Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: luciano massaferro

  • «Don Lu e lei, in moto, a benedir case»

    «Don Lu e lei, in moto, a benedir case»

    A maggio dell’anno scorso, quando ci furono le presunte violenze, erano andati insieme in scooter a benedire le case dei parrocchiani sulle alture di Alassio, in frazione Moglio. Don Luciano Massaferro -accusato di violenza sessuale, in carcere da più di sei mesi- e la sua chierichetta dodicenne presunta vittima, erano insieme, solo loro due. Ma sarebbero stati visti.

    «È falso, lei non c’era, e lo dimostreremo, era un’altra bambina», la tesi degli avvocati difensori.

    Ieri mattina in Tribunale al processo per violenza sessuale sono state ascoltate come testimoni non soltanto due donne, che avevano ricevuto la visita del sacerdote, ma anche quattro coetanee della presunta vittima. Le amichette del catechismo, della parrocchia, dei campi solari. Maglietta e coda di cavallo. Ragazzine dodicenni depositarie delle confidenze e dei racconti sulle violenze riferite. Hanno parlato per mezz’ora ciascuna. E poi invece dopo di loro, ma soltanto per pochi minuti, alcune residenti della frazione L.D.M. e G.S. e un altro prete, G.C., di Vigevano, a cui don Massaferro avrebbe promesso di regalare il pc, poi ritrovato dalla polizia. Accompagnate dai loro familiari ieri mattina le quattro ragazzine sono state riprese e ascoltate dai giudici in un’audizione protetta, in una saletta appartata del tribunale. Dove di solito si tiene la camera di consiglio, al secondo piano. La stanza in cui si trovavano, era collegata tramite video con l’aula in cui c’era il pubblico ministero e gli avvocati. Un’aula con finestre e porte sigillate da cartoni per celare all’esterno le immagini proiettate in diretta, e dove i microfoni, i banchi e le gabbie avrebbero potuto turbare il loro equilibrio. Il capo d’imputazione è infatti «atti sessuali con minorenne» (articolo 609 del codice penale). La pena va dai 5 ai 10 anni di reclusione. Le quattro ragazzine hanno ripetuto gli abusi riferiti dalla chierichetta. «Giochi» a cui era costretta sullo scooter, in biblioteca, nel capanno di campagna. Le domande del pm Giovanni Battista Ferro, e degli avvocati Alessandro Chirivì e Mauro Ronco (Massaferro) e Mauro Vannucci (parte civile), sono state filtrate e poste con estrema delicatezza dal presidente del collegio giudicante Giovanni Zerilli (a latere i giudici Marco Rossi e Laura De Dominicis).

    «Racconti riferiti, ma basati su fantasie e lo dimostreremo in base alle nostre indagini difensive» è la convinzione dei legali del sacerdote che ieri non era in aula, scegliendo di rimanere in carcere a Sanremo.

    «Con noi don Lu non si comportava così» hanno spiegato le piccole ai giudici.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/07/02/AMZL7spD-benedir_moto_case.shtml

  • Savona: don Lu presto chiamato a deporre in aula

    Savona: don Lu presto chiamato a deporre in aula

    Sarà chiamato a deporre in aula don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio da cinque mesi in carcere con l’accusa di aver molestato una sua chierichetta di 12 anni. Ma non è ancora dato sapere quando verrà convocato a palazzo di giustizia dove oggi si è svolta, a porte chiuse, la seconda udienza (si è conclusa pochi minuti fa ndr) con la sfilata dei primi dieci testimoni: il nonno, la zia e il suo findanzato, poi cinque tra agenti e funzionari di polizia, quindi due psicologi, il primario del Gaslini Enzo Casari e la collega Giovanna Cenci. Se il sacerdote si presentera’ in aula dipenderà dall’evolversi dell’istruttoria dibattimentale. Oggi invece si è assistito ad un lungo interrogatorio per il nonno e la zia della dodicenne che ancora oggi cercano di alleviare le sofferenze della nipote. Non e’ stata ascoltata invece la madre, ma sono stati ascoltati gli inquirenti che hanno spiegato come si è dipanata l’indagine prima del clamoroso arresto di dicembre. Tutto era iniziato dalla segnalazione degli specialisti del Gaslini che avevano sentito la bambina. Secondo l’avvocato del sacerdote, Alessandro Chirivì: “Non sono emerse novità rispetto a quegli elementi di cui eravamo a conoscenza. Tutti i testi non sono stati ascoltati in ordine cronologico rispetto agli eventi”.

