Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Diocesi di Acireale

  • Il VII Forum paneuropeo delle confraternite di Enna si trasforma nel “The Rocky Horror Picture Show”

    Il VII Forum paneuropeo delle confraternite di Enna si trasforma nel “The Rocky Horror Picture Show”

    In questi giorni Enna ospita in occasione, del VII Forum paneuropeo delle confraternite, dal cardinale Angelo Bagnasco, dal cui appello all’Europa nel 2019 è nato il Forum, al cardinale Enrico Feroci, il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore della Santa Sede, Michele Pennisi, arcivescovo emerito della diocesi di Monreale, Antonino Raspanti presidente Cesi e vescovo della diocesi di Acireale, ed ancora il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, l’arcivescovo Rino Fisichella.

    Tra i volti laici più noti l’attrice Claudia Koll e Antonio Banderas, confratello della Lágrimas y Favores di Malaga (quest’ultimo si collegherà in videoconferenza) che accompagnano i massimi vertici della chiesa italiana, ospiti di un evento internazionale che però lascia perplessi per una anomalia che fa riflettere, la presenza di monsignor Rosario Gisana, che spicca particolarmente in quanto, come padrone di casa, ha aperto ieri le giornate del VII Forum che durerà fino al 7 ottobre.

    Una presenza massiccia di rappresentanti del Vaticano alle porte del processo in cui il vescovo Gisana ed il suo vicario giudiziale, Vincenzo Murgano, attuale parroco della chiesa Madre, in cui sono imputati e saranno giudicati con rito abbreviato, proprio all’indomani della fine dell’evento, l’8 di ottobre, dal tribunale di Enna, la citta che sta accogliendo quella che definirei la rivisitazione del moderno “Rocky Horror Picture Show”.

    Una cosa che stride non poco con i proclami della chiesa e che è difficile da accostare agli autorevoli ministri di culto che la città di Enna ospita.

    Per non parlare dell’attuale Pontefice, ovvero colui che prima dell’elezione era a capo del Dicastero dei vescovi e che dal 2022 ha sulla sua scrivania la denuncia della vittima di quel prete, Guseppe Rugolo, condannato in via definitiva a 3 anni per violenza sessuale su minori, per cui Gisana e Murgano sono rinviati a giudizio il prossimo 8 ottobre.

    Lettera alla quale l’ex cardinale Prevost che oggi è diventato il Papa, in barba al motu proprio e qualunque altra propaganda vaticana, tutt’ora si rifiuta di rispondere.

    E sono proprio le parole dei Pontefici “inorriditi di fronte al crimine della pedofilia, soprattutto quando commessa da membri del clero”, a trasformare l’evento ennese in un moderno “The Rocky Horror Picture Show” questa volta “fatto in chiesa”.

    Uno scredito che pesa come un macinio non solo sulle Eminenze e le Eccellenze ospiti dell’evento, ma persino su Claudia Koll e Antonio Banderas, che chissà se sanno di essere stati coinvolti in questa macabra passerella che di certo lascerà un segno poco edificante anche sul loro curriculum.

  • ENNA in festa! – A processo l’8 prossimo il Vescovo Gisana che apre oggi il VII Forum paneuropeo delle confraternite

    Il prossimo giovedì 8 ottobre, al tribunale di Enna, il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana insieme al suo vicario giudiziale, Vincenzo Murgano, parroco della chiesa madre di Enna, verranno processati, rito abbreviato, con l’accusa di falsa testimonianza.

    Il reato si sarebbe consumato nel corso del processo al sacerdote ennese Giuseppe Rugolo condannato in via definitiva per violenza sessuale su minori. Gisana e Murgano, infatti, secondo l’accusa avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna avrebbero mentito in aula su tutta una serie di fatti di cui erano a conoscenza.

    Eppure oggi sarà proprio il vescovo Rosario Gisana ad aprire il VII Forum paneuropeo delle confraternite trasformando per 5 giorni, da oggi fino al 7 ottobre  e proprio alla vigilia del processo, Enna in capitale europea delle confraternite.

    Previsto l’arrivo in città di oltre 2000 confrati provenienti da almeno 7 paesi europei. Un chiaro messaggio al tribunale e un dejà vu. Alla vigilia della requisitoria del pm nel processo Rugolo ad intervenire fu, addirittura Papa Francesco che il 6 novembre 2023, elogiò pubblicamente il vescovo di Piazza Armerina, Le parole esatte : «Bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto», ricordando anche di aver fatto una sosta a Piazza Armerina in passato proprio per manifestargli vicinanza.  Oggi in soccorso di Gisana & company arriva il gota del Vaticano.

