Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Gualtiero Bassetti

  • Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

    Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

    La procura: “Servono altri sei mesi d’indagine”

    Il prete accusato in cura da uno psicologo dopo la sospensione decisa dal vescovo Bassetti

     

    Scritte contro il clero a Cenerente

    Perugia, 22 maggio 2012 – Proseguono a ritmo serrato le indagini della procura sulla vicenda che ha coinvolto don Lucio Gatti, l’ex direttore dei centri Caritas ed ex parroco di Cenerente, sospeso per cinque anni dal servizio sacerdotale dal vescovo Gualtiero Bassetti e indagato dalla procura di Perugia per abusi sessuali.
    Il pm Massimo Casucci ha chiesto al gip la proroga delle indagini: altri sei mesi per verificare se hanno fondamento le denunce presentate nei mesi scorsi. Intanto gli inquirenti sentono gli ospiti delle comunità per ricostruire cosa sarebbe accaduto nei rapporti tra il noto parroco e alcuni ragazzi disagiati, spesso finiti nel tunnel della tossicodipendenza.

    I DENUNCIATI — quattro in tutto, di cui un extracomunitario — non sono ancora stati interrogati. Per loro, allo stato, parlano gli esposti presentati nei mesi scorsi in procura. Sono invece stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni ospiti delle comunità Caritas all’epoca gestite da don Lucio Gatti, l’ex direttore ed ex parroco di Cenerente indagato per abusi sessuali e sospeso dal vescovo Gualtiero Bassetti all’esito dell’indagine svolta dalla commissione diocesana. Cosa sia emerso dall’attività istruttoria in corso è coperto dal segreto ma, proprio per sciogliere il nodo dei presunti abusi e ricostruire se all’ombra dei ‘ricoveri’ in comunità di giovani disagiati — molti tossicodipendenti — si siano svolti reati o «scambi di affettuosità», «moralmente discutibili» solo dal punto di vista ecclesiastico il pm Massimo Casucci ha deciso di andare fino in fondo e così ha chiesto al gip l’autorizzazione a indagare ancora sei mesi.

    DON LUCIO — difeso dall’avvocato Nicola Di Mario — era stato sentito una settimana fa dal magistrato che sta valutando tre episodi di presunti abusi nell’ambito di esposti presentati da quattro ex ospiti delle comunità Caritas. Uno, in particolare, è l’uomo che ha raccontato di aver subito delle avances durante il viaggio in auto tra il carcere di Capanne, dove era detenuto, e una struttura di accoglienza; un altro avrebbe parlato di palpeggiamenti nell’ambito di una ‘trasferta’ a Fiumicino. Il terzo e il quarto invece sono i ragazzi che hanno ritenuto di svelare alle «Iene», prima ancora che all’autorità giudiziaria, i presunti palpeggiamenti di cui sarebbero stati vittima.

    Tutti episodi smentiti da don Lucio che ha risposto punto per punto alle accuse. L’ex sacerdote ha inoltre spiegato al pm quanto già illustrato ai membri della commissione diocesana ovvero di comportamenti affettuosi con altri ospiti delle strutture — differenti dai denunciati — con i quali avrebbe scambiato effusioni ma mai volte al soddisfacimento di desideri sessuali. Quest’ultimo aspetto è infatti quello centrale emerso in Curia e che ha portato alla sospensione, per cinque anni di don Lucio, ora in cura da uno psicologo.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/05/22/716409-prete-pedofilia-don-lucio-caritas-accuse.shtml

  • Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    di Francesca Marruco

    Adesso è ufficiale: don Lucio Gatti è stato sospeso dal sacerdozio per cinque anni. Lo rende noto la curia arcivescovile di Perugia con una scarna nota ufficiale diramata agli organi di stampa. Ma lui, che ha chiesto al pubblico ministero che lo indaga di essere ascoltato, e che ai parrocchiani in una lettera aveva chiesto «scusa» è pronto a smentire tutte le accuse che gli vengono mosse da due ex ospiti delle comunità che gestiva. Nessuna molestia sessuale. Tanto meno abusi. Solo «fantasie e calunnie» di due ragazzi.

    Il decreto «In data 30 aprile 2012- sta scritto nella nota della curia- è stato emanato il decreto arcivescovile riguardante il sacerdote diocesano don Lucio Gatti in seguito ai risultati dell’indagine avviata dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti il 24 ottobre 2011. Nel decreto si stabilisce la sospensione del sacerdote da ogni attività pastorale per un periodo di cinque anni. L’annuncio del suddetto decreto arcivescovile avviene attraverso il presente comunicato stampa dopo l’espletamento delle relative procedure canoniche».

    Chiesa e magistratura La nota stampa della curia termina dicendo: «La nostra Chiesa diocesana rinnova la sua richiesta di perdono a chi si sia sentito offeso». Offeso. Parallelamente all’inchiesta della commissione diocesana si è mossa la magistratura. Ci sono due fascicoli aperti dal pubblico ministero Massimo Casucci per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione. L’indagato è don Lucio Gatti. L’ex direttore della Caritas che per anni ha gestito centri di recupero per giovani tossicodipendenti nel perugino.

