Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Un monumento in Irlanda… … per ricordare le vittime dei predi pedofili.

    Un monumento in Irlanda… … per ricordare le vittime dei predi pedofili.

    Un monumento in Irlanda…
    … per ricordare le vittime dei predi pedofili.

    (ANSA) – LONDRA, 28 LUG – Il governo irlandese ha deciso oggi la costruzione di un monumento nazionale che ricordi le decine di migliaia di bambini molestati nel corso dei decenni all’interno di istituti gestiti dalla Chiesa. La proposta fa parte del piano d’intervento del governo dopo che due mesi fa si è conclusa l’indagine – il Ryan Report, durata 10 anni – sulle violenze minorili. Il governo è riuscito a reperire 25 milioni di euro per finanziare una serie d’interventi. Ma non è tutto. Il ministro per l’Infanzia Barry Andrews ha inoltre fatto sapere che l’esecutivo sta pensando all’introduzione di una giornata nazionale che ricordi coloro che sono morti a causa di violenze sessuali, psicologiche o torture. Andrews ha detto che nonostante la crisi economica il governo è riuscito a trovare il denaro necessario per far fronte a ciò che ha definito come un passaggio oscuro nella storia dell’Irlanda.

  • Irlanda: Premier, Chiesa Cattolica Responsabile Morale Di Abusi

    Irlanda: Premier, Chiesa Cattolica Responsabile Morale Di Abusi

    (ASCA-AFP) – Dublino, 4 giu – Le istituzioni cattoliche irlandesi hanno la ” responsabilita’ morale ” degli abusi avvenuti all’interno di scuole e istituti per ragazzi e devono pagare i danni alle vittime. Lo ha detto il primo ministro irlandese, Brian Cowen, nel corso di un incontro con i vertici dei 18 ordini cattolici coinvolti negli scandali.

    ”Voglio dirvi direttamente che il governo chiede ulteriori e sostanziali contributi per riparare i danni provocati”, ha detto il premier, parlando della ” vergogna e dell’orrore ” provati dall’opinione pubblica irlandese nel leggere i risultati di un’inchiesta ufficiale del governo sugli abusi.

    Secondo Cowen, ”la sistematica natura dei fatti” e ”la scala di sofferenze provate dai ragazzi e gli abusi compiuti su molti di loro” provano che esiste una ”responsabilita’ morale” che deve essere affrontata.

    Si tratta di una ” macchia perenne ”, ha aggiunto il primo ministro e la risposta della Chiesa cattolica determinera’ il modo con cui verra’ giudicata dalla gente d’ora in poi. Il rapporto, pubblicato un mese fa, e’ il risultato di nove anni di inchiesta sugli abusi sessuali, fisici ed emotivi praticati negli istituti fin dall’inizio degli anni quaranta, con oltre 14 mila vittime. Uno shock per la cattolicissima Irlanda.

    E tutto ciò per santa obbedienza alla ipocrite direttive della chiesa cattolica parte dalla centrale vaticana in materia come qui sotto finalmente rese note. (dawww.mednat.org/religione.preti_omo.html)

    “Mantenete segreti abusi dei preti” – CNN rivela: documento-choc del Vaticano

    “Tenere segreti tutti i reati sessuali commessi dai preti”. L’ordine, proveniente dal Vaticano, risale a circa 40 anni fa.
    Nel 2001, in pieno scandalo preti-pedofili, l’allora Prefetto della Congregazione per la Fede Joseph Ratzinger, in una lettera a tutti i vescovi, ribadiva il modo di comportarsi in casi di questo genere già presente in un documento del 1962,
    Con un documento le varie diocesi venivano istruite sul comportamento da tenere per evitare che gli abusi sessuali dei preti diventassero di pubblica opinione… “pena la scomunica. Il materiale è stato pubblicato dalla CNN negli U.S.A, dove è in atto un aspro dibattito sugli abusi sessuali commessi soprattutto verso i minori.
    L’esistenza del documento è stata resa nota dal network americano, che sostiene di averlo ricevuto dalla Conferenza dei vescovi negli Stati Uniti.
    Il dossier, datato 16 marzo 1962, affronta soprattutto il problema dei preti che sollecitano atti sessuali durante la confessione. In questo caso, si legge nel documento, le azioni contro il prete vanno eseguite “nel modo più segreto possibile, pena la scomunica”.
    Secondo Carmen Durso, un avvocato che negli Usa rappresenta parecchie vittime di presunti abusi da parte dei preti, il documento non era altro che un modello in cui si spiegava come dissimulare ogni cattiva condotta. “Erano ordini che venivano dati ai preti e ai loro soprintendenti. Si diceva loro: quando ottenete le informazioni su questo tipo di attività, mantenete il segreto”.
    Ma Francis Maniscalco, un portavoce per il congresso dei vescovi degli Usa ribatte che il documento non deve essere preso fuori dal suo contesto. “Quegli ordini – dice – non sono stati realmente osservati nella maggior parte dei casi avvenuti negli ultimi 20 anni”. Tgcom.it 08/08/03

