Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: corte d’appello

  • DON GELMINI: RICUSAZIONE RESPINTA

    DON GELMINI: RICUSAZIONE RESPINTA

    Udienza rinviata e ricorso in Cassazione
    La Corte d’Appello di Perugia ha respinto la richiesta di ricusazione avanzata dai legali di don Pierino Gelmini nei confronti del giudice per le udienze preliminari , Pierluigi Panariello.

    Don Gelmini è accusato di molestie sessuali nei confronti di 10 giovani all’epoca in cui erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia mentre i suoi più stretti collaboratori devono rispondere dell’accusa di favoreggiamento.

    L’udineza prevista per giovedi 4 dicembre che prevedeva l’incidente probatorio fra gli accusatori e il religioso è stata rinviata. Proprio in riferimento all’ammissione di questo atto, sostenendo che così facendo il giudice avesse in qualche modo anticipato una valutazione sulle accuse, i legali di Don Gelmini avevano chiesto la ricusazione del giudice Panariello. Richiesta respinta.

    Ma gli avvocato Filippo Dinacci e Lanfranco Frezza, del collegio difensivo di don Pierino, hanno già annunciato che faranno ricorso in Cassazione.

    DON GELMINI: RITO ABBREVIATO RESPINTO

    4 Dicembre 2008 18.10 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.159142

    La difesa: provvedimento abnorme
    E’ stata respinta la richiesta di rito abbreviato per Giampaolo Nicolasi , collaboratore di don Pierino Gelmini , accusato di favoreggiamento. Il giudice per le udienze preliminari, Pierluigi Panarello ha motivato la dua decisione con la necessità di svolgere un’integrazione probatoria. Secondo il difensore di Nicolasi , l’avvocato Manlio Morcella , si tratta di una decisione abnorme e annuncia ricorso in cassazione contro il provvedimento. L’udienza davanti al GUP è stata rinviata al 12 gennaio prossimo. Dello stesso reato di favoreggiamento devono rispondere un altro collaboratore di don Gelmini, Pierluigi La Rocca e la madre di uno degli ospiti della Comunità Incontro, Patrizia Guarino.

  • PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    Istituto Valsalice fiore all’occhiello storia educativa torinese

    Città del Vaticano, 18 ago. (Apcom) – Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, e Gian Carlo Caselli, procuratore generale presso la corte d’appello di Torino, difendono l’Istituto educativo Valsalice di Torino, “messo sotto le lenti di ingrandimento per un episodio in corso di accertamento”, e cioè le accuse di abusi sessuali rivolte a un sacerdote.

    “Siamo ex-allievi di questo Istituto, un fiore all’occhiello della storia educativa di Torino – scrivono Bertone e Caselli in una nota congiunta che sarà pubblicata nel prossimo numero di ‘Famiglia Cristiana’ – e lasciando alle istanze competenti di far luce su ciò che è veramente accaduto, vogliamo ricordare i begli anni trascorsi al Valsalice, tra lo studio serio e formativo in un virtuoso circuito tra cultura classica e tradizione cristiana, e con lo sforzo comunitario di formazione integrale della persona nella libertà e nella socialità. Abbiamo avuto dei professori competenti – sottolineano Bertone e Caselli – e totalmente dediti alla missione educativa, modelli di integrità morale e di schietta umanità”.

    Il porporato e il procuratore generale di TOrino, ricordano di aver “sperimentato l’efficacia di uno splendido progetto educativo che mira alla costante ricerca dell’equilibrio fra forma fisica, mentale e spirituale, una visione tridimensionale che è sommamente valida anche per la nostra società dilacerata”. “I nostri educatori – scrivono – ci hanno insegnato che l’ispirazione cristiana può operare incisivamente nei diversi spazi dell’esistenza quotidiana: nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella vita pubblica, senza complessi d’inferiorità che intimidisce; ma anche senza complessi di superiorità che giudica senza amore”.

    “Crediamo che gli educatori del Valsalice, Salesiani e Collaboratori laici – concludono – siano anche oggi costruttori di robuste personalità, animati da amore per la vita, responsabilità per il futuro, testimoni di speranza. A tutte le famiglie diciamo: abbiate fiducia nel metodo educativo salesiano, collaborate con gioia nell’opera d’arte dell’educazione, con il cuore di don Bosco: ‘Basta che siate giovani perché io vi ami!’”.