    Lunedì 31 Maggio 2010 ore 14:09

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=77485

    Don Lu chiamato a deporre
    31 maggio 2010

    Sarà chiamato a deporre in aula don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio da cinque mesi in carcere con l’accusa di aver molestato una sua chierichetta di 12 anni. La data è ancora da definirsi. Oggi a palazzo di giustizia si è svolta a porte chiuse la seconda udienza con la deposizione dei primi dieci testimoni: il nonno della ragazzina, la zia e il suo fidanzato, poi cinque tra agenti e funzionari di polizia, quindi due psicologi, il primario del Gaslini Enzo Casari e la collega Giovanna Cenci. Se il sacerdote si presenterà in aula dipenderà dall’evolversi dell’istruttoria dibattimentale.

    Oggi, invece, si è assistito ad un lungo interrogatorio per il nonno e la zia della dodicenne. Non è stata ascoltata invece la madre, ma sono stati sentiti gli inquirenti che hanno spiegato come si è dipanata l’indagine prima del clamoroso arresto di dicembre. Tutto era iniziato dalla segnalazione degli specialisti del Gaslini che avevano sentito la bambina. Secondo il legale del sacerdote, avv. Alessandro Chirivì, «non sono emerse novità rispetto a quegli elementi di cui eravamo a conoscenza. Tutti i testi non sono stati ascoltati in ordine cronologico rispetto agli eventi».

    31 maggio 2010 delle ore 15:22

    Processo “Don Lu”, secondo la parte civile “la struttura accusatoria è solida”

    Savona. Erano da poco passate le 14 quando anche l’ultimo dei testimoni chiamati a testimoniare nel processo che vede imputato Don Luciano Massaferro ha lasciato l’aula numero 4 del secondo piano del Palazzo di Giustizia di Savona. Di lì a pochi minuti è quindi calato il sipario anche sulla seconda udienza del processo al sacerdote alassino e i giudici del collegio, il sostituto procuratore Alessandra Coccoli e gli avvocati, sia della parte civile che dell’accusa, hanno abbandonato l’aula.

    “Oggi abbiamo gettato le basi per il processo e, a mio parere, la struttura accusatoria è abbastanza solida”. E’ questo il primo commento, a “caldo”, rilasciato dall’avvocato Mauro Vannucci che tutela gli interessi della piccola e della sua famiglia. “Questa mattina abbiamo sentito gli operatori della polizia giudiziaria, la famiglia della piccola, la dottoressa Lenci (psicologa del Gaslini), e il dottor Casari (primario di psicologia del nosocomio genovese), ovvero i soggetti dai quali è nata la notizia di reato, sia direttamente che indirettamente” ha aggiunto il legale della parte civile.

    “Posso dire che l’impianto è solido perché sono state confermate le risultanze delle indagini preliminari, le stesse che erano emerse anche nel corso dell’incidente probatorio” ha proseguito Vannucci che sulle deposizioni dei parenti della piccola ha commentato: “Potete immaginare per una persona che entra per la prima volta in tribunale quale possa essere la situazione psicologica. Il nonno e la zia sono due persone che hanno sempre svolto un ruolo preminente nell’ambito della famiglia e quindi hanno dovuto spiegare anche i minimi particolari e le sfumature che possono sembrare irrilevanti ma che il collegio ha voluto far emergere proprio al fine di accertare la verità”.

    “La bambina sta meglio anche perché piano piano sta uscendo fuori dalla vicenda del processo. Questo favorisce la piccola a riprendere lentamente i suoi rapporti sociali” ha spiegato l’avvocato Vannucci che alla domanda sulla futura presenza in aula dell’imputato ha risposto: “Don Luciano dovrà comparire perché la difesa ha chiesto il suo interrogatorio, adesso non si può dire ancora quando ma certamente verrà sentito”.

    Più cauto l’avvocato Mauro Ronco che con il collega Alessandro Chirivì difende Don Luciano: “Ciascuno fa le sue valutazioni, non si può adesso fare la cosa contraria perché sembrerebbe proprio il gioco della parti. Direi che mass-mediaticamente sarebbe conveniente dire questo ma dal punto di vista della mia serietà professionale penso che sia opportuno non fare nessun commento. Si tratterà di vedere nello sviluppo del processo come vanno le cose e quali sono i buchi neri nell’impianto accusatorio”.

