Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: legge

  • La grande burla di papa Francesco sui provvedimenti anti pedofilia. La consapevole menzogna

    La grande burla di papa Francesco sui provvedimenti anti pedofilia. La consapevole menzogna

    Se ci fate caso, la chiesa ormai, sulla pedofilia dei preti, non si difende nemmeno più entrando nel merito, cioè non spende neppure più tempo per dimostrare che non è vero, ma fa di tutto per dimostrare, minimizzando, che anche altrove esistono i pedofili

    …quasi come se un pedofilo prete più un pedofilo laico, anziché fare due pedofili, si annullassero a vicenda.

    Di Francesco Zanardi

    Il 26 marzo 2019 papa Francesco ha emanato un Motu Proprio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Il documento papale è stato redatto dopo il sinodo che si è tenuto in Vaticano dal 21 al 24 febbraio scorsi, al quale hanno partecipato i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo.

    Ma è tra lo sbigottimento generale che arriva la grande delusione. Tutti si accorgono di aver sottovalutato la più ovvia ed elementare questione giuridico-legislativa: l’applicabilità di una legge fatta da un qualunque Stato, ha validità solo in quello Stato e nelle rispettive extraterritorialità, le Ambasciate.

    Se si fosse dato più ascolto alle vittime! Da anni sottolineano il macroscopico problema sulla base del quale sostengono che ci sia un’unica via, ovvero quella di aprire gli archivi sottoposti al segreto pontificio e ordinare ai vescovi di denunciare all’autorità giudiziaria del paese dove vengono commessi i crimini.

    E’ un po’ come se l’Italia, oppure l’Iran o un’altra nazione, facessero delle leggi che poi trovano applicazione in tutti gli stati: ma non funziona così. Le leggi vengo fatte dai rispettivi paesi ed è inutile che si continui ad ingannare l’opinione pubblica e le vittime facendo credere – ormai da più di venti anni, producendo altre vittime – che la chiesa possa trovare nei suoi tribunali una soluzione al problema.

    Questo è falso, e indica non solo la malafede di chi lo propina, ma anche l’inaffidabilità delle dichiarazioni di Bergoglio, comprovata dalle gerarchie che, in barba alle promesse pubbliche di Tolleranza Zero, continua a lasciare la gestione nelle diocesi o in posti inadatti a loro. Qui la lista degli insabbiatori italiani.

    Certo bella lunga… Da Delpini, Bagnasco, Sepe ecc. quasi tutti pizzicati con la marmellata fino ai gomiti, alcuni anche oltre… come ad esempio l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, oggi papa Emerito, ma, come vedremo, essere attore protagonista molto importante in questo teatrino che vede Bergoglio come il grande burattinaio.

    La domanda ovvia, è elementare: perché papa Francesco non caccia i vescovi insabbiatori?

    …Ma è proprio la risposta a svelare un’altra grande bugia, oltre al motivo per il quale, al di la delle dichiarazioni pubbliche, papa Francesco non li rimuove e mai lo farà, si limita all’ormai simbolico rito di accettare o più spesso a rifiutare, la loro richiesta di dimissioni.

    Tutto ha inizio nel 1962 (la prima stesura voluta da Pio XI risale al 1922) quando il cardinale Alfredo Ottaviani redige un documento: si chiama Crimen Sollicitationis (in latino crimine di “provocazione” o “adescamento”), che papa Giovanni XXIII approverà.

    La premessa è di per se inquietante;

    “DALLA SUPREMA SACRA CONGREGAZIONE DEL SANTO UFFIZIO A TUTTI I PATRIARCHI, ARCIVESCOVI, VESCOVI E ALTRI MEMBRI DEL CLERO DEI LUOGHI «ANCHE DI RITO ORIENTALE» ISTRUZIONE SULLA PROCEDURA NELLE CAUSE DI MOLESTIA
    * * * * * * * * * * * * * * * * * *
    ISTRUZIONE Sulla procedura nelle cause di molestia
    DA CONSERVARSI DILIGENTEMENTE NELL’ARCHIVIO SEGRETO DELLA CURIA IN RAPPORTO ALLA NORMA INTERNA DA NON PUBBLICARE E DA NON ACCRESCERE CON ALCUN COMMENTO”. Crimen.pdf

    Negli anni successivi, le gerarchie si dimenticheranno in un certo senso di quel documento segreto in quanto verrà applicato, oramai per la sistematicità maturata negli anni, una cosa così abituale che era scontata, uno tra i tanti doveri per un gerarca della chiesa cattolica.

    Ma è nel 2001 – a seguito dello scandalo sollevato non solo dal team del Boston Globe “Spotlight” – che il cardinale Joseph Ratzinger – che conosceva molto bene il problema dei preti pedofili nel mondo, in quanto era stato a capo dell’ufficio che ne ha gestito i crimini per 25 anni – decide insieme all’allora suo segretario, il cardinale Tarcisio Bertone, di ricordare con una lettera “De delictis gravioribus”, ai vescovi di tutto il mondo, che la direttiva “segreta” del 1962 era ancora in vigore. Ma non si limiterà a questo: in un suo passaggio introdurrà la norma che i casi di delitti più gravi, tra cui gli abusi sui minori, “sono soggetti al segreto pontificio”.

    Ed è cosi che si viene a scoprire dell’esistenza di un documento segreto, curato nei minimi particolari e contenente più di 20 allegati, grazie ai quali i pedofili potevano redimersi.

    Ma è solo nel gennaio del 2005 che in Texas, un avvocato di Houston, Daniel Shea, proprio dietro quella lettera del 2001, trascinò il cardinale Ratzinger, sul banco degli imputati, per rispondere dell’accusa di intralcio alla giustizia, su tre casi di abusi su minori commessi da un seminarista colombiano.

    Leggi anche: Crimen Sollicitationis. L’avv. Shea sbugiarda l’Avvenire

    Ma nell’aprile dello stesso anno, prima la provvidenziale morte di Wojtyla, poi il provvidenziale conclave che lo portò al soglio pontificio, permisero a Ratzinger di sottrarsi al processo. In quanto capo di stato, invocò l’immunità.

    Sia il documento del 1962, sia l’implementazione fatta da Ratzinger del 2001, non sono mai state abrogate e restano tutt’ora in vigore. E’ contenuta qui la spiegazione del perché non un solo vescovo sul pianeta, abbia mai denunciato all’autorità civile, molto semplice: violerebbe quella norma che impone la denuncia all’autorità interna, ed anche il segreto pontificio. Vale a dire che sarebbe scomunicato.

