Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giuseppe Rugolo

  • Il caso di don Giuseppe Rugolo; la prova TERRENA dell’inaffidabilità delle politiche di tolleranza zero della chiesa

    Il caso di don Giuseppe Rugolo; la prova TERRENA dell’inaffidabilità delle politiche di tolleranza zero della chiesa

    Un caso davvero triste ed emblematico, soprattutto dopo l’ultimo Motu proprio che, in peggio rispetto a prima, oltre a veder violare in pieno la normativa di papa Francesco, non vede coinvolto solo il presunto pedofilo, ma al suo seguito anche il vescovo. Quest’ultimo, anziché dar seguito alle nuove norme introdotte, dopo la denuncia della presunta vittima ha trasferito il prete nel Ferrarese; non solo, perché qui entra in scena persino la CARITAS, attraverso la quale in questo caso la chiesa avrebbe tentato di comprare il silenzio della presunta vittima offrendo non un risarcimento per il riconosciuto danno subito, ma denaro per chiudergli la bocca, quattro soldi che lo vincolassero al silenzio.

    Tutto ciò, nella storica complicità della chiesa che, solo per evitare lo scandalo e per mantenere il buon nome dell’istituzione, tenendo fuori dai guai don Giuseppe Rugolo, il giovane sacerdote – di fatto trasferito all’istante e non isolato – subito integrato tra i giovani del ferrarese dove aveva già ricreato lì la sua pastorale di giovanile.

    Ora si pone la domanda davvero cruciale sulla già ridotta fiducia dell’opinione pubblica nella chiesa in merito alla gestione della questione pedofilia. Una chiesa oramai collezionista di soli fallimenti in materia, ben tre papi, e venti anni dopo, altre centinaia di vittime non più solo dei preti pedofili ma per le politiche della chiesa e dallo Stato italiano, che non vede, non sente e oramai non legge nemmeno più i giornali dove anche li è oramai palese che in Italia ci sia un problema. Di fatto siamo ancora a questo livello dove continuiamo ad assistere a questo fallimento tra le storiche coperture sistematicamente impunite, in primis dal Vaticano, come quelle di Delpini a Milano, poi nominato vescovo dallo stesso Bergoglio, malgrado lo stesso avesse ammesso precedentemente ai magistrati – se pur giustificandosi asserendo “un errore di valutazione” – i ben due trasferimenti di don Mauro Galli, condannato poi dalla giustizia civile a sei anni e quattro mesi, ma assolto dal tribunale del chiesa.

    O il reo confesso Felix Cini, poi reintegrato come è stato per Paolo Turturro, di nuovo in parrocchia appena uscito dal carcere. Ma come per la vicenda di don Silverio Mura, analoga a quella di Enna perchè nascosto dopo la denuncia  alla diocesi addirittura sotto falso nome, trasferito dal sud, al nord, una triste e lunga lista che fa davvero poco onore al grido della tolleranza zero.

    Ora però ci si chiede davvero a che gioco gioca la chiesa.

    Se papa Francesco vuole un minimo di credibilità, a questo punto deve intervenire concretamente e non con le storiche chiacchere nei confronti non solo ovviamente del prete, ma anche delle gerarchie della chiesa. In questo caso, già solo da quanto riporta la cronaca, hanno palesemente violato le leggi attuali della chiesa, oltre a quelle dello Stato.

    E si, perchè qualora risultasse che dopo la denuncia alla diocesi da parte della presunta vittima, il sacerdote avesse commesso anche solo un altro abuso, vedrebbe penalmente indagato anche il vescovo di Enna che, sulla base del secondo comma dell’articolo 40 del codice penale (che recita “Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare, equivale a cagionarlo”) sarebbe attivamente responsabile del reato c. d. omissivo, in quanto anche se pur vero che in Italia i vescovi non hanno l’obbligo della denuncia, non possono tuttavia sottrarsi a questo principio giuridico.

