Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Ogni secondo conta: è giunto il momento di agire a livello europeo

    Ogni secondo conta: è giunto il momento di agire a livello europeo

    L’azione di Justice Initiative si articola su due assi principali. Quello riguardante il passato chiede in particolare per le vittime di abusi quattro cose: verità, riconoscimento, riparazione e prevenzione.  Una mozione a riguardo è stata depositata presso il Consiglio d’Europa, che si sta occupando del dossier.

    Il secondo asse concerne il futuro ed è concretizzato da una petizione lanciata da Justice Initiative a livello di Unione europea e che ha finora raccolto oltre 325mila firme. Essa chiede che Bruxelles assuma una posizione di leadership mondiale e voti a favore dell’attuale proposta di legislazione CSAM dell’UE, rendendo internet #safeforkids. La raccolta di firme è ancora in corso: l’NGO ha ancora un mese abbondante per raggiungere il traguardo delle 500mila sottoscrizioni.

    Justice Initiative è attiva in una dozzina di Paesi europei, dove conduce pure campagne a livello nazionale. In Italia la NGO – che è in collegamento con altre associazioni che lottano per i diritti delle vittime come, ad esempio, Rete l’abuso – sostiene una proposta di legge per adottare politiche efficaci contro la violenza in danno di bambini e bambine, a cominciare dalla messa in atto di adeguati strumenti conoscitivi e di azioni di prevenzione di un fenomeno che insiste in modo preoccupante su tutto il territorio. Tra le varie attività condotte in Italia finora c’è la campagna di prevenzione nelle scuole superiori del Veneto e azioni di volantinaggio a sostegno della petizione a Torino, Roma e Venezia.

    Per appoggiare le sue campagne Justice Initiative ha nel corso degli ultimi anni creato alcuni strumenti. Primo fra tutti l’esposizione fotografica itinerante “SHAME – European Stories” realizzata dal fotografo italiano Simone Padovani e già allestita con successo in numerose città tra cui Venezia, Milano, Madrid, Lisbona, Bucarest, Berlino e Helsinki e al Palais De L’Europe a Strasburgo, sede del Consiglio D’Europa. Un catalogo che riunisce i ritratti delle vittime facenti parte del progetto “SHAME – European Stories” è già stato pubblicato in sette lingue. La NGO ha anche patrocinato diversi eventi accademici, tra cui un simposio a Berna (Svizzera), e dei convegni a Parigi, a Ghent (Belgio) e a Lisbona. La lotta contro gli abusi e in favore delle vittime viene portata avanti anche sui canali social di Justice Initiative, in particolare Instagram, facebook e tiktok.

    Il progetto è appoggiato sostenuto e condiviso da numerosi associazioni nazionali e internazionali tra le quali troviamo: Rete L’Abuso, Ecpat, Emergency, Chile Safety On, Cnca, La Gabbianella, Eca Global, Brave Movement, Snap, e tantissime altre che trovate nel sito di Justice Iniziative.

    Link utili:

    https://justice-initiative.eu/it/

    https://www.facebook.com/justiceinitiativeitalia

    https://www.instagram.com/justiceinitiative.ita/

  • Pedofilia: in Italia è vietato indagare sulla Chiesa

    Pedofilia: in Italia è vietato indagare sulla Chiesa

    di Federico Tullli – L’Italia è l’unico tra i Paesi di tradizione cattolica in cui la Chiesa e le istituzioni laiche (Governo, Parlamento) non hanno mai voluto realizzare un’inchiesta su scala nazionale per far luce su un fenomeno criminale che purtroppo è diffuso in tutta la Penisola quanto meno da decenni: la pedofilia.

    In tanti sicuramente avrete visto il film Spotlight, premio Oscar nel 2016, che ricostruisce la lunga inchiesta dei giornalisti del Boston Globe su centinaia di casi di pedofilia insabbiati dall’arcivescovo Bernard Law. L’indagine valse il Premio Pulitzer al team investigativo ma soprattutto dette a tantissime vittime la forza di denunciare, facendo realizzare numerose inchieste sulla Chiesa cattolica non solo negli Stati Uniti. L’elenco è lungo. Il 27 febbraio 2004 una ricerca indipendente commissionata dalla Conferenza episcopale americana scoprì che tra il 1950 e il 2002, negli Stati Uniti, erano stati oltre 4mila i preti pedofili. Gli studiosi hanno contato 10.667 vittime ma si stima che furono un numero compreso tra 40 e 60mila.

