Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gordola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”.

    Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa. Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera.

    Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi.

    Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa.

    Francesco Zanardi

  • Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gondola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”. Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Servizio video girato a Pietra Ligure http://www.youtube.com/watch?v=pefqAa… Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa.

    Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera. Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi. Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa. Francesco Zanardi

  • PEDOFILIA Per la prima volta in Italia un vescovo viene indagato per coperture

    PEDOFILIA Per la prima volta in Italia un vescovo viene indagato per coperture

    Un precedente storico in Italia per la prima volta la procura della repubblica indaga un Vescovo responsabile di avere coperto abusi sessuali su minori.

  • Pedofilia: indagine Cei per stabilire numero casi in Italia

    Pedofilia: indagine Cei per stabilire numero casi in Italia

    09 Febbraio 2012 – 16:40

    (ASCA) – Roma, 9 feb – La Conferenza Episcopale Italiana ha inviato a tutte le diocesi italiane un questionario per sapere se sono a conoscenza di casi di preti indagati o condannati nei vari gradi di giudizio per casi di pedofilia o molestie su minori: lo ha rivelato don Fortunato di Noto, fondatore dell’associazione Meter, durante un incontro con i giornalisti a margine del simposio dell’Universita’ Gregoriana ”Verso la guarigione e il rinnovamento”. Don di Noto ha anche auspicato che venga condotto anche nel nostro Paese, come e’ accaduto negli Stati Uniti, uno studio scientifico per valutare correttamente le proporzioni del fenomeno. Ad oggi, secondo il sacerdote, si stima che ci siano stati circa 100-125 casi con circa 300 vittime negli ultimi 10 anni.

    Comunque, per don di Noto, ”il passato ormai e’ passato.

    Se oggi un vescovo per sue decisioni non ascolta le vittime e non prende provvedimenti, e’ contro la Chiesa. Ma una vittima di 30 anni fa non puo’ chiedere giustizia in Italia”, perche’ il crimine e’ prescritto.

    Mons. Lorenzo Ghizzoni, vescovo ausiliare di Reggio Emilia, delegato della Cei al simposio, ha sottolineato che la ”rivoluzione copernicana” per la Chiesa italiana e’ ”mettere al primo posto le vittime”: ”Il convegno – ha detto il presule – ha sottolineato l’importanza di dirsi la verita’. Non bisogna nascondersi che questo passaggio e’ avvenuto prima in America, poi in paesi del Nord Europa”.

    ”C’e’ stato un cambiamento di mentalita’ per tutti”, ha aggiunto, perche’ in passato ”non e’ che fosse facile parlare e denunciare questi fatti”. Per il vescovo, ”ci sono errori in cui si e’ caduti, in cui tanti sono caduti, e questo convegno e’ un contributo che potrebbe diventare positivo. Non c’e’ piu’ il diritto di dire ero impreparato, non sapevo”.

    Mons. Ghizzoni ha anche evidenziato che i casi in Italia ”nella stragrande maggioranza riguardano adolescenti”. Le linee guida della Cei, di cui una bozza e’ stata presentata all’ultimo consiglio permanente, dovranno essere esaminate dalla prossima assemblea generale dei vescovi a maggio.

  • Lo spettro della povertà

    Lo spettro della povertà

    Il mattino 8 febbraio 2012
    Sospeso definitivamente il processo a Piero Gelmini ex prete

    il mese scorso o giù di li, il “benefattore della umanità sofferente Piero Gelmini prete spretato ma con titolo ecclesiastico ancora adoperato da ogni mezzo di comunicazione, attraverso i suoi avvocati strapagati è definitivamente riuscito a beffare la corte di Terni e ad annullare definitivamente il processo a suo carico per ipotetici gravi motivi di salute di cui soffrirebbe, motivi mai palesati se non in modo vago, ma siamo certi che il mondo medico connivente gli abbia fornito “valide pezza d’appoggio”.

    Il tragico processo per il quale era stato rinviato a giudizio in una lunga istruttoria , piena di prove inconfutabili e dettagli scabrosi. Non si terrà mai.