    “I familiari della bambina hanno ricordato quello che la piccola ha detto loro e quindi è stato piuttosto laborioso, tenendo presente che si tratta del nucleo dell’accusa. Non mi pare ci sia però nulla di nuovo” ha aggiunto Ronco che sulla presenza dei giornalisti ha detto: “Preferirei che non ci fossero le telecamere a seguire questo processo sia per il sacerdote, che ha un grande bisogno di essere sereno e tranquillo, e lo sta dimostrando nella sua vita carceraria, ma anche per la bambina”.

    “In definitiva tutta questa pubblicità finisce per gravare sulla bimba e ad aumentare le aspettative di accusa da un lato. Perché come si fa poi ad assolvere quando una bambina è stata messa in gioco così pesantemente? Credo che effettivamente meriti di essere protetta in modo migliore. Quindi da due punti di vista vorrei che non ci fosse così tanta attenzione dei media. Ormai Don Luciano è stato messo in croce e quindi lui offre questo sacrificio a Dio, accettando questa ingiustizia. Ma tutta questa attenzione dilatata davvero mi spiace per la bambina. Più si diffonde questa notizia più la bimba viene messa in gioco e poi perché, lo ribadisco, più si coltiva la tendenza pubblica a dire ‘condanniamo’ e più si danneggia il nostro assistito” conlcude l’avvocato del sacerdote alassino.

    Prossimo passaggio del processo il 14 giugno quando, nell’aula savonese, saranno sentiti altri quindici testimoni chiamati dall’accusa

    www.ivg.it/2010/05/31/processo-don-…toria-e-solida/

     

  • Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Dopo la fiaccolata per don Luciano Massaferro è pronta ora la controfiaccolata che potrebbe essere organizzata addirittura per domani sera sempre ad Alassio. Ad organizzarla potrebbe essere il neonato gruppo su Fb “Dalla parte delle bambine di Alassio”, che chiede appunto la tutela della bambina, vittima dei presunti abusi da parte del sacerdote.

    r.c.

    Giovedì 29 Aprile 2010 ore 10:09

  • La fiaccolata del vice vescovo per il parroco presunto pedofilo

    La fiaccolata del vice vescovo per il parroco presunto pedofilo

    Alla veglia di preghiera per don Luciano Massaferro in carcere erano un migliaio. Tra loro anche monsignor Giorgio Brancaleoni, vescovo vicario di Albenga e parroco reggente nella parrocchia di “don Lu”. “E’ un bravo sacerdote.

    Non voglio interferire con il giudizio dei magistrati, ma ho l’intima convinzione che questo sacerdote sia innocente”
    di WANDA VALLI

    La fiaccolata del vice vescovo per il parroco presunto pedofilo Don Luciano Massaferro

    L’altra sera era alla testa del corteo, la fiaccolata di preghiera voluta dai parrocchiani di Alassio che credono nell’innocenza di don Luciano Massaferro, il sacerdote in carcere, con l’accusa di pedofilia. Per aver molestato, violato, una ragazzina, una bimba. Adesso monsignor Giorgio Brancaleoni, vescovo vicario di Albenga e parroco reggente nella parrocchia di don Luciano, racconta a Repubblica, il perché di quel gesto pubblico.

    E spiega che la fiaccolata l’ha autorizzata e organizzata lui, convinto com’è che don Luciano sia innocente. Se la magistratura dimostrasse il contrario? Monsignor Brancaleoni sarebbe il primo a inginocchiarsi chiedendo il perdono della vittima. Ma oggi è più forte la convinzione che un “bravo sacerdote” sia in galera ingiustamente. Anche se a accusarlo è una bimba. A cui i magistrati credono.

    Monsignor Giorgio Brancaleoni, don Luciano è in carcere con accuse pesanti. Perché ha partecipato a quella manifestazione?
    “Intanto non era una manifestazione, ma una veglia di preghiera e l’ho organizzata io, su richiesta dei fedeli”.

    Il Papa ha pianto di fronte alle vittime di soprusi, lei organizza una veglia per un sacerdote sospettato di pedofilia. Al di là della presunzione di innocenza, perché l’ha fatto?
    “Per pregare per don Luciano, perché i suoi parrocchiani vogliono stargli vicino e per il bene della nostra diocesi”.