    Cinque anni dopo scandali analoghi esplosero anche in Europa. In Irlanda il Rapporto Ryan raccolse le testimonianze di circa 2.500 vittime, ma ne stimò almeno 30.000, e fu accertato che i responsabili dei crimini furono circa 800, tra sacerdoti e suore. «La violenza e gli abusi sono endemici nella Chiesa d’Irlanda», con queste parole il giudice Sean Ryan chiuse l’inchiesta che prende il suo nome.

    A febbraio 2010, scoppiò il “caso Germania”. Per farsi un’idea senza dare cifre ecco cosa disse il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, incaricato dalla Conferenza episcopale di indagare sulle diocesi di Monaco, Essen, Magonza e Ratisbona: «C’è stato un insabbiamento sistematico da parte delle gerarchie. Non c’è mai stata una reale volontà di far luce e i colpevoli sono stati semplicemente trasferiti». Non finisce qui. Nei mesi e anni successivi emergono decine di migliaia di casi in Austria, Svizzera, Olanda, Belgio, Inghilterra. E poi ancora, fino ai nostri giorni, Australia, Francia, di nuovo in Germania, Spagna, Portogallo. Latitudini diverse, diocesi diverse, prassi identica: omertà delle gerarchie, tutela dei pedofili, silenzio sulle vittime e sulla loro sorte. Centinaia di migliaia di vittime. E in Italia? La pedofilia è notoriamente un crimine seriale e la moderna psichiatria ha definito lo stupro di un minore prepubere «un omicidio psichico», eppure, da noi, come detto, le istituzioni laiche e quelle religiose fanno fronte comune insieme alla stampa mainstream per impedire che si indaghi seriamente. Con il risultato che l’opinione pubblica non ha mai avuto un quadro d’insieme della situazione nel nostro Paese e nessuno si sente in dovere di attivare tutto ciò che è necessario per prevenire nuove violenze e per garantire assistenza psicologica gratuita alle vittime. Vi pare giusto?

    Fonti: Adista, Ansa, Domani, Left, Chiesa e pedofilia (L’Asino d’oro ed., 2010), New York Times, www.vatican.va

  • Processo Rugolo, dai pulpiti delle chiese la condanna è solo per la stampa

    Processo Rugolo, dai pulpiti delle chiese la condanna è solo per la stampa

    Piazza Armerina. Pulpiti trasformati in tribune, non più strumenti per la diffusione della Parola di Dio ma megafoni per diffondere arringhe difensive e “smontare” tesi non gradite.

    Succede da qualche settimana in diverse parrocchie della Diocesi di Piazza Armerina dove, il più delle volte prima della benedizione finale, dall’altare alcuni parroci si sono lanciati in difese accorate del Vescovo Rosario Gisana ed in tentativi di delegittimazione del lavoro dei giornalisti che si stanno occupando del processo Rugolo, il sacerdote di Enna a processo per “violenza sessuale aggravata a danno di minori”.

    Chi in questi mesi ha raccontato le varie fasi del processo sarebbe, secondo una parte del clero diocesano, colpevole di diffondere “notizie di seconda mano” o di “decontestualizzare” frasi o avvenimenti.

    Come se bastasse un processo a porte chiuse ad impedire ai giornalisti di parlare con i soggetti coinvolti o studiare gli atti processuali per poi riportarne fedelmente il contenuto.

    Il copione è più o meno lo stesso, negli ultimi mesi in alcune parrocchie della Diocesi, al termine della celebrazione il consueto “Ite, Missa Est” si trasforma in un “Memento” per la comunità. “Ricordate che il Vescovo non risulta indagato” recitano dal pulpito all’unisono i sacerdoti, e ancora: “non credete a quello che leggete sui giornali” fino al più scontato “aspettiamo la sentenza prima di giudicare”.

    E non solo. Solo nel caso più recente, accaduto la scorsa settimana, in una delle parrocchie della Diocesi, nel corso di un’omelia, il parroco avrebbe fatto un iperbolico parallelo tra la vicenda dell’aggressione via web alla madre di uno dei presunti stupratori di Palermo e i giornalisti, esortando i fedeli ad avere lo stesso rigore morale contro chi scrive falsità sul vescovo Gisana.

