Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • “Io, violentata da un prete in ospedale”

    “Io, violentata da un prete in ospedale”

    La storia di Marie Collins raccontata ai leader della Chiesa cattolica

    Ho iniziato a guarire il giorno in cui il mio violentatore ha riconosciuto davanti al giudice la propria responsabilita’ e ha ammesso le sue colpe’. ‘E’ stato importante per me oggi parlare davanti ai vescovi ed essere ascoltata da loro, anche se e’ stato difficile, sono contenta di averlo fatto’. Cosi’ Marie Collins ha raccontato ai giornalisti la propria esperienza che, da vittima – a 13 anni quando un sacerdote abuso’ di lei mentre era malata e in ospedale – l’ha portata oggi ad essere ‘insegnante’ per i leader della Chiesa cattolica, la sua Chiesa, ai quali il Papa ha chiesto di ascoltare le vittime e costruire una cultura che protegga i bambini.

    GLI ABUSI – La signora Collins ha riferito del suo intervento insieme all’altra relatrice, la psichiatra Sheila Hollins, che ai vescovi ha invece illustrato i danni psicologici piu’ comuni nelle vittime di abusi. ‘La giustizia – ha confermato Hollins – e’ una necessita’ per le vittime degli abusi sessuali del clero’. MarieCollins ha parlato per la prima volta delle violenze subite solo quando aveva 47 anni, e ne ha aspettato altri 10 per ritrovare il coraggio di denunciare: la prima volta infatti i vertici della sua Chiesa, pur di fronte alla confessione dell’abusatore, insabbiarono la vicenda, ‘consentendogli cosi’ di far del male ad altri bambini’.

    UNA VITA ROVINATA – I disagi mentali successivi alla violenza subita, ha raccontato Collins, l’hanno perseguitata per tutta la vita, anche dopo il matrimonio d’amore a 29 anni e la nascita di un figlio. Solo con la confessione e l’arresto del suo aggressore, ha iniziato a superare i disturbi psicologici.Marie Collins, dopo l’esperienza di questa mattina, e’ apparsa comunque provata, meno energica dei giorni scorsi. ‘E’ importante – ha ribadito – che i colpevoli chiedano perdono e la Chiesa chieda perdono per non aver protetto i bambini, il Papa lo ha fatto, i vescovi seguano il Papa. Sta poi alle vittime decidere se concedere o no questo perdono’.

    LO SCANDALO – Quando alla fine degli anni Novanta e’ esploso negli Stati Uniti lo scandalo della pedofilia dei preti, nella Chiesa ‘si e’ detto ‘questo e’ un problema solo americano’, poi si e’ detto ‘e’ un problema solo degli anglofoni’, poi ‘e’ un problema solo dell’Occidente’, poi e’ successo in Italia, in Germania, in altri Paesi: oggi la Chiesa e’ finalmente consapevole che gli abusi del clero sono un problema di tutto il mondo’ e sa che deve ‘guardare l’ambiente attorno ai bambini e controllare chi sta accanto ai bambini’. Lo ha rimarcato mons. Stephen Rossetti, decano del programmi ministeriali per i seminari dell’universita’ cattolica di Washington, riferendo ai giornalisti del suo intervento al Simposio internazionale contro gli abusi del clero, in corso alla Gregoriana.

    PROBLEMA ANTICO – Mons. Rossetti ha ricordato che quello degli abusi e’ un problema ‘antico’, che la Chiesa ha i propri ‘tempi’ e che si tratta di un ‘processo lungo e forse lento, ma – ha assicurato – il processo e’ cominciato, la Chiesa ha imboccato la sua strada, il cammino procedera”. Rossetti e’ stato interpellato anche a proposito dell’impatto sui vescovi e sui partecipanti al simposio dell’intervento di Marie Collins, 63 anni, irlandese, abusata da un sacerdote quando ne aveva 13 ed era ricoverata in ospedale. ‘E’ stata una presentazione molto commovente – ha detto il prelato – l’emozione era forte e la gente era commossa’. (ANSA)

  • Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    Scritto il 04/2/12 • Categoria: Attualità,Cronaca
    Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    di Francesca Marruco

    Non si è tirato indietro il vescovo Monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che sabato mattina in occasione della festa del patrono san Francesco di Sales ha incontrato i giornalisti e ha parlato autonomamente anche delle «questioni difficili e dolorose per la comunità ecclesiastica». E’ stato il presule ad annunciare che ben presto prenderà una decisione sul sacerdote perugino accusato di abusi sessuali su cui sta indagando una commissione appositamente istituita in Curia. Intanto il sacerdote non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, e non è stato interrogato né dalla commissione religiosa né dalla magistratura ordinaria.

    La vicenda del sacerdote denunciato per abusi Il sacerdote perugino era stato denunciato da alcuni ospiti delle comunità di recupero da lui gestite che hanno detto di essere stati molestati e abusati da lui. Dal momento in cui la notizia è divenuta di pubblico dominio il prete si è autosospeso e si è ritirato in un posto sconosciuto ai più. La vicenda emerse con un servizio della trasmissione Le Iene a cui fecero seguito le denunce dei giovani, italiani e stranieri. «L’anno trascorso –ha detto il presule – è stato denso di avvenimenti mondiali e locali. Anche la nostra città di Perugia è stata al centro di quel carosello mediatico che insegue ovunque i fatti eclatanti della cronaca, specie della cronaca nera. Anch’io, mio malgrado, sono stato fatto oggetto di attenzione mediatica, per un triste caso di cronaca in cui sarebbe coinvolto un nostro prete diocesano».

