Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Gerald Ridsdale, il prete pedofilo che ha abusato di 54 bambini

    Gerald Ridsdale, il prete pedofilo che ha abusato di 54 bambini

    “Non sapevo che padre Ridsdale fosse un pedofilo. Certo è una storia triste, ma non era di grande interesse per me”. Potrebbe essere racchiusa in queste parole la seconda giornata di deposizioni del cardinale australiano, George Pell, interrogato dalla Commissione reale d’inchiesta che indaga sugli abusi sessuali su minori commessi dal clero australiano negli anni 1970 e 1980.

    Quasi del tutto incentrata sulla figura del prete pedofilo seriale Gerald Ridsdale, condannato alla reclusione per aver abusato di 54 bambini a partire dal 1961, la videoconferenza è durata circa 4 ore scaturendo dissensi e malumori tra le vittime presenti sia Roma che a Melbourne. “Una volta si disse che era omosessuale, se ben ricordo, ma che fosse pedofilo non è mai stato detto”, ha affermato il prefetto delle finanze vaticane sostenendo di essere stato tenuto all’oscuro delle “ragioni precise” relative i continui trasferimenti del sacerdote oggi ottantunenne, con il quale Pell ha ocndiviso un appartamento quando entrambi erano giovani sacerdoti.

    Ma chi è Ridsdale? Gerald Francis Ridsdale è un sacerdote australiano condannato tra il 1993 e il 2013 per aver commesso un gran numero di abusi sessuali contro 54 tra bambini e ragazzi mentre lavorava come cappellano nella scuola di Sant’Alfio a Ballarat. In realtà, nel corso del primo processo la Commissione reale ha accusato il sacerdote di aver abusato sessualmente di bambini già all’età di 21 anni, nel 1955.

    Dopo aver ricevuto molteplici denunce dai genitori dei ragazzi abusati, il vescovo James O’Collins dispose il primo trasferimento mandando il giovane prete a Mildura. Si sarebbe trattato solo del primo “provvedimento” nei riguardi di padre Gerald, ben conosciuto da Pell, trasferito per altre cinque volte. La Commissione Reale inoltre ritiene che anche il vescovo Mulkearns fosse a conoscenza dei reati commessi dal sacerdote, ed è proprio una lettera di Ridsdale indirizzata a Mulkearns, dell’11 Aprile 1988, a confermarlo: “Confermo la mia richiesta di dimissioni da questo lavoro parrocchiale che per me rappresenta una tentazione e una difficoltà”.

    Lo stesso Pell ha attribuito al vescovo di Ballarat, di cui era consultore, la responsabilità di aver trasferito da una parrocchia all’altra Ridsdale, che ha continuato a commettere innumerevoli abusi fino ad essere condannato al carcere per aver commesso 138 reati ai danni di 53 vittime. Alla domanda se accettava responsabilità per i trasferimenti del prete da una parrocchia all’altra, invece di rimuoverlo dalla Chiesa e di denunciarlo alla polizia, Pell ha risposto di no. La Furness, il legale che interroga il cardinale, ha definito “non plausibile” che Pell non sapesse che le accuse di pedofilia verso Ridsdale erano la ragione per cui era necessario allontanarlo.

    Nel corso del processo del 1994 è inoltre saltato fuori che a Ridsdale fosse stato consigliato uno psicologo, già nel 1971, anche se il vescovo della diocesi di Ballarat, Ronald Mulkearns, ha sempre sostenuto di essere rimasto all’oscuro dei fatti accaduti fino al 1975, quando il sacerdote era a Inglewood. In verità, il vescovo conosceva perfettamente le “tentazioni” di padre Gerald, tanto che sempre nel corso dello stesso processo un agente di polizia coinvolto nel caso ha testimoniato di aver parlato con Mulkearns e che quest’ultimo si è fatto carico di gestire Ridsdale. La via dell’occultamento ebbe inizio nel 1976, quando Ridsdale fu spostato a Edenhope. A questo primo cambio seguì nel 1980 Elsternwick, nel 1981 Sydney, e ancora nel 1986 Horsham. In questa diocesi due persone depositarono denunce su di lui nel 1988. Nel 1990, fu nominato cappellano all’ospedale S. Giovanni di Dio a Richmond, ma dopo qualche tempo venne arrestato dalla polizia australiana a seguito di una ennesima denuncia depositata al comando.

    Nel maggio del 1993 la Commissione Reale chiamò a depositare l’allora arcivescovo di Melbourne, George Pell, il quale affermò di aver condiviso l’appartamento con padre Ridsdale mentre questi era cappellano all’istituto Sant’Alfio, ma che non poteva recriminare all’amico coinquilino alcuna colpa.

    Ridsdale è stato, in quell’occasione, condannato al carcere per un periodo di 12 mesi. Poche settimane più tardi, è stato processato con l’accusa di abuso sessuale su minori. Imprigionato nel 1994 dopo essersi dichiarato colpevole di 46 accuse per aver abusato di 20 ragazzi e una ragazza tra il 1961 e il 1982, è stato condannato a 18 anni di reclusione, poi ridotti a 15.

    Nel 2013, inoltre, Ridsdale è stato accusato dalla polizia australiana di essersi macchiato di 84 reati contro 14 vittime, tra il 1961 e il 1981. Dichiarato colpevole per 29 di questi, è stato condannato a otto anni di carcere nel mese di aprile 2014.

     

    Alessandro Notarnicola

  • Pell interrogato sullo spostamento di un prete pedofilo seriale

    Pell interrogato sullo spostamento di un prete pedofilo seriale

    Il Cardinale nega di avere saputo della pedofilia di Gerald Ridsdale nella seconda audizione davanti alla commissione governativa australiana in video-collegamento da Roma.