    Francesco Zanardi

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  • Pedofilia, Enna, “La Diocesi ci offrì soldi per il silenzio”

    Pedofilia, Enna, “La Diocesi ci offrì soldi per il silenzio”

    La rivelazione è di quelle destinate a sollevare un autentico vespaio: “La Diocesi ci offrì dei soldi della Caritas in cambio di una ‘clausola di riservatezza’ e del silenzio di nostro figlio”.

    Lo sostengono i genitori del giovane che ha denunciato alla locale Procura della Repubblica di aver subito abusi da un prete a Enna quando aveva quindici anni.

    “L’unico nostro interesse – hanno detto i genitori – era quello di avere giustizia con l’allontanamento definitivo del sacerdote da Enna e l’ammonizione scritta da parte del vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana”.

    Dopo l’esposto del giovane era stata aperta un’inchiesta per violenza sessuale nei confronti del sacerdote, e la Procura aveva delegato le indagini alla Squadra mobile della Questura ennese.

    Secondo la ricostruzione dei genitori, assistiti dall’avvocato Eleanna Mollica Parasiliti, l’accordo, “mediato da un avvocato rotale del Nord Italia, prevedeva anche una ‘clausola di riservatezza’”.

    La Procura di Enna continua a lavorare in silenzio, ma dagli accertamenti sarebbe emerso che la Chiesa ennese avrebbe archiviato l’indagine nei confronti del presunto autore degli abusi sul minorenne per un difetto di competenza tecnico-giuridica: all’epoca dei fatti il prete era ancora seminarista.

    La Curia di Piazza Armerina lo avrebbe quindi invitato a trasferirsi in una regione del Nord Italia, dove sta frequentando un dottorato di ricerca.

    A Enna il prete, che gestisce un’associazione con centinaia di giovani, è tornato in estate e ha celebrato messa. don Giuseppe Rugolo

  • L’inchiesta sul prete accusato di abusi su minori, il vescovo di Piazza Armerina sentito come testimone

    L’inchiesta sul prete accusato di abusi su minori, il vescovo di Piazza Armerina sentito come testimone

    Il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, è stato sentito in Procura a Enna come persona informata sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la denuncia di un giovane sugli abusi subiti da un prete.
    L’audizione, condotta dal procuratore Massimo Palmeri, è durata circa tre ore.

    Tra i temi affrontati ci sarebbero i risultati dell’indagine del tribunale ecclesiastico di Palermo a carico del sacerdote accusato, indagine sollecitata da Gisana. I risultati di quell’inchiesta furono poi mandati alla congregazione per la Dottrina della fede, in Vaticano.

    Nell’ottobre 2019, il sacerdote chiamato in causa si è allontanato da Enna, oggi vive al Nord Italia, ma non risulta che siano stati adottati provvedimenti nei suoi confronti da parte dell’autorità ecclesiale. don Giuseppe Rugolo

    https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/01/21/news/l_inchiesta_sul_prete_accusato_di_abusi_su_minori_il_vescovo_di_piazza_armerina_sentito_come_testimone-283632403/

  • Pedofilia Enna, tutte le denunce della presunta vittima

    Pedofilia Enna, tutte le denunce della presunta vittima

    “Hanno provato a comprare il mio silenzio, ma dopo un lungo travaglio interiore, ho trovato il coraggio di denunciare: ciò che ho subito, non deve subirlo più nessuno”.

    Adesso è un adulto, ha ventisei anni, ma ne aveva quindici anni quando, ha raccontato, cominciò a subire abusi sessuali da parte di un prete di una parrocchia di Enna.

    “Esprimo piena fiducia nella magistratura e offro collaborazione per l’accertamento della verità dei fatti”, ha detto il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana (nella foto), spiegando di “aver attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche” quando ha ricevuto segnalazioni.

    Ma ha anche sottolineato di “non avere ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’Autorità giudiziaria in cui si informa di eventuali procedimenti penali a carico di chierici della diocesi”.

