Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Francesco Zanardi

  • Una piccola luce c’è, ma non basta

    Una piccola luce c’è, ma non basta

    Ho seguito per Repubblica l’Incontro tenutosi dal 21 al 24 febbraio in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”, durante il quale – alla presenza dei presidenti delle conferenze episcopali del mondo e dei responsabili dei diversi ordini religiosi – si è parlato degli abusi sessuali compiuti dagli ecclesiastici sui bambini e sugli adolescenti.

    Sono stato contento soprattutto di essere riuscito a trovare spazio sul mio giornale per le vittime. Prima del summit ho intervistato Peter Saunders, inglese, da ragazzo vittima di abusi sessuali da parte di sacerdoti. Fu il primo a fare un passo indietro, ormai più di due anni fa, dalla Commissione pontificia per la protezione dei minori. Mentre ieri, nel giorno conclusivo, ho intervistato Francesco Zanardi, vittima degli abusi di un sacerdote all’età di undici anni e oggi presidente della Rete L’Abuso.

    Penso che la novità importante del summit non stia nei proclami di ieri né nelle decisioni pratiche che si spera arrivino a breve, ma in un cambio di paradigma – come un piccola luce che si accende nella notte – che almeno in parte è avvenuto. Per la prima volta, infatti, la voce delle vittime, i loro racconti, sono entrati con decisione dentro le mura vaticane. Le vittime da incomodi – quante volte sono state relegate ai margini da uomini di Chiesa negligenti e insabbiatori – sono divenute protagoniste: il primo giorno del summit, in particolare, 190 vescovi hanno ascoltato in silenzio un video con le testimonianze degli abusi subiti, racconti come quello di una donna che ha parlato delle relazioni sessuali avute con un prete dai quindici ai ventotto anni: “Sono rimasta incinta tre volte, tre volte mi ha fatto abortire perché non gli andava di usare profilattici”, ha detto.

    Se penso alle reazioni negative che ebbe dentro certi ambienti questa mia intervista di tre anni a monsignor Charles Scicluna che dopo aver visto in anteprima con me “Il caso Spotlight” disse che tutti i cardinali avrebbero dovuto vedere questo film, capisco che qualcosa sta cambiando dentro la stessa Chiesa. Esiste una parte di essa che ha capito che il problema esiste ed è enorme, che chi guida le diocesi deve sapere, e soprattutto deve agire. Tutto ciò è importante, ma probabilmente non sufficiente.

    Ieri le vittime, a chiusura del summit, hanno protestato. L’incontro, infatti, si è chiuso senza l’annuncio di nuove decisioni se non con la promessa dell’uscita a breve di un Motu proprio papale in merito, di un vademecum per i vescovi e con l’annuncio dell’idea della creazione di una nuova task force. Credo che sia giusto qui di seguito riportare queste proteste, proponendo alcune parole pronunciate da Francesco Zanardi nell’intervista apparsa oggi su Repubblica. Credo, infatti, che al di là dei passi in avanti, non vi sia giustizia se le vittime non trovano pace, se la loro voce non trova piena risposta, cosa che evidentemente ancora non è avvenuta.


    “Noi vittime ci aspettavamo un finale differente. Quantomeno l’annuncio del licenziamento di diversi vescovi. Invece, abbiamo dovuto sentire il Papa che addirittura nel discorso finale arriva a dire che ‘la Chiesa, insieme ai suoi figli fedeli, è anche vittima’ dei crimini della pedofilia. La Chiesa vittima? Questo è troppo, pensavo che le vittime fossimo noi”.

    “Se Francesco ritiene che la Chiesa sia vittima allora denunci i preti pedofili e in sede civile chieda i danni per quanto hanno fatto alla Chiesa. Perché non lo fa?”.

    “Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ancora una volta solo e soltanto parole. Ma almeno finalmente è chiara una cosa: tolleranza zero significa credibilità zero”.

    https://www.paolorodari.com/index.php/72-una-piccola-luce-c-e-ma-non-basta

  • Pedofilia, delusione delle vittime: “Siamo indignati, il summit Vaticano è un passo indietro”

    Pedofilia, delusione delle vittime: “Siamo indignati, il summit Vaticano è un passo indietro”

    Zanardi (Rete l’Abuso): il discorso del Papa ci ha deluso, andremo avanti con la pubblicazione della lista dei preti-orchi 

    Le vittime degli abusi sessuali dei preti, al termine del summit in Vaticano coronato col discorso del Papa, danno voce alla loro delusione. “Siamo indignati – dice Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso. Questo doveva   essere il summit della tolleranza zero e invece direi che siamo alla zero credibilità. Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Dal discorso del Papa ci aspettavamo  molto di più: la Chiesa non è vittima, è carnefice”. Zanardi ricorda la dura denuncia del cardinale Marx ieri al summit: “Solo ieri abbiamo appreso che sono stati distrutti i dossier con i nomi dei colpevoli degli abusi. E’ chiaro che noi avevamo troppe aspettative dal vertice ma questo è senza mezzi termini un passo indietro nella lotta agli abusi. A questo punto continueremo a pubblicare altri nomi di preti-orchi. Lo abbiamo già fatto, ma la lista è ancora lunga. Andiamo avanti”.

