Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Diocesi di Aversa

  • Arrestato un prete pedofilo: la ragazzina registra audio con il telefono

    Arrestato un prete pedofilo: la ragazzina registra audio con il telefono

    Ha fatto tutto da sola la bimba vittima degli abusi di don Michele Mottola, parroco a Trentola Ducenta

    Arrestato don Michele Mottola, ex parroco di Trentola Ducenta. L’accusa è quella di abuso nei confronti di una bambina di 11 anni.

    La ragazzina non voleva più che il prete la molestasse, così ha registrato con il telefonino gli incontri tenuti col sacerdote nella canonica della parrocchia raccogliendo elementi rilevanti che ha consegnato in Procura e che hanno portato all’arresto dell’uomo.

    Ha fatto tutto da sola la bimba  vittima degli abusi di don Michele Mottola, parroco a Trentola Ducenta fino al maggio di quest’anno, poi sospeso dalla diocesi di Aversa.

    Nei suoi confronti è stato avviato un processo canonico tuttora in corso. “Lasciami stare, non mi devi più toccare”, è una delle frasi emblematiche che la piccola ha registrato mentre parlava con il prete; “è solo un gioco, non facciamo niente di male” sono le altre significative parole pronunciate invece dal sacerdote e finite nelle registrazioni consegnate dai genitori della bimba nel maggio scorso ai poliziotti del Commissariato di Aversa e fatte ascoltare alla diocesi, che ha subito sospeso don Michele dal servizio, informando la Procura di Napoli Nord. Nel frattempo gli investigatori della Polizia di Stato guidati da Vincenzo Gallozzi hanno raccolto anche delle testimonianze.

    Il cerchio sulla ricostruzione della vicenda si è chiuso con l’incidente probatorio che ha messo vittima e carnefice uno di fronte all’altro; la coraggiosa bambina ha confermato che gli abusi andavano avanti da tempo, mentre don Michele si è difeso dicendo che la minore stava farneticando. Intanto i genitori della bimba si sono rivolti al programma tv ‘Le Iene’ perché la vicenda venisse fuori in tutta la sua drammaticità.

    Sono stati gli uomini del Commissariato di Aversa, coordinati dal dirigente Vincenzo Gallozzi, a notificare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli Nord. Don Michele Mottola era già stato allontanato dalla parrocchia  il 25 maggio scorso dal vescovo Spinillo, con un “Decreto di sospensione immediate” e nei suoi confronti  era stato avviato anche il procedimento per sottoporlo al processo giudiziario canonico. La stessa curia di Aversa aveva segnalato I fatti  all Procura perché accertasse anche le sue responsabilità dal punto di vista penale.

    La vicenda era stata segnalata al vescovo di Aversa da un gruppo di fedeli della parrocchia che avevano accompagnato  la mamma della ragazza presso gli uffici della Curia vescovile per raccontare i fatti. Il caso era stato rilanciato il 3 novembre scorso nelle trasmissione televisiva delle Iene che avevano intervistato i genitori della ragazzina molestata.

    E stamattina per don Michele Mottola si sono aperte le porte del carcere.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/11/08/news/arrestato_un_prete_di_trentola_ducenta_con_l_accusa_di_pedofilia-240574805/

  • Prete sospeso per pedofilia La Procura indaga su altri casi

    Prete sospeso per pedofilia La Procura indaga su altri casi

    Lo scambio di informazioni tra Diocesi e pm, dopo l’interdizione disposta dal vescovo, ha prodotto l’apertura un fascicolo d’indagine per violenza sessuale su minore di quattordici anni. La Procura di Napoli Nord ha raccolto quanto scoperto dalla diocesi di Aversa e avviato un’indagine nei confronti del sacerdote Michele Mottola.