    A questo punto si spiega anche il perchè il papa non dimetta alcun gerarca (tranne qualche pensionato senza più incarichi), ma attenda che siano loro a chiedere le dimissioni.

    Semplice, come si può punire un funzionario che ha rispettato una legge interna? Sarebbe un’aberrazione giuridica, e questo l’astuto Bergoglio lo sa bene.

    Zanardi
    Leggi anche:
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  • Il papa legifera sulla pedofilia. Ma solo per lo Stato del Vaticano.

    Il papa legifera sulla pedofilia. Ma solo per lo Stato del Vaticano.

    Stefano Sodaro

    C’è sorpresa nel constatare che l’esito normativo del Summit sugli abusi con i Presidenti delle Conferenze episcopali del mondo dello scorso febbraio, alla presenza del Papa, consiste, salvo non vi siano altri successivi interventi, in una nuova legge valida solo in Vaticano.

    L’ordinamento canonico – cioè l’ordinamento giuridico della Chiesa che non equivale di certo a quello vaticano, che è invece territoriale e statale – non viene innovato da norme specifiche e proprie.

    Commenta il Prof. Pierluigi Consorti, canonista dall’Università di Pisa, ad un mio post su Facebook che esprimeva stupore: “(…) c’è stata – negli ultimi anni – una sorta di inversione della gerarchia delle fonti. Certe riforme che non si riesce a fare nell’ordinamento canonico si fanno in quello vaticano. Però, non dimentichiamo che le persone giuridiche canoniche sono spesso soggette al diritto vaticano. Così, in pratica, piano piano certe prassi diventano obbligatorie. (…)”

    In effetti una delle conseguenze più vistose di tale nuova normativa vaticana sarebbe, ad esempio, che il Card. Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, debba considerarsi tenuto, in quanto pubblico ufficiale di quello Stato, a norma dell’art. 3 della nuova Legge CCXCVII del 26.03.2019 (“Sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili nello Stato della Città del Vaticano”), all’obbligo di denuncia (sempre alla giustizia vaticana) di un eventuale chierico implicato in fatti di abuso, ma un qualunque altro vescovo al di fuori dello Stato vaticano no.

    Accompagnano la nuova legge il Motu Proprio pontificio di promulgazione e le corrispondenti “Linee guida” sempre riferite al solo Stato vaticano. La Lettera Apostolica in forma di “Motu Poprio”, come tecnicamente si indica, ha (avrebbe) di per sé effettiva portata più ampia della mera legge vaticana – ed infatti intende rivolgersi anche alla Curia Romana, che non è espressione istituzionale dello Stato della Città del Vaticano bensì della Santa Sede -, ma l’applicazione dello stesso Motu Proprio, avendo comunque i dicasteri della Santa Sede esclusivamente i propri uffici in Vaticano, sarà ristretta a quel territorio, la Città del Vaticano appunto, su cui la Santa Sede esercita la propria sovranità di soggetto pubblico internazionalmente riconosciuto (con diritto di legazione attiva e passiva, cioè con il diritto di inviare e ricevere rappresentanti diplomatici di altri Paesi).

    * Stefano Sodaro è canonista e teologo
    https://www.adista.it/articolo/61061

  • Pope Issues Law, With Penalties, for Vatican City to Address Sexual Abuse – Il Papa emette la legge, con sanzioni, per la Città del Vaticano per affrontare gli abusi sessuali

    Pope Issues Law, With Penalties, for Vatican City to Address Sexual Abuse – Il Papa emette la legge, con sanzioni, per la Città del Vaticano per affrontare gli abusi sessuali

    By Jason Horowitz and Elisabetta Povoledo

    ROMA – Papa Francesco ha emesso un’attesissima legge per i funzionari e i diplomatici della Città del Vaticano all’estero per contrastare gli abusi sessuali, istituendo un modello per la Chiesa cattolica in tutto il mondo, richiedendo, per la prima volta, che le accuse vengano immediatamente segnalate ai procuratori vaticani.

    Il Vaticano ha caratterizzato la legge – e le linee guida pastorali di accompagnamento – come un riflesso del pensiero più avanzato sulla prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali nella chiesa. La legge, datata 26 marzo, invita le autorità ecclesiastiche ad ascoltare immediatamente le persone che dichiarano di essere vittime e a segnalare eventuali accuse credibili ai pubblici ministeri.

    Coloro che non riescono a segnalare potrebbero essere soggetti a sanzioni finanziarie e carcere.

    “La protezione dei minori e delle persone vulnerabili è una parte essenziale del messaggio evangelico che la chiesa e tutti i suoi membri sono chiamati a diffondere in tutto il mondo”. Il papa ha scritto in un editto personale che promulgava la legge. Francis ha dichiarato di voler “rafforzare il quadro istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro minori e persone vulnerabili”.

    In una dichiarazione di venerdì, Alessandro Gisotti, il portavoce vaticano, ha detto che papa Francesco sperava che, nonostante le misure applicate allo Stato della Città del Vaticano e alla sua amministrazione, “tutti potrebbero sviluppare nella consapevolezza che la chiesa deve sempre essere sempre più una casa sicura per bambini e persone vulnerabili. “

    Il Papa ha scritto: “La consapevolezza di tutti aumenta il fatto che gli abusi devono essere segnalati alle autorità competenti e per la necessità di cooperare con loro nelle attività di prevenzione e contromisure”.

    Ma la legge chiarisce anche che i chierici dovrebbero essere presunti innocenti fino a prova contraria, e che se condannati in un giusto processo in Vaticano, dovrebbero essere rimossi dai loro incarichi e, nel caso di un prete, essere sottoposti alle sanzioni del diritto canonico

    Di fatto, il papa, che ha fatto della misericordia una pietra angolare del suo pontificato, ha provveduto alla cura di coloro che sono stati riconosciuti colpevoli.

    Francesco ha scritto che coloro che sono condannati per “abusi contro minori o persone vulnerabili dovrebbero essere rimossi dalle loro responsabilità e, allo stesso tempo, ricevere un sostegno adeguato per la riabilitazione psicologica e spirituale, anche con l’obiettivo di reintegrazione sociale”.

    I funzionari della Chiesa avevano annunciato che la legge era in lavorazione a conclusione di un incontro tenutosi il mese scorso con vescovi e cardinali in Vaticano per affrontare il flagello degli abusi sessuali del clero. Francesco aveva convocato l’incontro in una rinnovata sensazione di crisi nella chiesa.