    Dal cardinale Angelo Bagnasco, dal cui appello all’Europa nel 2019 è nato il Forum, il cardinale Enrico Feroci e il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore della Santa Sede, Michele Pennisi, arcivescovo emerito diocesi di Monreale,  Antonino Raspanti presidente Cesi e vescovo della diocesi di Acireale. Attesi i videomessaggi del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, del cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, e dell’arcivescovo Rino Fisichella. Tra i volti noti l’attrice Claudia Koll, presente a Enna, e Antonio Banderas, confratello della confraternita Lágrimas y Favores di Malaga, in videocollegamento.

    E mentre ci si prepara ad affrontare il processo che ha messo in ginocchio una intera diocesi, per lo meno dal punto di vista etico e morale, al quale è stato ammesso una sola parte civile, quella di Antonio Messina, l’archeologo dalla cui denuncia è scaturito il processo al sacerdote Rugolo, il clero ennese e la città sembrano ignorare le pesanti accuse nei confronti di Gisana e Murgano mosse dalla procura di Enna.

    Malgrado il processo in corso Gisana continua a presiedere eventi e manifestazioni ufficiali anche a fianco di istituzioni,  indisturbato e una certa stampa ha fatto filtrare una notizia , per altro vecchia di mesi, secondo la quale il vescovo Gisana, al termine dei lavori del consiglio permanente svoltosi a Roma sotto la guida di Matteo Zuppi, sarebbe stato nominato quale componente della Commissione episcopale per la Dottrina della Fede, l’annuncio e la catechesi.

    In barba alla giustizia chiesta dalle vittime di abusi

  • Abusi su minori: sentenza Gup, condanna per favoreggiamento

    Abusi su minori: sentenza Gup, condanna per favoreggiamento

    (ANSA) – CATANIA, 28 FEB – Il Gup di Catania ha condannato a otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per favoreggiamento personale l’ex presidente dell’Associazione cattolica cultura ed ambiente (Acca) di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi, nell’ambito dell’inchiesta ’12 apostoli’ per presunti abusi sessuali su minorenni consumati in una comunità di ispirazione cattolica.

    La sentenza, che è stata emessa dal Gup Simona Ragazzi a conclusione del processo celebrato col rito abbreviato, dispone un risarcimento danno da quattromila euro ciascuno alle sette parti offese e da mille euro all’associazione Thamaia onlus che si erano costituite parti civili.

    Per lo stesso reato di favoreggiamento sono a processo l’ex assessore regionale Domenico ‘Mimmo’ Rotella e padre Orazio Caputo. Da intercettazioni della polizia postale di Catania sarebbe emerso che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella.
    Al centro dell’inchiesta ‘principale’ ci sono altri quattro imputati. Tra loro il ‘santone’ Piero Alfio Capuana, 77enne bancario in pensione, alla guida della comunità, accusato di avere abusato di ragazzine tra i 13 e i 15 anni. A processo anche tre presunte fiancheggiatrici: Katia Concetta Scarpignato, Fabiola Raciti e Rosaria Giuffrida. Secondo la Procura di Catania, gli abusi erano presentati come purificazione compiuti da un ‘arcangelo’ reincarnato, plagiando le ragazze. Nel procedimento è presente come responsabile civile l’Acca su richiesta del legale delle parti lese. Tra le parti civili che si sono costituite anche la Diocesi di Acireale. Titolari dell’inchiesta ’12 apostoli sono il procuratore Carmelo Zuccaro, l’aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Agata Consoli.
    (ANSA).

  • Abusi a minori, rinviata la prima udienza al “santone” Capuana

    Abusi a minori, rinviata la prima udienza al “santone” Capuana

    CATANIA. Si svolgerà davanti a una diversa composizione della seconda sezione del Tribunale di Catania e a porte chiuse, per la delicatezza dei temi trattati dal procedimento, il processo ’12 apostoli’ per presunti abusi sessuali su minorenni consumati in una comunità di ispirazione cattolica. Per questo motivo la prima udienza del procedimento è stata rinviata al prossimo 25 novembre. Tra i quattro imputati il ‘santone’ Piero Alfio Capuana, 75enne bancario in pensione, alla guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine tra i 13 e i 15 anni. E’ difeso dall’avvocato Mario Brancato. Con lui a processo anche tre presunte fiancheggiatrici: Katia Concetta Scarpignato, Fabiola Raciti e Rosaria Giuffrida Secondo l’accusa, gli abusi erano presentati come purificazione compiuti da un ‘arcangelo’ reincarnato, plagiando le ragazze. Nel processo alcune delle giovani vittime si sono costituite parte civile assistite dagli avvocati Tommaso Tamburino e Salvo Pace.

