Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Gerald Ridsdale

  • Muore in carcere a 90 anni il sacerdote che abusò di 70 bambini

    Muore in carcere a 90 anni il sacerdote che abusò di 70 bambini

    AGI – Il sacerdote australiano Gerald Ridsdale, che abusò di oltre 70 bambini tra il 1961 e il 1988, è morto all’età di 90 anni mentre scontava la pena nella prigione di Port Phillip, nello Stato sudorientale di Victoria, teatro della maggior parte dei crimini commessi dal religioso. A comunicare il decesso dell’uomo è la direzione del penitenziario, dove Ridsdale si trovava dal 1994. Spetterà ora ai medici legali stabilire le cause della morte di Ridsale, che soffriva di diversi disturbi legati alla sua età avanzata.

    L’organizzazione benefica Bravehearts, che sostiene le vittime di abusi sessuali, ha affermato in una dichiarazione pubblicata sui social media che la morte di Ridsdale non cancella la sofferenza da lui inflitta ai bambini e alle loro famiglie. “Bravehearts esprime solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti, ricordando al mondo che la giustizia non riguarda solo la caduta di un criminale, ma anche il continuo supporto, riconoscimento e guarigione dei sopravvissuti”, si legge nella dichiarazione.

    https://www.agi.it/estero/news/2025-02-18/morto-in-carcere-sacerdote-che-abuso-di-settanta-bambini-30077319/

  • Abusò sessualmente 72 bambini, ex prete australiano condannato a 40 anni di carcere

    Abusò sessualmente 72 bambini, ex prete australiano condannato a 40 anni di carcere

    Un ex sacerdote australiano condannato per aver abusato sessualmente di bambini si è visto aggiungere altri 12 mesi alla sua condanna già fissata a 39 anni di carcere per aver molestato una 72esima vittima. Gerald Ridsdale, 89 anni, è in carcere dal 1994 per una serie di condanne per abusi su bambini tra il 1961 e il 1988, mentre lavorava come sacerdote nelle chiese e nelle scuole del Victoria, suo stato natale.

    È stato condannato dalla Ballarat Magistrates Court a un anno in più dopo essersi dichiarato colpevole, a giugno, di aver aggredito un ragazzino di 13 anni mentre lavorava in una scuola cattolica di Horsham nel 1987. Si tratta della sua 193a condanna per abusi su minori.

    Ridsdale è apparso in tribunale in collegamento video da un letto dell’ospedale della prigione in cui è detenuto. Ha tenuto gli occhi chiusi per tutta l’udienza. Durante i suoi 29 anni da sacerdote, Ridsdale è stato spostato tra 16 incarichi ecclesiastici.

    Nel 2017, un’inchiesta governativa sugli abusi sessuali su minori ha rilevato che i suoi frequenti trasferimenti erano la prova che la Chiesa copriva i suoi crimini. L’inchiesta ha scoperto che il defunto cardinale australiano George Pell, che nel 2014 è diventato il terzo ecclesiastico di più alto grado in Vaticano, sapeva che Ridsdale aveva abusato sessualmente di bambini anni prima del suo arresto. Pell ha negato di essere a conoscenza delle accuse penali contro Ridsdale.

    https://www.lastampa.it/esteri/2023/08/15/news/gerald_ridsdale_ex_prete_condannato_abusi_sessuali_pedofilia-12997368/

  • Il costo economico della pedofilia del clero renderà “inevitabile” la povertà? (Luigi Sandri)

    Il costo economico della pedofilia del clero renderà “inevitabile” la povertà? (Luigi Sandri)

    E se il costo dei risarcimenti alle vittime della pedofilia del clero fosse l’occasione storica, certo inattesa, per rendere effettivamente povera, in Occidente, la Chiesa cattolica romana, e problematica la sua esistenza stessa nel Sud del mondo? L’interrogativo appare “obbligato”, se si mettono insieme dati, pur ancora parzialissimi, che fanno intravvedere un futuro abbastanza preoccupante per le strutture economiche e finanziarie delle Conferenze episcopali del ricco Nord del pianeta, e quasi catastrofico per quelle del Sud depredato.