    L’interrogatorio E proprio don Lucio adesso, dopo essere stato ufficialmente sospeso dal sacerdozio, spiegherà la sua versione dei fatti al magistrato titolare delle indagini. Ha chiesto lui pochi giorni fa di essere interrogato e l’interrogatorio avverrà nel giro di altrettanti pochi giorni. Così don Lucio, accompagnato dal suo legale Nicola Di Mario, varcherà la soglia della procura della Repubblica di Perugia e proverà a scrollarsi di dosso le accuse infamanti di aver molestato sessualmente alcuni ospiti delle sue comunità.

  • Presunti abusi sacerdote, Curia Perugia replica a Radicali

    Presunti abusi sacerdote, Curia Perugia replica a Radicali

    Presunti abusi, la Curia ai Radicali: “Accuse non comprensibili”
    La Curia di Perugia risponde ad alcune dichiarazioni dei Radicali apparse sulla stampa in merito alla vicenda che coinvolge l’ex sacerdote di Cenerente in una storia di presunti abusi
    di Redazione 25/04/2012

    Continua a far discutere la vicenda dei presunti abusi che ha coinvolto un sacerdote in una struttura della Caritas perugina.

    Infatti, in merito ad alcune dichiarazioni fatte dal segretario di Radicali Italiani e dalla presidente di Radicali Perugia in riferimento ai fatti che hanno coinvolto l’ex sacerdote di Cenerente, apparse in questi giorni sulla stampa locale, che intendono coinvolgere l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Gualtiero Bassetti e il suo predecessore, l’arcivescovo emerito mons. Giuseppe Chiaretti, la Curia tiene a precisare quanto segue.

    “A mons. Bassetti, prima dell’ottobre 2011, non era giunta alcuna denuncia diretta sul sacerdote. Nel momento in cui una persona nel 2010 aveva riferito di fatti negativi si è premurato di avviare un’indagine personale riservata, dalla quale non è emerso nulla di significativo. Continuando ad avere segnalazioni riguardanti il sacerdote in questione, ha deciso, in data 24 ottobre 2011, di istituire una Commissione diocesana di indagine, che ha raccolto le dichiarazioni dei diretti interessati e di coloro che in qualche modo fossero legati alla vicenda.

    Mons. Chiaretti, a sua volta, è venuto a conoscenza di un unico caso di lamentela nei confronti del sacerdote perugino, risalente al 2004, per il quale, non essendo evidente la fattispecie dell’episodio, convocò subito una commissione di chiarificazione con gli interessati, monitorando poi la situazione per vario tempo senza mai aver notizia d’altri episodi del genere. Su questa dolorosa vicenda la Curia perugina ha fatto luce fino in fondo con determinazione, non temendo la verità come è avvenuto anche in altre circostanze.

    Per quanto riguarda il riferimento dei Radicali alla Santa Sede, si ricorda che il caso è tutto e solo di competenza giuridica e pastorale dell’arcivescovo di Perugia. Non sono pertanto comprensibili accuse e sospetti che offendono l’onorabilità dei due presuli, se non per una pregiudiziale diffidenza nei confronti della Chiesa e dei suoi pastori.

    Per quanto riguarda le accuse mosse alle strutture di accoglienza della Caritas, si ritiene opportuno rimarcare il loro carattere di sostegno e accoglienza verso persone deboli, povere e disagiate che chiedono aiuto con insistenza e spesso con urgenza per situazioni personali e familiari insostenibili.

    Sono, pertanto, opere benemerite, portate avanti con lavoro in massima parte gratuito e da persone volontarie cristianamente motivate e godono dell’apprezzamento della gente comune e del rispetto di Istituzioni pubbliche e private. E’ triste dover constatare che con queste ripetute accuse si vorrebbe oscurare, consapevolmente o meno, tutto l’impegno che la Chiesa perugina profonde per lo sviluppo civile e sociale dell’intera comunità diocesana”.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/presunti-abusi-sacerdote-curia-perugia-radicali.html

  • Abusi sessuali, don Lucio Gatti: «Devo purificarmi». Verso una lunga sospensione dal sacerdozio

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti: «Devo purificarmi». Verso una lunga sospensione dal sacerdozio

    C’è tanto dolore a Cenerente concentrato in poche centinaia di metri. Una comunità colpita nel suo cuore con due atti di violenza: l’omicidio di Sergio Scoscia e la madre Maria Raffaelli, brutale, atroce. Il male dei cattivi, ancora senza nome e senza volto. L’altro, più sottile: quello procurato da un amico, da una persona buona, da quel don Lucio Gatti che ha costruito intorno alla parrocchia un mondo fatto di amore e fratellanza. Ma che, se le denunce di violenza sessuale ai danni di alcuni ragazzi stranieri verranno confermate, ha rotto un vincolo di fiducia, di fede – per dirla in termini religiosi – e questo forse fa ancora più male.

    ASCOLTA L’INTERVENTO DEL VESCOVO E LA LETTERA DI DON LUCIO

    Verso la sospensione Verrà sospeso dal sacerdozio, don Lucio. Manca solo l’ultima parola del vescovo Gualtiero Bassetti, che arriverà a giorni. Sospeso (e non ridotto allo stato laicale) per espiare quella pena che, oltre che sulla pelle delle sue presunte vittime, si porta nel cuore. Un tempo che trascorrerà in un monastero o in un convento. Rischia fino a cinque anni e forse tanto gli verrà dato.