    In aula era presente anche l’avvocato Giampiero Torrisi legale della Diocesi di Acireale che alla prossima udienza chiederà di costituirsi in processo come parte civile. Intanto ha avuto accesso al rito abbreviato uno dei tre indagati per favoreggiamento: l’ex presidente dell’Associazione cattolica cultura ed ambiente di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi, con la prima udienza fissata per il 28 ottobre. Per gli altri due – l’ex deputato e assessore regionale, Domenico ‘Mimmo’ Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, e il sacerdote, padre Orazio Caputo – è ancora pendente la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Da intercettazioni della polizia postale di Catania emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime. Titolari dell’inchiesta ’12 apostoli sono il procuratore Carmelo Zuccaro, l’aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Agata Consoli.

    https://catania.livesicilia.it/2019/10/14/abusi-a-minori-rinviata-la-prima-udienza-al-santone-capuana_509901/?fbclid=IwAR0wsAJZOohDA3goKkNyUkza18Q3ldjnhVeBS9wZ-APVNKkRWi90CSMZyrE

  • Abusi su minore, processo canonico “scagiona” prete della diocesi di Acireale

    Abusi su minore, processo canonico “scagiona” prete della diocesi di Acireale

    Il processo canonico nei riguardi di don Vincenzo Calà Impirotta, accusato di abuso sessuale, si è concluso giudicando non colpevole il sacerdote perché non consta che egli abbia compiuto il delitto. A comunicarlo, con una nota, è la Diocesi di Acireale.

    Il sacerdote, già parroco della Basilica Santa Maria Assunta, la Chiesa Madre di Randazzo, nel luglio 2018 era stato condannato a tre anni di reclusione dalla prima Corte d’appello di Catania, per avere, secondo le accuse, tra il 2005 ed il 2007, tentato più volte e in luoghi diversi, di abusare di un minorenne.

    Il sostituto procuratore generale, Rosa Miriam Cantone, aveva chiesto la conferma della condanna a quattro anni inflitta in primo grado col rito abbreviato dal gup Flavia Panzano. Le indagini del commissariato di Adrano vennero avviate dopo la denuncia della vittima, quando diventò maggiorenne.

    Nel giugno scorso la Cassazione aveva annullato “gli effetti penali senza rinvio la sentenza impugnata per essere i reati estinti per prescrizione”. La sentenza di secondo grado era stata depositata, infatti, nove giorni dopo l’avvenuta prescrizione.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/prete-abusi-sessuali-acireale-processo-11-ottobre-2019.html

  • Processo al ‘Santone’ per pedofilia a Catania, si farà a porte chiuse

    Processo al ‘Santone’ per pedofilia a Catania, si farà a porte chiuse

    Si svolgerà a porte chiuse, per la delicatezza dei temi trattati dal procedimento, il processo ’12 apostoli’ per presunti abusi sessuali su minorenni consumati in una comunità di ispirazione cattolica. Lo ha deciso, accogliendo la richiesta della Procura, il presidente della seconda sezione penale del Tribunale di Catania, Ignazia Barbarino, che ha rinviato per un difetto di notifica la prima udienza, prevista per oggi, al 14 ottobre. Tra i quattro imputati il ‘santone’ Piero Alfio Capuana, 75enne bancario in pensione, alla guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine tra i 13 e i 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle vittime. Con lui a processo anche tre presunte fiancheggiatrici: Katia Concetta Scarpignato, Fabiola Raciti e Rosaria Giuffrida Secondo l’accusa, gli abusi erano presentati come purificazione compiuti da un ‘arcangelo’ reincarnato, plagiando le ragazze. Nel processo alcune delle giovani vittime si sono costituite parte civile assistite dagli avvocati Tommaso Tamburino e Salvo Pace. In aula era presente anche l’avvocato Giampiero Torrisi legale della Diocesi di Acireale che alla prossima udienza chiederà di costituirsi in processo come parte civile. Intanto ha avuto accesso al rito abbreviato uno dei tre indagati per favoreggiamento: l’ex presidente dell’Associazione cattolica cultura ed ambiente di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi, con la prima udienza fissata per il 28 ottobre. Per gli altri due – l’ex deputato e assessore regionale, Domenico ‘Mimmo’ Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, e il sacerdote, padre Orazio Caputo – è in corso l’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Da intercettazioni della polizia postale di Catania emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime. Titolari dell’inchiesta ’12 apostoli sono il procuratore Carmelo Zuccaro, l’aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Agata Consoli.