    Le indagini civili sugli abusi da parte di religiosi cattolici negli Stati Uniti, in Australia, in Cile, in Francia e in altri paesi hanno rivelato ancora una volta il problema sistemico dei preti abusatori che sfruttano il loro ministero e prelati che coprono la cattiva condotta.

    La Congregazione per la Dottrina della Fede, il cane da guardia per la dottrina della chiesa, dovrebbe anche rilasciare ai suoi vescovi di tutto il mondo un manuale di buone pratiche per prevenire e denunciare gli abusi nella chiesa.

    Ma se il Vaticano avesse voluto presentare questo modello come modello per le conferenze episcopali in tutto il mondo, le associazioni che difendevano le vittime si lamentavano che il nuovo editto non era all’altezza delle loro aspirazioni.

    La clausola di segnalazione obbligatoria stabilisce che “quelle relazioni dovrebbero essere fatte ai procuratori interni del Vaticano, non ai funzionari di polizia indipendenti e laici”, vediamo in una dichiarazione di SNAP, la rete dei sopravvissuti per le vittime di abusi. L’associazione ha affermato che la storia recente ha chiarito “che la chiesa non può autogestirsi” e che la nuova legge avrebbe dovuto rendere obbligatoria la segnalazione alla polizia locale e ai pubblici ministeri.

    Gisotti, portavoce vaticano, ha osservato che i tre documenti emessi dal papa rispondono “alle richieste concrete espresse dal Popolo di Dio per affrontare il flagello dell’abuso sessuale dei minori”. Insieme, “rafforzano la protezione dei minori rafforzando il quadro normativo”, ha aggiunto.

    I tre documenti firmati da Francesco – l’editto personale sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili; la nuova legge per lo Stato della Città del Vaticano che si estende alla Curia romana; e le linee guida pastorali – “in qualche modo rappresentano il primo frutto” dell’incontro tenutosi in Vaticano il mese scorso, Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione vaticano, ha scritto in una nota esplicativa diffusa dal Vaticano.

    Anche se le norme e le linee guida si riferiscono specificamente allo Stato del Vaticano, dove, ha osservato Tornielli, ci sono molti chierici ma “pochissimi bambini”, ha detto che sono stati comunque “esemplari” in quanto hanno preso in considerazione “il più avanzato internazionale” pensando alla questione.

    Nell’editto personale, il papa afferma un “principio significativo”, ha scritto Tornielli. “Tutti devono diventare consapevoli del dovere di denunciare abusi alle autorità competenti e di collaborare con loro” nella prevenzione degli abusi.

    Il fatto che il papa abbia anche firmato gli altri due documenti, che potrebbero essere stati pubblicati da altre istituzioni vaticane, “indica l’importanza che voleva dare a queste norme”, ha scritto Tornielli.

    Le linee guida pastorali redatte per la Città del Vaticano sono notevolmente più brevi di quelle redatte dalle conferenze episcopali in tutto il mondo, dato che ci sono solo due parrocchie nella Città del Vaticano e pochi bambini che risiedono lì, ha osservato.

    La nuova legge ha molte misure significative: tutti i reati relativi all’abuso di minori, non solo quelli di natura sessuale, saranno trattati automaticamente, anche in assenza di un reclamo specifico. La legge stabilisce anche “l’obbligo di denunciare e sanzionare il pubblico ufficiale che omette di denunciare gli abusi dell’autorità giudiziaria vaticana di cui è venuto a conoscenza”, tranne attraverso la confessione.

    Tali sanzioni si applicherebbero ai membri dello Stato del Vaticano, alla Curia Romana e al personale diplomatico al servizio delle nunziature, che fungono da funzionari pubblici, come fanno oltre il 90 per cento di coloro che lavorano in Vaticano o per la Santa Sede.

    Ma la legge non ha chiarito se i diplomatici vaticani che lavorano nelle ambasciate all’estero dovrebbero fare rapporto all’autorità locale e il Vaticano non ha risposto a una richiesta di chiarimenti.

    “La Santa Sede userà queste nuove leggi per mantenere procedimenti penali interni contro cardinali e diplomatici vaticani accusati di crimini in altri paesi?” Anne Barrett Doyle, condirettore di BishopAccountability.org, che documenta gli abusi nella Chiesa cattolica romana, ha detto in una dichiarazione. Ha definito la legge “un piccolo passo nella giusta direzione”, ma ha detto che non è stata all’altezza delle “coraggiose e ampie riforme” che Papa Francesco potrebbe mettere in atto, compresa la modifica del diritto canonico.

    Sebbene l’editto includa alcune raccomandazioni fatte dai gruppi di vittime agli organizzatori del summit il mese scorso, alcune misure non sono attuabili, ha detto in un comunicato Francesco Zanardi, presidente di Rete L’Abuso, la prima associazione di supporto per i sopravvissuti agli abusi clericali in Italia.

    Il signor Zanardi ha accolto, ad esempio, l’istituzione all’interno del Vaticano di una struttura che fornirebbe un aiuto medico e psicologico per le vittime di abusi, ma si chiedeva se dovevano recarsi in Vaticano per ottenere il sostegno. “Questo è inaccettabile”, ha detto.

    La legge dice anche che “le persone vulnerabili” – compresi i malati, le persone con disabilità fisiche o mentali e le persone con una limitata libertà personale – hanno diritto alla stessa protezione dei minori.

    “È un chiarimento importante perché si estende agli adulti che potrebbero non essere in grado di resistere agli abusi perché si trovano in situazioni in cui sono in posizione di inferiorità rispetto ai loro superiori”, ha detto Gerard O’Connell, un giornalista che ha a lungo lavorato per il Vaticano. Potrebbe anche estendersi ai chierici che abusano sessualmente delle suore.

    I critici, tuttavia, hanno indicato che quello che hanno detto è una grande lacuna nella legge – l’incapacità di mettere in atto ciò che Peter Isely, un sopravvissuto di Milwaukee e un membro fondatore del gruppo Ending Clergy Abuse, che raccoglie vittime da 17 paesi, ha chiamato “tolleranza zero.”

    “Ogni sacerdote, questo è stato determinato, che ha abusato di un minore deve essere rimosso permanentemente dal ministero e, pensiamo, poi laicizzato”, ha affermato Isely in un’intervista telefonica.

