Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: luciano massaferro

  • Massaferro, prete pedofilo ai lavori socialmente utili

    Massaferro, prete pedofilo ai lavori socialmente utili

    Genova – Quale prete conosciuto aveva approfittato di una ragazzina e ora, condannato, potrebbe lavorare per i bisognosi. Don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio condannato per abusi sessuali nei confronti di una chierichetta a una pena definitiva a 7 anni e 8 mesi potrebbe scontare il residuo pena con lavori socialmente utili.

    Dopo esser stato nelle carceri di Sanremo, Alassio e Spezia e dopo alcuni mesi ospite del convento dellesuore Clarisse di Diano Castello, don Massaferro sarà impiegato nella casa diocesana `Della carita´ di Imperia fino a fine pena.

    La casa diocesana assicura posti letto e pasti caldi ai bisognosi, oltre a distribuire vestiario e viveri.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/01/17/AQI9cAYB-massaferro_socialmente_pedofilo.shtml

  • Don Luciano rimane prete nonostante la condanna per pedofilia

    Don Luciano rimane prete nonostante la condanna per pedofilia

    Il Vaticano ha deciso, sarà il tribunale canonico a giudicare l’ex parroco di

    Don Luciano Massaferro evita la riduzione allo stato laicale, almeno per ora. Le autorità vaticane hanno deciso che il parroco di San Vincenzo e San Giovanni dovrà essere sottoposto a un processo canonico per valutare eventuali sanzioni nei suoi confronti. Il provvedimento è stato firmato da Benedetto XVI negli ultimi giorni del suo pontificato, ma è arrivato a conoscenza della curia albenganese solo la scorsa settimana. A presiedere il collegio giudicante sarà monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova.

    Il ricorso alla giustizia religiosa rappresenta una prima vittoria per il vescovo Mario Olivieri, che si era opposto all’ipotesi di “spretare” don Massaferro senza passare attraverso il giudizio canonico. Questo provvedimento è previsto per i crimini più gravi, quando il Vaticano si allinea alle sentenze dei tribunali penali italiani perché le considera esaustive e corrette. In questo caso, evidentemente, i vertici cattolici hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento rispetto alle verifiche compiute dai magistrati del tribunale di Savona, della corte d’Appello di Genova e della Corte di Cassazione a Roma.

    Lo scorso luglio, l’ultimo grado del sistema giudiziario italiano ha confermato la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per il sacerdote alassino. Don Massaferro è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale ai danni di una chierichetta undicenne nell’estate del 2009. In base al verdetto, il prete ha abusato della bambina (ora quindicenne) in tre distinte occasioni. A pesare sull’esito del processo sono stati anche i tentativi di bloccare la segnalazione della vicenda alle forze dell’ordine, effettuati nell’autunno del 2009 sia dall’imputato sia da un’amica, attraverso conversazioni con la piccola e i suoi familiari.

    Purtroppo per il parroco, però, la denuncia era già stata inoltrata agli investigatori dai medici che avevano visitato la bimba dopo i primi segnali di insofferenza psicologica. Le indagini della polizia hanno confermato la tesi accusatoria e la vittima ha ribadito la versione iniziale durante l’incidente probatorio.

    Nei mesi scorsi, gli avvocati del pedofilo hanno presentato ricorso alla corte europea di Strasburgo, sostenendo che il parroco è stato vittima di un caso di malagiustizia. Se il tribunale internazionale per i diritti dell’uomo accogliesse l’istanza del religioso, si aprirebbe la strada per la ripetizione del processo penale.

    Nel frattempo si svolgerà a Genova il procedimento canonico per decidere se allontanare o meno don Massaferro dall’attività religiosa. Come nelle aule giudiziarie di Savona, Genova e Roma, la difesa dell’imputato punterà sull’assenza di elementi probatori oltre alla testimonianza della bambina, considerata inattendibile dai legali del sacerdote.