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Pedofilia-delusione-delle-vittime-Siamo-indignati-il-summit-Vaticano-passo-indietro-8e27eb4f-7c5d-41a6-a775-910d9d4cb253.html

  • Pedofilia, la delusione delle vittime di abusi: dal Papa solo belle parole

    Pedofilia, la delusione delle vittime di abusi: dal Papa solo belle parole

    Città del Vaticano – Le vittime degli abusi sessuali dei preti, al termine del summit in Vaticano coronato col discorso del Papa pieno «di promesse e belle parole», danno voce alla loro delusione. «Siamo indignati – dice Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso -. Questo doveva essere il summit della tolleranza zero e invece direi che siamo alla zero credibilità. Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Dal discorso del Papa ci aspettavamo molto di più: la Chiesa non è vittima, è carnefice».

    Zanardi ricorda la dura denuncia del cardinale Marx ieri al summit: «Solo ieri abbiamo appreso che sono stati distrutti i dossier con i nomi dei colpevoli degli abusi. E’ chiaro che noi avevamo troppe aspettative dal vertice ma questo è senza mezzi termini un passo indietro nella lotta agli abusi. A questo punto continueremo a pubblicare altri nomi di preti-orchi. Lo abbiamo già fatto, ma la lista è ancora lunga. Andiamo avanti».

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_abusi_zanardi_vittime_summit_vaticano-4321446.html

  • Pedofilia, alle vittime non bastano le parole del Papa: “La Chiesa non è vittima, ma carnefice”

    Pedofilia, alle vittime non bastano le parole del Papa: “La Chiesa non è vittima, ma carnefice”

    Pedofilia, alle vittime non bastano le parole del Papa: “La Chiesa non è vittima, ma carnefice”

    Per arginare la piaga degli abusi sessuali la Chiesa adotterà “serietà impeccabile”. Lo dice il Papa nel discorso al termine del summit in Vaticano con i capi della Chiesa per arginare la piaga della pedofilia “Vorrei qui ribadire che ‘la Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti”. Crimini che per Bergoglio “deformano il volto della Chiesa minando la sua credibilità”.

    Si chiude così, con un accorato discorso di papa Francesco, il summit del Vaticano per arginare la piaga della pedofilia. La Chiesa ha ascoltato la voce delle vittime e fatto mea culpa. Il Vaticano ha dato spazio anche alle critiche più feroci, come quella di Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Frising, che ha accusato la Chiesa di aver distrutto “i dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili” di molti casi di pedofilia.

    Il Vaticano ha preso anche dei provvedimenti ad hoc. Padre Federico Lombardi ha annunciato che a breve arriverà “un nuovo Motu Proprio del Papa ‘sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili’, che sarà accompagnato da “una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano” e da “Linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano sullo stesso argomento”.

    Le vittime: “Siamo indignati, molti vescovi sarebbero dovuti uscire senza abito talare”

    Ma alle vittime degli abusi le parole non bastano. “Siamo indignati – dice all’Adnkronos Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso -. Questo doveva essere il summit della tolleranza zero e invece direi che siamo alla zero credibilità. Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Dal discorso del Papa ci aspettavamo molto di più: la Chiesa non è vittima, è carnefice”. Zanardi ricorda la dura denuncia del cardinale Marx ieri al summit: “Solo ieri abbiamo appreso che sono stati distrutti i dossier con i nomi dei colpevoli degli abusi. E’ chiaro che noi avevamo troppe aspettative dal vertice ma questo è senza mezzi termini un passo indietro nella lotta agli abusi. A questo punto continueremo a pubblicare altri nomi di preti-orchi. Lo abbiamo già fatto, ma la lista è ancora lunga. Andiamo avanti”.

    Marie Collins: “Impegno già sentito, serve il come e il quando”

    Marie Collins, irlandese che all’età di 13 anni ha subito abusi sessuali da parte di un prete e che ha fatto parte della Pontificia Commissione anti abusi dalla quale si è dimessa in polemica, dà voce via tweet alla delusione al termine del summit in Vaticano con i capi della Chiesa: “Abbiamo ascoltato questi impegni per ‘affrontare gli abusi’ molte volte prima. Quando e come è ciò che abbiamo bisogno di sentire, nel dettaglio”.

    https://www.today.it/attualita/pedofilia-chiesa.html

  • Pedofilia, il Papa: “Nessun abuso sarà più coperto”. Ma le vittime: “Solo parole”

    Pedofilia, il Papa: “Nessun abuso sarà più coperto”. Ma le vittime: “Solo parole”