    L’inchiesta è alle fasi embrionali, la delega alla polizia serve a fare chiarezza su quanto raccolto dal vescovo Angelo Spinillo che, nel dettame della prassi canonica, ha già fatto quanto in suo potere per isolare il sacerdote accusato di pedofilia da una ragazzina di dodici anni e informato le autorità competenti in merito alla vicenda.
    Secondo quanto emerso fino a ora, lo scorso 24 maggio, don Mottola, titolare della parrocchia San Giorgio Martire di Ducenta, avrebbe assunto atteggiamenti sessualmente aggressivi nei confronti di una giovanissima parrocchiana. Quello stesso pomeriggio, la famiglia della vittima si è presentata in Diocesi, ad Aversa, e ha raccontato quanto riferito dalla bambina. Il vescovo, il giorno dopo, ha convocato il sacerdote e proceduto ad ascoltare la sua versione dei fatti, nonché a un confronto tra le parti. Al termine dell’escussione, evidentemente, Spinillo ha ritenuto che il sacerdote non potesse continuare a esercitare il ministero, né a Trentola Ducenta, né altrove. Per questa ragione, il giorno seguente, ha firmato l’interdizione del prete e lo ha allontanato dalla parrocchia. L’intera vicenda è venuta alla luce venerdì, quando la Diocesi stessa ha diramato un comunicato in cui si dava notizia della vicenda e si comunicava l’identità del prelato sospeso.

    Ad oggi non c’è una denuncia da parte della vittima, ma uno scambio di informazioni tra la Procura diretta da Francesco Greco e la Diocesi stessa. Gli accertamenti sono appena iniziati e, al momento, non sono state spiccate misure cautelari nei confronti di don Mottola, che si trova in una luogo segreto come indicato dal vescovo. Michele Mottola, a ogni modo, si è detto estraneo ai fatti e sicuramente si difenderà nelle sedi opportune. In Procura, dove sarà convocato a breve, ma anche dinanzi agli ispettori della Santa Sede. Della pratica, infatti, la Diocesi ha prontamente avvisato il Vaticano e, come da indicazioni di Papa Francesco, si prevede un iter rapido di accertamenti che potrebbe concludersi con la fine dell’esperienza sacerdotale per il prete indagato.Nel contempo, le indagini mirano a stabilire se quello ormai noto sia l’unico presunto caso di abusi. S’indaga a trecentosessanta gradi, sia a Trentola Ducenta, dove il sacerdote è arrivato nel settembre del 2017, che a Caivano, dove don Mottola ha retto la parrocchia di Santa Barbara per diciassette anni.

    https://www.ilmattino.it/caserta/prete_sospeso_pedofilia_procura_indaga_altri_casi-4539184.html

  • Prete accusato di pedofilia e sospeso ma non c’è denuncia: la famiglia nega

    Prete accusato di pedofilia e sospeso ma non c’è denuncia: la famiglia nega

    Inviato a Trentola Ducenta

    Tanto tuonò che infine piovve. Incomprensioni, pettegolezzi, critiche sempre più feroci. Confronti aspri, porte sbattute, l’addio di una parte dei parrocchiani. Dalla contesa sul tabernacolo, all’accusa (infondata) di aver interrotto il restauro del campanile e di aver fatto sparire 30mila euro dal fondo della chiesa, fino al comunicato choc che, nella notte di giovedì, ha lasciato tutti, forze dell’ordine incluse, senza parole.