  • Alassio, ex parroco ricorre all’UE contro condanna per molestie

    Alassio, ex parroco ricorre all’UE contro condanna per molestie

    06 febbraio 2013

    Savona – Don Lù, ex parroco di Alassio finito in carcere per molestie su una minorenne, bussa alle porte di Strasburgo. Don Luciano Massaferro, tramite i suoi legali, ha presentato ui ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo per ottenere un processo equo nei suoi confronti.
    Il prelato è stato condannato in tutti e tre i gradi di giudizio a sette anni e otto mesi di reclusione per aver molestato sessualmente una ex chierichetta che frequentava la parrocchia di San Vincenzo, nella Baia del Sole, in diversi periodi del 2009.

    Lo ha presentato il collegio difensivo del sacerdote. “Ora – spiega uno dei suoi legali – ci vorranno da nove mesi ad un anno prima che la corte possa pronunciarsi in merito. Chiiederanno sicuramente tutti gli incartamenti legati ai tre gradi di giudizio nei confronti del mio cliente e sentiranno probabilmente anche alcune parti nel procedimento”.

    “L’affermazione della responsabilità penale dell’imputato è stata fondata soltanto sulle dichiarazioni di un soggetto minorenne, ascoltato nel corso di un’unica audizione avvenuta in sede di incidente probatorio in data 29.1.2010”, scrivono i due avvocati nel ricorso. “Tutti gli altri testimoni, tra cui decine di coetanei della minore in questione, pur sollecitati dagli investigatori ad accusare l’indagato, hanno non soltanto escluso di essere stati vittima di attenzioni particolari da parte di Luciano Massaferro, ma hanno ampiamente descritto l’attitudine menzognera della minore e la sua frequente propalazione di bugie. Inoltre-secondo i difensori del prete-Non è stato mai possibile all’indagato e ai suoi difensori interrogare il testimone d’accusa”.

    Attualmente il sacerdote è rinchiuso nel carcere della Spezia da dove continua a mantenere la sua abituale corrispondenza zon i “fedelissimi” di Alassio. L’ultima lettera scritta dal prete (riportata anche sul sito donluciano.org) è datata 18 gennaio 2013.

    Don Massaferro venne arrestato il 29 dicembre di due anni fa dalla polizia dopo le denunce presentate dalla madre della figlia all’epoca dodicenne che sarebbe stata molestata tre volte dal prete che la seguiva in parrocchia.

  • Condanna per abusi su una chirichetta: Don Luciano pensa al ricorso alla Corte di Strasburgo

    Condanna per abusi su una chirichetta: Don Luciano pensa al ricorso alla Corte di Strasburgo

    Venerdì 14 settembre 2012
    Alassio. Un ricorso alla Corte Europea di Strasburgo. E’ quello a cui sta pensando Don Luciano Massaferro, il sacerdote alassino attualmente in carcere dopo la condanna in terzo grado per l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una sua parrocchiana undicenne. A far intendere che quella del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo è un’ipotesi allo studio è lo stesso parroco attraverso una delle lettere scritte ai suoi fedeli.
    Nelle tre pagine della lettera numero 33, scritta dal carcere di La Spezia il 20 agosto scorso, Don Luciano afferma: “In attesa del pronunciamento europeo sulla mia vicenda[…]“. Parole che lasciano spazio a pochi dubbi sulle intenzioni del parroco alassino che, dopo essersi visto respingere ben due ricorsi, dalla Corte d’Appello di Genova prima, dalla Cassazione poi, adesso sembra deciso a presentare un nuovo ricorso.