  • Cassazione. Prescrizione per don Giorgio Carli. Confermata condanna al risarcimento

    Cassazione. Prescrizione per don Giorgio Carli. Confermata condanna al risarcimento

    Pedofilia, Bolzano: ricorso in appello contro parroco assolto in primo grado

    Un sacerdote di San Giacomo, assolto il 20 febbraio 2006 dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana che all’epoca dei fatti aveva 9 anni

    Bolzano, 27 gen. – (Adnkronos) – Don Giorgio Carli, 43enne sacerdote di San Giacomo a Bolzano, assolto il 20 febbraio 2006 dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana che all’epoca dei fatti aveva 9 anni, con tutta probabilita’ dovra’ tornare dinanzi ai giudici. Il sacerdote era stato assolto, perche’ il fatto non sussiste, art. 530 secondo comma del codice di procedura penale, ex insufficienza di prove. Gli avvocati di parte civile e la procura avevano annunciato ricorso per Cassazione, dal momento che all’epoca, per effetto della legge Pecorella, non era ammessa l’impugnazione in appello di una sentenza di assoluzione in primo grado.

    Ora, a distanza di quasi un anno, la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune parti della legge Pecorella riapre le porte del tribunale per questo procedimento. L’avvocato Gianni Lanzinger, uno dei legali della parte civile, conferma che si terra’ un processo di merito di secondo grado e don Giorgio Carli tornera’ davanti ai giudici della corte d’appello di Bolzano, i quali dovranno giudicare la veridicita’ del racconto della ragazza che, a distanza di dieci anni e dopo una lunga terapia psicologica, accuso’ il prete di ripetuti stupri e violenze avvenuti tra il 1989 e il 1994.

  • Prete pedofilo estradato in Arizona Ma svanisce nel nulla a Roma

    Prete pedofilo estradato in Arizona Ma svanisce nel nulla a Roma

    ROMA – La Corte di Cassazione aveva dato il via libera al procedimento di estradizione, dopo un anno di arresti domiciliari, forse per questo ha fatto perdere le sue tracce. Joseph Henn, 57 anni, alto prelato statunitense accusato di pedofilia, è sparito nel nulla a Roma. E’ accusato di abusi nei confronti di due ex seminaristi, che sarebbero stati commessi tra il marzo 1979 e il giugno 1981 ma scoperti solo nel gennaio 2003. A muovere le accuse una corte di giustizia dell’Arizona.

    La Corte di Cassazione aveva dato il via libera all’estradizione con una sentenza depositata il 27 luglio scorso, ma quando le forze dell’ordine si sono recate nella Casa del Divino Salvatore per notificargli il provvedimento, Henn non c’era.

    “Se viene estradato in America rischia la vita perché i preti accusati di pedofilia non sono simpatici ai detenuti dell’Arizona, e ci sono già stati tre omicidi in casi del genere negli ultimi anni”, aveva detto l’avvocato difensore di Henn, Michele Gentiloni Silverij, durante un’udienza l’anno scorso. E di fronte a un ipotesi di questo tipo, viene da pensare che Henn si sia dato alla fuga.

    Ma le autorità giudiziarie dell’Arizona, dopo aver appreso la notizia, sono state irremovibili: “Questo ultimo comportamento – ha commentato Andrew Thomas, legale della Contea di Maricopa – denota una mancanza di rispetto per la legge. Può scappare ma non può nascondersi. Sarà catturato e giustizia sarà fatta”. Adesso il religioso è ricercato in tutta Italia dalla polizia e dall’Interpol.

    Henn, colpito dallo scandalo di pedofilia in cui la Chiesa cattolica americana precipitò nel 2002, fu arrestato il 16 luglio dello scorso anno dalla squadra mobile della capitale che gli notificò un provvedimento della corte d’appello di Roma cui era arrivato l’ordine di cattura del dipartimento di Giustizia americano.

    (3 agosto 2006)

    https://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/prete-scomparso/prete-scomparso/prete-scomparso.html?fbclid=IwAR1aHHn5rpanNqtenZ2Aa5cYvLFKGLYZQTUmA7AdOKmup0lY8oemC4Jbsyo

  • Manfredi Salvatore ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella Maris di Siponto (Foggia)

    Manfredi Salvatore ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella Maris di Siponto (Foggia)

    Manfredi Salvatore ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella Maris di Siponto (Foggia).