    Sono sessantanove pagine, un documento che inchioda i vertici della Chiesa di Roma, che getta un’onta senza precedenti sul Vaticano. La rivelazione del quotidiano britannico The Observer è destinata a far esplodere una bufera inimmaginabile sull’istituzione più potente del mondo: un documento che risale al 1962 e che porta il sigillo di Giovanni Paolo XXIII fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa. Il testo, scritto in latino, si trovava negli archivi segreti del Vaticano. “Massima segretezza”: era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione.
    A scoprire il documento shock, chiamato “Crimine Solicitationies “, è stato Daniel Shea, avvocato texano impegnato in una serie di casi di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici. La Chiesa cattolico-romana di Inghilterra e Galles ne conferma la genuinità.
    In quelle 69 pagine, nero su bianco, c’è l’intenzione di mantenere il più stretto riserbo sugli atti dei prelati che potrebbero danneggiare la Chiesa e dettagliate raccomandazioni su come difendere la segretezza: le indicazioni “devono essere diligentemente nascoste negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziali – si legge nel testo – né dovranno essere pubblicate o in inserite in qualche commento”.
    L’avvocato Shea commenta indignato: “Questi dettami sono arrivati ad ogni vescovo del pianeta. E’ la prova che ci fosse una cospirazione internazionale da parte della Chiesa per insabbiare le vicende legate agli abusi sessuali”.
    Ancora più deciso, Shea aggiunge: “Abbiamo sempre sospettato che la Chiesa cattolica coprisse i casi di abusi sessuali e cercasse di far tacere le vittime. Questo documento lo prova. Minacciare la scomunica a chiunque parli, mostra sino a dove le alte cariche del Vaticano erano pronte ad arrivare pur di evitare che le informazioni sugli abusi diventassero di pubblico dominio”.
    Certo la vicenda è esplosiva. Da tempo la Chiesa cattolica è nella bufera per lo scandalo dei preti pedofili. L’arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Law, è stato costretto a dimettersi dopo avere ammesso di aver coperto alcuni casi di pedofilia nella sua Curia. (Tratto da: Il Nuovo – 17 AGOSTO 2003)
    E’ noto come molti processi sono stati instaurati negli U.S.A contro il Vaticano con richieste di risarcimenti miliardari.

  • “Provolo, oltre cento contro gli abusi «I coinvolti rifiutino la prescrizione»”

    “Provolo, oltre cento contro gli abusi «I coinvolti rifiutino la prescrizione»”

    Corriere del Veneto
    Data: 04/07/2009
    La manifestazione All’ultimo cambiato il percorso: la zona del Duomo e della curia off limits

    Provolo, oltre cento contro gli abusi «I coinvolti rifiutino la prescrizione»