    Né il papa ha rimosso i termini delle prescrizioni per denunciare i crimini. Invece, la nuova legge stabilisce a 20 anni dal raggiungimento dell’età adulta. “Sappiamo che per le vittime di abusi, le denunce avvengono in ritardo, ben oltre i 38 anni per la maggior parte delle vittime”, ha detto Isely.

    “Non è vero che questa è la legge più avanzata del suo genere”, ha continuato. “Il pericolo è presentarlo come modello e come il modello più avanzato e completo per i vescovi di tutto il mondo.”

    (Traduzione con Google)
    https://www.nytimes.com/2019/03/29/world/europe/pope-sexual-abuse-law-vatican.html

  • Chiesa e pedofilia, nel motu proprio di papa Francesco non c’è traccia dell’obbligo di denuncia alle autorità civili

    Chiesa e pedofilia, nel motu proprio di papa Francesco non c’è traccia dell’obbligo di denuncia alle autorità civili

    «Se i bambini avranno l’accortezza di farsi abusare entro i confini dello Stato di Città del Vaticano, saranno tutelati i loro diritti; al di fuori, non possiamo agire». Il presidente di Rete L’Abuso, Francesco Zanardi, commenta così a Left l’atteso motu proprio emanato da papa Francesco in materia di violenze “sessuali” su minori annunciato al termine del summit che si è tenuto in Vaticano a fine febbraio alla presenza dei capi di tutte le conferenze episcopali del mondo. «Questo – prosegue Zanardi – è ciò che nella sostanza è contenuto nel motu proprio di papa Francesco, che è bene ricordare ha validità nel solo Stato della Città del Vaticano». Prima del vertice vaticano, il presidente dell’associazione italiana di tutela dei diritti delle vittime di pedofilia di matrice clericale è stato ricevuto dalla commissione pontificia insieme ai rappresentanti di altre sette associazioni nazionali di altrettanti Paesi. E in quella occasione agli emissari del papa sono state fatte delle precise richieste e osservazioni sul modo in cui la Chiesa avrebbe dovuto gestire in particolare l’assistenza alle vittime dei preti pedofili in tutto il mondo. «Pur ammettendo – prosegue Zanardi – che le nostre istanze sono state in qualche modo accolte, in primis quella di legiferare in merito all’assistenza alle vittime, che come leggiamo nel documento sarà gestita Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, mi domando in che modo sarà concretamente realizzata. Dovranno andare in Vaticano per essere aiutate?». A tal proposito le associazioni avevano richiesto degli indennizzi proprio per sovvenzionare “in autonomia” le cure necessarie a chi subisce questo genere di violenza. «Si tratta di misure improponibili, anche se ci venisse pagato il volo per andare in Vaticano dallo psicologo». Il presidente di Rete L’Abuso si sofferma infine sull’applicazione delle norme penali emanate da papa Francesco. «Hanno validità solo all’interno di quell’appezzamento di circa un km quadrato che è la Città del Vaticano, ma che comunque il pontefice potrebbe applicare immediatamente, dando giustizia ai chierichetti della Basilica di S. Pietro, abusati proprio in Vaticano, a due passi dalla sua residenza di S. Marta, dove il Motu proprio ha validità».

    Vediamo ora nel dettaglio i passaggi più significativi dei tre documenti emanati da papa Francesco che entreranno in vigore l’1 giugno 2019: il Motu proprio sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili, la legge sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili dello Stato della Città del Vaticano e le Linee guida per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili per il Vicariato della Città del Vaticano. (LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO)

    «Desidero rafforzare ulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché» scrive Bergoglio «nella Curia romana e nello Stato della Città del Vaticano», «maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto». Laddove il papa parla di «autorità competenti» si potrebbe pensare che si riferisca alla magistratura “laica” e invece più avanti chiarisce che: «Fatto salvo il sigillo sacramentale (cioè il segreto che grava su tutto ciò che viene detto nell’ambito del confessionale, ndr), i soggetti (gli ecclesiastici, ndr) … sono obbligati a presentare, senza ritardo, denuncia al promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Città del Vaticano ogniqualvolta, nell’esercizio delle loro funzioni, abbiano notizia o fondati motivi per ritenere che un minore o una persona vulnerabile sia vittima di uno dei reati (di abuso su minori o persone vulnerabili, ndr), qualora commessi anche alternativamente: nel territorio dello Stato; in pregiudizio di cittadini o di residenti nello Stato; in occasione dell’esercizio delle loro funzioni, dai pubblici ufficiali dello Stato». Più chiaro di così. Dopo di che, in relazione alle osservazioni di Zanardi leggiamo: «Alle persone offese dai reati di cui all’articolo 1 della Legge N. CCXCVII è offerta assistenza spirituale, medica e sociale, compresa l’assistenza terapeutica e psicologica di urgenza, nonché informazioni utili di natura legale, tramite il Servizio di accompagnamento gestito dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano». È probabile, o per lo meno vogliamo pensare che sarà così, che saranno realizzati servizi di questo genere in tutte le diocesi del pianeta. Ma ci pare davvero poca cosa rispetto alla tanto pubblicizzata “tolleranza zero” di cui si sente parlare dal giorno in cui Jorge Mario Bergoglio è diventato papa Francesco, ormai sei anni fa.

    Chiesa e pedofilia, nel motu proprio di papa Francesco non c’è traccia dell’obbligo di denuncia alle autorità civili

  • Pedofilia, le nuove norme di papa Francesco

    Pedofilia, le nuove norme di papa Francesco

    Papa Francesco ha promulgato tre testi per lo Stato della Città del Vaticano e la Curia romana per arginare gli abusi sessuali da parte del clero. Nel dettaglio, il Pontefice ha promulgato un motu proprio per il Vaticano con la relativa legge sulla ‘protezione dei minori e delle persone vulnerabili’ e le Linee guida pastorali per il Vicariato della Città del Vaticano. Si tratta di tre documenti che arrivano a poco più di un mese dal summit voluto dal Papa lo scorso febbraio con i capi delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