    Perché, del presunto caso di pedofilia di cui la Diocesi di Aversa accusa Michele Mottola, al momento, né la Procura, né i carabinieri e la polizia, sanno nulla. Di denunce non ce ne sono. Eppure, il procedimento canonico avviato dopo il fatto, che sarebbe accaduto il 24 maggio, ha portato in un lampo, a un provvedimento netto. Don Mottola è stato interdetto. E allontanato dalla sua parrocchia, la «San Giorgio Martire» di Trentola Ducenta. Della sua partenza i fedeli hanno appreso venerdì mattina quando, in via Roma, si sono radunati per partire per Pompei e il prete non si è visto. Solo ieri, dopo che la notizia divulgata dalla Diocesi è rimbalzata di sito in giornale, i parrocchiani hanno appreso il motivo della misteriosa partenza del prete. E, per inciso, nessuno di loro aveva mai sospettato di don Mottola. O almeno, pur criticandone le scelte, così dicono. Stupore, incredulità, qualche lacrima. Le reazioni della comunità di Ducenta sono diverse. E c’è chi dice che i modi «accentratori» di don Mottola alla comunità di San Giorgio non sono mai piaciuti. Giunto in paese nel settembre del 2017, dopo diciassette anni alla chiesa di Santa Barbara di Caivano, ha avviato una riorganizzazione della parrocchia, dell’oratorio, del catechismo. Che non è piaciuta a tutti. Tanto che qualcuno azzarda: «Volevano farlo cacciare e l’hanno sparata grossa». Che sia una ripicca? E per cosa, poi? Don Mottola ha azzerato i ruoli precedentemente affidati ai laici. Dalla catechesi al coro, fino alla Caritas. Ha messo mano anche nel Comitato festa. Tutto doveva fare capo a lui. E sono stati mal di pancia, tanto che qualcuno, dopo anni di «onorata» carriera al servizio della parrocchia, se n’è andato. Ma, nello stesso tempo, un numero crescente di bambini e ragazzi è andato ad affollare sia la parrocchia che l’oratorio. Segnale che le iniziative di don Mottola ai bambini piacevano. Ma è proprio tra di loro, tra i giovanissimi, che c’è la ragazzina che oggi punta il dito contro don Mottola. Dodici anni, frequenta la scuola media, figlia di un operaio edile. Ha detto ai genitori che il prete ha avuto verso di lei atteggiamenti sessualmente aggressivi. In un primo momento suo padre è diventato una furia. E, furibondo, ha minacciato il prete urlando sotto la casa canonica che gliela avrebbe fatta pagare. E ha minacciato il vescovo Spinillo che lo ha ascoltato. E, a quanto pare, ha messo le parti a confronto. È uno dei rari casi in cui un procedimento legato alla segretezza finisce alla mercé pubblica. Si sa che il sacerdote non «ha convinto» il suo vescovo. Che nella sorta di interrogatorio cui è stato sottoposto, «non si è difeso energicamente» e che «non ha smentito» le gravi accuse mosse dalla ragazzina. E che, proprio per questo, l’esito delle consultazioni finora condotte ha portato alla interdizione di don Michele Mottola che non può più dire messa, confessare, incontrare i fedeli. Vive in un convento, appartato, in attesa che del suo caso si occupi la Santa Sede. E la Procura di Napoli Nord che, appresa la notizia dal comunicato della Diocesi, avvierà le indagini del caso benché la famiglia della ragazzina non abbia al momento sporto alcuna denuncia. E, gracchiando dal citofono, la madre abbia negato tutto. Affermando di essere «una cattolica non praticante» e di non «sapere nulla di quanto successo al prete».

    Nelle prossime ore, sia il prete che la ragazzina e la sua famiglia saranno convocati dagli inquirenti. E dovranno spiegare, questa volta dinanzi a un magistrato.

    https://www.ilmattino.it/caserta/prete_accusato_di_pedofilia_e_sospeso_ma_non_c_e_denuncia_e_la_famiglia_nega-4528799.html

  • Presunti abusi, parroco sospeso Lui si difende: «Qui inviso ai fedeli»

    Presunti abusi, parroco sospeso Lui si difende: «Qui inviso ai fedeli»

    Quel parroco non è mai stato simpatico ad alcuni fedeli. Ora, è stato sospeso. Don Michele Mottola della chiesa di San Giorgio Matire a Trentola Ducenta è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare cautelativo a firma della diocesi di Aversa. «Dopo la segnalazione di una minore di 14 anni e della famiglia di quest’ultima in diocesi di atti configurabili come abuso su una persona di minore età – si legge nel comunicato stampa della Diocesi – nei confronti del sacerdote il 25 maggio è stato emanato un provvedimento disciplinare con immediata interdizioni dalle funzioni di parroco. Nello stesso tempo sono state avviate tutte le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità del sacerdote per assicurare ogni tutela alla persona minore coinvolta in questa situazione».