    https://www.nuovosud.it/articoli/92669-cronaca-catania/processo-al-santone-pedofilia-catania-si-far%C3%A0-porte-chiuse

  • Tentò di abusare più volte di un 17enne, oggi l’udienza a padre Impirotta

    Tentò di abusare più volte di un 17enne, oggi l’udienza a padre Impirotta

    Oggi si terrà l’udienza del processo di secondo grado, con rito abbreviato, in Corte d’Appello. All’epoca, il giudice dell’udienza preliminare, Flavia Panzano aveva condanno il sacerdote a 4 anni di reclusione.

    L’accusa

    Secondo l’accusa, infatti, padre Vincenzo avrebbe provato più volte ad abusare di un giovane che, tra il 2005 e il 2007 era ancora minorenne. I tentativi sarebbe stati frequenti e in più luoghi, tra cui anche la Chiesa stessa.

    Nel corso di un viaggio spirituale in Terra Santa, a Gerusalemme, il tentato abuso si sarebbe riproposto. Ma il ragazzo, che nel frattempo era diventato maggiorenne, ha finalmente denunciato il sacerdote.

    L’inchiesta è stata coordinata dal pm Lina Trovato e dall’aggiunto Marisa Scavo. Il giudice ha anche stabilito l’interdizione dell’imputato per cinque anni dai pubblici uffici.

    La dichiarazione del Vescovo

    All’epoca dei fatti, nel 2014, l’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni sociali divulgò la dichiarazione del Vescovo della Diocesi di Acireale, Monsignor Antonino Raspanti, in seguito alla condanna in primo grado di giudizio del sacerdote Vincenzo Calà Impirotta.

    «Ho appreso con profondo dispiacere e vivo dolore la notizia della condanna in primo grado di giudizio del Tribunale di Catania inflitta a don Vincenzo Calà Impirotta per molestie ai danni di un giovane, diciassettenne al tempo dei fatti considerati. Esprimo rispetto per il lavoro della magistratura italiana, anche in ordine ai successivi gradi di giudizio che si renderanno necessari per fare piena chiarezza su ogni aspetto di questa vicenda».

    «Sento, quindi, il dovere oltre che il bisogno di esprimere una parola di vicinanza e di accoglienza per la vittima, come ho già avuto modo di fare personalmente in un incontro di qualche tempo fa. Allo stesso tempo invito la comunità diocesana a pregare per il sacerdote, che ha rassegnato le sue dimissioni da parroco, perché sia definitivamente chiarita la sua posizione e si faccia la verità e la giustizia» conclude il Monsignore.

    http://www.lurlo.news/tento-di-abusare-piu-volte-di-un-17-enne-oggi-ludienza-a-padre-impirotta/

  • Inchiesta “12 Apostoli”, indagini concluse: tra indagati Mimmo Rotella

    Inchiesta “12 Apostoli”, indagini concluse: tra indagati Mimmo Rotella

    Il nome dell’ex deputato regionale, marito di una delle arrestate, compare tra le persone indagate in stato di libertà. Al centro dell’inchiesta il “santone” Alfio Capuana, che con la complicità di tre “ancelle”, avrebbe per anni abusato di minori durante riti religiosi

    CATANIA – Rapporti sessuali non come abuso, ma come purificazione compiuti da un ‘arcangelò reincarnato. Era questo il messaggio che veniva lanciato per plagiare le ragazze. Sembra la trama a tinte fosche di un thriller, sono invece i contorni di un’inchiesta della magistratura giunta alle battute finali. La Procura di Catania ha emesso infatti un avviso di conclusione indagini dell’operazione ’12 apostolì per presunti abusi sessuali su minorenni consumati all’interno di una comunità di ispirazione cattolica.