    Nel corteo anche i sordi che hanno denunciato le violenze
    VERONA — Ci sono silenzi che rimbombano e urlano. E in questo caso sono due. Il loro silenzio, quello dettato da una disfunzione fisica. Un silenzio che è solo una mancanza di rumore, ma che nulla ha a che fare con l’altro silenzio. Quello delle coscienze. Hanno aleggiato tutti e due questi silenzi, ieri pomeriggio in centro a Verona. Perchè è stata una manifestazione silenziosa e urlante, quella dell’associazione sordi Provolo. La loro voce sono stati i cartelli che si sono appesi al collo e messi in testa. «Nell’istituto Antonio Provolo noi sordomuti siamo stati vittime dei preti pedofili». E’ stato con questa scritta che hanno «urlato » le loro richieste. Erano oltre un centinaio. Si sono fatti capitanare dal presidente dell’associazione, Giorgio Dalla Bernardina. Si sono fatti condurre dai deputati Maurizio Turco e Maria Concetta Coscioni, radicali eletti nelle file del Pd. Ma erano soprattutto uomini e donne. Oltre un centinaio. E tra di loro c’erano tutti e quindici quelli che le denunce di quegli abusi le hanno raccontate e sottoscritte.
    Non hanno avuto vergogna, adesso che non sono più i bambini di allora, a sfilare – tutti uniti da una corda – nel centro della città. Mostrando i loro volti e sapendo che questo li segnerà.
    Gli hanno cambiato anche il percorso del corteo, alla manifestazione dei sordi del Provolo. Loro avevano chiesto di arrivare fino alla curia. Ma no, arriva giusto ad hoc un cavillo del decreto Maroni, quello che vieta gli assembramenti davanti ai luoghi di culto. La zona del Duomo è stata interdetta. Come piazza Erbe. E’ stato lasciato giusto il luogo di partenza. La sede dell’istituto Provolo, nell’omonimo stradone, a San Bernardino. Chiedono l’istituzione di una commissione parlamentare, coloro che hanno denunciato abusi sessuali da parte di prelati e personale laico dell’istituto.
    «Lo chiediamo – ha spiegato Dalla Bernardina – per tre motivi. Il primo è che secondo noi la curia non ha detto la verità, quando ha parlato solo di alcuni casi, che in un primo tempo aveva anche negato per voce del vescovo Zenti che ci aveva dato dei millantatori. Il secondo è perchè non sono state verificate le storie. Chi ha indagato per la curia ha sentito solo il personale dell’istituto e non noi. E poi perchè in casi di pedofilia che coinvolgono la chiesa chiediano che i preti coinvolti vengano privati dell’abito talare subito, senza aspettare anni». Già, gli anni. Quelli passati anche tra i presunti abusi e la loro denuncia. «Non è difficile capire – spiegano i sordi – che trent’anni fa chi aveva un handicap come il nostro era considerato alla stregua di un deficente». Ma c’è un altro fronte, per il quale ieri sono scesi per le strade del centro. Il più difficile. Chiedono che tutte le persone coinvolte e che sono ancora vive rinuncino alla prescrizione.
    Una sorta di «appello» ribadito anche dall’onorevole Turco. «Dall’inzio di questa vicenda – ha detto – la curia ha cambiato atteggiamento, ma non è sufficiente. Prima ha negato tutto, poi qualcosa ha ammesso.
    Noi chiediamo fermamente che si rinunci alla prescrizione del reato, perchè la verità e la giustizia si possono ottenere solo attraverso un comportamento trasparente che, secondo noi, qui a Verona è mancato. gira voce che il vescovo verrà trasferito a Udine a settembre. Se così fosse è solo una conseguenza di un comportamento che ha voluto negare delle violenze». Si chiede l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta come quella che venne creata in Irlanda e che portò allo scoperto migliaia di abusi. «Mi chiedo perchè una cosa del genere non possa essere fatta per il Provolo». La «laicità» del governo contro la verità ecclesiale. Ma anche la «giustizia» per chi dovrebbe essere più tutelato. «Questa politica – ha detto Maria Antonietta Coscioni – non si sta occupando di chi non può vivere una vita con la ‘V’ maiuscola. Essere qui è un dovere soprattutto per questo ». «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare». Dal Vangelo secondo Matteo. Una delle «voci » che ieri i sordi del Provolo hanno distribuito nel silenzio a chi incontravano per strada.
    An. Pe.
    I cartelli
    Tutti uniti lungo una corda e con un cartello: «Nell’istituto Provolo noi sordomuti siamo stati vittime dei preti pedofili» La commissione «La curia prima ha negato, poi ha cambiato atteggiamento. E’ necessario che sia lo Stato a indagare» La contestazione A sinistra la Coscioni e Turco, deputati radicali. A destra i sordi del Provolo davanti all’Arena ( foto Sartori)

  • Lodi Rizzini: “Vogliamo sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Lodi Rizzini: “Vogliamo sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Corteo contro la pedofilia clericale la Curia: “Solo azioni strumentali”

    Domani – I manifestanti partiranno dall’Istituto dei Sordomuti “Provolo” e arriveranno davanti alla Diocesi

    Lodi Rizzini:
    “Vogliamo sollecitare
    una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Eleonora Bullegas

    IL VERONA “EPOLIS.SM – 02 Luglio 2009

    Sarà un corteo pacifico che partirà dall’istituto per sordomuti Provolo, passerà in piazza Bra e si concluderà davanti alla sede della Curia. Domani dalle ore 17 alle 20 i manifestanti, i sordomuti,

    con i loro parenti e amici, ma anche semplici cittadini, sfileranno con striscioni e cartelli “contro la pedofilia clericale”.

    SARA’ UN MODO PER RICORDARE i fatti di violenze, abusi e umiliazioni, che sarebbero stati messi a segno da religiosi e collaboratori nei confronti di una sessantina di alunni sordomuti, che si sono consumati all’interno della struttura. Marco Lodi Rizzini, portavoce del presidente dell’associazione sordomuti Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, spiega che «la manifestazione, cui parteciperanno oltre 150 persone, non solo veronesi ma provenienti anche da Padova, Trento, Vicenza e Cremona, è promossa su iniziativa del deputato del Pd Maurizio Turco. È una iniziativa, nata anche alla luce delle dichiarazioni della Curia, che ha riconosciuto alcuni fatti accaduti. Vogliamo non solo per sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento. E non solo per quanto è successo a Verona, ma pure a Bologna, Firenze, Milano, Reggio Calabria, Palermo ». sordionline

    La presa d’atto di alcuni degli eventi denunciati e le scuse della Curia fatte lo scorso 28 maggio alle persone vittime degli abusi sessuali, non hanno messo la parola fine alla triste vicenda. Lodi Rizzini chiarisce che «l’associazione Provolo non è contro la Chiesa. Siamo cattolici – dice – ma non vogliamo, nè possiamo permettere che si dimentichi. Purtroppo le violenze e gli abusi sessuali contro gli ex alunni dell’istituto sono fatti realmente accaduti. Noi ci chiediamo ancora dov’era l’ente nazionale dei sordomuti, organo preposto a difenderli».