    Bisogno di purificazione Il vescovo è venuto proprio a Cenerente a preparare la sua comunità a questa decisione, domenica pomeriggio. Ad aspettarlo c’erano tantissime persone che amano don Lucio, che lo rivorrebbero tra loro (Leggi la lettera firmata “L’Oratorio delle Famiglie” (alcune famiglie della parrocchia di “Cenerente-Capocavallo-Canneto-Prugneto-Pantano”). Tanta gente che il presule ha dovuto leggere la lettera due volte, una seconda per le persone rimaste fuori dalla chiesa troppo piena. «Non si toglie nulla a quanto è stato fatto di bene qui e che io conosco – ha detto Bassetti -, per quanto fatto per costruire questa comunità solo che è bene che capiate che ora Lucio ha bisogno di un momento di purificazione, lo chiede lui e glielo chiede la chiesa». Lo chiede e lo avrà.

    GUARDA LE TESTIMONIANZE DELLE VITTIME DEGLI ABUSI

    La lettera Il vescovo ha letto la lettera che lo stesso don Lucio gli ha scritto in cui il sacerdote parla del suo momento di «dolore, umiliazione, fragilità, debolezza e paura», si definisce un «povero peccatore nudo, fragile, debole, spogliato di ogni dignità» sottolineando come, anche se ciò creerà scandalo, «questa è l’unica verità che io ora ho da dire a me stesso». Ecco la lettera integrale:

    Scrivo a lei carissimo Vescovo Gualtiero, perché attraverso la sua voce posso raggiungere tutte le persone da me amate, in particolare sotto la guida di parroco perché dopo lungo silenzio desidero far sentire il mio bene vestito di tanto dolore, tanta umiliazione, fragilità, debolezza e paura. Ora è con questi abiti che posso dichiarare il mio vero bene sincero e farmi vicino ad ognuno.

    Certo, vedere un uomo così grande, forte, deciso, deciso impeccabile, vivace, brillante, pieno di iniziative, presentarsi vestito con gli stracci del povero peccatore nudo, fragile, debole, spogliato di ogni dignità farà effetti e certamente scandalizzerà ma questa è l’unica verità che io ora ho da dire a me stesso. così in questo totale annullamento posso alzare la testa e gridare: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» E poi padre nelle tue mani consegno il mio spirito percorrendo la strada dell’umiliazione potrò avvicinarmi al cuore di ognuno mendicando misericordia, vergogna, pietà tenerezza.

    Grazie caro Vescovo, per come mi è stato vicino e come mi ha accompagnato in questi mesi, mostrandomi la paternità di dio, che mai abbandona i suoi figli. Grazie a tutti, e quando dico tutti ho davanti la faccia di ognuno, grazie a don Paolo, a tutti i suoi collaboratori che sostituendomi non vi hanno abbandonato in balia dei tanti venti, grazie a tutti i monasteri di clausura che hanno pregato e continuano a pregare per me, grazie a tutti i miei confratelli sacerdoti che avranno pietà di me, grazie a tutta la chiesa intera che come madre si fa accanto a curare le ferite con l’olio della sua grazia.

    Ora in questo tempo di deserto voglio mettere in liuce tutto ciò che nel mio cuore va purificato: egoismo, orgoglio, pena, giudizio. Non è un isolarsi, l’unica solitudine è quella di amare cristo e isolarsi soltanto nel suo amore.

    Caro vescovo, le voglio un gran bene perché lo voglio alla chiesa e a tutti. Un abbraccio a tutti i miei figli, Suo don Lucio

    Gli atti ufficiali A giorni il vescovo renderà nota la sua decisione ufficiale, che sarà un decreto basato sul diritto canonico, ma non la sentenza di un processo (neppure ecclesiastico, mai istruito). Una decisione frutto del lavoro della commissione d’indagine diocesana, che ha ascoltato anche il sacerdote (che avrebbe ammesso, almeno in parte, gli abusi) trasmettendo poi gli atti alla Congregazione per il clero, in Vaticano, che a sua volta ha dato un suo orientamento al vescovo.

    La procura indaga Per il resto sarà la giustizia civile a dire la sua: don Lucio Gatti è indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione per due episodi, oggetto di denunce di due giovani stranieri. Forse la procura chiederà gli atti alla commissione diocesana. Presto potrebbe convocare lo stesso don Gatti. Quando ormai non avrà più una parrocchia. Lo ha fatto intuire Bassetti, quando ha detto: «Qui si è seminato bene, il prossimo sacerdote ne trarrà beneficio». Prima di lui tornerà il vescovo per i funerali di Sergio e Maria: «Per quei poveretti verrò a dire quanto è preziosa la vita umana e chiederò giustizia». Come per don Lucio. «Verità, giustizia, misericordia» per lui e per le pecorelle di Cenerente rimaste smarrite, azzannate dai lupi e tradite dal loro pastore.

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti: «Devo purificarmi». Verso una lunga sospensione dal sacerdozio

  • Due fascicoli aperti a suo carico. A Cenerente i fedeli chiedono il ritorno dell’ex parroco

    Due fascicoli aperti a suo carico. A Cenerente i fedeli chiedono il ritorno dell’ex parroco

    Articolo | Sab, 21/04/2012 – 00:00 | Di Matteo borrelli

    Don Lucio Gatti, ex parroco di Cenerente, risulta iscritto nel registro degli indagati. La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto due fascicoli a suo carico ipotizzando il reato di violenza sessuale e, in un caso, anche di abuso dei mezzi di correzione. Un atto dovuto, per il suo legale, conseguenza delle denunce presentate da presunte vittime. Le circostanze oggetto di indagine erano state anche riferite da un servizio delle Iene.

