Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Domenico CALIANDRO

  • TONACHE NELLA BUFERA – “Accuse tutte da provare”. La curia fa appello perché non si faccia scempio delle persone coinvolte nell’indagine

    TONACHE NELLA BUFERA – “Accuse tutte da provare”. La curia fa appello perché non si faccia scempio delle persone coinvolte nell’indagine

    Mercoledì 19 Gennaio 2011 01:29

    NARDO’ – Diciamo che il proverbio “la prudenza non è mai troppa” non si attaglia molto a PdM. Questa volta, però, bisogna andare con i piedi di piombo. Per prima cosa diciamo che, da quel che sappiamo al momento, stiamo parlando di una denuncia di parte, sicuramente da parte di un cittadino in condizione di subordinazione (un extracomunitario con, pare, problemi con i permessi di soggiorno) sulla quale c’è l’impalcatura delle indagini dei carabinieri che hanno individuato il sacerdote come artefice delle presunte molestie. In sostanza stiamo, più o meno, alla “parola mia contro la tua”. E nemmeno, visto che il sacerdote non ha presentato una controquerela così come non lo ha fatto la curia vescovile. Quindi, in teoria, sarebbe sbagliato anche solo dare la notizia circostanziata dell’accaduto. E’ ovvio che, trattandosi di un tema “caldo” e di un pastore di anime, c’è una certa elasticità dal punto di vista mediatico. Una flessibilità che, come molti avranno visto, ha spinto le telecamere delle tivù a raggiungere Nardò per intervistare i fedeli al di fuori dei portoni della chiesa di Nardò.

    I fedeli, infatti, erano impegnati nella celebrazione delle “Quarantore” quando, arrivata la tivù, si è preferito chiudere la chiesa e mandare tutti gli oranti a casa. Pare proprio su decisione del vescovo della diocesi. Dunque, ricapitoliamo: c’è solo una denuncia di parte; quasi sicuramente anche un’iscrizione nel registro degli indagati.
    Il processo, dunque, se ci sarà (e non è detto per nulla) è lontanissimo, così come una possibile condanna in primo grado. Nulla, praticamente, rispetto ad altre situazione (messe a paragone) che hanno portato i giudici a condannare, in primo grado, un sacerdote che aveva “sgarrato” con un minorenne.
    Il sentore è che si tratti di una bolla di sapone considerando, inoltre, che il denunciante è anche maggiorenne ma, mi ripeto, la questione è sulla scrivania di un magistrato noto per la sua serietà.
    Per cui la nostra prudenza appare, questa volta, ampiamente giustificata pur considerando le responsabilità e il ruolo che riveste un sacerdote nell’esercizio, costante, della sua opera pastorale.
    La verità vera è che, a volte, chi opera nel mondo dell’informazione pare essere addetto ai pulsanti del tritacarne e quasi incapace di attivare quelle risorse morali valide per fare fronte alle gustose fughe di notizie che giungono da ogni dove. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di ritagliare il tempo per ragionarci su ma non tutti hanno voglia di restare svegli fino alle tre di notte per farlo. Pazienza.
    Ora la nota della curia vescovile.

    Dichiarazione della Curia vescovile circa la notizia di un’indagine a carico di un sacerdote della Diocesi di Nardò-Gallipoli

    La notizia di un’indagine a carico di un sacerdote della Diocesi di Nardò-Gallipoli, apparsa sugli organi di stampa, addolora profondamente il Vescovo Mons. Domenico Caliandro e l’intera comunità ecclesiale. Mentre si esprime piena fiducia nell’opera della Magistratura, è viva speranza della Diocesi che i presunti fatti accaduti siano presto e pienamente chiariti. Allo stesso tempo la Curia Vescovile informa che è stato avviato un accertamento canonico, volto a individuare eventuali responsabilità, in piena sintonia con le disposizioni ecclesiastiche. Tali disposizioni hanno a cuore la tutela di chi è realmente vittima di abusi da parte di ministri della Chiesa cattolica, i quali hanno il dovere di una testimonianza incontrovertibile nei confronti dei fedeli.
    Non essendo mai pervenuta a questa Curia vescovile alcuna segnalazione o denuncia da parte di fedeli, circa eventuali comportamenti disdicevoli o immorali a carico del sacerdote indicato dagli organi di stampa, ci auguriamo che gli accertamenti della Magistratura possano dimostrare la totale estraneità del presbitero e riportare serenità nella comunità parrocchiale, che è stata gravemente turbata dalla presenza invasiva di telecamere e operatori della stampa.
    Data la delicatezza della materia e il grave tenore delle accuse, ancora tutte da provare, la Curia Vescovile fa appello a coloro che hanno responsabilità nelle comunicazioni sociali a tutelare la dignità delle persone coinvolte, specialmente di coloro che si trovano accusati di una colpa tanto grave, senza aver avuto ancora la possibilità di presentare le proprie difese nelle sedi opportune.
    Alla Chiesa di Nardò-Gallipoli, il Vescovo Mons. Caliandro chiede l’aiuto e il conforto della preghiera.

    http://www.portadimare.it/cronaca/2544-ton…e-nellindagine/

  • Parroco di Nardò accusato di violenza sessuale

    Parroco di Nardò accusato di violenza sessuale

    18 gennaio 2011 di Andrea Morrone

    La vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore degli abusi

    C’é stupore e incredulità tra i fedeli e i cittadini di Nardò dopo le accuse di violenza sessuale rivolte a un parroco della diocesi neretina. I fatti, secondo quanto si è appreso, risarebbero allo scorso 15 ottobre, ma sarebbero emersi solo negli ultimi giorni.

    La vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe sporto prima una denuncia contro ignoti, e poi avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Saranno ora le indagini condotte dai carabinieri della locale stazione a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.

    Era stato il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Domenico Caliandro, a sancire la nomina a parroco del prelato 36enne nello scorso giugno.

    Una nomina comunque già molto chiacchierata, dopo che il precedente parroco era stato trasferito, in qualità di missionario fidei donum, in una diocesi in Albania per un periodo di sei anni.

    Proprio la diocesi di Nardò-Gallipoli, infatti, una delle più importanti della Puglia con una popolazione di oltre 200mila abitanti, 70 parrocchie e 143 preti, era stato al centro di numerosi scandali, con ben quattro sacerdoti coinvolti in presunte storie di molestie e vicende a sfondo sessuale.

    Increduli i frequentatori della parrocchia alla periferia di Nardò, dove il nuova sacerdote è molto amato e seguito dai suoi fedeli. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore della repubblica Stefania Mininni, che coordina le indagini per accertare eventuali responsabilità del sacerdote, che dovrà difendersi da questa pesante e infamante accusa.

    www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=14051

    Il Vescovo accoglie dal rev. sac. Giuseppe Alemanno la rinuncia all’ufficio di Parroco della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò e lo affida in qualità di presbitero fidei donum alla Diocesi di Lezhe (Albania) per il periodo di sei anni.

    Il Vescovo nomina il rev. sac. Quintino De Lorenzis Parroco della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò, ad novennium, sollevandolo al contempo dall’ufficio di Padre spirituale del Seminario diocesano.