Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • IRLANDA: VESCOVO ACCUSATO CHIEDE A FEDELI DI PAGARE DANNI VITTIME ABUSI

    IRLANDA: VESCOVO ACCUSATO CHIEDE A FEDELI DI PAGARE DANNI VITTIME ABUSI

    (ASCA) – Roma, 3 mar – Un vescovo irlandese accusato di aver coperto per anni i preti pedofili e che ha rifiutato le richieste di dimissioni arrivategli dalle associazioni delle vittime e’ finito ancora una volta nella bufera per aver chiesto ai fedeli della sua diocesi di contribuire al pagamento dei danni che la Chiesa deve pagare a chi e’ stato abusato da membri del clero. Mons. Denis Brennan, vescovo di Ferns, e’ uno dei cinque vescovi ancora in carica ad essere accusato dal Rapporto Murphy di aver contribuito a coprire le responsabilita’ dei preti abusatori, quando era vescovo ausiliare di Dublino, ed e’ finora l’unico dei presuli coinvolti ad essersi rifiutato di presentare le sue dimissioni a papa Benedetto XVI. Il vescovo – che era presente a Roma al vertice di due giorni con il pontefice per affrontare lo scandalo pedofilia in Irlanda – ha chiesto qualche giorno fa l’aiuto economico delle parrocchie nel pagamento dei danni e delle spese locali della diocesi nelle cause per abusi sessuali. Il buco della diocesi di Ferns ammonta gia’ a 10 milioni e mezzo di euro, e un portavoce di mons.

    Brennan ha chiesto ai parrocchiani di aiutare la Chiesa a pagare il conto.

    La richiesta di mons. Brennan ha suscitato l’immediata reazione di protesta e indignazione da parte dei fedeli e delle associazioni di vittime degli abusi. ”Inviterei i fedeli – ha detto Colm O’Gorman, fondatore dell’associazione One in Four – a spingere la Chiesa a guardare ai propri beni e alle proprie ricchezze”.

  • Chiesa: in arrivo nuove dimissioni vescovi Irlanda per scandalo pedofilia

    Chiesa: in arrivo nuove dimissioni vescovi Irlanda per scandalo pedofilia

    22 febbraio, ore 17:30

    Citta’ del Vaticano, 22 feb. (Adnkronos) – Sono in arrivo nuove dimissioni di vescovi irlandesi coinvolti nello scandalo degli abusi sessuali sui minori. A renderlo noto e’ la stessa Chiesa irlandese. Fino ad ora, infatti, su quattro vescovi che hanno gia’ rinunciato al loro incarico, solo in un caso il Papa ha accettato le dimissioni. Ma si annunciano novita’. Infatti il processo delle dimissioni rassegnate da mons. James Moriarty, oggi vescovo di Kildare e Leighlin, ”sta andando avanti. Non e’ in questione il ‘se’ o il ‘quando’. Non saranno immediate ma non andranno oltre Pasqua”. Ad annunciarlo e’ lo stesso mons. Moriarty, nella omelia che ha tenuto ieri per la prima domenica di Quaresima, che ha dedicato – come tanti altri vescovi irlandesi – al recentissimo incontro che l’episcopato dell’isola ha avuto la scorsa settimana con il Papa. Mons. Moriarty e’ uno dei vescovi che vengono espressamente accusati dal ”Rapporto Murphy” per aver coperto gli abusi sessuali ai danni di minori commessi da personale religioso dell’arcidiocesi di Dublino.

  • Le bugie di don Di Noto. Pedofilia: “Coinvolti 80 preti e alcune suore”, In realtà sono molti di più

    Le bugie di don Di Noto. Pedofilia: “Coinvolti 80 preti e alcune suore”, In realtà sono molti di più

    In internet sono reperibili quasi 130 casi di preti accusati/processati/condannati per pedofilia negli ultimi anni.

    E sono solo i casi noti tramite internet, non le indagini e e i processi coperti dall’omertà della stampa, non i casi che non vengono alla luce perché nessuno denuncia.

    Don Di Noto mente spudoratamente per proteggere la sua casta.

