Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giglio Gilioli

  • Nessuna violenza sessuale sul minore ospite della comunità: assolti il sacerdote e l’ex seminarista

    Nessuna violenza sessuale sul minore ospite della comunità: assolti il sacerdote e l’ex seminarista

    Non ci furono abusi sessuali. Ne è convinto il tribunale di Prato che oggi, venerdì 19 luglio, ha assolto don Giglio Gilioli, l’anziano ex religioso fondatore dei Discepoli dell’Annunciazione, congregazione poi sciolta dal Vaticano, e il collaboratore laico, ex seminarista, Lucio Fossanova, accusati di violenza sessuale nei confronti di un giovane che tra il 2008 e il 2012, quando era ancora minorenne, frequentò la comunità assieme al fratello, anche lui minore.

    I pubblici ministeri, Laura Canovai e Valentina Cosci, avevano chiesto condanne a 7 e a 9 anni. L’inchiesta della procura fu avviata nel 2020. Al centro i presunti abusi su due fratelli: il più piccolo che però non è stato ritenuto attendibile, e il maggiore i cui racconti hanno portato a processo gli imputati, difesi  dagli avvocati Cristina Menichetti e Carlotta Taiti.

    Entrambi i fratelli erano stati affidati dalla famiglia alla comunità religiosa e frequentavano sia la sede di Prato che quelle in Lunigiana e in Garfagnana. La vicenda finita a processo emerse a molti anni di distanza perché nella mente del più piccolo, durante le sedute psicoanalitiche a cui si sottoponeva, affiorarono ad un certo punto una serie di ricordi riconducibili a quelli che per l’accusa erano stati abusi sessuali.  Sul registro delle notizie di reato finì una dozzina di nomi.

    Due i filoni di inchiesta: quella delle violenze sul più piccolo dei fratelli finita nel nulla e, perciò, con l’archiviazione di tutte le posizioni, e quella sugli abusi sul più grande che è rimasta in piedi anche dopo l’udienza preliminare, fino ad arrivare a dibattimento e, oggi, alla sentenza di assoluzione. Le difese hanno puntato su diversi elementi e in particolare sulla non attendibilità del fratello più piccolo e sulla denuncia presentata a tanti anni di distanza dai presunti fatti.

    Nessuna violenza sessuale sul minore ospite della comunità: assolti il sacerdote e l’ex seminarista

  • Prete accusato di violenza sessuale “Negò, qualcuno parlava di plagio”

    Prete accusato di violenza sessuale “Negò, qualcuno parlava di plagio”

    “Don Giglio cascò dalle nuvole e negò assolutamente di aver avuto atteggiamenti equivoci dal punto di vista affettivo nei confronti dei ragazzi”. Con queste parole il vescovo emerito di Prato, Franco Agostinelli, ha risposto alle domande del pubblico ministero Valentina Cosci in aula durante una delle udienze a carico di don Giglio Gilioli, 77 anni, e di Lucio Fossanova, ex seminarista di 40 anni, (difesi rispettivamente dagli avvocati Cristina Menichetti e Carlotta Taiti), accusati di violenza sessuale nei confronti di uno dei ragazzi che, all’epoca dei fatti, frequentava la congregazione dei Discepoli dell’Annunciazione, fondata dallo stesso sacerdote.

    “Qualcuno parlava di una azione di invadenza di natura psicologica, di plagio di don Giglio nei confronti dei ragazzi ma mai nessuno mi aveva detto di atteggiamenti sessuali – ha proseguito il vescovo emerito – Fin da quando arrivai a Prato mi accorsi di qualcosa di strano all’interno della congregazione tanto che chiesi la verifica apostolica. Successivamente fu chiusa dalla Santa Sede per questioni di dottrina e diritto canonico, non per abusi sessuali. Don Giglio vive ad Aulla e non può più fare congregazione”.

    Il sacerdote e l’ex seminarista devono rispondere di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo che all’epoca era minorenne. I fatti sono lontani nel tempo (fra il 2008 e il 2012), ma emersero solo molti anni dopo, nel 2020. Agostinelli ricevette le confidenza di due sacerdoti che, a loro volta, avevano raccolto la testimonianza di un giovane che parlava di violenze di gruppo avvenute quando era molto piccolo all’interno della congregazione. In realtà, le accuse di violenza di gruppo sono cadute.