    Ciò che è accaduto, macchia indelebile nella giustizia Itailana, sarà poi sottoposto alle revisioni della storia che consegneranno forse ai figli dei nostri figli la verità di quello che è accaduto dietro “confessionali” blindati” in Italia, Thailandia e Bolivia.

    Allora nessuno potrà più parlare, i Meluzzi e gli altri compagni di merende, dovranno scomparire dalla scena della verità storica e saranno archiviati come bugiardi e collusi.

    Questa è L’italia che avete voluto. Che lasciamo ai nostri eredi.

    Un caso tra i tanti, forse il più emblematico.

    E qui la vicenda si chiude, il blog resta “open” a mie spese per chi un giorno avrà le palle e i la posizione per fare giustizia, non in aula, in questo paese non si può, ma almeno la scriveremo sui libri e chi voleva restare nella storia resterà per quello che è davvero stato.

    E’ finita

    Marco Salvia

    Scritto da Marco alle 13:54

    www.marcosalvia.it/?p=1377

    Gelmini Piero prete spretato quattro anni di istruttoria rinviato a giudizio e mai processato
    22 luglio 2012

    Poco tempo fa,troppo poco da poterlo calcolare oggi nell’arsura dei tribunali, un attimo fa o giù di li, mentre eravamo distratti, è successo: il “benefattore della umanità sofferente” : Piero Gelmini prete spretato ma con titolo ecclesiastico ancora adoperato da ogni mezzo di comunicazione, attraverso i suoi avvocati strapagati è definitivamente riuscito a beffare la corte di Terni e ad annullare definitivamente il processo a suo carico per ipotetici gravi motivi di salute di cui soffrirebbe, motivi mai palesati se non in modo vago, ma siamo certi che il mondo medico connivente gli abbia fornito “valide pezza d’appoggio”.

    Il tragico processo per il quale era stato rinviato a giudizio in una lunga istruttoria , piena di prove inconfutabili e dettagli scabrosi. Non si terrà ora mai più, a meno che non intervenga la corte costituzionale la qualcosa ovviamente fa solo sorridere .

    Ciò che è accaduto, macchia indelebile nella giustizia Itailana, sarà poi sottoposto alle revisioni della storia che consegneranno forse ai figli dei nostri figli la verità di quello che è accaduto a bambini dai 7 ai 15 dietro “confessionali” blindati” in Italia, Thailandia e Bolivia, insieme ai video che ora sono in compiacenti casseforti, ma che tra 30 anni usciranno certamente di fronte al richiamo del denaro. Nemmeno uno come Gelmini è al sicuro dalla verità su chip digitale.

    Allora nessuno potrà più parlare, i Meluzzi e gli altri compagni di merende, dovranno scomparire dalla scena della verità storica se ancora in vita e saranno archiviati come bugiardi e collusi.Figure marginali.

    Questa è del resto L’Italia che avete voluto fortemente e che lasciamo ai nostri eredi. Un Italia di bigotti che nemmeno gli anni 50 del 1900 avevano conosciuto.

    Gelmini ?

    Un caso tra i tanti, ma certo il più emblematico. Dove il potere del ricatto personale e della collusione politica offusca ogni verità fattiva, anche se nota a tantissimi.

    Mille silenti e attoniti mummificati spettatori, e vittime anche. O No ! Non coinvolgetemi per favore ! Questa la posizione generale.

    Eppure molti invece hanno parlato, hanno denunciato, hanno raccontato circostanze dettagliatissime , luoghi e fatti , nomi, tutto. Il perché e il come, con grande coraggio, fino agli stessi mesi in cui si imbastiva l’istruttoria sono andati acanti gli ultimi abusi sul minore M. P.

    Avevano diritto per legge di vedere il loro abusatore sul banco degli imputati.

    E qui la vicenda si chiude, il blog resta “open” a mie spese per chi un giorno avrà le palle e i la posizione per fare giustizia, non in aula, in questo paese non si può, ma almeno la scriveremo sui libri e chi voleva restare nella storia resterà per quello che è davvero stato.

    E’ finita. Ed anche per me non ci sono più parole.

    I soliti fanatici non si sprechino in insulti perché verranno cestinati.