    IACOPO SCARAMUZZI – CITTÀ DEL VATICANO

    Il cardinale George Pell è stato interrogato sullo spostamento da parrocchia a parrocchia di un prete pedofilo seriale, Gerald Ridsdale, all’epoca in cui l’attuale prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia era vicario episcopale per l’educazione nella diocesi di Ballarat, nella seconda audizione davanti alla Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse («Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori»), la scorsa notte, in video-collegamento da Roma con l’Australia. Il Porporato ha negato di essere stato a conoscenza che il sacerdote fosse pedofilo, nonostante il fatto fosse noto a due parrocchie e a diversi maggiorenti della Diocesi, accusando il vescovo dell’epoca, monsignor Ronald Mulkearns, di avergli deliberatamente mentito.

    «Non sapevo nulla della sua pedofilia. Sapevo che era per certi versi una persona difficile e ovviamente che era stato spostato piuttosto spesso», ha detto Pell, sottolineando che questi spostamenti erano «inusuali» ma, in teoria, possono dipendere da diversi fattori. Pell ha detto che, con la consapevolezza maturata dopo l’arresto del sacerdote, nel 1993, la decisione di spostare il sacerdote era «inaccettabile» e si è detto d’accordo con l’analisi che la Chiesa non è stata capace di proteggere i bambini di Ballarat: «Certamente c’è stato un gigantesco fallimento della leadership».

    I commissari hanno sottolineato che all’epoca, in particolare tra il 1977 e il 1979, ci sono prove che mostrano che il Vescovo, diversi suoi collaboratori, a partire da monsignor Leo Fiscalini, e due parrocchie erano a conoscenza delle accuse di abusi sessuali su minori che circolavano sul sacerdote, ventilando dunque l’ipotesi che Pell non poteva non sapere. «I problemi con Ridsdale non erano un segreto, Cardinale. Erano noti, a quanto emerge dalle prove, da due comunità», ha detto la commissaria Gail Furness parlando di «conoscenza comune». «Suggerire, come ha fatto il Cardinale, che la conoscenza relativa a Ridsdale era segreta è semplicemente non vero». Il cardinale Pell ha ribattuto: «Non stavo suggerendo neanche per un minuto che non era conosciuto tra le persone che avete ascoltato. Stavo parlando in termini generali. Non era conosciuta da me e penso che non fosse conosciuta da diverse altre persone». Il Porporato ha sottolineato, tra l’altro, che all’epoca non c’era la stessa circolazione di notizie che c’è ora, che egli non era presente a tempo pieno nella organizzazione diocesana e che lui personalmente non indulgeva nel chiacchiericcio (gossip). Il Porporato, all’epoca in servizio in una parrocchia distante da quella dove si trovava Ridsdale, ha detto, suscitando un brusio nell’aula australiana, che le voci sugli abusi del sacerdote «erano una storia triste ma non era di grande interesse per me» e «non avevo ragione di volgere la mia mente al male che Ridsdale perpetrava».

    Le domande dei commissari Gail Furness e Peter McClellan si sono concentrate in particolare su un’incontro avvenuto nel 1982, al quale Pell partecipò assieme ad altri consulenti, durante il quale il vescovo Mulkearns decise lo spostamento di Ridsdale da Mortlake a Sydney. «Da parte del Vescovo non vi è stato riferimento alla pedofilia di Gerald Ridsdale in quell’incontro», ha affermato, accusando il Vescovo di allora di un atteggiamento «grave e inspiegabile» e affermando di averlo ingannato con una «bugia». La spiegazione ipotizzata da Pell per questo atteggiamento che egli attribuisce al Vescovo è che «voleva evitare che io condividessi la sua colpevolezza» e «non voleva che io e altri ponessimo domande su questo». «Se arriviamo alla conclusione che lei sapesse, sarebbe colpevole anche lei?», ha domandato McClellan. «Esatto», ha risposto il Cardinale, che ha anche detto di non aver saputo nulla da padre Henry Nolan, vicario generale nonché suo cugino, circa le rimostranze di quest’ultimo con il Vescovo per il fatto che Ridsdale viveva con un ragazzo di 14 anni che ha successivamente raccontato di essere stato ripetutamente abusato dal sacerdote.

    A Roma, nell’albergo Quirinale dove si svolgono le audizioni, sono presenti 15 persone che da bambini sono stati abusati da sacerdoti australiani, giunti a Roma grazie a una raccolta fondi di «crowdfunding». Tra di essi il nipote di Ridsdale, David, a sua volta abusato dal sacerdote. Il cardinale Pell, che ieri sera, giungendo all’albergo, ha detto di avere il «pieno sostegno» del Papa, comparirà nuovamente oggi, alle 22, e, nell’eventualità che l’interrogatorio non si esaurisca, domani.

    http://www.lastampa.it/2016/03/01/vaticaninsider/ita/vaticano/pell-interrogato-sullo-spostamento-di-un-prete-pedofilo-seriale-nRI7ykuGlAkGyeeokPPoRO/pagina.html

  • Pedofilia, le vittime australiane chiedono udienza con Papa Francesco

    Pedofilia, le vittime australiane chiedono udienza con Papa Francesco

    Chiedono un’udienza con il Papa le vittime australiane di abusi che si trovano a Roma per assistere all’interrogatorio del Cardinale George Pell. Quattordici delle 53 vittime del prete pedofilo Gerald Ridsdale si trovano in Vaticano per seguire la testimonianza del Cardinale che fu vescovo di Melbourn e poi di Sidney. Phil Nagle, una delle vittime:

    “Vogliamo essere ascoltati, vogliamo la dimostrazione che il nostro caso interessa e che può essere utile a cambiare le cose per i bambini nel futur…

    ALTRE INFORMAZIONI: http://it.euronews.com/2016/03/02/ped…

  • “Noi sopravvissuti ai preti pedofili di Ballarat, a Roma per chiedere al cardinale George Pell la verità”

    “Noi sopravvissuti ai preti pedofili di Ballarat, a Roma per chiedere al cardinale George Pell la verità”

    “Dall’Australia arriverò a Roma con il mio psicologo per assistere all’audizione del cardinale George Pell sui preti pedofili nella sua diocesi. Sarò nella stessa stanza. Voglio guardarlo negli occhi”.

    Le parole di Andrew Collins giungono dall’altro capo del mondo. Partono dalla città di Ballarat dove l’uomo, ora quarantaseienne, è nato e cresciuto. E dove è rimasto vittima di quattro sacerdoti che lo hanno violentato ripetutamente dall’infanzia all’adolescenza.

    “Pregavo Dio perchè fermasse gli stupri, ma non è successo. Le violenze includevano stupro anale, penetrazioni, carezze e molestie. Avevo fede ma me l’hanno strappata dal cuore”, racconta all’Huffington Post. Un orrore che lo ha segnato per sempre: “Un giorno decisi di impiccarmi, è stata mia moglie a tagliare il cappio per salvarmi”.

    Andrew Collins

    Collins è il portavoce del Ballarat Survivors Group, l’associazione che ora chiede alla Chiesa e al governo australiano non solo giustizia ma anche uno schema di welfare pensato proprio per riparare il danno permanente delle vittime di pedofilia: la maggioranza di questi uomini ormai maturi non riesce a lavorare, ha sviluppato malattie mentali o dipendenza da alcol e droga.

    Pregavo Dio perché fermasse gli stupri ma non è successo. Quei sacerdoti mi hanno strappato la fede dal cuore

    “Davvero in Italia non si parla di Ballarat?”, chiede con stupore. “E invece dovete sapere cosa è successo a noi da bambini. E vogliamo anche sentire la verità dalla bocca di Pell. Occupava posizioni di rango a Ballarat quando sono accaduti gli abusi peggiori. Vogliamo sapere cosa ha saputo e quando ne è venuto a conoscenza. Vogliamo anche sapere perché le vittime non sono state prese in seria considerazione e perché la Chiesa ha tentato di insabbiare questi crimini”.

    La vita procede con fatica per Collins, uno dei pochi con moglie e figli: “Avevo una azienda di trasporti ma a un certo punto sono crollato per un esaurimento nervoso. Da allora ci sono giorni nei quali non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto. Il medico ha confermato che soffro di depressione e di sindrome da stress post-traumatico, perciò non potrò mai tornare a lavorare”.

    Gli abusi sono stati commessi dagli anni ’60 agli anni ’80. Innumerevoli: l’ordine dei Christian Brothers, i padri cristiani impegnati nelle scuole e nei seminari della zona come il St Patrick’s College, ha dovuto confrontarsi con 850 denunce per abusi sessuali e pedofilia nei quali sono stati implicati 281 sacerdoti. Fino a oggi l’istituzione ha sborsato 37 milioni di dollari di risarcimento. La macabra conta cittadina è arrivata a 47 suicidi tra le vittime.

    Ballarat è anche la città natale di uno dei personaggi più potenti del Vaticano, George Pell, il responsabile delle finanze della Chiesa di papa Francesco che domenica sera parlerà alla commissione d’inchiesta governativa australiana sugli abusi sessuali nei confronti dei minori, laRoyal Commission into institutional responses to child sexual abuse, istituita nel 2013.

    La vita pastorale di Pell a Ballarat è cominciata nel 1971. Nel 1973 diventò vicario apostolico incaricato di sovrintendere all’istruzione. Nel 1977 entrò a far parte della consulta della diocesi che aiutava il vescovo Mulkearns ad abbinare i preti alle parrocchie, oppure a spostarli. Dal 1996 al 2001 è stato arcivescovo della diocesi. I membri dell’organismo di indagine vogliono sapere come sia stato possibile che decine di preti potessero molestare degli innocenti senza che le autorità ecclesiastiche intervenissero.

    Uno di questi è il pedofilo più noto in Australia, padre Gerald Ridsdale, condannato per un centinaio di abusi sessuali, che agli attoniti giurati della commissione ha ammesso di aver stuprato una bambina nella casa che condivideva con Pell nei primi anni ’70.

    Padre Ridsdale durante il processo nel 1993

    Padre Gerald abusò anche del nipote David, ora attivista nel Ballarat Survivors Group.

    In una audizione David Ridsdale ha raccontato di aver un giorno chiamato per disperazione George Pell, chiedendo un intervento, ma il futuro cardinale avrebbe alluso durante la telefonata a un risarcimento in cambio del suo silenzio “Menzogne”, ha assicurato il potente prelato che per motivi di salute diserterà l’aula della Royal Commission e deporrà all’hotel Quirinale di Roma in una video-conferenza.

    Quando Collins e il gruppo degli ex ragazzi abusati hanno saputo che Pell non sarebbe volato in Australia sono rimasti di sasso. Non solo loro. La parlamentare Catherine King ha dichiarato al parlamento australiano, rivolgendosi a Pell: “Queste non sono azioni da uomo coraggioso”.