    La partenza… negli Stati Uniti d’America

    Il 14 luglio 2009 l’arcidiocesi di Los Angeles, allora guidata dal cardinale Roger Mahony, annunciò che, in un accordo estragiudiziale con gli avvocati di circa cinquecento vittime di preti pedofili negli anni 1930-2003, essa aveva accettato di pagare un risarcimento complessivo di 660 milioni di dollari (quasi mezzo miliardo di euro). Si era di fronte al più alto risarcimento mai esborsato da una diocesi statunitense, dal 2002, da quando cioè lo scandalo degli abusi sessuali su minori compiuti da persone del clero venne alla luce non più come caso singolo, ma come una piaga relativamente diffusa. Secondo il Los Angeles Times, la diocesi avrebbe venduto proprietà immobiliari per raccogliere i fondi necessari per onorare l’impegno preso.

    Negli USA, di norma, è la singola diocesi che, se il prete pedofilo non ha i mezzi per risarcire la sua vittima (e questo, generalmente, è il caso), deve pagare il risarcimento. E così era stato a Boston. Qui, il Boston Globe, a partire dal gennaio 2002 pubblicò ogni mese una serie di articoli che denunciavano come, nella diocesi, una novantina di preti fossero implicati in casi di pedofilia: situazione dapprima negata dall’arcivescovo, cardinale Bernard Law che, travolto dallo scandalo, alla fine di quell’anno dovette dimettersi. Su quei fatti nel 2015 è uscito il film Spotlight, di Tom McCarthy (premio Oscar nel ’16), che fece molto rumore, negli Usa e non solo, perché rivelava al grande pubblico una realtà vergognosa.

    Nel 2003 l’arcidiocesi pagò circa 85 milioni di dollari come risarcimento alle vittime di abusi, e rischiò la bancarotta. Ma che ne fu del cardinale? Egli – classe 1931 – si traferì a Roma, dove Giovanni Paolo II lo nominò arciprete di Santa Maria Maggiore: una carica onorifica, e tuttavia offensiva per le vittime dei preti pedofili di Boston che, di fatto, erano stati coperti dal porporato. Per fortuna papa Wojtyla scelse come suo successore monsignor Seán Patrick O’Malley, rivelatosi poi severissimo nella battaglia per estirpare la pedofilia del clero.

    Ma se la diocesi è piccola, e non ha la possibilità di risarcire le vittime dei preti pedofili? Quella di Portland, in Oregon, nel 2004 dichiarò fallimento, di fronte ad un esborso, per lei impossibile, di 155 milioni di dollari; e nel febbraio scorso, il vescovo di Winona-Rochester, nel Minnesota, ha dichiarato il fallimento della diocesi, non in grado di pagare 21,5 milioni di dollari per risarcire centoquarantacinque vittime della pedofilia del clero.

    Francia: debiti. Australia: risveglio? Vaticano: buone notizie, ma…

    Se negli USA ogni diocesi deve affrontare da sé la situazione, assai diverso è il caso della Francia, dove, di norma, nessuna di esse può affrontare risarcimenti milionari a vittime della pedofilia del clero. Una commissione indipendente (Ciase), voluta dal presidente della Conferenza episcopale, monsignor Eric de Moulins-Beaufort, vescovo di Reims, il 5 ottobre ha reso noto i suoi risultati: dal 1950 al 2020 circa tremila preti hanno violentato 216mila minori; si è dunque di fronte non a poche “mele marce”, ma ad un tremendo “fenomeno sistemico”. Riconoscendo la “vergogna” dell’accaduto, il prelato ha detto che i vescovi venderanno beni e palazzi di proprietà, e si indebiteranno con le banche, per risarcire le vittime. Ma sarà un’impresa ardua: se, infatti, si pagassero a ciascuna vittima anche solo 50mila euro, il totale sarebbe di 10,8 miliardi.

    Dall’Europa all’Australia. Nel continente, secondo un’inchiesta della Royal Commission, 1.880 presbìteri cattolici, il 7% del totale, sono stati accusati di abusi su minori nell’arco di sessant’anni (tra il 1950 e il 2010), senza che la Chiesa abbia cercato di affrontare il vergognoso fenomeno: solo da pochi anni si è impegnata con decisione per stroncarlo. E i risarcimenti? Per un prete, Gerald Ridsdale, abusatore per anni di molti ragazzini, il risarcimento da pagare, nel 2019, è stato equivalente a 620mila euro.

