Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Domenico Pezzini

  • Prete arrestato per pedofilia, i giudici: «Astuto ad accreditarsi coi genitori»

    Prete arrestato per pedofilia, i giudici: «Astuto ad accreditarsi coi genitori»

    Il tribunale del riesame: «Don Pezzini aveva la capacità di blandire il minore con coccole con coccole e gratificazioni economiche, fingendo propositi di aiuto nei confronti del ragazzo»

    Parlano di «astuzia», «disinvoltura» e «allarmanti modalità della condotta» i giudici del tribunale del Riesame nel provvedimento con cui hanno bocciato il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere presentata da don Domenico Pezzini, il sacerdote di 73 anni arrestato lo scorso maggio per pedofilia.

    Nel documento il collegio descrive gli elementi che rendono «elevato» a loro giudizio il pericolo della reiterazione del reato, emersi dalle testimonianze della presunta vittima, un ragazzo straniero oggi 17enne che sarebbe stato violentato tra il 2006 e il 2009; da quelle dei vicini; dagli indizi raccolti nel corso della perquisizione tra cui alcuni profilattici e dalle intercettazioni telefoniche. I giudici mettono dunque «in evidenza le allarmanti modalità della condotta, ovvero la disinvoltura dell’approccio con il minore, lo svolgimento di rapporti sessuali fin dal loro primo incontro, il lungo tempo in cui fatti sono avvenuti, la particolare vulnerabilità del minore, la capacità di blandire il ragazzo con coccole e gratificazioni economiche, l’astuzia di aver posto in essere tali condotte accreditandosi agli occhi dei genitori e degli operatori sociali come un sacerdote animato da propositi di aiuto verso il minore».

    Parlando nello specifico della disinvoltura del sacerdote nell’avvicinare il minorenne, spiegano che «ha cercato un approccio con il ragazzo nel parco», parlandogli di viaggi e «offrendogli la possibilità di aiuto». Un attimo dopo, «l’ha invitato nella sua abitazione dove lo ha indotto ad avere rapporti sessuali» che sarebbero proseguiti per anni. Mentre in merito al timore che se lasciato in libertà don Pezzini possa usare violenza contro altri soggetti deboli, sottolineano i suoi «molteplici contatti con giovani uomini estracomunitari attestati anche dalle intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni dei vicini di casa che hanno parlato di un andirivieni di stranieri, nonché da quelle di un amico che ha affermato che l’indagato ospitava stranieri probabilmente del sudest asiatico uomini». Pertando, concludono «è elevato il rischio che l’indagato (…) reiteri la condotta delittuosa in contestazione, atteso che le descritte modalità della stessa non appaiono affatto occasionali».

  • il gip: sussiste il pericolo di reiterazione del reato

    il gip: sussiste il pericolo di reiterazione del reato

    il gip: sussiste il pericolo di reiterazione del reato Resta in carcere il sacerdote arrestato

    Don Domenico Pezzini è accusato di abusi sessuali su un ragazzino del Bangladesh. Ha respinto ogni addebito

    MILANO – Don Domenico Pezzini, il sacerdote di 73 anni arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver abusato sessualmente di un 13enne originario del Bangladesh, resta in carcere. Lo ha deciso il gip di Milano Giuseppe Vanore che ha respinto la richiesta dei legali di concedere gli arresti domiciliari al religioso in un’oasi monastica, località nella quale, secondo il giudice, sussisterebbe comunque il pericolo di reiterazione del reato. Secondo il gip, siamo nel campo di quella che il codice penale definisce «situazione di eccezionale gravità», per cui viene previsto il regime carcerario anche per soggetti ultrasettantenni. Il gip non ha ritenuto credibile la versione fornita da don Pezzini il quale, nell’interrogatorio di garanzia, aveva respinto ogni addebito. (fonte: Agi)

    31 maggio 2010

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_maggio_31/prete-arrestato-pedofilia-resta-carcere-1703115603725.shtml