    A Ballarat è stata dunque lanciata una colletta – qualcuno dirà: crowdfunding – per permettere a questi uomini di essere presenti all’audizione in Italia: dovevano raccogliere circa 40mila dollari, ne sono arrivati 200mila.

    Grazie a quel denaro 16 appartenenti al cerchio delle vittime stanno viaggiando verso Roma insieme a tre psicologi incaricati di tamponare l’inevitabile crisi emotiva. “Non sarà semplice vedere i simboli del cattolicesimo ovunque: le tonache, i crocifissi”, confida Collins mentre prepara le valigie: “La nostra preoccupazione è quella di non dormire: tutti noi abbiamo sviluppato grossi problemi con il sonno”, scrive nella chat alle 4 del mattino.

    In Australia persone come Andrew Collins sono chiamate “sopravvissuti”. Sopravvissuti agli agguati sessuali dei preti pedofili (“a un certo punto ero contento se l’insegnante portava via un mio compagno di classe e non me”), sopravvissuti a maestri con la tonaca che violentavano i bambini senza che nessuno intervenisse, nemmeno i genitori: quando Andrew parlò in famiglia di quelle aggressioni non venne creduto, un ulteriore trauma. La foto profilo che ha scelto per i social è un uomo avviluppato a un albero con il viso nascosto e imprigionato da miriadi di fili. Un’immagine di angoscia.

    Tocca al cardinale Pell scegliere se vuole essere ricordato come l’uomo che insabbiò le violenze sessuali sui bambini a Ballarat

    Il 25 febbraio Robert Mulkearns, ex vescoco della diocesi sospettato di aver coperto il pedofilo Ridsdale spostandolo semplicemente in una parrocchia diversa, ha chiesto scusa durante la sua deposizione: “Posso solo dire che mi spiace moltissimo per il fatto di non aver agito in maniera diversa nell’interesse di tutti. L’ho fatto anche per proteggere la chiesa dagli scandali”. Mulkearns si è ritirato proprio perché ha ammesso: “Non sapevo più come gestire il problema della pedofilia”.

    La commissione australiana ha dovuto ascoltare testimonianze ributtanti come quella di Stephen Woods, 53enne di Melbourne, ex alunno della ormai famigerata scuola elementare St. Alipius di Ballarat, l’epicentro infernale. L’abusatore di Stephen, padre Robert Best, è uno dei cinque esponenti del clero in quell’istituto poi processati e condannati.

    “Avevo 11 anni e mi trovavo in fondo all’aula, seduto. Mi si avvicinò e si sedette vicino a me e cominciò a far scivolare la mano fino al sedere”. “Quando ha visto che mi ritraevo diventò aggressivo”. “Mi chiedeva di spogliarmi lentamente mentre si masturbava dietro la cattedra. E mentre faceva questo mi diceva che era colpa mia, che ero cattivo, un ragazzo malvagio”.

    Stephen Woods

    Woods è stato violentato da altri due sacerdoti, e anche due fratelli più grandi hanno subìto la sua stessa traumatica esperienza. “I miei genitori sono morti pensando che non erano stati abbastanza bravi a proteggerci”, dice all’Huffington Post poco prima di prendere l’aereo per Roma. “Per me come per gli altri sopravvissuti agli abusi sessuali questo è un viaggio per la verità e la giustizia”.

    Non è la prima volta che la Royal Commission australiana sugli abusi sessuali dedica la sua attenzione a Ballarat. Ma nelle due sessioni precedenti si è concentrata sulle vittime. Ora ha deciso di alzare gli occhi e chiedere conto alle autorità ecclesiastiche. Come dice Woods: “Non è soltanto Pell, molti vescovi e sacerdoti hanno coperto i preti pedofili”.

    E’ invece la prima volta che il cardinale viene chiamato a rispondere pubblicamente sulle atrocità di Ballarat. Un appuntamento cruciale, specialmente ora che l’alto esponente della gerarchia cattolica è indagato dalla polizia di Victoria perché sospettato di avere abusato in prima persona di almeno cinque bambini.

    La notizia, risalente al 19 febbraio, è scoppiata come una bomba. Pell rifiuta con veemenza le nuove accuse, così come negli anni scorsi ha sempre negato di avere saputo che la zona pullulasse di sacerdoti pedofili nonostante i suoi incarichi via via più prestigiosi.

    Il dossier della commissione d’inchiesta ha però ricostruito fatti inoppugnabili che riguardano anche la diocesi di Melbourne, dove Pell divenne vescovo ausiliare nel 1987. In quegli anni tre parrocchie erano gestite da sacerdoti poi condannati per pedofilia: uno di questi, padre Peter Searson di Doveton, usava la pistola per terrorizzare e stuprare i bambini. Un altro, padre Kevin O’Donnell, venne bollato dalla polizia come “two-a-day man”, l’uomo che ne molestava due al giorno. Per decenni. Anche di questa supposta ignoranza totale dei vertici ecclesiastici di Melbourne dovrà rispondere il cardinale in diretta da Roma.

    I Christian Brothers hanno già sborsato risarcimenti da 37 milioni di dollari dopo aver ricevuto 850 denunce di pedofilia

    Gli ex bambini di Ballarat che arrivano nella Capitale sanno cosa si aspettano dall’incontro romano, dove è probabile che potranno confrontarsi a quattr’occhi con il cardinale a margine dell’audizione: “Per anni ho tentato di incontrarlo ma si è sempre rifiutato”, confessa Woods con rotta emozione.”Pell è stato legato a doppio filo con la St Patrick’s College School e, da prete, alla diocesi locale. Ora deve guardare le facce della gente di Ballarat e dare risposte. Non può scappare e nascondersi in Vaticano”.