    Torniamo in Europa: molti episcopati, dalla Germania alla Polonia, dalla Spagna al Portogallo, dovranno affrontare risarcimenti costosi alle vittime della pedofilia del clero. E in America latina, in Africa, in Asia? Certamente il fenomeno dei presbìteri predatori esiste anche là: ma, per ora, è difficile quantificarlo. A livello mondiale le stime sono molto variegate: da paese a paese l’incidenza del fenomeno sembra variare dall’1 al 5% del clero. Percentuali che dimostrano come il clero cattolico sia sano, in gran maggioranza; tuttavia i “devianti”, pur minoranza, sono sempre troppi (“fossero anche uno solo!”, ha detto Francesco), perché compiono azioni devastanti, che possono rovinare per sempre le vittime, pur diventate adulte e sfuggite ormai dalle unghie dei loro predatori. Essi sono anche frutto di un sistema chiuso e patriarcale.

    Quando le cifre (e le vicende) dei preti pedofili delle Chiese del Sud inizieranno a dilagare, ed interverranno i tribunali civili, chi risarcirà le vittime, essendo quelle diocesi – in genere – molto povere? Il problema preoccupa non poco la Santa Sede, perché infine toccherebbe ad essa rispondere per le diocesi “colpevoli”: cifre elevate, presumibilmente, se assommate, seppur non fossero così alte come quelle affrontate dalle “consorelle” occidentali, perché le diocesi (o circoscrizioni equiparate) , potenzialmente interessate, sono un migliaio.

    Per questo motivo in Vaticano hanno accolto con soddisfazione la sentenza con cui, il 12 ottobre scorso, la Corte europea dei Diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo ha rigettato ventiquattro querelanti – belgi, francesi e olandesi – che, in una specie di class action, avevano citato in giudizio il Vaticano dinanzi ai tribunali belgi, chiedendo che quello Stato pagasse per atti di pedofilia commessi da preti cattolici. Secondo gli accusatori, infatti, il Vaticano è colpevole «per il danno causato dal modo strutturalmente carente in cui la Chiesa cattolica ha affrontato il problema degli abusi sessuali al suo interno». Ma la Corte ha stabilito: «La Santa Sede non può essere chiamata in giudizio per i casi di abusi sessuali commessi dai sacerdoti di vari Paesi»; lo Stato del Vaticano, in virtù dei «princìpi di diritto internazionale», gode della “immunità” rispetto alle querele.

    Tuttavia… se poverissime diocesi del Sud del mondo, pressate dai tribunali locali che esigono la riparazione dei danni,  chiedessero al papa di pagare risarcimenti – dovuti a “delitti” di preti pedofili che esse non possono minimamente affrontare – potrebbe, moralmente ed ecclesialmente, esimersi? Ecco perché la piaga immonda, pur spesso denunciata da Francesco, potrebbe essere l’evento imprevisto che non teoricamente, ma realmente, rende povera la Chiesa romana. 

    E questo vale anche per la Chiesa italiana. Infatti, nel corso della sua Assemblea generale straordinaria (22-25 novembre), monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna e presidente del Servizio nazionale per la Tutela dei Minori, ha fatto – recita un comunicato – “un aggiornamento circa le iniziative e le strutture finora messe in campo per contrastare la piaga degli abusi sui minori e le persone vulnerabili, dentro e fuori dalla Chiesa, dopo l’emanazione delle Linee Guida del giugno 2019”. Bene, iniziative tutte lodevoli. E tuttavia, ancora una volta, la Cei evita di “quantificare” il risarcimento delle vittime; e, soprattutto, rifiuta ostinatamente di istituire una Commissione indipendente, tipo quella francese, pur varata perfino dai vescovi portoghesi, e pur suggerita da tante persone in Italia, positivamente impressionate dal coraggio dei vescovi d’Oltralpe. Pessimo segnale in vista del “coraggio” che sarebbe necessario per preparare il Sinodo generale del 2023 e quello italiano del 2025.

    https://www.donpaolozambaldi.it/2022/02/il-costo-economico-della-pedofilia-del-clero-rendera-inevitabile-la-poverta-luigi-sandri/