    La lettera. Una lettera per chiedere scusa e perdono. Poche pagine vergate dalla mano forte dell’ex parroco di Cenerente, don Lucio Gatti, per comunicare ai parrocchiani il proprio dispiacere per averli messi in imbarazzo, per aver tradito la loro fiducia. Per averli messi di fronte ad una situazione scabrosa e dolorosa. Anche per averli abbandonati.

    È quanto ha fatto l’ex parroco di Cenerente (adesso la parrocchia è retta dal vicario, monsignor Paolo Giulietti) indirizzando lo scritto all’arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti e ai fedeli. Un passo dello scritto è stato anche letto dall’arcivescovo durante le celebrazioni pasquali, durante le quali ha ricordato anche che «il popolo cristiano lo sa e per questo non sopporta di rimanere senza prete, e soprattutto vuole sacerdoti santi. Al di là delle nostre debolezze, i fedeli sanno cogliere il mistero che è acceso nella nostra vita».

    E della «dolorosa» vicenda emersa dopo la denuncia di alcune persone che avevano segnalato di aver subito molestie e abusi, accuse rilanciate dalla trasmissione “Le iene”, il vescovo si è occupato istituendo una commissione che ha chiamato a testimoniare centinaia di persone. Molti quelli che si sono schierati con don Lucio, ma tanti anche quelli che hanno raccontato episodi incriminanti. Sono stati soprattutto i parrocchiani ad intervenire a favore del proprio sacerdote. Dopo gli attestati di stima e la difesa ad oltranza è stata decisa una raccolta di firme per chiedere al vescovo di non rimuovere l’ex parroco e di rimetterlo al suo posto. Firme che si stanno raccogliendo in questi giorni e che sarebbero dovute essere portate all’attenzione dell’arcivescovo Bassetti in occasione della visita che il presule intendeva compiere nel pomeriggio di domani. Una visita decisa più per portare conforto ad una comunità che è stata fortemente provata da questa vicenda e da quella ancor più dolorosa del duplice omicidio di Sergio Scoscia e Maria Raffaelli.

    Per quanto riguarda le decisioni dell’arcivescovo si sapranno a tempo debito e con l’ufficialità del caso, confermano dagli ambienti di curia. Una decisione sofferta e che deve essere ponderata con molta attenzione e che sarà comunicata con «decreto vescovile». Gli orientamenti provenienti dalla Congregazione del clero di Roma sono arrivati sul tavolo di monsignor Bassetti da più di una settimana e gli elementi raccolti dalla commissione diocesana d’inchiesta non depongono a favore del sacerdote. Ogni decisione, però, emerge dagli ambienti di curia, dovrà tenere conto di tanti aspetti: da una parte punire e correggere, dall’altra non abbandonare a se stesso un uomo che è anche consacrato. Le ipotesi spaziano dalla sospensione a divinis (divieto di celebrare i sacramenti) fino alla riduzione allo stato laicale.

    La vicenda ha avuto anche una pendenza penale con una querela che sarebbe molto circostanziata con nomi e fatti elencati da uno dei ragazzi che ha raccontato degli abusi davanti alle telecamere. Nella querela sarebbero elencati alcuni episodi a carattere sessuale, ma anche di percosse, di privazioni e di violenze fisiche e psicologiche. Nel documento sarebbero indicati anche altri nomi oltre al sacerdote (del quale non si è mai fatto il nome) indicato come autore dei presunti abusi.

    Nel servizio televisivo, invece, si riportavano le testimonianze di persone che erano state ospiti in una struttura protetta della diocesi e che avrebbero subito degli approcci sessuali da parte del sacerdote. Solo uno si sarebbe ribellato e pochi giorni dopo sarebbe stato cacciato dalla struttura. Gli altri tre, uno però ha riportato solo il racconto di un amico, avrebbero ceduto per ottenere i documenti per rimanere in Italia.

    http://www.giornaledellumbria.it/article/article26616.html

  • Perugia, don Lucio Gatti indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione

    Perugia, don Lucio Gatti indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione

    Per la difesa del sacerdote l’iscrizione nel registro degli indagati è un «atto dovuto»

    di Francesca Marruco

    Violenza sessuale e abuso dei mezzi di correzione. Accuse pensatissime, se confermate. Specialmente per chi ha consacrato la propria vita a Dio e si prodiga per aiutare le persone deboli. Che in questo caso sarebbero diventate vittime di chi doveva aiutarle. A sei mesi dal clamore della vicenda del sacerdote perugino denunciato per abusi sessuali da alcuni ex ospiti della sua comunità di recupero, risulta ufficiale l’iscrizione nel registro degli indagati di don Lucio Gatti, il sacerdote già rimosso dal suo incarico nella parrocchia di Cenerente mesi fa.

    Due procedimenti Il titolare dei due diversi procedimenti, nati da altrettante denunce di ex ospiti delle comunità di recupero gestite da don Lucio Gatti, è il pubblico ministero Massimo Casucci. Così, mentre i parrocchiani di Cenerente in attesa del verdetto del vescovo sul futuro del loro ex sacerdote raccolgono firme per chiedere che gli venga restituito, e il vescovo è prossimo ad annunciare al sua decisione, arriva la conferma dell’indagine.