    La commissione sta terminando il suo lavoro «Come bene sapete – ha sostenuto ancora l’arcivescovo – è stata costituita una commissione diocesana di indagine, che sta portando a compimento il proprio lavoro, in modo che io possa pronunciarmi su tutta la vicenda in modo sereno ed equo. Il campo di indagine è stato assai ampio. Il lavoro è stato svolto con competenza, coscienza e grande delicatezza». La relazione conclusiva della commissione dovrebbe arrivare entro la fine del mese di febbraio. Poi l’incartamento passerà al vescovo, che, in base ai dati raccolti, dovrà decidere come comportarsi nei confronti del sacerdote che potrebbe essere sospeso o ridotto allo stato laicale nel caso in cui, per la commissione, le accuse fatte risultino vere. «Certi miei silenzi erano voluti – ha detto ancora il vescovo – non ero spaventato dalle “Iene”, volevo meditare».

    Le comunità del sacerdote «Ci sono circa duecento persone che vivono in sei case di accoglienza( gestite dal sacerdote indagato, ndr) – ha detto ancora il presule a questo proposito : cinque in Umbria e una in Kosovo. La nostra Chiesa le apprezza, le sostiene e le segue con grande attenzione, sempre più in esse deve crearsi il calore della famiglia. E’ vero che, i tempi camminano rapidamente e tutto può essere migliorato, perfezionato e aggiornato, ma, direbbe il filosofo Bergson anche se il fiume sulla superficie sarebbe ghiacciato, nel suo interno scorre una corrente di energia e di vita. Basta poi il tepore della primavera per far sparire tutto il ghiaccio».

    Grazie per la correttezza Il presule ha anche ringraziato « per la sobrietà e la sostanziale correttezza con cui avete seguito i casi di cronaca nei quali sono state coinvolte, purtroppo, persone di Chiesa e che tanta sofferenza hanno procurato alla comunità ecclesiale».

    Amanda e Raffaele, se innocenti, bene assoluzione Il presule su richiesta dei giornalisti ha anche parlato del processo ad Amanda e Raffaele: «Cosa resta della pressione mediatica del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito? Posso dire che la legge ha dovuto esprimersi con quello che aveva in mano – ha risposto – . Nelle persone più semplici c’erano altre attese. In occasione della sentenza ho avuto modo di dire che se erano stati incarcerati ingiustamente è giusto rallegrarci per la ritrovata libertà, ma restano aperti degli interrogativi e la sofferenza per una famiglia che ha perso la propria figlia, Meredith».

    La neve una volta non avrebbe fatto notizia Monsignor Bassetti ha ricordato infine che san Francesco di Sales andava in giro per le case dei calvinisti e infilava sotto le porte dei volantini che faceva stampare lui con il commento del Vangelo e una piccola catechesi. «Adesso la comunicazione è cambiata – ha detto -, tutto fa notizia e con i nuovi messi è velocissima. Questa nevicata una volta non avrebbe fatto notizia, era una cosa normale, oggi finisce in cronaca. Siamo frastornati dalle notizie e spesso non riusciamo a comprendere cosa è importante. Da qui l’invito di papa Benedetto XVI di riflettere sul rapporto tra parola e silenzio. Due momenti che si devono integrare, se si escludono la comunicazione si deteriora. Il silenzio è ascolto dell’altro».

  • Pedofilia: Cei, linee guida pronte a maggio. Grande attenzione

    Pedofilia: Cei, linee guida pronte a maggio. Grande attenzione

    27 Gennaio 2012 – 14:24

    (ASCA) – Roma, 27 gen – La stesura delle linea guida della Conferenza Episcopale Italiana sugli abusi sessuali su minori commessi dai preti ”si avviano alla fase di definizione e pubblicazione”: lo ha reso noto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione del Consiglio Permanente dei vescovi.

    Le linee guida Cei sono state passate due volte al vaglio del ‘parlamentino’ dei vescovi, lo scorso settembre e questa settimana, e verranno sottoposte all’approvazione di tutti i vescovi all’assemblea generale del prossimo maggio. La doppia lettura delle norme, ha spiegato mons. Crociata, ha permesso una ”attenzione accurata ai particolari” e i tempi si sono allungati ”non per difficolta”’ ma per una ”esigenza di condivisione”.

    Quanto alla collaborazione con le autorita’, le linee guida vaticane per le Conferenze Episcopali prescrivono di operare ”nel rispetto e nei limiti delle legislazioni nazionali”. In Italia, ha aggiunto mons. Crociata, ”non e’ prevista denuncia attiva: questo non limita la collaborazione, esprime una modalita’ circoscritta dalla legislazione specifica, ma consente una completa collaborazione con l’autorita’ civile. Questo e’ il punto da tenere: la volonta’ di collaborazione perche’ la verita’ sia accertata”.