  • Pedofilia, vittima di due sacerdoti riceve un milione e mezzo di risarcimento dalla Chiesa cattolica

    Pedofilia, vittima di due sacerdoti riceve un milione e mezzo di risarcimento dalla Chiesa cattolica

    di Tommaso Coluzzi

    Sono passati cinquant’anni, ma non conta niente. Né il maxirisarcimento che la Chiesa cattolica ha deciso di pagare cambierà mai quello che ha dovuto subire. La stampa australiana racconta la storia di un uomo di 58 anni che era stato vittima di pedofilia quando era uno studente delle elementari. A firmare l’assegno da un milione e mezzo di dollari australiani (un milione di euro circa) che dovrebbe ripagarlo del male subito, è stata la Chiesa. Quando era un bambino studiava nella scuola elementare dei Fratelli Cristiani St Alipius, a Ballarat, Victoria. I fatti sono accaduti tra il 1971 e il 1973, quando aveva tra gli otto e i dieci anni. L’uomo afferma di essere stato abusato da fratel Leo Fitzgerald e da fratel Stephen Farrell, che erano i suoi insegnanti. Ma non solo: era anche l’obiettivo di padre Gerald Ridsdale, “prete predatore”, sacerdote oggi in carcere.

    Questo è uno dei centinaia di casi di richieste di risarcimento da parte delle vittime degli abusi in Australia. Lo scandalo degli episodi di pedofilia nella Chiesa cattolica aveva portato ad un’inchiesta nazionale, con tanto di 15mila deposizioni raccolte e 8mila vittime ascoltate a porte chiuse. In questo senso la Chiesa locale sta pagando carissimo le accuse, a suon di risarcimenti milionari alle vittime che, una dopo l’altra, chiedono il conto dell’inferno che hanno dovuto subire. A fine gennaio il risarcimento più caro: 2,45 milioni di dollari australiani (quasi due milioni di euro) ad un uomo di cinquant’anni per gli abusi subiti dal suo insegnante alle elementari.

    “Mi sento vendicato e ascoltato, la Chiesa si è presa la responsabilità di ciò che mi hanno fatto“, ha detto la vittima cinquantottenne dopo aver ricevuto il risarcimento milionario. Mentre il suo avvocato ha spiegato: “Li abbiamo dovuti trascinare davanti alla porta del Tribunale per ricevere un risarcimento adeguato, ma la questione è stata risolta perché il processo sarebbe iniziato nei prossimi giorni“.

    https://www.fanpage.it/attualita/pedofilia-vittima-di-due-sacerdoti-riceve-un-milione-e-mezzo-di-risarcimento-dalla-chiesa-cattolica/

  • Bimbo violentato ogni settimana nel confessionale da un prete

    Bimbo violentato ogni settimana nel confessionale da un prete

    La Chiesa cattolica australiana ha condannato Gerald Ridsdale, prete pedofilo che nel 1982 stuprò un bambino di 9 anni. Il prelato dovrà infatti pagare oltre un milione di dollari australiani, 620 mila euro. L’accordo, che alla chiesa costerà oltre 3 milioni di dollari, è stato annunciato dai legali della vittima.

    Come riporta Notizie.it, Ridsdale si trova in carcere dal 1994, quando ha ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori tra gli anni 60, 70 e 80. Ora i legali delle due parti hanno raggiunto un accordo anche per quanto riguarda il risarcimento danni.

    Bimbo stuprato nel confessionale

    La vittima, un bambino di 9 anni il cui nome non è stato reso noto, aveva citato in giudizio il vescovo di Ballarat, Paul Bird, per negligenza, per conto dei due vescovi defunti superiori di Ridsdale ai tempi degli abusi.

    Uno dei legali, Judy Courtin, ha riferito che l’accordo è stato raggiunto dopo che la Chiesa australiana aveva negato a lungo di essere a conoscenza di ogni reato commesso da Ridsdale prima che il denunciante venisse stuprato dentro un confessionale. Poche settimane fa, però, gli stessi legali avevano accettato davanti alla Corte Suprema una dichiarazione di danni da parte della vittima, ammettendo dunque la responsabilità legaleper i reati dell’ex sacerdote.