    Intanto il parroco accusato, che nel frattempo ha fondato un’associazione che riunisce duecento giovani, sarebbe stato spostato in una regione del nord Italia, ufficialmente per gravi motivi di salute.

    “Sono stato a lungo combattuto – ha sottolineato la presunta vittima – tra la voglia di non tradire la Chiesa, a cui sono devoto, e la necessità di giustizia”, che lo ha poi spinto a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Enna, che ha iscritto il sacerdote nel registro degli indagati e affidato indagini alla squadra mobile della Questura.

    Nel 2014, aveva raccontato al parroco ennese degli abusi, che, secondo la sua ricostruzione, erano cominciati quando il sacerdote era ancora in seminario e si erano protratti dal 2008 al 2013, consumati anche nella canonica della chiesa.

    Nel 2018, dopo un percorso avviato con uno psicoterapeuta, il giovane ha formalizzato una denuncia alla diocesi di Piazza Armerina. E’ stato sentito dal Tribunale ecclesiastico di Palermo ma, nonostante avesse nominato un avvocato rotale – cioè abilitato a rappresentarlo di fronte alla Sacra Rota – non è riuscito a ottenere un processo. Per questo, racconta, “ho scritto al Papa, chiedendo il suo aiuto”.

    E, secondo quanto si è appreso, dal Vaticano hanno chiamato in Diocesi chiedendo immediati chiarimenti sulla vicenda.

    Denaro per non parlare

    Come detto, la presunta vittima sostiene poi di avere ricevuto un’offerta di denaro in cambio del suo silenzio “ma non avrei mai potuto accettare perché non voglio che altri subiscano il mio calvario”, ha detto.

    “Noi non abbiamo mai offerto denaro ad alcuno”, ha replicato al telefono monsignor Gisana.

    Gli abusi, secondo il contenuto della denuncia, sarebbero cominciati nel 2008, quando il presunto violentatore era ancora un educatore dell’Azione cattolica. Una serie di approcci fino alle violenze, che sarebbero iniziate nel 2009.

    Tra, ha accusato ancora il giovane, piccoli ricatti e minacce per garantirsi il silenzio.

    E poi, ha aggiunto, il “dolore nel sentirsi tradito dalla Chiesa, dai tanti preti, con i quali mi ero confidato”.

    La solidarietà di un solo prete

    “Soltanto un sacerdote a Enna – ha ricordato – mi ha sostenuto mentre molti hanno cominciato ad avere atteggiamenti se non ostili, comunque di sospetto”.

    “Questa esperienza mi ha rovinato la vita – ha concluso la presunta vittima, che un tempo avrebbe voluto entrare in seminario – ma io, con l’aiuto dei miei genitori, ce l’ho fatta. Oggi sono ancora impaurito, ma posso guardarmi allo specchio. Spero che gli altri, che hanno subito lo stesso mio trattamento, decidano di denunciare”. don Giuseppe Rugolo

    https://qds.it/pedofilia-enna-tutte-le-denunce-della-presunta-vittima/

  • Sicilia, la procura indaga su un prete pedofilo

    Sicilia, la procura indaga su un prete pedofilo

    In Sicilia, la Procura di Enna ha aperto un fascicolo nei confronti di un parroco accusato da un giovane di abusi sessuali. “Mi hanno umiliato, hanno provato a isolarmi e a comprarmi, ma ora ho trovato il coraggio di denunciare”, ha detto il ragazzo che ha denunciato i presunti abusi subiti da quando aveva 15 anni.

    «Questa esperienza mi ha rovinato la vita – sostiene dicendo che sarebbe voluto entrare in seminario – le violenze sono arrivate quando io ero appena quindicenne. Ci sono stati dei primi approcci fino alla vera e propria violenza». E poi, aggiunge c’è il «dolore nel sentirsi tradito dalla Chiesa, dai tanti preti, con i quali mi ero confidato».

    «Soltanto un prete ad Enna – osserva – mi ha sostenuto mentre, molti hanno cominciato ad avere atteggiamenti se non ostili, comunque, di sospetto».