    L’ultima giornata della Conferenza sulla protezione dell’infanzia. Francesco: “Siamo di fronte alla mano del male”. Prima di lui ha parlato l’arcivescovo di Brisbane, Coleridge: “Abbiamo considerato le vittime come nemici”. Fine di ogni forma di tolleranza

    Non usa mezze parole, Papa Francesco nel suo discorso conclusivo ai vescovi partecipanti al convegno vaticano sulla protezione dell’infanzia. È chiaro che il pontefice, nella solennità della sala Regia del Palazzo apolistico vuole segnare un forte momento di discontinuità con il passato: “Nessun abuso deve mai essere coperto (così come era abitudine nel passato) e sottovalutato, in quanto la copertura degli abusi favorisce il dilagare del male e aggiunge un ulteriore livello di scandalo”. Ma le vittime non sono soddisfatte. “Che bisogna aiutare i bambini, lo sappiamo. Il vaticano è una monarchia, il Papa è monarca assoluto e detiene i tre poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario. Agisca!”, sono le parole di Francesco Zanardi, presidente di Rete l’Abuso.

    Discorso conclusivo del Papa – “La disumanità del fenomeno a livello mondiale – ha detto Papa Francesco nel suo discorso – diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica. Il consacrato, scelto da Dio per guidare le anime alla salvezza, si lascia soggiogare dalla propria fragilità umana, o dalla propria malattia, diventando così uno strumento di satana. Negli abusi noi vediamo la mano del male che non risparmia neanche l’innocenza dei bambini. Non ci sono spiegazioni sufficienti per questi abusi nei confronti dei bambini”. Lo dice Papa Francesco nel suo discorso conclusivo ai partecipanti all’Incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa, che si è svolto in Vaticano dal 21 al 24 febbraio 2019.  E poi:  “Nessun abuso deve mai essere coperto (così come era abitudine nel passato) e sottovalutato, in quanto la copertura degli abusi favorisce il dilagare del male e aggiunge un ulteriore livello di scandalo”.

    “Umilmente e coraggiosamente – ha detto ancora Francesco – dobbiamo riconoscere che siamo davanti al mistero del male, che si accanisce contro i più deboli perché sono immagine di Gesù. Ecco perché nella Chiesa attualmente è cresciuta la consapevolezza di dovere non solo cercare di arginare gli abusi gravissimi con misure disciplinari e processi civili e canonici, ma anche affrontare con decisione il fenomeno sia all’interno sia all’esterno della Chiesa”.

    San Pietro, la protesta delle associazioni delle vittime di abusi

    Angelus – Temi che il Pontefice ha ribadito durante l’Angelus della domenica. “Vogliamo – ha spiegato – che tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori; che si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano; che la Chiesa torni ad essere assolutamente credibile e affidabile nella sua missione di servizio e di educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù”. “Sapremo collaborare con tutto il nostro cuore e con efficacia, insieme a tutte le persone di buona volontà e a tutte le componenti e le forze positive della società, in tutti i paesi e a livello internazionale, perché si combatta fino in fondo, in ogni sua forma, la gravissima piaga della violenza nei confronti di centinaia di milioni di minori, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, in tutto il mondo”. Così Papa Francesco al termine dell’Angelus della domenica.

    Arcivescovo Coleridge – Prima del Papa aveva parlato l’arcivescovo di Brisbane Mark Benedict Coleridge, presidente della  Conferenza episcopale australiana: “Faremo tutto quanto è in nostro potere per portare ai sopravvissuti agli abusi giustizia e guarigione; li ascolteremo, crederemo in loro e cammineremo con loro; faremo in modo che tutti coloro che hanno commesso abusi non siano mai più in grado di offendere; chiameremo a rendere conto chi ha nascosto gli abusi”.

    “Renderemo più severi i procedimenti di selezione e di formazione dei leader della Chiesa – ha detto Coleridge -; educheremo tutto il nostro popolo a ciò che richiede la tutela; faremo ogni cosa in nostro potere per garantire che gli orrori del passato non si ripetano e che la Chiesa sia un posto sicuro per tutti, una madre amorevole in particolare per i giovani e per le persone vulnerabili; non agiremo da soli ma collaboreremo con tutte le persone coinvolte nel bene dei giovani e delle persone vulnerabili; continueremo ad approfondire la nostra conoscenza sugli abusi e sui suoi effetti, sul perché siano potuti accadere nella Chiesa e su cosa si debba fare per sradicarli. Tutto questo richiederà tempo, ma noi non ne abbiamo per sempre e non possiamo permetterci di fallire”.