    Dalla Curia, don Bruno Fasani, portavoce del vescovo Zenti fa sapere che ritiene la manifestazione

    «una strumentale campagna ideologica anticlericale. Non capiamo dove vogliano “approdare”. Hanno scatenato lo scandalo, ma non sono ancora soddisfatti. La Curia ha provveduto a fare tutti gli accertamenti necessari ed è emerso che dei tanti fatti denunciati siano emersi due casi. Uno relativo a un prete, l’altro a due giovani, che avevano detto di aver avuto la vocazione, ma che avendo manifestato determinati comportamenti

    sono stati allontanati. Sono state dette anche tante menzogne e non escluderei, a questo punto anche qualche colpo di scena. Per quanto ci riguarda questo caso è chiuso».

    Redazione Sordionline su segnalazione di Paolo Fagnani

    Anticlericale.net, la marcia in ricordo degli abusi al ‘Provolo’

    Ci saranno Maurizio Turco e la Coscioni del Partito radicale
    Anticlericale.net, la marcia in ricordo degli abusi al ‘Provolo’
    Verona, 25 anni fa la scoperta della pedofilia nell’Istituto

    Verona – Tra gli anni Cinquanta e il 1984 all’Istituto “Antonio Provolo” di Verona si sarebbero verificati 67 episodi di pedofilia. È una storia terribile. Il vescovo di allora, Giuseppe Zenti, prima affermava: “Sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne”, ma qualche settimana dopo ammise i fatti, e si scusò con le vittime. E questa sera, a 25 anni di distanza, Verona ricorda questo sconvolgente episodio con una marcia in fila indiana, organizzata dallo staff del sito www.anticlericale.net. La marcia sfila da Stradone Provolo a Piazza Duomo.

    Tra gli esponenti politici che hanno assicurato la loro presenza ci sono Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni del Partito radiale. A guidare la marcia ci saranno il segretario di Anticlericale.net Carlo Pontesilli e il tesoriere Michele De Lucia.

    D.D.

    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=35439&titolo=Anticlericale.net,%20la%20marcia%20in%20ricordo%20degli%20abusi%20al%20%27Provolo%27

    Sabato 04 Luglio 2009 CRONACA Pagina 13

    Abusi in istituto:
    «Serve chiarezza»

    E chiedono la commissione parlamentare

    Un lento corteo lungo corso Cavour, corso Portoni Borsari e piazza Bra, uniti da una lunga corda, per chiedere di fare chiarezza sui presunti abusi su bambini sordomuti, denunciati nei mesi scorsi dagli ex frequentatori dell’istituto «Provolo». A organizzare la manifestazione l’associazione sordomuti «Provolo», capeggiata da Giorgio Dalla Bernardina:«I sordi vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sui fatti di pedofilia verificatisi all’istituto per sordomuti Antonio Provolo di Verona e Chievo e recentemente portati alla luce dai media. Chiediamo che venga istituita una commissione parlamentare per il caso Provolo e altri casi similari. Chiediamo inoltre che i sacerdoti coinvolti vengano subito spretati e allontanati».
    I fatti contestati risalgono a oltre vent’anni fa. Lo stesso vescovo Giuseppe Zenti aveva ammesso che qualche caso c’era stato. Ma ora i responsabili dell’associazione sordomuti Provolo insistono «affinchè siano verificati tutti i fatti in base ai racconti delle vittime» che, a loro dire, sono molte di più di pochi casi.

    E invitano esplicitamente il vescovo Zenti a rinunciare ad avvalersi del fatto che gli episodi emersi dopo vent’anni di silenzio siano caduti in prescrizione per cercare, invece, di far emergere tutta la verità sulle vicende denunciate dai sordomuti.

    «Non siamo mai stati ascoltati», dice il portavoce dell’associazione Marco Lodi Rizzini, «e se le denunce sono venute fuori così tardi è perchè all’epoca i sordi venivano considerati anche stupidi e non venivano presi in considerazione. Ma oggi la mentalità è cambiata, anche sui disabili, e molto sulle persone sorde. E ora tante cose si possono raccontare».

    Alla manifestazione hanno preso parte i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco nonchè Carlo Pontirolli, segretario di Anticlericale.net, un movimento per laicizzare la società. «Oggi si fa molta demagogia parlando di fasce deboli, bambini, anziani, disabili», ha detto la deputata Farina Coscioni, «ma in realtà questa politica non se ne sta occupando per niente».

    Per Turco, «è tempo che i sacerdoti rinuncino a quell’obbligo stabilito nel 1962 di tenere segrete vicende di pedofilia che li riguardano. La Curia scaligera dovrebbe rinunciare alla prescrizione e fare piena luce sui fatti del Provolo così come in Irlanda è stata fatta un’inchiesta statale per individuare gli abusi commessi da sacerdoti cattolici su minori».

  • VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    Note:In una famosa puntata di Annozero, monsignor Fisichella affermò che i preti pedofili erano pochi. Oggi,  il cardinal Hummes invita la chiesa ad aprire gli occhi e dice che in alcune diocesi “non arrivano nemmeno al 4%”. Considerando che i preti cattolici sono 400.000, ci sarebbero 16.000 preti pedofili. Dato che il numero di preti sotto processo o già condannati, non si conosce ufficialmente, ma non è certamente un numero elevato, restano  migliaia di pedofili che sfuggono al controllo della chiesa.

    VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 26 giu – La Chiesa ”non puo’ chiudere gli occhi” di fronte ai casi di pedofilia tra i propri preti, che in alcune diocesi arrivano a coinvolgere quattro preti su cento. Lo afferma, in un’intervista al settimanale cattolico spagnolo ”Vida Nueva’ dedicata al significato dell’Anno sacerdotale aperto lo scorso venerdi’ 19 giugno da papa Benedetto XVI, il prefetto della Congregazione per il clero, card. Claudio Hummes.

    La Chiesa cattolica, in genere, non dispone di statistiche sui sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia. Il cardinale brasiliano pero’, offre un indizio, affermando che ”i casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti”.

    Piu’ difficile la situazione di quei preti che non rispettano l’obbligo del celibato: in questi casi ”la percentuale e’ un po’ piu’ alta”, spiega Hummes. In un’intervista all’Osservatore Romano di un anno e mezzo fa, il 5 gennaio 2008, lo stesso cardinale aveva offerto dati leggermente differenti: ”Si deve sempre ricordare – aveva detto – che solo una minima parte del clero e’ coinvolta in situazioni gravi. Neppure l’uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale”. I preti cattolici di tutto il mondo, secondo i dati piu’ aggiornati, sono poco piu’ di 400mila.

    Nell’intervista con la rivista spagnola, il cardinale Hummes si sofferma ampiamente sulla questione della pedofilia, tornata alla ribalta dopo i risultati del ”rapporto Ryan” in Irlanda.

    Di fronte a questi casi, il prefetto della Congregazione del clero invoca la ”linea dura’, invitando la Chiesa a ”non chiudere gli occhi di fronte al fenomeno”. Le sue parole arrivano una settimana dopo che, in un’intervista sull’Osservatore Romano del 19 giugno, il numero due della sua Congregazione, mons. Mauro Piacenza, aveva denunciato ”un preciso disegno che va ben oltre il diritto di cronaca” da parte dei media che raccontano i casi di pedofilia nella Chiesa.

    ”Ci sono dei problemi – concede anche Hummes -, come i casi di pedofilia e quelli dei sacerdoti che non rispettano il celibato, che sono stati molto pubblicizzati negli ultimi tempi”. ”La pedofilia – prosegue pero’ -, senza dubbio, e’ un crimine terribile, di fronte al quale la Chiesa non puo’ chiudere gli occhi. Non c’e’ posto nel ministero sacerdotale per le persone che hanno commesso questi crimini. La Chiesa non puo’ accettare i casi di pedofilia; i colpevoli devono essere puniti tanto con le leggi civili quanto con quelle canoniche”.

    ”Detto questo – prosegue -, bisogna sottolineare che la grande maggioranza del clero non ha nulla a che fare con questi problemi. E’ per questa che la Chiesa deve reagire e non deve accettare che sia questa l’immagine del sacerdote cattolico, formata da un preconcetto negativo molto forte che umilia e ferisce l’immensa maggioranza dei sacerdoti. I casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti. Per la questione del non rispetto del celibato la percentuale e’ un po’ piu’ alta. Ma bisogna mettere in evidenza che il resto dei sacerdoti sono uomini degni e rispettabili, che danno la loro vita completamente e senza condizioni a Gesu’ Cristo e al popolo”.
    26 giugno 2009

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  • L’esortazione di Benedetto XVI alla Conferenza episcopale del Paese dopo le rivelazioni del “rapporto Ryan” sugli abusi compiuti nei decenni scorsi

    L’esortazione di Benedetto XVI alla Conferenza episcopale del Paese dopo le rivelazioni del “rapporto Ryan” sugli abusi compiuti nei decenni scorsi

    Il mea culpa dei vertici cattolici dell’isola: “Crimini odiosi, proviamo vergogna”

    Pedofilia nella Chiesa irlandese Il Papa: “Sia fatta giustizia”

    Benedetto XVI
    CITTA’ DEL VATICANO – Benedetto XVI ha esortato la Chiesa irlandese e i cattolici dell’isola a fare giustizia sui tanti casi di pedofilia: un invito “a continuare a stabilire la verità di ciò che è accaduto e perché; a garantire che venga fatta giustizia per tutti; a vedere se le misure messe in atto per prevenire il ripetersi degli abusi siano pienamente applicate e aiutare il processo di guarigione alle vittime degli abusi ancora in vita”. Le parole del Papa sono contenute del comunicato finale del “Summer General Meeting” della Conferenza episcopale irlandese.

    Nel comunicato, i vescovi di Irlanda ricordano gli incontri che il cardinale Sea’n Brady, arcivescovo di Armagh e primate di Irlanda, e monsignor Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, hanno avuto la scorsa settimana in Vaticano col Papa e con i responsabili di congregazioni vaticane. Scopo dei colloqui: parlare del “rapporto Ryan”, il documento che ha mostrato come, per decenni, abusi e violenze a danni dei minori siano stati “endemici” nelle scuole cattoliche dell’isola.