    www.agi.it/cronaca/notizie/20100218…_e_alcune_suore

    PEDOFILIA: DI NOTO, COINVOLTI 80 PRETI ITALIANI E ALCUNE SUORE

    (AGI) – CdV, 18 feb. – “L’Italia non e’ immune dal triste fenomeno dei preti pedofili”. Lo afferma il sacerdote Fortunato Di Noto chiamato da Radio Vaticana a commentare la linea della “tolleranza zero” imposta dal Papa ai vescovi dell’Irlanda.
    “Attualmente – spiega il fondatore dell’associazione antipedofili Meter – in questi ultimi 10 anni, circa 80 sacerdoti sono stati coinvolti. O perche’ denunciati, gia’ processati e condannati riguardo al fenomeno. E’ un fenomeno che esiste, e’ un fenomeno che c’e’, nessuno puo’ dire che non e’ cosi’”. In Italia, concede don DI Noto, “forse e’ piu’ gestito e controllato, anche se ci sono stati dei casi affrontati con imprudenza”. A una domanda su eventuali casi di suore che abbiano compiuto abusi, Di Noto risponde che “questi fenomeni negli istituti religiosi femminili accadono in maniera molto piu’ blanda anche se non c’e’ stato un monitoraggio molto serio riguardo a questi fenomeni. Pero’ esistono, ci sono stati e credo che dobbiamo saperli affrontare”. Credo – spiega don Di Noto alla Radio Vaticana – che anche da noi bisogna fare un lavoro sui seminari, molto, molto lavoro di formazione, di discernimento nei Seminari. Bisogna fare un attento monitoraggio ma anche affrontare le situazioni delicatissime che si vengono a creare con molta oculatezza, prudenza e soprattutto efficacia”. “E credo – scandisce – che noi non dobbiamo mai piu’ permettere che qualcuno ci dica : Tu sei rimasto in silenzio. Tu non vuoi fare niente. Tu non vuoi affrontare il problema. Io credo che ognuno di noi deve assumersi le responsabilita’”. “Umilmente – aggiunge il sacerdote – mi appello ai vescovi: credo sia necessaria una azione pastorale molto piu’ decisi”. Alcuni vescovi, spiega, “hanno aperto Sportelli Meter, dove divengono un luogo pastorale per implantare l’azione per l’infanzia, l’impegno quotidiano nella promozione dei diritti dell’infanzia e nella capacita’ di coordinare con l’azione della pastorale familiare”. Secondo don Di Noto, insomma, gli strumenti ci sono. Non siamo piu’ all’anno zero”. Vogliamo, sintetizza, “una Chiesa che serve l’uomo che sta dalla parte dei poveri, che sta dalla parte dei piccoli, che evita lo scandalo. Perche’ lo scandalo e’ qualcosa di molto serio. del resto lo scandalo, la parola scandalo non e’ altro che un cappio e chi fa il cappio e’ colui che ha la volonta’ di accalappiare qualcuno e quindi di farlo cadere, di farlo incianpare per appropiarsene. Ecco – rileva Di Noto – la Chiesa non puo’ permettersi piu’ di fare questa azione o di coprire questa azione”. All’indomani delle decisioni del Papa e dei vescovi irlandesi, il sacerdote siciliano, dunque, si dice “molto commosso soprattutto per le vittime, per il dolore del Papa e anche per il silenzioso e quotidiano servizio dei mie volontari che ormai da 20 anni si occupano di questo fenomeno e di tanti altri sparsi nel mondo e nel silenzio si adoperano affinche’ questi fatti non accadano e soprattutto nel senso dell’accoglienza delle vittime, che sono ferite profondamente nel cuore, nell’animo che coinvolgono le famiglie e dunque le comunita’ parrocchiali”. “Quando accadono fatti perpetrati da sacerdoti – conclude – e’ un danno enorme a tutta la comunita’ ecclesiale, a tutte le parrocchie e anche alla Chiesa universale: credo che il Santo Padre abbia lanciato un appello, anche un impegno perche’ come e’ vero che dall’alta autorita’ che riveste fara’ una Lettera agli irlandesi, ma credo che da questa lettera pastorale dovremmo attingere un po’ tutti affinche’ questi piu’ in silenzio e soprattutto ancora far si’ che questa sia una azione pastorale quotidiana, dove i bambini devono essere accompagnati, dove i bambini devono essere educati ma dove gli adulti devono imparare a non offendere mai l’infanzia”. (AGI) .

  • Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania
    LO SCANDALO. Coinvolte scuole dei gesuiti
    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    • 16/02/2010
      Il Papa con i vescovi irlandesi

    BERLINO
    Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in un prestigioso collegio gesuita di Berlino, che secondo la stampa potrebbe scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca, proprio come è già successo negli Stati Uniti e in Irlanda.
    I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ma da quando sono venuti alla luce – il 28 gennaio scorso – hanno provocato non poco imbarazzo nei gesuiti, che potrebbero anche essere costretti a risarcire alcune delle vittime. Finora si pensava che queste fossero circa 30, tutti ragazzi adolescenti che frequentavano il collegio Canisius di Berlino. Ieri, invece, il rettore dell’istituto, Klaus Mertes, ha parlato di un livello «a tre cifre», e l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue, ha confermato che si tratta di oltre 100 persone. La Raue dovrà presentare un primo rapporto ai gesuiti entro questa settimana, ma già sono arrivate le richieste di risarcimento. «Otto o nove vittime vorrebbero un indennizzo finanziario», ha detto Manuela Groll, legale delle vittime.
    Sono emersi altri 12 casi nella diocesi di Hildesheim (Bassa Sassonia), che si aggiungono a quelli venuti alla luce nelle ultime settimane in scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale «Der Spiegel» pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania (tre non hanno risposto), un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi.
    Intanto i vescovi irlandesi definiscono «molto seria» la vicenda degli abusi e Benedetto XVI ha promesso una lettera pastorale con importanti provvedimenti, allo studio da mesi e ora giunti probabilmente al traguardo, invitando a mettere avanti a tutto le sofferenze e i diritti delle vittime. Alla messa in memoria del defunto card. Cahal Daly all’Irish college di Roma, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, non ha esitato ad ammettere «molto francamente quello che sanno tutti».
    Una prova «dolorosa» quella che sta attraversando la comunità cattolica irlandese che vede «alcuni uomini di Chiesa coinvolti in atti particolarmente esecrabili», ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Per questo il Papa ha convocato i vescovi irlandesi in Vaticano per la terza volta in sette mesi, un incontro di un giorno e mezzo a porte chiuse, con sospese fino al’una di oggi ogni attività.

  • Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

    Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

    Dopo anni di silenzio, i vescovi d’Irlanda, da oggi per due giorni a colloquio con il Papa per chiarire le circostanze di circa 300 abusi perpetrati su minori nel corso di 30 anni, documentati in due distinti, pesantissimi, rapporti giudiziari, ammettono le loro colpe, e assicurano che l’incontro con il Papa non si limiterà ad un “esercizio cosmetico”. “Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno”, ha detto Duffy, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, riferendosi proprio agli episodi che – spiega – hanno inferto alla Chiesa “ferite profonde”, mettendola in una “situazione molto seria”.
    Benedetto XVI preoccupato per la situazione in Irlanda – L’ammissione da parte dei vescovi è certamente un primo passo avanti rispetto ad un problema che angustia profondamente il Pontefice. Il Papa è “molto preoccupato” per la situazione venutasi a creare in Irlanda, ha infatti riferito alla Radio Vaticana il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh, a margine dei colloqui con il Papa. “Questo incontro (quello che ha avuto inizio oggi, ndr) ha avuto una preparazione molto accurata – ha aggiunto – ma è soltanto un passo di un cammino molto lungo: speriamo che, al nostro rientro in Irlanda, questo si traduca in un processo di pentimento, rinnovamento e riconciliazione, per il bene di tutti”. ‘Puntiamo tutti allo stesso obiettivo – ha concluso – che è quello della tutela dei bambini”.
    Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa – Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.
    Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili – Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

    15 febbraio 2010

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/10/02/15/abusi-vescovi-irlanda-ammissioni.html

    Pedofilia/ Vertice dal Papa per giro vite dopo scandalo … -2-
    Presto lettera a fedeli Irlanda. Dimissioni e denuncia a giudici

    Città del Vaticano, 15 feb. (Apcom) – Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa. Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.