    Centinaia di vittime

    Al momento le vittime accertate sono 65, numero confermato dallo stesso prete ammettendo i reati commessi. L’uomo infatti ha confermato di aver commesso abusi su decine di bambini per circa 30 anni. Gli inquirenti che stanno indagando sul caso hanno però ragione di credere che il numero reale delle vittime sia nettamente superiore, raggiungendo addirittura l’ordine delle centinaia.

    Don Felice La Rosa, l’ex parroco di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, è finito di nuovo in arresto ai domiciliari. Il parroco, secondo gli inquirenti , lo scorso anno subì un controllo da agenti di polizia in auto.

    Era tra Rosarno e San Ferdinando, mentre abusava sessualmente, in seguito a pagamento, di un sedicenne bulgaro. Reato nuovamente commesso nel 2016 e condannato in via definitiva a 2 anni e 4 mesi di reclusione.

    Il comunicato della Questura di Reggio Calabria. Personale della Sezione Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro, con la Mobile di Vibo Valentia, ha arrestato don Felice La Rosa.

    L’intervento

    In esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa in data 08.09.2020 dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, Dottoressa Giovanna Sergi, su richiesta del Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri. A seguito di indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto Procuratore Marco Lojodice.

    Le investigazioni hanno preso avvio da un controllo su strada, in occasione del quale gli investigatori notavano l’autovettura condotta dal sacerdote con a bordo anche tre ragazzi bulgari minorenni.

    Da siffatto controllo e dall’atteggiamento sospetto del sacerdote prendevano avvio mirate investigazioni che permettevano di comporre un quadro di gravissimi episodi di prostituzione minorile.

    Fatti posti in essere dal sacerdote nelle zone di San Ferdinando e Rosarno (ove adescava le vittime minorenni in cambio di piccole somme di danaro) in danno di altrettanti ragazzi. La loro collaborazione dei quali contribuiva a disvelare l’esistenza dei reati oggetto di odierna contestazione. Dopo le formalità di rito egli è stato riaccompagnato presso la propria abitazione e ristretto agli arresti domiciliari.

    https://www.ilroma.net/curiosita/australia/bimbo-violentato-ogni-settimana-nel-confessionale-da-un-prete

  • Australia, “Il cardinale Pell sapeva degli abusi su minori”

    Australia, “Il cardinale Pell sapeva degli abusi su minori”

    Nuovo guaio per porporato assolto: diffuso report di 100 pagine

    Roma, 7 mag. (askanews) – Nuova tegola sul cardinale George Pell, ex ministro delle finanze vaticane. Il porporato australiano, assolto dalle accuse di pedofilia il 7 aprile dall’Alta Corte australiana, sarebbe stato a conoscenza da anni degli abusi sui bambini nell’Arcidiocesi di Ballarat dove lavorava il prete pedofilo Gerald Ridsdale. L’accusa è contenuta nel rapporto della Commissione Reale Australiana sugli abusi su minori, diffusa dal Guardian.

    Nel report si evidenzia che non sarebbe plausibile che altre figure apicali della chiesa non abbiamo detto a Pell di quello che stava accadendo.

    Oltre 100 pagine di relazione sono state presentante al Parlamento australiano. Il report finale sull’inchiesta di cinque anni sugli abusi era già stata presentata a dicembre 2017 ma non era stata diffusa a causa del processo contro Pell, per il timore che le conclusioni avrebbero pregiudicato il giudizio.

    Pell ha sempre negato di essere a conoscenza dei fatti, ma secondo la commissione reale “nel 1973 padre Pell cambiò idea sui campi notturni per bambini” organizzati da Ridsdale, e il “motivo più plausibile è che Pell sapesse, e la possibilità che i preti fossero da soli con un bambino avrebbe potuto portare a un abuso o provocare pettegolezzi su questa prospettiva”.