    14.09.2012
    Su questa possibilità però uno dei difensori di Don Luciano, l’avvocato Alessandro Chirivì, non si sbilancia: “Posso confermare che è un’ipotesi allo studio e che ne abbiamo parlato. Al momento però non c’è ancora nulla di ufficiale. Anche perché prima di procedere con un eventuale ricorso alla Corte di Strasburgo occorre aspettare di leggere le motivazioni della Cassazione”. Una sentenza, quella del terzo grado, che è attesa per la fine del mese di settembre e l’inizio di ottobre. Prima di quel momento quindi l’idea di un appello al tribunale che tutela i diritti dell’uomo non può che restare astratta.
    “Lette le motivazioni bisognerà vedere se c’è il margine per presentare un nuovo ricorso” puntualizza l’avvocato Chirivì. Se il caso del sacerdote alassino arrivasse a Strasburgo i tempi del nuovo processo non sarebbero brevissimi: si parla di almeno sei-sette mesi prima che possa essere analizzato dalla Corte. Tempistiche che, anche in caso di un pronunciamento favorevole, non servirebbero a Don Lu per diminuire il suo periodo di detenzione in carcere. Salvo sorprese infatti il parroco avrà la possibilità di lasciare la cella, grazie all’affidamento in prova, già ad agosto prossimo.
    Se deciderà di rivolgersi alla Corte di Strasburgo quindi è probabile che Don Luciano lo faccia principalmente con l’intenzione di dimostrare la sua innocenza. Fin dal principio infatti il parroco ha respinto tutte le accuse che gli venivano contestate dalla Procura. Anche nella sua ultima lettera, in diversi passaggi, il sacerdote ribadisce questo concetto definendo il suo caso una “incomprensibile vicenda giudiziaria” e affermando che “ormai, come si suol dire, anche le pietre hanno recepito la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono addebitati”. “Come si può – si legge in un altro passaggio – condannare un cittadino, estromettendolo totalmente dal confronto con l’accusa, obbligandolo ad accettare un verdetto scritto ben prima che inizi il processo in aula?”.

  • La Cassazione conferma la condanna per don Luciano

    La Cassazione conferma la condanna per don Luciano

    20.07.2012 –
    Per i giudici il prete ha molestato la sua chierichetta di 11 anni
    angelo fresia

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato nel dicembre 2009 con l’accusa di avere molestato sessualmente una chierichetta di undici anni.

    Il verdetto della suprema corte é stato annunciato dai giudici poco prima delle 15. Il prete alassino ha atteso la sentenza nella sua casa alassina, dove è rinchiuso agli arresti domiciliari. A nulla è valso neppure l’intervento in extremis in suo aiuto dell’avvocato Franco Coppi, difensore in passato di Giulio Andreotti. Appena la condanna diventerà esecutiva, il sacerdote sarà trasferito in carcere.

  • la difesa di don Massaferro affidata all’avvocato che difese Giulio Andreotti.

    la difesa di don Massaferro affidata all’avvocato che difese Giulio Andreotti.

     

    E’ prevista per venerdì la decisione della sezione penale della Cassazione sul ricorso presentato dai legali di Don Luciano Massaferro, imputato già condannato in primo grado per molestie ed abusi su una adolescente di 12 anni, il quale avrebbe affidato la sua difesa nientemeno che all’avvocato Franco Coppi.
    Coppi fu il legale di Andreotti nei processi per mafia.
    Mi sorgono spontanee alcune domande: chi pagherà la parcella di questo avvocato? E se sarà la diocesi a pagare, da dove arriveranno questi soldi?
    Questa è purtroppo un’umiliazione per le vittime di preti pedofili, che oltre ad aver subito gli abusi vengono emarginate dalla società, soprattutto da quella cattolica che invece di dimostrare quell’amore e quel pentimento che tanto predica, troppo spesso invece le perseguita per aver denunciato. Pochissimi i casi in cui le vittime vengono risarcite o sostenute nelle terapie, mentre molti, troppi i casi dove il carnefice invece viene sostenuto anche economicamente.

    Deve essere ben disperata la diocesi per doversi affidare a un legale di questo calibro!

    http://www.savonanews.it/2012/07/20/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/zanardi-la-difesa-di-don-massaferro-affidata-allavvocato-che-difese-giulio-andreotti.html

  • Don Luciano si prepara al processo ecclesiastico: inizierà dopo il pronunciamento della Cassazione

    Don Luciano si prepara al processo ecclesiastico: inizierà dopo il pronunciamento della Cassazione

    Alassio. Il silenzio “epistolare” di don Luciano Massaferro è durato 28 giorni. Giusto il tempo per riordinare le idee e prepararsi al futuro processo ecclesiastico nei confronti del quale il parroco alassino pare avere grandi aspettative.