    Negli anni l’uomo ha cominciato a soffrire di disturbi dell’alimentazione. «Non volevo più uscire da casa – ricostruisce – ma lui mi chiamava continuamente e mi inviava continui messaggi. E se mi vedeva con qualcuno, cominciavano le scenate. Provava a denigrami davanti a tutti. Ero nelle sue mani. Poi ho cominciato a non mangiare, ho rasentato l’anoressia. Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, rispettando anche i miei tempi».

    Infine, ha presentato una denuncia alla Squadra Mobile della Questura di Enna, dopo avere scritto una lettera al Papa, dove raccontava la sua drammatica storia.

    “Il vescovo non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria”, replica la Diocesi di Enna. Il religioso da qualche tempo sarebbe stato spostato al Nord”.

    Il parroco, che è anche insegnante di religione, avrebbe abusato dei ragazzi, quasi tutti minorenni, che erano impegnati nelle attività dell’oratorio, dove gli adolescenti si recavano per pregare, giocare, stare insieme con i coetanei e invece pare andassero incontro all’“orco”.

    Altri religiosi sarebbero venuti a conoscenza dei presunti abusi perpetrati dal sacerdote, ma avrebbero taciuto sia con le autorità civili che con quelle ecclesiali. don Giuseppe Rugolo

    https://www.tp24.it/2021/01/19/cronaca/sicilia-la-procura-indaga-su-un-prete-pedofilo-nbsp/159195

  • Denuncia gli abusi alla diocesi che trasferisce al nord il prete, la vittima si rivolge alla polizia

    Denuncia gli abusi alla diocesi che trasferisce al nord il prete, la vittima si rivolge alla polizia

    di Franca Giansoldati – Città del Vaticano – Quello che apparentemente sta emergendo ancora una volta è il solito muro di gomma da parte della Chiesa. Da una parte le vittime di presunte violenze sessuali che provano a denunciare al vescovo l’abusatore ma non vedendo risultati concreti alla fine sono costretti a rivolgersi ai carabinieri, attivando (finalmente) il processo penale. Che su queste vicende scabrose non ci sia una collaborazione fattiva tra il vescovo e la giustizia italiana è una vecchia storia.

    A Enna, dove è in corso un procedimento a carico di un sacerdote, è il Procuratore capo, Massimo Palmeri, a commentare: «Non abbiamo ricevuto niente dalla Curia. Siamo venuti a conoscenza del reato solo quando il giovane ha denunciato alla Squadra mobile»  ha detto in merito alla vicenda degli abusi sessuali su ragazzi che frequentavano una parrocchia di Enna, per i quali ora è indagato il parroco.

    I fatti sono avvenuti quando la vittima era un minore di 15 anni. Il ragazzo, alcuni anni fa, aveva denunciato gli abusi alla diocesi di Piazza Armerina che però non avrebbe dato seguito con atti concreti, se non un temporaneo allontanamento del sacerdote da Enna, mandandolo in una parrocchia del nord. Un sistema abbastanza consolidato di togliere il parroco per non creare scandalo nella comunità. Il ragazzo, anni dopo, rivedendolo a Enna dove continuava a svolgere attività con i giovani, ha deciso di prendere carta e scrivere a Papa Franesco.

    In parallelo ha presentato una denuncia alle autorità civili sulla quale la Procura ha aperto un fascicolo.

    Il giovane che ha denunciato non sarebbe la sola vittima delle attenzioni che il sacerdote riservava agli adolescenti maschi che frequentavano la sua parrocchia.