    Coleridge ha parlato della necessità di una “conversione”: “Solo una conversione ci aiuterà a vedere che le ferite di coloro che sono stati abusati sono le nostre ferite, che il loro destino è il nostro, che non sono i nostri nemici ma ossa delle nostre ossa, carne della nostra carne. Loro sono noi e noi siamo loro. Questa conversione, infatti, è una rivoluzione copernicana”. E ancora: “Come sapete, Copernico dimostrò che non è il sole che gira intorno alla terra, ma la terra che gira intorno al sole. Per noi, la rivoluzione copernicana consiste nella scoperta che le persone abusate non ruotano intorno alla Chiesa, ma che è la Chiesa che ruota intorno a loro. Scoprendo questo possiamo iniziare a vedere con gli occhi loro e a sentire con le loro orecchie; una volta fatto questo, il mondo e la Chiesa cominciano ad avere un altro aspetto. Questa è la conversione necessaria, la vera rivoluzione e la grande grazia che può aprire alla Chiesa una nuova stagione di missione”, aggiunge.

    La reazione delle vittime – “Nelle parole di Papa Francesco, il Vaticano si ritiene vittima. Allora si costituisca parte civile nei tribunali contro i preti pedofili, non li copra”. Sono le prime parole, a caldo, di Francesco Zanardi, presidente di Rete l’Abuso, dopo il discorso conclusivo di Papa Francesco sul vertice di protezione dei minori in Vaticano. “Siamo rimasti delusissimi perché non c’è niente nel discorso. Cosa dice? Nulla. Che bisogna aiutare i bambini, lo sappiamo. Il vaticano è una monarchia, il Papa è monarca assoluto e detiene i tre poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario. Agisca! Nessuno glielo impedisce, faccia i fatti non le chiacchiere. Già sapevamo che bisogna prendersi cura dei bambini, non mi serviva il Papa per sapere che l’acqua è bagnata”. Secondo le proiezioni di Mark Vincent Healy, prese sulla base dei dati emersi dalle commissioni governative di inchiesta effettuate in tutto il mondo “in Italia nell’ultima decina di anni potrebbero esserci state un milione di vittime di pedofilia”, dice a LaPresse Francesco Zanardi. “Non è credibile che il Vaticano non abbia i dati – aggiunge – se se li sono persi, possono passare da noi, glieli forniamo volentieri”.

    https://www.lapresse.it/vaticano/pedofilia_e_vaticano_l_arcivescovo_coleridge_abbiamo_trattato_le_vittime_da_nemici_-1179517/news/2019-02-24/

  • Papa Francesco, pronto Motu Proprio/ Summit pedofilia: nuova task force della Chiesa

    Papa Francesco, pronto Motu Proprio/ Summit pedofilia: nuova task force della Chiesa

    Papa Francesco chiude il summit in Vaticano sulla pedofilia e prepara un Motu Proprio: “abusi la piaga più mostruosa della Chiesa”. Le vittime deluse, “siamo indignati”

    Niccolò Magnani

    Secondo il moderatore del summit sulla pedofilia in Vaticano, Padre Federico Lombardi, Papa Francesco sarebbe pronto ad emanare diversi provvedimenti in merito al delicatissimo tema degli abusi nella Chiesa cattolica. Dopo la riunione di tre giorni, il Santo Padre avrebbe addirittura quasi pronto un Motu Proprio sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili, annuncia ancora l’ex direttore della Sala Stampa Vaticana, «per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano». Al Motu Proprio, sottolinea ancora Lombardi, si accompagnerà una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano «e le Linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano sullo stesso argomento». Nel giro delle prossime settimane la Congregazione per la Dottrina della Fede, proprio dopo le conclusioni di questo summit appena concluso, «pubblicherà un vademecum che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti. […] non è un’enciclopedia, è molto semplice e breve, preciso, e sarà molto utile perché, come diceva il Papa, bisogna catechizzare, far sì che ognuno torni a casa con idee molte chiare: qui c’erano i presidenti che le idee chiare se le sono fatte o già ce le hanno, ma a casa trovano migliaia di vescovi in attesa di indicazioni, e questo documento permetterà di fare un bel passo avanti di consapevolezza», conclude Padre Federico Lombardi.

    “DIO TRADITO E SCHIAFFEGGIATO”

    «La disumanità del fenomeno universale e trasversale, diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica»: è ancora Papa Francesco a parlare della pedofilia nei termini di un tradimento unico della missione cristiana e dell’umile servizio nella “vigna del Signore” parafrasando il motto iniziale del papato di Benedetto XVI. Proprio su Ratzinger il suo successore richiama le norme sui “delitti più gravi” approvate nel 2010 dove venne anche aggiunta la dicitura di delitto «l’acquisizione, la detenzione o la divulgazione compiuta da un membro del clero di immagini pornografiche aventi ad oggetto minori». Secondo Papa Francesco, allora si parlava di «minori di anni 14», ora invece «pensiamo di dover innalzare questo limite di età per allargare la tutela dei minori e insistere sulla gravità di questi fatti». La Chiesa, la Sposa di Cristo, viene di fatto a tradire Dio, «tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati. Il consacrato, scelto da Dio per guidare le anime alla salvezza, si lascia soggiogare dalla propria fragilità umana, o dalla propria malattia, diventando così uno strumento di satana. Negli abusi noi vediamo la mano del male che non risparmia neanche l’innocenza dei bambini».