    Condannato nel gennaio 1988 dai giudici della Corte d’appello di Bari a due anni di reclusione per atti di libidine e violenza privata su minori avvenuti nel dicembre 1985

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/01/15/violenza-sui-minori-pena-ridotta-al-sacerdote.html

  • Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignor Scotti (1889)

    Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignor Scotti (1889)

    a cura di Armando Pepe

    Pagina principale di riferimento: Documenti sulla Diocesi di Alife in età moderna e contemporanea

    ABBREVIAZIONI

    ASCe= Archivio di Stato di Caserta

    ASCe, Prefettura Gabinetto (1° Versamento), busta 52, fascicolo 622 “Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignore Scotti”

    Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignore Scotti

    Piedimonte d’Alife, 29 dicembre 1889

    Regia Sotto-Prefettura di Piedimonte d’Alife
    Oggetto: Vescovo di Piedimonte d’Alife

    Illustrissimo signor Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli

    In risposta alla pregevole nota di V. S. Illustrissima del 22 c. m. N° 34577, mi pregio dichiararle quanto appresso:

    1° È purtroppo vero che l’Ordinario di questa Diocesi Monsignor [Antonio] Scotti tiene un contegno di vita e di rapporti col suo clero non rispondente ai bisogni religiosi ed all’Ufficio che a lui è demandato; infatti egli vive completamente isolato e riesce a tutti difficilissimo il poterlo avvicinare; se qualcuno dei Sacerdoti da lui dipendente ha la rara fortuna di essere ricevuto, il prelodato Monsignor Scotti, dopo di averlo ascoltato attentamente, senza interloquire sull’argomento del discorso, lo accomiata con le seguenti parole: “Ha qualcos’altro da dire? A rivederla”.

    2° Non si cura affatto dell’andamento delle cose della sua Diocesi, che egli lascia in completo abbandono; mi si riferisce che in alcune chiese Parrocchiali mancano gli oggetti necessari per celebrare messe.

    3° Non vi è relazione alcuna fra lui e le Autorità locali e fra lui e i principali cittadini del paese. Nel principio del corrente anno [1889] furono a visitarlo l’onorevole Senatore Principe di Piedimonte, l’onorevole Conte Gaetani, il Sottoprefetto del tempo, il Commendatore Ventriglia ed altri, ma Monsignor Scotti non si compiacque di mandar loro neanche un biglietto da visita.

    4° È vero purtroppo che nel decorso anno [1888], in occasione della Festa del Santo Patrono [2 giugno], il Vescovo si pose in urto col Sindaco, che desiderava compiere un’antica ritualità. Per protestare contro questo fatto, ricorrendo nello stesso giorno la Festa dello Statuto, si organizzò una imponentissima dimostrazione al grido di “Viva il Re, viva l’Italia”. In quell’occasione fu scongiurato qualche serio pericolo di disordine, ma fu scongiurato per i prudenti provvedimenti adottati dalle Autorità locali.

    5° Recentemente, per essersi rifiutato al pagamento del nolo di una carrozza da lui richiesto, questa cittadinanza ebbe ad assistere al poco edificante spettacolo di un giudizio intentato contro Monsignor Scotti; vi fu sentenza di condanna e conseguente precetto di pignoramento; il prelodato Monsignor Scotti si decise a pagare soltanto il giorno in cui dovevasi effettuare il detto pignoramento.

    6° Nel decorso mese di Novembre cominciò a circolare la voce pel paese che nel Seminario si commettevano atti immorali da un tal Giuseppe Maietta, Prefetto di camerata e nipote del Rettore signor Gennaro Maietta.
    Per appurare quel che vi fosse di vero nelle dicerie suddette ed anche per conoscere la causa dell’avvenuta espulsione di tre Seminaristi, diedi ordine al Delegato Capo di Pubblica Sicurezza di procedere ad una severa inchiesta.
    Dalle deposizioni raccolte è risultato che realmente il signor Maietta si è reso colpevole del reato di corruzione e di attentato al pudore. Non ho deferito il fatto all’Autorità Giudiziaria perché col nuovo Codice Penale si può contro tali reati procedere soltanto per querela di parte; e ciò è difficile ottenere.
    Monsignor Scotti dichiara che egli ignorava completamente tutto ciò che avveniva di scandaloso nel Seminario; ciò prova, se è vero quello che asserisce, quanto poco si curi delle istituzioni da lui dipendenti.

    7° Il regime del Seminario è affidato a persone incapaci, le quali per il contegno loro mantengono i giovani ricoverati in istato di permanente rivolta, provocata da scarsa vittitazione, da insufficiente insegnamento e da esagerate punizioni.
    Questo stato normale di cose mantiene in continua tensione gli animi e può essere occasione di eventuali disordini.
    Ond’è che io, facendomi interprete dei voti dell’intera cittadinanza, propongo che sia sollecitamente provveduto alla rimozione di Monsignor Scotti come Vescovo di Piedimonte d’Alife essendo tornati inutili i reclami fatti a Sua Eminenza il Cardinale di Benevento.

    Con i sensi della più perfetta considerazione
    Il Sottoprefetto Magaldi

    PAGE CREATED BY ARMANDO PEPE | STORIADELLACAMPANIA.IT © 2020