    Papa Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili. Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

    Dopo la pubblicazione dei rapporti Ryan e Murphy, Ratzinger ha ricevuto due volte i vertici della conferenza episcopale irlandese in Vaticano, a novembre e a dicembre. “Il Santo Padre – recitava il comunicato finale – condivide lo sdegno, la sensazione di tradimento e la vergogna provati da così tanti fedeli in Irlanda”. Il Papa ha poi accettato le dimissioni di mons. Murray. Infine ha convocato, oggi e domani, tutti i vescovi irlandesi. Guidano la delegazione irlandese il presidente della conferenza episcopale, card. Sean Brady, e l’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin. Per la Santa Sede prendono parte all’incontro il cardinal Bertone e i vertici della Segreteria di Stato (il Sostituto per gli Affari generali Fernando Filoni e il ministro degli Esteri Dominique Mamberti), il nunzio apostolico in Irlanda Giuseppe Leanza, e i capi di vari dicasteri vaticani: Levada (Dottrina della fede), Re (Vescovi), Hummes (Clero), Rodé (Religiosi), Grocholewski (Educazione), Coccopalmerio (Testi legislativi). L’incontro avrà due serrate sezioni di lavoro oggi, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 e si concluderà con un incontro domani mattina dalle 9.30 alle 13. A conclusione potrebbe essere pubblicato un comunicato.

    La nota di dicembre preannunciava che il Papa “intende rivolgere una Lettera Pastorale ai fedeli d’Irlanda, nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione”. Il testo dovrebbe essere discusso all’incontro in Vaticano ed essere pubblicata nei prossimi giorni. Intanto – affermava ancora la nota – la Santa Sede “prende molto seriamente le questioni centrali sollevate dal Rapporto, incluse quelle relative al governo di capi della Chiesa locale con la responsabilità fondamentale della cura pastorale di bambini”. Oltre alle dimissioni, la missiva potrebbe prendere di petto la questione del ruolo della giustizia civile. L’istruzione dottrinale ‘Crimen sollecitationis’ (1962), rivista dalla congregazione per la Dottrina della fede presieduta da Ratzinger con la lettera ‘De delictis gravioribus’ (2001), non prevede l’obbligatorietà della denuncia di casi di pedofilia alle autorità statali. La materia viene lasciata alle competenze dei tribunali religiosi. Ma su questo possono esserci novità, come ha lasciato intendere il cardinale Claudio Hummes. In una recente intervista all”Osservatore romano’, il prefetto della congregazione per il Clero ha affermato che per i sacerdoti che si macchiano del reato della pedofilia bisogna “accertate oggettivamente le responsabilità” anche “facendo ricorso alla giustizia ordinaria”.

  • Olanda, scoppia caso pedofilia in scuola cattolica Tre preti nel mirino per molestie negli anni ’60 e ’70

    Olanda, scoppia caso pedofilia in scuola cattolica Tre preti nel mirino per molestie negli anni ’60 e ’70

    BRUXELLES – Dopo la Germania e l’Irlanda l’ombra della pedofilia nella Chiesa si allunga anche in Olanda. Nel mirino la scuola affiliata al monastero salesiano di Don Bosco nella cittadina di ‘s-Heerenberg e tre dei suoi insegnanti negli anni ’60 e ’70. Stando alle testimonianze raccolte dalla stampa olandese i tre preti, due dei quali ancora vivi, hanno molestato sessualmente almeno tre loro studenti e uno di loro, all’epoca professore di matematica, è stato sospeso nel 1994 con l’accusa di abusi nei confronti di un bambino. I vertici della Chiesa locale hanno declinato ogni commento.

    L’attuale vescovo di Rotterdam, dal 2008 presidente del sinodo dei vescovi olandese, Ad van Luyn, ha detto di non volere commentare episodi del passato. Il prelato, che a metà degli anni ’60, insegnava nell’istituto salesiano, ha fatto sapere, tramite un suo portavoce, che questo tipo di questione è responsabilità dell’attuale padre superiore. E uno dei salesiani più anziani in Olanda Herman Spronck, pur negando qualsiasi conoscenza dei fatti denunciati, apre ad una indagine. Nell’inchiesta effettuata da Radio Netherlands Worldwide e dal quodidiano ‘Ncr Handelsblad’, Janne Gerats, ora cinquantasettenne, ha denunciato di avere subito abusi sessuali dall’età di undici anni. Secondo l’uomo questa pratica non era affatto inusuale nell’istituto, che ospitava un centinaio di ragazzi dai 12 ai 18 anni in quattro grandi dormitori.

    “Succedeva su vasta scala e vari sacerdoti erano coinvolti. Alcuni erano più popolari di altri e lo sapevi perché c’erano più ragazzi che andavano a trovarli”, ha denunciato Gerats. Un altro episodio risale al 1970 e riguarda quella che all’ epoca era quindicenne in settimana bianca. Leonie Cramwinckel Bloch ha raccontato di avere subito molestie sessuali da parte di uno degli insegnanti accompagnatori, anch’egli salesiano dello stesso istituto. La donna ha spiegato di non avere raccontato nulla a nessuno per anni. Non è la prima volta che in Olanda si apre un dibattito sugli abusi sessuali di bambini da parte di prelati e secondo l’ex esperto della hot-line esistente per denunciare questo di tipo di molestie ancora non è stata fatta abbastanza chiarezza.