    LO SHOCK
    Un macigno sulla parrocchia di San Giorgio, molto cara ai fedeli di Trentola Ducenta. «Non ho parole, non ho mai avuto problemi nelle altre parrocchie in cui sono stato, da Crispano a Cardito, da Qualiano ad Aversa – spiega don Michele raggiunto al telefono – da quando sono qui sono arrivati persino i carabinieri che si occupano di tutela dei beni archeologici perché io avevo fatto restaurare un tabernacolo. E alcuni cittadini aveva segnalato la cosa alla Soprintendenza. Finalmente in quel caso la verità venne a galla e poi ho anche ricevuto i complimenti in seguito».

    L’ACCUSA
    Ma perché stavolta son Michele è stato addirittura interdetto? Stando al racconto di una bambina che frequentava la chiesa e i corsi, il parroco avrebbe abusato di lei nei giorni di metà maggio. La piccola si sarebbe confidata con una coetanea che avrebbe poi raccontato il tutto ai genitori. E così, la famiglia della piccola si è in seguito recata in curia per segnalare al vescovo Angelo Spinillo l’accaduto. Il vescovo il 25 maggio ha convocato in Diocesi don Michele chiedendo spiegazioni. Dopo il colloquio Spinillo avrebbe così deciso di intraprendere il provvedimento disciplinare, allontanando il sacerdote dalla parrocchia.

    LA DENUNCIA
    Una mossa che ha un duplice effetto: la sospensione dalle funzioni di don Michele ma anche una denuncia ufficiale. La Curia, dunque, fa la sua parte. Non è ancora chiaro se la famiglia della piccola si sia però rivolta alle forze dell’ordine per sporgere denuncia nei confronti del sacerdote.

    IL PRECEDENTE
    Intanto, don Michele si dice sereno. Ha cambiato la sua immagine su Facebook e ha scritto una frase di Madre Teresa di Calcutta sulla sua bacheca multimediale, ieri sera. E pensare che solo nel 2018 i grattacapi gli erano arrivati per colpa del restauro del tabernacolo antico del 1777 che la Soprintendenza bloccò. Ai fedeli Mario Andolfi, dalla Soprintendenza casertana ai beni culturali, dichiarò: «Il parroco non ha chiesto ai nostri uffici nessuna autorizzazione per il restauro. Inoltre, non doveva estrapolare il tabernacolo per l’intervento di restauro, non è la tecnica indicata, ma al contrario il lavoro va effettuato sul posto». L’episodio acuì le incomprensioni tra il parroco, giunto da poco nella parrocchia di Ducenta, anche se è originario del posto, e i fedeli. Ma i dissapori sembravano terminati, col tempo. Ora, don Michele dovrà vedersela con accuse ben più pesanti.

    https://www.ilmattino.it/caserta/ha_abusato_di_una_minorenne_parroco_sospeso-4527145.html?fbclid=IwAR03Z_XZc_EE4jwDBPttoVkRToybf231F0w2aMyLwZuRw_bNwAIekCo1zuo

  • Caserta, parroco sospettato di pedofilia: la diocesi di Aversa lo sospende

    Caserta, parroco sospettato di pedofilia: la diocesi di Aversa lo sospende

    Un sacerdote del Casertano è stato sospeso dalla diocesi di Aversa, sospettato di pedofilia. La decisione a seguito di una segnalazione inviata dai fedeli che riguarda la parrocchia di San Giorgio Martire di Ducenta, per “atti configurabili come abuso su una persona di minore età”. Avviate le procedure previste dal Codice canonico.