    ”Abbiamo vergogna, siamo umiliati e chiediamo scusa se il nostro popolo si è allontanato così tanto dagli ideali cristiani”, scrivono i vescovi irlandesi nel comunicato, esprimendo ”profonda tristezza” per gli abusi che migliaia di minori hanno subito negli anni 40-80 in istituti religiosi irlandesi. Proprio mentre i vescovi si riunivano, a Dublino migliaia di persone sono scese per strada per manifestare la loro solidarietà alle vittime.

    ”Il Rapporto Ryan – si legge ancora nel comunicato – rappresenta il più recente e inquietante atto d’accusa a una cultura che è stata prevalente nella Chiesa cattolica in Irlanda, per troppo tempo. Crimini odiosi sono stati perpetrati contro i più innocenti e i più vulnerabili, e sono stati commessi atti vili con effetti duraturi nella vita con il pretesto della missione di Gesù Cristo. Questo rappresenta un grave atto di tradimento della fiducia, che il nostro popolo ha riposto da sempre nella Chiesa. Per questo chiediamo perdono”.

    ”La nostra prima reazione – proseguono i vertici cattolici irlandesi – è di una profonda tristezza per le sofferenze di tanti, provate per così lungo tempo. Vogliamo invitare le vittime ad impegnarsi con noi per vedere come possiamo aiutare coloro che sono stati abusati. Vogliamo rispondere come pastori, nonostante le carenze a volte delle nostre precedenti risposte pastorali. Invitiamo tutta la Chiesa ad unirsi con noi in preghiera per il benessere e la pace della mente per tutti coloro che hanno sofferto”.

    (11 giugno 2009) Tutti gli articoli di esteri

    http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/benedetto-xvi-34/appello-irlanda/appello-irlanda.html

  • La Chiesa irlandese nella bufera “Abusi sessuali su migliaia di bimbi”

    La Chiesa irlandese nella bufera “Abusi sessuali su migliaia di bimbi”

    LONDRA – È una delle pagine più nere della storia d’Irlanda, e della storia della Chiesa cattolica: l’abuso sessuale sistematico e ampiamente diffuso ai danni di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, in scuole, orfanotrofi, riformatori e altri istituti gestiti da ordini religiosi cattolici irlandesi. Una macchia vergognosa, di cui finora si conosceva l’esistenza attraverso documentari televisivi, film di denuncia come il pluripremiato “Magdalene” di qualche anno fa, inchieste dei giornali e indagini preliminari. Ma adesso la Child Abuse Commission, la commissione istituita dall’allora primo ministro irlandese Bertie Ahern, per fare luce su questo indegno scandalo, ha concluso i suoi lavoro dopo nove anni di inchieste e presentato un rapporto che fotografa con esattezza le dimensioni e i dettagli di quanto è avvenuto.

    Il risultato suscita orrore: un dossier con le testimonianze di 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80, negli istituti gestiti da preti e suore in Irlanda. Racconti atroci, di uomini e donne oggi adulti che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente.

    E’ la cronaca di una discesa agli inferi, tenuta nascosto per decenni, poi trapelata qui e là, ma solo ora svelata in tutta la sua mostruosa realtà. Che questo sia avvenuto nel paese più cattolico d’Europa, dove la Chiesa ha per lungo tempo sovrastato con la sua influenza ogni aspetto della società civile, è ancora più grave e raccapricciante, commenta la stampa irlandese. Il rapporto non è una lettura facile. “Credevo che mi avrebbero rivoltato le budella”, dichiara un testimone. Altri parlano di “predatori sessuali che colpivano sistematicamente e abusavano sessualmente i bambini più vulnerabili”. Le vittime erano spesso giovani “difficili”, orfani, disabili, abbandonati, che speravano di ricevere dalla Chiesa il conforto che non avevano mai conosciuto e si ritrovavano invece inghiottiti in un feroce cuore di tenebra. La pedofilia e l’abuso sessuale nei confronti dei bambini erano un fatto “endemico”, conclude il documento.

    Il fatto che questo orrore sia venuto pienamente alla luce, per iniziativa del governo, è un segno di quanto sia cambiata l’Irlanda negli ultimi vent’anni: oggi è colpita come tanti dalla crisi economica, ma è un paese irriconoscibile, trasformato dalla globalizzazione, moderno e aperto. La Chiesa cattolica irlandese piega la testa: il cardinale Sean Brady dice di essere “profondamente dispiaciuto” per gli abusi sessuali. “Mi vergogno che dei bambini abbiano sofferto in un modo così orribile in queste istituzioni”, afferma in un comunicato l’arcivescovo di Armagh e Primate di tutta Irlanda.