    Yvo van Kuijck si è dimesso dal suo incarico due anni fa proprio per denunciare quello che considera l’atteggiamento poco deciso del vescovi olandesi per contrastare questo fenomeno. Dal 1995, quando è stata creata, la hot-line ha raccolto 300 denunce di abusi sessuali. “La Chiesa ci ha messo troppo tempo ad agire e a scusarsi”, ha accusato il magistrato secondo il quale si è però ancora in tempo per aprire una indagine sui fatti denunciati.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1708946478.html

  • Scandalo in Olanda: 3 preti pedofili in scuola cattolica

    Scandalo in Olanda: 3 preti pedofili in scuola cattolica

    L’ombra della pedofilia nella Chiesa insinua il suo sospetto anche in Olanda. Dopo gli scandali avvenuti in Germania e Irlanda, ora le paure circa l’orientamento pedofilo di alcuni sacerdoti fanno tremare gli ordinamenti clericali nei Paesi Bassi.

    Il monastero salesiano “Don Rua” nella città di ‘s-Heerenberg, in Olanda

    ’s-Heerenberg, una cittadina olandese al confine con la Germania, situata nella Provincia di Gelderland, è il luogo in cui si trova la scuola cattolica incriminata. Le violenze oggetto dell’indagine risalgono alla seconda metà del Novecento. Sebbene siano passati quasi 50 anni, l’eventuale conferma delle avvenute molestie sui bambini causerebbe non poco scompiglio all’interno delle gerarchie ecclesiastiche olandesi.

    Tre preti, docenti dell’istituto religioso scolastico, affiliato al monastero “Don Rua” dei Padri Salesiani di Don Bosco negli anni ‘60 e ‘70, due dei quali ancora vivi, avrebbero molestato sessualmente e ripetutamente almeno tre studenti. A riportare questa notizia è la stampa locale olandese che, secondo testimonianze raccolte, avrebbe prove di ciò che è avvenuto in quel tempo. Molte indagini seguiranno, ma l’insinuazione del tarlo del dubbio è pericolosa e può avere un effetto devastante sull’opinione pubblica.

    Una confessione giunge direttamente da un ex-studente del collegio religioso. Janne Geraets, ora 57enne, ha rivelato di aver subito ripetutamente abusi sessuali all’età di 11 anni, per mano di un sacerdote che adesso ha 98 anni. Il ragazzo era all’interno della scuola nella speranza di diventare un missionario, ma una notte, con la scusa di somministrargli un farmaco per il mal di gola, un sacerdote ha allungato le mani sul suo corpo innocente. Dopo l’accaduto, lui racconta di essere tornato al letto con una grande confusione. Il giorno dopo, il prete disse al giovane che quell’incidente non aveva alcuna importanza, dandogli l’assoluzione da ogni peccato. Gravi affermazioni, ma sono solo le prime a venire fuori.

    In aggiunta, uno degli insegnanti della stessa scuola nel 1994 era stato sospeso dall’incarico per presunti abusi su un bambino. Alcuni membri dell’ordine scolastico hanno confermato l’esistenza del problema riguardante la pedofilia, affermando che il problema fu discusso internamente, ma non partirono mai delle indagini.

    La Società Salesiana era stata fondata nel 19° secolo da Don Bosco per aiutare i giovani,specialmente i più poveri, e per garantire una corretta educazione ai ragazzi orientati al sacerdozio. La scuola ospitava annualmente oltre cento ragazzi di età compresa tra 12 e 18 anni, all’interno di quattro grandi dormitori.

    I vertici della Chiesa locale e l’attuale vescovo di Rotterdam, Ad van Luyn, insegnante nell’istituto salesiano ai tempi delle violenze, si sono astenuti dal commentare la notizia, evitando di rilasciare qualsiasi dichiarazione in merito alla vicenda.

    Emanuele Ballacci

    www.rnw.nl/es/espa%C3%B1ol/article/…a-cat%C3%B3lica

    “Golpeaban a mi puerta y yo trataba de gritar, pero no salía sonido alguno de mi garganta.” Janne Geraets (57) fue continuamente abusado sexualmente desde sus 11 años por un sacerdote de un internado salesiano.

    En medio de los escándalos sobre abuso sexual en países vecinos y en los EE.UU., la Iglesia Católica holandesa logró mantenerse a la sombra. Pero, a juzgar por una investigación conjunta de Radio Nederland y el influyente vespertino holandés NRC Handelsblad, fue una actitud errónea.

    Me dio pastillas y luego se me echó encima
    Para Janne Geraets todo comenzó en 1964, en el convento de Don Rua en la localidad de ‘s-Heerenberg, donde seguía un estudio preparativo de la orden salesiana Padres de Don Bosco, pues deseaba ser misionero. Luego de una fiesta, uno de los padres de la orden pidió a Janne Geraets acudir a la enfermería, con la excusa de que allí tenían algo para su dolor de garganta. “Me dio algunas pastillas y luego se me echó encima. En un santiamén, se abrió la bragueta, me agarró la mano y la llevó hacia sus pantalones. En un momento así lo único que sientes es una gran confusión.”

    Absolución
    Tras el incidente Janne Geraets se retiró a su cuarto a dormir. Pero a la mañana siguiente tuvo que reportarse de nuevo donde el mismo padre. “Fui a su celda y llamé a la puerta. Aún recuerdo cómo me latía desbocado el corazón. El padre abrió la puerta y me dijo: ‘Eso no debía haber ocurrido.’ Y seguidamente me dio la absolución, es decir, el perdón de ese pecado. Como verán, eso sólo aumentó mi confusión.”

    A partir de entonces, Janne Geraets tuvo que acudir continuamente a esa celda. “Se echaba en el sofá, me colocaba encima de él y comenzaba a restregarse contra mi cuerpo. Recuerdo que una vez llamaron a mi puerta, yo traté de gritar, pero no salía sonido alguno de mi garganta. Yo quería gritar ‘esto no puede ser, esto no debe ser.’ Pero no puedes acudir a nadie ni te atreves a decir nada porque estás asustado. Uno piensa, yo soy el sucio y terminarán echándome del internado.”