    Sono sette le persone raggiunte dal provvedimento, che si proclamano innocenti. Tra loro il “santone” Piero Alfio Caruana, bancario in pensione di 73 anni, alla guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine di età compresa tra 13 e 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle vittime, sostenendo che il rapporto sessuale non era un abuso, ma un atto purificatorè compiuto da un ‘arcangelò reincarnato. L’uomo è in carcere. Avviso di conclusione indagine anche per tre donne, che sono agli arresti domiciliari, ritenute delle fiancheggiatrici del ‘santonè: Katia Concetta Scarpignato, di 57 anni, Fabiola Raciti, di 55, e Rosaria Giuffrida, di 57. Le altre tre persone raggiunte dall’avviso di conclusione indagini sono accusate di favoreggiamento e sono indagate in stato di libertà. Sono l’ex deputato e assessore regionale, Domenico ‘Mimmò Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre donne arrestate dalla polizia postale di Catania; un sacerdote, padre Orazio Caputo; e l’ex presidente dell’’Associazione Cattolica Cultura ed ambiente, di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi.

    Da intercettazioni della polizia postale di Catania emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime. L’avviso di conclusione indagini è stato firmato dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi. Le indagini della polizia postale di Catania furono avviate nella primavera del 2016, dopo la denuncia di una madre, una delle ‘ortodossè dell’associazione, che aveva notato come la figlia non volesse avere più contatti con il resto del gruppo. Si era insospettita e aveva scoperto una chat nel cellulare della ragazza con altre vittime delle violenze sessuali. Non tutte hanno voluto denunciare gli abusi.

    Da intercettazioni e indagini è emerso il quadro di ragazzine fragili che venivano selezionate dalle tre donne per essere “offerte” all’ “arcangelo” per la loro “purificazione”. A volte, ha sostenuto la Procura, erano le stesse madri a ‘consegnarè le figlie all’uomo. Le minorenni avevano dei ‘turnì nella casa di Capuana: pensavano a lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione e a soddisfare anche le sue richieste sessuali. Le vittime sarebbero state costrette anche a sottoscrivere lettere in cui dichiaravano il loro amore per Capuana e di essere consenzienti ai rapporti sessuali. Durante alcune perquisizioni la polizia postale sequestrò documenti, comprese lettere delle minorenni e il «registro» con gli elenchi di migliaia di iscritti all’associazione. In quella occasione la Diocesi di Acireale, espresse «sconcerto e dolore per le vittime, gravemente ingannate e offese».

    http://www.lasicilia.it/news/catania/126003/inchiesta-12-apostoli-indagini-concluse-tra-indagati-mimmo-rotella.html

  • Abusi su minori, Mons Raspanti  costituisce commissione interna

    Abusi su minori, Mons Raspanti costituisce commissione interna

    L’istituzione del Vescovo di Acireale per “contribuire alla verità dei fatti”, in merito all’operazione “12 apostoli”. Condanna per chi disorienta i fedeli spacciando per religioso ciò che è perverso.

    ACIREALE (CATANIA) – “Per contribuire alla verità dei fatti” il Vescovo di Acireale Mons. Antonino Raspanti ha costituito una Commissione interna su quanto emerso dall’operazione della Polizia Postale di Catania, coordinata dalla Procura distrettuale etnea, su una comunità di circa 5.000 adepti fondata da un sacerdote deceduto, che il 2 agosto scorso ha portato all’arresto di quattro persone con l’accusa di atti di violenza sessuale commessi su minorenni all’interno di una congregazione religiosa, ‘giustificando’ gli abusi come azioni mistiche spirituali.

    Lo afferma la Diocesi in una nota a firma del direttore Don Marco Catalano nella quale si aggiunge che “quanti ritengono di essere a conoscenza di elementi utili, potranno rilasciare alla Commissione la propria dichiarazione o testimonianza concordandone le modalità scrivendo ad una delle seguentie-mail: vicariogenerale@diocesiacireale.it – cancelliere@diocesiacireale.it.

    La commissione, presieduta dal Vicario generale Mons.Giovanni Mammino, “avrà tra l’altro il compito di raccogliere elementi utili a fare chiarezza sulla eventuale violazione del sigillo sacramentale e su tutto ciò che concerne la materia ecclesiale, morale e dottrinale dei fatti occorsi attorno all’Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente, così da tutelare tutti quei fedeli che hanno subìto un torto o sono stati lesi nei propri diritti”.