    La difesa Per il legale che rappresenta il sacerdote, l’avvocato Nicola Di Mario, l’iscrizione nel registro degli indagati si tratta di un atto dovuto. Una sorta di formalità finalizzata all’accertamento reale degli eventi per come si sono verificati. Intanto don Gatti non è ancora stato convocato o ascoltato dal pubblico ministero titolare delle indagini.

    Le due inchieste Ancora, dal momento in cui le denunce sono state depositate, non sarebbero stati ascoltati nessuno dei due ragazzi che dicono di aver subito abusi sessuali da parte di don Gatti. Entrambi i giovani sono assistiti dagli avvocati Federico Mazzi e Alessandro Fratini. Don Gatti invece la sua versione l’ha raccontata alla commissione d’inchiesta della curia diocesana di Perugia istituita il 24 ottobre scorso. Secondo quanto trapelato, in quella circostanza avrebbe ammesso quanto denunciato dai ragazzi. O almeno lo avrebbe fatto in parte, sostenendo, sembrerebbe, che i giovani fossero consenzienti.

    Consenzienti? Facile immaginare come un eventuale procedimento possa giocarsi tutto sulla sottile linea tra l’abuso e l’atto tra due persone consenzienti. I ragazzi hanno effettivamente aspettato molto tempo prima di presentare denuncia e lo hanno fatto solo dopo che anche la trasmissione televisiva ‘Le Iene’ si era occupata del loro caso. Qualcuno potrebbe sollevare non pochi dubbi sulla scelta comportamentale tenuta.

    Il racconto di uno dei ragazzi che ha denunciato Uno dei ragazzi che hanno denunciato Don Gatti, aveva raccontato a Umbria 24 la notte in cui dice di aver subito l’abuso: «Mi venne proposto di andare a casa sua (del sacerdote indagato, ndr)per fare dei lavori il giorno seguente. Si è messo nel letto accanto a me, avevo visto mezz’ora del film Gran Torino e mi ero messo a dormire. Andare a lavorare fuori dalla comunità significava riposarsi . Invece, poco dopo si è messo nel mio stesso letto. Ha iniziato a toccarmi e ha tentato di baciarmi, io l’ho allontanato e mi sono girato dall’altra parte. Ma lui ha continuato lo stesso. Si è calato le mutande e ha iniziato a masturbarsi. Eravamo nello stesso letto, molto vicini. E’ stato tremendo». Lo stesso ragazzo aveva raccontato a Umbria 24 anche delle violenze fisiche e psicologiche che avevano messo in atto nei suoi confronti. «Uno mi teneva e l’altro mi dava schiaffi» aveva detto, aggiungendo di quando «con delle piccole forbici infuocate mi hanno cancellato un tatuaggio che avevo sul braccio» e di quando gli permettevano di mangiare solo mele destinate ai maiali.

    Accuse da verificare Tutte circostanze che il pubblico ministero dovrà vagliare per decidere se procedere poi con una richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio per il sacerdote perugino. A breve verrà resa nota anche la decisione della curia in osservanza del diritto canonico, forse già domenica pomeriggio quando il vescovo mons. Gualtiero Bassetti dovrebbe incontrare la comunità di Cenerente che più volte ha difeso il suo parroco.

    La lettera Lui invece, dal luogo sconosciuto in cui si è rifugiato dal momento dell’allontanamento dalla parrocchia, ha scritto una lettera al vescovo indirizzandola ai suoi parrocchiani e agli altri sacerdoti. Missiva che è stata in parte letta nella celebrazione in cui i sacerdoti rinnovano le loro promesse. Missiva in cui il sacerdote chiede scusa. Alla comunità e agli altri preti. Per quanto ha fatto? Per le sue debolezze? O per il clamore che la vicenda ha creato nonostante lui sia estraneo alle accuse? Non è dato sapere. Almeno per ora.

  • Don Lucio Gatti verso lo spretamento?

    Don Lucio Gatti verso lo spretamento?

    venerdì 24 febbraio 2012

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, il vescovo manda la relazione al Vaticano
    Una decisione sul sacerdote dovrebbe arrivare nel giro di poco tempo

    di Francesca Marruco

    Cosa ci sia scritto in quella relazione, per ora nessuno lo sa. Fatto sta che la commissione diocesana, istituita dalla Curia vescovile di Perugia per indagare su un sacerdote denunciato alla magistratura da alcuni ragazzi per presunti abusi avvenuti all’interno di alcune comunità di recupero del perugino, ha terminato il suo lavoro. E lo ha consegnato all’arcivescovo, mons. Gualtiero Bassetti, che a sua volta lo ha portato all’attenzione della Congregazione del clero in Vaticano.

    Faccenda chiusa, come? «Per me la faccenda è chiusa» ha detto il presule a margine di una conferenza stampa per presentare il direttorio pastorale. Ma in che modo lo sia, non si saprà se non quando anche la Congregazione avrà espresso il suo parere. Secondo quanto specificato dal vescovo comunque il sacerdote, ascoltato in commissione, è ancora tale.