    Abuso a gran escala
    En cuatro grandes dormitorios del internado de ‘s-Heerenberg dormían entre 80 y 100 muchachos de edades entre los 12 y los 18 años. “A muchos de los chicos se les notaba de inmediato que tenían algo con algún sacerdote, y varios padres tenían a un gran número de muchachos que acudían a ellos. Eso ocurría en gran escala.” Según Geraets, muchos de los contactos no eran obligados. “Algunos padres eran incluso más populares que otros. De eso te dabas cuenta.” El padre que abusó sexualmente de Janne Geraets tiene ahora 98 años. “Para mí ya no había nada sagrado, todo era una ilusión,” afirma Janne Geraets, quien reconoce que su autoestima sufrió una seria crisis.

    Demasiado tarde
    El abuso sexual cometido por sacerdotes ha sido condenado en diversos países, pero el reciente ‘mea culpa’ desde Roma “ha llegado demasiado tarde,” opina Yvo van Kuijck, ex presidente la de la Comisión Independiente de Asesoramiento, organización ante la que, junto con Hulp&Recht (Ayuda y Derecho), se presentan las denuncias sobre abuso sexual en la Iglesia Católica holandesa. Desde su fundación en 1995, Hulp & Recht ha recibido más de 300 denuncias de abuso sexual. “La actitud inicial fue muy reservada en cuanto a ofrecer disculpas y tomar medidas. La misma postura fue adoptada por el Episcopado holandés. No tengo la impresión de que el abuso sexual se haya tomado con la necesaria urgencia,” comenta Yvo van Kuijck.

    Dimite la comisión
    En protesta por la actitud del obispado holandés, Yvo van Kuijck, vice presidente de la Corte de Justicia de la ciudad de Arnhem, decidió dimitir de su cargo en la comisión, junto con todos los demás integrantes de ésta. Los religiosos que había cometido abusos sexuales en una determinada parroquia fueron trasladados a otras, donde volvieron a las andadas. “Esta actitud no debe tolerarse.”

    También niñas
    Cuando Leonie Cramwinckel-Bloch tenía 15 años y acudía al cuarto curso del Liceo en Doetinchem, decidió ir a esquiar. El grupo de alumnas era coordinado por el profesor de inglés, también un padre salesiano del vecino convento de ‘s-Heerenberg. Era diciembre de 1970. Según Leonie Cramwinckel (54), el padre abusó de ella manoseándola repetidas veces en sus zonas íntimas. Si bien no se atrevió a denunciarlo, “sabía que ese padre no debía haber hecho eso, pero él lo hacía con tal naturalidad y desparpajo, que me dejaron asombrada. Saqué la conclusión que no era la primera vez que lo hacía.” Tras el incidente, ella evitó encontrarse con el padre en la escuela, y sólo años más tarde lo contó a sus padres. Entre tanto, el eclesiástico en cuestión ya ha fallecido.

    Intimidación sexual
    Hubo muchos más casos de abuso sexual fuera del mencionado convento. Un padre salesiano que actualmente ahora 72 años, era profesor de matemáticas en los años sesenta en el convento de ‘s-Heerenberg. Luego lo nombraron pastor de la parroquia de Sint Martinus, en Hoogland, una pequeña localidad cerca de la ciudad de Amersfoort, donde fue despedido por el arzobispado de Utrecht, en 1994, tras ser acusado de intimidar sexualmente a un menor de edad.

    Nada especial
    En su reacción a lo ocurrido, el cura en cuestión dice que no fue nada especial. “Nos encontrábamos en la sauna de un complejo deportivo. El muchacho me vio desnudo. Eso fue todo. A mi lado estaba sentado un hombre que tuvo una erección. Pero yo jamás toqué al muchacho. Eso ocurrió hace muchos años y no me parece bien sacar de nuevo el tema a colación.”

    Wim Flapper, antiguo Superior Provincial de los Salesianos de Don Bosco (la más alta función dentro de la orden), reconoce que la orden jamás quiso investigar a fondo este asunto. Y sobre el padre de Hoogland señala que se le administró una terapia. “De eso nos encargamos nosotros,” asegura, “pero nunca investigamos si había hecho más víctimas.”

    Motivo de investigación
    Ahora que tres padres de la misma institución son acusados de abuso sexual, el ex presidente de la comisión, Van Kuijck, cree que hay razón de sobra para efectuar una investigación. Y si bien ésa ya no es su incumbencia, opina que la Iglesia debería investigar el asunto. “Si se trata de un problema estructural de una institución, es imperativo investigar lo ocurrido. Las víctimas aún pueden presentar sus quejas ante Hulp & Recht. Los casos en los que el abusador ya ha fallecido, también serán investigados.”

    Excusas
    Johan Marsman (68), quien en los años 60 tenía a su cargo la finca anexa al convento salesiano de ‘s-Heerenberg, está al tanto de las relaciones sexuales de los padres con los pupilos y escribió un libro sobre el convento de Don Rua. “Hace unos 15 años, bajo mandato del anterior Superior Provincial, Wim Flapper, ya se habló durante una reunión de ex-alumnos, sobre los abusos sexuales cometidos. El Superior expresó entonces sus excusas y reconoció que se habían cometido errores.” Según el Sr. Marsman, la mayoría de los ex alumnos no deseaba hablar más de esos incidentes. Marsman se retiró del convento en 1968.

    Cuando se le pregunta si los padres de Don Rua tenían relaciones sexuales con ‘muchachos favoritos’, el Sr. Marsman responde afirmativamente. “Ése es un asunto muy bien conocido.” Según Marsman, lo ocurrido en el convento de Don Rua no es nada único. “Lo mismo ocurría en todas partes, en todos los internados, pero con eso no quiero decir que apruebe lo allí ocurrido.”