  • Pedofilia-choc, don Pezzini: «Mandatemi in un monastero»

    Pedofilia-choc, don Pezzini: «Mandatemi in un monastero»

    «Non riesco a stare in cella». La presunta vittima: abusava di me a casa sua. Il sacerdote: l’ho solo aiutato

    VERONA – Dice di non riuscire più a stare in cella, di non essere in grado di darsi pace. Don Domenico Pezzini, 73 anni, ventennale carriera accademica all’Università di Verona, non ha intenzione di tirarsi indietro e anziché trincerarsi nel silenzio, nel corso dell’interrogatorio di garanzia dell’altro ieri, ha deciso di parlare per spiegare «come sono andate davvero le cose».

    Quel buco nero che non si dovrebbe mai aprire si sarebbe spalancato invece «ogni domenica, dopo la santa messa: don Domenico mi portava a casa sua… E a volte è successo proprio lì, nella sua casa, che abbiamo avuto rapporti sessuali…che ho dovuto averli…» Eccole, nell’agghiacciante album dei ricordi peggiori, le accuse-choc con cui un quattordicenne (giunto ora alla soglia della maggiore età), originario del Bangladesh, ha fatto finire lunedì scorso dietro le sbarre di San Vittore don Domenico.

    Contestazioni, quelle attorno a cui ruota la scottante inchiesta coordinata a Milano dal sostituto procuratore Cristiana Roveda e dal procuratore aggiunto Pietro Forno, che fanno quasi interamente perno sull’abitazione meneghina in via Mamiani di don Domenico. Sarebbe stata proprio la casa privata del religioso, all’interno di un’elegante palazzina circondata da un giardino con le rose nelle aiuole, a fare da scenario a un raggelante copione di abusi e violenze. E’ nella sua casa, infatti, che don Pezzini avrebbe portato il ragazzino «ogni domenica, dopo la messa: andavo a casa sua quando potevo lasciare la struttura protetta che mi ospitava, sempre nei giorni di festa, e alla sera poi tornavo nella mia cameretta… » Tutto ciò sarebbe capitato tra il 2006 e il 2009 e se la presunta vittima si è decisa a vuotare il sacco e puntare il dito contro il sacerdote soltanto a distanza di quattro anni, sarebbe stato «un po’ per paura e un po’ per vergogna». Accuse, in ogni caso, pesantissime, tanto che la magistratura milanese ha deciso di far scattare le manette nei confronti di don Pezzini prospettando il rischio di reiterazione del reato. Secondo la procura, in altre parole, il prete potrebbe ricascarci e abusare di altri minorenni.

    Nulla di più falso, invece, a parere della difesa: assistito dall’avvocato Mario Zanchetti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di venerdì davanti al giudice Giuseppe Vanore, don Pezzini ha dichiarato che non sa ancora il perché di tutto questo ma il racconto fatto dal ragazzo non corrisponde – a suo avviso – alla verità: i fatti non gli tornano in quanto, se da un lato è vero che in qualche occasione è andato con lui in casa sua ed è pur vero che era di domenica, tutto il resto non è come lui dice. Al gip Vanore, inoltre, don Domenico ha chiesto di poter lasciare la cella, dove «non riesce a stare fermo un attimo e a darsi pace per l’incubo che l’ha travolto», e di usufruire degli arresti domiciliari in un’oasi monastica nella zona di Como. La risposta del giudice, però, non è attesa prima di domani e quella di oggi, per don Pezzini, sarà dunque la prima domenica della sua vita rinchiuso dentro una cella.