    Secondo le indagini Gerald Ridsdale ha commesso oltre 130 reati di abusi su minori tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Attualmente è in carcere. Nel suo primo processo Pell sostenne l’innocenza di Ridsdale.

    http://www.askanews.it/video/2020/05/07/australia-il-cardinale-pell-sapeva-degli-abusi-su-minori-20200507_video_10543236/

  • La polizia sta indagando su George Pell per accuse di abusi sessuali su minori – rapporto

    La polizia sta indagando su George Pell per accuse di abusi sessuali su minori – rapporto

    News Corp afferma che il cardinale assolto affronta nuove pretese su presunti incidenti negli anni ’70 quando era sacerdote a Ballarat

    Il cardinale George Pell è indagato dalla polizia su una nuova accusa di abuso sessuale di minori, secondo i rapporti di News Corp.

    Pell è stato rilasciato dalla prigione martedì scorso dopo che il tribunale l’ha assolto con cinque accuse di abusi sessuali su minori. Pell, 78 anni, ha trascorso più di 400 giorni in prigione dopo essere stato condannato da una giuria nel dicembre 2018. L’ alto tribunale ha assolto Pell dopo aver trovato la giuria avrebbe dovuto avere un ragionevole dubbio sulla sua colpa.

    Pell ha rilasciato un’intervista esclusiva al suo amico di lunga data e sostenitore di Sky News, Andrew Bolt , che andrà in onda martedì sera.

    Martedì l’Herald-Sun ha riferito che Pell era stato indagato dalla polizia per un incidente negli anni ’70, quando Pell era un prete nella città vittoriana di Ballarat. Il rapporto non suggeriva che l’accusa fosse vera e Pell ha sempre negato con veemenza tutte le accuse di abuso sessuale nei suoi confronti.

    Un portavoce della polizia di Victoria ha dichiarato: “La polizia di Victoria non fornirà alcun commento in merito a queste accuse”.

    La ABC sostiene le sue notizie su George Pell dopo che Andrew Bolt lo ha accusato di una caccia alle streghe
    Guardian Australia ha contattato l’arcidiocesi cattolica di Sydney per un commento.

    La portavoce di Pell, Katrina Lee, è stata citata dall’Herald-Sun dicendo: “In qualsiasi questione di polizia dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”.

    Pell potrebbe anche affrontare una serie di cause civili .

    In un’anteprima dell’intervista Pell rilasciata da Sky News, Bolt ha accennato alla possibilità di nuove indagini e ha detto che Pell avrebbe risposto alle domande sulla polizia di Victoria nell’intervista. Nell’anteprima Bolt chiede a Pell: “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico per le vittime, a continuare a pescare per tentare di perseguirti?”

    Pell risponde: “Beh, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro. “

    Martedì pomeriggio, durante una conferenza stampa della polizia di Victoria, è stato chiesto al vice commissario Shane Patton la sua risposta alle accuse della polizia di avere una vendetta contro Pell.

    Patton ha dichiarato: “Non ho alcun commento da fare in merito al cardinale Pell”.

    Bolt ha scritto numerosi articoli d’opinione a sostegno di Pell prima che il procedimento penale fosse concluso.

    La conclusione del processo penale di Pell la scorsa settimana ha suscitato nuove richieste per il procuratore generale, Christian Porter, di rilasciare le sezioni redatte del rapporto finale della commissione reale sugli abusi sessuali su minori relativo a Pell. La commissione, che ha esaminato gli abusi istituzionali in tutta l’Australia, ha pubblicato il suo rapporto finale nel 2017, ma le pagine relative a Pell sono state cancellate per non compromettere il suo procedimento penale.

    Tuttavia, una nuova indagine criminale potrebbe mettere in dubbio il rilascio del rapporto della commissione. La sezione redatta esamina le azioni delle autorità della chiesa cattolica a Ballarat, anche quando Pell era un sacerdote nella regione.

    Non è possibile separare l’assoluzione di George Pell dalla storia dell’abuso di minori da parte della chiesa cattolica
    Pell è stato oggetto di un esame incrociato da parte della Commissione nel 2016 su ciò che sapeva del noto prete pedofilo Gerald Ridsdale , che all’epoca era amico di Pell a Ballarat. Pell ha risposto: “È stata una storia triste e non molto interessante per me. Non avevo motivo di rivolgere la mia mente ai mali perpetrati da Ridsdale. “

    Pell condivideva una casa con Ridsdale e sedeva in un comitato di sacerdoti che prendeva decisioni per spostare Ridsdale da parrocchia a parrocchia.