    Bandiere italiane nel profilo Facebook e una festa per la partenza: così Ballarat supporta il viaggio dei sopravvissuti

    Agli occhi degli abusati, Pell si è macchiato di un comportamento ostile e poco sensibile specialmente per avere congegnato nella diocesi di Melbourne un programma di risarcimenti molto bassi per le vittime (50mila dollari). “Ha battagliato contro i sopravvissuti in tribunale affinché non potessero avere un compenso maggiore. Non se n’è interessato minimamente”, accusa Collins.

    Se all’audizione romana non rispondesse alle domande, confessa il portavoce, “allora rimarremo delusi”. Tuttavia è convinto che ora “la scelta è sua”: “Sarà lui a decidere come vuole essere ricordato. Può essere l’uomo che ha detto la verità per aiutare a cambiare il sistema di supporto alle vittime, o può essere l’uomo che ha mentito e coperto quei crimini”.

    Da giorni Ballarat è letteralmente ricoperta di nastrini colorati annodati alle ringhiere, alle scale dei palazzi, nei cortili delle scuole che un tempo hanno rappresentato l’inferno in terra per centinaia di bambini. Su Facebook il gruppo dei sopravvissuti pronti per volare in Italiasono ribattezzati “Rome Team”, la squadra di Roma. Qualcuno ha cambiato la foto profilo mettendo la bandiera italiana. “Il supporto e la solidarietà sono pazzesche”, annuisce Collins.

    Dopo anni di cure psichiatriche, frustrazioni e silenzio ora questi uomini sentono di vivere un momento importante. “Siamo così felici di venire a Roma, sarà un gesto molto forte nei confronti di Pell e della chiesa cattolica”, continua Woods. “Per noi sarà come dire che puoi anche scappare ai quattro angoli della terra ma dovrai sempre rispondere delle tue azioni”. Prende una pausa: “Per noi è un messaggio fondamentale: dalle persone con un brutto passato possono nascere cose buone”.

    “Veniamo a Roma per far capire alla Chiesa che puoi nasconderti anche in Vaticano ma dovrai sempre rispondere delle tue azioni”

    Peter Saunders, l’ex membro della Pontificia Commissione sugli abusi sui minori che recentemente ha lasciato il Vaticano accusando papa Francesco di non fare nulla contro i preti pedofili, ha dichiarato che Pell dovrebbe dimettersi.

    La Royal Commission australiana non potrà fare domande che riguardano la nuova indagine sul cardinale Pell. Ma potrebbe sollecitare l’intervento dei giudici se il prelato dovesse ammettere di essere venuto a sapere delle aggressioni sessuali senza prendere adeguati provvedimenti.

    David Marr, autore di un libro-inchiesta sul prelato intitolato “The Prince”, scrive sul quotidiano britannico Guardian che “questa è l’ultima occasione” per Pell di rispondere alle domande, compresa quella più scomoda e che riguarda la parziale ammissione di aver saputo dell’esistenza di preti pedofili a Melbourne: “Perché non ha chiamato la polizia?”.

    Domenica la parola passa a uno degli uomini più potenti della Chiesa.

    Pochi minuti prima di prendere l’aereo per Roma, un gruppo di sopravvissuti posa per un selfie. La foto è stata postata su Facebook da David Ridsale (il primo a destra)

    Il Cardinale George Pell

    http://www.huffingtonpost.it/2016/02/24/pedofilia-ballarat-george-pell_n_9303916.html?utm_hp_ref=italy

  • Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

    Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

    di Salvatore Lontrano

    La salute non gli permette di andare a testimoniare in Australia, ma due settimane prima di mandare un certificato medico giustificando così il mancato viaggio in Oceania per testimoniare davanti alla Commissione del governo australiano sugli abusi dei preti pedofili, ha fatto un giro dei campi di battaglia della Somme, teatro di violenti scontri nel corso della Grande Guerra. Parliamo del cardinale George Pell, australiano classe 1941 alla guida della Segreteria per l’Economia, ossia il “ministero delle Finanze” vaticane, che dovrebbe testimoniare a febbraio 2016 – dopo un nuovo rinvio – innanzi alla Commissione del governo di Canberra in quel di Ballarat, diocesi dov’è diventato sacerdote ed ha vissuto a lungo, luogo in cui tanti minori sono stati abusati fisicamente e sessualmente in una serie di scuole guidate da sacerdoti cattolici.

    PECUNIA NON OLET – Uno degli argomenti più delicati su cui Pell potrebbe essere chiamato a testimoniare è se abbia saputo o meno degli abusi sessuali commessi da un prete, tal Gerald Ridsdale, nel corso degli anni ‘70 e ‘80. Padre Ridsdale ha anche violentato suo nipote, David, il quale nel ‘93 avrebbe denunciato i fatti a Pell nel corso di una telefonata al termine della quale – accusa l’uomo – Pell gli avrebbe chiesto quanto denaro sarebbe costato il suo silenzio. Il cardinale ha sempre smentito in ogni sede il contenuto di tale telefonata, adducendo peraltro la testimonianza del suo ex coinquilino, padre John Walshe. Lo stesso Walshe, però, quando ha parlato della telefonata tra Ridsdale e Pell è stato accusato da uno dei membri della commissione inquirente, Angus Stewart, di aver mentito: “per salvare il suo buon amico, il cardinale Pell”. Walshe, a sua volta, ha negato vigorosamente di aver provato a rendere falsa testimonianza alla Commissione.