    In merito alla vicenda il Vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, con una nota ha precisato che ogni volta che ha avuto notizia «di eventuali delitti ha avviato i procedimenti previsti dalla normativa canonica» esprimendo piena fiducia nella magistratura. don Giuseppe Rugolo

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_abusi_chiesa_vaticano_papa_francesco_vescovo_enna_polizia_magistratura-5710862.html

  • Don Giuseppe Rugolo – il “giallo” sulla lettera inviata a Papa Francesco

    Don Giuseppe Rugolo – il “giallo” sulla lettera inviata a Papa Francesco

    Abusi, ora spunta il “giallo” sulla lettera inviata al Papa

    La Procura di Enna indaga su presunti casi di abusi ecclesiastici. “Giallo” sulla lettera che sarebbe stata recapitata al Papa da un adolescente

    di Giuseppe Aloisi – Una lettera che sarebbe arrivata tra le mani di papa Francesco: questo è solo uno degli elementi che stanno emergendo sui presunti abusi che sarebbero avvenuti presso la diocesi di piazza Armerina, in Sicilia.

    Quelli su cui starebbe indagando la Procura di Enna.

    Jorge Mario Bergoglio che, sin dall’inizio del suo pontificato, sta combattendo una battaglia per stroncare gli scandali legati alle violenze sessuali che avvengono nei contesti ecclesiastici ai danni di minori e di adulti vulnerabili, potrebbe aver deciso di appurare in via diretta cosa stesse succedendo presso la realtà diocesana che sarebbe al centro del caso. E il tutto, almeno in termini diocesani, potrebbe aver subito un’accelerata.

    Le indagini dei magistrati di Enna sono in corso, dunque non è possibile distribuire certezze. Stando a quanto si apprende sull’Agi, un sacerdote sarebbe indagato. La persona che avrebbe deciso d’ inoltrare una missiva direttamente al Santo Padre potrebbe dunque essere una vittima di abusi. Nel corso del 2019, il Vaticano ha ricevuto circa mille segnalazioni relative a possibili abusi. La differenza, in questa vicenda, risiederebbe nel destinatario della lettera: il vescovo di Roma. Niente Congregazione per la Dottrina della Fede o forse, in maniera diversa, la presunta vittima potrebbe aver deciso d’inviare due lettere distinte: una all’ex Sant’Uffizio e una al Papa. Al momento, trattasi di un vero e proprio giallo, che solo il tempo potrà forse risolvere.

    La fonte fornisce anche qualche altra informazione sul presunto abusatore: il sacerdote insegnerebbe Religione, ma sarebbe anche parroco e opererebbe in un contesto associativo. La presunta vittima, invece, sarebbe appena un adolescente. Jorge Mario Bergoglio, che in linea con il suo predecessore è uno sostenitore della cosiddetta linea della “tolleranza zero”, avrebbe quindi domandato spiegazioni alle autorità ecclesiastiche di quella realtà diocesana. E il Papa, che in questi anni ha “spretato” numerosi sacerdoti per via di accuse di abusi, arrivando anche a “scardinalare” in talune circostanze, potrebbe prendere decisioni a breve. Vedremo quali saranno i risultati dell’indagine, che a questo punto potrebbe essere aperta pure in Vaticano.

    Delle accuse dirette al parroco esisterebbero già. Come come esisterebbero alcuni dati: le violenze, anzitutto, non sarebbero state commesse ai danni di una sola persona. Nel frattempo, si è espresso il vescovo della diocesi interessata dal caso: “Con riguardo a casi che sono avvenuti nella mia diocesi – ha dichiarato poco fa monsignor Rosario Gisana, vescovo della diocesi di piazza Armerina – io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche”. Il giallo poi sembrerebbe allargarsi: “Sono offeso con la procura – ha continuato il monsignore – che avrebbe dovuto informarmi. Io allo stato attuale non so niente. In realtà non so di chi stiamo parlando”. Le voci sull’indagine vengono così confermate, ma la diocesi non sembra conoscere troppi dettagli.