    di Alessia Rabbai

    La diocesi di Aversa ha sospeso un parroco sospettato di pedofilia nel Casertano. Il provvedimento è arrivato  circa una settimana fa, a seguito di una segnalazione fatta da alcuni fedeli della parrocchia di San Giorgio Martire di Ducenta, giunta a destinazione lo scorso 24 maggio. Un racconto che ha posto all’attenzione dei rappresentanti ecclesiastici “atti configurabili come abuso su una persona di minore età nei confronti dello stesso sacerdote” si legge in una nota diffusa dalla diocesi di Aversa. Una decisione presa preventivamente dalla chiesa che ha rimosso, almeno temporaneamente, il sacerdote dalle sue funzioni, in attesa che vengano svolti gli accertamenti necessari per verificare in maniera opportuna, la veridicità delle informazioni ricevute. Nel frattempo, ha informato la diocesi, sono state avviate le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità del sacerdote e per assicurare ogni tutela alla persona di minore età coinvolta in questa situazione”.

    Don Mura assolto per pedofilia

    Don Silverio Mura è stato assolto dalle accuse di pedofilia. Secondo il tribunale ecclesiastico di Milano il parroco non ha abusato sessualmente di Arturo Borrelli, alias Diego Esposito. Il quarantenne di Ponticelli, ex allievo del sacerdote che gli insegnava Religione, ha accolto la decisione come un fulmine a ciel sereno, ancora convinto e sostenendo di non essere l’unica vittima del parroco. “Questa sentenza non toglie e non mette nulla rispetto al giudizio civile in corso” ha commentato la sentenza del tribunale ecclesiastico Carlo Grezio, l’avvocato che da anni assiste Borrelli.

    https://napoli.fanpage.it/caserta-parroco-sospettato-di-pedofilia-la-diocesi-di-aversa-lo-sospende/

  • Abusi su un minore, sospeso un prete della diocesi di Aversa

    Abusi su un minore, sospeso un prete della diocesi di Aversa

    L’accusa è grave: abusi su un minore. A commetterli sarebbe stato un sacerdote. Per questo il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo ha sospeso  don Michele Mottola, parroco della chiesa di “San Giorgio Martire” di  Ducenta (Ce). La notizia è stata diffusa dalla stessa Diocesi.

    “A seguito della segnalazione pervenuta alla Diocesi di Aversa, in data 24 maggio 2019 da parte di alcuni fedeli della Parrocchia “S. Giorgio M.” in Ducenta (Ce), – è scritto nella nota dell’ufficio comunicazioni –  che attribuiva al Parroco della stessa chiesa, Sac. Michele Mottola, atti configurabili come abuso su una persona di minore età, nei confronti dello stesso Sacerdote, in data 25 maggio 2019, è stato emanato un Provvedimento Disciplinare Cautelativo con l’immediata interdizione dalle funzioni di Parroco”.

    Nei confronti del sacerdote sono state avviate tutte le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità e per assicurare ogni tutela alla persona di minore età coinvolta in questa situazione.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/05/31/news/caserta_interdetto_parroco_accusato_di_abuso_sessuale_su_minore-227612204/?fbclid=IwAR2Zz9NJYi0LAgAE5rwNQry6sqDSzPG6p1sMBSHiKDp3U6Y2mT88UigHvMw

  • Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    “Invitiamo il reverendo sacerdote Carmine Zaccariello a vivere la vita che il signore gli vorrà ancora donare impegnato in un cammino di revisione, di conversione e di riparazione dei danni causati nelle persone di coloro che sono stati segnati ed hanno ricevuto un’immagine distorta della Chiesa nostra madre”. Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, rivolgeva il suo appello a don Carmine Zaccariello, parroco di Ameglio (frazione di Marzano Appio, in provincia di Caserta). Era il 18 luglio 2013 e, al termine di un processo ecclesiastico, il sacerdote veniva allontanato e obbligato a seguire un percorso terapeutico per aver avuto rapporti sessuali con adulti e persino con un minorenne.