    Ascoltati in molti in commissione In commissione, istituita dopo che la storia era finita alla ribalta delle cronache nazionali con un servizio della trasmissione ‘le Iene’, sono state sentite molte persone. Alcune delle quali arrivate a bussare in Curia anche spontaneamente. Per difendere il sacerdote o per riferire di episodi non edificanti. «Devo dare atto alla Commissione diocesana di indagine dell’ottimo ed esaustivo lavoro svolto – ha detto mons. Bassetti –. Sono stati ascoltati i responsabili di sei Case di accoglienza della Caritas, cinque in Umbria ed una in Kosovo, e tutti coloro che spontaneamente si sono presentati».

    Ovviamente, prima di concludere il lavoro, la commissione ha ascoltato anche il sacerdote. E adesso la palla passa a Roma. E al vescovo che ha istituito la commissione diocesana e che ha spiegato come: «fin dagli inizi della vicenda –ha detto il presule –, mi sono recato personalmente presso la Congregazione per il Clero per informarla circa le procedure che avevo adottato, lavorando in profonda sinergia con la stessa Congregazione anche se la competenza diretta è mia, ma trattandosi di un caso che coinvolge un po’ tutta la Regione ecclesiastica umbra, ne abbiamo parlato insieme noi vescovi ed opportunatamente coinvolto il Dicastero competente della Santa Sede».

    La chiesa non nasconde la verità «La relazione sulla documentazione raccolta – ha spiegato ancora mons. Bassetti – è ora nelle mani della Congregazione per il Clero e resto serenamente in attesa degli orientamenti che mi saranno suggeriti. La Chiesa- ha concluso il presule- , non ha nulla da nascondere, perché ritiene che il peccato più grave sia proprio quello di nascondere o contraddire la verità ». Quale che sia.

  • Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    Scritto il 04/2/12 • Categoria: Attualità,Cronaca
    Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    di Francesca Marruco

    Non si è tirato indietro il vescovo Monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che sabato mattina in occasione della festa del patrono san Francesco di Sales ha incontrato i giornalisti e ha parlato autonomamente anche delle «questioni difficili e dolorose per la comunità ecclesiastica». E’ stato il presule ad annunciare che ben presto prenderà una decisione sul sacerdote perugino accusato di abusi sessuali su cui sta indagando una commissione appositamente istituita in Curia. Intanto il sacerdote non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, e non è stato interrogato né dalla commissione religiosa né dalla magistratura ordinaria.

    La vicenda del sacerdote denunciato per abusi Il sacerdote perugino era stato denunciato da alcuni ospiti delle comunità di recupero da lui gestite che hanno detto di essere stati molestati e abusati da lui. Dal momento in cui la notizia è divenuta di pubblico dominio il prete si è autosospeso e si è ritirato in un posto sconosciuto ai più. La vicenda emerse con un servizio della trasmissione Le Iene a cui fecero seguito le denunce dei giovani, italiani e stranieri. «L’anno trascorso –ha detto il presule – è stato denso di avvenimenti mondiali e locali. Anche la nostra città di Perugia è stata al centro di quel carosello mediatico che insegue ovunque i fatti eclatanti della cronaca, specie della cronaca nera. Anch’io, mio malgrado, sono stato fatto oggetto di attenzione mediatica, per un triste caso di cronaca in cui sarebbe coinvolto un nostro prete diocesano».

    La commissione sta terminando il suo lavoro «Come bene sapete – ha sostenuto ancora l’arcivescovo – è stata costituita una commissione diocesana di indagine, che sta portando a compimento il proprio lavoro, in modo che io possa pronunciarmi su tutta la vicenda in modo sereno ed equo. Il campo di indagine è stato assai ampio. Il lavoro è stato svolto con competenza, coscienza e grande delicatezza». La relazione conclusiva della commissione dovrebbe arrivare entro la fine del mese di febbraio. Poi l’incartamento passerà al vescovo, che, in base ai dati raccolti, dovrà decidere come comportarsi nei confronti del sacerdote che potrebbe essere sospeso o ridotto allo stato laicale nel caso in cui, per la commissione, le accuse fatte risultino vere. «Certi miei silenzi erano voluti – ha detto ancora il vescovo – non ero spaventato dalle “Iene”, volevo meditare».

    Le comunità del sacerdote «Ci sono circa duecento persone che vivono in sei case di accoglienza( gestite dal sacerdote indagato, ndr) – ha detto ancora il presule a questo proposito : cinque in Umbria e una in Kosovo. La nostra Chiesa le apprezza, le sostiene e le segue con grande attenzione, sempre più in esse deve crearsi il calore della famiglia. E’ vero che, i tempi camminano rapidamente e tutto può essere migliorato, perfezionato e aggiornato, ma, direbbe il filosofo Bergson anche se il fiume sulla superficie sarebbe ghiacciato, nel suo interno scorre una corrente di energia e di vita. Basta poi il tepore della primavera per far sparire tutto il ghiaccio».

    Grazie per la correttezza Il presule ha anche ringraziato « per la sobrietà e la sostanziale correttezza con cui avete seguito i casi di cronaca nei quali sono state coinvolte, purtroppo, persone di Chiesa e che tanta sofferenza hanno procurato alla comunità ecclesiale».

    Amanda e Raffaele, se innocenti, bene assoluzione Il presule su richiesta dei giornalisti ha anche parlato del processo ad Amanda e Raffaele: «Cosa resta della pressione mediatica del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito? Posso dire che la legge ha dovuto esprimersi con quello che aveva in mano – ha risposto – . Nelle persone più semplici c’erano altre attese. In occasione della sentenza ho avuto modo di dire che se erano stati incarcerati ingiustamente è giusto rallegrarci per la ritrovata libertà, ma restano aperti degli interrogativi e la sofferenza per una famiglia che ha perso la propria figlia, Meredith».