    La huella hacia los responsables
    En el período del abuso sexual contra Janne Geraets, el actual obispo de Rótterdam, Ad van Luyn, trabajaba como docente en el internado de Don Rua. En la década de los setenta, Van Luyn era Superior Provincial de los salesianos, y, desde el 2008, es el presidente de la Conferencia Episcopal Holandesa. Monseñor Van Luyn no desea hablar “de cosas del pasado”. A través de su portavoz nos ha comunicado que “asuntos concernientes a la congregación son responsabilidad del actual Superior Provincial, incluso aquellas que están relacionadas con antiguos responsables.”

    El padre Herman Spronck, actualmente la máxima autoridad de los Salesianos en Holanda, dice no saber nada del abuso sexual en el convento de ‘s-Heerenberg. Además de no oponerse a una eventual investigación, enfatiza que el abuso sexual va en contra de los votos de castidad que han hecho los padres de Don Bosco. “Precisamente en Don Bosco la inviolabilidad de la juventud constituye el punto principal del sistema de educación de adolescentes.

  • Pedofilia/ Associazioni irlandesi vittime deluse: Nessuna azione

    Pedofilia/ Associazioni irlandesi vittime deluse: Nessuna azione

    Roma, 16 feb. (Apcom) – Sono deluse dall’esito dell’incontro tra i vescovi irlandesi e il Papa, le associazioni di vittime dei preti pedofili irlandesi. Alcune delle sigle più rappresentative – Irish Soca e Alliance Victim Support Group – si attendevano azioni più decise da parte di Benedetto XVI e una maggiore attenzione proprio a loro, le vittime degli abusi.

    “Siamo delusi”, spiega al telefono dall’Irlanda Tom Hayes, segretario generale della Alliance Support Group. “Il documento del Vaticano non contiene alcuna nuova formulazione o soluzione che sarebbe coraggio alle persone che sono state abusate. Abbiamo tuttavia speranza che il cardinale Sean Brady, presidente della conferenza episcopale irlandese, sarà capace di dare coraggio alle vittime al suo ritorno”. Quanto alla lettera che il Papa invierà nelle prossime settimane ai cattolici irlandesi, Hayes spiega: “Sarà una lettera pastorale e quindi non verrà letta da molte delle vittime, che ormai non frequentano più le chiese”.

    Sullo stesso tono, anche se con altro accento, la Irish Soca (Irish Survivors of Child Abuse). “Accogliamo con favore il fatto che il Santo Padre abbia riconosciuto che la pedofilia nella Chiesa è un crimine odioso che va affrontato con risolutezza”, spiega John Kelly. “Siamo tuttavia estremamente delusi per il fatto che il Papa non ha mostrato forte leadership nei confronti della crisi e noi vittime siamo anche arrabbiati per il fatto che Sua Santità non è sembrato in grado di prendere la necessaria ferma azione contro coloro che nella gerarchia della Chiesa irlandese hanno protetto i pedofili e che hanno disonorato in modo flagrante l’insegnamento di Cristo. Crediamo che Sua Santità abbia il dovere morale di recuperare l’onore alla nazione irlandese e di riconquistare la Vera Chiesa dall’anti-Cristo che è stato tanti decenni qui in Irlanda. In questo Sua Santità ha chiaramente fallito con le vittime e col popolo irlandese. La decisione di Sua Santità di chiedere ai vescovi irlandesi di affrontare questa crisi mostra una mancanza di visione, soprattutto perché sono gli stessi vescovi irlandesi il problema”.

    Pedofilia/ Papa incontra vescovi irlandesi: Cooperare con giudici
    La line della ‘tolleranza zero’.Prossima lettera a fedeli Irlanda

    Città del Vaticano, 16 feb. (Apcom) – Ancora parole nette, dure. La linea di ‘tolleranza zero’ adottata dal Papa sullo scandalo dei preti pedofili viene confermata anche all’incontro che Ratzinger ha convocato in Vaticano con i vescovi irlandesi dopo le denunce di due rapporti statali sui maltrattamenti negli istituti religiosi e sugli abusi sessuali coperti compiuti da preti irlandesi nei decenni passati e coperti da alcuni presuli. Reagiscono con delusione alcune delle associazioni di vittime. La Santa Sede, però, avverte che “l’attuale, dolorosa situazione non verrà risolta velocemente”. A marzo, tempo di Quaresima, intanto, è prevista la pubblicazione della lettera che Benedetto XVI indirizzerà direttamente ai cattolici irlandesi.

    Il Papa ha ascoltato per un giorno e mezzo, ieri e oggi, i vescovi irlandesi, li ha interrogati, si è intrattenuto con loro anche nelle pause. Ha pregato con loro. Alla fine, il Vaticano ha diffuso un comunicato che contiene una sostanziale novità. I vescovi irlandesi, vi si legge, “hanno evidenziato il proprio impegno a cooperare con le autorità giudiziarie in Irlanda, nel Nord e nel Sud, e con il National Board for Safeguarding Children della Chiesa cattolica in Irlanda per garantire che i criteri, le politiche e le procedure della Chiesa rappresentino la miglior pratica in questo settore”. Sinora non era così. L’istruzione dottrinale ‘Crimen sollecitationis’ (1962), rivista dalla congregazione per la Dottrina della fede presieduta da Ratzinger con la lettera ‘De delictis gravioribus’ (2001), non prevede l’obbligatorietà della denuncia di casi di pedofilia alle autorità statali. La materia viene lasciata alle competenze dei tribunali religiosi.