    Laura Tedesco
    31 maggio 2010

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/31-maggio-2010/pedofilia-choc-don-pezzini-mandatemi-un-monastero-1703112704660.shtml

  • DON PEZZINI: IL PRETE OMOSESSUALE IN CARCERE, LE SUE COPERTURE E I TANTI APPOGGI

    DON PEZZINI: IL PRETE OMOSESSUALE IN CARCERE, LE SUE COPERTURE E I TANTI APPOGGI

    DON PEZZINI: IL PRETE OMOSESSUALE IN CARCERE, LE SUE COPERTURE E I TANTI APPOGGI

    don Domenico Pezzini(30/05/2010) – Gli avvocati di don Domenico Pezzini, 73 anni, incardinato nella Diocesi di Lodi, ma da 40 anni “imboscato” in quella di Milano, arrestato per violenza sessuale pluriaggravata su minore, hanno avuto un confronto molto duro e aspro, con il Pm Cristiana Roveda che conduce le indagini insieme al Procuratore aggiunto Pietro Forno.

    C’è stato anche l’incontro con il Gip ma don Pezzini si è limitato a dire che conosceva il minore bengalese di anni, che lo aiutava, e che provvedeva alla sua cultura. Ma niente abusi sessuali. Il prete ha ammesso di essere omosessuale e di avere avuto relazioni con uomini sopra i 30 anni. Quindi, don Pezzini ha respinto ogni addebito, e ha chiesto di essere portato in un monastero del Lago di Como.

    A Milano diceva messa fino a cinque anni fa nella grossa parrocchia di San Giovanni Crisostomo di Via Cambini 10, ma fu allontanato dopo scontri con uno dei tre sacerdoti della stessa. Dopo i contrasti con i preti di San Giovanni Crisostomo ( Don Piero Cecchi, don Nicola Porcellini e don Attilio Vismara), l’ex aiutante Don Pezzini andava a dire la messa dalle suore di Via Agordat 50 che in questi giorni lo hanno difeso arrivando al punto di re che le riviste pornografiche che egli teneva in casa erano motivo di studio. Quale studio fosse non è dato di sapere, ma la motivazione francamente la riteniamo stupida.

    Passiamo ai Superiori di don Pezzini. Quando un sacerdote viene allontanato, come minimo, lo comunica alla Curia di origine (Lodi) e a quella in cui opera (Milano). Possibile che nessuna della due Curie fosse a conoscenza del grave allontanamento? Ora tutti dicono di essere sbigottiti e sgomenti dalla sua carcerazione. Anche noi lo siamo e siamo ovviamente dispiaciuti. nessuno gode delle sventure altrui. Ma se a san Giovanni Crisostomo Don Pezzini fu allontanato evidentemente qualche motivo ci sarà. Cinque anni fa eravamo nel 2005 e chi gestiva questi casi in Curia a Milano era quasi sempre il Vicario Generale mons. Carlo Redaelli. Possiamo ritenere che mons. Carlo Redaelli non fosse a conoscenza di niente? Lo escludiamo nella maniera più assoluta. Analogo discorso va fatto per la Curia di Lodi che è diretta dal mons. Giuseppe Merisi dal 2005, già Vescovo Ausiliare di Milano.

    E’ credibile che il vescovo Merisi non fosse a conoscenza di questo allontanamento da San Giovanni Crisostomo di un suo prete? E il parroco di San Giovanni Crisostomo non ha nulla da dire? Come vedete qualcuno sapeva ma ha coperto don Pezzini e lo ha spedito a dire Messa dalla suore dell’Ordine agostiano in Via Agordat 50. Per il resto della settimana egli viveva da solo in un appartamento in un grosso stabile di via privata Terenzio Mamiani convivendo con molte etnie. Nel palazzo ci sono, infatti, molti cinesi, marrocchini, egiziani, tunisini, cingalesi ecc. In ogni caso se qualcuno fosse intervenuto per tempo forse Don Pezzini non sarebbe invischiato in questa brutta storia. In conclusione noi condividiamo sui sacerdoti le parole di papa Benedetto XVI: “L’autorità umana non è mai un fine, ma sempre e solo un mezzo e, necessariamente ed in ogni epoca, il fine è sempre la persona, creata da Dio con la propria intangibile dignità e chiamata a relazionarsi con il proprio Creatore, nel cammino terreno dell’esistenza e nella vita eterna”.