    La neve una volta non avrebbe fatto notizia Monsignor Bassetti ha ricordato infine che san Francesco di Sales andava in giro per le case dei calvinisti e infilava sotto le porte dei volantini che faceva stampare lui con il commento del Vangelo e una piccola catechesi. «Adesso la comunicazione è cambiata – ha detto -, tutto fa notizia e con i nuovi messi è velocissima. Questa nevicata una volta non avrebbe fatto notizia, era una cosa normale, oggi finisce in cronaca. Siamo frastornati dalle notizie e spesso non riusciamo a comprendere cosa è importante. Da qui l’invito di papa Benedetto XVI di riflettere sul rapporto tra parola e silenzio. Due momenti che si devono integrare, se si escludono la comunicazione si deteriora. Il silenzio è ascolto dell’altro».

  • Il vescovo e don Lucio Gatti soffrono

    Il vescovo e don Lucio Gatti soffrono

    Nella Lettera l’invito ad una generosa solidarietà con chi è nel bisogno e la condivisione della sofferenza per la vicenda del sacerdote “fatto oggetto di pesanti accuse”.

    Il Vescovo scrive ai preti: “vi apro il mio cuore”

    L’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti ha scritto una lettera ai sacerdoti della sua diocesi e gliel’ha consegnata in occasione del ritiro mensile del clero che si è tenuto giovedì mattina.
    “In prossimità delle feste natalizie, sento il bisogno di aprirvi il cuore per condividere con voi speranze e angosce, gioie e tristezze” scrive mons Bassetti. La speranza è quella della fede, che ai sacerdoti fa proclamare “ogni giorno la nascita, la morte, la resurrezione di Gesù nel mistero eucaristico”, che fa “annunciare l’immensa bontà di Dio, che viene incontro all’uomo per salvarlo”.
    Speranza è anche fiducia nella generosità con cui i fedeli sapranno rispondere alla “colletta” di domenica 18 dicembre a favore delle famiglie in difficoltà. Una colletta che “sta molto a cuore” a mons. Bassetti preoccupato perchè le “previsioni di un superamento della crisi sono lontane” e molti bussano alle porte della Chiesa per avere un aiuto. “Se ogni fedele dell’archidiocesi versasse anche un solo euro, potremmo arrivare alla somma di trecentomila. Vi pare una meta irraggiungibile?” chiede mons. Bassetti. Intanto i giovani nella veglia in cattedrale giovedì sera hanno raccolto le prime offerte.
    Nella lettera c’è anche un invito ai parroci e alle famiglie a rispondere con altrettanta generosità alla proposta di aprire le proprie porte ai poveri e a chi è solo per condividere la tavola nel giorno di Natale.
    “Potremmo accogliere un numero ben più grande delle 500 persone in cattedrale negli anni passati” aveva detto la responsabile della Caritas dicoesana, Daniela Monni, ai responsabili delle Caritas parrocchiali indicando una meta: da 500 a 5.000. Meta non impossibile anche se meno visibile perchè distribuita su tutto il territorio diocesano, ma non per questo “segno” meno efficace!
    Mons. Bassetti si è impegnato in prima persona e nella lettera annuncia che aprirà “i locali del palazzo arcivescovile per accogliere almeno i frequentatori usuali della mensa Caritas”.
    L’Arcivescovo condivide con i suoi sacerdoti anche le tristezze, anzi una in particolare che “è la croce più grande, ormai da mesi”. Si riferisce alla vicenda del sacerdote “fatto oggetto di pesanti accuse da parte di alcuni media”. “All’improvviso, come un enorme macigno, questa croce è caduta di me, sul nostro presbiterio, sulla nostra Chiesa. Stiamo soffrendo tutti, e lui per primo”, aggiunge.
    Mons Bassetti sente su di sè e su tutto il clero perugino (“e questo mi fa ancora più male”) lo “sconcerto di tanta gente che si manifesta pure attraverso lettere e messaggi”. Per questo, scrive mons. Bassetti, “indipendentemente da come si concluderanno queste dolorose vicende, io sento il bisogno, soprattutto in questo tempo di Natale, di esprimere la mia vicinanza a chi fosse stato offeso nella sua dignità e a tutte le vittime di ogni forma di sopruso che abbiano dovuto subire, specialmente persone povere, deboli e fragili”. In questa profonda sofferenza che attraversa tutta la sua Chiesa, mons. Bassetti sente di dover riaffermare la certezza che “il cuore di Dio è infinitamente più grande del nostro” e che “la Chiesa, nostra madre, è santa non per i nostri meriti, ma perché Cristo l’ha lavata nel suo sangue”.
    “Tutto questo – aggiunge – mi spinge a dirvi di amare ancora di più questa nostra santa Chiesa perugino-pievese” dove “tanti sacerdoti, consacrati, laici, giovani con generosità spendono la propria vita nell’umile servizio dei fratelli”.
    La diocesi si stringe attorno all’Arcivescovo L’amarezza espressa dall’arcivescovo Bassetti al suo clero nella lettera consegnata ad ogni singolo membro del presbiterio in occasione del Natale – amarezza connotata da vera e propria sofferenza, ben comprensibile da chi conosce la sua sensibilità – va ad aggravare il peso della cura pastorale di una diocesi prestigiosa quanto impegnativa. Non sarà male ricordare, tra l’altro, la storia di questo Pastore, amato e rimpianto dalle diocesi che ha guidato in passato, e i suoi incarichi a livello nazionale e vaticano. Bassetti, infatti, è stato Visitatore apostolico dei seminari d’Italia, un ruolo di estrema delicatezza e di fiducia della Santa Sede, è tuttora vice presidente della Conferenza episcopale italiana e membro del Pontificio consiglio per l’unione dei cristiani. La sofferenza per la triste vicenda pensiamo che sia stata accentuata anche dall’umiliazione cui è stato sottoposto l’Arcivescovo dalla richiesta di un intervento del Vaticano sulla questione del presbitero diocesano incriminato, rimbalzata sui mass media, portata avanti da alcuni tenaci, quanto sprovveduti, denigratori dell’operato della Curia perugina. Non si sono resi conto, costoro, che c’è un filo diretto tra la Santa Sede e mons. Bassetti, il quale, a quanto si sa con certezza e da lui stesso dichiarato, è stato, fin dall’inizio della triste vicenda, a diretto contatto con la Congregazione per il clero, competente per ufficio di casi del genere e con il suo prefetto card. Mauro Piacenza. L’arcivescovo Bassetti ha risorse psicologiche e morali proprie del suo personale carattere, e per la “grazia di stato” propria del suo ruolo di Pastore, che lo rendono forte nel sostenere le prove e nell’incoraggiare il suo presbiterio e guidare l’intera diocesi; ma, in ogni modo, può contare sulla solidarietà e la partecipazione stretta e vitale dal vertice della Chiesa e dall’intera comunità diocesana e regionale, di cui noi, con questo settimanale, intendiamo essere voce.