    PAPA FRANCESCO, “PEDOFILIA PIAGA MOSTRUOSA DELLA CHIESA”

    Si è chiuso stamattina il lungo e importante summit mondiale sulla pedofilia convocato da Papa Francesco in Vaticano da giovedì scorso, con invitati tutti i capi delle Conferenze Episcopali del pianeta sulla piaga degli abusi sessuali all’interno della Chiesa Cattolica. «Nessun abuso deve mai essere coperto, così come era abitudine nel passato, e sottovalutato», ha spiegato il Pontefice nel suo discorso conclusivo prima dell’Angelus da Piazza San Pietro dove ha ricalcato «servono misure perché i crimini non si ripetano mai più». Davanti ai vescovi di tutto il mondo, il Papa non ha utilizzato mezzi termini per spiegare il suo pensiero e appello: «La copertura degli abusi favorisce il dilagare del male e aggiunge un ulteriore livello di scandalo. La Chiesa dovrà ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati, ovunque essi siano». Ancora nel discorso conclusivo al summit “La protezione dei Minori nella Chiesa” il Santo Padre definisce mostruose le “attenzioni” di alcuni uomini di Chiesa contro vittime minori e innocenti: «l’universalità di tale piaga, mentre conferma la sua gravità nelle nostre società, non diminuisce la sua mostruosità all’interno della Chiesa. La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica».

    MA IL SUMMIT DIVIDE…

    Il summit sulla pedofilia però non ha convinto molti, sia dentro che fuori la Chiesa: dopo le accuse lanciati ieri dal Cardinal Marx contro i documenti sulle coperture dei vescovi “spariti in Vaticano”, le nuove polemiche vengono alzate da diverse vittime della pedofilia ecclesiale. «Siamo indignati. Questo doveva essere il summit della tolleranza zero e invece direi che siamo alla zero credibilità. Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Dal discorso del Papa ci aspettavamo  molto di più: la Chiesa non è vittima, è carnefice», attacca Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso, facendo riferimento proprio ai documenti citati da Marx «Solo ieri abbiamo appreso che sono stati distrutti i dossier con i nomi dei colpevoli degli abusi. E’ chiaro che noi avevamo troppe aspettative dal vertice ma questo è senza mezzi termini un passo indietro nella lotta agli abusi. A questo punto continueremo a pubblicare altri nomi di preti-orchi. Lo abbiamo già fatto, ma la lista è ancora lunga. Andiamo avanti». Non è piaciuta, tra le tante dichiarazioni di Papa Francesco, quella in cui venivano ricordati dati diffusi (non dal Vaticano) sui tanti casi di pedofilia nella società, «La prima verità che emerge dai dati disponibili è che chi commette gli abusi, ossia le violenze (fisiche, sessuali o emotive) sono soprattutto i genitori, i parenti, i mariti di spose bambine, gli allenatori e gli educatori». Al netto delle polemiche comunque, papa Francesco ha voluto chiudere il summit con un appello tanto commosso quanto emergenziale: «sentito appello per la lotta a tutto campo contro gli abusi di minori, nel campo sessuale come in altri campi, da parte di tutte le autorità e delle singole persone, perché si tratta di crimini abominevoli che vanno cancellati dalla faccia della Terra: questo lo chiedono le tante vittime nascoste nelle famiglie e in diversi ambiti delle nostre società».

  • Summit sulla pedofilia, in arrivo un Motu Proprio del Papa. Le vittime: “Ci aspettavamo di più”

    Summit sulla pedofilia, in arrivo un Motu Proprio del Papa. Le vittime: “Ci aspettavamo di più”

    Francesco conclude la conferenza in Vaticano. E all’Angelus promette “misure perché i crimini non si ripetano”. “I luoghi della Chiesa siano sicuri per i minori”

    ROMA – In arrivo un Motu Proprio del Papa, un documento scritto di iniziativa del Pontefice, “sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili”, per la prevenzione e il contrasto contro gli abusi “nella Curia romana e nello Stato della Città del Vaticano”. E’ l’annuncio del portavoce della Santa Sede padre Lombardi a conclusione del summit sulla pedofilia. Ma le vittime degli abusi sessuali dei preti
    danno voce alla loro delusione. “Siamo indignati – dice Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso -. Questo doveva essere il summit della tolleranza zero e invece direi che siamo alla zero credibilità. Molti vescovi dopo questi quattro giorni sarebbero dovuti uscire senza abito talare. Dal discorso del Papa ci aspettavamo molto di più”. Zanardi ricorda la dura denuncia del cardinale Marx al summit: “Solo ieri abbiamo appreso che sono stati distrutti i dossier con i nomi dei colpevoli degli abusi. E’ chiaro che noi avevamo troppe aspettative dal vertice ma questo è senza mezzi termini un passo indietro nella lotta agli abusi. A questo punto continueremo a pubblicare altri nomi di preti-orchi. Lo abbiamo già fatto, ma la lista è ancora lunga. Andiamo avanti”.