    Lo ha ricordato Benedetto XVI parlando ai circa 25 mila fedeli radunati in piazza san Pietro per la tradizionale udienza del mercoledì dedicata nei giorni scorsi al compito del sacerdote “di governare, di guidare, con l’autorità di Cristo, la porzione del Popolo che Dio gli ha affidato”. “La Chiesa – ha detto il Papa – è chiamata e si impegna ad esercitare questo tipo di autorità che è servizio, e la esercita non a titolo proprio, ma nel nome di Gesù Cristo. Attraverso i Pastori della Chiesa, infatti, Cristo pasce il suo gregge. Ma il Signore Gesù, Pastore supremo delle nostre anime, ha voluto che il Collegio Apostolico, oggi i Vescovi, in comunione con il Successore di Pietro, e i sacerdoti, loro più preziosi collaboratori, partecipassero a questa sua missione di prendersi cura del Popolo di Dio, di essere educatori nella fede, orientando, animando e sostenendo la comunità cristiana. Pascere il gregge del Signore” ha ribadito il Pontefice “è la suprema norma di condotta dei ministri di Dio, un amore senza limiti, pieno di gioia, aperto a tutti, attento ai vicini e premuroso verso i lontani, delicato verso i più deboli, i piccoli, i semplici, i peccatori, per manifestare l’infinita misericordia di Dio con le parole rassicuranti della speranza”. Compito pastorale che “è fondato sul sacramento”, ma la cui “efficacia non è indipendente dall’esistenza personale del presbitero”.

    “Per essere Pastore – ha rimarcato Benedetto XVI – occorre un profondo radicamento nella viva amicizia con Cristo”. “Infatti, nessuno è realmente capace di pascere il gregge, se non vive una profonda e reale obbedienza a Cristo e alla Chiesa, e la stessa docilità del popolo ai suoi sacerdoti dipende dalla docilità dei sacerdoti verso Cristo”. Il Papa ha poi evidenziato che “al di fuori di una visione soprannaturale, non è comprensibile il compito di governare proprio dei sacerdoti. Esso, invece, sostenuto dal vero amore per la salvezza di ciascun fedele, è prezioso e necessario anche nel nostro tempo. Il compito di guidare si configura come un servizio vissuto in una donazione totale per l’edificazione del gregge, spesso andando controcorrente e ricordando che chi è il più grande si deve fare come il più piccolo, e colui che governa, come colui che serve”.

    E’ “nella piena fedeltà a Cristo e alla Chiesa” che il sacerdote oggi “può attingere la forza per l’esercizio del proprio ministero. Il modo di governare di Gesù non è quello del dominio, ma è l’umile ed amoroso servizio della Lavanda dei piedi, e la regalità di Cristo sull’universo non è un trionfo terreno, ma trova il suo culmine sul legno della Croce, che diventa giudizio per il mondo e punto di riferimento per l’esercizio dell’autorità che sia vera espressione della carità pastorale. Cari sacerdoti – ha concluso Benedetto XVI – non abbiate paura di guidare a Cristo ciascuno dei fratelli; sappiate vivere apprezzando i pregi e riconoscendo i limiti della cultura in cui siamo inseriti, con la ferma certezza che l’annuncio del Vangelo è il maggiore servizio che si può fare all’uomo. Non c’è, infatti, bene più grande, in questa vita terrena, che condurre gli uomini a Dio, risvegliare la fede, sollevare l’uomo dall’inerzia e dalla disperazione, dare la speranza che Dio è vicino e guida la storia personale e del mondo”.