    ”L’impegno dei vescovi”, ha spiegato, e’ ”volto a controllare questo ambito in modo da assicurare attenzione dovuta alle vittime degli abusi, doverosa e sentita, e una cura della formazione sia di base dei seminaristi sia permanente dei presbiteri, per assicurare di affrontare questa materia in modo da escludere nella maniera piu’ determinata ogni possibile abuso per quanto e’ nelle possibilita’ dei vescovi e della Chiesa”.

  • Sgarbi shock: Don Gelmini pedofilo? Colpa di 4 ragazzotti che si son fatti toccare per vendersi

    Sgarbi shock: Don Gelmini pedofilo? Colpa di 4 ragazzotti che si son fatti toccare per vendersi

    Le dichiarazioni al funerale di don Verzè: “Che don Gelmini accarezzi un ragazzo è una cosa che non vuol dire nulla”.

    Redazione Cadoinpiedi.it

    Vittorio Sgarbi litiga anche al funerale di don Verzè quando, incalzato dai giornalisti, si lascia andare in affermazioni contro i pm che accusavano proprio il prete.

    E poi aggiunge una frase a difesa di Don Gelmini, prete accusato di pedofilia: “Quattro ragazzotti pronti a vendersi si son fatti toccare. Che don Gelmini accarezzi un ragazzo è una cosa che non vuol dire nulla.

    E poi il ragazzo approfitta perché vuole dei soldi”.

    http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/03/sgarbi_shock_don_gelmini_pedofilo_colpa_di_4_ragazzotti_che_si_son_fatti_toccare_per_vendersi_-_vide.html

  • Presunti abusi sessuali sacerdote, depositata altra denuncia in procura

    Presunti abusi sessuali sacerdote, depositata altra denuncia in procura

    Perugia, 21 nov. (Adnkronos) – Un’altra denuncia e’ stata depositata stamane in procura a Perugia da un 32enne italiano che sostiene di essere stato vittima di molestie sessuali da parte di un sacerdote perugino che gestisce alcune comunita’ di recupero della Caritas mentre era ospite di una di queste.

    Lo stesso sacerdote e’ stato gia’ denunciato da almeno altre due persone, anche loro rappresentate dagli avvocati Alessandro Fratini e Federico Mazzi che la settimana scorsa avevano reso noto con un comunicato il deposito della prima denuncia.

    Sempre oggi il ragazzo italiano e un ragazzo africano hanno chiesto e ottenuto di essere ascoltati dalla commissione d’inchiesta istituita dalla Curia Arcivescovile di Perugia. In mattinata, accompagnati da una volontaria e da una troupe della trasmissione ”Le Iene”, avevano anche tentato di avvicinare il vescovo monsignor Gualtiero Bassetti in una funzione religiosa a Perugia.

    21/11/2011

    www.libero-news.it/news/873861/Peru…in-procura.html

    Seconda denuncia a pm su presunti abusi in struttura Caritas
    Accusatori sentiti da commissione Curia

    21 novembre, 19:12

    (ANSA) – PERUGIA, 21 NOV – Un’altra querela, la seconda, e’ stata depositata oggi alla procura della Repubblica di Perugia nei confronti di un sacerdote perugino accusato di presunti abusi sessuali in una struttura di accoglienza della Caritas della provincia.

    Sempre oggi i due giovani che si sono rivolti alla magistratura sono stati ascoltati dalla Commissione d’indagine istituita dalla Curia perugina per far luce sulla vicenda.

    ”E’ nostro interesse fare chiarezza e conoscere la verita”’ ha detto don Paolo Giulietti, vicario generale dell’arcidiocesi.

    (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/umb…l_15796432.html

    Perugia: vicario su presunti abusi sacerdote, nostro interesse far chiarezza

    Perugia, 21 nov. (Adnkronos) – ”E’ nostro interesse far chiarezza sulla vicenda e conoscere la verita”’. Lo ha sostenuto don Paolo Giulietti, vicario generale dell’arcidiocesi di Perugia, rispondendo alle domande dei giornalisti sui presunti abusi sessuali di un sacerdote perugino attivo in alcune comunita’ di recupero della zona.

    ”Il tribunale ecclesiastico decidera’ eventuali sanzioni – ha aggiunto don Giulietti – Noi in buona fede facciamo il nostro mestiere”.

    Il vicario ha aggiunto: ”Il sacerdote non e’ piu’ negli ambienti in attesa di chiarimenti”, concludendo dicendo che ”le presunte vittime sarebbero potute venire in Curia anziche’ essere portate in tribunale, la verita’ non si accerta in televisione”.

