2007. Il documento è il primo trattato internazionale contro gli abusi sessuali in famiglia e applica una regolamentazione per monitorare i trasgressori e coloro che lavorano a stretto contatto con i bambini.

    In un’udienza privata con papa Francesco il 17 gennaio, il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, ha chiesto al pontefice di firmare il documento multilaterale di Lanzarote.

    L’abuso sessuale, ha detto Jargland ai media locali dopo il suo incontro con il papa, “si può trovare ovunque dove gli adulti sono con i bambini: la Chiesa conosce questo problema dall’interno”.

    Mentre il Vaticano si prepara a ospitare un vertice per i capi delle conferenze episcopali cattoliche di tutto il mondo dal 21 al 24 febbraio, il diplomatico dell’UE ha suggerito che la firma del trattato potrebbe fornire un segnale significativo che la Chiesa cattolica è a bordo nella lotta contro i sessi abuso.

    “Se il Vaticano e il Consiglio d’Europa mandassero un messaggio inequivocabile al mondo, affermando che l’abuso sessuale contro i minori non solo è inaccettabile ma anche illegale, questo messaggio sarebbe davvero molto, molto forte!”, Ha aggiunto.

    Ma recuperare la legislazione europea sugli abusi non era l’unica questione che preoccupava i funzionari delle Nazioni Unite. Cardona ha anche affrontato il quarto articolo del Trattato Lateranense del 1929 tra lo Stato italiano e il Vaticano, che consente ai chierici di non dover denunciare abusi clericali alle autorità italiane.

    “È vero che non c’è obbligo per il clero che ha conoscenza dell’abuso all’interno della Chiesa o dell’organizzazione religiosa di denunciare”, ha detto Concetta Potito, del ramo legislativo del Ministero della Giustizia italiano, mentre rappresenta l’Italia all’ONU.

    “Ma è anche vero che il clero non è un funzionario pubblico e in Italia l’obbligo di sporgere denuncia si applica solo ai funzionari pubblici”, ha aggiunto.

    Potito ha anche sottolineato che la legislazione italiana prevede che le pene per l’abuso di minori siano aggravate di due terzi se l’abuso è avvenuto in un contesto religioso, il che considerando la dura condanna della penisola sugli abusi è una questione seria.

    L’Italia ha creato una rete pubblica di assistenza per le vittime di abusi sessuali nel 2002, ma la commissione delle Nazioni Unite ha chiesto se il governo avesse adottato misure per assicurarne l’efficacia e il servizio sul territorio.

    La CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, ha recentemente creato una propria rete di abusi sessuali clericali, finalizzata a fornire informazioni e supporto non solo alle vittime di abusi sessuali ma anche ai vescovi che tentano di fornire la migliore risposta.

    La creazione della rete ha seguito l’appello di papa Francesco ai vescovi di tutto il mondo per creare linee guida e migliori pratiche in risposta alla crisi degli abusi sessuali del clero prima del vertice di febbraio.

    Dopo lo scoppio della crisi nel 2001, la Chiesa italiana ha faticato a fornire trasparenza, in particolare per quanto riguarda la portata della questione.

    “Non sono in grado di dare alcun numero”, ha detto padre Russo Russo, Segretario generale della CEI, durante un evento stampa del 16 gennaio, aggiungendo che ciò è dovuto al fatto che “eventuali canoni canonici vengono inviati alla Congregazione per la Dottrina della Fede” “.

    Rete L’Abuso, l’unica organizzazione di advocacy esistente per le vittime di abusi clericali in Italia, registra almeno 800 casi nel Paese, ma la situazione potrebbe essere molto peggiore. Mark Vincent Healy, sopravvissuto e sostenitore dell’abuso clericale, ha stimato che potrebbero esserci migliaia di vittime di abusi in Italia.

    In un documento, Healy ha usato la percentuale di sacerdoti abusanti forniti da esperti come Richard Sipe e padre Andrew Greeley per stimare che potrebbe esserci “qualsiasi cosa tra 17.500 e 87.700 sopravvissuti denunciati di abusi sessuali da parte del clero”.

    “Ciò che è chiaramente dimostrato da queste cifre per gli abusi sessuali su minori cattolici è che l’Italia come paese ha il potenziale per superare il numero riportato di vittime di abusi sessuali di bambini clericali a quello di altri paesi del mondo”, ha scritto.

    “Un’inchiesta governativa è essenziale in Italia per arrivare alla verità fornendo percorsi di giustizia e sostegno per affrontare lo scandalo degli abusi sessuali di bambini clericali”.

    https://cruxnow.com/church-in-europe/2019/01/31/un-panel-probes-italys-role-in-churchs-child-abuse-scandals/

  • Pubblicò rivelandone l’identità, ben 8 volte il nome della vittima del prete pedofilo. La curia di Napoli sul banco degli imputati

    Pubblicò rivelandone l’identità, ben 8 volte il nome della vittima del prete pedofilo. La curia di Napoli sul banco degli imputati

    Inizierà il 29 gennaio prossimo, il processo che vede la curia di Napoli sul banco degli imputati, rea secondo l’accusa di aver rivelato – in barba ai diritti che la legge sulla privacy garantisce alle vittime di violenze sessuali – e a nostro avviso in modo piuttosto esagerato – in un solo testo ben 8 volte – la vera identità della presunta vittima del prete Silverio Mura, sul quale sta indagando anche la Procura della Repubblica di Pavia, alla quale è stato denunciato dalla Rete L’ABUSO nel 2018, dopo che è emerso che il sacerdote accusato a Napoli, svolgeva le sue attività a contatto con minori, nel piccolo paesino di Montù Beccaria, ma in quella occasione il suo nome non era più don Silverio Mura, ma don Saverio Aversano.