    E’ rimasta in piedi la violenza sessuale riferita, però, al fratello maggiore. Vennero indagati 11 religiosi ma a processo sono finiti solo in due, don Giglio appunto e l’ex seminarista. Il procedimento va avanti con la sola accusa riferita al fratello più grande che, fra l’altro, non ha mai sporto denuncia al contrario del fratello più piccolo.

    “Don Giglio mi spiegò – ha aggiunto Agostinelli in aula – che i due ragazzi provenivano da una famiglia molto numerosa che la congregazione aiutava economicamente. Si difese sostenendo che le accuse erano partite quando gli aiuti economici della congregazione vennero meno. Io stesso, una volta, parlai con la madre dei ragazzi che chiedeva soldi. Non fece cenno a presunte attenzioni sessuali”. Sempre durante l’udienza di ieri sono stati sentiti alcuni frati e suore che frequentavano la congregazione all’epoca in cui i due fratelli erano stati affidati dalla famiglia. Il processo è stato aggiornato.

    Laura Natoli

    https://www.lanazione.it/prato/cronaca/prete-accusato-di-violenza-sessuale-nego-qualcuno-parlava-di-plagio-89dbcf4c

  • Sacerdote e collaboratore a processo Sono accusati di abusi su minore

    Sacerdote e collaboratore a processo Sono accusati di abusi su minore

    Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, ha rinviato a giudizio don Giglio Gilioli, 76 anni ed un suo collaboratore laico di 39 anni, Lucio Fossanova, con l’accusa di violenza sessuale asu minore, oggi trentenne. I fatti si sarebbero consumati fra il 2008 e il 2012. I due imputati sono i assistiti dagli avvocati Cristina Menichetti e Carlotta Taiti. Giunge ad una seconda svolta la faccenda dei presunti abusi sessuali emersi dai racconti di un ragazzo pratese e che si sarebbero consumati nella comunità religiosa de “I discepoli dell’Annunciazione”, fondata dallo stesso don Giglio e soppressa dal Vaticano per il perdurare di una serie di inadempienze. A disporre dello scioglimento dell’associazione è stata nel 2019 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata.

    Il gup ha fissato la data dell’inizio del processo, che prenderà il via il 3 ottobre prossimo con alla sbarra degli imputati il fondatore don Giglio Gilioli ed il suo collaboratore.

    Nel dicembre scorso il gip Francesca Scarlatti aveva archiviato dieci posizioni di altrettanti religiosi appartenenti ai Discepoli dell’Annunciazione. Il gip aveva accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per dieci componenti della congregazione finita nella bufera dell’inchiesta del 2020 di presunte violenze su minori.

    L’inchiesta era partita a seguito dei racconti di un ragazzo pratese che aveva denunciato di aver subito abusi mentre frequenteva la comunità fondata da don Giglio Gilioli. Sui fatti denunciati – emersi durante sedute psicanalitiche condotte con la tecnica Emdr – la Procura non è riuscita a trovare riscontri, neppure interrogando altri ragazzi che avevano frequentato la comunità religiosa in quello stesso periodo.

    L’accusatore dei religiosi, che oggi ha 23 anni, è stato sottoposto a perizia psichiatrica su richiesta della stessa Procura, risultando inattendibile. Il gip aveva deciso per l’archiviazione del reato di violenze su minori. In quella occasione sono decadute le accuse anche per don Gilioli, accusato di violenze sessuali di gruppo, ma solo per questo primo filone dell’inchiesta.

    Il fondatore dei Discepoli dell’Annunciazione, comunità che aveva sedi non solo a Prato, ma anche a Lucca e ad Aulla, è rimasto indagato insieme a Fossanova nell’altro ramo dell’inchiesta, che si è sviluppato prendendo le mosse dai racconti del fratello maggiore del primo denunciante.

    In quest’ultimo caso la Procura ha ritenuto attendibile la testimonianza facendo la richiesta di rinvio a giudizio per i due indagati, che devono rispondere dell’accusa di violenza sessuale aggravata su minore.

    https://www.lanazione.it/prato/cronaca/sacerdote-e-collaboratore-a-processo-sono-accusati-di-abusi-su-minore-1.7665171/amp

  • Religiosi accusati di abusi sessuali, slitta la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

    Religiosi accusati di abusi sessuali, slitta la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

    Don Giglio Gilioli, 74 anni, fondatore della comunità ‘I discepoli dell’Annunciazione”, soppressa dal Vaticano per irregolarità, e un suo ex collaboratore di 38 anni, tornato da tempo a vita laica, entrambi accusati di abusi sessuali su minore, dovranno aspettare ancora prima di conoscere il loro destino.