    Tra gli ordini religiosi investigati dalla commissione ci sono anche le Sisters of Our Lady of Charity Refuge, le suore che gestivano la Magdalene Laundry di Dublino, il soggetto dell’omonimo film del 2002. Ma le resistenze di associazioni religiose e del ministero dell’Istruzione hanno prolungato l’inchiesta, cosicché molti dei carnefici sono già morti; e in base a restrizioni legali la commissione non ha potuto nominarli, tranne nei rari casi in cui un prete o una suora abbia già subito una condanna giudiziaria.

    (21 maggio 2009)

    http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/preti-irlandesi/preti-irlandesi/preti-irlandesi.html

  • Il testo completo del rapporto sugli abusi di preti e suore in Irlanda

    Il testo completo del rapporto sugli abusi di preti e suore in Irlanda

    Mi diceva: “Sarà il nostro piccolo segreto, se lo dirai a qualcuno ti manderemo in adozione”. Ero spaventata a morte, non dissi mai niente. Successe più di una volta.

    Ogni volta che poteva entrare si masturbava sopra di me e mi faceva fare lo stesso con lui. Smise di farmi vedere i miei genitori: aveva paura che lo dicessi.

    Venne, mi buttò giù dal letto e mi portò in camera sua, accese la radio a tutto volume e disse: “Togliti quel pigiama di dosso, ora puoi gridare quanto vuoi, piccolo bastardo!” Si masturbava con la sinistra e intanto mi frustava con la sua cintura.

    Un prete guardava mentre l’altro mi violentava, poi si scambiavano i posti. Ogni volta finiva con forti percosse. Quando lo raccontai in confessione, il sacerdote mi disse che ero un bugiardo. Non ne parlai mai più.

    Un giorno stavo giocando a basket; venne da me e mi disse “Ho dei dolci per te, in camera mia”. Io pensai davvero che li avesse. Lui andò in camera sua e tornò nudo, mi disse di spogliarmi e mi cosparse di olio. Mi portò in camera sua e chiuse la porta. Poi mi fece fare sesso orale e altre cose del genere. Non mi piace parlarne.

    E’ appena il caso di aggiungere che il primo ministro irlandese Brian Cowen, dopo aver preso visione di questo schifo, ha dichiarato che il paese riformerà i servizi sociali per l’infanzia, esprimendo vergogna per l’incapacità dello Stato di fronteggiare la situazione nel passato, e chiedendo agli ordini ecclesiastici di aumentare le somme stanziate per risarcire le vittime.
    Intanto, in Italia, la CEI chiede allo Stato di aumentare i fondi per le scuole cattoliche.
    Lo vedi, alle volte, come si incastrano le notizie?

  • Vita segreta dei legionari di Cristo Padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore dell’ordine

    Vita segreta dei legionari di Cristo Padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore dell’ordine

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezion…42472girata.asp

    2/4/2009 (7:29) – RETROSCENA
    Vita segreta dei legionari di Cristo
    Padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore dell’ordine

    Sesso, denaro e tesori spariti.
    Il Vaticano ha aperto un’ispezione:
    sospetti sul fondatore Maciel
    G. GALEAZZI, G.A. ORIGHI
    Padre Marcial Maciel Degollado, il defunto fondatore dei Legionari di Cristo? Un tombeur des femmes che spremeva le sue amanti, latino-americane, spagnole e anche italiane. E forse con altri figli oltre alla madrilena di 30 anni che, come sostiene «El Mundo», starebbe ricattando per l’eredità l’Ordine insieme alla madre, una donna sposata e ricchissima. Non solo: persino la figlia di una sua ex fiamma, la messicana Flora Garza, ha confessato al settimanale «Proceso»: «Maciel, dopo aver ricevuto 50 milioni di dollari e un rapporto durato 20 anni, abbandonò mia madre». Agli ospiti danno ancora da baciare la sua immaginetta, ma ora nella preghiera che i conservatori Legionari di Cristo recitano ogni sera la devozione al fondatore è attenuata. La Santa Sede ha disposto un’ispezione sull’ordine religioso in più forte crescita nel mondo per accertare gli scandali su «relazioni con donne» divampati dopo la conferma che padre Maciel Degollado, morto lo scorso anno a 87 anni e accusato di pedofilia, aveva un’amante fissa e una figlia. Come richiesto anche dal cardinale George Pell, gli ispettori (vescovi ed ecclesiastici indicati dal Papa) dovranno far chiarezza sui Legionari e sul ramo laico «Regnum Christi» per presentare poi un rapporto al segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