    Un’azione di propaganda, bella e buona, ma estremamente pericolosa perchè, anche se in maniera involontaria, espone chi, con professionalità si occupa della vicenda, ad una campagna denigratoria e di odio.

    A fronte di questo, nessuna parola, neppure di vicinanza cristiana, è stata spesa per le vittime. Nel frattempo il luogo della Parola diventa palco per la propaganda, un pulpito da dove lanciare strali contro chi racconta verità diverse da quelle “gradite” e magari intimidirlo, reclamandone il silenzio.

    Jerry Italia – Pierelisa Rizzo

    https://www.quotidianodigela.it/processo-rugolo-dai-pulpiti-delle-chiese-la-condanna-e-solo-per-la-stampa/

  • Rete L’ABUSO- TG NEWS / Promo Vetrina 2

    Rete L’ABUSO- TG NEWS / Promo Vetrina 2

    Sembrava quasi impossibile organizzarsi in così poco tempo…
    Invece siamo pronti e in onda da sabato 2 settembre alle 12, con il primo TG tematico al mondo. Una rassegna stampa settimanale con la cronaca dall’Italia e dal mondo, a cura dell’osservatorio permanente della Rete L’ABUSO.
    La controinformazione autorevole con i giornalisti che dall’inizio dello scandalo italiano hanno raccontato la storia e combattuto in prima persona al fianco dei sopravvissuti. Spesso pagandone le spese.
    Presento subito la Redazione e i giornalisti che hanno dato vita a questo progetto;
    Ludovica Eugenio – Redattrice di Adista
    Pier Elisa Rizzo – ANSA sicilia
    Federica Tourn – Giornalista indipendente
    Federico Tulli, giornalista ed autore di diversi libri in materia
    Alessio Di Florio – Redattore Word News
    Antonio Messina – Sopravvissuto
    Ed io, Francesco Zanardi – Sopravvissuto e Portavoce della rete
    Chiameremo questa puntata zero, in quanto abbiamo voluto cercare nell’ottica di una continuità di informazione, di dare un punto di partenza. Quindi le notizie di questa puntata saranno particolarmente attuali e ampie, in modo di potere avere un quadro di quella che è attualmente la situazione italiana, ma che al tempo stesso vuole confrontarsi con quella degli altri paesi, per rendere ancora più chiara la nostra, che ha portato nei fatti, per la prima volta al mondo, un’associazione di sopravvissuti agli abusi sessuali del clero cattolico a produrre autonomamente questo TG.
    Un canale di controinformazione che dia voce ai sopravvissuti. Voce che in Italia è puntualmente prevalicata da quella della chiesa, che attraverso i media fa sapere a loro nome che tutto va bene, che le vittime sono soddisfatte, che le parrocchie oggi sono finalmente diventati luoghi sicuri, grazie alla tolleranza 0
    Affermazioni spesso facili da fare quando si escludono le vittime dal contraddittorio.
    Ma le cose stanno davvero così ?
    Questo è l’obbiettivo di Rete L’ABUSO NEWS, informare in modo che ogni uno possa maturare la propria idea sui fatti.
    Edizione che trovate con gli approfondimenti e con gli speciali, oltre che in formato video *con i volti dei giornalisti replicati dall’Intelligenza artificiale (la voce è originale), anche in versione Podcast gratuita su Spotify; Apple Podcast; Google Podcast e Amazon Music

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpdona/

  • Chiese sempre più vuote, solo 1 su 5 va a messa

    Chiese sempre più vuote, solo 1 su 5 va a messa

    Chiese sempre più vuote in Italia: nel 2022 è stato toccato il minimo storico con il 18,8 per cento delle persone che almeno una volta a settimana partecipano ad un rito religioso.

    Sono molto più numerosi, il 31%, coloro che lo scorso anno non hanno mai messo piede in un luogo di culto, se non per un evento particolare, come un matrimonio o un funerale.

        In vent’anni la pratica religiosa in Italia ha subito un costante calo fino a dimezzarsi: si è passati dal 36,4% della popolazione nel 2001, che affermava di essere un ‘praticante’, a meno del 19% dello scorso anno. Il calo è stato progressivo negli anni ma lo ‘scalino’ più ampio si è registrato dal 2019 al 2020 con la perdita del 4% delle persone che andavano a messa.