    Lo stesso vescovo avrebbe ammesso l’esistenza di contatti in essere con la Santa Sede. Tutto questo accade in contemporanea con il regno di un pontefice che ha abolito il segreto pontificio sui procedimenti ecclesiastici che riguardano casi di abusi sessuali. don Giuseppe Rugolo

    https://www.ilgiornale.it/news/cronache/abusi-ora-spunta-giallo-sulla-lettera-inviata-papa-1917421.html

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2021/01/25/pedofilia-enna-la-diocesi-ci-offri-soldi-per-il-silenzio/

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  • Abusi su minori: Procura Enna, da Curia nessuna notizia

    Abusi su minori: Procura Enna, da Curia nessuna notizia

    (ANSA) – PALERMO, 19 GEN – Il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana non ha fatto alcuna comunicazione alla procura di Enna sull’avvio di un procedimento a carico del prete che avrebbe abusato di un minore.

    Lo conferma il procuratore di Enna, Massimo Palmeri, che dice: “Non abbiamo mai ricevuto niente dalla Curia. Siamo venuti a conoscenza del reato solo quando il giovane ha denunciato alla squadra mobile”.

    Ieri il prelato aveva detto: “Sono offeso con la Procura che avrebbe dovuto informarmi mentre io allo stato attuale non so niente”.

    E in linea generale su presunti abusi da parte di religiosi ha affermato: “Con riguardo a dei casi che sono avvenuti nella mia diocesi io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche”.

    Queste informazioni, secondo gli inquirenti, non sarebbero state date anche a loro. don Giuseppe Rugolo

  • Prete accusato di abusi sui minori, il vescovo di Piazza Armerina: «Non ho insabbiato nulla»

    Prete accusato di abusi sui minori, il vescovo di Piazza Armerina: «Non ho insabbiato nulla»

    ENNA – «Con riguardo a dei casi che sono avvenuti nella mia diocesi io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche». Così il vescovo di Piazza Armerina, Monsignore Rosario Gisana sul caso del prete di una parrocchia della provincia sul quale la Procura di Enna ha aperto un fascicolo per violenza sessuale.

    Il vescovo ammette che ci sono degli altri casi che sarebbero emersi, ma dice di non conoscere direttamente il parroco coinvolto. «Sono offeso con la Procura che avrebbe dovuto informarmi mentre io allo stato attuale non so niente. In realtà non so di chi stiamo parlando».

    E sui contatti con il Vaticano, che avrebbe ricevuto una lettera accorata da parte di una vittima e avrebbe chiesto conto e ragione al vescovo, Gisana dice che non può negare di avere avuto contatti con la Santa Sede. «I parroci che sono venuti a conoscenza di questo non hanno taciuto e lo hanno comunicato subito. Io non ho insabbiato nulla».

    Una delle vittime avrebbe subito un procedimento canonico e non avendo avuto un riscontro alle sue dichiarazioni avrebbe deciso di rivolgersi al Papa. Su un presunto indennizzo offerto alla vittima il vescovo commenta deciso: «Noi non abbiamo offerto alcun risarcimento». don Giuseppe Rugolo

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  • Enna, parroco sotto inchiesta per presunti abusi sui minori all’oratorio

    Enna, parroco sotto inchiesta per presunti abusi sui minori all’oratorio

    Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Enna, già raccolte diverse testimonianze da parte di adolescenti

    ENNA – Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Enna nei confronti di un parroco, dopo un esposto ed alcune segnalazioni da parte di adolescenti che hanno denunciato presunti abusi sessuali da parte del sacerdote. Sulla vicenda sono in corso indagini da parte degli investigatori della Squadra Mobile che avrebbero già raccolto alcune testimonianze.

    Il parroco, che è anche insegnante di religione, avrebbe abusato dei ragazzi, quasi tutti minorenni, che erano impegnati nelle attività dell’oratorio, dove gli adolescenti si recavano per pregare, giocare, stare insieme con i coetanei e invece pare andassero incontro all’“orco”.

    Altri religiosi sarebbero venuti a conoscenza dei presunti abusi perpetrati dal sacerdote, ma avrebbero taciuto sia con le autorità civili che con quelle ecclesiali.

    Episodi analoghi erano stati segnalati anche alla curia di Piazza Armerina, senza ottenere alcun provvedimento se non l’allontanamento momentaneo del sacerdote dalla parrocchia. don Giuseppe Rugolo