    21/11/2011

    http://www.libero-news.it/news/873909/Peru…-chiarezza.html

  • Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    E’ iniziato Giovedì 22 Settembre il Pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi e fra oggi e domani si concluderà. Io l’ho rintracciato e gli ho chiesto di spiegarmi meglio la motivazione che lo ha spinto a questa nuova protesta dopo lo sciopero della fame intrapreso l’anno scorso. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati la volta scorsa (se ve la siete persa, cliccate qui), per poi soffermarci a parlare della denuncia al papa, ma anche delle numerose testimonianze che ha raccolto lungo il suo pellegrinare di questi giorni. Esclusiva

    Francesco l’ultima volta che ci siamo sentiti è stato in occasione del tuo sciopero della fame, quasi un anno fa, contro i preti pedofili. Lo sciopero è finito e cosa hai ottenuto?
    Purtroppo nulla di positivo, ma tante intimidazioni da parte del clero. Un risultato atteso, utile a salire i livelli della casta, utile a fare emergere le reali intenzioni del clero in modo che non si possa parlare di illazioni.
    Da qualche giorno, invece, è iniziato il tuo viaggio, rigorosamente a piedi, da Savona a Roma. Ti va di spiegarci i motivi che ti hanno indotto a mettere in atto questa nuova crociata?
    Gli abusi commessi da membri del clero sono particolarmente devastanti e frustranti, per la vittima e i familiari, difficili da affrontare, perché difficile è associare un uomo che veste l’abito talare a questi crimini. Al tempo stesso nella giovane vittima si infrange la fiducia, che per abitudine associamo al sacerdote, da quel momento sarà sola perché non riuscirà più a fidarsi, crescendo con questo trauma. La nostra cultura, fondamentalmente cattolica condiziona molto la visione che tutti abbiamo di questa piaga. È molto facile individuare e intervenire su un pedofilo laico, quindi soccorrere anche la vittima, ma quando si tratta di un sacerdote le cose cambiano. Ad esempio il fatto che il laico venga isolato dalla società, mentre il sacerdote ha il sostegno dei fedeli e della Diocesi, crea la visione che sia impossibile che un uomo di Dio abbia commesso queste atrocità. Spesso non notiamo l’esempio che ho appena fatto, ci limitiamo a pensare che se è colpevole la giustizia interverrà, come nel caso del laico. La somma di tante situazioni simili porta al risultato, che spesso il laico va in carcere, viene segnalato e la vittima aiutata. Il sacerdote no, la copertura che si crea spesso con l’inconsapevole complicità di molti, difficilmente porta ad una condanna. L’unico modo per fermare questo meccanismo è quello di denunciare, quello di rompere il silenzio. Il dovere della società è quello di non girarsi dall’altra parte, di non far sentire emarginate queste persone, ma di darle sostegno, di aiutarle a chiarire la confusione, la paura, si sentono sporche e provano spesso vergogna per gli abusi che hanno subito, sono sole, chiuse in se stesse, non sono più riuscite a fidarsi dopo quell’esperienza.
    Anche io ho subito abusi da parte di un sacerdote, lo vedo tutt’ora girare impunito per le strade, ammette anche di avere abusato di me, facendosi forza del fatto che io sia prescritto. L’ho visto troppo spesso in passato con minori, che poi ho saputo furono a loro volta abusati, come me, ma io non avevo fatto nulla per impedirlo. Tante volte mi sono fatto sensi di colpa, ma poi ho imparato a reagire, a non subire più, a farmi coraggio, a rialzarmi da quello stesso peso che mi ha privato dei migliori anni della mia vita, di chi ha vissuto vicino a me, fino a che non mi sono opposto. Le vittime devono imparare che non sono sole e che possono aiutarsi, spesso anche a vicenda. Che possono aiutare un altro bambino a non subire gli stessi orrori, che conosciamo tutti molto bene, anche se spesso crediamo che gli altri non possano capire. Proviamo a fare capire cosa vuole dire un abuso su un bambino, forse riusciremo a sensibilizzare quelle persone che ora fanno finta di non essersi mai accorti di nulla, quelle che fanno finta di non vedere, quelle che si sono accorte ma non hanno denunciato, limitandosi a togliere i propri figli da quei luoghi. Più semplicemente quelli che non sanno che cosa è la pedofilia e la confondono ancora con la pederastia. Per questo voglio portare di persona la testimonianza che da vittime si può diventare sopravvissuti.
    Quando vedi il tuo carnefice girare liberamente per le strade, cosa provi?
    Tristezza perché so bene chi è e cosa fa, la cosa che mi da più dispiacere è il fatto che sta continuando a rovinare la vita a degli innocenti, con la complicità della chiesa e della magistratura che non sta intervenendo malgrado le prove e le vittime non prescritte. Uno scenario tutto italiano che incita alla delinquenza, purtroppo nel nostro paese le persone veramente tutelate dalla legge sono i criminali. Le vittime sono costrette a subire.
    Ė di questi giorni la notizia che il papa Benedetto XVI è stato denunciato per crimini contro l’umanità per aver compiuto 3 crimini: responsabile del mantenimento della leadership di un regime totalitario di coercizione in tutto il mondo  che soggioga i suoi membri con minacce terrificanti e nocive per la salute;  adesione ad un fatale proibizione dell’uso del preservativo, anche quando il pericolo di infezione da HIV-AIDS esiste; istituzione e mantenimento di un sistema mondiale di copertura dei crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che agevola nuovi crimini.
    Questa denuncia è segnale che la società è cambiata. Tu come hai reagito sentendo questa notizia e quale è stata la prima cosa a cui hai pensato?
    Io sono parte di questa denuncia, l’unica associazione italiana che la ha appoggiata è stata la rete l’abuso. Siamo coscienti che questa è e resterà solamente una pubblica denuncia in quanto il vaticano non riconosce l’AIa ed in Italia è protetto da una politica corrotta che contribuisce solamente alla tutela di criminali come la chiesa. Nel nostro paese i primi ad avere paura sono proprio i magistrati ed i politici. Mani pulite ne è stata una delle tante prove, le indagini anche in quel caso dovettero fermarsi ai confini dello stato del vaticano.
    Diciamo che i rapporti con la chiesa ultimamente per te stanno diventando sempre più complicati, tanto è vero che hai ricevuto lo sfratto da casa tua che era di proprietà della chiesa. Ti va di dirci come s’è svolta la vicenda?
    Direi l’opposto ovvero che la chiesa ora ha un cane sciolto che non molla l’osso, lo sfratto è stato uno dei clamorosi autogol della chiesa, il mio contratto scadeva tra due anni, ora invece ho la garanzia di restare ancora per 5 senza pagare né affitto né spese condominiali che ricadono a carico del proprietario. Una delle intimidazioni classiche del clero, che però l’ha fatta alla persona sbagliata, ovvero ho sempre perseguito senza paura la verità, ora mi sento veramente libero di agire. Il bliz da Bagnasco ne è la prova, non si può dire che sia stato positivo per lui.
    Tornando al tuo pellegrinaggio per la verità, con questo viaggio stai raccogliendo, nelle varie città in cui passi, delle testimonianze di abusi avvenuti dai preti. La gente riesce a raccontarti le storie oppure tendono pur sempre a proteggere la chiesa?