    “In questi giorni sono stato molto occupato nel redigere i preparativi per il processo ecclesiastico che da tempo invoco accoratamente – scrive il sacerdote ai domiciliari con l’accusa di aver abusato di una ragazzina, sua parrocchiana – Esso inizierà, presumo, dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione e vedrà una prima fase istruttoria svolta in Diocesi per poi approdare a Roma al Dicastero della Congregazione per la Dottrina e la Fede. Finalmente ci sarà qualcuno demandato a prendere in mano le carte relative alla mia assurda vicenda giudiziaria per leggerle attentamente ed esprimersi in merito”.
    Un’”assurda vicenda”, come la definisce don Luciano, che lo vede condannato a a sette anni e otto mesi di reclusione per abusi sessuali su una minore e per la quale il parroco si è sempre proclamato innocente. Ad oggi, sono ventotto le missive inviate ai propri “fedelissimi” che, in Rete, hanno costituito un gruppo in sua difesa, pubblicando anche le carte di un processo che ritengono frettoloso e ingiusto.
    “E’ molto importante per me, e dovrebbe esserlo per ogni cittadino, che le carte processuali vengano lette in quanto è da esse che dipende la condanna o l’assoluzione di una persona (in una situazione normale) e non certo solo da percezioni, idee personali, pre-concetti, teorie psicologiche o quant’altro di esterno all’analisi del dato reale e concreto” sostiene don Luciano che, in passato, ha definito la sua vicenda un “accanimento terapeutico giudiziario”.
    In attesa del terzo grado di Giudizio della giustizia ordinaria il sacerdote alassino si prepara quindi ad affrontare il giudizio ecclesiatico. Chissà se questo “tribunale”, dopo aver analizzato il caso, arriverà ad una conclusione diversa da quella che ora costringe il prete ai domiciliari.
    Redazione
    Fonte IVG.IT
  • Il blog di Don Lu al vaglio della Procura: si valutano possibili violazioni sulla minore

    Il blog di Don Lu al vaglio della Procura: si valutano possibili violazioni sulla minore

    Articolo n° 208054 del 22/12/2011 – 18:54

    Il blog di Don Lu al vaglio della Procura: si valutano possibili violazioni sulla minore

    Savona. Per ora nessun provvedimento ufficiale, tuttavia la Procura della Repubblica di Savona sta valutando i contenuti del blog di don Luciano Massaferro, l’ex parroco di San Vincenzo Ferreri e San Giovanni di Alassio condannato per molestie su una chierichetta dodicenne.

    www.donluciano.org è il nuovo spazio web gestito e curato dal Comitato a sostegno di don Luciano Massaferro che parla della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il prete alassino.

    Pur ravvisando la correttezza nella pubblicazione degli atti giudiziari contenuti nel blog, stando a quanto riferito la Procura savonese sta leggendo nel dettaglio tutti gli elementi inseriti per valutare possibili violazioni nel diritto del minore parte in causa nel procedimento giudiziario. Tra le carte che verranno inserite, come annunciato, ci sarà la stessa sentenza d’appello con relative motivazioni.

    www.ivg.it/2011/12/il-blog-di-don-l…i-sulla-minore/

  • Alassio, condanna Don Lu: il sacerdote apre un blog e affida al web la documentazione

    Alassio, condanna Don Lu: il sacerdote apre un blog e affida al web la documentazione

    Articolo n° 207784 del 19/12/2011 – 15:09

    Alassio, condanna Don Lu: il sacerdote apre un blog e affida al web la documentazione

    Alassio. Don Luciano Massaferro, l’ex parroco di San Vincenzo Ferreri e San Giovanni di Alassio condannato per molestie su una chierichetta dodicenne, apre un blog. Dopo la sentenza della corte d’appello che ha confermato la pena di primo grado a 7 anni e 8 mesi di reclusione, il sacerdote cerca di tenere aperto il canale con amici ed ex parrocchiani innocentisti attraverso il web.

    Il sito www.donluciano.org sarà attivo da mercoledì prossimo, 21 dicembre, e secondo quanto si apprende dalle parole dello stesso Don Lu ospiterà “il materiale inerente la mia vicenda giudiziaria, compresi gli atti conclusivi del processo. Ovviamente altro materiale sarà aggiunto nel corso del tempo”.