    Il commento alla commissione di Pell attirò l’ira di Bolt in quel momento, il quale affermò che rivelava che Pell stava mentendo o “pericolosamente indifferente” all’abuso che si stava verificando intorno a lui.

    “Se lo sapesse o meno direttamente – e la causa contro di lui è circostanziale – ha effettivamente fatto ciò che era necessario per qualsiasi persona morale e ha perseguito gli interessi dei bambini maltrattati?” Bolt ha detto a Sky News in quel momento . “E su quel terreno penso che il caso contro di lui sia molto dannoso.”

    Ma ha remato su quei commenti solo un giorno dopo, affermando: “Mi sento in imbarazzo perché penso di essermi unito al gruppo attaccando Pell.

    “Quello che [Pell] sembra aver detto, intendeva dire, era che non aveva motivo di guardare a quello che stava succedendo in quella parrocchia di Inglewood da Gerald Ridsdale e, di conseguenza, quelle cose gli sono sfuggite di mente”.

    Bolt si è assicurato un’intervista esclusiva con Pell nel 2016 dopo che Pell ha concluso fornendo prove alla commissione.

    L’arcidiocesi cattolica di Sydney ha anche confermato martedì che la squadra antiterrorismo della polizia del NSW ha visitato il cardinale Pell al seminario Good Shepherd a
    Homebush in relazione alle minacce alla sicurezza.
    La visita della squadra di polizia del NSW al seminario non ha alcuna relazione con qualsiasi indagine di polizia che coinvolga il cardinale Pell, ha detto l’arcidiocesi.

    https://www.theguardian.com/australia-news/2020/apr/14/police-investigating-george-pell-over-fresh-child-sexual-abuse-allegation-report?fbclid=IwAR0N_jhuJc-kiKdYRkh3mq4WWU-MaSgNJdkqk4R2To7dVxeO2la_Vhkwk_0

  • Stuprato dentro un confessionale a 9 anni, dalla chiesa un maxi risarcimento

    Stuprato dentro un confessionale a 9 anni, dalla chiesa un maxi risarcimento

    L’epsodio risale al 1982 e riguarda un prete che è in carcere per decine di abusi. La Chiesa ha riconosciuto le sue responsabilità, risarcimento da 620mila euro circa

    La Chiesa cattolica australiana ha concordato un risarcimento di oltre un milione di dollari australiani (620mila euro) dopo aver accettato la responsabilità legali per gli abusi subiti nel 1982 da un ragazzino di nove anni da parte del prete pedofilo Gerald Ridsdale.

    Un accordo che, se si includono le spese legali, potrà raggiungere per la chiesa i tre milioni di dollari.

    Jbc, questo il nome della vittima, fu stuprato dentro un confessionale nel 1982.

    Ridsdale si è macchiato di abusi di pedofilia per un periodo di circa trent’anni.

    Il prete si trova in carcere dal 1994 dopo aver ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori di entrambi i sessi negli anni ’60, ’70 e ’80. Si ritiene che il vero numero di vittime sia di molto superiore, nell’ordine delle centinaia.

    L’accordo crea un precedente importante, potrà dare il via a centinaia di altre cause di risarcimento per altre vittime, se si riuscirà a provare che alti prelati erano a conoscenza degli abusi commessi dai preti.

    La vittima in questione aveva infatti citato in giudizio per negligenza l’attuale vescovo di Ballarat Paul Bird. La Chiesa ha a lungo negato di essere a conoscenza dei reati commessi da Ridsdale, poi ha ammesso le sue responsabilità e si è piegata.

    https://www.unionesarda.it/articolo/news/mondo/2019/09/30/stuprato-dentro-un-confessionale-a-9-anni-dalla-chiesa-un-maxi-ri-137-934032.html

  • Chiesa australiana ammette la propria “responsabilità”su abusi sessuali dei preti

    Chiesa australiana ammette la propria “responsabilità”su abusi sessuali dei preti

    Il processo al pedofilo seriale Ridsdale crea uno storico precedente giudiziario

    Un’ammissione di responsabilità che crea un precedente significativo. La Chiesa cattolica australiana per la prima volta in anni di inchieste e processi ha accettato la responsabilità legale per gli abusi sessuali subiti da un bambino di nove anni nel 1982. L’autore è l’ex prete, pedofilo seriale, Gerald Ridsdale, in carcere dal 1994 per aver aggredito sessualmente almeno 65 minori tra gli anni ’60 e ’80.