    No chi si avvicina non protegge la chiesa, tutt’altro, le vittime hanno ancora molta paura ad uscire allo scoperto, ma lo stanno facendo. Escono molti casi non ancora noti e moltissimi sacerdoti di cui non sapevamo. Forti critiche alla chiesa arrivano anche dagli stessi sacerdoti, scoraggiati ed imbarazzati davanti a tutto ciò, una loro frase ricorrente è che a questi punti il papa farebbe più bella figura a consegnare gli archivi, vi ricordo che lo scandalo non è italiano, ma mondiale, diciamo che l’Italia è la nazione che fino ad ora non ha reagito. Ma le cose stanno cambiando.

    Nel video che hai postato su youtube si vede benissimo come la gente, pur riconoscendoti, ti ha accolto bene a differenza dei due parroci e del Cardinale Bagnasco, che sembravano, invece, nervosi e quasi infastiditi dalla tua presenza lì. Ci racconti bene cosa hai visto durante quella funzione?

    Tengo a precisare chi era quella gente, i credenti più convinti, la reazione è stata un’anime cosa generalmente impossibile, in condizioni normali, con la maglia che avevo addosso mi avrebbero fischiato o costretto ad uscire. Invece rientrato dall’intervista chiesta dai giornalisti presenti, i fedeli mi hanno addirittura tenuto il posto in prima fila, molti mi hanno parlato e pur non assecondando nessuno ha prevalso il buon senso. Confesso che entrando avevo paura di una reazione opposta, quella ottenuta è stata in’aspettata, ho anche fatto la comunione, scatenando solo le ire dei preti e di Bagnasco. Mi ritengo molto soddisfatto, senza neppure fare una parola, la mia sola presenza ha scosso positivamente le coscienze.

    Sempre nel tuo video, sottolinei che il “Cardinale Angelo Bagnasco, parlando di Seppia si lascia sfuggire la frasecostretti a rimuoverlo anche se si corregge subito dopo.[…] Credo che la mia presenza e la sinistra censura imposta ai mezzi di informazione abbia tutt’altro che rimarginato lo squarcio aperto dal caso di don Seppia.” Mi spieghi a che tipo di censura ti riferisci?

    Purtroppo i mezzi di informazione presenti hanno avuto serie difficoltà a pubblicare le mie dichiarazioni e questo accade spesso purtroppo.
    Francesco durante il tuo tragitto verso Roma, mercoledì scorso 5 ottobre, ti è successa una cosa che ha dell’incredibile. Ci dici in breve in cosa consiste?
    Mercoledì ho subito una perquisizione da parte della polizia che non ha applicato nessuna delle procedure in vigore. Per farla breve, hanno agito sotto ordine non della questura, ma diciamo così di ignoti. A seguito di questo sono stati depositati esposti alle procure di Savona e Livorno. Per motivi di tutela personale, posso procedere a piedi verso Roma ma non posso più passare fuori dai centri abitati, arrivo previsto a Roma fra oggi e domani
    Una volta arrivato a Roma, cosa farai?
    Poche ore prima avviserò i sostenitori del mio imminente arrivo, avviserò il portavoce padre Lombardi e mi avvierò in territorio Vaticano. Li può accadere di tutto, dall’essere ricevuto all’essere bloccato dalla polizia. Ritengo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni che il Papa ha fatto a Berlino che sarò ricevuto, nel caso contrario avrò scalato l’intera casta ecclesiastica, e tireremo le vere somme sulle reali intenzioni e responsabilità che il clero non vuole assumersi. In questo caso ho già un’iniziativa pronta, sempre nel mio stile non violenta, ma meglio non parlarne per ora.
    Intervista:  Francesco Sansone
    Grafica: Giovanni Trapani
  • Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Nessuno a Castellina Scalo punta il dito contro il sacerdote. Leggi il commento di Don Carraro
    IL COMMENTO DI DON CARRARO Abusi al campo parrocchiale

    Siena, 8 luglio 2011 – SOTTO un sole che spacca le pietre che proprio non ce la fa ad asciugare la pioggia di polemiche che il caso sta provocando, Castellina Scalo si scopre un paese diviso a metà. Da una parte quelli che sostengono a spada tratta don Doriano e che anche in queste ore concitate non gli fanno mancare affetto e solidarietà, dall’altra quelli che, non frequentando né la chiesa né la parrocchia, preferiscono tacere, stendendo su questa brutta storia il velo del silenzio.