    Eppure Papa Francesco, nel suo discorso conclusivo, non aveva smorzato i toni, parlando di una piaga “grave” e “mostruosa” anche all’interno della Chiesa.  “L’universalità di tale piaga, mentre conferma la sua gravità nelle nostre società, non diminuisce tuttavia la sua mostruosità all’interno della Chiesa. La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica”, ha osservato dopo aver illustrato i dati sulla diffusione del fenomeno nelle famiglie, scuole, sport, sul web, nel turismo sessuale.  E intervenendo di nuovo sul tema durante l’Angelus, ha affermato: “Vogliamo che tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori; che si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano; che la Chiesa torni ad essere assolutamente credibile e affidabile nella sua missione di servizio e di educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù”. “Vorrei qui ribadire chiaramente: se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso – che rappresenta già di per sé una mostruosità – tale caso sarà affrontato con la massima serietà. Fratelli e sorelle, infatti nella rabbia, giustificata, della gente, la Chiesa vede il riflesso dell’ira di Dio, tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati. L’eco del grido silenzioso dei piccoli, che invece di trovare in loro paternità e guide spirituali hanno trovato dei carnefici, farà tremare i cuori anestetizzati dall’ipocrisia e dal potere. Noi abbiamo il dovere di ascoltare attentamente questo soffocato grido silenzioso”.

    Marie Collins, irlandese che all’età di 13 anni ha subito abusi sessuali da parte di un prete e che ha fatto parte della Pontificia Commissione anti abusi dalla quale si è dimessa in polemica, dà voce via tweet alla delusione al termine del summit in Vaticano con i capi della Chiesa: “Abbiamo già ascoltato questi impegni per affrontare gli abusi molte volte. Quando e come è ciò che abbiamo bisogno di sentire, nel dettaglio”.

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    Forse con la consapevolezza che ora servano passi molto concreti, il Papa vuole la creazione di “task force di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori”,  ha spiegato padre Lombardi. E domani, lunedì 25 febbraio, il Comitato organizzatore del summit “si incontrerà con i Responsabili della Curia Romana che hanno partecipato all’Incontro, in modo da impostare fin d’ora il lavoro necessario per dare seguito, secondo il desiderio del Santo Padre, ai propositi e alle idee maturate nei giorni scorsi”.

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    Che ci sia ancora molta strada da fare appare chiaro. “L’abuso è un crimine gravissimo, ma anche il suo insabbiamento. E su questo non si può più tornare indietro. Per decenni ci siamo concentrati sul crimine: ora abbiamo capito che l’insabbiamento è altrettanto importante”,  commenta l’arcivescovo di Malta monsignot Charles J. Scicluna, segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede, tra i maggiori esperti della Santa Sede nella lotta alla pedofilia.
    “Un altro aspetto è l’ascolto delle vittime: dobbiamo continuare ad ascoltare, sempre, se vogliamo un vero discernimento su quanto accaduto”. Per Scicluna, poi, “è importante dire che si vuole aggiornare il diritto canonico, guardare all’aspetto della pornografia, e altro, ma quello che occorre è un cambiamento del cuore, dell’atteggiamento verso questi problemi. Questo è stato un pellegrinaggio molto breve, ma per cambiare atteggiamento è stato importante l’ascolto di tante voci, comprese quelle delle donne: è stata una ventata di aria fresca, la voce delle donne della Chiesa è fondamentale”.
    Il presule maltese ringrazia anche i giornalisti. “perché noi abbiamo un deficit di informazione nella Chiesa – tra diocesi e diocesi, tra le diocesi e la Santa Sede – ma anche verso l’esterno. E questo è un punto fondamentale per la questione dell’accountability: non si può ‘rendere conto’ senza comunicazione su ciò che accade”. “Cosa riporto a Malta? – si chiede Scicluna – La convinzione di dover ascoltare di più le vittime a casa, e di convertirmi diventando un buon pastore che si prende cura dei piccoli e dei deboli”.
    E alla domanda delle associazioni delle vittime – alcune hanno espresso malumore e delusione per il discorso di oggi del Papa -, che vogliono ‘tolleranza zero’ sugli abusi, ‘tolleranza zero’ sugli insabbiamenti dei vescovi e ‘trasparenza’, l’arcivescovo risponde: “tutto questo è fondamentale. Fa parte del quadro di impegni che abbiamo espresso in questi giorni”.

    https://www.repubblica.it/vaticano/2019/02/24/news/pedofilia_chiesa_summit_giornata_conclusiva-219983998/

  • Chiuso il summit sulla pedofilia in Vaticano: Papa francesco prepara un «Motu Proprio»

    Chiuso il summit sulla pedofilia in Vaticano: Papa francesco prepara un «Motu Proprio»

    Il pontefice vuole anche una «task force di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori»

    Un Motu Proprio di Papa Francesco sulla «protezione dei minori e delle persone vulnerabili, per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano». Ad annunciarlo è padre Federico Lombardi, già direttore della sala stampa Vaticana e moderatore del Summit sulla protezione dei minori iniziato mercoledì scorso e che si è concluso oggi, domenica 24 febbraio. Il Motu Proprio è un documento di iniziativa del Papa – il pontefice ne ha già emanati, su diversi temi – non proposto da alcun organismo della Curia Romana.