    VITTIMA CONTRO CARNEFICE – In compenso, poco dopo tali dichiarazioni, è emerso che lo stesso Walshe è stato accusato anni fa di aver abusato di un seminarista diciottenne nel 1982 dopo una bevuta insieme. Anche qui Walshe nega tutto, ma è emerso che nel 2012 la vittima, John Roach, abbia ricevuto le scuse e 75.000 dollari  in riparazione degli abusi subiti proprio da Walshe nell’ambito del “Melbourne Response”, il programma dell’Arcidiocesi di Melbourne rivolto alle vittime di abusi sessuali da parte di religiosi. Il quotidiano australiano ABC ha pubblicato, infatti, sul suo sito web una dichiarazione scritta del 22 dicembre scorso nella quale Walshe afferma di aver avuto una relazione sessuale consensuale con un altro adulto, contraria al suo credo religioso, ma che in nessun caso abbia costituito alcuna forma d’abuso. L’avvocato però che ha indagato per conto dell’Arcidiocesi di Melbourne ha stabilito che Roach è stato oggetto d’abusi sessuali. “Può negarlo fino a quando l’inferno si ghiaccerà, ma la Chiesa mi ha dato ragione”, è stato il commento di Roach.

    Meglio malato che testimone: Pell tace sui preti pedofili. Il cardinale non va a testimoniare a Canberra

  • Chi è Pell, cardinale accusato di aver coperto i preti pedofili

    Chi è Pell, cardinale accusato di aver coperto i preti pedofili

    Fidatissimo di Papa Bergoglio, la sua poltrona trema per le accuse della Commissione nazionale d’inchiesta del governo australiano.

    E c’è anche la piaga di chi è accusato di aver coperto e insabbiato per anni gli abusi dei religiosi sui ragazzini.

    Il primo fra tutti i coinvolti nel terremoto che ha investito il Vaticano è un porporato molto vicino a Bergoglio.

    George Pell fa parte del C9, il consiglio di cardinali che il papa ha voluto accanto a sé nella riforma della Chiesa, e che ha nominato superprefetto della Segreteria per l’economia, salvo poi ridimensionarne le funzioni, probabilmente anche per i malumori che si sono diffusi tra i porporati nei suoi confronti. È un “ranger australiano”, aveva detto Francesco durante la conferenza di presentazione.

    E, in Australia, dove fu prima arcivescovo di Melbourne, e poi di Sydney, fino a diventare la massima autorità religiosa, lo “zar delle finanze vaticane”, come è stato ribattezzato da molti giornali, è stato prima accusato di aver abusato di un chierichetto di 12 anni in un campeggio sulla Smiths Beach della Phillip, poi di aver coperto preti pedofili.

    Dalla prima accusa, che lo ha travolto nell’estate del 2002 (i fatti secondo la presunta vittima si sarebbero verificati nell’estate del 1961), Pell che intato si era autosospeso, è stato assolto per insufficienza di prove. A processarlo una Corte indipendente istituita dal National Committee for Professional Standards, il Comitato della chiesa australiana preposto ai casi di violenza sessuale commessa da sacerdoti. Nel rapporto finale il giudice aveva spiegato di non aver potuto accertare la fondatezza delle accuse e aveva sostenuto la mancanza di prove in grado di sostenerle.

    Ma l’accusa di aver coperto preti pedofili australiani “perseguita” Pell ancora oggi. Il cardinale, che solo qualche giorno fa ha votato assieme agli altri componenti del C9 a favore dell’introduzione del reato di “abuso di ufficio episcopale”, dovrà essere a breve ascoltato dalla Commissione del governo australiano perchè accusato di aver gestito in modo inadeguato i casi di abuso sessuale, cioè di aver protetto i colpevoli, di non aver agevolato i risarcimenti alle vittime, di aver fatto il possibile per occultare le vicende.

    Solo nell’agosto dello scorso anno fu chiamato a testimoniare nuovamente di fronte alla Commissione nazionale d’inchiesta. Pell, per videolink da Roma, arrivò a paragonare la chiesa a una compagnia di trasporti che non può essere considerata legalmente responsabile se i camionisti molestano autostoppiste. Lo sconcerto e l’indignazione dei gruppi di sostegno alle vittime di pedofilia del clero furono totali.

    E, nelle ultime settimane, la situazione per lui non è migliorata. Peter Saunders, che oltre ad essere stato una vittima di abusi sessuali fa parte della Pontificia commissione per la tutela dei minori istituita da papa Francesco, cioè il dicastero che dovrà occuparsi della piaga della pedofilia nella Chiesa, lo ha accusato pesantemente. Gli ha dato del cinico, dell’insabbiatore e ha chiesto a Bergoglio di allontanarlo, sostenendo che sia “cruciale che venga accantonato e rimandato in Australia e che il Papa prenda contro di lui l’azione più forte”, e lo ha anche definito “un sociopatico”. Al centro della vicenda c’è il caso di Gerald Ridsdale, un sacerdote condannato per un numero impressionante di abusi sessuali su giovani vittime, che sarebbe stato protetto da Pell in passato. Insomma, per lo sceriffo delle finanze vaticane, la questione è tutt’altro che chiusa.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vaticano-ecco-chi-george-pell-accusato-aver-coperto-preti-pe-1140909.html

  • La Chiesa cavalca il gender e inciampa sui preti pedofili

    La Chiesa cavalca il gender e inciampa sui preti pedofili

    Il cardinale Gorge Pell è l’ex arcivescovo di Sidney e attuale prefetto della segreteria vaticana per l’Economia.