    “Si tratta di leggi, norme e indicazioni molto specifiche innanzitutto per i destinatari: riguardano infatti soltanto lo Stato Vaticano, – precisa il direttore editoriale Andrea Tornielli – dove opera un gran numero di sacerdoti e religiosi, ma ci sono pochissimi bambini. Pur essendo stati pensati e scritti per una realtà unica al mondo, nella quale la massima autorità religiosa è anche il sovrano e legislatore, questi tre documenti contengono indicazioni esemplari che tengono conto dei più avanzati parametri internazionali”. Annota Tornielli che “il fatto che il Papa abbia deciso di firmare personalmente anche la Legge CCXCVII e le Linee guida – testi che di per sé avrebbero potuto essere promulgati rispettivamente dalla Commissione per lo Stato e dal Vicario della Città del Vaticano – sta a indicare il valore che si vuol dare a queste norme”.
    “La tutela dei minori e delle persone vulnerabili fa parte integrante del messaggio evangelico che la Chiesa e tutti i suoi membri sono chiamati a diffondere nel mondo”, sottolinea papa Francesco che spiega: “Abbiamo tutti il dovere di accogliere con generosità i minori e le persone vulnerabili e di creare per loro un ambiente sicuro, avendo riguardo in modo prioritario ai loro interessi. Ciò richiede una conversione continua e profonda, in cui la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la credibilità dell’annuncio evangelico e a rinnovare la missione educativa della Chiesa. Desidero, quindi, rafforzare ulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano”. Nel dettaglio, il Papa chiede che “sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, nonché attenta a prevenire ogni forma di violenza o abuso fisico o psichico, di abbandono, di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamento che possano avvenire sia nelle relazioni interpersonali che in strutture o luoghi di condivisione; maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto; sia efficacemente perseguito a norma di legge ogni abuso o maltrattamento contro minori o contro persone vulnerabili; sia riconosciuto a coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonché ai loro familiari, il diritto ad essere accolti, ascoltati e accompagnati”. Il Pontefice dispone ancora che “sia offerta alle vittime e alle loro famiglie una cura pastorale appropriata, nonché un adeguato supporto spirituale, medico, psicologico e legale; sia garantito agli imputati il diritto a un processo equo e imparziale, nel rispetto della presunzione di innocenza, nonché dei principi di legalità e di proporzionalità fra il reato e la pena; venga rimosso dai suoi incarichi il condannato per aver abusato di un minore o di una persona vulnerabile e, al contempo, gli sia offerto un supporto adeguato per la riabilitazione psicologica e spirituale, anche ai fini del reinserimento sociale; sia fatto tutto il possibile per riabilitare la buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente; sia offerta una formazione adeguata per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”.

    Papa Francesco, firmando tre documenti per arginare gli abusi del clero – applicabili per il Vaticano e la Curia romana – introduce una serie di novità significative nella lotta agli abusi. La prima novità, come segnala il direttore editoriale Andrea Tornielli, riguarda il fatto che “tutti i reati legati all’abuso sui minori, non soltanto quelli di natura sessuale, ma anche ad esempio i maltrattamenti, saranno ‘perseguibili d’ufficio’ cioè anche in mancanza della denuncia di parte”. La seconda novità è relativa all’introduzione di una prescrizione di vent’anni che decorrono ‘in caso di offesa a un minore, dal compimento del suo diciottesimo anno di età’. Tornielli segnala in proposito che “non si parla qui di leggi canoniche, ma di leggi penali dello Stato della Città del Vaticano, dove non essendo mai stato adottato il Codice Rocco promulgato in Italia nel periodo fascista, ancora vige il Codice Penale Zanardelli che per questi reati prevedeva prescrizioni mai superiori ai quattro anni dal compimento del reato stesso”. Altra novità riguarda l’obbligo di denuncia e la sanzione per il pubblico ufficiale che omette di segnalare all’autorità giudiziaria vaticana abusi di cui è venuto a conoscenza, fatto salvo il sigillo sacramentale, cioè l’inviolabile segreto della confessione. “Ciò significa – ragguaglia Tornielli – che tutti coloro che, nello Stato e per estensione nella Curia romana, ma anche tra il personale diplomatico al servizio delle nunziature, svolgono il ruolo di pubblico ufficiale (oltre il 90% delle persone che lavorano in Vaticano o per la Santa Sede) saranno sanzionati in caso di mancata denuncia”.

    In Vaticano nascerà tra l’altro un servizio ad hoc per dare assistenza alle vittime di abusi sessuali da parte del clero non solo in termini di ascolto ma anche per tutelare nei diritti. Nel dettaglio, come si legge all’art. 10, “il Servizio di accompagnamento offre ai minori, ai loro genitori, formatori, educatori e responsabili un’informazione adeguata sui rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento, nonché sui mezzi utili ad identificare e prevenire tali offese. L’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica organizza, di concerto con il Servizio di accompagnamento, programmi di formazione per il personale del Governatorato circa i rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento dei minori, nonché sui mezzi per identificare e prevenire queste offese e sull’obbligo di denuncia”. L’articolo 11 è dedicato al ‘reclutamento del personale’ e dispone che “nella selezione ed assunzione del personale del Governatorato, nonché di coloro che prestano collaborazione in forma volontaria, deve essere accertata l’idoneità del candidato ad interagire con i minori. La Commissione per la Selezione del personale si avvale del Servizio di accompagnamento per adottare orientamenti e definire procedure allo scopo di accertare l’idoneità dei candidati”.

    Le vittime: “Fumo negli occhi” – “Fumo negli occhi”. Le vittime di abusi sessuali da parte dei preti danno voce alla loro rabbia dopo la pubblicazione dei tre documenti del Papa volti ad arginare la piaga degli abusi. I documenti resi noti oggi saranno validi per il territorio del Vaticano dal 1 giugno e riguarderanno anche la Curia romana e il Vicariato. “Questi provvedimenti andrebbero applicati in tutto il pianeta invece, trattandosi di un motu proprio, non avranno validità oltre il Colonnato”, dice all’Adnkronos Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso. “Il Vaticano non può fare ingerenza sugli Stati esteri. Il problema,- rileva Zanardi – e lo diciamo da sempre, è che a gestire le cose deve essere l’Autorità giudiziaria nei Paesi dove viene commesso l’abuso”. Il presidente della Rete l’Abuso ricorda la vicenda dei presunti abusi ai chierichetti del pre-seminario San Pio X all’interno del Vaticano. “Non se ne sa più nulla. Una delle vittime – dice Zanardi – è venuta da noi. Stiamo portando avanti il caso insieme all’avvocato Mario Caligiuri del foro di Roma”.

  • Quali sono le norme anti abusi varate da Papa Francesco

    Quali sono le norme anti abusi varate da Papa Francesco

    Per il Vaticano e la Curia romana

    Città del Vaticano, 29 mar. (askanews) – Obbligo di denuncia per tutti i pubblici ufficiali, sanzioni per chi non denuncia, estensione della prescrizione a venti a venti anni a partire dalla maggiore età, equiparazione ai minori degli “adulti vulnerabili”, screening dei nuovi assunti, assistenza alle vittime, rimozione per i colpevoli. Papa Francesco vara norme penali anti-abusi sessuali per lo Stato della Città del Vaticano e la Curia romana, nunzi apostolici compresi.