    Redazione

  • Francia, cardinale Barbarin alla sbarra: mai coperto abusi pedofili

    Francia, cardinale Barbarin alla sbarra: mai coperto abusi pedofili

    Arcivescovo di Lione in aula per apertura processo a suo carico

    Lione, 7 gen. (askanews) – “Non ho mai cercato di di nascondere, nè tantomeno di coprire, questi fatti orribili”. Il cardinale francese Philippe Barbarin ha preso la parola in aula per la prima udienza del processo al suo carico, nel quale è imputato con altri cinque persone per aver mancato di denunciare delle aggressioni sessuali ai danni di minori. Da quando lo scandalo è scoppiato tre anni fa, l’arcivescovo di Lione ha già negato i fatti che gli vengono addebitati, pur riconoscendo errori di valutazione e chiedendo perdono alle vittime di preti pedofili. Ma nel 2016 a Lourdes, in occasione di un’assemblea di vescovi aveva avuto parole che avevano provocato polemiche dichiarando che “Grazie a Dio, la maggioranza dei fatti” di abuso sessuale era “prescritta”.

    “Non ho sempre usato le parole migliori e più adatte” ha ammesso l’arcivescovo di Lione in una dichiarazione letta alla sbarra, prima di rispondere alle domande dei giudici. Il primate dei Galli compare in aula fino a mercoledì con cinque ex rappresentanti della diocesi di Lione per non aver denunciato gli abusi sessuali compiuti su giovani scout della regione da un sacerdote, Bernard Preynat, tra il 1986 e il 1991.

    Nel 2016 la procura aveva chiesto il proscioglimento, ma le vittime che avevano denunciato Barbarin hanno chiesto un esame diretto degli accusati davanti al tribunale. Monsignor Barbarin aveva avuto notizia degli abusi negli anni Duemila e aveva incontrato padre Preynat nel 2010. Il sacerdote di aveva giurato di non aver mai ricominciato a molestare i ragazzi. “Tutti mi rimproverano di avergli creduto” ha detto Barbarin alla sbarra. “Di fatto, in seguito non sono stati mai riscontrati fatti penalmente rilevanti” ha sottolineato l’alto prelato, a processo anche per “omissione di soccorso”. L’arcivescovo ha consentito a Preynat di restare a contatto con bambini fino al 2015, quando il sacerdote è stato denunciato da un ex scout, che ha denunciato anche il cardinale nel 2016.

    http://www.askanews.it/esteri/2019/01/07/francia-cardinale-barbarin-alla-sbarra-mai-coperto-abusi-pedofili-pn_20190107_00199/

  • Chiesa d’Inghilterra ai preti: “Negare assoluzione ai peccatori di gravi crimini”

    Chiesa d’Inghilterra ai preti: “Negare assoluzione ai peccatori di gravi crimini”

    LONDRA – Al peccatore che confessa gravi crimini a un prete dovrebbe essere “negata l’assoluzione e detto di consegnarsi alla polizia”: è il nuovo parere della Chiesa d’Inghilterra ma aggiunge che i preti non possono violare il segreto della confessione e denunciare il criminale. Le linee guida dei vescovi arrivano dopo mesi difficili per la Chiesa d’Inghilterra sull’opportunità di abolire il principio secondo il quale i peccati confessati devono rimanere segreti.

    I vescovi hanno ammesso che la scorsa estate erano divisi sul ruolo della confessione e il dovere del clero di riferire eventuali informazioni. Le nuove linee guida, che riguardano anche come trattare i parrocchiani pedofili conclamati e “toccamenti ammissibili”, seguono una serie di scandali sugli abusi sessuali, scrive il Daily Mail.

    L’ex vescovo di Gloucester, Peter Ball, nel 2015 è stato in carcere 32 mesi per aver abusato sessualmente di 18 ragazzi nell’arco di trent’anni. Nel 2016 l’ex arcivescovo di York, Lord Hope, è stato oggetto di indagini della polizia per aver coperto gravi violenze sui minori da parte dell’ex presidente del Manchester Robert Waddington.

    Altre sezioni delle linee guida dicono ai vicari che non possono rifiutarsi di ammettere un pedofilo nei servizi ecclesiastici ma dovrebbe seguirlo, sedere sullo stesso banco e assicurarsi che non provochi problemi. Alle parrocchie sono state fornite anche le regole sul “toccamento ammissibile”, ovvero come avere un contatto fisico con i bambini.