    «Don Doriano è una gran brava persona, un vero sacerdote. Agisce sempre per il bene degli altri, senza secondi fini. Ha fatto così anche in questa delicata vicenda». Siamo al bar del paese e le parole di Graziano Ragoni sono la sintesi perfetta del pensiero di tutti quelli che a Castellina Scalo stanno dalla parte del loro parroco, difendendolo strenuamente, senza se e senza ma.

    Sulla stessa lunghezza d’onda la titolare del locale, Manuela Gambassi. «Don Doriano è una bella persona, sempre disponibile. Esegue alla lettera la sua missione pastorale: aiutare il prossimo. Forse è troppo buono, e ad essere troppo buoni a volte si finisce per ritrovarsi nei guai». Nel bar del paese non si parla d’altro. Del resto Don Doriano a Castellina Scalo è un’istituzione. Conosce tutti e tutti lo conoscono. Anche chi, come Anna Vannini, viene da queste parti solo in vacanza. «Ha commesso un’ingenuità ad ospitare quella persona. Anche se è un parroco, avrebbe dovuto informarsi su chi prendeva in casa. Ma l’onesta e la purezza di don Doriano restano».

    INGENUITA’ è una parola che ricorre anche nel commento di Mauro Pistolesi, anche lui assiduo frequentatore del bar del paese. «Sì, ha peccato d’ingenuità, dal momento che il suo ospite aveva dei precedenti penali per violenze sessuali su minori. Il provvedimento della curia? Non lo so se é giusto». Già, il provvedimento della curia, altra questione al centro dei discorsi della gente di Castellina.

    «Forse si tratta di una provvedimento affrettato, afferma con tono pacato ma fermo un altro cliente del bar, Enzo Carli. Prima di sospendere il parroco si doveva aspettare il lavoro della magistratura. Certe misure si adottano soltanto quando è stata fatta completa luce sulla vicenda».

    Fuori dal bar un gruppetto di persone sta parlando. Si tratta di quattro pensionati che tuttavia non hanno nessuna voglia di continuare la chiacchierata con i giornalisti. «Noi non andiamo né alla messa, né in parrocchia. Di conseguenza preferiamo tacere su questa storia. Almeno in pubblico».

    UNA RAGAZZA sui vent’anni alla fermata dell’autobus si lascia sfuggire una frase che rispecchia il parere di tanti, qui a Castellina Scalo. «Don Doriano è un grande parroco. Ce ne fossero come lui. Se ha sbagliato, lo ha fatto per troppo amore nei confronti degli altri». Questa l’atmosfera che si respira in paese in questi giorni di afa e polemiche per una vicenda che, c’è da scommetterci, finirà per lasciare un segno indelebile in una comunità piccola ma legata al parroco da un grande affetto.

    MARCO BROGI

    http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2011…arrocchia.shtml

  • Bagnasco attacca i magistrati: “situazioni inverosimili, forse costruite”

    Bagnasco attacca i magistrati: “situazioni inverosimili, forse costruite”

    di GIUSEPPE FILETTO  Il cardinale e i demoni di don Seppia “Io, tradito dalla sua doppia personalità”

    È il presidente dei vescovi italiani. È l’arcivescovo di Genova, ma il cardinale Angelo Bagnasco è anche un uomo. Un uomo ferito dalla squallida e dolorosa vicenda di don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa di Spirito Santo di Sestri Ponente, in carcere dal 15 maggio scorso perché accusato di pedofilia, di cessione di droga e di induzione alla prostituzione.

    “È una vicenda incredibile, non si crede a quanto si legge nei verbali, nessuno di noi poteva immaginare così tanto. Pensi che due anni fa, quando sono andato in visita pastorale in via Ludovico Calda, mi ha fatto trovare la chiesa piena di bambini e di bambine, di tanta gente. Nessuno di noi avrebbe potuto pensare… Tanto che una donna della parrocchia, dopo che è scoppiato lo scandalo, un giorno ha detto ai giornalisti: “Ma cosa volete capire voi di questa storia? Noi non l’abbiamo capito in 17 anni””.

    Il Cardinale, ieri, a margine della processione del Corpus Domini effettuata tra i viali dell’ospedale Gaslini, parla con il cronista. Sulla vicenda di don Seppia esce allo scoperto per la prima volta. Davanti a testimoni. Ne ha voglia. Si capisce: i suoi occhi diventano lucidi ad ogni passaggio che ha offeso la Chiesa da lui guidata. Il presidente della Cei che finora in merito ha rifiutato le interviste, sceglie Repubblica. L’Arcivescovo è un alto prelato che sa comunicare, quando vuole e come vuole. Sa che questo colloquio sarà pubblicato: “Forse è un po’ prematuro – è però il suo timore – ma spero che non siano strumentalizzati e che non escano fuori e siano messi in evidenza soltanto gli aspetti più polemici. Mi posso fidare?”.