    Il magistrato che indaga ha sottolineato di avere usato tutte le precauzioni, prima di arrivare a un’accusa così difficile. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di libertà. Tutto ciò non mette in dubbio le sue certezze?
    “No, per nulla, ho l’intima convinzione che questo sacerdote sia innocente”.

    Una bimba lo accusa. Non ha pensato a lei?
    “Io non so, non ho fatto gli interrogatori, so soltanto che la bimba non la mettiamo da parte, abbiamo pregato anche per lei, frequenta la scuola diocesana. All’inizio della veglia di preghiera, ho precisato che non voglio interferire con il giudizio dei magistrati”.

    Lei dice: don Luciano è innocente. Da dove nasce la sua convinzione?
    “L’insieme della sua vita da sacerdote me lo fa pensare. Chi è malato di pedofilia, dicono, non commette reato una sola volta, don Luciano ha vissuto in mezzo ai giovani, senza che mai venisse fuori qualcosa del genere, qualcosa di brutto”.

    Don Luciano vi ha ringraziato dal carcere, che messaggio volevate mandargli con la fiaccolata?
    “Fargli sentire che non l’abbiamo abbandonato, noi sappiamo che è stato un bravo prete”.

    Monsignor Gariboldi, e se, alla fine, la giustizia umana avesse le prove che don Luciano è colpevole, che farebbe?
    “Ci inginocchieremmo a chiedere il perdono della vittima”.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/04/28/news/fiaccolata-3674916/

  • Alassio: centinaia di “fiammelle” per don Luciano Massaferro

    Alassio: centinaia di “fiammelle” per don Luciano Massaferro

    Alassio. Hanno certezze che nemmeno le indagini della magistratura sembrano aver scalfito. Si attaccano alle fiammelle fioche delle candele che tengono in mano, come se queste potessero far luce su una vicenda in gran parte ancora “oscura”. Sono i parrocchiani e amici di don Luciano Massaferro, che sfilano per le vie alassine per testimoniare la propria vicinanza a quel sacerdote che, per loro, è uno di famiglia.

    “Non siamo qui nè per fare accuse, nè per fare notizia – esordisce monsignor Giorgio Brancaleoni, vicario della Diocesi e attuale reggente della parrocchia affidata a “don Lu” – ma solo per pregare per un nostro fratello in difficoltà. Vogliamo solo la verità”. Parole a cui fanno seguito quelle scritte su un telegramma dal prete alassino chiuso in carcere con la pesante accusa di pedofilia, il quale ha voluto essere idealmente vicino ai suoi parrocchiani: “Sono con voi – ha scritto nero su bianco don Luciano – pregherò insieme a tutti voi nel corso di questa serata”. Una sorta di ringraziamento per chi, nel mare di dubbi sollevato dalle indagini, crede ciecamente nella sua innocenza.

    Sono quasi 500 i partecipanti alla fiaccolata partita alle 21,30 dalla chiesa di Sant’Ambrogio ad Alassio e intitolata “Canta e cammina, preghiamo insieme per don Luciano, i sacerdoti e la comunità”. Sul sagrato della chiesa di Sant’Ambrogio ci sono auto e pullman con a bordo fedeli che non hanno voluto mancare all’appuntamento di questa sera. A tutti è stato consegnato un libretto su cui è scritto: “Questa sera desideriamo camminare e cantare insieme e per essere vicini a don Luciano e a tutti i sacerdoti che sono nel bisogno. Desideriamo che le nostre voci entrino nel cuore Dio per affidargli don Luciano e la nostra chiesa”.

    Questa sera, nei cuori dei partecipanti, c’è solo la speranza – anzi, la convinzione – che i racconti di una ragazzina di undici anni che parlano di abusi e violenze ripetute, siano un grosso equivoco che non potrà che essere chiarito al più presto.

    Guarda le foto della fiaccolata qui: http://www.ivg.it/2010/04/26/alassio-centi…ro/#postcomment

    Lontano dalle fiaccolate e “dalla parte delle bambine di Alassio”

    Sono indignati, alcuni perfino disgustati, davanti alla difesa incondizionata di “un presunto pedofilo in attesa di giudizio”, come si legge online. Alcuni di loro hanno anche assistito alla fiaccolata “pro-don Luciano” organizzata ieri sera per le vie di Alassio, con gli occhi increduli di chi non condivide per nulla il pensiero delle centinaia di persone che sfilavano con le candele in mano e con la convinzione che il proprio amico-parroco sia vittima di un grosso equivoco.