    I Vicari e chiunque altro frequenti i bambini in una parrocchia, possono abbracciarli ma in pubblico e prendere le loro mani solo per aiutarli a spostarsi; possono sedersi fianco a fianco a un bambino ma non che “sieda sulle ginocchia” di un adulto. La Chiesa d’Inghilterra non ha confessionali e i sacerdoti possono ascoltare i peccati dei fedeli in privato. Il segreto della confessione è previsto da una legge della Chiesa nel 1603 che i vescovi avevano considerato di abrogare.

    Le nuove linee guida sostengono che se l’ammissione di abusi sui minori viene fatta in confessione da una persona che chiede l’assoluzione, al prete “è vietato rivelare qualsiasi cosa, inclusi reati penali”. Tuttavia, aggiungono: “Quando un penitente nel corso della confessione rivela di aver commesso un grave crimine, il sacerdote dovrebbe chiedere di consegnarsi alla polizia o ad altra autorità e se rifiuta, non dare l’assoluzione”. Le linee guida non indicano in ogni caso come un prete possa verificare se il peccatore abbia contattato la polizia. Sottolineano inoltre che a chi ha commesso reati sessuali può essere vietato prendere un tè o un caffè dopo un servizio religioso, di unirsi al coro o ai campanari.

  • Esorcismi e abusi: stop contatti tra la vittima 14enne e i genitori

    Esorcismi e abusi: stop contatti tra la vittima 14enne e i genitori

    Per il tribunale dei minori di Napoli non hanno più diritti sulla figlia 14enne. Perché, di fronte ai suoi malesseri, nonostante una diagnosi medica, hanno deciso che doveva essere assistita da un esorcista e, con questa scelta, le hanno da un lato negato le terapie cliniche di cui necessitava, dall’altro hanno consentito che venisse sottoposta a rituali religiosi che i giudici di Santa Maria Capua Vetere hanno definito «pratiche da tortura medievale». E che, ancora, si sono tradotte in accuse di maltrattamenti, circostanze per le quali è in corso un processo che vede alla sbarra il sacerdote, un poliziotto e gli stessi genitori della ragazzina. Decade su decisione del tribunale presieduto da Maurizio Baruffo, la responsabilità genitoriale per il padre e la madre della 14enne al centro dello scandalo esorcismi e abusi a Casapesenna. Con la minore delle loro tre figlie, ha stabilito il tribunale, non potranno avere alcun tipo di rapporto. Negato anche il solo contatto telefonico. La misura cautelare della sospensione della responsabilità genitoriale fu disposta già dal Riesame che scarcerò i genitori della 14enne dopo l’arresto avvenuto nel febbraio scorso. I due finirono ai domiciliari insieme al commissario di polizia Luigi Schettino, poi a sua volta scarcerato, mentre per il prete fu deciso il carcere, misura tutt’ora in vigore.

    Il tribunale dei minori, decretando la revoca della responsabilità genitoriale, attribuisce alla coppia di coniugi di San Marcellino responsabilità gravi nella gestione della figlia adolescente che inizialmente fu curata presso il Bambin Gesù di Roma, sottoposta a terapie farmacologiche e seguita da specialisti perché affetta da disturbo della conversione, depressione e atteggiamenti di autolesionismo. Dopo alcuni mesi, la famiglia decise che bisognava consultare anche un prete ritenendo che la ragazzina non migliorasse perché in preda a un maleficio. Da quel momento, la piccola fu affidata alle sole cure di don Michele Barone. Durante gli esorcismi, sempre secondo l’accusa, veniva picchiata e immobilizzata con l’utilizzo di un tutore e il prete la teneva ferma mettendole un piede sulla testa. Quasi sempre, stando a quanto sta emergendo nel corso del processo, ai rituali erano presenti i genitori che hanno accettato quelli che per i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone erano maltrattamenti e non rituali di liberazione dal demonio. Alla luce di tutto ciò, evidentemente, il tribunale per i minori ha ritenuto inopportuno consentire la ripresa dei rapporti tra l’adolescente e i suoi genitori. Questi ultimi, peraltro, sono stati anche allontanati dalla loro primogenita. Si tratta della ragazza che per prima fece incontrare la ragazzina e il sacerdote e che poi, ritenendo le pratiche del don violente, denunciò tutto alla polizia. Secondo il prete, peraltro, tra le cause de malessere spirituale dell’adolescente c’era l’omosessualità di sua sorella maggiore. È quanto emerso sia in fase di indagini preliminari che durante il dibattimento a porte chiuse tutt’ora in corso, che vede imputati Michele Barone, i genitori della ragazzina e il poliziotto Luigi Schettino. Proprio al processo sono stati sentiti numerosi testimoni, tra i quali anche i parenti della famiglia coinvolta, che hanno confermato la violenza dei riti cui veniva sottoposta la piccola e non solo lei. Oltre che per i maltrattamenti sulla minore, il sacerdote è sotto processo anche per abusi sessuali su due ventenni. Il processo riprenderà a gennaio.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_stop_contatti_tra_la_vittima_14enne_e_i_genitori-4187607.html