    A rivelare le sacrileghe love story del Rasputin azteco, nel libro «El Ilusionista», è il suo nipote (ed ex legionario) Alejandro Spinosa. La lista delle amanti è lunga e composta da signore che nuotavano tutte nell’oro. Talita Retes, la prima «dama benefactora» negli Anni 40. Poi Pachita Gandarillas, Edmé de Galas, Guillermina Dikins, la paperona Josefita Pérez, figlia di una stirpe di petrolieri che gli donò persino una villa a Cannes, Consuelo Fernández, sposa di un diplomatico di Madrid. Infine la ancor misteriosa amante spagnola. «El Mundo» sostiene che la figlia ha frequentato l’università Francisco de Vitoria (Madrid), dell’Ordine. «Io sono stato testimone di alcune delle sue conquiste, di cui si vantava», assicura Spinosa. I Legionari sono un movimento tradizionalista, retto da un ordine ferreo al suo interno, con sedi in 40 paesi del mondo, 650 sacerdoti e 2.500 seminaristi. A Roma gestiscono l’ateneo pontificio «Regina Apostolorum» e il collegio «Maria Mater Ecclesiae». Un ordine religioso che dal Messico è sbarcato in Spagna e in Irlanda prima di arrivare in Italia e che, alla generalizzata crisi delle vocazioni, oppone una clamorosa crescita nel numero di sacerdoti e chierici che si preparano nei suoi 25 seminari e noviziati sparsi nei cinque continenti.

    Nei loro ranghi figurano personaggi quali l’imprenditrice spagnola Alicia Koplowitz, una delle donne più facoltose del mondo. Nelle università occidentali come nelle comunità parrocchiali delle zone rurali e indigene dell’America Latina, i Legionari predicano un’etica dell’economia ispirata più al liberismo cattolico statunitense che al terzomondismo dei teologi progressisti. Entrare nella Congregazione richiede 14 anni di studio e apostolato, tanto che la rivista americana «Time» ha equiparato i Legionari ai Gesuiti per la disciplina e la complessità del percorso formativo. Dall’antologia di scritti del loro discusso fondatore emerge la convinzione che i laici siano investiti di una missione assimilabile a quella sacerdotale. Il loro grande «sponsor» Karol Wojtyla li ha esortati a testimoniare nella società la loro solidarietà, ben sapendo che, a partire da un territorio missionario grande quanto la Svizzera assegnato da Paolo VI nella penisola messicano dello Yucatán, i Legionari sono riusciti a fondare centinaia di istituti superiori e università in tutto il mondo. Ogni dieci anni raddoppiano le vocazioni e migliaia tra i 70 mila membri del «Regnum Christi» lavorano a tempo pieno come assistenti spirituali al servizio delle parrocchie. Come già accaduto per Opus Dei e Comunione e Liberazione, la crescita tumultuosa dei Legionari è stata accompagnata da diffidenze e ostilità, come quella del capo del Sant’Uffizio, Ottaviani, bilanciata però dal favore di vescovi sudamericani e potenti cardinali. Pio XII li ricevette, col loro fondatore Marcial Marciel, con le parole: «Siate come un esercito schierato».

  • Si dimette il vescovo irlandese Magee, in Vaticano da Paolo VI a Wojtyla

    Si dimette il vescovo irlandese Magee, in Vaticano da Paolo VI a Wojtyla

    Segretario privato di ben tre papi, tra cui Giovanni Paolo II, il vescovo irlandese John Magee è stato costretto ieri a dimettersi, travolto da un’inchiesta su presunti casi di pedofilia. Magee, vescovo dal 1987 di Cloyne, nel sud dell’Irlanda, si è trovato al centro di uno scandalo scoppiato nella sua diocesi su presunti abusi sessuali su minori da parte di preti.

    Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica irlandese è stata sconvolta da diversi episodi di pedofilia ed accusata di aver coperto alcuni di questi casi. Più volte, le autorità ecclesiastiche si sarebbero limitate a spostare di parrocchia i preti accusati degli abusi dai minori.
    Lo scorso dicembre, proprio il vescovo Magee fu criticato dal “Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini” per il caso di due preti della diocesi di Cloyne accusati di violenze su minori. Nei confronti di quei religiosi non era stata adottata nessuna sanzione ecclesiastica. Solo nel 2008, ventisei diocesi irlandesi hanno sporto cinquantasei denunce per abuso, una ventina delle quali coinvolgevano preti già deceduti. Un solo prete è stato incriminato. Queste ed altre vicende hanno seriamente intaccato l’autorità morale della Chiesa cattolica irlandese.

    Lo scorso 4 febbraio il vescovo Magee avrebbe chiesto direttamente al papa Benedetto XVI di nominare un amministratore apostolico per gestire la diocesi fino a quando non sarà nominato un nuovo vicario. Per ricoprire questo ruolo, il Vaticano ha scelto l’arcivescovo Dermot Clifford. “La rapidità con cui il Santo padre ha preso questa decisione indica l’importanza che la Chiesa accorda alla salvaguardia dei bambini e quanto abbia a cuore i bisogni delle vittime”, ha dichiarato il cardinale Sean Brady, primate d’Irlanda. Un prelato della diocesi di Cloyne ha detto che “questa nomina consentirà al vescovo Magee di cooperare pienamente con la commissione d’inchiesta voluta dal governo irlandese per far luce sugli abusi commessi sui bambini”.

    John Magee è nato nel 1936 in Irlanda ed è stato segretario privato di ben tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Nel 1992 papa Wojtyla lo nominò Maestro di cerimonie pontificie.

    (8 marzo 2009) Tutti gli articoli di esteri

    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/e…s?ref=rephpnews