    La discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura, infatti, è slittata di nuovo. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Francesco Pallini, ha rinviato tutto al 6 ottobre dopo avere però accolto la richiesta della difesa – avvocati Carlotta Taiti e Cristina Menichetti – di non ammettere come parte civile ‘Rete l’abuso’ (“associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero”) perché formalmente costituita dopo i fatti contestati ai religiosi seppure – hanno ribattuto i legali del sodalizio – “espressione di continuità con l’associazione ‘La casa della legalità’ che già esisteva”.

    Don Giglio Gilioli e il suo ex collaboratore sono finiti sotto inchiesta lo scorso anno dopo che due fratelli pratesi, entrambi affidati alla comunità dalla loro famiglia, avevano raccontato di aver subito abusi sessuali. In base ai racconti, i sostituti Laura Canovai e Valentini Cosci, avevano iscritto sul registro delle notizie di reato una dozzina tra religiosi, ex religiosi e laici.

    L’inchiesta, nel corso dei mesi, ha mostrato segni di cedimento nelle dichiarazioni di uno dei fratelli e così la lista degli indagati si è sgonfiata tanto che solo per don Giglio e per il suo ex collaboratore è stato chiesto il rinvio a giudizio, mentre per gli altri si va verso l’archiviazione.

    Hanno invece tenuto i racconti dell’altro fratello, costituito parte civile insieme ai genitori. Racconti che sono stati oggetto di incidente probatorio: il giovane, in quella sede, parlò di carezze e toccamenti con don Giglio Gilioli e di atti sessuali con l’altro imputato.

    La difesa dei due religiosi ha chiesto al giudice di integrare gli atti messi a disposizione dalla procura, sottolineando la mancanza di duplicazione, cioè di tutto ciò che riguarda l’altro fratello e che invece potrebbe avere importanza ai fini della discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio. L’istanza non è stata accolta.
    La comunità religiosa, fondata con lo scopo di accogliere giovani con la vocazione sacerdotale, aveva diverse sedi: la principale a Prato, in via Bologna, e le altre in Garfagnana e in Lunigiana. Nel 2013 la Diocesi di Prato promosse una verifica sulla comunità; lo stesso fece, qualche anno più tardi, la Santa Sede che accertò la scarsa presenza di adesioni e altre irregolarità che sfociarono nella soppressione dell’associazione pubblica di fedeli, cosi come era stata riconosciuta sotto il profilo del Diritto canonico”.

    Religiosi accusati di abusi sessuali, slitta la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio

  • Scandalo pedofilia nella comunità, due religiosi a processo

    Scandalo pedofilia nella comunità, due religiosi a processo

    Si dovrà attendere il 14 luglio prossimo per conoscere l’esito dell’udienza preliminare che vede al banco degli imputati due religiosi di Prato, Don Giglio Gilioli, presbitero della diocesi di Prato e responsabile della comunità i Discepoli dell’Annunciazione, e Lucio Fossanova, un seminarista della stessa comunità, chiamati a rispondere, secondo l’accusa, di violenze sessuali perpetrate nei confronti di un ragazzo appartenente alla stessa comunità religiosa, a partire dal 2008 e protrattesi fino al 2012.

    Il 21 aprile scorso si è svolta la prima fase del processo: di fronte al gup di Prato si è tenuta, infatti, l’udienza preliminare nel corso della quale hanno chiesto di costituirsi parte civile, oltre al ragazzo direttamente coinvolto, anche i genitori di questo e l’ente Rete l’Abuso Human Rights Connect, in qualità di soggetti danneggiati dal reato in contestazione.

    Questi ultimi tre  sono assistiti dall’avvocato Cristiano Baroni per l’ente e dagli avvocati Tommaso Buratti e Leonardo Francesconi, rispettivamente per la madre ed il padre del ragazzo, tutti e tre del foro di Lucca.

    Dopo le richieste di costituzione di parte civile, il gup, alla scorsa udienza, ha autorizzato quella della persona offesa e quelle avanzate dai legali Buratti e Francesconi in nome e per conto dei genitori, mentre, relativamente a quella dell’ente, molto più complessa, avanzata dall’avvocato Baroni, si è riservato e deciderà sul punto solo alla prossima udienza, nella quale si procederà anche alla discussione delle rispettive posizioni, comprese quelle delle difese degli imputati.