    L’iniziativa era stata preannunciata da padre Federico Lombardi a conclusione del vertice sugli abusi sessuali che il Papa aveva convocato dal 21 al 24 febbraio con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. Francesco ha firmato non solo un motu proprio “sulla protezione dei minori e degli adulti vulnerabili” che si applica allo Stato della Città del Vaticano e alla Curia Romana, ma anche una nuova legge (numero CCXCVII) sempre per lo Stato Pontificio e le conseguenti linee guida, analoghe alle linee-guida che adotta ogni conferenza episcopale nazionale ma dedicate alla vita dei fedeli del Vicariato della Città del Vaticano. La nuova legge in dodici articoli, firmata il 26 marzo, entra in vigore a partire dal prossimo primo giugno.

    In base alla legge penale che il Papa aveva varato nel 2013, sono “pubblici ufficiali”: i membri, gli officiali e i dipendenti dei vari organismi della Curia Romana e delle Istituzioni ad essa collegate; i legati pontifici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede; le persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione, nonché coloro che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo, degli enti direttamente dipendenti dalla Santa Sede ed iscritti nel registro delle persone giuridiche canoniche tenuto presso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; ogni altra persona titolare di un mandato amministrativo o giudiziario nella Santa Sede, a titolo permanente o temporaneo, remunerato o gratuito, qualunque sia il suo livello gerarchico.

    https://www.askanews.it/politica/2019/03/29/quali-sono-le-norme-anti-abusi-varate-da-papa-francesco-top10_20190329_123032/

  • Pedofilia, Papa Francesco vara un motu proprio. Obbligo di denuncia per chi sa di abusi su minori e perseguibilità d’ufficio

    Pedofilia, Papa Francesco vara un motu proprio. Obbligo di denuncia per chi sa di abusi su minori e perseguibilità d’ufficio

    Norme più rigide: saranno applicate in Vaticano e in tutte le sedi diplomatiche della Santa Sede

    By Maria Antonietta Calabrò

    Obbligo di denuncia per chiunque venga a conoscenza ( tranne in confessione) di abusi ( sessuali e non, quindi anche maltrattamenti e violenze) su minori o su adulti vulnerabili. Procedibilità d’ufficio, competenza del sistema penale vaticano e della Gendarmeria. Prescrizione lunga (vent’anni) che nel caso di abusi su minori scattano a partire dal compimento dei diciotto anni. Divieto di intrattenersi da soli con minori per quanti lavorano in Vaticano e di stabilire rapporti preferenziali con singoli minori e “rivolgersi a un minore in modo offensivo o assumere comportamenti inappropriati o sessualmente allusivi, chiedere a un minore di mantenere un segreto, fotografare o filmare un minore senza il consenso scritto dei suoi genitori».

    Sono molto rigide le nuove norme antipedofilia firmate oggi dal Papa con due nuove leggi (un Motu proprio e una nuova legge penale, la CCXCVII) che si applicheranno subito sul territorio della Città del Vaticano, alla Curia Romana e alle Nunziature ( le ambasciate, il personale diplomatico eccetera) sparse in tutto il mondo. La loro importanza è che renderanno effettive e cogenti le sanzioni penali già previste dalla legge vaticana numero VIII del luglio 2013 ( i reati di violenza, abuso,atti sessuali con minori) già prevedono pesanti condanne a svariati anni di carcere .

    Nonostante saranno valide solo sul territorio del piccolo Stato dove vivono e lavorano moltissimi sacerdoti e religiosi ma dove i bambini sono pochi, hanno un valore paradigmatico per tutta la Chiesa anche perché sono accompagnate da linee guida pastorali per il Vicariato della Città del Vaticano – sempre firmate da Papa Francesco cioè per le due parrocchie presenti e per il Preseminario San Pio X che fu al centro di denunce contenute in un libro di Gianluigi Nuzzi – e seguono di poco più di un mese l’incontro dello scorso febbraio che ha visto radunati Oltretevere i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo e ne rappresentano in qualche modo una prima conseguenza.

    La novità più significativa riguarda infatti l’obbligo di denuncia e la sanzione per il pubblico ufficiale che omette di segnalare all’autorità giudiziaria vaticana abusi di cui è venuto a conoscenza, fatto salvo il segreto della confessione. Ciò significa che tutti coloro che, nello Stato e per estensione nella Curia romana, ma anche tra il personale diplomatico, svolgono il ruolo di pubblico ufficiale (oltre il 90 per cento delle persone che lavorano in Vaticano o per la Santa Sede) saranno sanzionati in caso di mancata denuncia.

    Un’ulteriore, novità è rappresentata dall’istituzione da parte del Governatorato, nell’ambito della Direzione vaticana di Sanità e Igiene, di un Servizio di accompagnamento per le vittime di abusi, che sarà coordinato da un esperto qualificato. Le vittime avranno dunque qualcuno a cui rivolgersi per trovare aiuto, ricevere assistenza medica e psicologica, essere messe a conoscenza dei loro diritti e di come farli valere. Novità anche per quanto riguarda la selezione e l’assunzione del personale del Governatorato e della Curia Romana: dovrà essere accertata l’idoneità del candidato a interagire con i minori.

    Chiunque sarà dichiarato colpevole di abuso oltre la condanna penale «sarà rimosso dai suoi incarichi» in Vaticano. Se si tratta di un sacerdote subentrano poi tutte le normative canoniche vigenti.

    https://www.huffingtonpost.it/2019/03/29/pedofilia-papa-francesco-vara-un-motu-propriu-obbligo-di-denuncia-per-chi-sa-di-abusi-su-minori-e-perseguibilita-dufficio_a_23702313/

  • Con il tanto decantato “nuovo” decreto papale oggi, non esiste ancora alcuna tolleranza zero per i crimini sessuali su minori commessi dal clero anche nella Città del Vaticano

    Con il tanto decantato “nuovo” decreto papale oggi, non esiste ancora alcuna tolleranza zero per i crimini sessuali su minori commessi dal clero anche nella Città del Vaticano

    DI: Peter Isely, (portavoce degli Stati Uniti / membro fondatore della ECA)

    29 marzo 2019. Oggi Papa Francesco ha messo in atto il diritto ecclesiastico per il piccolo territorio dello Stato del Vaticano che i funzionari vaticani reclamizzano come il più “avanzato pensiero internazionale sulla questione” di denunciare, perseguire e prevenire crimini sessuali su minori e sanzioni per il fallimento nelle segnalazioni di quei crimini. Anche se queste modifiche si applicano solo a diverse centinaia di cittadini dello stato del Vaticano e diplomatici papali, i cambiamenti sono stati salutati dal Vaticano come “il modello” per i vescovi da seguire in tutto il mondo.