    Si rileggano la Stampa del 1976 e facciano silenzio. Adesso gli è consentito per legge

  • “Sveleremo il nome del sacerdote pedofilo”

    “Sveleremo il nome del sacerdote pedofilo”

    ACIREALE (CATANIA) – La vittima del sacerdote di Acireale, all’epoca dei fatti minorenne e ora un affermato ricercatore scientifico che lavora in un prestigioso istituto di ricerca americano, sarà presto in Italia nella sede dell’associazione “La caramella buona”. Il 36enne siciliano racconterà a viso scoperto gli abusi sessuali che avrebbe subito e sui quali la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. L’associazione annuncia anche che durante l’incontro sarà svelata anche l’identità del sacerdote.

    “Apprezziamo molto le parole del vescovo di Acireale e la sua decisione di allontanare il sacerdote, ma soprattutto il riguardo anticipato rivolto alle vittime finalmente un intervento che lascia sperare”, dice il presidente de ‘La caramella buona’, Roberto Mirabile, commentando le dichiarazioni di mons. Antonio Raspanti che è si è detto anche “fiducioso nell’operato della magistratura”.

  • “Io, violentata da un prete in ospedale”

    “Io, violentata da un prete in ospedale”

    La storia di Marie Collins raccontata ai leader della Chiesa cattolica

    Ho iniziato a guarire il giorno in cui il mio violentatore ha riconosciuto davanti al giudice la propria responsabilita’ e ha ammesso le sue colpe’. ‘E’ stato importante per me oggi parlare davanti ai vescovi ed essere ascoltata da loro, anche se e’ stato difficile, sono contenta di averlo fatto’. Cosi’ Marie Collins ha raccontato ai giornalisti la propria esperienza che, da vittima – a 13 anni quando un sacerdote abuso’ di lei mentre era malata e in ospedale – l’ha portata oggi ad essere ‘insegnante’ per i leader della Chiesa cattolica, la sua Chiesa, ai quali il Papa ha chiesto di ascoltare le vittime e costruire una cultura che protegga i bambini.

    GLI ABUSI – La signora Collins ha riferito del suo intervento insieme all’altra relatrice, la psichiatra Sheila Hollins, che ai vescovi ha invece illustrato i danni psicologici piu’ comuni nelle vittime di abusi. ‘La giustizia – ha confermato Hollins – e’ una necessita’ per le vittime degli abusi sessuali del clero’. MarieCollins ha parlato per la prima volta delle violenze subite solo quando aveva 47 anni, e ne ha aspettato altri 10 per ritrovare il coraggio di denunciare: la prima volta infatti i vertici della sua Chiesa, pur di fronte alla confessione dell’abusatore, insabbiarono la vicenda, ‘consentendogli cosi’ di far del male ad altri bambini’.

    UNA VITA ROVINATA – I disagi mentali successivi alla violenza subita, ha raccontato Collins, l’hanno perseguitata per tutta la vita, anche dopo il matrimonio d’amore a 29 anni e la nascita di un figlio. Solo con la confessione e l’arresto del suo aggressore, ha iniziato a superare i disturbi psicologici.Marie Collins, dopo l’esperienza di questa mattina, e’ apparsa comunque provata, meno energica dei giorni scorsi. ‘E’ importante – ha ribadito – che i colpevoli chiedano perdono e la Chiesa chieda perdono per non aver protetto i bambini, il Papa lo ha fatto, i vescovi seguano il Papa. Sta poi alle vittime decidere se concedere o no questo perdono’.

    LO SCANDALO – Quando alla fine degli anni Novanta e’ esploso negli Stati Uniti lo scandalo della pedofilia dei preti, nella Chiesa ‘si e’ detto ‘questo e’ un problema solo americano’, poi si e’ detto ‘e’ un problema solo degli anglofoni’, poi ‘e’ un problema solo dell’Occidente’, poi e’ successo in Italia, in Germania, in altri Paesi: oggi la Chiesa e’ finalmente consapevole che gli abusi del clero sono un problema di tutto il mondo’ e sa che deve ‘guardare l’ambiente attorno ai bambini e controllare chi sta accanto ai bambini’. Lo ha rimarcato mons. Stephen Rossetti, decano del programmi ministeriali per i seminari dell’universita’ cattolica di Washington, riferendo ai giornalisti del suo intervento al Simposio internazionale contro gli abusi del clero, in corso alla Gregoriana.