    “Appena assistito alla processione per don Luciano – scrive Sonia su Facebook -. Mi auguro davvero che sia innocente perchè non voglio pensare a come possano essersi sentiti i familiari della bambina quando passava tutta quella gente con le fiaccole, striscioni e cartelli, cantando e pregando il Signore per riavere il prete libero! Ma possibile che tra tutta quella gente nessuno abbia il minimo dubbio che possa essere colpevole?”.

    Sonia è uno dei 277 membri del gruppo “Dalla parte delle bambine di Alassio” che trova scandaloso che si additi la presunta vittima di un abuso come “una bugiarda patologica e inattendibile” e un presunto pedofilo come persona innocente a prescindere. “Vergogna” è la parola più “battuta” sulla tastiera del computer e lanciata online. “Davanti all ingresso della chiesa hanno messo uno striscione gigantesco con scritto: “don Lu siamo con te”…vergogna!”: a dirlo è Sabina e a farle da eco arrivano in tanti. “E’ veramente nauseante, nauseante la diocesi e nauseanti i pecoroni” aggiunge Mara, mentre Donata non usa mezzi termini quando scrive: “Non una parola di carità cristiana verso la bambina, che vergogna, le ‘pie donne’ delle parrocchie di san Giovanni e di san Vincenzo dovrebbero vergognarsi”.

    E ancora: “Si professano cristiani e poi lapidano in pubblico una bimba indifesa, senza neanche porsi il minimo dubbio di chi sia veramente la vittima”, aggiunge Luca, mentre tutti guardano al 24 maggio, giorno dell’inizio del processo, come ad una data che renderà giustizia a quella bambina a cui nessuno sembra pensare. “Il 24 maggio inizierà il processo. Speriamo che la giustizia faccia del suo meglioe poi facciamo un pulmino per andare a trovare il don e dirgli tutto ciò che pensiamo!”.

  • Vergogne che sarebbe meglio non fossero mai accadute, ma purtroppo accadono. Un’intera comunità schierata contro la vittima, una bambina di 12 anni. Sarebbe lei la tentatrice del povero parroco.

    Vergogne che sarebbe meglio non fossero mai accadute, ma purtroppo accadono. Un’intera comunità schierata contro la vittima, una bambina di 12 anni. Sarebbe lei la tentatrice del povero parroco.

    Vergogne che sarebbe meglio non fossero mai accadute, ma purtroppo accadono. Un’intera comunità schierata contro la vittima, una bambina di 12 anni. Sarebbe lei la tentatrice del povero parroco.

    Ricordare per non dimenticare……

    Il video della fiaccolata organizzata per dimostrare affetto nei confronti di Don Luciano Massaferro, il parroco alassino in carcere da dicembre con l’accusa di pedofilia

  • I parroci promuovono una fiaccolata per don Luciano

    I parroci promuovono una fiaccolata per don Luciano

    25 aprile 2010

    Una fiaccolata dei fedeli per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato il 29 dicembre scorso con l’accusa di aver violentato una sua chierichetta di 12 anni, è stata promossa dalle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni insieme alla diocesi di Albenga/Imperia per domani sera. Hanno annunciato l’adesione sia i parrocchiani sia diversi sacerdoti della stessa diocesi.

    Il prete attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Valle Armea a Sanremo e il prossimo 24 maggio dovrà presentarsi in tribunale a Savona per la prima udienza del processo. A difendere il prete saranno gli avvocati Mauro Ronco e Alessandro Chirivì che più volte hanno presentato istanza di scarcerazione per il loro assistito. Inizialmente detenuto nel carcere di Chiavari, don Luciano Massaferro era stato poi trasferito in quello sanremese ospite in una cella dove sono detenute altre sette persone.

  • La storia di don Luciano finirà in televisione

    La storia di don Luciano finirà in televisione

    Tra un mese sarà processato con l’accusa di aver abusato di una bambina di dodici anni. Nel frattempo il comitato di parrocchiani che è stato costituito ad Alassio e che è convinto della sua innocenza, vuole portare la sua storia in televisione

    La vicenda di don Luciano Massaferro potrebbe arrivare in televisione. A un mese esatto dall’apertura del processo che vede il sacerdote alassino imputato di molestie nei confronti di una bambina, il comitato sorto in sua difesa sta pensando a nuove iniziative, anche eclatanti. Anzi, a dire il vero gli amici di don Luciano stanno già da un po’ di tempo lavorando per contattare politici, persone note e soprattutto qualche trasmissione televisiva per cercare di far conoscere a tutti una vicenda che loro ritengono un’enorme ingiustizia, nonostante la magistratura la pensi in modo diametralmente opposto.