    Il documento, dice Lombardi, «accompagnerà una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano e le Linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano». E conferma la «pubblicazione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, di un vademecum che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti». Inoltre il Papa «ha manifestato l’intenzione di favorire la creazione di task force di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori».

    Una risposta alle critiche piovute sul summit in quest’ultima giornata, soprattutto da parte di alcune vittime e associazioni che continuano a chiedere al Papa non parole, ma denunce e la rimozione dei «vescovi insabbiatori». «Andate in pace, la Chiesa è finita», scrive oggi Francesco Zanardi, presidente di Rete L’abuso e fondatore di Eca Global – Ending Clergy Abuse-Global Justice Project. Zanardi è stato ripetutamente abusato sessualmente da bambino da parte di un sacerdote. Papa Francesco, scrive Zanardi, è «un papa bugiardo, che se onestamente pensasse che la chiesa è vittima, la chiesa stessa denuncerebbe i preti pedofili e si costituirebbe parte civile nei tribunali invece di nasconderli e far sparire i loro dossier». Francesco, continua Zanardi, «chiede alla chiesa di pregare più forte per far sì che non si sentano le grida dei bambini stuprati dai preti cattolici», è l’accusa senza appello per la chiusura di un summit «con un buco nell’acqua».

    Nel suo discorso conclusivo, Papa Francesco parla stamane della «gravità della piaga degli abusi sessuali su minori» come «fenomeno storicamente diffuso purtroppo in tutte le culture e le società». Con un dato che emerge dalle statistiche, fotografia di un fenomeno sommerso per la difficoltà a denunciare: «chi commette gli abusi sono soprattutto i genitori, i parenti, i mariti di spose bambine, gli allenatori e gli educatori». E però il mea culpa arriva: «La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica», dice Papa Francesco.

    E, nell’Angelus di oggi, alza poi il tiro: «Abbiamo ascoltato la voce delle vittime, abbiamo pregato e chiesto perdono a Dio e alle persone offese, abbiamo preso coscienza delle nostre responsabilità, del nostro dovere di fare giustizia nella verità, di rifiutare radicalmente ogni forma di abuso di potere, di coscienza e sessuale». Vogliamo, dice Francesco, «che tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori; che si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano; che la Chiesa torni ad essere assolutamente credibile e affidabile nella sua missione di servizio e di educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù».

    Ad alzare il livello del dibattito, in questi giorni, è stata ieri Valentina Alazraki, giornalista decana dei vaticanisti, vera e propria star della tv messicana Televisa. «Se non vi decidete in modo radicale a stare dalla parte dei bambini, delle mamme, delle famiglie, della società civile, avete ragione ad avere paura di noi, perché noi giornalisti, che vogliamo il bene comune, saremo i vostri peggiori nemici. E voi sapete che questi abusi sono stati coperti in maniera sistematica. È l’unico cammino possibile se volete che vi si creda quando dite che nel futuro gli occultamenti non saranno tollerati».

    Nel suo intervento come relatrice al vertice rompe un tabù, nominando Marcial Maciel Degollado, il fondatore messicano dei Legionari di Cristo, davanti ai 190 capi della Chiesa. È il nome di quello che definisce il più grande scandalo della Chiesa: Marcial Maciel Degollado, morto nel 2008, secondo le tantissime testimonianze negli anni ha abusato di giovani seminaristi, è stato autore di violenze su bambini e donne, è stato implicato in attività criminali, Ha avuto dei figli: avrebbe abusato anche di loro. Le denunce, nei suoi confronti, risalgono al 1956.

    La relazione di Valentina Alazraki. YouTube/Vatican News

    «Sono stata testimone di questo triste caso dall’inizio alla fine», dice Valentina Alazraki nel suo intervento di ieri. «Al di là del giudizio morale sui crimini commessi da quell’uomo, che per alcuni è stato una mente malata e per altri un genio del male, vi assicuro che alla base di quello scandalo, che tanto male ha fatto a migliaia di persone, fino a macchiare la memoria di chi ora è santo (Giovanni Paolo II, ndr), c’è stata una comunicazione malata».