    Alberto Giannino
    alberto.giannino@gmail.com

  • Pedofilia, don Pezzini dalla cella “Chiarirò tutto con i magistrati”

    Pedofilia, don Pezzini dalla cella “Chiarirò tutto con i magistrati”

    Interrogatorio in vista per il sacerdote milanese accusato di abusi sessuali su un tredicenne
    La presunta vittima era affidato a una comunità. Il vescovo di Lodi: “Sorpresi e amareggiati”
    di EMILIO RANDACIO

    Pedofilia, don Pezzini dalla cella “Chiarirò tutto con i magistrati” Don Domenico Pezzini

    Spiegherà la sua verità nel carcere di San Vittore. Don Domenico Pezzini, in carcere con l’accusa di violenza sessuale su un ragazzo di appena 13 anni, alle persone che ha incontrato a San Vittore ha comunque confidato di essere in grado di chiarire la sua posizione. Contro di lui, le confessioni di un ragazzo del Bangladesh, non ancora maggiorenne, che don Pezzini, paladino dei diritti dei gay cattolici, avrebbe frequentato per ben tre anni, fino al 2009. Nel corso della perquisizione nell’abitazione del sacerdote, gli agenti della squadra mobile hanno rinvenuto materiale pornografico.

    Nell’ordinanza di undici pagine il gip Giuseppe Vanore ripercorre le tappe del racconto del giovane, iniziato nel dicembre scorso, e seguito da una comunità perché segnalato dai servizi sociali per un contesto familiare particolarmente difficile. Le violenze, secondo la sua versione, sarebbero iniziate nel 2006, quando il sacerdote ha conosciuto il ragazzino. Il vescovo di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi, alla cui diocesi don Pezzini appartiene, ha espresso la sua «amarezza» per la notizia dell’arresto che «ci ha colto completamente di sorpresa». Alla vicenda, ha spiegato, «guarderemo nella naturale fiducia verso la magistratura».

    «Don Pezzini — ha voluto rimarcare Merisi — ordinato a Lodi, vive fuori dalla diocesi dal 1968» e «risiede e opera a Milano da oltre quarant’anni e non ha incarichi nella nostra diocesi. Nonostante ciò siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in più che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la magistratura civile».

    I componenti del Guado, il gruppo di ricerca su fede e omosessualità del quale don Domenico Pezzini era stato fondatore, invece si dicono «increduli» per il provvedimento adottato dal tribunale. In un messaggio riportato sul sito del gruppo raccontano che «la prima reazione che proviamo è quella dell’incredulità. Se infatti è vero che le nostre strade si sono separate più di venticinque anni fa è anche vero che la nostra stima nei suoi confronti è ancora grande: di lui apprezziamo il lavoro instancabile che ha fatto con centinaia di omosessuali credenti che ha aiutato a conservare la fede».

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/26/news/pedofilia_don_pezzini_dalla_cella_chiarir_tutto_con_i_magistrati-4362317/

  • Don Pezzini è stato fondatore e guida pastorale di gruppi omosessuali cattolici

    Don Pezzini è stato fondatore e guida pastorale di gruppi omosessuali cattolici

    Il prof-prete pedofilo venerdì dai magistrati. Don Pezzini è stato fondatore e guida pastorale di gruppi omosessuali cattolici
    Caterina Proietti

    MILANO 26/05/10 – 08:58
    Sarà interrogato il 28 dal Gip di Milano l’anziano sacerdote finito in carcere con l’accusa di aver abusato di un 13enne. 73 anni, ex docente dell’Università Cattolica, don Domenico Pezzini è stato fondatore e guida pastorale di gruppi omosessuali cattolici e difensore dei diritti dei gay.

    Nella sua abitazione la squadra Mobile di Milano avrebbe trovato materiale pedopornografico. Ieri, il segretario generale della Conferenza episcole, Mariano Crociata, aveva rivelato che ci sono stati cento casi di preti pedofili in 10 anni. Sugli abusi – aggiunge mons. Crociata – è stato avviato un processo canonico ma non servono commissioni speciali. Il riferimento dell’esponente della Cei è a quanto avvenuto in Germania, Austria, Belgio, Olanda.