    L’epilogo della vicenda che riguarda questo prete pedofilo è arrivato nel gennaio scorso quando don Carmine è stato definitivamente dimesso dalla Chiesa per volere di Papa Francesco che ha firmato il decreto di espulsione. “Il sacerdote Carmine Zaccariello incardinato nella nostra diocesi di Teano-Calvi è stato dimesso dallo stato clericale. Al tempo stesso, gli è stata concessa la dispensa dal sacro celibato e da tutti gli oneri connessi alla sacra Ordinazione con decisione suprema e irrevocabile e a nessun ricorso subordinata”. Recitava così il provvedimento del vescovo Cirulli della diocesi di Teano-Calvi, pubblicato lo scorso 14 gennaio, senza tuttavia specificarne il motivo dell’espulsione di Zaccariello.

    Il sacerdote originario di Frignano, alcuni anni fa, era già finito al centro di uno scandalo di prostituzione e sesso con minori dopo un’inchiesta di Pino Grazioli, dell’emittente campana Paradise Tv. Inoltre, a don Carmine, oggi 62enne, è dedicato anche un ampio capitolo del libro di Francesco Mangiacapra ‘Il numero uno. Confessioni di un marchettaro’. Mangiacapra, noto come “l’escort dei preti”, ha rivelato a LaRampa.it come tra i suoi clienti ci fosse proprio il sacerdote casertano. Gli incontri avvenivano sia nell’appartamento di Frignano sia nell’Oasi di Santa Maria degli Angeli gestita all’epoca da Zaccariello. “La prima volta che ci incontrammo mi fece andare a casa sua, un appartamento in un condominio familiare – scrive Mangiacapra – non mi disse che era un prete, ma riconobbi sulla sua automobile il logo di quella che poi appresi essere la comunità da lui stesso fondata con il presunto scopo di reinvestire i soldi derivanti dal suo supposto patrimonio familiare”. La comunità di cui parla Mangiacapra altro non sarebbe che l’Oasi di Santa Maria degli Angeli, un presidio socio-assistenziale per persone in difficoltà sorto nel 1998 sulle colline a Ameglio di Marzano Appio. “Amava vantarsi delle sue grandi opere di bene – prosegue Mangiacapra nel suo libro – e solo dopo molte chiacchiere arrivava finalmente a dire timidamente: ʻCi riposiamo? Sotto le lenzuola’. L’espressione non è figurativa, perché realmente voleva che ci coprissimo durante l’atto, forse per non far osservare tutto ai santi e alle Madonne presenti nella sua camera da letto”.

    La decisione del Pontefice di cacciare Zaccariello dalla Chiesa con un provvedimento irrevocabile, ha preceduto un’altra espulsione: quella dell’esorcista don Michele Barone, accusato di violenze sessuali ai danni di una ragazzina di 13 anni. Il 6 maggio, infatti, la diocesi di Aversa ha reso noto che Papa Francesco ha decretato la dimissione dallo stato clericale di don Michele Barone. E ad inizio giugno entreranno in vigore le nuove norme volute dal Santo Padre per combattere gli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nel Motu proprio papale, intitolato “Vos esist lux mundi”, letteralmente “Voi siete la luce del mondo”, frase presa dal Vangelo di Matteo, sono introdotte nuove procedure che rappresentano una rivoluzione, come l’obbligo per preti e religiosi di segnalare gli abusi alle autorità religiose. Il documento papale inoltre indica che ogni diocesi si doti di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni e affinché anche l’operato dei vescovi venga messo sotto osservazione in quanto primi responsabili di ciò che avviene nelle loro comunità.

    https://www.fanpage.it/don-carmine-zaccariello-cacciato-dalla-chiesa-ridotto-allo-stato-laico-per-sesso-con-minori/

  • Casapesenna, Papa Francesco riduce allo stato laicale il prete accusato di violenza sessuale

    Casapesenna, Papa Francesco riduce allo stato laicale il prete accusato di violenza sessuale

    Don Barone, arrestato insieme ad un poliziotto e ai genitori di una ragazzina sulla quale praticava esorcismi senza alcuna autorizzazione del vescovo, è  ancora in carcere e sotto processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

    Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale don Michele Barone, il prete di Casapesenna, appartenente alla diocesi di Aversa e membro dell’Associazione “Piccola Casetta di Nazareth”. Don Barone, arrestato  il 23 febbraio del 2018, insieme ad un poliziotto e ai genitori di una ragazzina sulla quale praticava esorcismi senza alcuna autorizzazione del vescovo, è  ancora in carcere e sotto processo al Tribunale di Santa Maria CV  perché accusato di violenza sessuale aggravata e di maltrattamenti.