    Dopo che per anni aveva negato di essere a conoscenza dei reati commessi da Ridsdale, la Chiesa australiana ha ora accettato una dichiarazione di danni alla Corte Suprema da parte di JBC (le iniziali della vittima), oggi 46enne, ammettendo così la propria responsabilità legale.

    La vicenda giudiziaria nasce dalla citazione in giudizio della vittima della diocesi di Ballarat, dove risiedeva Ridsdale, accusando di negligenza i vescovi dell’epoca, i defunti James O’Collins e Ronald Mulkearns. La diocesi si è dichiarata colpevole di aver violato i suoi obblighi di diligenza nei confronti delle vittime, essendo a conoscenza di un esposto del 1975 sugli abusi commessi dall’ex sacerdote.

    Negli anni, nella complessa vicenda giudiziaria di Ridsdale, è più volte spuntato anche il nome del cardinale George Pell, già arcivescovo di Melbourne e Sidney e prefetto per l’economia di papa Francesco. Pell avrebbe coperto i crimini di Ridsdale, come di altri preti pedofili australiani, ignorando sistematicamente le accuse. Anche Pell è stato condannato per abusi sessuali su minori nel 2018.

    Gli avvocati di JBC si sono dichiarati soddisfatti: “È la prima volta in Australia, che la Chiesa cattolica ha ammesso di non aver protetto una vittima minorenne”. Il processo potrà costituire un precedente per altre vittime se queste riusciranno a provare che le diocesi erano a conoscenza degli abusi commessi dai preti pedofili.

    La chiesa australiana ammette la propria “responsabilità” sugli abusi sessuali dei preti

  • Pedofilia, la chiesa australiana accetta responsabilità legale su abusi

    Pedofilia, la chiesa australiana accetta responsabilità legale su abusi

    Un precedente che vede coinvolto il prete Gerald Risdale, e che potrebbe dare il via a centinaia di cause di risarcimento

    La Chiesa cattolica australiana ha accettato la responsabilità legale per gli abusi sessuali subiti nel 1982 da un bambino di 9 anni da parte del noto prete pedofilo Gerald Ridsdale, macchiatosi di abusi per circa 30 anni.

    Il caso, oggetto di un processo civile davanti alla Corte Suprema di Melbourne, crea un precedente cruciale, e potrebbe dunque dare il via a centinaia di altre cause di risarcimento.

    Ridsdale è in carcere dal 1994 dopo aver ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori maschi e femmine negli anni 1960, ’70 e ’80, anche se si ritiene che il vero numero di vittime sia nell’ordine delle centinaia.

    La causa, in calendario per 10 giorni dal 29 gennaio prossimo, si concentrerà sul risarcimento che la Chiesa dovrà pagare alla vittima.

    Sullo specifico caso risalente al 1982 la vittima, indicata solo come JBC, ha citato in giudizio per negligenza l’attuale vescovo di Ballarat Paul Bird per conto dei defunti vescovi James O’Collins e Ronald Mulkearns, allora superiori di Ridsdale. Nei documenti di difesa presentati in tribunale, il vescovo Bird accetta che il vescovo Mulkearns abbia violato i suoi obblighi di diligenza verso la vittima, perché era a conoscenza di un esposto su abusi commessi da Ridsdale su minori nel 1975, sette anni prima di violentare JBC.

    “Siamo lieti che la Chiesa cattolica abbia ammesso responsabilità per l’abuso sessuale del nostro cliente da parte di Gerald Ridsdale”, il commento dei legali di JBC. “Riteniamo che sia la prima volta in Australia – aggiungono – che la Chiesa cattolica ammette di non aver protetto una vittima minorenne di abusi sessuali ed è pertanto legalmente responsabile. Il nostro cliente attende ora una valutazione dei danni e del risarcimento che la Chiesa gli deve”.

    (Unioneonline/v.l.)

    https://www.unionesarda.it/articolo/news/mondo/2019/09/09/pedofilia-la-chiesa-australiana-accetta-responsabilita-legale-sug-137-925715.html