    E’ l’anno del Covid in cui furono sospese le celebrazioni in presenza, anche se era comunque consentito recarsi in chiesa.
    Con la fine della pandemia la situazione non è tornata ai livelli precedenti e, anzi, è ulteriormente peggiorata. Negli ultimi vent’anni la fetta dei “mai praticanti” è invece raddoppiata, passando dal 16% del 2001 al 31% del 2022.

      I dati Istat – rielaborati dal portale di informazione religiosa ‘Settimana News’ – emergono da una indagine a campione. Non è indicata specificatamente la religione cattolica (domande sulla fede non sono possibili per ragioni di privacy) ma è evidente che in un Paese in cui la maggior parte si dichiara comunque appartenente alla tradizione cattolica, la questione riguarda essenzialmente questa fede, piuttosto che le altre ancora minoritarie in Italia.

    Il dossier statistico conferma quanto emerge da anni nelle diocesi italiane. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla diocesi di Milano, che resta tra le più grandi al mondo, i battesimi sono calati dai 37-38 mila degli anni 2000 ai 20mila attuali.

    Anche valutando la denatalità, la cifra è comunque molto bassa.
    Per i matrimoni in diocesi, dai 18mila annui degli anni Novanta siamo passati agli attuali 4000.

    Le chiese hanno visto un progressivo svuotamento per tutte le classi di età ma la riduzione più evidente è quella dei giovani (18-24 anni) e degli adolescenti (14-17 anni). Se complessivamente la pratica religiosa è diminuita negli ultimi vent’anni del 50%, per le prime classi di età il calo è di due terzi.

    Di qui la grande attenzione della Chiesa italiana per la recente Giornata Mondiale della Gioventù che si è celebrata a Lisbona e alla quale hanno preso parte circa 70mila giovani italiani. Ad accompagnarli oltre cento vescovi, per guidarli ma verosimilmente anche per valutare come favorire una inversione di tendenza.

    https://www.ansa.it/vaticano/notizie/chiesa_italia/2023/08/16/chiese-sempre-piu-vuote-solo-1-su-5-va-a-messa_95fbbd92-4b86-42d7-9071-43a0d1491fe9.html

  • Sostieni il nostro impegno – DONA

    Sostieni il nostro impegno – DONA

    Fondata dalle vittime, dal 2010 la Rete L’ABUSO è l’unica associazione italiana che da supporto ai sopravvissuti agli abusi sessuali del clero.

    In Italia ne lo Stato, ancor meno la chiesa, si sono mai fatti carico di queste persone. A differenza degli altri paesi dove esiste una giustizia che indaga, condanna e indennizza questi malcapitati, permettendo loro quantomeno una riabilitazione.

    La Rete, in quanto tale, oggi ha creato un capillare gruppo di auto aiuto, composto da familiari, volontari e professionisti, dove i sopravvissuti abbandonati dallo Stato italiano, possono trovare supporto, condividere esperienze e problematiche, tipiche di coloro che subiscono questo devastante shock emotivo, chiamato sindrome post traumatica da stress.

    L’Associazione ad oggi conta circa 2300 sopravvissuti e diversi loro familiari, alcuni attivisti della Rete che vive delle sole donazioni e, di chi tesserandosi annualmente, sceglie di sostenere questa nobile battaglia in tutela dei minori.

  • “Ai media cattolici il 36% dei 72 milioni di fondi per il pluralismo informativo, doping religioso sulla stampa”: il dossier dell’Unione atei

    “Ai media cattolici il 36% dei 72 milioni di fondi per il pluralismo informativo, doping religioso sulla stampa”: il dossier dell’Unione atei

    È lo Stato a finanziare i giornali della Chiesa cattolica. Quasi un media su due che ha come editore il Vaticano è pagato con denaro del contribuente. A sostenerlo è L’unione degli atei e degli agnostici razionalisti che ha pubblicato un dossier con l’elenco delle 55 testate e riviste di chiara matrice cattolica che ricevono migliaia di euro dallo Stato.

    Su 72,3 milioni di euro, 55 beneficiari che hanno come editore diocesi o associazioni come Comunione e Liberazione o i Focolarini, incassano 25,9 milioni di euro, cioè il 35,84% del totale.

    Sul podio della classifica – elaborata dallo Uaar sulla base dell’elenco pubblicato dallo Stato dei beneficiari del contributo saldato nel 2023 per le imprese editrici di quotidiani e periodici editi e diffusi in Italia – ci sono il settimanale Famiglia cristiana (6 milioni) della congregazione dei Paolini; il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, Avvenire (5,6 milioni) e Il cittadino (1.424.000 euro), una testata diocesana del Lodigiano e del sud di Milano.