    “L’obiettivo – riferiscono i legali – è quello di sostenere e dare manforte alla pubblica accusa ed alla difesa della persona offesa affinché si possa far luce sulle posizioni degli imputati ed ottenere una risposta efficace e celere da parte della giustizia italiana”.

    L’Ente Rete l’Abuso Human Rights Connect è famoso in tutto il territorio nazionale per l’impegno profuso nella lotta ai fenomeni di pedofilia e violenza sessuale, specie di quelli perpetrati da religiosi nei confronti di giovani sottoposti alla loro formazione spirituale.

    Lo scandalo scoppiò a inizio 2020, quando la procura di Prato iniziò le indagini. La vittima dei presunti abusi fu ascoltata durante l’incidente probatorio l’estate scorsa e riferì di approcci e atti sessuali. La comunità religiosa è stata chiusa dal Vaticano.

    https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/04/29/scandalo-pedofilia-nella-comunita-religiosa-3-avvocati-lucchesi-nel-processo-a-prato-per-la-parte-civile/233907/

  • Abusi nella comunità religiosa, aperta e subito rinviata l’udienza preliminare

    Abusi nella comunità religiosa, aperta e subito rinviata l’udienza preliminare

    Aperta e chiusa oggi, mercoledì 21 aprile, l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio per i religiosi finiti sotto inchiesta lo scorso anno dopo la denuncia di abusi sessuali presentata da uno dei due fratelli, oggi trentenne ma minorenne all’epoca dei fatti collocati a partire dal 2008, che hanno raccontato ciò che avrebbero subito nella comunità a cui entrambi erano stati affidati dalla famiglia.

    Sul banco degli imputati due appartenenti alla comunità “I discepoli dell’Annunciazione”, soppressa dal Vaticano per irregolarità: il fondatore don Giglio Gilioli, 74 anni, e un suo ex collaboratore, 38 anni, tornato a vita laica. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Francesco Pallini, ha formalizzato la costituzione di parte civile della presunta vittima e dei suoi genitori, e poi ha rinviato al 14 luglio per decidere se ammettere anche Rete l’Abuso, “associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero”.

    A determinare il rinvio è stato il fatto che questa associazione, che ha sede a Savona, risulta costituita successivamente ai fatti contestati ma sarebbe espressione de ‘La casa della legalità’ che invece già esisteva. Si tratta, dunque, di accertare i presupposti della continuità e, nel caso, valutare l’ammissione come parte civile.

    Un’inchiesta molto delicata quella dei sostituti Laura Canovai e Valentina Cosci che si è divisa in due filoni: quello arrivato davanti al tribunale oggi, e un altro con diversi indagati, anche loro ex Discepoli dell’Annunciazione, per i quali si profila la richiesta di archiviazione.

    La comunità religiosa aveva diverse sedi: la principale a Prato, in via Bologna, e le altre in Garfagnana e in Lunigiana. La scorsa estate, la vittima dei presunti abusi fu sentita in sede di incidente probatorio: il giovane parlò di approcci da parte di don Gilioli sfociati in toccamenti e di atti sessuali con l’altro imputato.

    http://www.notiziediprato.it/news/abusi-nella-comunita-religiosa-aperta-e-subito-rinviata-l-udienza-preliminare

  • Prete indagato per abusi. “Penso sempre a te quando dico le omelie”

    Prete indagato per abusi. “Penso sempre a te quando dico le omelie”

    Le frasi che don Giglio avrebbe detto al ragazzo vittima di abusi sessuali nella comunità. La procura chiude le indagini per due indagati

    Indagini chiuse e stralcio del procedimento per uno dei due fratelli che accusano gli ormai ex Discepoli dell’Annunciazione di aver abusato di lui. I pm Laura Canovai e Valentina Cosci hanno fatto recapitare la chiusura indagini a don Giglio Gilioli, 73 anni, fondatore della comunità religiosa che aveva sede a Prato, e a Lucio Fossanova, 37 anni, originario della Puglia, seminarista che non ha mai preso i voti. Sono loro i principali accusati da uno dei fratelli, il più grande, sentito in sede di incidente probatorio 15 giorni fa.