    Il prelato è oggetto di pesanti quanto, se provate,infamanti accuse da parte di un membro dellaPontificia commissione per la tutela dei minori,Peter Saunders, vittima da bambino di un prete pedofilo.

    Accusa che risale a diversi decenni orsono e si richiede la rimozione del cardinale dalla sua attuale carica.

    Peter Saunders, in un’intervista radiofonica, racconta una vicenda che vide protagonista un prete pedofilo, Gerald Ridsdale, spostato di parrocchia in parrocchia a causa dei suoi reiterati abusi sessuali su minori, coperto dalla complicità del cardinale Pell.

    Dichiara Saunders “Data la posizione di George Pell come cardinale della Chiesa e della posizione di enorme autorità in Vaticano, penso che sia una grandissima spina nel fianco del papato di Papa Francesco se gli si permette di rimanere” ed è “cruciale che venga accantonato e rimandato in Australia e che il Papa prenda contro di lui l’azione più forte”.

    La replica di Pell non si è fatta attendere ae attraverso il suo portavoce fa sapere “Leaccuse false e devianti fatte contro sua eminenza sono offensive. Dalle sue prime azioni come arcivescovo, il cardinale Pell ha assunto una posizione forte contro gli abusi sessuali ed ha messo moto processi per permettere alle denunce di essere portate avanti ed investigate in modo indipendente. Il cardinale Pell non ha mai incontrato il signor Saunders, che sembra essersi formato la sua forte opinione senza aver mai parlato con sua eminenza. Alla luce di tutto il materiale disponibile, comprese le evidenze fornite dal cardinale sotto giuramento, non ci sono scuse per trasmettere in televisione materiale scorretto e pregiudiziale. In queste circostanze, al cardinale non rimane alcune alternativa che consultare i suoi consulenti legali”.

    In una distinta nota inviata alla stessa trasmissione televisiva, si legge che “il cardinale Pell conosce l’importante lavoro che il signor Saunders ha fatto come sopravvissuto di abusi per assistere le vittime, compresa la creazione di un gruppo di vittime sopravvissute nel Regno Unito e più recentemente prestando servizio come membro della pontificia commissione per la protezione dei minori creata dal Santo Padre per sviluppare politiche tese a questo fine. Mentre i membri sono ovviamente titolati a esprimere i loro punti di vista e le loro opinioni, gli statuti recentemente approvati della commissione chiariscono che il ruolo della commissione non comprende il commento di singoli casi, né la commissione ha il potere di indagare singoli casi. Dal materiale promozionale reso noto da 60 minuti sembra chiaro che il signor Saunders non è ben informato sulle accuse fatta contro il cardinal Pell nelle audizioni di Ballarat della commissione reale e del fatto che durante le recenti audizioni non è emerso nuovo materiale. Molte delle questioni sono state affrontate nel rapporto finale della inchiesta parlamentare di Victoria e non vi erano conclusioni contro il cardinale Pell. Queste accuse antiche e ripetute sono state affrontate molte volte dal cardinale dal 2002. Come è stato sottolineato in una recente dichiarazione del cardinale, non ha mai tollerato o protetto gli abusatori, non ha mai tollerato o partecpato a trasferire un abusatore e non ha mai in nessun momento tentato di corrompere David Ridsdale, la cui storia è cambiata molte volte nel corso del tempo”.

    Ma sono recenti altre accuse contro il cardinale. Questa volta da parte  della Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse (Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori), di aver ignorato, nel passato, le denunce contro il sacerdote pedofilo Gerald Ridsdale, spostandolo in un`altra parrocchia, di aver cercato di pagare una vittima, nipote dello stesso prete, per metterla a tacere.

    Anche un certo Timothy Green afferma di aver denunciato a padre Pell, decine di anni fa, le molestie esercitate da un altro religioso, Edward Dowlan, ad alcuni ragazzi.

    “Come chiunque ha ascoltato le audizioni della Commissione a Ballarat questa settimana – ha dichiarato la scorsa settimana Pell in una nota in inglese – sono orripilato ancora una volta dai racconti dei sopravvissuti sugli abusi che hanno subito. Così anche dal terribile impatto che ha avuto sulle loro vite, sulle loro famiglie e sulla comunità cattolica a Ballarat. Il suicidio di così tante vittime è una tragedia enorme. I crimini commessi contro di loro dai preti e religiosi laici sono profondamente cattivi e mi ripugnano del tutto. Sono state fatte diverse lamentele sulla mia propria responsabilità in questi anni. Molte questioni sono già state da me affrontate nella inchiesta parlamentare della provincia di Victoria nel 2013 e la mia audizione e la trascrizione della mia testimonianza sono disponibili sul sito internet del parlamento di Victoria. Confermo quelle dichiarazioni. Sottolineo anche che nel suo mandato la Royal Commission può accedere a tutto il materiale delle precedenti inchieste, compresa l`indagine di Victoria, che si è occupata estensivamente di queste materie”.

    In una lettera inviata al presidente della commissione Peter McClellan, il cardinale Pell ha poi precisato: “Senza voler in alcun modo forzare la mano alla Commissione reale – non è che ci si possa auto-invitare a deporre – voglio rendere assolutamente chiaro che intendo deporre, se la Commissione lo richiederà, sia in forma scritta, sia in videoconferenza, sia presenziando personalmente”.