    PROBLEMA ANTICO – Mons. Rossetti ha ricordato che quello degli abusi e’ un problema ‘antico’, che la Chiesa ha i propri ‘tempi’ e che si tratta di un ‘processo lungo e forse lento, ma – ha assicurato – il processo e’ cominciato, la Chiesa ha imboccato la sua strada, il cammino procedera”. Rossetti e’ stato interpellato anche a proposito dell’impatto sui vescovi e sui partecipanti al simposio dell’intervento di Marie Collins, 63 anni, irlandese, abusata da un sacerdote quando ne aveva 13 ed era ricoverata in ospedale. ‘E’ stata una presentazione molto commovente – ha detto il prelato – l’emozione era forte e la gente era commossa’. (ANSA)

  • Il mistero su don Roberto Mastro

    Il mistero su don Roberto Mastro

    La Chiesa fa quadrato intorno a don Roberto Mastro, ex parroco di Belcastro. E cresce il mistero sulla sua storia. A difenderlo nell’inchiesta aperta dalla Procura di Catanzaro è il responsabile dell’ufficio legale della diocesi di Crotone Santa Severina, Aldo Truncè, affiancato dall’ex candidato a sindaco di Crotone, Silvano Cavarretta.
    Come si ricorderà, abbandonò in tutta fretta la canonica nella notte dell’11 dicembre 2010. E poi più nulla si è saputo di lui. Una fuga compensata da don Tommaso Mazzei, che lo sostituì immediatamente alla guida della parrocchia di San Michele Arcangelo. Attualmente, secondo voci di corridoio, sembra si trovi in una casa religiosa del centro Italia rigorosamente top secret, in attesa che il procedimento giudiziario si compia. Un mistero raccomandato dall’alto, direttamente dai vertici della Chiesa locale, tanto che a Belcastro pare non ci sia mai stato. La risposta alle nostre domande rivolte a tutti gli uffici episcopali è stata: “Non so.
    Non confermo e non nego”. Il sito www.parrocchiabelcastro.it, per esempio, da lui generosamente aperto e curato sulla parrocchia e sulla storia del paese natale di San Tommaso d’Aquino, è stato cancellato. Non c’è più traccia sulla rete. Anche la memoria cache delle pagine – che in genere rimane in modalità provvisoria quando uno spazio web viene chiuso – è stata minuziosamente depennata.
    Don Roberto Mastro, ex parroco, forse. Mistero della fede. Amen.
  • Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    03/02/2012 15.47.56

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    E’ in programma questo pomeriggio, alla Pontificia Università Gregoriana, la conferenza stampa di presentazione del Simposio internazionale “Verso la guarigione e il rinnovamento”, un’iniziativa dell’Ateneo rivolta ai vescovi cattolici e agli ordini religiosi, dedicata al tema degli abusi sessuali commessi da chierici. Sugli scopi del convegno – che si svolgerà dal 6 al 9 febbraio alla Gregoriana – Fabio Colagrande ha intervistato padre Hans Zollner, presidente del comitato organizzativo e Preside dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana: RealAudioMP3

    R. – Come Università, affidata dalla Santa Sede alla Compagnia di Gesù, ci siamo posti la domanda sul come possiamo “agire” – e non solo “reagire” – a fronte di questa che il Papa stesso definisce “la piaga aperta nel corpo della Chiesa”. Abbiamo voluto offrire un forum di scambio tra le responsabilità, per persone di autorità nella Chiesa in tutto il mondo.

    D. – Dunque, a chi è rivolto questo Simposio internazionale? Chi saranno i partecipanti?

    R. – Innanzitutto, ci saranno rappresentanti delle varie Conferenze episcopali del mondo, cioè un rappresentante per ciascun Paese o per ciascuna Conferenza episcopale, e siamo molto contenti dell’altissimo numero di adesioni – quasi tutte le Conferenze episcopali invieranno un rappresentante che, in linea di massima, è lo stesso vescovo incaricato proprio di trattare i casi di abuso nell’ambito della rispettiva Conferenza. Poi, una trentina di superiori e superiore generali delle grandi Congregazioni, dei grandi Ordini religiosi. E infine, ci saranno tra 70 e 80 esperti, dal diritto canonico alla psichiatria e alla psicoterapia: persone che già da decenni lavorano con le vittime e anche con le persone che hanno compiuto gli abusi.