    Con cifre minori seguono i giornali La Guida (763.445,85 euro) della diocesi di Cuneo; L’eco del Chisone (715.508,85 euro) edito da una cooperativa culturale che fa capo al Vescovo di Pinerolo; Il Biellese (565.870,08 euro) di proprietà della Chiesa locale; Toscana oggi (418.803,32 euro) della diocesi di Arezzo.

    Quanto ai movimenti che pubblicano le loro testate grazie ai soldi dei cittadini cattolici e non: Comunione e Liberazione riceve 408.370,33 euro per pubblicare Litterae communionis tracce e il più noto Tempi (211.883,40 euro); la congregazione di Chiara Lubich edita Città nuova grazie a 361.005,88 euro che arrivano dallo Stato. Ci sono poi i soldi che vanno alle congregazioni: 332.335,31 euro per L’eco di San Gabriele dell’omonimo santuario a Teramo; 287.619,29 euro per La civiltà cattolica della Compagnia dei gesuiti e 158.929,04 euro per Il Regno dei Dehoniani.

    “È la prima volta – spiega a ilfattoquotidiano.it il segretario dello Uaar, Roberto Grendene – che andiamo così in dettaglio in questa operazione. La presenza di organi di stampa controllati dalla Chiesa e finanziati dallo Stato è massiccia. C’è un iper finanziamento non certo in veste pluralista di Avvenire, dove la Cei già riceve l’otto per mille. Da notare, inoltre, che spesso i giornali pubblicati dalle diocesi hanno dei nomi non riconducibili al cattolicesimo, vedi ad esempio Il Cittadino o La voce del popolo di Brescia. Tra i 117 giornali e periodici che si dividono la fetta più grossa della torta dei contributi pubblici all’editoria, ben 55 (pari al 47,01%) sono testate e riviste di chiara matrice cattolica”.

    Grendene parla di “doping religioso”: “È impressionante che a far man bassa di contributi pubblici sia per l’ennesima volta il mondo cattolico. Ben il 36% dei 72 milioni che in teoria dovrebbero essere destinati a sostenere il pluralismo dell’informazione vanno infatti a finire in tasca alla stampa controllata da diocesi, congregazioni religiose e gruppi ultra cattolici come Comunione e liberazione”.

    Non solo. Federico Tulli, su Nessun dogma, la rivista dello Uaar, ha dedicato un approfondimento al tema: “Il quotidiano dei vescovi detiene un discutibile record: l’85% delle copie – cartacee e digitali – è costituito da copie gratis, iperscontate o acquistate da non specificati terzi (con tutta probabilità parrocchie: in un circolo vizioso per cui le vendite lievitano e con esse anche i fondi ricevuti). In pratica con i milioni dei contribuenti può permettersi di circolare gratuitamente o a prezzi di estremo favore, rappresentando così il giornale proporzionalmente meno scelto (rispetto ai fondi ricevuti) da chi vuole spendere qualcosa per leggersene uno”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/01/ai-media-cattolici-il-36-dei-72-milioni-di-fondi-per-il-pluralismo-informativo-doping-religioso-sulla-stampa-il-dossier-dellunione-atei/7246006/
  • TG NEWS, 2 Settembre ore 12 – SPOT

    TG NEWS, 2 Settembre ore 12 – SPOT

    Torna sabato 2 settembre ore 12 Rete L’ABUSO NEWS, il TG tematico con i volti dei giornalisti che in questi anni hanno supportato le vittima, raccontando le loro storie.

    Il primo TG tematico al mondo, nato dall’esigenza di dare voce ai sopravvissuti, soprattutto in Italia, dove manca il loro contraddittorio.

    Dove i media da ormai 20 anni rassicurano l’opinione pubblica “che si è trovata una strada”.

    Sono passati 20 anni e ben tre Papi, ma il problema sembra tutt’altro che risolto.

    La controinformazione, direttamente dalla voce delle vittime e dei loro legali.