    www.lavoce.it/articoli/20111216511.asp

     

  • Il caso a Perugia: presunti abusi in una struttura di accoglienza Giulio Golia con il prete accusato

    Il caso a Perugia: presunti abusi in una struttura di accoglienza Giulio Golia con il prete accusato

    Perugia, 26 novembre 2011 – LO SCANDALO dei presunti abusi sessuali subìti da alcuni ospiti di una struttura di accoglienza da parte di un sacerdote, si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Dopo i fatti rivelati da un servizio del programma televisico «Le Iene» e l’istitutuzione di una Commissione diocesana, incaricata di redigere una relazione da presentare al vescovo Monsignor Gualtiero Bassetti, questa volta scendono in campo coloro che fin da ragazzi hanno conosciuto il sacerdote oggi sotto accusa. E lo fanno per difendere l’amico di sempre: «Questa è una lettera aperta sul prete accusato di abusi sessuali indirizzata alla gente — scrivono coloro che credono nella totale innocenza del religioso —. Prima di tutto ci presentiamo: noi siamo gli amici del prete, anzi gli amici dell’uomo vero che lui è. Siamo quelli che sono nati e cresciuti insieme a lui, quelli che conoscono da sempre la sua generosità, la sua bontà e la sua disponibilità nei fatti verso gli altri. Ed allora diciamo a lui, all’uomo: “Siamo con te, non crediamo una parola delle accuse che ti rivolgono, siamo i tuoi amici e ne siamo fieri“. E poi vogliamo urlare tutta la nostra rabbia: la vogliamo urlare alla gente, alle Iene, e a tutti coloro che guardano più all’aspetto scandalistico che alla sostanza delle cose».

    GLI AMICI del sacerdote esprimono «rabbia per tutto il fango che con superficialità viene gettato addosso a un uomo, a un prete, che dedica tutta la sua vita ad aiutare gli altri; rabbia per le notizie false che circolano quotidianamente».Di qui un appello ai «signori delle Iene»: «Non dovrebbe essere scandalo gratuito ma oggettività, e allora, perché dare solo voce ai tre dei presunti abusi e non dare voce alle centinaia di ragazzi che il prete ha aiutato? Andate a vedere le sue “case accoglienza”, ma non soffermatevi pretestuosamente sui puri aspetti burocratici, guardate piuttosto l’amore e la passione dentro gli occhi dei ragazzi che ci vivono. Andate a vedere i fatti e dategli voce, non ascoltate solo le parole. Ma soprattutto, se volete scoprire la verità,andate da quei genitori disperati che hanno un figlio con un grave problema, uno di quelli di cui ci si vergogna, uno di quei problemi di fronte al quale la maggior parte della gente ti evita e chiedete loro perché vanno da lui e non da qualche altra parte. Vanno da lui perché è uno dei pochissimi che se sei in mezzo alla strada e gli chiedi aiuto si sporca le mani e ti aiuta subito, senza chiederti se puoi pagare, di che razza sei o da dove vieni». E infine: «Queste cose ditele e soprattutto lasciatelo lavorare. E poi l’ultima domanda, forse la più importante: quali sonoi veri motivi per cui si vuole far fuori questo prete scomodo? Guardate oltre l’apparenza e scoprirete che questa è una storia dove gli abusi sono solo un pretesto, scoprirete che sotto c’è una lotta tra chi fa e chi parla, tra le opere e la burocrazia fine a se stessa, tra chi aiuta veramente e chi pensa solo allo stipendio. Tra l’interesse di casta e la buona volontà».

    di CRISTINA BELVEDERE

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/201…se_accuse.shtml