    D. – Lo scopo specifico di questo Simposio, padre Zollner, possiamo dire che si ricollega alla Lettera circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicata lo scorso anno e rivolta a tutte le Conferenze episcopali del mondo?

    R. – Sì, e anche agli Ordini religiosi, che debbono presentare alla Congregazione per la Dottrina della Fede un cosiddetto “protocollo” – linee guida – su come trattare i casi di abuso, come gestire la domanda, come trattare gli abusatori, come aiutare le vittime, come dare voce alle vittime e come prevenire meglio. Certamente, la nostra intenzione è anche di dare lo spazio ad uno scambio, perché in tutto il mondo – dal Sud Africa al Brasile e alle Filippine – ci sono tantissime iniziative all’interno della Chiesa per aiutare le vittime e per prevenire l’abuso, di cui il grande pubblico non è a conoscenza. Nemmeno all’interno della Chiesa stessa, a volte, sappiamo del bene che si sta facendo in altre parti del mondo.

    D. – Tra i relatori al Simposio ci sarà anche la testimonianza di una vittima di abuso. Perché questa scelta?

    R. – Certamente, un altro scopo del nostro convegno è dare voce alle vittime ed è molto difficile trovare persone in grado di parlare pubblicamente della loro sofferenza. Abbiamo trovato una signora irlandese che è disposta a parlare di fronte ai partecipanti. Certamente, questo indica una grande svolta, perché anche pubblicamente sarà presente la voce del dolore, della sofferenza: i partecipanti ascolteranno questa voce. E’ un segno molto forte, il fatto che questa persona sia disposta a parlare; sarà accompagnata da una psichiatra inglese che negli ultimi mesi ha ascoltato decine – per non dire centinaia – di persone vittime di abusi in Irlanda: era stata incaricata dalla Chiesa irlandese di ascoltare queste vittime e anche di dare testimonianza di questa esperienza.

    D. – Come è stata, padre Zollner, la collaborazione con il Vaticano nell’organizzazione di questo Simposio?

    R. – Il Simposio è un’iniziativa della Pontificia Università Gregoriana. Però, è chiaro che a Roma, rispetto a questo tema, dobbiamo avere il consenso anche dei dicasteri della Santa Sede. Siamo veramente molto lieti di avere avuto il consenso e anche l’esplicito appoggio soprattutto da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, come anche della Segreteria di Stato, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, di quella per la Vita Consacrata… Io personalmente sono molto grato a tutte le persone che abbiamo interpellato, a cui abbiamo chiesto consiglio, che abbiamo informato. Tutti ci hanno detto: “Siamo contenti che stiate organizzando questo Simposio”. E questo mi dice che veramente c’è una grande attenzione alla domanda e una grande sensibilità rispetto a ciò che possiamo e dobbiamo fare per cambiar rotta e dimostrare che la Chiesa veramente è sensibile alla questione, che vuole fare il possibile per sradicare il male, per quanto questo possa essere nelle nostre forze, all’interno della Chiesa e anche all’interno della società. (gf) www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=560173

    Pedofilia: il Vaticano si divide alla vigilia del supervertice contro i preti orchi

     

    E la Chiesa torna a confrontarsi sui preti pedofili (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

    Quattro giorni a porte chiuse con la partecipazione dei maggiori esperti internazionali, psicologi, magistrati, vescovi, cardinali e uomini di Curia per discutere della vergogna della Chiesa: lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto migliaia di sacerdoti in tutto il mondo (3 mila le denunce presentate in Vaticano, ma i casi rimasti confinati solo a livello locale sono molti di più) con decine di migliaia di vittime.