    «Il nostro intento è quello di portare la storia di don Luciano all’attenzione di tutti, e contatteremo chiunque possa darci una mano – afferma Carla Bisello, fondatrice del comitato in difesa di don Luciano -. Sappiamo che è un momento delicato per tutta la Chiesa, e difendere un sacerdote in questi momenti non è facile. Però quella di don Luciano è una storia particolare per come è nata, per come è stata vissuta da lui e per come è stato trattato, quindi non può essere vittima di un clima che non riguarda solo lui o questa diocesi ma tutta la Chiesa. È per questo che quando facciamo le iniziative gli alassini e tante persone partecipano con convinzione. Vogliamo allargare più possibile il numero delle persone che conoscono questa storia e che la prendano a cuore».

    L’imminenza del processo, che inizia il 24 maggio, impone tempi strettissimi.

    «In effetti stiamo rivedendo i nostri piani, perché bisognerà vedere cosa si può fare prima di quella data, cosa deve o può essere fatto dopo. Nei prossimi giorni valuteremo cosa fare».

    Nel frattempo c’è un appuntamento imminente, quello con la fiaccolata di lunedì sera, che dalla chiesa di Sant’Ambrogio porterà i fedeli fino alla parrocchia di San Vincenzo, quella di don Luciano.

    Una fiaccolata organizzata dalla diocesi, dedicata come recitano i manifesti affissi in tutta la riviera a tutti i sacerdoti della diocesi e in particolare a don Luciano.

    Un’iniziativa che servirà anche a “tastare il polso” dei sostenitori del sacerdote all’indomani del rinvio a giudizio.

    «Dobbiamo essere in tanti – prosegue Bisello -, perché dobbiamo dimostrare di non essere quattro fanatici religiosi, ma persone che conoscono don Luciano, che lo apprezzano e che sono convinte che non abbia fatto nulla di male. Dobbiamo far sentire la nostra vicinanza e la nostra solidarietà a questa persona che è un nostro amico e il nostro parroco. È per questo che in questi giorni abbiamo un po’ accantonato le altre iniziative: siamo concentrati a fare in modo che la fiaccolata riesca meglio possibile, poi da martedì ricominceremo subito a organizzare altre cose».

    Come stanno andando le adesioni al comitato e alla raccolta di fondi?

    «Non si tratta di una vera e propria raccolta di fondi, ma semplicemente di una forma di adesione al comitato, e l’euro versato da ciascuno serve semplicemente per pagare parte delle piccole spese che sosteniamo, nulla di più. Le adesioni ci sono, e soprattutto ci sono tante persone che in vari modi mostrano la loro vicinanza e solidarietà non a noi, ma a don Luciano».

    Persone che si ritroveranno probabilmente lunedì sera alle 21 in piazza Sant’Ambrogio, e soprattutto che stanno attendendo con il fiato sospeso il trascorrere di questo mese che separa dall’inizio del processo, quando convinzioni personali, supposizioni e anche le polemiche dei mesi passati cominceranno a lasciare il passo alle prove, alle testimonianze e infine al giudizio che dovrà stabilire la verità sulla torbida vicenda di don Luciano Massaferro.

  • Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta

    Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta

    Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta
    *Ida Artiaco

    È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne.

    La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

    Don Luciano Massaferro, 45 anni

    Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

    Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

    Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

    Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/don-luciano-massaferro-verso-il-processo-e-accusato-di-aver-abusato-di-una-chierichetta-335176/

  • Don Lu, processo a maggio

    Don Lu, processo a maggio

    16 aprile 2010

    È stata fissata al prossimo 24 maggio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro don Luciano Massaferro, il parroco in carcere dal 29 dicembre scorso con l’accusa di aver abusato sessualmente di una chierichetta di 11 anni (all’epoca dei fatti).

    «Questa mattina – ha riferito il suo legale Alessandro Chirivì – ho ricevuto il fax dal tribunale che ha fissato l’udienza dopo la richiesta avanzata dalla Procura pochissimi giorni fa. Ora avremo quaranta giorni di tempo per presentare al meglio la difesa del nostro assistito».