    Intanto preannuncia querela nei confronti di Peter Saunders.

    http://www.articolotre.com/2015/06/la-chiesa-cavalca-il-gender-e-inciampa-sui-preti-pedofili/

  • Pedofilia: Australia;card.Pell pronto a deporre in inchiesta Respinge le accuse di copertura degli abusi commessi da preti

    Pedofilia: Australia;card.Pell pronto a deporre in inchiesta Respinge le accuse di copertura degli abusi commessi da preti

    SYDNEY, 27 MAG ? L’ex arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney card. George Pell, ora prefetto degli Affari economici del Vaticano, ha informato la Commissione nazionale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali a minori, di essere disposto a rendere testimonianza giurata di persona.
    Il piu’ alto prelato cattolico d’Australia e’ stato nominato piu’ volte nelle udienze della Commissione da diverse vittime di pedofilia, secondo cui avrebbe ignorato e anche coperto per decenni abusi commessi da sacerdoti, permettendone il trasferimento da una parrocchia all’altra. Asserzioni che il prelato ha piu’ volte respinto.
    “Voglio mettere assolutamente in chiaro che sono disposto a rendere testimonianza se la Commissione lo richiedera’, che sia per dichiarazione scritta, per videolink o presentandomi di persona”, ha scritto al giudice che presiede l’inchiesta, Peter McClellan. “Come ogni altro sono inorridito dai racconti dei sopravvissuti agli abusi. I suicidi di tante vittime sono una tragedia enorme. Sono anche profondamente rattristato per la maniera in cui le autorita’ della Chiesa hanno mancato nel rispondere a tali crimini”, ha aggiunto.
    Le udienze sono in corso a Ballarat nell’entroterra di Melbourne, la diocesi australiana in cui furono commessi gli
    abusi su minori piu’ numerosi e gravi. E secondo diversi testimoni Pell era al corrente degli abusi da quando serviva
    nella diocesi come sacerdote negli anni 1970.
    Una delle vittime, nipote del notorio prete pedofilo Gerald Ridsdale ora in carcere, ha detto che nel 1993 l’arcivescovo Pell avrebbe tentato di corromperlo perche’ tacesse sugli abusi subiti dallo zio. Secondo un altro testimone, Timoty Green, il cardinale avrebbe reagito in modo sbrigativo, uscendo dalla stanza, quando gli ha riferito che il fratello di un collegio cristiano, Edward Dolan, abusava di ragazzini. Le organizzazioni di sostegno delle vittime hanno chiesto piu’ volte che il prelato torni in Australia per affrontare la Commissione. (ANSA)

  • Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

    Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

    E’ boom di suicidi fra gli alunni delle scuole cattoliche australiane, alunni che in passato sono caduti vittime delle attenzioni non esattamente amichevoli dei sacerdoti. Preti pedofili insomma, preti che violentano ragazzi che poi si suicidano: e la polizia gradirebbe indagare per capire cosa sta succedendo. Ma sulla strada delle forze dell’ordine c’è il vescovo di Ballarat, Peter Connors, che teorizza l’inutilità dell’approfondimento investigativo su casi di tale importanza perché, dice il prelato, non servirebbe a niente e nulla si scoprirebbe in questo modo.

    OLTRE VENTI I SUICIDI – Ma andiamo con ordine. Da alcune settimane, nelle scuole australiane gestite dalle diocesi cattoliche si registra un vero e proprio picco di suicidi fra gli adolescenti, già vittime di sacerdoti e prelati. Qualcosa non va.

    La polizia che indaga sui casi del pedofilo Robert Best, frate, crede che almeno 26 vittime di abusi sessuali nelle scuole in cui il religioso ha insegnato si sarebbero suicidate. Uno degli ufficiali delle indagini chiede addirittura una inchiesta parlamentare sul tema. “Sarei più che felice se aiutasse le vittime”, dice il vescovo di Ballarat Peter Conners. “Ma non credo che riusciranno a capire molto di più…credo che noi siamo riusciti a fare il meglio che potevamo negli ultimi anni”.

    Secondo il vescovo, nemmeno le ultime, incredibili notizie che racconterebbero, appunto, di 26 ragazzi che si sarebbero tolti la vita perché non riuscivano a superare il trauma della violenza sessuale sarebbero un buon motivo per far procedere senza intoppi l’indagine di polizia.

    “Credo che finora siamo riusciti a sapere un sacco di cose riguardo i comportamenti appropriati e non appropriati”, ha detto il vescovo Connors. “Credo che le persone siano molto ben informate oggi come oggi su quali siano gli approcci da rifiutare da una persona di sesso maschile”.

    Nella diocesi di sua competenza sono accaduti atti di gravità inaudita.

    “NON SERVE A NIENTE” – Religiosi pedofili si aggiravano fuori da qualsiasi controllo; primo fra tutti il caso del pedofilo Best, di cui abbiamo già accennato.

    Best, che insegnava in molte scuole in tutto lo stato di Victoria, incluso a Ballarat, avrà una condanna lunedì dopo aver confessato la propria colpevolezza su 27 accuse di abuso per 11 ragazzi fra il 1969 e il 1988. Best era il preside alla scuola primaria di Ballarat nello stesso tempo in cui il pedofilo seriale e prete Gerald Ridsdale era il cappellano scolastico.

    Davanti a questi atti terribili, secondo il vescovo non ci sarebbe da indagare. Non che ovviamente possa fermare le indagini di polizia, ma le sue dichiarazioni sono molto esemplificative dello zoccolo duro della Gerarchia cattolica che ancora tarda ad uniformarsi persino alle direttive di Papa Ratzinger, che ha affrontato con sorprendente piglio la vicenda dei pedofili nel clero. Per il vescovo australiano, approfondire la questione nella migliore delle ipotesi sarebbe inutile.

    http://www.giornalettismo.com/archives/137…preti-pedofili/