    Pedofilia/ Arresto Lodi, vescovo: Amarezza, fiducia in magistratura
    Don Pezzini da anni ’80 si dedicava a cura pastorale omosessuali
    postato 48 min fa da APCOM

    “Siamo molto amareggiati per le notizie relative all’arresto di don Domenico Pezzini, che ci ha colto completamente di sorpresa”. Così, in una nota della Diocesi di Lodi, il vescovo della città monsignor Giuseppe Merisi ha commentato l’arresto del sacerdote (reso noto ieri) per il reato di pedofilia. “Don Pezzini risiede e opera a Milano da oltre quarant’anni – ha detto Merisi – e non ha incarichi nella nostra diocesi di Lodi. Ciononostante siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in più che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la Magistratura civile. Intanto chiediamo la preghiera di tutti”. Oggi il quotidiano diocesano ricorda che don Pezzini è stato autore di numerose e apprezzate pubblicazioni di letteratura medioevale, già docente di lingua inglese all’Università di Sassari e già ordinario di linguistica inglese all’Università di Verona. Fin dagli anni Ottanta don Pezzini si era dedicato alla cura pastorale degli omosessuali: è stato tra i promotori del ‘Gruppo del Guado’ nato nel 1980 in collaborazione con un centro valdese; nel 1986 aveva fondato il gruppo ‘La Fonte’.

  • Choc a Lodi, fermato Don Pezzini Si battè per i diritti omosessuali

    Choc a Lodi, fermato Don Pezzini Si battè per i diritti omosessuali

    26/5/2010 (8:9) – IL CASO
    Il parroco amico dei gay in manette per pedofilia
    Domenico Pezzini, 73 anni, difende i gay nella Chiesa

    Choc a Lodi, fermato Don Pezzini
    Si battè per i diritti omosessuali
    LODI
    Un altro episodio che scuote il mondo eccelsiastico milanese, dai contorni ancora tutti da chiarire a causa del muro di silenzio opposto da investigatori e inquirenti.

    È l’arresto con l’accusa di violenza sessuale ai danni di minori di una sacerdote di 73 anni, della Diocesi di Lodi, Domenico Pezzini. Il sacerdote, arrestato ieri dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino straniero che all’epoca dei presunti abusi aveva 13 anni. La relazione con il ragazzo, che ora è maggiorenne, sarebbe proseguita fino a quando questo ne ha avuto 16. Inizialmente Don Pezzini lo avrebbe aiutato economicamente e a studiare ma, una volta che il giovane è stato portato in comunità, agli educatori che lo vedevano ombroso e inquieto ha cominciato a raccontare il presunti abusi. Nel corso di una perquisizione in casa del sacerdote, a Milano, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico, nell’ambito di un’inchiesta che prosegue da alcuni mesi condotta dal pm Cristiana Roveda e dal procuratore aggiunto Pietro Forno.

    Don Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale, in particolare, dagli anni ’80, è animatore di gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all’omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Gruppi attivi in diverse città d’Italia e trasversali a tutte le chiese italiane e che dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti.

    Don Pezzini è stato docente di linguistica inglese all’Università di Verona ed è stato uno dei fondatori del primo gruppo detto ’Gruppo del Guadò, nato nel 1980 da un’esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo “La Fonte” che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un’integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana.

    Il sacerdote non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano ma, pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiedeva nel capoluogo lombardo. Don Domenico Pezzini, tra l’altro, è autore del libro ’Alle porte di Sion’ che raccoglie diverse esperienza autobiografiche di uomini e donne ommosessuali, accomunicati da una sincera fede in Cristo. Testimonianze desiderose di poter conciliare la fede nel Vangelo con l’insegnamento della Chiesa, nella quale cercano di trovare uno spazio di ascolto e di condivisione. Così finisce uno dei tanti suoi scritti sulla omosessualità non accettata dalla Chiesa cattolica «Vivere da omosessuali è un diritto, certo, ma è anche e soprattutto un impegno».