    Pedofilia/ Papa incontra vescovi irlandesi: Cooperare con … –

    Città del Vaticano, 16 feb. (Apcom) – Nel corso dell’incontro il Papa e i vescovi irlandesi “hanno esaminato il fallimento, per anni, delle autorità ecclesiastiche irlandesi nell’agire efficacemente riguardo casi che coinvolgono l’abuso sessuale di giovani perpetrato da alcuni sacerdoti e religiosi irlandesi”, rende noto il comunicato vaticano. Il Papa “ha osservato che l’abuso sessuale sui bambini e sui giovani non è soltanto un crimine odioso, ma è anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a sua immagine”. A quanto emerge ufficialmente non è stato sciolto il nodo delle dimissioni pendenti (dei sei presuli accusati uno è già stato dimesso, altri tre hanno rassegnato le dimissioni, uno è andato in pensione e uno fa resistenza a lasciare la diocesi), ma la linea è più che chiara. Di fronte a posizioni divergenti e sfaccettate, inoltre, il Papa “ha sfidato i vescovi ad affrontare i problemi del passato con determinazione e decisione e la presente crisi con onestà e coraggio”, nonché ad esprimersi “con una voce sola”. Benedetto XVI ha poi chiesto “una migliore preparazione pastorale, accademica, spirituale e umana” sia per i seminaristi che per i preti.

    Al di là delle misure concrete e dell’incontro con i vescovi irlandesi, comunque, il Papa è preoccupato. La sua analisi sociologica della pedofilia nella Chiesa viene spiegata con chiarezza nella nota vaticana: “Il Santo Padre ha anche fatto riferimento alla più generale crisi della fede che colpisce la Chiesa e l’ha collegata alla mancanza di rispetto per la persona umana e a quanto l’indebolimento della fede abbia contribuito in maniera determinante al fenomeno dell’abuso sessuale di minori”.

    La reazione a caldo delle vittime di abusi irlandesi è di delusione. “Siamo delusi”, spiega al telefono dall’Irlanda Tom Hayes, segretario generale della Alliance Support Group. “Il documento del Vaticano non contiene alcuna nuova formulazione o soluzione che sarebbe coraggio alle persone che sono state abusate. Sullo stesso tono, anche se con altro accento, la Irish Soca (Irish Survivors of Child Abuse). La decisione di Sua Santità di chiedere ai vescovi irlandesi di affrontare questa crisi mostra una mancanza di visione, soprattutto perché sono gli stessi vescovi irlandesi il problema”, afferma John Kelly. “Sono sicuro che il Papa affronterà la questione del dolore delle vittime nella sua lettera”, afferma il cardinale Sean Brady, presidente dei vescovi irlandesi, in una conferenza stampa nella sede di ‘Radio vaticana’. “Il Vaticano ha confermato l’impegno a rafforzare i rapporti con noi”, risponde il porporato, che contesta chi suggerisce che la Chiesa irlandese è un “capro espiatorio”. E ai giornalisti che domandano il perché dell’assenza di misure concrete dall’incontro in Vaticano, risponde: “Sta a noi, come conferenza episcopale e come singoli pastori, prendere misure concrete”.

    L”Osservatore romano’, intanto, interviene su un analogo scandalo che sta scuotendo l’opinione pubblica tedesca ripubblicando un recente articolo dalla ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ nel quale, alla denuncia dei fatti avvenuti, si sottolinea che “non sono vere novità”. A partire dal caso del Canisius-Kolleg al Tiergarten, prestigioso liceo gestito dai gesuiti a Berlino, sono emerse, nelle ultime settimane, oltre cento casi di abusi sessuali su minori in Germania. “Nel 2002 la Conferenza episcopale tedesca ha diffuso delle direttive, in base alle quali tutte le diocesi hanno introdotto una procedura chiara”, scrive la ‘Faz’, autorevole quotidiano conservatore molto amato da Papa Ratzinger. “Sono stati nominati degli interlocutori per le vittime, istituiti gruppi di esperti, chiamati importanti specialisti tedeschi per le perizie”. In questo senso, “qualsiasi vescovo che oggi volesse ancora nascondere sotto il tappeto una qualunque cosa in questo campo dovrebbe avere perso completamente il senno”, ma i tedeschi dovrebbero “accettare la banalizzazione degli abusi sessuali sui bambini che è stata compiuta per lungo tempo come parte della colpa di tutti noi”.

  • Scandalo pedofilia in Germania. Quasi cento i preti accusati di violenze sessuali su minori.

    Scandalo pedofilia in Germania. Quasi cento i preti accusati di violenze sessuali su minori.

    Sta assumendo una dimensione sempre piu’ allarmante lo scandalo dei preti pedofili nella Chiesa cattolica tedesca. Dopo il caso dell’autoaccusa dei tre gesuiti del “Canisius Kolleg”, un famoso liceo cattolico berlinese, una ricerca del settimanale ‘Der Spiegel’ rivela che sono almeno 94 i sacerdoti sospettati di aver commesso abusi su minori dal 1995 ad oggi.
    In base ai dati forniti su richiesta del settimanale da 24 delle 27 diocesi del Paese, e’ emerso che 30 dei 94 preti sospettati di pedofilia sono stati gia’ condannati dai tribunali tedeschi, mentre almeno 10 sarebbero attualmente oggetto di indagine. Delle 27 diocesi tedesche solo quelle di Limburgo, Ratisbona e Dresda-Meissen si sono rifiutare di fornire allo ‘Spiegel’ informazioni su eventuali casi di abusi.
    Il segretario della Conferenza episcopale tedesca, il padre gesuita Hans Langendoerfer, ha dichiarato al settimanale che “queste rivelazioni evidenziano un lato oscuro della Chiesa che mi atterrisce. Intendiamo affrontare pubblicamente l’argomento”.
    Il tema degli abusi sara’ anche trattato nell’ambito della prossima riunione dei vescovi tedeschi, che iniziera’ il prossimo 22 febbraio. Dopo lo scandalo del “Canisius Kolleg”, rivelato il 28 gennaio scorso e riguardante abusi su minori avvenuti negli Anni ‘70 e ‘80, nei giorni scorsi erano stati rivelati numerosi altri casi verificatisi in passato nelle citta’ di Amburgo, Hildesheim, Gottinga, Hannover, Bonn e nella regione della Foresta Nera. I minorenni abusati sessualmente sarebbero almeno trenta, ma secondo la procura di Berlino sara’ difficile portare i responsabili davanti alla giustizia, poiche’ i reati finora portati alla luce sarebbero gia’ caduti in prescrizione. Il termine massimo per emettere un atto di accusa e’ infatti di dieci anni a partire dal compimento del diciottesimo anno di chi ha subito l’abuso.