    Il sacerdote chiede inoltre agli amici, se lo riterranno opportuno, “di far girare il più possibile l’indirizzo di questo sito in modo da favorire un’informazione obiettiva. Nel sito si toverà anche un breve resoconto della mia vicenda da stampare e far arrivare a chi abitualmente non usa Internet”.

    La versione di questa sintesi stampabile sarà anche in versione inglese, tedesco, francese, spagnolo e altre lingue.

    La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 17 febbraio: non solo la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione ma anche l’interdizione perpetua dall’esercizio dei pubblici servizi e dei servizi a fini educativi, mentre per la vittima era stato disposto un risarcimento di 180 mila euro (oltre a 10 mila euro per la madre della piccola).

    All’epoca il sacerdote era stato rinchiuso dapprima nel carcere di Valle Armea a Sanremo, per poi ottenere prima il trasferimento nel convento di suore di clausura a Diano Castello e fare infine ritorno nella “sua” Alassio, nell’alloggio dietro alla canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri.

    Lo scorso 18 novembre la corte d’appello di Genova ha confermato pienamente la pronuncia di primo grado.

    http://www.ivg.it/2011/12/alassio-condanna…documentazione/

  • Don Luciano Massaferro confermata la condanna

    Don Luciano Massaferro confermata la condanna

    I 7 anni e 8 mesi di reclusione inflitti in primo grado dal Tribunale di Savona sono stati confermati dalla Corte d’Appello di Genova: don Luciano Massaferro, 46 anni, parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio, è stato condannato per molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni

    di LUCIA MARCHIO’

    Don Luciano Massaferro condannato anche in appello. Il pg Lorenzo Ferretti aveva chiesto la conferma della pena di primo grado per il parroco di Alassio, condannato dal tribunale di Savona a 7 anni e 8 mesi con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni. E cosi è stato. Alla lettura della sentenza – decretata dopo sei ore di camera di consiglio poiché la Corte presieduta da Giorgio Odero non ha ritenuto necessari ullteriori supplementi di istruttoria – i parrocchiani amici di “Don Lu” giunti dal ponente savonese nell’Aula della Corte d’Appello del Tribunale di Genova per assistere al verdetto e supportare il prete hanno urlato frasi concitate: “Vergogna, vergogna: questa la giustizia italiana!”, mentre un’altra fedele, in lacrime, ha aggiunto: “Non se lo merita, sono esterrefatta per una sentenza del genere”. Don Massaferro, attualmente agli arresti domiciliari nell’alloggio della canonica della parrocchia alassina di San Vincenzo Ferreri, non era presente al processo. Arrestato il 29 dicembre del 2009 e rinchiuso nel carcere di Valle Armea a Sanremo, aveva poi ottenuto il trasferimento nel convento di suore di clausura a Diano Castello e conseguentemente gli arresti domiciliari. Almeno tre gli episodi di molestie sessuali che gli vennero attribuiti ai tempi verso la ragazzina. Il ricorso al secondo grado di giudizio era stato richiesto dagli avvocati difensori di Don Luciano, Alessandro Chirivì e Mauro Ronco di Torino, i quali avevano depositato un documento di 174 pagine con la ricostruzione

    della vicenda sostenendo la non attendibilità della chierichetta, rappresentata in giudizio dall’avvocato di parte civile Mauro Vannucci. La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 17 febbraio; oltre alla condanna a sette anni e otto mesi di reclusione al religioso era anche stata inflitta l’interdizione perpetua dall’esercizio dei pubblici servizi e dei servizi a fini educativi, nonché disposto un risarcimento alla vittima di 180 mila euro.
    “La Corte d’Appello non ha potuto fare altro che confermare la sentenza di primo grado, dopo aver analizzato tutti i riscontri emersi nel processo precedente che si era svolto a porte chiuse e che portavano alla colpevolezza dell’imputato”, ha sottolineato l’avvocato Vannucci, che assiste la minore e la mamma di questa. Dal canto loro, i difensori del parroco hanno ribadito di non condividere la sentenza d’appello: “Siamo certi e sicuri dell’estraneità di don Luciano, adesso faremo ricorso in Cassazione per acclarare la verità dei fatti”.

    (18 novembre 2011)

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/11/18/news/don_luciano_massaferro_confermata_la_condanna-25242384/