    “A seguito dei nuovi, raccapriccianti dettagli appresi dai media in merito all’inchiesta sulla ‘Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente’ di Lavina in Bonaccorsi – sottolinea la nota – la Diocesi di Acireale ribadisce che la natura dell’Associazione in questione è civile, condanna ogni forma di ambiguità tesa a disorientare i fedeli su ciò che può essere definito religioso e ciò che invece appartiene alla sfera della perversione ed esprime ancora una volta dolore e solidarietà verso tutte le vittime, sia in quanto abusate, sia in quanto gravemente ingannate ed offese”.

    “Come previsto dal Codice di diritto canonico al can. 1399 – continua la nota – quanti si macchiano di gravi crimini e danno occasione di scandalo incorrono in pesanti pene canoniche quali l’esclusione dai sacramenti”.

    “Ribadendo piena fiducia nel lavoro della Magistratura – conclude la nota – si auspica che si possa giungere nel minor tempo possibile all’accertamento di ogni responsabilità”.

  • Prete condannato per pedofilia dice messa Vescovo Raspanti: «Ho dato io il permesso»

    Prete condannato per pedofilia dice messa Vescovo Raspanti: «Ho dato io il permesso»

    Il capo della diocesi di Acireale torna sulla polemica seguita alla decisione di fare celebrare una funzione al prelato, lo scorso 6 ottobre. «Ho saputo che voleva partecipare, ma non poteva. L’ho chiamato e gli ho detto di concelebrare con me», spiega. E parla anche delle proteste dell’associazione Caramella buona.

    Don Carlo Chiarenza è tornato a dire messa perché abita davanti alla chiesa. È questo uno dei motivi che hanno spinto il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, a concedere un permesso speciale al prete condannato in primo grado per pedofilia dal Tribunale ecclesiastico. L’occasione per Chiarenza si è avuta lo scorso 6 ottobre, in occasione del 25esimo anniversario di sacerdozio del prete di Aci San Filippo, frazione catenota dove il prelato risiede. Mentre si attende ancora il verdetto definitivo della Santa Sede sul caso dei presunti abusi che l’uomo avrebbe compiuto ai danni di Teo Pulvirenti, all’epoca dei fatti minorenne.

    Un’accusa sorretta da una registrazione audio, che nel luglio 2013 portò allacondanna a otto anni, dei quali i primi tre da scontare lontano dalla Sicilia e i restanti lontano dalla diocesi di Acireale. Condanna mai rispettata da Chiarenza, per via del ricorso inoltrato alla commissione che Papa Francesco ha costituito per decidere sulle vicende che riguardano preti accusati di pedofilia. Ed è proprio al diritto canonico che, nei giorni scorsi, Raspanti ha fatto riferimento per spiegare l’accaduto: «Don Carlo Chiarenza vive nella stessa piazzetta dove si trova la chiesa – dice il vescovo di Acireale durante un incontro con i giornalisti -. Ho saputo dal parroco che aveva piacere a partecipare alla messa. Ma non lo poteva fare perché c’è il mio decreto che gli vieta di partecipare a manifestazioni pubbliche. Considerato che c’ero io a presiedere la funzione – continua Raspanti – ho chiamato don Carlo e gli ho detto di concelebrare con me».

    Nel suo intervento, Raspanti ha ripercorso la storia giudiziaria del caso di don Chiarenza, ribadendo più volte di essersi attenuto sempre a quanto previsto daldiritto ecclesiastico. Il vescovo, inoltre, dopo aver riconosciuto la lunghezza dei tempi di attesa per la sentenza definitiva, aggiunge di avere fatto quanto in suo potere: «Dopo il ricorso di don Chiarenza sono intervenuto una seconda volta con un decreto di cautela in cui gli chiedo precise restrizioni, a cui lui si è sempre adeguato. Il mio potere – prosegue Raspanti – è finito dopo avere fatto l’udienza preliminare sul caso, il resto spetta a Roma». Sulle proteste da parte della Caramella buona, l’associazione che sin dall’inizio ha sostenuto Teo Pulvirenti, Raspanti dice: «Mi stupisco di questo intervento che ha fatto, perché la Caramella buona ha dato atto più volte di come io sia stato ligio e inflessibile su qualsiasi argomento che riguarda la giustizia dentro e fuori la Chiesa».

    http://catania.meridionews.it/articolo/37393/prete-condannato-per-pedofilia-dice-messa-vescovo-raspanti-ho-dato-io-il-permesso/