    La relazione del cardinale Reinhard Marx. YouTube/Vatican News

    L’altro intervento che ha fatto molto discutere è stato quello del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Frisinga e capo della Chiesa tedesca, che per la prima volta denuncia pubblicamente l’amministrazione centrale della Santa Sede accusandola di avere distrutto dossier su preti pedofili. «I dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati», dice Marx nella sua relazione. «Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime ed è stato imposto loro il silenzio». Marx è una personalità di peso all’interno della Chiesa: fa parte del C9, il consiglio che aiuta il pontefice nella riforma della curia, ed è conoscitore delle procedure e dei procedimenti, anche per la questione abusi. Quelli, dice nel suo intervento di ieri, stabiliti per perseguire questi reati e che «sono stati deliberatamente disattesi, anzi cancellati o scavalcati». Con il risultato di calpestare i diritti delle vittime e «lasciarli all’arbitrio di singoli individui». Sono «tutti eventi in netta contraddizione con ciò che la Chiesa dovrebbe rappresentare».

  • Pedofilia, vittime di abusi sfilano a San Pietro: “Solo parole, il Papa rimuova vescovi insabbiatori e denunci stupratori”

    Pedofilia, vittime di abusi sfilano a San Pietro: “Solo parole, il Papa rimuova vescovi insabbiatori e denunci stupratori”

    Si definiscono “sopravvissuti” le vittime di abusi sessuali da parte del clero che hanno sfilato da Piazza del Popolo a Piazza San Pietro per chiedere giustizia al Vaticano, in occasione del summit convocato da Papa Francesco. “Finora sono solo parole, non vediamo fatti – dice il presidente dell’associazione Rete L’abuso Francesco Zanardi -. Cominci a rimuovere i vescovi insabbiatori e a denunciare chi è stato protagonista di questi stupri”. “Le promesse non mi bastano più”, aggiunge un ragazzo di Milano che in oratorio è stato più volte vittima di un prete, oggi condannato a oltre 6 anni. “È un fenomeno in aumento – denuncia Zanardi – perché tanti hanno trovato il coraggio di denunciare solo ora”. “Sono stato violentato a 9 anni e questo mi ha rovinato la vita, vorrei almeno essere ascoltato in Vaticano”, chiede un’altra vittima.
    Video di Camilla Romana Bruno


    https://video.repubblica.it/vaticano/pedofilia-vittime-di-abusi-sfilano-a-san-pietro-solo-parole-il-papa-rimuova-vescovi-insabbiatori-e-denunci-stupratori/327830/328429

  • Credibilità ZERO. La chiesa è finita, andate in pace

    Credibilità ZERO. La chiesa è finita, andate in pace

    Papa Francesco chiede alla chiesa di pregare più forte per far sì che non si sentano le grida dei bambini stuprati dai preti cattolici.

    Si conclude con un buco nell’acqua il summit voluto da papa Francesco (messo sotto pressione da vittime e associazioni di tutto il mondo) , il quale risponde con una banalità e una miseria intellettuale che umilia le vittime e offende i cattolici.

    Nel documento rilasciato oggi dal Vaticano i deliri di una chiesa che si definisce vittima, la follia di persone che non si rendono neppure conto che noi siamo le vittime, la chiesa per il momento è il criminale che ci ha reso tali.

    Un papa bugiardo, che se onestamente pensasse che la chiesa è vittima, la chiesa stessa denuncerebbe i preti pedofili e si costituirebbe parte civile nei tribunali invece di nasconderli e far sparire i loro dossier.

    Non un solo sacerdote (al di là degli ipocriti sermoni che tutte le domeniche fanno in chiesa) in questi giorni è venuto in appoggio delle vittime, non un solo provvedimento concreto arriva da questo summit.

    Eppure le richieste che la Rete L’ABUSO, e i colleghi delle altre Associazioni, lo scorso lunedì hanno fatto incontrando la commissione in Vaticano, erano molto chiare e ci si aspettava, dopo il summit, che dei 190 prelati che vi hanno partecipato, fossero espulsi almeno coloro che è dimostrato avessero insabbiato, quelli che Bergoglio, tornando da un viaggio, definì “cacca”. Una cacca che al pontefice piace molto, evidentemente, perché nei fatti se la sta tenendo in casa.

    Nel documento del Vaticano, dopo 20 anni di chiacchiere inconcludenti e migliaia di nuove vittime prodotte, si dichiara che oggi la chiesa è ancora lì ad interrogarsi su come intervenire.

    Riteniamo altamente rischioso, e in qualità di Presidente diffido, per tutti i genitori di buon senso, affidare – da soli – i propri figli al clero in quanto, ad oggi, la chiesa che si sente lei vittima, non è in grado di garantire l’incolumità dei minori.

    Tuttavia apprezziamo il lato positivo: papa Francesco ci ha voluto offrire trasformando la sua campagna mediatica di TOLLERANZA ZERO, nella chiarezza che oggi, la chiesa di Bergoglio è una chiesa con CREDIBILITA’ ZERO e VOLONTA’ ZERO. Grazie per questa sua chiarezza, ne siamo molto grati.

    il Presidente di Rete L’ABUSO e membro fondatore di Eca Global.

    Francesco Zanardi