    Ci hanno pensato i gesuiti della Pontificia Università Gregoriana a organizzare il primo simposio internazionale dedicato al fenomeno (guarda). Non un semplice incontro scientifico né un brainstorming puramente pastorale. Piuttosto un segnale preciso che la Compagnia di Gesù e una delle più autorevoli Università Pontificie hanno voluto lanciare a tutta la Chiesa: la pedofilia è un problema gravissimo e diffuso che rischia di minare il futuro del mondo cattolico, bisogna correre ai ripari con un progetto globale che coinvolga tutte le forze sane della Chiesa.

    Stati Uniti, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Australia, Belgio Messico, Austria, Gran Bretagna, Svizzera e naturalmente anche Italia: la geografia della pedofilia non conosce confini e si allarga ogni giorno di più (ultimo caso eclatante la Chiesa olandese travolta dalle rivelazioni contenute in un rapporto ufficiale sul fenomeno).

    A marzo il Papa andrà in Messico e dovrà fare i conti con le vittime del fondatore dei Legionari di Cristo padre Marcial Maciel Degollado. A maggio scadrà il termine entro il quale gli episcopati nazionali dovranno approvare le misure di prevenzione e di repressione della pedofilia nel clero a livello locale, come previsto dalle norme contro la pedofilia (leggi) varate da Benedetto XVI nel 2010.

    La Pontificia Università Gregoriana ha istituito anche un Centro per la protezione dei bambini che offrirà consulenza e aiuto a conferenze episcopali e congregazioni religiose in tutto il mondo.
    Ma non tutti ai vertici della Curia apprezzano questa mobilitazione. Per il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e diversi capi dicastero della Curia, così come per una parte dei vertici della Cei, iniziative come quelle dell’Università Gregoriana rischiano di dare troppo rilievo ad un problema che, sostengono, resta limitato se rapportato alla generalità del clero. In Italia, il cardinale Angelo Bagnasco, travolto dalla vicenda di don Riccardo Seppia a Genova, a maggio renderà noti i codici di comportamento e le norme antipedofilia predisposte dalla Cei ma non ha mai diffuso i dati sui casi accertati di abuso sui minori tra il clero italiano.

    Tuttavia se la Curia si spacca sulle strategie da seguire il Papa sembra ormai deciso a non fare più concessioni ai preti orchi e ha dato il via libera all’iniziativa dei gesuiti.

    ignazio.ingrao
    Venerdì 3 Febbraio 2012

  • Pedofilia: Cei, linee guida pronte a maggio. Grande attenzione

    Pedofilia: Cei, linee guida pronte a maggio. Grande attenzione

    27 Gennaio 2012 – 14:24

    (ASCA) – Roma, 27 gen – La stesura delle linea guida della Conferenza Episcopale Italiana sugli abusi sessuali su minori commessi dai preti ”si avviano alla fase di definizione e pubblicazione”: lo ha reso noto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione del Consiglio Permanente dei vescovi.

    Le linee guida Cei sono state passate due volte al vaglio del ‘parlamentino’ dei vescovi, lo scorso settembre e questa settimana, e verranno sottoposte all’approvazione di tutti i vescovi all’assemblea generale del prossimo maggio. La doppia lettura delle norme, ha spiegato mons. Crociata, ha permesso una ”attenzione accurata ai particolari” e i tempi si sono allungati ”non per difficolta”’ ma per una ”esigenza di condivisione”.

    Quanto alla collaborazione con le autorita’, le linee guida vaticane per le Conferenze Episcopali prescrivono di operare ”nel rispetto e nei limiti delle legislazioni nazionali”. In Italia, ha aggiunto mons. Crociata, ”non e’ prevista denuncia attiva: questo non limita la collaborazione, esprime una modalita’ circoscritta dalla legislazione specifica, ma consente una completa collaborazione con l’autorita’ civile. Questo e’ il punto da tenere: la volonta’ di collaborazione perche’ la verita’ sia accertata”.

    ”L’impegno dei vescovi”, ha spiegato, e’ ”volto a controllare questo ambito in modo da assicurare attenzione dovuta alle vittime degli abusi, doverosa e sentita, e una cura della formazione sia di base dei seminaristi sia permanente dei presbiteri, per assicurare di affrontare questa materia in modo da escludere nella maniera piu’ determinata ogni possibile abuso per quanto e’ nelle possibilita’ dei vescovi e della Chiesa”.