    È spaventoso che la nuova legge per lo stato del Vaticano non stabilisca nemmeno la vera tolleranza zero per i crimini sessuali su minori. La tolleranza zero è semplice e chiara. Chiunque sia stato dichiarato colpevole di aver violentato o sessualmente aggredito un bambino, indipendentemente da quando si è verificato il crimine, viene immediatamente rimosso dal ministero e dal sacerdozio. Ad esempio, questa è la legge della chiesa negli Stati Uniti. La “versione” di Papa Francesco della tolleranza zero non si avvicina nemmeno al raggiungimento di questo standard. Se i vescovi di tutto il mondo seguissero il modello presentato oggi da Papa Francesco, la stragrande maggioranza dei criminali sessuali di minorenni rimarrebbero nel ministero, non dovrebbero essere denunciati alle autorità civili e resterebbero non identificati al pubblico.

    Perché? Perché la nuova legge per lo stato del Vaticano non elimina la legge sulle limitazioni dei diritti dei minori in materia di diritto canonico. Anche se si estende lo statuto fino a quando la vittima raggiunge l’età di 38 anni, consente alla stragrande maggioranza di religiosi credibilmente accusati che hanno violentato o aggredito i bambini di rimanere nel ministero. Come ben sanno i funzionari ecclesiastici, la maggior parte di questi crimini non viene denunciata fino a quando la vittima non è in età adulta, con studi che dimostrano che l’età media delle vittime che si sono fatte avanti ha superato i 38 anni.

    Le leggi che Francesco sta attuando per lo stato del Vaticano non sono, in effetti, tolleranza zero e rappresentano un modello che permetterebbe a decine di preti, con storie conosciute, di abusare di bambini di rimanere nel ministero, trasferiti a nuovi incarichi e non punire o ritenere responsabili vescovi che coprono per loro.

    Altrettanto stupefacente, quando sembra che un sacerdote sia credibilmente accusato di aver stuprato un bambino, gli è permesso di rimanere nel ministero e non identificato al pubblico fino al completamento del processo giudiziario vaticano, un meccanismo complicato e confusionario sconosciuto per velocità, trasparenza, responsabilità e imparzialità.

    Inoltre, anche quando è dichiarato colpevole di aver commesso un crimine contro un bambino, i suoi colleghi possono “riabilitarlo” e rimetterlo nel ministero. Questa non è tolleranza zero.

    E anche quando si scopre che funzionari pubblici vaticani hanno coperto casi di violenze su bambini non riferendoli, essi non vengono rimossi dalle loro posizioni di autorità, ma ricevono solo una multa monetaria. Questa non è la tolleranza zero per coprire i crimini sessuali su minori e i vescovi di tutto il mondo lo sanno.

    Se sei un vescovo o un cardinale in tutto il mondo, che sta coprendo i crimini sessuali su minori, il modello che Papa Francesco presenta non è che tu sia rimosso dalla tua posizione di autorità nel sacerdozio, ma ti viene data una multa nominale.

    Alla fine del vertice papale di febbraio, Papa Francesco ha drammaticamente dichiarato una “guerra” globale agli abusi nella chiesa. Oggi ha presentato il “modello” per come vincere questa guerra e ha dichiarato la vittoria nella sua prima battaglia all’interno dello Stato del Vaticano, il territorio per il quale ha un’autorità completa e incontrastata. Anche se questa piccola battaglia coinvolge solo poche centinaia di persone e praticamente nessun bambino che vive lì, la Città del Vaticano dovrebbe essere un santuario per la giustizia e lo stato di diritto. Purtroppo, questo non è chiaramente il caso.

    Il decreto Motu Proprio di Papa Francesco oggi è nel migliore dei casi confuso, incoerente e spesso vago. La tolleranza zero non lo è e i vescovi di tutto il mondo lo sanno.

    Peter Isely, (portavoce degli Stati Uniti / membro fondatore della ECA)

  • legge su protezione dei minori in Vaticano, “multa per chi non denuncia”, prescrizione del reato è di vent’anni

    legge su protezione dei minori in Vaticano, “multa per chi non denuncia”, prescrizione del reato è di vent’anni

    Una multa, da mille a cinquemila euro: è la sanzione per chi non denuncia reati su minori o persone vulnerabili. “Se il fatto è commesso da un agente ufficiale di polizia giudiziaria, la pena è la reclusione fino a sei mesi”, si legge nella legge N. CCXCVII sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili dello Stato della Città del Vaticano, in vigore per volontà di Papa Francesco dal 1° giugno 2019: “Qualora il procedimento sia a carico di un chierico o di un membro di un Istituto di vita consacrata o di una Società di vita apostolica, il promotore di giustizia, ricevuta la denuncia, ne informa tempestivamente l’Ordinario o il Superiore Maggiore competente per l’adozione delle misure previste dal diritto canonico”. I reati penali sono perseguibili d’ufficio, dispone la legge: il termine di prescrizione è di vent’anni “e decorre, in caso di offesa ad un minore, al compimento del suo diciottesimo anno di età”.

    https://agensir.it/quotidiano/2019/3/29/papa-francesco-legge-su-protezione-dei-minori-in-vaticano-multa-per-chi-non-denuncia-prescrizione-del-reato-e-di-ventanni/

  • Il Papa chiede che vengano denunciati abusi sessuali nella Città del Vaticano

    Il Papa chiede che vengano denunciati abusi sessuali nella Città del Vaticano

    CITTA ‘DEL VATICANO (AP) – Papa Francesco ha emesso venerdì una nuova legislazione sugli abusi sessuali per i funzionari e i diplomatici vaticani che richiede la denuncia immediata delle accuse di abuso ai magistrati del Vaticano, un cambio di politica volto ad essere un modello per la Chiesa cattolica in tutto il mondo.

    La clausola di segnalazione obbligatoria, sebbene di portata limitata, segna la prima volta in cui il Vaticano ha introdotto requisiti di legge per i funzionari cattolici per denunciare accuse di crimini sessuali alla polizia o affrontare multe e possibili periodi di detenzione.