    Il ragazzo, che oggi ha 29 anni, accusa don Giglio e Fossanova di aver abusato di lui in modo continuativo, dal 2008 al 2012 quando frequentava la comunità di don Giglio. Il racconto del giovane è stato giudicato dagli inquirenti ben strutturato e coerente.Sentito dal gip Francesca Scarlatti, ha ricostruito in modo preciso quello che sarebbe avvenuto all’interno della comunità quando, ancora minorenne, fu affidato dalla famiglia alla custodia di don Giglio e dei suoi seguaci. Restano, invece, aperte le indagini per quanto riguarda il secondo fratello, il più giovane che oggi ha 22 anni in quanto la sua posizione è più complicata. Il ragazzo è stato sottoposto a perizia per valutarne l’attendibilità. Gli inquirenti stanno attendendo la relazione dello psichiatra Renato Ariatti, lo stesso che ha eseguito la perizia sulla mamma di Cogne. Il giovane accusa una decina di religiosi di aver abusato di lui e ha parlato di vere e proprie orge e riti iniziatici.

    Sesso di gruppo e abusi di ogni tipo cominciati quando aveva nove anni. Fatti che, al momento, non avrebbero trovato riscontri. Più solide, invece, le dichiarazioni del fratello maggiore, motivo per cu i l’inchiesta è stata separata. Il ragazzo racconta di aver subito molestie da parte di don Giglio e ha parlato di toccamenti e sfregamenti. Non era un mistero per nessuno all’interno della comunità, del debole di don Giglio per il ragazzo. “Era il cocchino, il preferito”, hanno dichiarato tutti i testimoni. Ma da qui a pensare agli abusi ce ne passa. “Mi batte forte il cuore”, “Quando dico le omelie non faccio che pensare a te”, “Sei bellissimo”. Sono alcune delle frasi che don Giglio avrebbe detto al ragazzo riferite durante l’incidente probatorio al quale hanno assistito entrambi gli indagati. “I toccamenti sono cominciati quando ho confessato a don Giglio di aver avuto rapporti sessuali con Fossanova”, ha aggiunto. Il tutto va collocato nel clima che si respirava nella comunità con una predicazione fatta di punizioni e minacce. Il modo in cui era predicata la dottrina era già stata al centro di un procedimento della Santa sede perché al di fuori dei dettami e dei canoni della chiesa.

    La comunità è stata chiusa a dicembre e sicuramente l’indagine sulle presunte violenze sessuali ha accelerato la decisione. Gli indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare una memoria. Poi la procura deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio.

  • Presunti abusi sui Discepoli dell’Annunciazione, si affievoliscono le accuse su 10 indagati

    Presunti abusi sui Discepoli dell’Annunciazione, si affievoliscono le accuse su 10 indagati

    Novità nell’inchiesta della Procura di Prato sui presunti abusi sessuali all’interno dell’associazione di fedeli dei Discepoli dell’Annunciazione, che vede indagati 12 ex membri della comunità, sciolta lo scorso dicembre con provvedimento della Santa Sede per motivazioni indipendenti rispetto a quelle dell’inchiesta penale, legate a gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all’interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti.

    Venerdi scorso, dinanzi al gip del Tribunale di Prato, si è tenuto l’incidente probatorio per ascoltare, alla presenza dei legali dei due indagati, uno dei due fratelli che hanno denunciato di aver subito abusi sessuali negli anni passati. Il giovane, che oggi ha 28 anni, ha chiamato in causa il fondatore della comunità religiosa, il sacerdote veronese don Giglio Gilioli e un altro allora esponente dei Discepoli (un laico che non ha mai preso i voti) accusandoli di averli molestati quando lui era ancora minorenne, oltre dieci anni fa. Ai fatti non avrebbe assistito nessuno; l’inchiesta, che dalla fine di gennaio scorso ha cercato di scandagliare l’ambiente dei Discepoli dell’Annunciazione, ascoltando oltre 40 giovani avvicinatisi negli anni alla comunità, non ha portato alla luce altre presunte vittime oltre ai due fratelli pratesi.

    Se il racconto del fratello maggiore è ritenuto attendibile dagli inquirenti, al punto da essere stato sottoposto ad incidente probatorio, sembrano perdere consistenza le accuse del fratello minore, il quale aveva denunciato di aver subito violenze sessuali di gruppo all’interno della comunità, portando all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone. Il ragazzo è stato sottoposto a consulenza psichiatrica, per valutarne l’attendibilità, e al momento la Procura non ha avanzato richiesta di incidente probatorio per “cristallizzare” le sue dichiarazioni rese nei mesi scorsi, quando i presunti ricordi traumatici erano riaffiorati alla memoria grazie ad un percorso psicoterapeutico con tecniche EMDR, di desensibilizzazione e riprocessamento tramite movimenti oculari, una metodica che punta a facilitare il meccanismo di autoguarigione nel paziente, stimolando l’elaborazione delle informazioni nel suo cervello.
    Allo stesso percorso psicanalitico si sarebbe avvicinato il fratello maggiore, dopo aver fatto denuncia agli inquirenti.