    fonte aduc

    Pedofilia. Germania, abusi sessuali in scuole cattoliche: 94 le persone coinvolte

    Il settimanale tedesco dedica all’argomento la copertina con una provocatoria foto di un ecclesiastico con la mano nella patta e il titolo “I santarellini – La Chiesa cattolica e il sesso” – Intanto in Germania l’associazione “Chiesa in Movimento” ha chiesto al vescovo di chiedere alla Conferenza episcopale tedesca di permettere il proseguimento dell’attività anche per quei sacerdoti che hanno deciso di ignorare la regola del celibato

    La chiesa cattolica tedesca sta per essere travolta da uno scandalo pedofilia pari a quello che ha sconvolto Usa e Irlanda. Lo rivela il settimanale tedesco “Der Spiegel”, secondo il quale, grazie alle rivelazioni sugli abusi sessuali a danno di adolescenti in collegi dei Gesuiti, sarebbero almeno 94 i sacerdoti e gli insegnanti laici coinvolti nello scandalo degli abusi sessuali su giovani studenti, commessi dal 1995 in diverse scuole cattoliche della Germania.

    La vicenda è venuta alla luce una settimana fa, quando il rettore padre Klaus Mertes del collegio Canisius, prestigioso istituto di gesuiti a Berlino, ha rivelato che almeno venti studenti sono stati vittime negli anni 70-80 di abusi sessuali da parte di almeno due insegnanti, oggi in pensione. Ma ora l’indagine si è allargata anche alla Sankt Ansgar Schule di Amburgo, al St. Blasien nella Foresta Nera, e anche nell’Aloisiuskolleg di Bonn-Godesberg, tutti affidati all’ordine di Sant’Ignazio.

    “Der Spiegel” non esclude che si possa trattare di un primo segnale di un terremoto nella Chiesa cattolica di Germania simile a quello che ha sconvolto recentemente la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, dove dal 1950 in poi circa cinquemila preti avrebbero abusato di 12 mila adolescenti. In totale la Chiesa cattolica americana ha pagato due miliardi di dollari di risarcimenti, scrive il settimanale tedesco, ricordando come alcune diocesi non hanno potuto fare fronte alla spesa e sono state costrette a dichiarare il fallimento, come è successo a Tucson in Arizona o San Diego in California.

    Una serie di scandali simili hanno sconvolto anche l’Irlanda dove, secondo una commissione, tra il 1914 e il 2000 circa 35 mila bambini sono stati sottoposti ad abusi sessuali e maltrattamenti. In molti, scrive Der Spiegel, ritengono che sia arrivato il momento di cambiare le posizioni della Chiesa Cattolica rispetto all’attività sessuale, magari abolendo la regola del celibato, in vigore più o meno da mille anni.

    Una raccolta di 7.103 firme in questo senso, a favore di un parroco sospeso dalla carica per avere ignorato la regola del celibato, è stata presentata al vescovo di Wuerzburg, in Baviera, Friedhelm Hofmann. L’associazione “Chiesa in Movimento”, secondo un portavoce diocesano, ha chiesto al vescovo di chiedere alla Conferenza episcopale tedesca di permettere il proseguimento dell’attività anche per quei sacerdoti che hanno deciso di ignorare la regola del celibato. L’associazione è stata fondata dai parrocchiani dopo la sospensione a ottobre scorso del parroco di Hammelburg, Michael Sell, per avere chiesto di poter sposare la sua compagna, con la quale ha anche un figlio.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/pedofilia-germania-abusi-sessuali-in-scuole-cattoliche-94-le-persone-coinvolte-237696/

  • Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania

    http://www.bresciaoggi.it/stories/Italia%2…si_in_germania/

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania
    LO SCANDALO. Coinvolte scuole dei gesuiti
    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Il Papa con i vescovi irlandesi

    BERLINO
    Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in un prestigioso collegio gesuita di Berlino, che secondo la stampa potrebbe scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca, proprio come è già successo negli Stati Uniti e in Irlanda.
    I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ma da quando sono venuti alla luce – il 28 gennaio scorso – hanno provocato non poco imbarazzo nei gesuiti, che potrebbero anche essere costretti a risarcire alcune delle vittime. Finora si pensava che queste fossero circa 30, tutti ragazzi adolescenti che frequentavano il collegio Canisius di Berlino. Ieri, invece, il rettore dell’istituto, Klaus Mertes, ha parlato di un livello «a tre cifre», e l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue, ha confermato che si tratta di oltre 100 persone. La Raue dovrà presentare un primo rapporto ai gesuiti entro questa settimana, ma già sono arrivate le richieste di risarcimento. «Otto o nove vittime vorrebbero un indennizzo finanziario», ha detto Manuela Groll, legale delle vittime.
    Sono emersi altri 12 casi nella diocesi di Hildesheim (Bassa Sassonia), che si aggiungono a quelli venuti alla luce nelle ultime settimane in scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale «Der Spiegel» pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania (tre non hanno risposto), un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi.
    Intanto i vescovi irlandesi definiscono «molto seria» la vicenda degli abusi e Benedetto XVI ha promesso una lettera pastorale con importanti provvedimenti, allo studio da mesi e ora giunti probabilmente al traguardo, invitando a mettere avanti a tutto le sofferenze e i diritti delle vittime. Alla messa in memoria del defunto card. Cahal Daly all’Irish college di Roma, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, non ha esitato ad ammettere «molto francamente quello che sanno tutti».
    Una prova «dolorosa» quella che sta attraversando la comunità cattolica irlandese che vede «alcuni uomini di Chiesa coinvolti in atti particolarmente esecrabili», ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Per questo il Papa ha convocato i vescovi irlandesi in Vaticano per la terza volta in sette mesi, un incontro di un giorno e mezzo a porte chiuse, con sospese fino al’una di oggi ogni attività.