    Al quinto piano del padiglione 17 delle Chirurgie, sul terrazzo dell’alloggio dei frati Cappuccini che guarda il mare liscio come l’olio e il cielo terso uscito da un acquerello, il Cardinale parla per 40 minuti. Più da uomo sanguigno, fatto di carne, che da freddo porporato. Parla da uomo di fede, ma provato. Tradito.

    Per 17 lunghi anni don Seppia è stato parroco. Durante i quali da una parte ha praticato la sua omosessualità, ha avuto un amico-amante (l’ex seminarista Emanuele Alfano, in carcere anche lui per le medesime ragioni) conosciuto dentro la chiesa di Sestri Ponente, ha avuto rapporti sessuali anche con minori, ha tentato di adescare pure un chierichetto. Tanto che al suo ingresso in carcere ha dichiarato spontaneamente di essere omosessuale, tossicodipendente e sieropositivo. Nessuno si era mai accorto di nulla? Pure, certi particolari sono “diabolici”.

    “Dall’altra parte è descritto come prete inflessibile, ligio al suo dovere: solo una mente malata, un soggetto da curare poteva avere questo sdoppiamento della personalità – sottolinea il Cardinale – e aldilà degli aspetti penali che questa vicenda avrà, occorrerà ricostruire la personalità di lui”. Sua Eminenza non cita mai il nome di don Riccardo, ma confida che nelle scorse settimane ha ricevuto il papà del sacerdote (sospeso dalla Curia). Un uomo distrutto, che gli ha detto di sperare tanto che il figlio si curi interiormente.

    Sua Eminenza non nasconde il proprio rammarico e il disappunto nei confronti della stampa: “Ha fatto emergere le cose più morbose, spesso non contestualizzandole e strumentalizzandole”. A cosa si riferisce? “Ad esempio alle fantasie inventate sulla chiesa di Carignano”, risponde monsignor Angelo Bagnasco, stringendo l’anello cardinalizio tra l’indice e il pollice. Agli atti dell’inchiesta c’è un verbale dei carabinieri del Nas di Milano, dove don Pier Carlo Casassa (ex parroco di Carignano) e Bernardina Masia (Dina, sua ex perpetua volontaria) hanno dichiarato che in un locale del campanile di questa chiesa c’era un giro di ragazzini messo su da don Capurro. Incontri chiacchierati dagli stessi parrocchiani. “Ma vi sembra che queste testimonianze possano essere attendibili?”, si chiede il Cardinale. Che preferisce non parlare di don Casassa e di Dina: “Per carità, nulla tra i due, potrei mettere non solo una mano, ma due sul fuoco”.

    Non sono attendibili le intercettazioni e le dichiarazioni raccolte nella voluminosa inchiesta scattata a Milano e trasmessa per competenza al pm Stefano Puppo? “Sono cose a cui non è facile credere, difficilmente attribuibili a una persona sana di mente – ammette Bagnasco – ci sono frasi che sembrano dettate dal delirio. Qui non siamo in presenza delle debolezze dell’uomo, il che si potrebbe capire, ma ci sono situazioni inverosimili, forse costruite, probabilmente pronunciate soltanto in preda all’eccitazione”.

    Per un uomo che ha scelto il sacerdozio, non è facile credere che un prete, don Seppia, durante un’intercettazione telefonica, abbia detto ad Alfano: “Quel ragazzino me lo farei sull’altare…”. L’Arcivescovo lascia intuire di aver letto e riletto tutte le 900 pagine, che hanno violentato la sua Chiesa. “Questa storia ci fa capire e ci insegna molte cose – precisa il capo della Curia di Genova – : da una parte mi colpisce il parrocchiano che mi chiede se è valido il battesimo di suo figlio, celebrato da questo sacerdote. Gli ho risposto che i sacramenti sono impartiti da Dio. Dall’altra trovo eccezionale la risposta arrivata dalla gente di via Calda: nel giorno di Pentecoste ho trovato la chiesa piena, di fedeli che vogliono cancellare questo brutto capitolo. Questa cosa la trovo straordinaria, il segno del bene che prevale sul male. Sempre”.

    (23 giugno 2011)

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/06/23/news/il_cardinale_e_i_demoni_di_don_seppia_io_tradito_dalla_sua_doppia_personalit-18099810/

  • Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna, durante la presentazione del simposio ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’ organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, è stato interpellato dai giornalisti sul tema della pedofilia clericale.
    “Negli ultimi tempi”, ha affermato, “ho notato una grande consapevolezza” tra i vescovi e la “volontà di dare una risposta adeguata”. Alla domanda se vescovi siano tenuti a denunciare gli abusi di cui vengono a conoscenza, mons. Scicluna ha detto non hanno un “obbligo normativo”. C’é però, ha aggiunto, una “responsabilità morale” perché seguano “pratiche migliori” per proteggere i minori. Mentre i giudici italiani propendono per l’obbligatorietà della denuncia da parte dei vescovi, i giuristi consultati dalla Cei ritengono sufficiente che il vescovo raccomandi le vittime a denunciare gli abusi, senza sostituirsi a loro nella denuncia.
    Comunque, “vale anche per l’Italia la nostra raccomandazione agli episcopati di recepire con spirito di collaborazione la legislazione civile attuale”, comprese “le sentenze più recenti”, ha chiarito Scicluna. La “comunità cristiana” e il clero, ha aggiunto, devono essere educati a riconoscere i segni di ogni “abuso di potere a sfondo erotico”, perché ogni abuso provoca un “trauma” che può portare ad “uccidere nell’anima del cristiano la fede”.
    Valentino Salvatore

    http://www.uaar.it/news/2011/06/19/mons-sc…-gestire-abusi/

  • Mons Scicluna: I vescovi non denuncino i preti criminali, L’obiettivo è sempre lo stesso: soffocare lo scandalo

    Mons Scicluna: I vescovi non denuncino i preti criminali, L’obiettivo è sempre lo stesso: soffocare lo scandalo

    Premessa: Seguire la legge civile non significa assolutamente niente. Tutti dobbiamo seguire la legge. Se invitassimo a non seguirla sarebbe istigazione a delinquere.

    E siccome in Italia non vi è obbligo di denuncia dei crimini sessuali è ovvio che il Vaticano non vuole che i vescovi denuncino i preti criminali.

    I preti devono limitarsi a non ostacolare la legge (cosa che in verità non fanno sempre), non a denunciare.

    E difatti in Italia si riscontra un solo caso di prete denunciato dal vescovo per abusi sessuali, a Bolzano, il prete nazionalista altoatesino Martin Steiner.

    Quando qualche prete ha effettivamente collaborato con la magistratura è stato fatto fuori, come nei casi di don Ruggero Conti e don Nello Giraudo.

    La direttiva vera è sempre la stessa: proteggere i preti criminali e soffocare lo scandalo.


    18-06-11
    PEDOFILIA: MONS.SCICLUNA, VESCOVI SEGUANO LEGGI E GIURISPRUDENZA PAESE

    (ASCA) – Roma, 18 giu – L’indicazione della Santa Sede ai vescovi di tutto il mondo e’ quella di seguire la legge locale di fronte ai casi di pedofilia che si verificano all’interno della Chiesa. Un’istruzione gia’ contenuta nella Lettera circolare inviata dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede alle conferenze episcopali e ribadita oggi da mons.

    Charles Scicluna, promotore di giustizia dell’ex-Sant’Uffizio, con la precisazione che il rispetto delle leggi include comprende anche quello di seguire ”gli sviluppi della giurisprudenza”.

    Mons. Scicluna ha risposto oggi alle domande dei giornalisti alla presentazione del simposio ”Verso la guarigione e il rinnovamento”, organizzato dalla Pontificia Universita’ Gregoriana insieme ad alcuni dicasteri della Santa Sede. Alla domanda se i vescovi italiani abbiano o meno l’obbligo di denunciare al magistrato crimini di pedofilia di cui vengano a conoscenza, visto che in un caso recente la giurisprudenza ha difeso uno psicologo che aveva denunciato i rischi che un suo paziente abusasse di bambini, anche violando il segreto professionale, il ‘pubblico ministero’ vaticano per i casi di abuso ha risposto che ”la Conferenza episcopale italiana ha una equipe di grandi giuristi per seguire gli sviluppi della giurisprudenza”.

    I vescovi, per mons. Scicluna, hanno se non lo ”obbligo normativo” di certo la ”responsabilita’ morale” di seguire le ”pratiche migliori” in campo di protezione dei bambini, anche al di la’ delle leggi locali.

    www.asca.it/news-PEDOFILIA__MONS_SC…27394-ORA-.html

    Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna, durante la presentazione del simposio ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’ organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, è stato interpellato dai giornalisti sul tema della pedofilia clericale.
    “Negli ultimi tempi”, ha affermato, “ho notato una grande consapevolezza” tra i vescovi e la “volontà di dare una risposta adeguata”. Alla domanda se vescovi siano tenuti a denunciare gli abusi di cui vengono a conoscenza, mons. Scicluna ha detto non hanno un “obbligo normativo”. C’é però, ha aggiunto, una “responsabilità morale” perché seguano “pratiche migliori” per proteggere i minori. Mentre i giudici italiani propendono per l’obbligatorietà della denuncia da parte dei vescovi, i giuristi consultati dalla Cei ritengono sufficiente che il vescovo raccomandi le vittime a denunciare gli abusi, senza sostituirsi a loro nella denuncia.
    Comunque, “vale anche per l’Italia la nostra raccomandazione agli episcopati di recepire con spirito di collaborazione la legislazione civile attuale”, comprese “le sentenze più recenti”, ha chiarito Scicluna. La “comunità cristiana” e il clero, ha aggiunto, devono essere educati a riconoscere i segni di ogni “abuso di potere a sfondo erotico”, perché ogni abuso provoca un “trauma” che può portare ad “uccidere nell’anima del cristiano la fede”.

    Valentino Salvatore

    www.uaar.it/news/2011/06/19/mons-sc…-gestire-abusi/