  • Pedofilia, arrestato un prete di Lodi

    Pedofilia, arrestato un prete di Lodi

    Domenico Pezzini, un sacerdote di 73 anni della diocesi di Lodi, è stato arrestato ieri (ma la notizia si è appresa solo oggi) con l’accusa di pedofilia. Sembra che il prete abbia avuto dei rapporti sessuali con un ragazzino che all’epoca aveva 13 anni (ora la presunta vittima ne ha 16).

    Gli agenti della squadra mobile di Milano durante la perquisizione nell’abitazione dell’uomo hanno anche rinvenuto anche del materiale pornografico. Pezzini sarà interrogato venerdì 28 maggio dal gip di Milano Giuseppe Vanore. Crescono quindi i casi di pedofilia nella Chiesa (Guarda la mappa).

    Secondo una prima ricostruzione il prete si sarebbe preso cura del minore, che vive con la famiglia in condizioni economiche disagiate e come una sorta di padre lo accudiva e rassicurava. Ma l’amicizia si sarebbe trasformata in un rapporto sempre più stretto, fino all’ipotesi di abuso. Negli ultimi mesi gli educatori della comunità avevano notato l’atteggiamento sempre più chiuso e riservato del ragazzo. Ben presto i suoi racconti riempiono il fascicolo dei pm, Pietro Forno e Cristiana Roveda. Le indagini della Squadra Mobile di Milano, dopo mesi di intercettazioni e accertamenti, portano all’ordine di custodia cautelare.

    Vicini di casa e gente della parrocchia in zona via Padova a Milano sono increduli dopo la notizia dell’arresto del prete fondatore e guida pastorale di gruppi di omosessuali cattolici, autore di libri ed ex docente universitario.

    «Siamo molto amareggiati per le notizie relative all’arresto di don Domenico Pezzini, che ci ha colto completamente di sorpresa». Così, in una nota della diocesi di Lodi il vescovo della città, monsignor Giuseppe Merisi, ha commentato l’arresto del sacerdote. «Don Pezzini risiede e opera a Milano da oltre quarant`anni – ha detto Merisi – e non ha incarichi nella nostra diocesi di Lodi. Ciononostante siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in più che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la Magistratura civile. Intanto chiediamo la preghiera di tutti».

    Don Pezzini, già docente di linguistica inglese all’Università di Verona, è stato uno dei fondatori del primo gruppo detto Gruppo del Guado nato nel 1980 da un’esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo “La Fonte” che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un’integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. Non aveva alcun incarico dalla diocesi di Milano ma, pur dipendendo dalla diocesi di Lodi, risiedeva nel capoluogo lombardo.

    Sin dagli anni ’80 il sacerdote è conosciuto tra i gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all’omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Questi gruppi, diffusi in diverse città d’Italia, sono trasversali a tutte le chiese italiane e dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti.

  • Pedofilia, sacerdote arrestato a Lodi “Abusi sessuali su un tredicenne”

    Pedofilia, sacerdote arrestato a Lodi “Abusi sessuali su un tredicenne”

    Si tratta del 73enne don Domenico Pezzini. Nella sua abitazione anche materiale pedopornografico

    MILANO – Un sacerdote della diocesi di Lodi, Domenico Pezzini, di 73 anni, è stato arrestato con l’accusa di pedofilia. L’uomo, arrestato dagli agenti della squadra mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino oggi 16enne che all’epoca degli abusi aveva 13 anni.

    Nel corso di una perquisizione nella sua abitazione, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico.

    Don Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale. Fin dagli anni Ottanta anima gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all’omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Questi gruppi, diffusi in diverse città d’Italia, sono trasversali a tutte le chiese italiane e dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti.

    Il sacerdote, già docente di linguistica inglese all’Università di Verona, è stato uno dei fondatori del “Gruppo del Guado”, nato nel 1980 da un’esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 il gruppo “La Fonte” che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un’integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. Non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano, ma pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi risiede nel capoluogo lombardo.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/0…e_lodi-4333375/