    Vi aspettiamo, sabato 2 settembre, ore 12 – TG NEWS

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/06/02/dal-rispetto-della-religione-al-genuflettersi-e-un-attimo-il-caso-italia-lettera-aperta-al-presidente-sergio-mattarella/

     

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/04/19/comunicato-stampa-eccesso-di-tutela-dei-pedofili-litalia-deferita-a-ue-per-la-seconda-volta-allonu-conferenza-stampa-video/

  • Un gruppo statunitense accusa i vescovi messicani di coprire preti implicati in abusi sessuali

    Un gruppo statunitense accusa i vescovi messicani di coprire preti implicati in abusi sessuali

    CITTÀ DEL MESSICO (AP) – Giovedì un gruppo con sede negli Stati Uniti ha pubblicato un elenco di 16 vescovi messicani e religiosi di alto rango che avrebbero coperto preti accusati di abusi sessuali.

    BishopAccountability, con sede nel Massachusetts, è un’organizzazione senza scopo di lucro che tiene traccia di come la gerarchia cattolica tratta le accuse di abusi sessuali da parte del clero.

    Il gruppo ha affermato giovedì che i funzionari della Chiesa cattolica romana, alcuni ora in pensione, avevano “coperto” i maltrattatori.

    “Ora abbiamo identificato alcuni leader della Chiesa cattolica che sembrano aver coperto, insabbiato, molestatori e scartato le loro vittime”, ha detto Anne Barrett Doyle, di BishopAccountability.org.

    L’elenco comprendeva i cardinali Norberto Rivera Carrera e Juan Sandoval Íñiguez, e gli arcivescovi José Martín Rábago, Fabio Martínez Castilla, Felipe Aguirre Franco, Luis Morales Reyes e Rafael Romo Muñoz.

    Un rappresentante del Consiglio episcopale messicano ha affermato che le affermazioni si basavano su notizie senza denunce formali o cause legali.

    L’arcivescovo Franco Coppola, ex ambasciatore pontificio in Messico, ha detto l’anno scorso ai media locali che il Vaticano sta indagando su 12 vescovi messicani per determinare se potrebbero aver coperto presunti molestatori.

    Papa Francesco ha promesso che la Chiesa cattolica aderirà a una politica di tolleranza zero contro gli abusi sessuali del clero.

    Ma Barrett Doyle ha affermato che in pratica “non è vero”.

    “Dei 250 preti nel nostro database… sono rimasto sorpreso dal numero di insabbiamenti e di coloro che li hanno coperti in ognuno dei casi”, ha detto Barrett Doyle.

    Uno dei casi più noti è quello di Fernando Martínez Suárez, un ex sacerdote messicano accusato di abusi già nel 1992.

    Le famiglie delle vittime lo hanno denunciato all’ordine religioso della Legione di Cristo – anch’esso screditato a causa del suo fondatore pedofilo – a partire dal 1992, ma Martinez è stato semplicemente trasferito in un seminario a Salamanca, in Spagna, senza restrizioni formali al suo ministero. È stato finalmente deposto nel 2020 ma non ha subito altre punizioni. È morto di recente in Italia.

    BishopAccountability.org è un gruppo di 20 anni che mantiene un archivio online che documenta la crisi globale degli abusi nella Chiesa cattolica romana.

    L’Associated Press

    A US group is accusing Mexican bishops of covering up for priests implicated in sex abuse

  • The ABUSE NEWS Network – La contrainformación semanal, editada por Supervivientes del abuso sexual del clero en Italia, regresa a partir del 2 de septiembre.

    The ABUSE NEWS Network – La contrainformación semanal, editada por Supervivientes del abuso sexual del clero en Italia, regresa a partir del 2 de septiembre.

    Noticias a menudo locales y no reportadas por la prensa nacional, por lo tanto, no son conocidas por el público italiano.
    El punto de vista de los sobrevivientes, muchas veces contradictorio, y omitido por los medios de comunicación que muchas veces sólo toman en cuenta los llamados de la iglesia.
    Un TG tecnológicamente revolucionario no solo por el tema.
    Somos el primer TG en el mundo en el tema.
    Pero la novedad;
    será la inteligencia artificial de AI para animar los rostros originales de víctimas y periodistas que publican en el sitio web de la Red.
    Un proyecto italiano de información social, de bajo costo pero absolutamente autorizado, que se espera sea replicado en otros países.
    Pero no solo…
    Secciones en profundidad.
    Noticias legales
    Consejos a las víctimas
    Nuestros centros de escucha
    Os esperamos a partir del 2 de septiembre en la cita semanal de los sábados – Rete L’ABUSO NOTICIAS
    Organizado por el observatorio permanente de la Red ABUSE