    Francis ha anche emanato linee guida per la tutela dei minori per lo Stato della Città del Vaticano e il suo seminario giovanile, dopo lo scandalo dello sfruttamento sessuale globale esploso lo scorso anno e The Associated Press ha riferito che il quartier generale della Chiesa cattolica non aveva alcuna politica per proteggere i bambini dai preti predatori.

    Mentre le nuove norme riguardano solo lo Stato della Città del Vaticano, le istituzioni affiliate e il corpo diplomatico, erano ancora simbolicamente significative e sono state accolte da un ex seminarista il cui caso ha contribuito a innescare la riforma.

    “La vedo come qualcosa di positivo”, ha detto Kamil Jarzembowski all’AP.

    La legge per la prima volta fornisce una definizione esplicita del Vaticano per “persone vulnerabili” che hanno diritto alle stesse tutele dei minori sotto la legge della chiesa. Il Vaticano ha emendato la sua legge canonica sull’abuso sessuale includendo “adulti vulnerabili” nel 2010, ma non l’ha mai definita.

    Secondo la nuova definizione del Vaticano, una persona vulnerabile è chiunque sia malato o affetto da una deficienza fisica o psichiatrica, non è in grado di esercitare la libertà personale anche in certe occasioni e ha una capacità limitata di comprendere o resistere al crimine.

    La questione se i seminaristi adulti, le sorelle religiose o altri adulti che dipendono emotivamente o finanziariamente dal clero possano essere considerati “persone vulnerabili” è venuta alla ribalta in seguito allo scandalo dell’ex cardinale Theodore McCarrick, un tempo di alto rango Chierico americano accusato di molestare seminaristi e rivelazioni di sacerdoti e vescovi che predano sessualmente suore.

    La nuova legge copre tutto il personale che vive e lavora in Vaticano, la città di 44 ettari (110 acri) nel centro di Roma, così come il vasto corpo diplomatico della Santa Sede.

    Gli stessi ambasciatori vaticani hanno immaginato in alcuni dei più scandalosi casi di abusi sessuali negli ultimi anni, con rappresentanti papali accusati di aver tentato di brancolare, di distribuire la pedopornografia e di abusare sessualmente di minori nelle loro postazioni lontane.

    La legge ora richiede che qualsiasi funzionario pubblico vaticano che impari una accusa di abuso riferisca senza indugio ai pubblici ministeri vaticani. “In caso contrario, può risultare una multa fino a 5.000 euro ($ 5,615) o, nel caso di un Gendarme vaticano, fino a sei mesi di prigione.

    La disposizione di segnalazione obbligatoria è significativa, poiché la Santa Sede per decenni ha giustificato non avere una politica di segnalazione vincolante per la chiesa universale sostenendo che il clero accusato potrebbe essere perseguitato ingiustamente in luoghi in cui i cattolici sono una minoranza minacciata. Dal momento che non è un rischio in Vaticano, ora è legge.

    “Con questo documento il Vaticano vuole mandare un messaggio che prende sul serio questi crimini, vuole perseguirli, evitare la copertura, e anche creare un’atmosfera che impedisca che questi crimini avvengano in primo luogo”, ha detto Ulrich Rhode, un professore di diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

    Molte delle disposizioni della legge rispondono a lamentele di vecchia data su come le vittime sono trattate dalla chiesa, garantendo allo stesso tempo che gli imputati abbiano diritto a una difesa e agli sforzi per ripristinare la loro reputazione se la richiesta non è motivata.

    La legislazione richiede che le vittime siano accolte, ascoltate e fornite di assistenza medica, psicologica e legale, e stabilisce lo statuto delle limitazioni a 20 anni dal diciottesimo compleanno della vittima.

    Devono essere tenuti al corrente delle indagini, un punto significativo dato che le vittime sono di solito tenute all’oscuro sulle indagini canoniche di abusi sessuali a causa del segreto pontificio imposto.

    Le vittime e le loro famiglie devono essere protette da qualsiasi ritorsione, una misura che risponde al problema di lunga data affrontato dalle vittime o dai loro sostenitori, incluso Jarzembowski, che ha riferito di abusi nel seminario giovanile Vaticano solo per essere cacciato l’anno successivo.

    Imitando alcune disposizioni in vigore nella chiesa degli Stati Uniti, la disposizione richiede controlli di base per lo staff del Vaticano e volontari che lavorano con minori e chiede un addestramento ambientale sicuro per tutto il personale vaticano.

    Le linee guida escludono le punizioni corporali per i bambini e richiedono il consenso dei genitori per l’eventuale fotografia dei loro figli.

    In una dichiarazione che accompagna la nuova legge, il direttore editoriale del Vaticano, Andrea Tornielli, ha dichiarato che mentre pochissimi bambini vivono effettivamente nello Stato della Città del Vaticano, Francis ha deciso di fare della legislazione e delle linee guida di accompagnamento un modello.

    L’anno scorso, l’AP ha riferito che la Città del Vaticano non aveva alcuna politica per proteggere i bambini, anche se la Santa Sede richiedeva tali politiche nelle diocesi cattoliche in tutto il mondo e aveva detto all’ONU nel 2013 che tale politica era in atto per lo stato della città.

    L’assenza di una politica chiara divenne evidente dopo le rivelazioni che Jarzembowski, allora seminarista adolescente nel seminario giovanile del Vaticano, aveva accusato nel 2012 uno dei ragazzi più grandi di molestare sessualmente il suo compagno di stanza.

    Niente ne è uscito. La polizia vaticana, che ha giurisdizione sul territorio, non è stata chiamata a indagare. Una serie di vescovi e cardinali ha dichiarato di aver indagato, ma nessuno ha mai intervistato la presunta vittima.

    Venerdì, Jarzembowski ha detto all’AP la legge ha risposto a molte delle lacune in cui è caduto il suo caso, in particolare il suo esplicito riconoscimento che il pre-seminario ricade sotto la giurisdizione del Vaticano.

    “Prima c’era una situazione in cui un gruppo di bambini era lì, nello Stato della Città del Vaticano, ma apparentemente erano in un limbo legale”, ha detto.

    Ha elogiato l’obbligo di segnalazione obbligatoria, sottolineando che in tutti i gruppi di difesa dei sopravvissuti “la prima cosa che fanno è dire che deve esserci l’obbligo di riferire alle autorità pubbliche”.

    https://www.apnews.com/623d479ea7574118891a7c032a7ea201