    A dare comunicazione del provvedimento nei confronti di don Michele Barone, è stata la stessa Diocesi di Aversa. “con Decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Santo Padre Francesco – è scritto nella nota – con suprema e inappellabile decisione, ha decretato la dimissione dallo stato clericale del Rev. Michele Barone, di questa Diocesi di Aversa e membro dell’Associazione “Piccola Casetta di Nazareth”.

    In conseguenza del provvedimento adottato don Barone “non potrà più esercitare il ministero sacerdotale ed è dispensato dagli obblighi e dagli oneri derivanti dalla Sacra Ordinazione”.

    “La Chiesa – fa sapere l’ufficio comunicazioni della Diocesi di Aversa –  anche quando applica la legge canonica nella sua legittima severità, ha come fine la salvezza delle anime, rimane in preghiera continuando a sostenere con fraterna carità quanti sono nella sofferenza”.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/05/06/news/casapesenna_papa_francesco_riduce_allo_stato_laicale_il_prete_che_praticava_esorcismi-225579171/
  • Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Procede il processo carico di don Barone

    CASAPESENNA / MADDALONI – E’ ascoltato anche il vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, al processo che vede alla sbarra don Michele Barone.

    Nel corso dell’udienza presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i pubblici ministeri hanno mostrato uno dei video, trovati sul pc di don Michele, di un presunto esorcismo praticato dal religioso.

    Nel video appariva don Barone mentre praticava un esorcismo dando schiaffi alla persona ritenuta posseduta e sputandole anche in bocca. Il vescovo Spinillo ha detto senza mezzi termini che tali pratiche non sono assolutamente da ricondurre ad un esorcismo.

    Il vescovo ha anche spiegato perché i provvedimenti nei confronti del prete sono arrivati dopo il servizio delle Iene chiarendo che in certi casi sono necessarie le verifiche del caso.

    Don Barone è accusato di violenza sessuale nei confronti di due ragazze e di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una 13enne di Maddaloni. A giudizio sono finiti anche i genitori della vittima ed il dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni Luigi Schettino.

    https://www.cronacacaserta.it/processo-don-michele-barone-testimonianza-vescovo/38522

  • Esorcismi e abusi, il vescovo è all’estero e non testimonia in aula

    Esorcismi e abusi, il vescovo è all’estero e non testimonia in aula

    Il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, avrebbe dovuto testimoniare stamane al processo a don Michele Barone, ma ha inviato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere una giustifica. È in pellegrinaggio all’estero, Spinillo, per cui non è stato presente all’udienza in cui avrebbe dovuto raccontare quanto in sua conoscenza in merito alla storia del sacerdote finito sotto processo per abusi e violenze. Religioso che il vescovo ha sospeso dopo che la storia è diventata di dominio pubblico perché avrebbe praticato esorcismi senza autorizzazione.

    Sul banco dei testimoni è invece salito quest’oggi l’esorcista ufficiale della Diocesi di Aversa, Carlo Aversano. Ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone e agli avvocati, il religioso ha spiegato quali pratiche sono autorizzate dalla Chiesa nei riti di esorcismo e quali no. Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, i penalisti Carlo De Stavola, Maurizio Zuccaro, Camillo Irace, Giuseppe Stellato. Per le parti civili, l’avvocato Rossella Calabritto.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_il_vescovo_da_forfait_e_non_testimonia_al_processo-4027815.html