  • Prato, 12 religiosi indagati per abusi su minori

    Prato, 12 religiosi indagati per abusi su minori

    La Procura di Prato ha iscritto altri tre religiosi nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta su presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all’epoca dei fatti contestati, che si sarebbero consumate tra il 2008 e il 2016 fra le mura delle sedi di Prato e di Calomini (Lucca) dell’ex comunità religiosa “I Discepoli dell’Annunciazione”.

    Sale così a dodici il numero totale degli indagati, sacerdoti, frati e religiosi, fra i quali il fondatore della comunità, il 73enne don Giglio Gilioli. Le accuse contestate a vario titolo sono violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Da quanto si apprende, i tre nuovi indagati sono i religiosi ricercati dagli investigatori dopo che era stato letto il diario di uno dei due fratelli che sarebbero stati abusati.

    La comunità di ispirazione mariana, a cui i genitori affidavano i loro figli perché ricevessero un’educazione adeguata, è stata soppressa ufficialmente circa due mesi fa, con decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per una serie di problemi fra i quali “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”, ma anche “limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri” e “deficienze nell’esercizio dell’autorità”.

  • Scandalo pedofilia, mistero sui diari delle vittime

    Scandalo pedofilia, mistero sui diari delle vittime

    Massa, 4 febbraio 2020 – Proseguono senza sosta gli interrogatori dei religiosi, membri dell’ex comunità i “Discepoli dell’Annunciazione” accusati di violenza sessuale su minori e violenza di gruppo. Il primo a essere sentito dai pm Laura Canovai e Valentina Cosci, è stato il fondatore dell’associazione (sciolta dal Vaticano a dicembre) don Giglio Gilioli, 73 anni, indagato principale nell’inchiesta della procura insieme ad altre otto persone, fra preti e non religiosi. A questi si potrebbero aggiungere altre quattro persone che, negli stessi anni in cui sarebbero avvenuti i presunti abusi, avrebbero frequentato la comunità di don Giglio. Ai nove indagati attuali si potrebbero aggiungere presto altri quattro nomi. Gli investigatori avrebbero trovato tracce in uno dei diari delle presunte vittime di altri nomi, uomini che avrebbero preso parte alle violenze di gruppo. Persone che al momento non sono state rintracciate ma che, se trovate, saranno incluse nell’elenco degli indagati. E’ proprio sui diari dei ragazzi che si stanno concentrando le attenzioni degli investigatori, oltre che sul confronto delle dichiarazioni dei sacerdoti e religiosi.

    Racconti che non avrebbero convinto del tutto gli inquirenti. I diari sono stati trovati dalla squadra mobile, diretta da Gianluca Aurilia, ad Aulla dove don Giglio e altri tre indagati si sono ritirati in seguito allo scioglimento della comunità. I quattro si sono trasferiti da Prato e si sono portati dietro i vecchi diari dei ragazzi, le presunte vittime che all’epoca dei fatti avevano 10 e 16 anni. Negli scritti di uno dei due sono indicati i nomi delle altre quattro persone che avrebbero preso parte alle violenze. Perché don Giglio e gli altri avevano conservato quei diari dopo tutto questo tempo? I diari hanno superato perfino un trasloco quando i membri dell’associazione si sono ritirati ad Aulla. Adesso sono nella mani della squadra mobile che li sta passando al setaccio: quelle pagine starebbero fornendo indicazioni utili alle indagini.

    Intanto la procura sta cercando di risalire all’identità degli altri ragazzi che fra il 2008 e il 2016 hanno frequentato la comunità di don Giglio. Ragazzi come le due presunte vittime che hanno partecipato ai centri estivi, al catechismo, alle attività della comunità. Giovani che passavano le giornate nella sede di via Bologna 68 o in Garfagnana. Una ricerca non facile, accompagnata dall’appello della procura di “farsi avanti” se si è a conoscenza di qualcosa. Una ricerca certosina da cui potrebbero arrivare nuovi spunti investigativi. Al momento ci sono le dichiarazioni dei due giovani, oggi 22 e 29 anni, e di un terzo fratello che non avrebbe subito abusi ma che sarebbe stato messo a conoscenza dei fatti dai fratelli.
    Laura Natoli